L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.


Bertolt Brecht : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”
Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..

“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “


Pino Ciampolillo

mercoledì 10 agosto 2016



Pistorio, Marziano e Cracolici  Quelli che cambiano idea 



Giovedì 05 Novembre 2015 - 14:26 di Accursio Sabella


L'ex assessore di Cuffaro confermato nell'esecutivo, nonostante le polemiche col governatore sui vecchi governi. Il deputato siracusano annunciò una denuncia al presidente per voto di scambio. Per il capogruppo democratico si erano "spente le luci" anche a causa della "rimpastite". Che alla fine ha coinvolto anche lui.

PALERMO - Qualcuno lo ha definito un “vanitoso”, altri un governatore inadeguato, altri ancora gli hanno persino promesso una denuncia per voto di scambio. Crocetta sembra non piacere a molti. Ma alcuni, tra quelli che in questi mesi lo hanno ferocemente attaccato o criticato, hanno deciso di far parte del suo governo. Come se nulla fosse. Come se tra le parole e i fatti non debba necessariamente esserci una coerenza, un legame.

Erano giorni caldi, anche climaticamente, quelli in cui Mariarita Sgarlata veniva fatta fuori dalla giunta di Crocetta per una storiaccia poi rivelatasi una bolla di sapone. Una presunta piscina abusiva dell'allora assessore ai Beni culturali trascinò nella polemica anche la Soprintendente di Siracusa. Un polverone inutile. La piscina era in regola. La dirigente si era comportata in maniera corretta. E anche l'assessore. Ma la Sgarlata verrà fatta fuori da Crocetta, che in quei giorni decide di pescare dal mazzo infinito delle sue nomine, la figura di Piergiorgio Gerratana, un consigliere comunale di Rosolini.

Peccato che proprio in quei giorni, in alcune sezioni proprio di quel paese e di Pachino, si stessero per ripetere le votazioni per l'elezione dei deputati regionali. Anche lì una storia piena di dubbi, incertezze e carte bollate. E che alla fine porterà all'esclusione dall'Ars di Pippo Gianni e al ritorno di Pippo Gennuso. Ma la nomina di Gerratana, proprio in quei giorni, fu fortemente contestata da diversi esponenti politici. Il più determinato? Il presidente della commissione attività produttive Bruno Marziano, deputato del Pd. Che andò giù durissimo nei confronti di Crocetta: “Presenterò – disse in conferenza stampa - una denuncia alla Procura della Repubblica per chiedere di verificare se la nomina da parte del presidente Crocetta del neo assessore al Territorio Piergiorgio Gerratana possa ipotizzare in qualche modo il reato di voto di scambio. Chiederò di verificare - ha aggiunto Marziano - se non è ravvisabile come turbativa del normale svolgimento delle elezioni a Rosolini e Pachino la nomina di un assessore che per storia e amicizia personale è vicino a un candidato del Megafono che può influire in qualche modo sull’esito delle elezioni”. Voto di scambio. Una accusa durissima, alla quale Crocetta rispose con sarcasmo: “Non si ammazza una mosca con una cannonata”. Quell'accusa, alla fine, affonderà di fronte all'esito delle elezioni che hanno portato alla conferma di Marziano. Tutto dimenticato, quindi. Al punto da spingere il parlamentare a mettere alle spalle la diffidenza nei confronti di quel governatore che con le sue nomine avrebbe provato a inficiare la regolarità delle elezioni, e a entrare addirittura nella sua giunta. Da accusatore ad assessore, la parabola di Marziano.

E qualche accusa se l'erano scambiata anche il governatore e Antonio Fiumefreddo.L'avvocato catanese alla fine ha deciso di rifiutare l'incarico. Ma la sua designazione - a dire il vero il secondo tentativo, dopo quello del 2014 - aveva in qualche fatto dimenticare una polemica non così antica. Era il settembre del 2013, quando proprio Crocetta allungò ombre sulla gestione e sulle spese del teatro Bellini da parte di Fiumefreddo che ne era stato il Soprintendente: “Sono stati fatti dei regali? A chi? Vogliamo saperlo”. Una polemica che innescò una replica anche un po' piccata “Mi sarei atteso – ha scritto Fiumefreddo in una lettera pubblicata integralmente da Livesicilia il giorno dopo le dichiarazioni di Crocetta - maggiore prudenza da un uomo accorto come il governatore. Mi piacerebbe anche suggerire a Crocetta di seguire il mio esempio e quindi di assumere sul suo conto corrente le spese relative ai doni che la Regione giustamente offre agli ospiti, ma non mi risulta che lo faccia”.

Fiumefreddo alla fine non entrerà in quell'esecutivo popolato da colleghi che non hanno certamente risparmiato “carezze” al presidente. Giovanni Pistorio, ad esempio, confermato in giunta con una delega diversa, anche nel recentissimo passato non era stato per nulla “affettuoso” nei confronti del suo presidente. “Gli ho suggerito– disse poco più di un anno fa - di fare anche lui una sana autocritica sulle esperienze Cuffaro e Lombardo. Ma l'ho trovato del tutto indisponibile perché è un uomo la cui vanità politica è marmorea. Un uomo che non immagina neanche di commettere degli errori”. Solo una delle schermaglie frequenti tra il governatore e l'ex assessore alla Salute di Cuffaro. Una esperienza passata, quella di Pistorio, che sembrava precludere al politico catanese qualsiasi possibilità di far parte di una giunta di Crocetta. Almeno, il governatore in questo senso era stato molto chiaro. Si discuteva, anche allora, ovviamente di rimpasto. Era il 31 marzo del 2014. Un anno e mezzo fa: “Il governo nuovo – disse Crocetta - non può avere uomini che ritornano dal passato. Discuto da mesi con le forze politiche, chiedono 'un governo nuovo' e mi aspetto dunque uomini e donne che non rappresentino alcuna continuità con le esperienze di governo precedenti. La palude – aggiungeva - sta proprio nel tentativo continuo di fare riaffiorare il passato che ha vissuto la Sicilia, un passato di due legislature che hanno determinato la crisi finanziaria, economica e sociale della Regione”. Il governatore chiedeva agli alleati "netta discontinuità" e bollava come "paradossale" la richiesta di “cambiare la giunta Crocetta proponendo uomini che hanno contribuito al disastro della Sicilia”. Poi, ovviamente, come è accaduto tante altre volte, Crocetta ci ha ripensato.

Ma l'arte del ripensamento sembra essere una costante negli ambienti politici siciliani. Basti rileggere le gentilezze che il neo assessore all'Agricoltura Antonello Cracolici ha regalato a Crocetta negli ultimi due anni. “Evidentemente Rosario Crocetta – disse - dimentica che lui, con Raffaele Lombardo, si è incontrato a Roma nell'abitazione privata dell'allora senatore Giovanni Pistorio, per chiedere il sostegno alla sua corsa alla presidenza della Regione ancora prima che il Pd assumesse l'orientamento di candidarlo. Ed è utile sottolineare che questo incontro è avvenuto dopo che il Pd, e il sottoscritto come primo firmatario, aveva presentato la sfiducia a Lombardo a seguito del rinvio a giudizio, senza aspettare i consigli di Crocetta che è stato tra i sostenitori di quella esperienza”. Così il deputato regionale replicava al governatore che lo aveva stuzzicato sul sostegno al governo Lombardo, sul suo blog. “D'altronde Crocetta – proseguiva Cracolici - aveva già buone frequentazioni con Lombardo che era il suo padrone di casa a Bruxelles”

Ma non solo Lombardo. Cracolici pochi mesi prima aveva anche indicato una delle fonti del successo elettorale del governatore: “Crocetta – raccontava Cracolici - ha chiesto i voti insieme a Genovese (deputato regionale finito in carcere in seguito a una inchiesta sulla formazione professionale, ndr), che era un esponente del Pd. Starei più attento, sarei più rigoroso in questo genere di cose. Mi pare che Crocetta non si è mai fatto scrupoli nel tenere in piedi alleanze anche con personaggi che venivano dalla destra storica”. Ma siamo solo agli antipasti. Perché Cracolici sarà ancora più duro, nei giorni in cui la sua area all'interno del Pd non era rappresentata in giunta. Era il “Crocetta bis”, quello che Cracolici definì la “giunta dei camerieri”, delle “molliche e dei gabinetti”. “Crocetta – disse Cracolici poco più di un anno fa - vada un po’ in giro: si accorgerà che la gente non ne può più di questo governo”. Poi una stoccata all'altra area del Pd: “Se i renziani vogliono seguire Crocetta nel baratro – prosegue Cracolici – lo facciano pure”. E nel baratro Cracolici sembrava davvero non voler finire, per colpa di Crocetta. Ho sostenuto la sua elezione – disse in Aula - ma questo non significa che io debba pagare questa scelta col suicidio”. E ancora, su twitter, dopo l'addio di Lucia Borsellino profetizzava: “Sembra ineluttabile che alla Regione Siciliana stiano per spegnersi le luci". Le luci sono rimaste accese. A illuminare i nuovi valzer e i nuovi cambi di poltrone. Un tourbillon che sembrava non piacere a Cracolici. “Crocetta – diceva sempre il capogruppo Pd nel 2014 - parla tanto di rimpastite: vorrei ricordagli che lui ha fatto segnare un record mai visto prima in Sicilia, cambiando 21 assessori in 22 mesi. A questo punto, chi vuole proseguire in questo modo, deve metterci la faccia”. Gli assessori nel frattempo sono diventati 41. Uno di questi è proprio lui. Cracolici ha deciso di metterci la faccia.


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LA PROFEZIA: LA SICILIA FALLIRÀ TRA POCHI MESI, CI SARÀ LA CATASTROFE SOCIALE


LA PRIMA GIORNATA DELLA “LEOPOLDA” DEL PD DI FARAONE. TANTO CENTRODESTRA, SCONTRO SULL’ANTIMAFIA La “Leopolda sicula” per certificare il fallimento della Sicilia Giulio Ambrosetti


CORSA PER L'ASSISTENZA TECNICI C'E'  ANCHE LA SOCIETA' DELL'ASSESSORE


PER LA SICILIA È PRONTO UN BEL BILANCIO REGIONALE 2015 'FANTASIOSO' CON LA ‘BENEDIZIONE’ DI RENZI E PADOAN


N. 66 RICORSO PER LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE 28 agosto 2014 Ricorso per questione di legittimita' costituzionale depositato in cancelleria il 28 agosto 2014 (della Regione Siciliana).


In Sicilia franano le autostrade e le strade tra piogge e incuria di Stato e Regione


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CORTE DEI CONTI 2007 Giudizio Parificazione Rendiconto Generale Regione Siciliana Anno 2007 Allegato


REGIONE 2015 AGGIORNAMENTO BILANCIO 2016 2018 MANCANO 1500 MILIONI DI EURO 2016 2017 2018 FORESTALI SANITA ENTI LOCALI Delibera 259 13 OTTOBRE 15


REGIONE 2015 OTTOBRE Audizione in merito alle previsioni del Documento Rassegna Stampa 07 ottobre 2015


CORTE DEI CONTI 2015 10 NOVEMBRE AUDIZIONE DI BACCEI E CROCETTA DPF 2016 2018 REGIONE SICILIA


ISOLA DELLE FEMMINE BILANCIO DI PREVISIONE 2015 COMMISSARIO AD ACTA DR. CARMELO MESSINA


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IN ESCLUSIVA/ Intercettato il flusso di coscienza dell’assessore Baccei


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IN ESCLUSIVA/ Intercettato il flusso di coscienza dell’assessore Baccei

BACCEI, BARRESI, CARTABELLOTTA, CASTELLUCCI, CORSELLO, CRACOLICI, CROCETTA, CUFFARO, FIUMEFREDDO, GERRATANA, GIAMMANCO, LO BELLO, Lombardo, LUMIA, MARZIANO, MONTANTE, PISTORIO, SAGUTO, SCILABRA, VENTURI,

giovedì 4 agosto 2016

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: Plagio, sospeso per un anno dall'Ateneo di Messina...


Plagio, sospeso per un anno dall'Ateneo di Messina il figlio dell'ex rettore

Dario Tomasello, professore associato di letteratura contemporanea, ha presentato "pubblicazioni ricopiate" all'esame per l'abilitazione al Miur. Sanzione dell'università, scatta anche l'inchiesta della procura di Patti


La massima sospensione per Dario Tomasello. Sono dodici mesi in cui il figlio dell’ex rettore dell'Università di Messina non potrà esercitare il ruolo di associato di letteratura italiana contemporanea. Così ha deciso il consiglio di disciplina di Messina, decisione sollecitata dal rettore Pietro Navarra e approvata dal consiglio di amministrazione, dopo l’ultimo esito della commissione tecnica presieduta da Tullio De Mauro che ha scritto nero su bianco che le pubblicazioni presentate dal Tomasello per il conseguimento dell’abilitazione presso il Miur presentano “diverse ricopiature”.





È questo l’esito della denuncia presentata dal professore Giuseppe Fontanelli nel 2014 dopo il risultato dell’abilitazione nazionale (non un concorso dunque). Denuncia trasmessa poi dall’Università di Messina al Miur e più volte sollecitata. Un primo esito era arrivato lo scorso gennaio quando a seguito della denuncia la commissione che aveva valutato le abilitazioni nazionali aveva deciso di confermare il titolo di Tomasello. Esito che provocò diverse proteste tra cui un’interrogazione parlamentare di Francesco D’Uva, del  M5s, e che portò alla costituzione della commissione tecnica presieduta da Tullio De Mauro. E questa sospensione potrebbe non esser l’unica conseguenza per Tomasello:  il dossier redatto da Fontanelli dove appaiono tantissimi i paragrafi riportati integralmente dal lavoro del professore Giuseppe Amoroso, ordinario di Letteratura italiana, professore di Tomasello, sono stati trasmessi in Procura dove Amoroso ha presentato ufficiale denuncia. Sul caso indaga la Procura di Patti.














Piano Aria Regione Sicilia Audizioni in Commissione Territorio Ambiente Interrogazioni Regionali e Nazionali Per Ritiro in Autotutela Del Piano Aria Sicilia Copiato



Nuovo maxi trasferimento alla Regione siciliana. Questa volta, il provvedimento del governatore Rosario Crocetta, colpisce una novantina tra dirigenti e funzionari dell’assessorato all’Ambiente e Territorio, dove la giunta ha scoperto migliaia di pratiche e autorizzazioni bloccate da tempo con “ritardi inspiegabili”.



“Per sbloccare le pratiche all’assessorato regionale al Territorio e ambiente bisognava pagare”. Lo ha rivelato il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, incontrando i giornalisti, a Gela, in occasione della presentazione delle liste che sosterrà: la sua, il “Megafono”, al Senato, e quella del Pd alla Camera. “Ce ne volevano di soldi”, ha detto in dialetto Crocetta, in un posto dove “la corruzione l’ha fatta da padrona in questi anni”.



“Così è stato nel caso di un funzionario del Dipartimento ambiente – riferisce l’assessore Lo Bello – che subito dopo aver presieduto una conferenza di servizi che procedeva al rilascio dell’autorizzazione, e’ diventato proprietario di un’automobile acquistata presso una concessionaria del novarese, il cui amministratore delegato risulta essere anche l’amministratore delegato della società alla quale era stata rilasciata l’autorizzazione, autorizzazione che poi il Tar, con due diverse sentenze nel 2012, ha annullato”.









Le dichiarazioni dell’Assessore Lo Bello e del Dr. Capilli ammettevano l’avvenuta copiatura di parti del Piano siciliano.



  La sig.ra LO BELLO, Assessore   territorio  l’ambiente,  esprime  compiacimento   per   le iniziative intraprese  sull’argomento  in  merito  al quale  ha   dato  risposta  alle interrogazioni presentate.  

Ammette che  il piano in questione è stato frutto di una riproduzione di  un  piano di  altre  regioni,  ma  assicura  che  i  dati   ivi contenuti sono della Regione siciliana. E su tali dati si  è provveduto a dare attuazione mediante l’adozione di  decreti assessoriali.

[N.B.: il riferimento è ai decreti sulla zonizzazione dell'ozono e dei metalli pesanti, i quali, tuttavia, risultano affatto significativi e pieni di palesi incongruenze, con il risultato di essere inservibili]

   

Sostiene che  il ritiro    del    piano comporterebbe una  lacuna

 e  che,  pertanto,  sarebbe  più opportuno procedere  ad  un  aggiornamento  dello   stesso.



Il  dott.  CAPILLI  riconosce che " il documento è stato esplicitamente attinto da diverse altre fonti" e  che  il  piano  non  contiene alcunché sui cementifici, si limita a prevedere l’inventario  regionale delle emissioni.

  

Entrambi, nella audizione successiva, hanno avuto persino la spudoratezza di negare le loro precedenti affermazioni, non sapendo, però, che esse sono state registrate e nella registrazione quelle dichiarazioni vengono puntualmente confermate.  



CROCETTA “Per sbloccare le pratiche all’assessorato regionale al Territorio e ambiente bisognava pagare”





http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2013/05/ruotano-i-dirigenti-tecnici-della.html  














Plagio, sospeso per un anno dall'Ateneo di Messina il figlio dell'ex rettore


PIANO ARIA REGIONE SICILIA COPIATO,ANZA' SALVATORE,INTERLANDI,TOLOMEO,TOMASELLO,RAGGI, GILETTI, LO BELLO,CAPILLI CROCETTA,MARINO

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: Plagio, sospeso per un anno dall'Ateneo di Messina...


Plagio, sospeso per un anno dall'Ateneo di Messina il figlio dell'ex rettore

Dario Tomasello, professore associato di letteratura contemporanea, ha presentato "pubblicazioni ricopiate" all'esame per l'abilitazione al Miur. Sanzione dell'università, scatta anche l'inchiesta della procura di Patti


La massima sospensione per Dario Tomasello. Sono dodici mesi in cui il figlio dell’ex rettore dell'Università di Messina non potrà esercitare il ruolo di associato di letteratura italiana contemporanea. Così ha deciso il consiglio di disciplina di Messina, decisione sollecitata dal rettore Pietro Navarra e approvata dal consiglio di amministrazione, dopo l’ultimo esito della commissione tecnica presieduta da Tullio De Mauro che ha scritto nero su bianco che le pubblicazioni presentate dal Tomasello per il conseguimento dell’abilitazione presso il Miur presentano “diverse ricopiature”.





È questo l’esito della denuncia presentata dal professore Giuseppe Fontanelli nel 2014 dopo il risultato dell’abilitazione nazionale (non un concorso dunque). Denuncia trasmessa poi dall’Università di Messina al Miur e più volte sollecitata. Un primo esito era arrivato lo scorso gennaio quando a seguito della denuncia la commissione che aveva valutato le abilitazioni nazionali aveva deciso di confermare il titolo di Tomasello. Esito che provocò diverse proteste tra cui un’interrogazione parlamentare di Francesco D’Uva, del  M5s, e che portò alla costituzione della commissione tecnica presieduta da Tullio De Mauro. E questa sospensione potrebbe non esser l’unica conseguenza per Tomasello:  il dossier redatto da Fontanelli dove appaiono tantissimi i paragrafi riportati integralmente dal lavoro del professore Giuseppe Amoroso, ordinario di Letteratura italiana, professore di Tomasello, sono stati trasmessi in Procura dove Amoroso ha presentato ufficiale denuncia. Sul caso indaga la Procura di Patti.














Piano Aria Regione Sicilia Audizioni in Commissione Territorio Ambiente Interrogazioni Regionali e Nazionali Per Ritiro in Autotutela Del Piano Aria Sicilia Copiato



Nuovo maxi trasferimento alla Regione siciliana. Questa volta, il provvedimento del governatore Rosario Crocetta, colpisce una novantina tra dirigenti e funzionari dell’assessorato all’Ambiente e Territorio, dove la giunta ha scoperto migliaia di pratiche e autorizzazioni bloccate da tempo con “ritardi inspiegabili”.



“Per sbloccare le pratiche all’assessorato regionale al Territorio e ambiente bisognava pagare”. Lo ha rivelato il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, incontrando i giornalisti, a Gela, in occasione della presentazione delle liste che sosterrà: la sua, il “Megafono”, al Senato, e quella del Pd alla Camera. “Ce ne volevano di soldi”, ha detto in dialetto Crocetta, in un posto dove “la corruzione l’ha fatta da padrona in questi anni”.



“Così è stato nel caso di un funzionario del Dipartimento ambiente – riferisce l’assessore Lo Bello – che subito dopo aver presieduto una conferenza di servizi che procedeva al rilascio dell’autorizzazione, e’ diventato proprietario di un’automobile acquistata presso una concessionaria del novarese, il cui amministratore delegato risulta essere anche l’amministratore delegato della società alla quale era stata rilasciata l’autorizzazione, autorizzazione che poi il Tar, con due diverse sentenze nel 2012, ha annullato”.









Le dichiarazioni dell’Assessore Lo Bello e del Dr. Capilli ammettevano l’avvenuta copiatura di parti del Piano siciliano.



  La sig.ra LO BELLO, Assessore   territorio  l’ambiente,  esprime  compiacimento   per   le iniziative intraprese  sull’argomento  in  merito  al quale  ha   dato  risposta  alle interrogazioni presentate.  

Ammette che  il piano in questione è stato frutto di una riproduzione di  un  piano di  altre  regioni,  ma  assicura  che  i  dati   ivi contenuti sono della Regione siciliana. E su tali dati si  è provveduto a dare attuazione mediante l’adozione di  decreti assessoriali.

[N.B.: il riferimento è ai decreti sulla zonizzazione dell'ozono e dei metalli pesanti, i quali, tuttavia, risultano affatto significativi e pieni di palesi incongruenze, con il risultato di essere inservibili]

   

Sostiene che  il ritiro    del    piano comporterebbe una  lacuna

 e  che,  pertanto,  sarebbe  più opportuno procedere  ad  un  aggiornamento  dello   stesso.



Il  dott.  CAPILLI  riconosce che " il documento è stato esplicitamente attinto da diverse altre fonti" e  che  il  piano  non  contiene alcunché sui cementifici, si limita a prevedere l’inventario  regionale delle emissioni.

  

Entrambi, nella audizione successiva, hanno avuto persino la spudoratezza di negare le loro precedenti affermazioni, non sapendo, però, che esse sono state registrate e nella registrazione quelle dichiarazioni vengono puntualmente confermate.  



CROCETTA “Per sbloccare le pratiche all’assessorato regionale al Territorio e ambiente bisognava pagare”





http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2013/05/ruotano-i-dirigenti-tecnici-della.html  














Plagio, sospeso per un anno dall'Ateneo di Messina il figlio dell'ex rettore


PIANO ARIA REGIONE SICILIA COPIATO,ANZA' SALVATORE,INTERLANDI,TOLOMEO,TOMASELLO,RAGGI, GILETTI, LO BELLO,CAPILLI CROCETTA,MARINO

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Dario Tomasello, professore associato di letteratura contemporanea, ha presentato "pubblicazioni ricopiate" all'esame per l'abilitazione al Miur. Sanzione dell'università, scatta anche l'inchiesta della procura di Patti


La massima sospensione per Dario Tomasello. Sono dodici mesi in cui il figlio dell’ex rettore dell'Università di Messina non potrà esercitare il ruolo di associato di letteratura italiana contemporanea. Così ha deciso il consiglio di disciplina di Messina, decisione sollecitata dal rettore Pietro Navarra e approvata dal consiglio di amministrazione, dopo l’ultimo esito della commissione tecnica presieduta da Tullio De Mauro che ha scritto nero su bianco che le pubblicazioni presentate dal Tomasello per il conseguimento dell’abilitazione presso il Miur presentano “diverse ricopiature”.





È questo l’esito della denuncia presentata dal professore Giuseppe Fontanelli nel 2014 dopo il risultato dell’abilitazione nazionale (non un concorso dunque). Denuncia trasmessa poi dall’Università di Messina al Miur e più volte sollecitata. Un primo esito era arrivato lo scorso gennaio quando a seguito della denuncia la commissione che aveva valutato le abilitazioni nazionali aveva deciso di confermare il titolo di Tomasello. Esito che provocò diverse proteste tra cui un’interrogazione parlamentare di Francesco D’Uva, del  M5s, e che portò alla costituzione della commissione tecnica presieduta da Tullio De Mauro. E questa sospensione potrebbe non esser l’unica conseguenza per Tomasello:  il dossier redatto da Fontanelli dove appaiono tantissimi i paragrafi riportati integralmente dal lavoro del professore Giuseppe Amoroso, ordinario di Letteratura italiana, professore di Tomasello, sono stati trasmessi in Procura dove Amoroso ha presentato ufficiale denuncia. Sul caso indaga la Procura di Patti.














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