L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 7 settembre 2016

STEFANO BOLOGNA DA VITTIMA A CARNEFICE - Video Dailymotion


STEFANO BOLOGNA DA VITTIMA A CARNEFICE di isolapulita


Indagini di Mafia e Mazzette di isolapulita


STEFANO BOLOGNA DA VITTIMA A CARNEFICE
Stefano Bologna candidato a Sindaco nelle elezioni amministrative di Isola delle Femmine il 6 e 7 giugno li definisce sciacalli, quei squallidi personaggi che si definiscono politicanti ieri all'arrivo delle prime notizie che lo vedevano protagonista a difesa di un imprenditore nostro concittadino vittima di un tentativo di estorsione da parte di due funzionari del Genio Civile di Trapani, sulla realizzazione di un insediamento turistico termale con ricettivita' di circa 1400 posti letto a Fegotto, localita' del comune di Calatafimi-Segesta, per conto della ditta ACQUAE CALIDADE DEL GOLFO S.rl. avente sede legale in Isola delle Femmine e regolarmente registrata il 14.11.2007 e repertoriata al n. 269033. L'impreditore nostro concittadino è attualmente impegnato per il tramite della ditta Solemar in un altro progetto per la costruzione di una moderna struttura ricettiva quattro stelle, 200 camere e sala convegni da 800 posti. Progetto di Giuseppe Campagna, Mario Lupo, Francesco Miceli e pubblicato da Francesco Miceli il 13-01-2006. Una nuova struttura mastodontica che certamente darà lustro alla nostra cittadina marinara e potrà fungere da volano ad altre attività imprenditoriali.
I politicanti locali hanno strumentalizzato la notizia per proprio tornaconto elettorale per tentare di screditare la lista Rinascita Isolana e sconfiggere in tal modo il suo candidato a Sindaco Stefano Bologna. Hanno buttato fango sulla mia persona. Solo il mio intervento ha sventato un atto di illegalità.........NON SONO INDAGATO NON HO RICEVUTO NESSUNO AVVISO DI GARANZIA IO SONO PER LA LEGALITA'

Trapani: Tangenti a Funzionari Genio Civile, Due Arresti

Palermo, 22 mag.- (Adnkronos) - Due funzionari del Genio civile di Trapani, un geologo e un dirigente amministrativo, sono stati arrestati dalla Squadra mobile di Trapani con l'accusa di avere intascato tangenti. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Trapani, che ha accolrto le richieste della Procura. I due, Giuseppe Caccetta di 52 anni e Antonino Pizzo di 55 anni, devono rispondere di concussione plurima aggravata in concorso per avere "costretto - spiegano gli investigatori - o indotto liberi profesisonisti e imprenditori a consegnare somme di denaro in cambio di rilascio dei pareri per progetti e piani di lottizzazione".

In particolare, avrebbero chieseto tangenti per la realizzazione di un insediamento turistico termale che doveva essere realizzato a Mazara del Vallo. I due funzionari sono stati inchiodati anche dalle intercettaizoni telefoniche e ambientali. C'e' un video in cui i due si vedono mentre intascano i soldi della tangente.


Tangenti : in manette funzionario e dirigente del genio civile di Palermo
Trapani La Polizia di Stato di Trapani ha arrestato un funzionario amministrativo ed un dirigente tecnico geologo che lavoravano presso il Genio civile di Palermo e Trapani responsabili dei reati di concussione plurima aggravata in concorso avendo costretto o indotto liberi professionisti e imprenditori a farsi consegnare somme di denaro, quali tangenti, in cambio del rilascio dei pareri previsti dall'art. 13 della legge 64/74, per progetti e piani di lottizzazione nonchè per la realizzazione di un insediamento turistico termale.
Le complesse indagini della Squadra Mobile, confortate da intercettazioni audio e video negli uffici del Genio Civile, hanno permesso di mettere in luce almeno 2 passaggi di denaro per due distinte concussioni: una riguardante un piano di lottizzazione nel comune di Mazara del Vallo e l'altra un insediamento turistico termale con ricettività di circa 1400 posti letto a Fegotto, località del comune di Calatafimi-Segesta.
Altri professionisti sentiti successivamente, sia pure a seguito della contestazione del contenuto delle dichiarazioni rese in precedenza dai colleghi, hanno ammesso in modo dettagliato di avere subito la richiesta di una tangente, quantificata in 1.000 euro, con la minaccia che, in caso di rifiuto, gli stessi non solo avrebbero rinviato con ogni scusa l'espletamento di una pratica di interesse del geologo sottoposta al parere del Genio Civile, ma, in sintesi, non avrebbero più consentito di lavorare, frapponendogli ogni genere di ostacolo burocratico.Tali dichiarazioni delineavano quindi un'ipotesi classica di concussione dal momento che appariva evidente come le esplicite minacce di ritardare gravemente l'esito delle pratiche di interesse, come pure quella di impedirgli di lavorare in futuro con il genio civile di Trapani in caso di mancata accettazione dell'imposizione di una dazione di denaro, costituiscano all'evidenza abuso delle proprie qualità e dei propri poteri finalizzato a costringere a soggiacere alla predetta richiesta economica.

Fonte: Polizia di Stato



Indagini di Mafia e Mazzette
Caricato da isolapulita - I nuovi video di oggi.


(ASCA) - Palermo, 22 mag -

I Carabinieri del Ros hanno individuato e sgominato un clan transnazionale guidato da Leonardo Badalamenti, figlio di Tano storico boss di Cinisi, impegnato nella gestione truffaldina di titoli di credito venduti per centinaia di milioni di dollari ai danni di istituti di credito esteri, arrestando 20 persone in Italia, Spagna, Venezuela e Brasile nell'operazione antimafia denominata 'Centopassi'. Tutti i fermati sono accusati di associazione mafiosa, corruzione, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e trasferimento fraudolento di valori.

Sequestrati beni per oltre 5 milioni di euro tra aziende e quote societarie. Al centro delle indagini del Ros alcuni imprenditori ritenuti espressione di famiglie mafiose attivi sia in Toscana sia nella realizzazione di opere residenziali e turistiche in provincia di Palermo.

dod/cam/rob

http://www.asca.it/regioni-MAFIA__SGOMINATO_CLAN_BADALAMENTI_JR__20_ARRESTI_IN_ITALIA_E_ALL_ESTERO-399528-sicilia-16.html
(ASCA-TRAPANIOK) - Trapani, 22 mag - Giuseppe Caccetta, dirigente tecnico-geologo presso il Genio civile di Palermo e Trapani, ed Antonino Pizzo, funzionario amministrativo dello stesso ente, sono stati tratti in arresto, dagli agenti della squadra mobile di Trapani con l'accusa di concussione plurima aggravata. Gli ordini di custodia cautelare sono stati disposti dal giudice per le indagini preliminari Massimo Corleo su richiesta della Procura della Repubblica. Caccetta e Pizzo sono accusati di avere costretto o indotto liberi professionisti ed imprenditori a farsi consegnare somme di denaro, quali tangenti, in cambio del rilascio dei pareri per alcuni progetti e piani di lottizzazione e per la realizzazione di un insediamento turistico da realizzarsi rispettivamente a Mazara del Vallo e Calatafimi-Segesta, nel trapanese. Nel corso dell'operazione e' stato anche notificato un avviso di garanzia a Daniela Guastella, quarantuno anni, di Marsala, accusata di riciclaggio, per avere, secondo l'accusa, compiuto operazioni bancarie in modo da ostacolare l'individuazione della provenienza di una tangente ottenuta da Pizzo.
http://www.asca.it/regioni-TRAPANI__ARRESTATI_2_FUNZIONARI_DEL_GENIO_CIVILE_PER_TANGENTI-399541-sicilia-16.html

TANGENTI AL GENIO CIVILE DI TRAPANI.

Agenti di Polizia appartenenti a questa Squadra Mobile, hanno eseguito 2 OCC emesse dal G.I.P. di Trapani (Dr Corleo) su richiesta della Procura della Repubblica (PM dr. Tarondo - dr.ssa Biondolillo), nei confronti di:
  1. CACCETTA Giuseppe, nato a Sant’ Angelo di Brolo (ME) il 11.07.1957 e residente a Palermo, dirigente tecnico - geologo presso il Genio civile OOPP di Palermo e Trapani;
  1. PIZZO Antonino, nato a Trapani il 18.01.1954 ivi residente, funzionario amministrativo presso il Genio civile OOPP di Trapani.
 
I due funzionari sono stati arrestati perché sottoposti ad indagini per i reati di concussione plurima aggravata in concorso avendo costretto o indotto liberi professionisti e imprenditori a farsi consegnare somme di denaro, quali tangenti, in cambio del rilascio dei previsti pareri ex art. 13 della legge 64/74, per progetti e piani di lottizzazione, nonchè per la realizzazione di un insediamento turistico termale da realizzarsi rispettivamente in Mazara del Vallo e Calatafini-Segesta.


Contestualmente è stato notificato un avviso di garanzia e decreto di perquisizione personale a GUASTELLA Daniela Domenica Maria, nata a Marsala il 02.03.1968, per il reato di riciclaggio avendo compiuto operazioni bancarie in modo da ostacolare l’individuazione della provenienza delittuosa di una tangente ottenuta da PIZZO, con la creazione di un CC.

Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal GIP grazie alle rilevanti emergenze istruttorie, già compendiate in apposita informativa di reato dalla Squadra Mobile di Trapani ai Pubblici Ministeri in cui si comunicava l’esito di accertamenti disposti con riferimento al Genio Civile di Trapani, segnalando l’acquisizione, a seguito dell’escussione di liberi professionisti impegnati nella realizzazione di un insediamento turistico termale con ricettività di circa 1400 posti letto come da progetto predisposto per conto della società denominata Aquae calidae del Golfo s.r.l. con sede in Isola delle Femmine (PA), concernente reiterate condotte di natura concussoria poste in essere da parte del geologo CACCETTA Giuseppe, sopra generalizzato, dirigente tecnico presso il genio Civile Regionale di Palermo, distaccato anche presso al sede del Genio Civile di Trapani, e del ragioniere PIZZO Antonino, funzionario direttivo presso la stessa sede del Genio Civile di Trapani.


Altri professionisti escussi successivamente, sia pure a seguito della contestazione del contenuto delle dichiarazioni rese in precedenza dai colleghi, ammettevano in modo dettagliato di avere subito la richiesta di una tangente, quantificata in euro 1.000, da parte del PIZZO e del CACCETTA, con la minaccia che, in caso di rifiuto, gli stessi non solo avrebbero rinviato con ogni scusa l’espletamento di una pratica di interesse del geologo sottoposta al parere del Genio Civile, ma, in sintesi, non avrebbero più consentito di lavorare, frapponendogli ogni genere di ostacolo burocratico.

Siffatte dichiarazioni delineavano quindi, in ogni elemento costitutivo, una ipotesi classica del reato di tentata concussione giacche appariva evidente come le esplicite minacce di ritardare gravemente l’esito delle pratiche di interesse, come pure quella di impedirgli di lavorare in futuro con il genio civile di Trapani in caso di mancata accettazione dell’imposizione di una dazione di denaro, costituiscano all’evidenza abuso delle proprie qualità e dei propri poteri finalizzato a costringere a soggiacere alla predetta richiesta economica.
A fronte di tali elementi, per acquisire più analitiche prove dell’attività criminosa in atto, come pure per ottenere i necessari riscontri idonei a confortare le dichiarazioni rese dalla persona offesa, si procedeva ad una efficace attività di intercettazione, telefonica e ambientale, negli uffici del Genio Civile di Trapani dove prestano la propria attività lavorativa i due pubblici ufficiali e che hanno consentito di acquisire preziosissime conferme all’iniziale quadro probatorio, consentendo di evidenziare, con riprese video, la dazione di somme di denaro, per due distinte condotte di concussione consumate, riferite a due diversi progetti sottoposti al parere del Genio civile di Trapani, entrambe concluse :
  1. la prima riguardante un piano di lottizzazione da realizzarsi nel comune di Mazara del Vallo;
  2. la seconda prevedeva un piano di lottizzazione molto più consistente, un insediamento turistico termale con ricettività di circa 1400 posti letto, in località FEGOTTO del Comune di Calatafimi-Segesta da realizzarsi per conto della società ACQUAE CALIDAE DEL GOLFO S.r.l.

Le intercettazioni confermavano una serie di comportamenti anomali da parte del PIZZO e del CACCETTA. Il primo infatti si interessava attivamente delle pratiche presentate in esame, nonostante lo stesso fosse addetto a mansioni di capo del settore ragioneria e non rivestisse la qualifica di geologo. In particolare il PIZZO si attivava con le vittime del reato perchè le pratiche, avrebbero dovuto essere indirizzate per la trattazione al geologo CACCETTA, tramite una serie di colloqui tutti del seguente tenore :

sono deluso dal tuo comportamento… mi sarei aspettato da te che mi lasciassi almeno 100 o 200 euro da corrispondere ai ragazzi dell’ufficio impegnati a compilare registri e mettere i timbri” .

Lo stesso CACCETTA, responsabile delle trattazione delle pratiche, aveva poi assunto un atteggiamento vessatorio, lamentando un sovraccarico di lavoro a causa delle pratiche presentate, arrivando sino ad adirarsi ingiustificatamente con frasi emblematiche del tipo:


tu mi devi chiedere scusa in ginocchio… tu devi sbattere il muso qua… sei tu che hai bisogno di me, non io che ho bisogno di te…”, “se io voglio sono capace di trovare la scusa per bloccare le tue pratiche non solo 60 giorni… ma sei mesi, anche sei anni…” e subito dopo: “sono bravissimo in queste cose e rompo il culo a tutti, me la possono sucare tutti in questo genere di cose e non smetterò di chiederti integrazioni fino a far morire i tuoi progetti qui dentro…”.


Ed ancora: “…a me, me la sucano tutti… tu, poliziotti, carabinieri, giudici perché ci sono passato da queste cose e so come affrontarle e non sono mai riusciti a fottermi…”.

Le attività di intercettazione, unitamente ai concomitanti servizi di osservazione e pedinamento predisposti dalla P.G., hanno consentito di acquisire i seguenti elementi indiziari:
  • il PIZZO invitava i professionisti a gonfiare i propri emolumenti in qualità di geologo per potere ricavare le somme da corrispondere quale tangente;


  • il CACCETTA e il PIZZO vessavano i professionisti con la richiesta di ulteriori documenti da trasmettere al genio civile, come un mero espediente per ritardare l’approvazione e costringere gli interlocutori a scendere a patti;


  • il CACCETTA ed il PIZZO si facevano consegnare la somma di € 500 quale tranche della tangente in relazione al gestito per una lottizzazione in Mazara del Vallo. La consegna veniva documentata dalla video-ripresa mediante telecamera all’interno dello stesso ufficio e confermata dalle successive conversazioni


  • i due funzionari ribadivano la soddisfazione per avere costretto i professionisti ad assumere un atteggiamento di sottomissione rispetto all’originale resistenza dimostrata verso richieste avanzate.


  • con riferimento al progetto di lottizzazione di Calatafimi le successive conversazioni intercettate rendono evidente come il CACCETTA, una volta contattato da un soggetto politico interessato alla pratica (che si accerterà identificarsi in BOLOGNA Stefano, candidato sindaco del comune di Isola delle Femmine in occasione delle imminenti consultazioni amministrative), prospetti al PIZZO la necessità di procedere nell’attività criminosa su binari separati: da un lato si rende necessario evitare che i progettisti e gli interlocutori politici siano posti a conoscenza delle grevi richieste di tangenti avanzate: infatti, una volta avviato un rapporto di più alto livello il CACCETTA intende ottenere più elegantemente e proficuamente la promessa di incarichi pubblici da parte del BOLOGNA. Dall’altro lato non disdegna di proseguire l’attività concussoria nei confronti dei professionisti, in maniera riservata, con la richiesta di somme di denaro più contenute ma di immediata acquisizione.


  • l’11.3.09 ore 10.36, il PIZZO ed il CACCETTA, ricevevano una ulteriore tangente dell’importo di 1000 euro .


  • a fronte di tanto interessamento nel ricevere le somme di denaro, il PIZZO veniva ripreso sovente mentre trascorreva parte della giornata lavorativa appisolato sulla scrivania.











CARINI. INTERROGAZIONE CONSILIARE SU ESPERTO FINITO IN MANETTE

27 maggio 2009


Uno dei funzionari del Genio civile di Trapani finito in carcere la scorsa settimana per i reati di concussione plurima aggravata, Giuseppe Caccetta, da 5 anni è il consulente incaricato dal sindaco di Carini Gaetano La Fata, come esperto in materia di geomorfologia e idromorfologia. A sollevare la questione è il gruppo consiliare dell’Unione che sulla vicenda ha presentato una interrogazione consiliare al primo cittadino, in particolare perchè Caccetta avrebbe dovuto seguire l’iter per l’approvazione del nuovo Piano Regolatore nella parte relativa alla materia geologica. Sul fatto che il sindaco allora nominasse come consulente uno che lavorava presso il Genio Civile fu il consigliere comunale di opposizione Giovì Monteleone a sollevare delle perplessità di ordine deontologico, manifestate in una conferenza pubblica sul PRG che la sezione locale dei democratici di sinistra organizzò nel 2004.
Illuminante – si legge in una nota di Monteleone - è anche l’intervento del geologo , incaricato dalla giunta di centro sinistra guidata da Nino Mannino per la relazione dello studio geologico a supporto del nuovo PRG, che parla di pressioni indebite su pareri su certe lottizzazioni.
Si da caso che si continua ancora a edificare sulle zone che il geologo Lo Monaco aveva circoscritto come zone a rischio idrogeologico vicino dove qualche anno fa sono caduti dei massi non ancora rimossi.
Nell’interrogazione consiliare viene chiesto al sindaco se, vista la gravità dell’accusa formulata nei confronti di Giuseppe Caccetta, ha già adottato o intende adottare i provvedimenti consequenziali come la sospensione del rapporto di collaborazione;
perché nonostante la consulenza del dottor Caccetta la revisione del progetto di PRG si trova ancora all’esame del Genio Civile di Palermo; se intende relazionare al Consiglio comunale sull’attività dello stesso svolta, considerato che, nonostante siano trascorsi 5 anni, non ha mai trasmesso al Consiglio comunale alcuna relazione sull’attività dell’esperto Caccetta, né di altri incaricati, violando sistematicamente l’applicazione del comma 4 della legge regionale 7/92;
quali sono queste “aree fortemente instabili” che “verrebbero destinati all’edilizia” e perché si continua ancora ad edificare nelle aree soggette a rischio idrogeologico e infine quando è prevista la trasmissione del “nuovo” progetto di PRG al Consiglio Comunale per l’esame di competenza.
Dal canto suo, il sindaco di Carini Gaetano La Fata, afferma di avere appreso pure dalla stampa la notizia dell’arresto del proprio esperto e che ha immediatamente ha cautelativamente provveduto a revocare il rapporto di collaborazione con l’esperto.
Da quando il geologo ha preso incarico al Comune di Carini – scrive in una nota il sindaco La Fata - lo stesso non si è più occupato presso il Genio Civile di Palermo, né del nuovo P.R.G. in itinere nella nostra città, né di altri progetti provenienti dallo stesso ente locale.
Ha dato, invece – prosegue il primo cittadino - il suo apporto qualificato su varie problematiche del territorio comunale in materia di geomorfologia e idromorfologia, quando richiesto, comprese anche quelle inerenti il nuovo P.R.G. Grazie anche al suo apporto di esperto – puntualizza il sindaco- i tecnici del P.R.G. e, in particolare, il geologo Lo Monaco, hanno completato alcuni mesi fa gli adempimenti necessari e richiesti dall’Ufficio del Genio Civile di Palermo, ai fini del previsto e indispensabile parere ai sensi dell’art. 13 della legge n.64\1984.
Il 27 febbraio scorso – aggiunge La Fata - tutta la documentazione inerente il nuovo P.R.G. , completa di tutte le sue parti è stata trasmessa al Genio Civile di Palermo per il relativo parere di cui siamo in attesa per trasmetterlo al Consiglio Comunale per l’esame di competenza. Riguardo, infine, alla nota del geologo Lo Monaco nella quale verrebbero manifestati perplessità su alcune indicazioni riportate nel Piano di Assetto idrogeologico del Comune di Carini – prosegue il sindaco La Fata - ricordo al consigliere Monteleone che lo stesso è stato redatto da un altro professionista incaricato dall’Amministrazione Comunale e precisamente da Rita Russo, e successivamente vagliato dal competente ufficio dell’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente e approvato con apposito decreto dallo stesso.
Infine – conclude il sindaco di Carini Gaetano La Fata - non mi risulta che si continua a costruire nelle zone soggette a rischio idrogeologico almeno da quando è stato approvato il PAI, che ha avuto il merito di individuare le zone a rischio idrogeologico nel territorio, classificandole in vari gradi di pericolosità e dettando le regole e le prescrizioni per eventuali edificazioni nelle zone consentite.
Mi risulta, invece, che progetti di edificazione in zone a forte rischio idrogeologico sono stati approvati in passato, prima dell’approvazione del PAI e proprio negli anni 1994\1997, anche dopo che era pervenuto al Comune di Carini lo studio geologico del nuovo P.R.G., redatto proprio da Lo Monaco, incaricato appunto dalla Giunta Mannino.







BOLOGNA 2009 GIUGNO ELEZIONI PIANGE IL TELEFONO BOLOGNA PIZZO CACCETTA GENIO CIVILE TRAPANI PROGETTO SEGESTA ACQUAE CALIDAE DEL GOLFO SRL LA FATA TOIA vespro_2009_06-8-9



1982, 1983, 1984, 1995, 1999, 2000, 2001, 2009, ACQUAE CALIDAE DEL GOLFO, BOLOGNA,CACCETTA, DE FRANCISI, DI MAGGIO FRANCESCO, Elezioni, Enea, GIUSYLENIA, IL FILO ROSSO, pizzo, RAPPA ROCCO,TELEFONO




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Indagini di Mafia e Mazzette di isolapulita

STEFANO BOLOGNA DA VITTIMA A CARNEFICE
Stefano Bologna candidato a Sindaco nelle elezioni amministrative di Isola delle Femmine il 6 e 7 giugno li definisce sciacalli, quei squallidi personaggi che si definiscono politicanti ieri all'arrivo delle prime notizie che lo vedevano protagonista a difesa di un imprenditore nostro concittadino vittima di un tentativo di estorsione da parte di due funzionari del Genio Civile di Trapani, sulla realizzazione di un insediamento turistico termale con ricettivita' di circa 1400 posti letto a Fegotto, localita' del comune di Calatafimi-Segesta, per conto della ditta ACQUAE CALIDADE DEL GOLFO S.rl. avente sede legale in Isola delle Femmine e regolarmente registrata il 14.11.2007 e repertoriata al n. 269033. L'impreditore nostro concittadino è attualmente impegnato per il tramite della ditta Solemar in un altro progetto per la costruzione di una moderna struttura ricettiva quattro stelle, 200 camere e sala convegni da 800 posti. Progetto di Giuseppe Campagna, Mario Lupo, Francesco Miceli e pubblicato da Francesco Miceli il 13-01-2006. Una nuova struttura mastodontica che certamente darà lustro alla nostra cittadina marinara e potrà fungere da volano ad altre attività imprenditoriali.
I politicanti locali hanno strumentalizzato la notizia per proprio tornaconto elettorale per tentare di screditare la lista Rinascita Isolana e sconfiggere in tal modo il suo candidato a Sindaco Stefano Bologna. Hanno buttato fango sulla mia persona. Solo il mio intervento ha sventato un atto di illegalità.........NON SONO INDAGATO NON HO RICEVUTO NESSUNO AVVISO DI GARANZIA IO SONO PER LA LEGALITA'

Trapani: Tangenti a Funzionari Genio Civile, Due Arresti

Palermo, 22 mag.- (Adnkronos) - Due funzionari del Genio civile di Trapani, un geologo e un dirigente amministrativo, sono stati arrestati dalla Squadra mobile di Trapani con l'accusa di avere intascato tangenti. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Trapani, che ha accolrto le richieste della Procura. I due, Giuseppe Caccetta di 52 anni e Antonino Pizzo di 55 anni, devono rispondere di concussione plurima aggravata in concorso per avere "costretto - spiegano gli investigatori - o indotto liberi profesisonisti e imprenditori a consegnare somme di denaro in cambio di rilascio dei pareri per progetti e piani di lottizzazione".

In particolare, avrebbero chieseto tangenti per la realizzazione di un insediamento turistico termale che doveva essere realizzato a Mazara del Vallo. I due funzionari sono stati inchiodati anche dalle intercettaizoni telefoniche e ambientali. C'e' un video in cui i due si vedono mentre intascano i soldi della tangente.


Tangenti : in manette funzionario e dirigente del genio civile di Palermo
Trapani La Polizia di Stato di Trapani ha arrestato un funzionario amministrativo ed un dirigente tecnico geologo che lavoravano presso il Genio civile di Palermo e Trapani responsabili dei reati di concussione plurima aggravata in concorso avendo costretto o indotto liberi professionisti e imprenditori a farsi consegnare somme di denaro, quali tangenti, in cambio del rilascio dei pareri previsti dall'art. 13 della legge 64/74, per progetti e piani di lottizzazione nonchè per la realizzazione di un insediamento turistico termale.
Le complesse indagini della Squadra Mobile, confortate da intercettazioni audio e video negli uffici del Genio Civile, hanno permesso di mettere in luce almeno 2 passaggi di denaro per due distinte concussioni: una riguardante un piano di lottizzazione nel comune di Mazara del Vallo e l'altra un insediamento turistico termale con ricettività di circa 1400 posti letto a Fegotto, località del comune di Calatafimi-Segesta.
Altri professionisti sentiti successivamente, sia pure a seguito della contestazione del contenuto delle dichiarazioni rese in precedenza dai colleghi, hanno ammesso in modo dettagliato di avere subito la richiesta di una tangente, quantificata in 1.000 euro, con la minaccia che, in caso di rifiuto, gli stessi non solo avrebbero rinviato con ogni scusa l'espletamento di una pratica di interesse del geologo sottoposta al parere del Genio Civile, ma, in sintesi, non avrebbero più consentito di lavorare, frapponendogli ogni genere di ostacolo burocratico.Tali dichiarazioni delineavano quindi un'ipotesi classica di concussione dal momento che appariva evidente come le esplicite minacce di ritardare gravemente l'esito delle pratiche di interesse, come pure quella di impedirgli di lavorare in futuro con il genio civile di Trapani in caso di mancata accettazione dell'imposizione di una dazione di denaro, costituiscano all'evidenza abuso delle proprie qualità e dei propri poteri finalizzato a costringere a soggiacere alla predetta richiesta economica.

Fonte: Polizia di Stato



Indagini di Mafia e Mazzette
Caricato da isolapulita - I nuovi video di oggi.


(ASCA) - Palermo, 22 mag -

I Carabinieri del Ros hanno individuato e sgominato un clan transnazionale guidato da Leonardo Badalamenti, figlio di Tano storico boss di Cinisi, impegnato nella gestione truffaldina di titoli di credito venduti per centinaia di milioni di dollari ai danni di istituti di credito esteri, arrestando 20 persone in Italia, Spagna, Venezuela e Brasile nell'operazione antimafia denominata 'Centopassi'. Tutti i fermati sono accusati di associazione mafiosa, corruzione, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e trasferimento fraudolento di valori.

Sequestrati beni per oltre 5 milioni di euro tra aziende e quote societarie. Al centro delle indagini del Ros alcuni imprenditori ritenuti espressione di famiglie mafiose attivi sia in Toscana sia nella realizzazione di opere residenziali e turistiche in provincia di Palermo.

dod/cam/rob

http://www.asca.it/regioni-MAFIA__SGOMINATO_CLAN_BADALAMENTI_JR__20_ARRESTI_IN_ITALIA_E_ALL_ESTERO-399528-sicilia-16.html
(ASCA-TRAPANIOK) - Trapani, 22 mag - Giuseppe Caccetta, dirigente tecnico-geologo presso il Genio civile di Palermo e Trapani, ed Antonino Pizzo, funzionario amministrativo dello stesso ente, sono stati tratti in arresto, dagli agenti della squadra mobile di Trapani con l'accusa di concussione plurima aggravata. Gli ordini di custodia cautelare sono stati disposti dal giudice per le indagini preliminari Massimo Corleo su richiesta della Procura della Repubblica. Caccetta e Pizzo sono accusati di avere costretto o indotto liberi professionisti ed imprenditori a farsi consegnare somme di denaro, quali tangenti, in cambio del rilascio dei pareri per alcuni progetti e piani di lottizzazione e per la realizzazione di un insediamento turistico da realizzarsi rispettivamente a Mazara del Vallo e Calatafimi-Segesta, nel trapanese. Nel corso dell'operazione e' stato anche notificato un avviso di garanzia a Daniela Guastella, quarantuno anni, di Marsala, accusata di riciclaggio, per avere, secondo l'accusa, compiuto operazioni bancarie in modo da ostacolare l'individuazione della provenienza di una tangente ottenuta da Pizzo.
http://www.asca.it/regioni-TRAPANI__ARRESTATI_2_FUNZIONARI_DEL_GENIO_CIVILE_PER_TANGENTI-399541-sicilia-16.html

TANGENTI AL GENIO CIVILE DI TRAPANI.

Agenti di Polizia appartenenti a questa Squadra Mobile, hanno eseguito 2 OCC emesse dal G.I.P. di Trapani (Dr Corleo) su richiesta della Procura della Repubblica (PM dr. Tarondo - dr.ssa Biondolillo), nei confronti di:
  1. CACCETTA Giuseppe, nato a Sant’ Angelo di Brolo (ME) il 11.07.1957 e residente a Palermo, dirigente tecnico - geologo presso il Genio civile OOPP di Palermo e Trapani;
  1. PIZZO Antonino, nato a Trapani il 18.01.1954 ivi residente, funzionario amministrativo presso il Genio civile OOPP di Trapani.
 
I due funzionari sono stati arrestati perché sottoposti ad indagini per i reati di concussione plurima aggravata in concorso avendo costretto o indotto liberi professionisti e imprenditori a farsi consegnare somme di denaro, quali tangenti, in cambio del rilascio dei previsti pareri ex art. 13 della legge 64/74, per progetti e piani di lottizzazione, nonchè per la realizzazione di un insediamento turistico termale da realizzarsi rispettivamente in Mazara del Vallo e Calatafini-Segesta.


Contestualmente è stato notificato un avviso di garanzia e decreto di perquisizione personale a GUASTELLA Daniela Domenica Maria, nata a Marsala il 02.03.1968, per il reato di riciclaggio avendo compiuto operazioni bancarie in modo da ostacolare l’individuazione della provenienza delittuosa di una tangente ottenuta da PIZZO, con la creazione di un CC.

Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal GIP grazie alle rilevanti emergenze istruttorie, già compendiate in apposita informativa di reato dalla Squadra Mobile di Trapani ai Pubblici Ministeri in cui si comunicava l’esito di accertamenti disposti con riferimento al Genio Civile di Trapani, segnalando l’acquisizione, a seguito dell’escussione di liberi professionisti impegnati nella realizzazione di un insediamento turistico termale con ricettività di circa 1400 posti letto come da progetto predisposto per conto della società denominata Aquae calidae del Golfo s.r.l. con sede in Isola delle Femmine (PA), concernente reiterate condotte di natura concussoria poste in essere da parte del geologo CACCETTA Giuseppe, sopra generalizzato, dirigente tecnico presso il genio Civile Regionale di Palermo, distaccato anche presso al sede del Genio Civile di Trapani, e del ragioniere PIZZO Antonino, funzionario direttivo presso la stessa sede del Genio Civile di Trapani.


Altri professionisti escussi successivamente, sia pure a seguito della contestazione del contenuto delle dichiarazioni rese in precedenza dai colleghi, ammettevano in modo dettagliato di avere subito la richiesta di una tangente, quantificata in euro 1.000, da parte del PIZZO e del CACCETTA, con la minaccia che, in caso di rifiuto, gli stessi non solo avrebbero rinviato con ogni scusa l’espletamento di una pratica di interesse del geologo sottoposta al parere del Genio Civile, ma, in sintesi, non avrebbero più consentito di lavorare, frapponendogli ogni genere di ostacolo burocratico.

Siffatte dichiarazioni delineavano quindi, in ogni elemento costitutivo, una ipotesi classica del reato di tentata concussione giacche appariva evidente come le esplicite minacce di ritardare gravemente l’esito delle pratiche di interesse, come pure quella di impedirgli di lavorare in futuro con il genio civile di Trapani in caso di mancata accettazione dell’imposizione di una dazione di denaro, costituiscano all’evidenza abuso delle proprie qualità e dei propri poteri finalizzato a costringere a soggiacere alla predetta richiesta economica.
A fronte di tali elementi, per acquisire più analitiche prove dell’attività criminosa in atto, come pure per ottenere i necessari riscontri idonei a confortare le dichiarazioni rese dalla persona offesa, si procedeva ad una efficace attività di intercettazione, telefonica e ambientale, negli uffici del Genio Civile di Trapani dove prestano la propria attività lavorativa i due pubblici ufficiali e che hanno consentito di acquisire preziosissime conferme all’iniziale quadro probatorio, consentendo di evidenziare, con riprese video, la dazione di somme di denaro, per due distinte condotte di concussione consumate, riferite a due diversi progetti sottoposti al parere del Genio civile di Trapani, entrambe concluse :
  1. la prima riguardante un piano di lottizzazione da realizzarsi nel comune di Mazara del Vallo;
  2. la seconda prevedeva un piano di lottizzazione molto più consistente, un insediamento turistico termale con ricettività di circa 1400 posti letto, in località FEGOTTO del Comune di Calatafimi-Segesta da realizzarsi per conto della società ACQUAE CALIDAE DEL GOLFO S.r.l.
Le intercettazioni confermavano una serie di comportamenti anomali da parte del PIZZO e del CACCETTA. Il primo infatti si interessava attivamente delle pratiche presentate in esame, nonostante lo stesso fosse addetto a mansioni di capo del settore ragioneria e non rivestisse la qualifica di geologo. In particolare il PIZZO si attivava con le vittime del reato perchè le pratiche, avrebbero dovuto essere indirizzate per la trattazione al geologo CACCETTA, tramite una serie di colloqui tutti del seguente tenore :

sono deluso dal tuo comportamento… mi sarei aspettato da te che mi lasciassi almeno 100 o 200 euro da corrispondere ai ragazzi dell’ufficio impegnati a compilare registri e mettere i timbri” .

Lo stesso CACCETTA, responsabile delle trattazione delle pratiche, aveva poi assunto un atteggiamento vessatorio, lamentando un sovraccarico di lavoro a causa delle pratiche presentate, arrivando sino ad adirarsi ingiustificatamente con frasi emblematiche del tipo:


tu mi devi chiedere scusa in ginocchio… tu devi sbattere il muso qua… sei tu che hai bisogno di me, non io che ho bisogno di te…”, “se io voglio sono capace di trovare la scusa per bloccare le tue pratiche non solo 60 giorni… ma sei mesi, anche sei anni…” e subito dopo: “sono bravissimo in queste cose e rompo il culo a tutti, me la possono sucare tutti in questo genere di cose e non smetterò di chiederti integrazioni fino a far morire i tuoi progetti qui dentro…”.


Ed ancora: “…a me, me la sucano tutti… tu, poliziotti, carabinieri, giudici perché ci sono passato da queste cose e so come affrontarle e non sono mai riusciti a fottermi…”.

Le attività di intercettazione, unitamente ai concomitanti servizi di osservazione e pedinamento predisposti dalla P.G., hanno consentito di acquisire i seguenti elementi indiziari:
  • il PIZZO invitava i professionisti a gonfiare i propri emolumenti in qualità di geologo per potere ricavare le somme da corrispondere quale tangente;

  • il CACCETTA e il PIZZO vessavano i professionisti con la richiesta di ulteriori documenti da trasmettere al genio civile, come un mero espediente per ritardare l’approvazione e costringere gli interlocutori a scendere a patti;

  • il CACCETTA ed il PIZZO si facevano consegnare la somma di € 500 quale tranche della tangente in relazione al gestito per una lottizzazione in Mazara del Vallo. La consegna veniva documentata dalla video-ripresa mediante telecamera all’interno dello stesso ufficio e confermata dalle successive conversazioni

  • i due funzionari ribadivano la soddisfazione per avere costretto i professionisti ad assumere un atteggiamento di sottomissione rispetto all’originale resistenza dimostrata verso richieste avanzate.

  • con riferimento al progetto di lottizzazione di Calatafimi le successive conversazioni intercettate rendono evidente come il CACCETTA, una volta contattato da un soggetto politico interessato alla pratica (che si accerterà identificarsi in BOLOGNA Stefano, candidato sindaco del comune di Isola delle Femmine in occasione delle imminenti consultazioni amministrative), prospetti al PIZZO la necessità di procedere nell’attività criminosa su binari separati: da un lato si rende necessario evitare che i progettisti e gli interlocutori politici siano posti a conoscenza delle grevi richieste di tangenti avanzate: infatti, una volta avviato un rapporto di più alto livello il CACCETTA intende ottenere più elegantemente e proficuamente la promessa di incarichi pubblici da parte del BOLOGNA. Dall’altro lato non disdegna di proseguire l’attività concussoria nei confronti dei professionisti, in maniera riservata, con la richiesta di somme di denaro più contenute ma di immediata acquisizione.

  • l’11.3.09 ore 10.36, il PIZZO ed il CACCETTA, ricevevano una ulteriore tangente dell’importo di 1000 euro .

  • a fronte di tanto interessamento nel ricevere le somme di denaro, il PIZZO veniva ripreso sovente mentre trascorreva parte della giornata lavorativa appisolato sulla scrivania.





CARINI. INTERROGAZIONE CONSILIARE SU ESPERTO FINITO IN MANETTE

27 maggio 2009


Uno dei funzionari del Genio civile di Trapani finito in carcere la scorsa settimana per i reati di concussione plurima aggravata, Giuseppe Caccetta, da 5 anni è il consulente incaricato dal sindaco di Carini Gaetano La Fata, come esperto in materia di geomorfologia e idromorfologia. A sollevare la questione è il gruppo consiliare dell’Unione che sulla vicenda ha presentato una interrogazione consiliare al primo cittadino, in particolare perchè Caccetta avrebbe dovuto seguire l’iter per l’approvazione del nuovo Piano Regolatore nella parte relativa alla materia geologica. Sul fatto che il sindaco allora nominasse come consulente uno che lavorava presso il Genio Civile fu il consigliere comunale di opposizione Giovì Monteleone a sollevare delle perplessità di ordine deontologico, manifestate in una conferenza pubblica sul PRG che la sezione locale dei democratici di sinistra organizzò nel 2004.
Illuminante – si legge in una nota di Monteleone - è anche l’intervento del geologo , incaricato dalla giunta di centro sinistra guidata da Nino Mannino per la relazione dello studio geologico a supporto del nuovo PRG, che parla di pressioni indebite su pareri su certe lottizzazioni.
Si da caso che si continua ancora a edificare sulle zone che il geologo Lo Monaco aveva circoscritto come zone a rischio idrogeologico vicino dove qualche anno fa sono caduti dei massi non ancora rimossi.
Nell’interrogazione consiliare viene chiesto al sindaco se, vista la gravità dell’accusa formulata nei confronti di Giuseppe Caccetta, ha già adottato o intende adottare i provvedimenti consequenziali come la sospensione del rapporto di collaborazione;
perché nonostante la consulenza del dottor Caccetta la revisione del progetto di PRG si trova ancora all’esame del Genio Civile di Palermo; se intende relazionare al Consiglio comunale sull’attività dello stesso svolta, considerato che, nonostante siano trascorsi 5 anni, non ha mai trasmesso al Consiglio comunale alcuna relazione sull’attività dell’esperto Caccetta, né di altri incaricati, violando sistematicamente l’applicazione del comma 4 della legge regionale 7/92;
quali sono queste “aree fortemente instabili” che “verrebbero destinati all’edilizia” e perché si continua ancora ad edificare nelle aree soggette a rischio idrogeologico e infine quando è prevista la trasmissione del “nuovo” progetto di PRG al Consiglio Comunale per l’esame di competenza.
Dal canto suo, il sindaco di Carini Gaetano La Fata, afferma di avere appreso pure dalla stampa la notizia dell’arresto del proprio esperto e che ha immediatamente ha cautelativamente provveduto a revocare il rapporto di collaborazione con l’esperto.
Da quando il geologo ha preso incarico al Comune di Carini – scrive in una nota il sindaco La Fata - lo stesso non si è più occupato presso il Genio Civile di Palermo, né del nuovo P.R.G. in itinere nella nostra città, né di altri progetti provenienti dallo stesso ente locale.
Ha dato, invece – prosegue il primo cittadino - il suo apporto qualificato su varie problematiche del territorio comunale in materia di geomorfologia e idromorfologia, quando richiesto, comprese anche quelle inerenti il nuovo P.R.G. Grazie anche al suo apporto di esperto – puntualizza il sindaco- i tecnici del P.R.G. e, in particolare, il geologo Lo Monaco, hanno completato alcuni mesi fa gli adempimenti necessari e richiesti dall’Ufficio del Genio Civile di Palermo, ai fini del previsto e indispensabile parere ai sensi dell’art. 13 della legge n.64\1984.
Il 27 febbraio scorso – aggiunge La Fata - tutta la documentazione inerente il nuovo P.R.G. , completa di tutte le sue parti è stata trasmessa al Genio Civile di Palermo per il relativo parere di cui siamo in attesa per trasmetterlo al Consiglio Comunale per l’esame di competenza. Riguardo, infine, alla nota del geologo Lo Monaco nella quale verrebbero manifestati perplessità su alcune indicazioni riportate nel Piano di Assetto idrogeologico del Comune di Carini – prosegue il sindaco La Fata - ricordo al consigliere Monteleone che lo stesso è stato redatto da un altro professionista incaricato dall’Amministrazione Comunale e precisamente da Rita Russo, e successivamente vagliato dal competente ufficio dell’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente e approvato con apposito decreto dallo stesso.
Infine – conclude il sindaco di Carini Gaetano La Fata - non mi risulta che si continua a costruire nelle zone soggette a rischio idrogeologico almeno da quando è stato approvato il PAI, che ha avuto il merito di individuare le zone a rischio idrogeologico nel territorio, classificandole in vari gradi di pericolosità e dettando le regole e le prescrizioni per eventuali edificazioni nelle zone consentite.
Mi risulta, invece, che progetti di edificazione in zone a forte rischio idrogeologico sono stati approvati in passato, prima dell’approvazione del PAI e proprio negli anni 1994\1997, anche dopo che era pervenuto al Comune di Carini lo studio geologico del nuovo P.R.G., redatto proprio da Lo Monaco, incaricato appunto dalla Giunta Mannino.







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sabato 3 settembre 2016

MAXIPROCESSO BERTOLINO BUSCETTA BRUNO FRANCESCO


 

Elenco degli imputati [1]

ImputatoRichiesta del PM di primo gradoSentenza di primo gradoRichiesta del PM di secondo gradoSentenza di secondo grado
Abbate Giovanni7 anniAssolto6 anni3 anni
Abbate Giuseppe9 anni6 anni-Ndp per morte dell'imputato
Abbate Mario9 anni6 anni6 anni5 anni e 4 mesi
Abbenante Michele18 anni e 120 milioni10 anni e 90 milioni21 anni e 100 milioni13 anni
Adelfio Francesco18 anni e 150 milioni6 anni e 6 mesi6 anni e 6 mesi5 anni e 10 mesi
Adelfio Giovanni15 anni e 100 milioni6 anni e 6 mesi6 anni e 6 mesi5 anni e 10 mesi
Adelfio Mario9 anniAssolto6 anni2 anni
Adelfio Salvatore16 anni e 100 milioniAssolto6 anni6 anni
Agate Mariano22 anni e 200 milioni22 anni e 180 milioni30 anni e 230 milioni6 anni e 6 mesi
10 Alaimo Rosolino3 anniAssolto3 anniAssolto
11 Alario VittorioAmnistiaAmnistia--
12 Alberti Gerlando senior11 anni6 anni10 anni9 anni e 6 mesi
13 Alberti Gerlando Junior13 anni e 60 milioni15 anni e 30 milioni20 anni8 anni
14 Alduino Francesco PaoloAssoluzioneAssoltoAssoluzioneAssolto
15 Alfano Paolo21 anni e 150 milioni17 anni e 120 milioni29 anni e 90 milioni17 anni e 120 milioni
16 Alfano Pietro18 anni e 150 milioni5 anni e 30 milioni--
17 Alioto Gioacchino15 anni e 10 milioni8 anni e 3 milioni13 anni e 6 mesi e 3 milioni7 anni e 6 mesi
18 Altadonna F. Salvatore4 anni e 6 mesi4 anni e 4 milioni4 anni e 4 milioni3 anni
19 Amato BaldassarreAssoluzioneAssolto-Ndp per morte dell'imputato
20 Amato Federico4 anni e 6 mesi e 10 milioni4 anni e 4 milioni4 anni e 4 milioni3 anni
21 Anselmo Vincenzo16 anni e 100 milioni2 anni e 6 mesi e 30 milioni7 anni e 2 mesi e 40 milioni2 anni e 6 mesi e 30 milioni
22 Arcoleo Vincenzo8 anniAssolto6 anniAssolto
23 Argano Filippo9 anni8 anni8 anni8 anni
24 Argano Gaspare9 anni8 anni8 anni7 anni
25 Azzoli Rodolfo5 anni e 25 milioni3 anni e 6 milioni--
26 Badalamenti V. EmanueleAssoluzioneAssoltoAssoluzioneAssolto
27 Bagarella Calogero6 anniAssolto-Assolto
28 Bagarella Leoluca11 anni6 anni10 anni4 anni
29 Baldi Giuseppe6 anni6 anni6 anni5 anni e 4 mesi
30 Battaglia Antonino18 anni e 100 milioniAssolto-Assolto
31 Battaglia Giuseppe20 anni e 100 milioni6 anni22 anni e 75 milioni3 anni
32 Bellia Giuseppe8 anni e 20 milioni3 anni e 6 mesi e 25 milioni4 anni3 anni e 6 mesi e 25 milioni
33 Bertolino Giuseppe6 anniAssolto--
34 Biondo Salvatore3 anni2 anni2 anniReato prescritto
35 Bisconti Antonio7 anniAssolto7 anniAssolto
36 Bisconti Ludovico7 anni6 anni10 anni5 anni e 4 mesi
37 Bisconti Pietro7 anniAssolto7 anniAssolto
38 Bonanno Armando12 anni8 anni-Stralcio
39 Bonanno Francesco9 anni7 anni7 anni2 anni (Condizionale)
40 Bonanno Luca9 anni6 anni e 6 mesi-Ndp per morte dell'imputato
41 Bonica Marcello8 anni e 20 milioni3 anni e 6 mesi e 25 milioni11 anni e 6 mesi3 anni e 6 mesi e 25 milioni
42 Bono Alfredo19 anni e 150 milioni18 anni e 160 milioni-Stralcio
43 Bono Giuseppe24 anni e 200 milioni23 anni e 200 milioni-Stralcio
44 Bontate Giovanni8 anni8 anni-Ndp per morte dell'imputato
45 Bonura Francesco12 anni6 anni10 anni7 anni
46 Brazzò GiuseppeAssoluzione2 anni e 6 milioni2 anni e 6 milioniAssolto
47 Bronzini Alessandro18 anni e 100 milioni8 anni e 12 milioni19 anni e 25 milioni6 anni
48 Brullo Vito Carmelo3 anni2 anni2 anniReato prescritto
49 Bruno FrancescoErgastolo25 anni e 3 milioniErgastoloErgastolo
50 Brusca BernardoErgastolo23 anni e 200 milioniErgastolo16 anni
51 Brusca Giovanni9 anniAssolto8 anni6 anni
52 Buffa Francesco9 anni6 anni6 anni2 anni e 8 mesi
53 Buffa Vincenzo18 anni15 anni e 1 milione19 anni e 2 mesi14 anni e 6 mesi
54 Buscemi Salvatore18 anni e 150 milioni8 anni25 anni e 100 milioni7 anni
55 Buscetta Tommaso4 anni3 anni e 6 mesi--
56 Calamia Giuseppe6 anniAssolto6 anni6 anni
57 Calista Gaetano9 anni8 anni8 anniNdp per morte dell'imputato
58 Calò GiuseppeErgastolo23 anni e 200 milioniErgastolo23 anni
59 Calzetta Stefano5 anni e 6 mesiAssolto--
60 Campanella Attilio11 anni e 50 milioni7 anni e 18 milioni19 anni e 37 milioni7 anni e 18 milioni
61 Campanella Calogero18 anni e 120 milioni6 anni25 anni e 75 milioni6 anni
62 Camporeale AntonioAssoluzioneAssoltoAssoluzioneAssolto
63 Cancelliere Domenico9 anni6 anni6 anni5 anni e 4 mesi
64 Cancelliere Leopoldo9 anniAssolto9 anniAssolto
65 Cangialosi Giovanni18 anni e 200 milioni5 anni e 30 milioni--
66 Cannizzaro Francesco18 anni e 150 milioni17 anni e 120 milioni21 anni e 75 milioni16 anni
67 Cannizzaro Umberto18 anni e 150 milioni17 anni e 120 milioni21 anni e 75 milioni16 anni
68 Capizzi Benedetto18 anni e 150 milioni8 anni10 anni3 anni
69 Carollo Gaetano16 anni e 100 milioniNdp per morte dell'imputato--
70 Caruso Vincenzo12 anni e 4 milioni7 anni7 anni6 anni
71 Casella Antonino18 anni e 100 milioni6 anni e 6 mesi-Ndp per morte dell'imputato
72 Casella Giuseppe18 anni e 100 milioni2 anni e 6 mesi e 3 milioni21 anni e 80 milioni2 anni e 6 mesi e 3 milioni
73 Castellana Giuseppe9 anni6 anni e 6 mesi-Ndp per morte dell'imputato
74 Castiglione FrancescoAssoluzione2 anni e 6 milioni2 anni e 6 milioniAssolto
75 Castiglione Girolamo18 anni e 20 milioni8 anni e 3 milioni15 anni e 3 milioni8 anni e 3 milioni
76 Castillo John Vittorio4 anni e 15 milioni6 anni e 10 milioni--
77 Castronovo Francesco18 anni e 150 milioni17 anni e 120 milioni--
78 Catalano Onofrio18 anni e 150 milioni17 anni e 120 milioni-Stralcio
79 Catalano Salvatore28 anni e 200 milioni17 anni e 120 milioni--
80 Certo Francesco9 anni e 40 milioni5 anni e 2 milioni--
81 Chiang Wing Keung16 anni e 800 milioni2 anni e 10 milioni9 anni e 50 milioni2 anni e 10 milioni
82 Chiaracane Giuseppe6 anniAssolto-Ndp per morte dell'imputato
83 Chiaracane Salvatore9 anni4 anni e 6 mesi4 anni e 6 mesi3 anni
84 Chimera Vittorio8 anni e 60 milioni2 anni e 6 mesi e 5 milioni2 anni e 6 mesi e 5 milioni1 anno e 9 mesi
85 Cillari Antonino16 anni e 100 milioni8 anni e 3 milioni8 anni e 3 milioni1 anno e 6 mesi
86 Cillari Gioacchino16 anni e 100 milioniAssoltoAssoluzione7 anni e 6 mesi
87 Cirimina Salvatore8 anni6 anni e 6 mesi-Assolto
88 Ciulla Antonio20 anni e 100 milioniAssolto-Ndp per morte dell'imputato
89 Ciulla Cesare20 anni e 100 milioniAssolto7 anniAssolto
90 Ciulla Giovanni20 anni e 100 milioniAssolto7 anniAssolto
91 Ciulla Giuseppe20 anni e 100 milioni13 anni e 50 milioni-Ndp per morte dell'imputato
92 Ciulla SalvatoreAssoluzioneAssoltoAssoluzioneAssolto
93 Clemente Antonino2 anni e 6 mesiAssoltoAssoluzioneAssolto
94 Colizzi AnnaAmnistiaAmnistiaAmnistiaAmnistia
95 Condorelli Domenico18 anni e 120 milioni15 anni e 50 milioni24 anni e 80 milioni15 anni e 50 milioni
96 Contorno Antonino8 anni2 anni e 1 mese e 2 milioni-Appello inammissibile
97 Contorno Salvatore7 anni e 30 milioni6 anni e 10 milioni-Appello inammissibile
98 Coppola GiacomoAssoluzioneAssoltoAssoluzioneAssolto
99 Corallo Giovanni10 anni4 anni7 anni5 anni e 4 mesi
100 Corona Matteo15 anni e 10 milioni7 anni e 3 milioni-Ndp per morte dell'imputato
101 Corona Orazio8 anniAssolto6 anni5 anni e 4 mesi
102 Costantino Antonino18 anni e 100 milioni10 anni e 50 milioni15 anni e 60 milioni8 anni
103 Cristaldi Salvatore15 anni e 80 milioni10 anni e 50 milioni15 anni e 60 milioni8 anni
104 Cristaldi Venerando10 anni7 anni10 anni5 anni e 4 mesi
105 Croce Alfredo8 anniAssolto8 anniAssolto
106 Croce Domenico8 anni6 anni-Ndp per morte dell'imputato
107 Croce Giorgio8 anniAssolto8 anniAssolto
108 Cucina Luigi2 anni e 6 mesi2 anni2 anni2 anni
109 Cucuzza Salvatore22 anni e 160 milioni18 anni e 10 milioni12 anni14 anni e 6 mesi
110 Cusimano Giovanni16 anni e 100 milioni16 anni e 90 milioni20 anni e 85 milioni5 anni e 10 mesi
111 Cusimano PietroAssoluzioneAssoltoAssoluzioneAssolto
112 D'Agostino Rosario14 anni e 100 milioniNdp--
113 Dainotti Giuseppe18 anni e 120 milioni10 anni e 50 milioni23 anni e 68 milioni8 anni
114 D'Amico Baldassarre4 anni e 10 milioni1 anno e 4 mesi e 2 milioni-Assolto
115 D'Angelo Giuseppe10 anni7 anni7 anni6 anni e 4 mesi
116 D'Angelo Mario9 anni e 80 milioni7 anni e 18 milioniStralcio7 anni e 18 milioni
117 D'Angelo Salvatore8 anniAssolto8 anniAssolto
118 Dattilio Sebastiano4 anni e 10 milioni10 anni e 6 mesi e 2 milioni10 anni e 6 mesi e 10 milioni10 anni e 6 mesi e 2 milioni
119 Davì Salvatore10 anni7 anni7 anni5 anni e 10 mesi
120 De Caro Carlo6 anni3 anni e 6 milioni--
121 De Riz Pietro5 anni e 6 mesi e 20 milioni10 mesi e 3 milioni2 anni e 2 mesi e 16 milioni10 mesi e 3 milioni
122 De Simone AntoninoAssoluzioneAssoltoAssoluzioneAssolto
123 De Vardo Lorenzo16 anni e 100 milioniAssolto--
124 Di Caccamo Benedetto8 anni2 anni2 anniReato prescritto
125 Di Carlo Andrea20 anni e 150 milioni7 anni e 6 mesi29 anni e 90 milioni5 anni e 10 mesi
126 Di Carlo Giulio18 anni e 120 milioni7 anni e 6 mesi29 anni e 90 milioni5 anni e 10 mesi
127 Di Fede FrancescoAssoluzioneAssoltoAssoluzioneAssolto
128 Di Fede LorenzoAssoluzioneAssoltoAssoluzioneAssolto
129 Di Fresco Onofrio18 anni e 100 milioni10 anni e 50 milioni22 anni e 54 milioni7 anni
130 Di Gaetano Giovanni19 anni e 100 milioni8 anni14 anni e 90 milioni6 anni e 10 mesi
131 Di Giacomo Giovanni18 anni e 120 milioni16 anni e 90 milioni7 anni e 6 mesi e 140 milioni9 anni
132 Di Giovanni Calogero2 anni e 6 mesiAssolto--
133 Di Giuseppe PietroAssoluzioneAssoltoAssoluzioneAssolto
134 Di Gregorio FrancescoAssoluzioneAssoltoAssoluzioneAssolto
135 Di Gregorio Gaetano7 anniAssolto-Appello inammissibile
136 Di Gregorio Salvatore2 anni e 3 mesi2 anni-Reato prescritto
137 Di Leo Vincenzo11 anni e 50 milioni9 anni e 40 milioni9 anni e 40 milioniAssolto
138 Di Marco Salvatore14 anni e 10 milioni5 anni e 2 milioni5 anni e 2 milioni5 anni e 2 milioni
139 Di Pace Giovanni9 anniAssolto9 anniAssolto
140 Di Pace Giuseppe4 anni e 20 milioni4 anni e 10 milioni4 anni e 10 milioni2 anni
141 Di Pasquale Giovanni9 anni7 anni7 anni6 anni e 4 mesi
142 Di Neri Pietro18 anni e 100 milioniAssolto6 anni5 anni e 4 mesi
143 Di Salvo Nicola16 anni e 130 milioni18 anni e 160 milioni30 anni e 210 milioni16 anni
144 Di Trapani Diego9 anni7 anni7 anni5 anni e 4 mesi
145 Di Trapani G. BattistaAssoluzioneAssoltoAssoluzioneAssolto
146 Durante Samuele6 anni4 anni e 10 milioni2 anni e 2 mesi1 anno e 8 mesi
147 Enea Antonino19 anni e 100 milioni12 anni e 60 milioni-Stralcio
148 Enna Vittorio6 anni6 anni e 6 mesi e 10 milioniAssoluzione4 anni
149 Ercolano Salvatore18 anni e 150 milioni16 anni e 90 milioni--
150 Faia Salvatore16 anni e 10 milioni6 anni6 anni6 anni
151 Faldetta Luigi9 anni6 anni4 anni3 anni
152 Faraone Nicola18 anni e 100 milioni8 anni e 6 mesi e 40 milioni9 anni e 27 milioni4 anni
153 Fascella Antonino9 anniAssolto9 anniAssolto
154 Fascella Francesco20 anni e 100 milioni9 anni e 3 milioni13 anni e 3 milioni8 anni e 6 mesi
155 Fascella Pietro18 anni e 100 milioni9 anni7 anniAssolto
156 Favuzza GianniAssoluzioneAssoltoAssoluzioneAssolto
157 Fazio Ignazio12 anni e 4 milioni6 anni e 6 mesi-Assolto
158 Fazio Salvatore18 anni e 100 milioni7 anni7 anni3 anni
159 Federico Domenico10 anni7 anni7 anni5 anni e 10 mesi
160 Federico Giuseppe7 anniAssolto7 anniAssolto
161 Ferrera Antonino22 anni e 100 milioni17 anni e 120 milioni23 anni e 95 milioni17 anni e 120 milioni
162 Ferrera Francesco22 anni e 100 milioni17 anni e 120 milioni27 anni e 95 milioni17 anni e 120 milioni
163 Ferrera Giuseppe22 anni e 100 milioni22 anni e 180 milioni--
164 Ficarra Giuseppe20 anni e 100 milioniAssolto20 anni e 100 milioniAssolto
165 Fici Giovanni14 anni e 4 milioni10 anni-Ndp per morte dell'imputato
166 Fidanzati Antonino16 anni e 120 milioni9 anni e 40 milioni21 anni e 50 milioni9 anni e 40 milioni
167 Fidanzati Carlo16 anni e 120 milioni6 anni-Ndp per morte dell'imputato
168 Fidanzati Gaetano21 anni e 200 milioni22 anni e 160 milioni13 anni e 90 milioni12 anni
169 Fidanzati Giuseppe16 anni e 120 milioni9 anni e 40 milioni21 anni e 50 milioni9 anni e 40 milioni
170 Fidanzati Stefano16 anni e 120 milioni9 anni e 40 milioni21 anni e 50 milioni16 anni
171 Filippone GaetanoAssoluzioneAssoltoAssoluzioneAssolto
172 Finazzo Emanuele4 anni e 20 milioni3 anni e 6 mesi e 4 milioni3 anni e 6 mesi e 4 milioni3 anni e 6 mesi e 4 milioni
173 Fiorenza VincenzoAssoluzione6 anni e 6 mesi e 4 milioni3 anni e 6 mesi e 4 milioni3 anni e 6 mesi e 4 milioni
174 Gaeta Giuseppe12 anni7 anni10 anni7 anni
175 Gagliano Luigi2 anni e 6 mesi2 anni2 anni2 anni
176 Galeazzo Giuseppe9 anni6 anni--
177 Gallea Bruno Maurizio10 anni e 100 milioniAssolto--
178 Gambino G. Giuseppe18 anni e 150 milioni18 anni e 160 milioni24 anni e 130 milioni16 anni
179 Gambino Giuseppe10 anni8 anni8 anni e 6 mesi3 anni
180 Gammino GioacchinoAssoluzione3 anni e 9 milioni3 anni e 9 milioni2 anni
181 Gariffo Carmelo4 anni e 10 milioni4 anni e 10 milioni-Assolto
182 Gasparini Francesco5 anni e 30 milioni4 anni e 6 mesi e 9 milioni--
183 Gelardi Mario4 anni e 3 mesi e 1 milione4 anni e 10 milioniAssoluzione3 anni
184 Geraci AntoninoErgastolo12 anni e 3 milioniErgastolo7 anni
185 Gheorgulis Charalampos12 anni e 60 milioniAssolto--
186 Gherokunas Dimitrios12 anni e 60 milioniAssolto--
187 Giacalone Filippo9 anni8 anni-Stralcio
188 Giuliano Salvatore15 anni e 10 milioni6 anni e 2 milioni-Assolto
189 Giustolisi Antonietta12 anni e 60 milioniAssolta-Appello inammissibile
190 Grado Gaetano22 anni e 200 milioni17 anni e 120 milioni24 anni e 6 mesi e 134 milioni16 anni
191 Grado Giacomo22 anni e 200 milioni9 anni e 40 milioni-9 anni e 40 milioni
192 Grado Salvatore22 anni e 200 milioni9 anni e 40 milioni-10 anni
193 Grado Vincenzo22 anni e 200 milioni9 anni e 40 milioni14 anni e 6 mesi e 50 milioni4 anni
194 Graviano Benedetto18 anni e 100 milioni6 anni20 anni e 110 milioni5 anni e 4 mesi
195 Graviano Filippo18 anni e 100 milioni6 anni20 anni e 110 milioni5 anni e 4 mesi
196 Graviano Giuseppe18 anni e 100 milioni6 anni20 anni e 110 milioni5 anni e 4 mesi
197 Graziano Salvatore15 anni e 80 milioni5 anni4 anni e 6 mesi4 anni e 6 mesi
198 Grazioli Sergio18 anni e 150 milioni7 anni15 anni e 80 milioni7 anni
199 Greco FrancescoAssoluzioneAssoltoAssoluzioneAssolto
200 Greco Giovannello23 anni e 200 milioni15 anni e 1 milione28 anni e 51 milioni15 anni e 1 milione
201 Greco Giuseppe (di Michele)9 anni6 anni6 anni4 anni
202 Greco Giuseppe (di Salvatore)9 anni4 anni e 6 mesi4 anni e 6 mesi5 anni e 6 mesi
203 Greco Giuseppe (fu Nicolò)ErgastoloErgastolo e 200 milioni-Stralcio
204 Greco Ignazio11 anni6 anni8 anni5 anni e 4 mesi
205 Greco Leonardo26 anni e 200 milioni22 anni e 180 milioni-Stralcio
206 Greco MicheleErgastoloErgastolo e 200 milioniErgastoloErgastolo e 200 milioni
207 Greco Nicolò18 anni e 100 milioni7 anni7 anni5 anni e 10 mesi
208 Greco Salvatore (classe '24)AssoluzioneAssolto--
209 Greco Salvatore (classe '27)28 anni e 200 milioni18 anni e 160 milioni24 anni e 200 milioni6 anni
210 Greco Salvatore (classe '33)AssoluzioneAssolto--
211 Guttadauro Giuseppe9 anniAssolto-Assolto
212 Iaccarino FrancoAmnistiaNdp per morte dell'imputato--
213 Ianni Anna7 anni e 30 milioniCondonata--
214 Ianni Giacinto3 anniAssolto--
215 Ierna Michele12 anni e 60 milioni5 anni e 30 milioniStralcioStralcio
216 Ierna Salvatore12 anni e 60 milioni5 anni e 30 milioniStralcioStralcio
217 Ignoto Francesco7 anniAssolto7 anniAssolto
218 Inchiappa G. Battista11 anni6 anni-Assolto
219 Ingrassia Ignazio18 anni e 100 milioni9 anni e 40 milioni26 anni e 80 milioni14 anni e 6 mesi
220 Insinna Loreto2 anni e 6 mesi2 anni2 anni2 anni
221 Inzerillo Giuseppe18 anni e 100 milioniNdp per morte dell'imputato--
222 Inzerillo Santo18 anni e 100 milioni6 anni--
223 Karakonstantis Dimitrios12 anni e 60 milioniAssolto--
224 Koh Bak Kin8 anni e 80 milioni1 anno e 5 milioni--
225 Labruzzo Mario9 anni7 anni6 anniAssolto
226 Lamberti Giuseppe18 anni e 150 milioni17 anni e 120 milioni--
227 Lamberti Salvatore16 anni e 120 milioni17 anni e 120 milioni--
228 La Malfa Gaspare2 anni e 8 mesiAssolto--
229 La Mantia GaspareAssoluzioneAssolto-Assolto
230 La Mantia MatteoAssoluzioneAssolto-Assolto
231 La Mantia SalvatoreAssoluzioneAssolto-Assolto
232 La Molinara Guerino15 anni e 80 milioni9 anni e 40 milioni14 anni e 70 milioni9 anni e 40 milioni
233 Lam Sing Choi16 anni e 800 milioni2 anni e 10 milioni--
234 La Rosa Angelo8 anniAssolto-Assolto
235 La Rosa Antonino19 anni e 100 milioni7 anni-Assolto
236 La Rosa Francesco8 anniAssolto--
237 La Rosa Giovanni8 anni8 anni8 anni6 anni e 8 mesi
238 Lauricella Carlo16 anni e 120 milioni9 anni e 40 milioni-Assolto
239 La Vardera Pietro16 anni e 150 milioni7 anni10 anni5 anni e 8 mesi
240 Leggio Francesco PaoloAssoluzioneAssolto--
241 Leggio Giuseppe18 anni e 200 milioni7 anni22 anni e 100 milioni5 anni e 8 mesi
242 Leggio LeolucaAssoluzioneAssoltoi-Assolto
243 Leggio Luciano15 anniAssolto12 anniAssolto
244 Leggio SalvatoreAssoluzioneAssolto-Assolto
245 Licciardello Giuseppe4 anni e 6 mesi e 400.000 lire4 anni e 10 milioni4 anni e 10 milioni3 anni
246 Liistro Giovanni4 anni e 200.000 lireAssolto--
247 Lipari Giovanni18 anni e 100 milioni17 anni e 120 milioni22 anni e 140 milioni15 anni
248 Lipari Giuseppe4 anni e 20 milioni6 anni6 anni3 anni
249 Lo Cascio Gaspare18 anni e 100 milioni17 anni e 120 milioni20 anni e 9 mesi e 120 milioni7 anni e 80 milioni
250 Lo Cascio Gaspare8 anniAssolto-Assolto
251 Lo Cascio Giovanni9 anni5 anni6 anni5 anni
252 Lo Cascio Giuseppe8 anniAssolto-Assolto
253 Lo Cascio Salvatore8 anniAssolto-Assolto
254 Lo Iacono Andrea9 anni7 anni7 anni5 anni e 4 mesi
255 Lo Iacono Antonio9 anni17 anni e 120 milioni22 anni e 130 milioni5 anni e 4 mesi
256 Lo Iacono Giovanni9 anni7 anni7 anni5 anni e 4 mesi
257 Lo Iacono PietroErgastolo18 anni e 160 milioniErgastolo4 anni
258 Lombardo Giovanni8 anniAssolto-Assolto
259 Lombardo SebastianoAssoluzioneAssolto-Assolto
260 Lo Meo Costantino9 anni6 anni6 anni2 anni
261 Lo Presti Salvatore9 anni7 anni7 anni6 anni e 4 mesi
262 Lo Verde Giovanni14 anni e 80 milioni17 anni e 120 milioni8 anni4 anni
263 Lucchese Antonino9 anni7 anni-Assolto
264 Lucchese GiuseppeErgastoloErgastolo e 10 milioniErgastolo17 anni
265 Lupo Faro8 anni e 50 milioni9 anni e 40 milioni15 anni7 anni
266 Lupo Giuseppe4 anni e 1,5 milioni4 anni e 10 milioni4 anni e 10 milioni1 anno e 6 mesi
267 Madonia FrancescoErgastoloErgastolo e 200 milioniErgastolo23 anni
268 Madonia Giuseppe18 anni e 100 milioni7 anni22 anni e 80 milioni6 anni e 6 mesi
269 Madonia Salvatore18 anni e 100 milioni7 anni21 anni e 80 milioni5 anni e 4 mesi
270 Magliozzo Tommaso16 anni e 100 milioniAssolto9 anni5 anni e 10 mesi
271 Magliozzo Vittorio16 anni e 100 milioni7 anni16 anni5 anni e 4 mesi
272 Mangano Vittorio16 anni e 100 milioni13 anni e 4 mesi e 70 milioni13 anni e 4 mesi e 70 milioni5 anni
273 Mangione Antonino12 anni e 5 milioni6 anni8 anni e 4 milioni6 anni
274 Maniscalco Salvatore17 anni e 400.000 lire25 anni e 3 milioni30 anni e 3 milioni24 anni e 6 mesi
275 Mannino Angelo18 anni e 100 milioni9 anni e 40 milioni-Assolto
276 Marchese AntoninoErgastoloErgastolo e 200 milioniErgastoloErgastolo e 200 milioni
277 Marchese FilippoErgastoloErgastolo e 200 milioni-Stralcio
278 Marchese GiuseppeErgastoloErgastolo e 200 milioniErgastolo6 anni e 8 mesi
279 Marchese Mario18 anni e 200 milioni7 anni25 anni e 60 milioni16 anni
280 Marchese Rosario9 anni7 anni7 anni5 anni e 4 mesi
281 Marchese Salvino9 anni7 anni7 anni5 anni e 4 mesi
282 Marchese Santo18 anni e 200 milioniAssolto-Assolto
283 Marchese Vincenzo16 anni e 120 milioniAssolto9 anni5 anni e 4 mesi
284 Marino Francesco15 anni8 anni e 3 milioni8 anni e 3 milioni7 anni e 6 mesi
285 Marino Mannoia Francesco16 anni e 120 milioni10 anni11 anni e 30 milioni17 anni
286 Marsalone Rocco16 anni e 150 milioni5 anni e 10 milioni15 anni e 40 milioni3 anni
287 Marsalone Salvatore G.16 anni e 150 milioni8 anni e 6 mesi e 40 milioni15 anni e 40 milioni6 anni e 6 mesi
288 Martello Biagio16 anni e 100 milioni7 anni9 anni6 anni
289 Martello Mario16 anni e 100 milioni7 anni9 anni6 anni
290 Massa Giuseppe3 anni e 600 milioni3 anni e 9 milioniAssoluzioneAssolto
291 Matranga Gioacchino10 anni e 79 milioni9 anni e 40 milioni15 anni e 60 milioni7 anni
292 Matranga Giovanni20 anni e 150 milioni17 anni e 120 milioni22 anni7 anni
293 Maugeri Nicolò18 anni e 120 milioni17 anni e 120 milioni21 anni e 60 milioni5 anni e 4 mesi
294 Mazzurco Salvatore20 anni e 200 milioni17 anni e 120 milioni--
295 Meli Giacomo2 anni e 6 mesi2 anni-Assolto
296 Messina Edoardo18 anni e 100 milioniAssolto21 anni e 120 milioni8 anni
297 Messina Pietro2 anni e 6 mesi2 anni e 6 mesi2 anni e 6 mesi2 anni
298 Migliara Carmela2 anni e 6 mesiAssolta-Assolta
299 Milano Nicolò18 anni e 150 milioni17 anni e 120 milioni21 anni e 70 milioni13 anni e 4 mesi
300 Milano Nunzio10 anni7 anni7 anni5 anni e 4 mesi
301 Milano Salvatore8 anni7 anni7 anni5 anni e 4 mesi
302 Minardo Giovanni14 anni e 10 milioni4 anni e 1 milione-Assolto
303 Mineo AntoninoAssoluzioneAssolto-Ndp per morte dell'imputato
304 Mineo Settimo8 anni7 anni7 anni5 anni e 4 mesi
305 Minesi Michele3 anni e 600 milioni3 anni e 9 milioni--
306 Mistretta Filippo18 anni e 100 milioni9 anni e 40 milioni-Assolto
307 Mistretta Rosario9 anni9 anni e 40 milioni6 anni5 anni e 4 mesi
308 Mondino Michele22 anni e 150 milioniAssolto6 anniAssolto
309 Montalto GiuseppeAssoluzione25 anni e 3 milioni9 anni6 anni
310 Montalto SalvatoreErgastoloErgastolo e 10 milioni28 anni e 90 milioni6 anni
311 Motisi Ignazio12 anniAssolto8 anni3 anni e 4 mesi
312 Murabito Concetto9 anni e 60 milioni4 anni e 6 mesi e 40 milioni4 anni e 6 mesi e 40 milioni4 anni
313 Mutolo Gaspare20 anni e 200 milioni16 anni e 90 milioni21 anni e 110 milioni14 anni
314 Mutolo Giovanni20 anni e 200 milioni9 anni e 40 milioni17 anni e 80 milioni7 anni
315 Nangano Giuseppe8 anni6 anni6 anni5 anni e 10 mesi
316 Nania Filippo10 anni8anni8 anni5 anni e 10 mesi
317 Napoli Stefano4 anni e 8 mesi5 anni e 15 milioni5 anni e 15 milioni3 anni e 2 mesi
318 Nicoletti VincenzoAssoluzioneAssolto-Assolto
319 Nicosia Carmelo10 anni e 10 milioniAssolto--
320 Olivieri Giovanni15 anni e 100 milioni9 anni e 3 mesi12 anni e 10 milioni3 anni
321 Pace GiuseppeAssoluzione6 anni-Assolto
322 Pace Stefano8 anni6 anni-Assolto
323 Pace Vincenzo8 anni6 anni-Assolto
324 Palazzolo Paolo4 anni e 10 milioni4 anni e 10 milioni-Assolto
325 Palazzolo Saverio4 anni e 10 milioni4 anni e 10 milioni-Assolto
326 Palmos Fotios18 anni e 150 milioni9 anni e 40 milioni18 anni e 150 milioni9 anni e 40 milioni
327 Patricola Stefano15 anni e 100 milioni7 anni e 6 mesi22 anni e 80 milioni5 anni
328 Pedone Michelangelo14 anni e 80 milioni5 anni e 30 milioni21 anni e 80 milioni14 anni
329 Perina Giovanni12 anni e 60 milioni4 anni e 6 mesi e 40 milioni7 anni e 30 milioni4 anni e 2 mesi
330 Picone GiustoAssoluzioneAssolto-Ndp per morte dell'imputato
331 Pilo Giovanni9 anni9 anni e 3 milioni10 anni7 anni
332 Pipitone Angelo Antonino18 anni e 100 milioni17 anni e 120 milioni22 anni e 60 milioni13 anni e 4 mesi
333 Pipitone G. Battista4 anni e 10 milioni4 anni e 10 milioni-Assolto
334 Pipitone Vincenzo4 anni e 10 milioni4 anni e 10 milioni-Assolto
335 Polizzi Francesco16 anni e 120 milioni9 anni e 40 milioni--
336 Prestifilippo Giovanni (classe '27)9 anniAssoltoAssoluzione5 anni e 4 mesi
337 Prestifilippo Giovanni (classe '21)22 anni e 180 milioni17 anni e 120 milioni24 anni e 140 milioni11 anni e 6 mesi
338 Prestifilippo Girolamo9 anniAssolto-Assolto
339 Prestifilippo Giuseppe9 anni8 anni e 3 milioni21 anni e 80 milioni5 anni e 6 mesi
340 Prestifilippo Mario G.ErgastoloNdp per morte dell'imputato--
341 Prestifilippo Nicola9 anni8 anni8 anni5 anni e 4 mesi
342 Prestifilippo Salvatore16 anni e 150 milioni17 anni e 120 milioni22 anni e 120 milioni16 anni e 6 mesi
343 Prestifilippo Santo9 anniAssolto-Ndp per morte dell'imputato
344 Procida Salvatore18 anni e 100 milioni8 anni e 6 mesi e 40 milioni9 anni e 27 milioni4 anni
345 Profeta Salvatore10 anni6 anni6 anniAssolto
346 Provenzano BernardoErgastoloErgastolo e 200 milioniErgastolo10 anni
347 Provenzano Salvatore9 anni6 anni-Assolto
348 Puccio Antonino9 anni6 anni-Ndp per morte dell'imputato
349 Puccio Pietro9 anni6 anni-Ndp per morte dell'imputato
350 Puccio Vincenzo9 anni10 anni-Ndp per morte dell'imputato
351 Pullarà GiovambattistaErgastoloErgastolo e 200 milioniErgastoloErgastolo e 200 milioni
352 Pullarà Ignazio18 anni e 150 milioni10 anni e 50 milioni15 anni e 70 milioni9 anni
353 Raccuglia Cosmo14 anni e 2 milioni12 anni e 3 milioni-Ndp per morte dell'imputato
354 Rancadore DomenicoAssoluzioneAssolto-Appello inammissibile
355 Rancadore Giuseppe18 anni e 100 milioniAssolto21 anni e 90 milioni5 anni e 4 mesi
356 Randazzo Faro2 anni e 4 mesiAssolto--
357 Randazzo Giuseppe4 anni e 6 mesi e 1,5 milioni4 anni e 4 milioni4 anni e 4 milioni3 anni
358 Randazzo Salvatore9 anni6 anni6 anni2 anni
359 Randazzo Vincenzo24 anni e 100 milioniAssolto24 anni e 100 milioni7 anni e 30 milioni
360 Rapisarda Giovanni15 anni e 60 milioni8 anni e 12 milioni15 anni e 52 milioni7 anni e 6 mesi
361 Riccobono RosarioErgastoloErgastolo e 200 milioni-Ndp per morte dell'imputato
362 Riela Saverio9 anni e 60 milioni5 anni e 30 milioni5 anni e 30 milioni4 anni
363 Riina Giacomo16 anni e 150 milioni7 anni e 6 mesi22 anni e 100 milioni5 anni e 4 mesi
364 Riina SalvatoreErgastoloErgastolo e 200 milioniErgastoloErgastolo e 200 milioni
365 Rizza Salvatore2 anni e 3 mesi2 anni2 anni2 anni
366 Rizzuto Salvatore9 anni7 anni7 anni6 anni
367 Romano Pietro7 anniAssolto-Assolto
368 Rotolo Antonino21 anni e 180 milioni18 anni e 160 milioni-Stralcio
369 Rotolo SalvatoreErgastoloErgastolo e 200 milioniErgastoloErgastolo e 200 milioni
370 Russo Domenico14 anni e 80 milioni17 anni e 120 milioni-Ndp per morte dell'imputato
371 Salerno LuigiAssoluzioneAssolto-Assolto
372 Salvo Ignazio9 anni7 anni9 anni3 anni
373 Sangiorgi GaetanoAssoluzioneAssolto--
374 Sansone Rosario8 anni7 anni-Ndp per morte dell'imputato
375 Santapaola BenedettoErgastoloErgastolo e 200 milioniErgastoloErgastolo e 200 milioni
376 Sardina MercurioAssoluzioneAssolto--
377 Savoca Carmelo9 anni e 60 milioni4 anni e 40 milioni9 anni e 60 milioni5 anni e 4 mesi
378 Savoca Giuseppe21 anni e 200 milioni22 anni e 180 milioni25 anni e 6 mesi e 240 milioni21 anni e 6 mesi
379 Savoca SalvatoreAssoluzioneAssolto-Assolto
380 Savoca Vincenzo9 anniAssolto8 anni5 anni e 4 mesi
381 Scaduto Giovanni10 anni4 anni9 anni4 anni
382 Scaglione SalvatoreErgastolo23 anni e 200 milioni-Stralcio
383 Scalia GiuseppeAssoluzioneAssolto-Ndp per morte dell'imputato
384 Scavone Gaetano18 anni e 100 milioni7 anni-Assolto
385 Schiavo Carlo15 anni e 15 milioni5 anni e 1 milione-Ndp per morte dell'imputato
386 Sciarabba Calcedonio16 anni e 150 milioniAssolto-Ndp per morte dell'imputato
387 Sciarabba Giusto16 anni e 150 milioniAssolto-Assolto
388 Scrima Francesco9 anni7 anni7 anni5 anni e 10 mesi
389 Senapa PietroErgastoloErgastolo e 200 milioniErgastoloErgastolo e 200 milioni
390 Serra Carlo14 anni e 100 milioni7 anni e 40 milioni-3 anni
391 Sinagra AntoninoErgastoloErgastolo e 10 milioniErgastoloErgastolo e 10 milioni
392 Sinagra Francesco Paolo4 anni e 10 milioni5 anni e 15 milioni-3 anni e 2 mesi
393 Sinagra VincenzoErgastoloErgastolo e 10 milioniErgastoloErgastolo e 10 milioni
394 Sinagra Vincenzo22 anni e 30 milioni21 anni e 10 milioni21 anni e 10 milioni19 anni
395 Sorce Vincenzo9 anni7 anni7 anni4 anni
396 Soresi Giuseppe18 anni e 150 milioni5 anni e 30 milioni18 anni e 150 milioni9 anni
397 Soresi NataleAssoluzioneAssolto-Assolto
398 Spadaro Antonino4 anni e 10 milioni4 anni e 10 milioni4 anni e 10 milioniAssolto
399 Spadaro Francesco (classe '58)ErgastoloErgastolo e 10 milioniErgastoloErgastolo e 10 milioni
400 Spadaro Francesco (classe '62)10 anni e 80 milioniAssolto-Assolto
401 Spadaro Giuseppe9 anni7 anni7 anni6 anni e 6 mesi
402 Spadaro Tommaso22 anni e 180 milioni22 anni e 180 milioni22 anni e 180 milioni21 anni e 6 mesi
403 Spadaro Vincenzo16 anni e 140 milioni17 anni e 120 milioni17 anni e 120 milioni11 anni e 6 mesi
404 Spataro Benedetto8 anni e 40 milioniAssolto--
405 Spina Giuseppe10 anni e 50 milioni3 anni e 6 mesi e 25 milioniAssoluzione2 anni
406 Spina Raffaele8 anni7 anni9 anni4 anni
407 Spinoni Giuseppe8 anni e 150 milioni4 anni e 6 mesi4 anni e 6 mesi4 anni
408 Spitaleri Rosario9 anni7 anni-Assolto
409 Tagliavia Pietro18 anni e 100 milioni7 anni24 anni e 80 milioni6 anni
410 Taormina Giovanni8 anni6 anni6 anni3 anni
411 Teresi Carlo18 anni e 100 milioniAssolto-Ndp per morte dell'imputato
412 Teresi Carlo18 anni e 100 milioniAssolto-Assolto
413 Teresi Francesco8 anniAssolto7 anni3 anni
414 Teresi Giovanni8 anni8 anni8 anni8 anni
415 Testa VittorioAmnistia6 mesi--
416 Theodoru CristosAssoluzioneAssolto-Assolto
417 Tinervia Giacomo4 anni e 10 milioniAssolto--
418 Tinnirello Antonino7 anni e 300.000 lire2 anni7 anniAssolto
419 Tinnirello Benedetto9 anni e 6 mesi e 500.000 lire9 anni e 3 milioni9 anni e 3 milioni3 anni
420 Tinnirello Gaetano22 anni e 150 milioni9 anni e 3 milioniErgastolo e 3 milioni9 anni e 3 milioni
421 Tinnirello Giuseppe9 anni7 anni-Assolto
422 Tinnirello LorenzoAssoluzioneAssolto--
423 Tinnirello LorenzoErgastolo10 anni e 3 milioni12 anni e 6 mesi7 anni
424 Tinnirello MichelangeloAssoluzioneAssolto--
425 Tinnirello VincenzoAssoluzioneAssolto-Assolto
426 Torrisi Orazio9 anni e 60 milioni4 anni e 6 mesi e 2 milioni12 anni e 40 milioni4 anni
427 Totta Gennaro3 anni e 6 mesi e 30 milioni2 anni e 8 mesi e 14 milioni2 anni e 8 mesi2 anni
428 Trapani Nicolò11 anni e 60 milioni4 anni e 6 mesi e 2 milioni12 anni e 40 milioni4 anni
429 Ulizzi Giuseppe6 anni7 anni-Assolto
430 Urso Giuseppe18 anni e 100 milioni7 anni-Assolto
431 Vara Ciro2 anni e 6 mesi2 anni2 anni2 anni
432 Varrica Carmelo2 anni e 6 mesi2 anni e 6 mesi2 anni e 6 mesi2 anni
433 Varrica Franco2 anni e 6 mesi2 anni e 6 mesi2 anni e 6 mesi2 anni e 6 mesi
434 Vassallo Andrea7 anni5 anni5 anni3 anni
435 Venturis JoannisAssoluzioneAssolto--
436 Vernengo Antonino22 anni e 200 milioni16 anni e 90 milioni24 anni e 80 milioni16 anni e 90 milioni
437 Vernengo Cosimo18 anni e 150 milioni7 anni26 anni e 80 milioni9 anni
438 Vernengo Giuseppe18 anni e 120 milioni18 anni24 anni e 200 milioni6 anni e 6 mesi
439 Vernengo Giuseppe19 anni e 150 milioni18 anni e 160 milioni18 anni e 80 milioni9 anni
440 Vernengo Luigi18 anni e 120 milioni7 anni-Assolto
441 Vernengo PietroErgastoloErgastolo e 200 milioniErgastoloErgastolo e 200 milioni
442 Vernengo Ruggero18 anni e 120 milioni14 anni e 70 milioni16 anni e 100 milioni4 anni
443 Vessichelli Antonino18 anni e 100 milioni8 anni e 6 mesi e 40 milioni15 anni e 86 milioni6 anni
444 Viola Giuseppe4 anni e 10 milioni2 anni e 2 mesi e 2 milioni2 anni e 2 mesi e 2 milioni2 anni e 2 mesi e 2 milioni
445 Vitale Giuseppe7 anni e 20 milioni5 anni e 3 milioni--
446 Vitale Gregorio10 anni e 70 milioniAssolto-Assolto
447 Vitale Paolo3 anni2 anni2 anniReato prescritto
448 Vitrano ArturoAssoluzioneAssolto-Assolto
449 Zanca CarmeloErgastolo18 anni e 160 milioni30 anni e 200 milioni13 anni
450 Zanca EmanueleAssoluzioneAssolto-Assolto
451 Zanca Giovanni9 anni7 anni7 anniAssolto
452 Zanca Giovanni14 anni e 80 milioni14 anni e 12 milioni14 anni e 12 milioni5 anni e 4 mesi
453 Zanca Giuseppe18 anni e 150 milioni15 anni e 30 milioni15 anni e 300 milioni6 anni
454 Zanca Onofrio18 anni e 150 milioni7 anni-Assolto
455 Zanca Pietro9 anni e 2 milioni9 anni e 3 milioni12 anni e 2 milioni7 anni
456 Zanca Pietro9 anni e 2 milioniAssolto6 anniAssolto
457 Zanca SalvatoreAssoluzioneAssolto-Assolto
458 Zarcone Giovanni10 anni e 70 milioni9 anni e 40 milioni14 anni e 100 milioni8 anni
459 Zerbetto Alessandro3 anni e 6 mesi e 25 milioni2 anni e 8 mesi e 14 milioni2 anni e 8 mesi e 14 milioniAssolto
460 Zito Benedetto16 anni e 150 milioni9 anni e 40 milioni20 anni e 100 milioni9 anni e 40 milioni

'PERCHE' HO DENUNCIATO IL RACKET' 


PALERMO - La notizia è di quelle che faranno discutere ma lei, Antonina Bertolino, 42 anni, proprietaria e conduttrice di una grande distilleria alle porte di Partinico si schermisce: "Perchè siete venuti fin qui? Cosa si vuol dimostrare con questa storia triste?". Il fatto è che la signora è uno dei pochissimi imprenditori palermitani ad aver denunciato alla polizia un tentativo di estorsione ai suoi danni che si è concluso nei giorni scorsi con l' arresto di tre persone, tre "balordi" a quanto pare (ma questo lo si è saputo solo dopo) uno dei quali colto con le mani nel sacco. Se a questo insolito - ancorchè apprezzabile - comportamento, si aggiunge che la signora è figlia di uno degli imputati al "processo contro Cosa nostra", e cioè di quel Giuseppe Bertolino indicato da Tommaso Buscetta come il vecchio patriarca, ormai in pensione, di Partinico, la curiosità di conoscere la protagonista di questa storia è più che giustificata. Eccoci dunque alle porte di Partinico, il grosso centro a una quarantina di chilometri da Palermo che nella topografia delle "famiglie" mafiose occupa un posto di tutto rilievo. Questa è la patria di grandi clan (i Brusca, i Geraci, e proprio questi avrebbero soppiantato Giuseppe Bertolino) e di personaggi come Frank ("Tre dita") Coppola che appartengono alla storia della mafia di due continenti. Ma è anche la terra da cui partì la campagna di Danilo Dolci a favore dei contadini poveri e dei braccianti diseredati. Altri tempi, tempi di ristrettezze per tutti e di mafia contadina, di strade polverose e di assalti alle corriere. Oggi l' autostrada, che si vuole deviata in qualche tratto per favorire le proprietà di personaggi "di rispetto", conduce a Partinico in pochi minuti. La signora, una donna alta, bruna, elegante, visone chiaro adagiato sulle spalle, ci guida verso il suo studio austero-floreale, come certi studi di notai o di avvocati di provincia. Negli altri uffici della distilleria, tra campioni di vino, bollette di consegna che vanno e vengono, gradazioni accertate e contestate, un via vai intenso di impiegati e clienti, mentre un telex ronza a intermittenza. "Ma perchè vi sorprendete?", dice la signora, "la denuncia è un fatto di ordinaria amministrazione. Se fossi milanese la mia azione avrebbe suscitato tanto scalpore?". Spieghiamo che il suo gesto sembra contraddire l' accusa di mafiosità rivolta al padre imputato nel maxi-processo. La risposta è immediata: "Se si prende per vangelo il processo voi vedete un contrasto con quello che ho fatto io. Il punto è che non è tutto vangelo quello che si porta avanti". "La mia è una famiglia di industriali. Una mia nonna ha gestito questa distilleria dal 1919 al 1934. Eppure mio padre ha avuto la disgrazia di essere inserito nel processone di Catanzaro. Assolto, ha sofferto per quindici anni ed ora, dopo che da quindici anni era fuori dalla circolazione, viene il signor Buscetta e dice che mio padre si è dimesso dalla mafia nel ' 62, per motivi familiari. Così, a ottantaquattro anni, è stato arrestato. Ora è in libertà provvisoria". Scusi signora ma si dice che dalla mafia non ci si dimette se non con la morte e che si resta comunque "personaggi di rispetto". "Ma è vero che mio padre ha fatto parte della mafia? Io so soltanto che mi ha insegnato ad essere una persona onesta. Lavoro da venticinque anni dalla mattina alla sera. Da sola ho portato avanti questa fabbrica che è cresciuta. Sono anche vicepresidente dell' Associazione nazionale distillatori. Ho avuto tutte le ispezioni possibili e immaginabili. La Tributaria è stata qui per un anno. Mai niente". Neanche una multa? "Nessun rilievo, barzellette". La signora rifiuta di apparire come un' eccezione, tra gli imprenditori ricattati. Nega che la pratica del pizzo sia estesa. "No. Io non credo che gli altri paghino. Vi può essere qualche situazione ambigua. Ma se si porta avanti un discorso di chiarezza e di coerenza il risultato è questo". Verso la giustizia ha sentimenti conflittuali. "Certo - dice - che ho fiducia nella giustizia, malgrado tutto quello che ho sofferto. Sennò dovrei chiudere e andarmene. Questo non significa che quello che stanno facendo adesso sia giusto. Se c' erano cose che non andavano perchè non sono intervenuti? Per anni lo Stato è rimasto assente". Ma lei non crede che lo Stato dovesse pur cominciare ad esser presente? "Non comincerei con un processo di questo tipo. Uno di quelli arrestati per l' estorsione è un padre di cinque figli, la moglie va disperandosi qui e là. Ora io credo che c' è già qualcuno pronto a prendere il posto di quest' uomo. Lo Stato spende trenta miliardi per l' aula-bunker e non una lira per i disoccupati. Che ne sarà di quelli che saranno assolti? Lo Stato dovrebbe pensare a risolvere i problemi reali". Con fermezza Antonina Bertolino difende il proprio lavoro. "Questa fabbrica è sorta senza contributi ma mentre il posto di lavoro a Milano è sacro, qui no. Questa stessa fabbrica è attaccata continuamente, ogni giorno, da tutti. Dalla gente che pensa che siamo ricchi. Da quelli che si domandano: ma come avranno fatto a farsi i soldi? Da quelli che vedono il fumo e ci denunciano per inquinamento. E se mi permette anche da voi della stampa. Voi dite: suo padre è imputato. Ma perchè collegate le due cose?". Ma lei cosa pensa della mafia? "Non ho pensieri particolari. Non ho mai voluto approfondire questo argomento. Ho sempre pensato a lavorare". Ma tutti i morti, le vendette, le violenze di questi anni non rivoltano la coscienza? "Certo che rivoltano la coscienza. Ma voi sapete cosa c' è dietro? No. E neanch' io lo so. So invece quali sono le condizioni di vita di tanta gente...". Non ha mai pensato di rivolgersi a qualcuno che potesse intervenire sugli estortori? "Credo che questa sia una strada che non spunta, senza uscita. Non risolve niente". O di pagare? "Assurdo. Che fai: paghi al primo che si presenta e poi al secondo e così via. No, non avevo altra scelta. Ho preso i miei figli e li ho chiusi dentro. Ho cercato di convincere questi che telefonavano per avere un miliardo che non era il caso. Poi ho avvertito la polizia". E come ha trovato i poliziotti? "Gentili, affettuosi". Dunque, stavolta, lo Stato ha funzionato. "Lo Stato è fatto di esseri umani: ci sono i buoni e i cattivi, gli intelligenti e i cretini. Io ho fiducia nello Stato ma dopo quello che ho subìto non posso essere che molto amareggiata". Lasciamo quella che la signora con una punta d' orgoglio definisce la più grande distilleria d' Italia ("Non avete letto Il Mondo?") e ci ritroviamo in una città deserta, battuta da un vento gelido. Il paesaggio circostante è rimasto immutato, ma in qualche angolo il paese è cambiato. Riflettiamo su questa estorsione: in altri tempi sarebbe stata concepibile? Al commissariato ci spiegano che le indagini sono in corso. Per la signora Bertolino il funzionario non risparmia gli elogi: "Con noi è sempre stata estremamente leale, sincera e schietta. Una gran lavoratrice, una vera mente industriale". E il vecchio boss? "Forse ai suoi tempi. Ma da anni ormai era completamente uscito di scena".
dal nostro inviato ALBERTO STABILE


http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1986/02/15/perche-ho-denunciato-il-racket.html


Ecco la signora delle distillerie

Sussurra: «Vorrei che gli altri mi conoscessero per quel che sono veramente e non per ciò che si dice sulla Bertolino, mi piacerebbe almeno una volta». E così, la signora comincia a raccontarsi. «La nonna mandò avanti la distilleria dal 1917 al 1934, io non l' ho mai potuta conoscere ma era una donna incredibile». La generazione successiva porta il marchio del padre: Giuseppe Bertolino, classe 1902. È il ragazzino di una famiglia numerosa, intelligenza viva, ancora con i pantaloni corti se ne va a Napoli e poi a Genova, commercia in olio, mette su una fabbrica di conserve, a 21 anni si imbarca sul bastimento per l' America, a 41 anni torna in Sicilia ed eredita la distilleria e fatto assai insolito per il più piccolo della covata anche la responsabilità di badare ai suoi tre fratelli maggiori e alle due sorelle zitelle. Sposa Giovanna, rampolla di famiglia nobile gli Agueci con feudi sconfinati, floride aziende agricole, allevamenti di bestiame. «Erano anche armatori, a Marsala avevano 66 navi a mare». Il padre voleva un figlio maschio, nascono quattro femmine. Antonina. Carmela. Josè. Maria Felicia. «E allora, il figlio maschio sono diventata io». Alle "Ancelle" fino alla maturità classica. Selezionatissime le compagnie. Studi e pittura. «Mi è sempre piaciuto dipingere, paesaggi, figure femminili. Quando non ho avuto più il tempo per farlo, i quadri ho cominciato a comprarli». Il padre che è "noto" come mafioso della zona e il padre di cui lei parla con intensa commozione. È sempre lui: Giuseppe Bertolino classe 1902. Finisce per la prima volta in carcere con i "114" e per la seconda volta quando se la canta Masino Buscetta. Assolto e assolto. «Non era un mafioso ma uno che viveva in quei tempi e si districavava come poteva. In un paese si sa sempre chi sono i veri mafiosi, basta chiedere a Partinico se mio padre lo è stato. Io so l' educazione che mi ha dato, quali erano i suoi sentimenti, quale era il suo rispetto per gli altri. Io so cos' è la mafia e io so che non era un mafioso». Anche il giudice Falcone, un giorno firma un mandato di cattura per il vecchio Bertolino. «Quella volta non gli presi neanche l' avvocato. Aveva 84 anni, che se ne doveva fare dell' avvocato? Anche su mio padre sono state dette tante cose. Una volta lei ha perfino scritto che era stato l' autista di Al Capone. Fesserie. E poi mio padre odiava guidare». Le disavventure del padre segnano per sempre la sorte della figlia. Dopo il primo arresto c' è il confino, un girovagare per l' Italia. «Era il 1965, avevo solo ventidue anni quando fui costretta a decidere ogni giorno come mandare avanti l' azienda. Feci il mio primo debito con le banche: 170 milioni. Quei soldi finii di pagarli nel 1981». Fin da bambina conosceva i magazzini della distilleria meglio dei corridoi e delle stanze di casa. «Ero sempre là ed ero sempre con mio padre. Se doveva andare a Salemi o in qualche altro posto per incontrare qualcuno, alle 6 del mattino ero già pronta nonostante i rimproveri di mia madre che era austera, rigida. Ma io ero già seduta sulla Topolino o sulla Lancia Aprilia di papà, per campagne e paesi. Ho respirato il suo lavoro, ho imparato giorno dopo giorno, ero presa, ma poi improvvisamente mi trovai sola a decidere». Le piccole e grandi scelte in un mondo popolato soltanto da uomini, i nuovi silos da comprare, i prestiti da chiedere, gli operai da governare, i primi guai per l' inquinamento, i primi attacchi delle sinistre. «Essere una donna in molti casi mi ha aiutato. Qui da noi, una donna all' occorrenza può anche non capire certe cose. Può far finta di non capirle, tanto è donna». Il matrimonio a ventuno anni. Qualche mese prima di prendere in mano la distilleria sposa Franco Gulino. È di Partinico anche lui, fa il cardiologo. «Fu un' imposizione di mio padre, praticamente quell' uomo non lo conoscevo, allora ci si sposava così, io ero assediata da pretendenti per il nome che portavo». Il matrimonio finisce presto. «Lui si è risposato, ha una sua famiglia, non ci siamo più visti. Ricordo mio suocero che era un uomo eccezionale, anche lui medico, un luminare, uno dei massimi studi sulla malaria è suo». La signora Antonina ha due figli. Michele che ha 33 anni, Maria Giovanna che ne ha 28. Tutti e due lavorano accanto alla madre. La ragazza si è laureata in economia aziendale in un' università americana a Bruxelles, due anni fa si è sposata con il gioielliere Gegè Serafini Matranga, aspetta un bimbo, vive in un attico di mille metri quadri a due passi dal Politeama, è lei che segnerà nei prossimi anni la saga dei Bertolino. Il coraggio di fare investimenti miliardari e una raffica di denunce per inquinamento, la fabbrica che dà lavoro e butta veleni, le battaglie ambientaliste, le schiere di avvocati che (tranne una piccola condanna di tanti anni fa per uno scarico nel fiume Nocella) vincono decine di cause giudiziarie. E poi il solito velo che avvolge il suo nome, il solito sospetto che dietro la signora ci sia qualcosa e qualcuno. «Sono sempre stata in perfetta regola con la legge, se avessero trovato anche la più piccola cosa mi avrebbero fatto a pezzi». Dicono che a Partinico si muore di cancro più che altrove per i fumi che escono dalla sue ciminiere, i dati ufficiali smentiscono le voci. Gli fanno chiudere l' impianto per qualche anno, poi controllano tutto e quel tutto è a posto, la distilleria riapre. «Che brutta l' invidia. È il peggiore dei peccati, l' invidia che fa parlare e sparlare. Ho avuto tutte le ispezioni possibili e immaginabili. La Bertolino che prende i soldi chissà dove, la Bertolino che è protetta chissà da chi. È passato più di un quarto di secolo e cosa hanno trovato sulla Bertolino? Niente hanno trovato. Solo me». Una quindicina di anni fa denuncia alla polizia tre mafiosi che gli chiedono il pizzo. La notizia fa scalpore, la figlia del "boss" che si rivolge agli sbirri. Gli chiedono: ma perché non ha "parlato" con qualcuno per risolvere la questione? Risponde: «È strada che non spunta quella». Gli chiedono ancora: ma perché non ha pagato? Risponde: «Che fai, paghi al primo che si presenta e poi al secondo e poi a tutti gli altri?». Un paio di anni fa finisce di nuovo in prima pagina per Angelo Siino. Il "ministro dei Lavori pubblici" di Totò Riina è suo cognato, il marito di Carmela che tutti a casa chiamano Elina. Siino si pente e fa un casino, ci sono ripercussioni un po' ovunque, naturalmente anche in famiglia. «Angelo con noi è sempre stato molto affettuoso, gentile. Anche se nelle nostre riunioni tra sorelle non gli permettevamo molto di intromettersi, in casa comandiamo noi». Il pentimento di Siino fa nascere altre maldicenze. L' avvocato del cognato Alfredo Galasso diventa anche l' avvocato di Antonina Bertolino, la "terribile signora" diventa "una moderna imprenditrice". Si parla pure degli ultimi appoggi che ha, di quei 62 miliardi di finanziamento governativo per la sua nuova distilleria. «Le solite barzellette. L' avvocato Galasso lo conosco da una vita, il finanziamento l' ha trovato mia figlia spulciando carte e leggi... si è accorta che poteva ottenerlo, io non ci credevo, ha avuto ragione lei». Passa qualche minuto e Maria Giovanna entra in ufficio. Bella faccia, bellissimi gli occhi blu. La signora Bertolino insegue i suoi ricordi e siamo già alla storia di questi mesi, alla rumorosa apparizione di Carmelo Patti, alla guerra di Campobello di Mazara: distilleria o villaggio Valtur? Veleni e ombre. Da una parte accuse più o meno decifrabili, dall' altra arroganza e acrobazie linguistiche. «Dopo tanto tempo ho finalmente capito quale è il filo di certe cose che mi sono accadute nel corso degli anni. Cose che non riuscivo a collegare prima e che ora invece riesco a vedere. Ambienti massonici». Un' altra sigaretta e un altro sospiro: «Ma forse di Patti non vale la pena nemmeno parlare più di tanto». Sembra quasi stanca di "battagliare", poi un improvviso sorriso che questa volta è però di divertimento. Sarà forse per la nuova sfida di Campobello, per quello che accadrà o non accadrà nei p

ATTILIO BOLZONI  26 marzo 2000
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/03/26/ecco-la-signora-delle-distillerie.html








AGUECI GIOVANNA,BERTOLINO GIUSEPPE,BERTOLINO ANTONIA,BERTOLINO CARMELA,BUSCETTA,LO JACONO PIETRO,MAXIPROCESSO,SIINO,BRUNO FRANCESCO,FALCONE,BORSELLINO,GUARNOTTA,salemi

PER IL SUPERPENTITO BUSCETTA L' ACCUSA CHIEDE QUATTRO ANNI



di Franco Coppola


PALERMO L' ordine è rigidamente alfabetico. Fioccano le richieste di condanna e di assoluzione. Dalle gabbie che circondano l' aula-bunker a ferro di cavallo gli imputati ascoltano attenti, in silenzio, aggrappati alle sbarre. Al Grande Processo ai 466 di Cosa Nostra siamo alla seconda giornata dedicata alla requisitoria del pm Domenico Signorino e si comincia con i grandi numeri: 25 le posizioni esaminate, 4 i proscioglimenti sollecitati, 181 e mezzo gli anni di carcere richiesti, 420 i milioni di multa proposti in aggiunta. Nel mucchio c' è anche Tommaso Buscetta. E' il superpentito della mafia, è l' uomo che con le sue rivelazioni ha permesso il blitz del novembre di tre anni fa che consentì l' arresto di centinaia di persone tra boss e gregari dell' onorata società. Ma è anche un imputato, di associazione a delinquere di stampo mafioso naturalmente. Per il pm non c' è discussione sulla sua colpevolezza, visto che ha confessato le sue colpe. Ma ha anche dato un notevole contributo alla giustizia, quindi merita un occhio di riguardo: 4 anni, 2 e mezzo dei quali già scontati. L' elenco parte da Abbate Giovani, quello che ha dato il nome al maxiprocesso. E' imputato di associazione mafiosa e traffico di droga. I pentiti Salvatore Contorno e Vincenzo Sinagra lo accusano di appartenere alla famiglia di corso dei Mille: 7 anni per l' associazione, insufficienza di prove per la droga sono le richieste. Si va avanti al ritmo di 5-10 minuti per ogni imputato: Giuseppe Abbate 9 anni per associazione mafiosa, insufficienza di prove per la droga; Mario Abbate 9 anni per associazione; Rosolino Alaimo 3 anni per favoreggiamento; Vittorio Alario amnistia per falsa testimonianza; Francesco Paolo Alduino insufficienza di prove per l' associazione mafiosa. Ad accusarlo è solo Buscetta. Non esistono altri riscontri e allora, per il pm, c' erano elementi per rinviarlo a giudizio, ma non ci sono per condannarlo. Un discorso che vale anche per altri, compresi quei presunti appartenenti alla Commissione di Cosa Nostra (Bonura, Bono, Salvatore e Leonardo Greco, Savoca, Buscemi, Corallo, Motisi, Di Carlo, Scaduto, Pietro Vernengo) per i quali ha chiesto l' assoluzione lunedì scorso. Si procede: Gioacchino Alioto 15 anni e 10 milioni di multa per associazione mafiosa, tre rapine, due sequestri di persona; Federico Amato 4 anni e mezzo e 10 milioni di multa per favoreggiamento e ricettazione; Vincenzo Anselmo 16 anni e 100 milioni per traffico di droga; Vincenzo Arcoleo 8 anni per associazione; Emanuele Vito Badalamenti, nipote del più celebre Gaetano, insufficienza di prove per associazione; Calogero Bagarella, fratello di Leoluca, 6 anni per associazione anche se Buscetta sostiene che è morto; Antonio Battaglia 8 e 10 milioni per associazione e droga; il fratello Giuseppe 20 anni e 100 milioni per gli stessi reati più sequestro di persona, rapina e violazione di domicilio, Giuseppe Baldi 6 anni per associazione, insufficienza di prove per droga; Giuseppe Bertolino 6 anni per associazione; Ludovico, Pietro e Antonino Bisconti 7 anni per associazione, Pietro e Ludovico insufficienza di prove per droga; Giovanni Bontate 8 anni per associazione e insufficienza di prove per droga; Giuseppe Brazzò insufficienza di prove per ricettazione; Alessandro Bronzini 18 anni e 100 milioni per associazione e droga; Vito Carmelo Brullo 3 anni per favoreggiamento; Tommaso Buscetta 4 anni per associazione; Giuseppe Calamia 6 anni per associazione, insufficienza di prove per droga. Fin qui l' elenco chiusosi per il momento all' inizio della lettera C. Prima, però, Signorino aveva concluso il suo discorso a proposito dei delitti commessi con le stesse armi (omicidi Inzerillo e Bontate, tentato omicidio Contorno, strage alla circonvallazione con cinque morti, strage Dalla Chiesa con tre vittime) affermando che vanno inquadrati nella guerra di mafia cominciata nell' aprile ' 81 e conclusasi nel settembre ' 82 con l' assassinio del prefetto di Palermo, compiuto da elementi palermitani e catanesi al termine della lotta per l' egemonia, un momento importante della quale era stato l' omicidio di Alfio Ferlito, boss catanese ucciso dai palermitani per fare un favore a Nitto Santapaola. L' assoluzione per insufficienza di prove a proposito di questi reati si impone, secondo il Pm, per Leonardo Greco, Ignazio Motisi, Andrea Di Carlo, Salvatore Greco e Giovanni Scaduto, la formula piena (non aver commesso il fatto) per Pietro Vernengo che in quel periodo si trovava in carcere. Per quanto riguarda in particolare alcuni di questi reati, vanno assolti, per il Pm, anche Pietro Loiacono, Ignazio e Giovambattista Pullarà, Giuseppe Montalto, Salvatore e Giuseppe D' Angelo. Tutti imputati però che devono rispondere anche di altri reati. Ecco perché di loro si parlerà ancora, magari in termini di condanne, quando l' elenco alfabetico lo consentirà. Ultimo argomento trattato ieri l' omicidi del medico legale Paolo Giaccone, dovuto alla ritorsione delle cosche contro la puntuale, onesta, scrupolosa attività professionale della vittima, un uomo grandemente stimato e tenuto in estrema considerazione, dalla vita privata cristallina. Venne assassinato con un' arma che aveva lo stesso caricatore usato per eliminare due figli di Buscetta, Vincenzo e Benedetto. Era la stagione di sangue della mafia, caratterizzata da una escalation di violenza, un morto dietro l' altro ad ogni angolo di strada. Degli imputati del delitto Giaccone, Signorino parlerà oggi e domani, quando l' elenco alfabetico proseguirà. Da lunedì, la parola passerà all' altro Pm, Giuseppe Ayala.







CINQUEMILA ANNI DI RECLUSIONE PER 262 IMPUTATI


di Giuseppe Cerasa

PALERMO Il grande business della droga, i colossali traffici tra Medio Oriente, Sicilia, Stati Uniti ed Europa, le immense fortune di Cosa nostra custodite nelle banche svizzere, il riciclaggio del denaro sporco. Di questo si è occupato il pubblico ministero Giuseppe Ayala nel secondo round della requisitoria al maxiprocesso contro Cosa nostra. Ayala parlerà per otto udienze, esaminerà le posizioni processuali di 262 imputati (alla fine si dovrebbe arrivare ad una richiesta complessiva di cinquemila anni di reclusione) partendo proprio da quello che ieri ha definito il più grande affare in assoluto della mafia. Quel traffico di eroina strumento formidabile per la moltiplicazione del capitale. Ayala ha iniziato a parlare all' indomani della clamorosa sentenza di Messina che adesso proietta la sua ombra anche all' interno dell' aula verde dell' Ucciardone. E proprio per ribadire la diversità di un processo che non si caratterizza solo per la presenza di 466 imputati, il Pm ha detto che la requisitoria non è un atto d' accusa scontato, ma un progetto di sentenza meditato e responsabile. Luciano Liggio e Pippo Calò non hanno perso una parola della requisitoria del pubblico ministero. E neanche Pietro Vernengo che ha reagito con un leggero movimento del capo alla richiesta di ergastolo avanzata dal pubblico ministero. Dietro le sbarre per la prima volta dall' inizio del processo c' era anche Vincenzo Buffa, il pentito dei clan vincenti che avrebbe raccontato ai giudici i retroscena su fatti e misfatti di mafia visti con l' ottica di chi la guerra tra le cosche l' ha combattuta sull' insanguinato terreno palermitano e l' ha vinta. Pietro Vernengo, arrestato nel porticciolo di Nisida a pochi chilometri da Napoli al termine di un rocambolesco inseguimento, riteneva probabilmente di dover saldare un conto con la giustizia solo per traffico di droga e associazione mafiosa. Nei giorni scorsi infatti l' altro pubblico ministero Domenico Signorino aveva chiesto la sua assoluzione dai grandi delitti attribuiti alla commissione di Cosa nostra. Ieri il giudice Ayala ha addebitato a Vernengo e ad altri esponenti di Cosa nostra la responsabilità dell' omicidio di Antonino Rugnetta, avvenuto nel 1981 nella camera della morte di piazza Sant' Erasmo. E' stato il pentito Vincenzo Sinagra a svelare tutti i particolari di una sentenza di mafia eseguita nel tentativo di conoscere il rifugio segreto di Totuccio Contorno. Alla fine attorno al collo di Rugnetta fu messo un cappio e il suo cadavere fu fatto ritrovare davanti ad una caserma della Guardia di Finanza.








La sentenza del maxiprocesso



Al termine di 349 udienze sono 19 gli ergastoli. Gli assolti sono 114 tra cui Luciano Liggio

Tre anni e sei mesi al grande pentito Buscetta. Pesante verdetto (7 anni) per Ignazio salvo.

Condanne per 2665 anni di carcere

di Saverio Lodato

Il maxi processo a Cosa nostra si è concluso. La corte ha inflitto 2665 anni di carcere, quasi la metà dei 5mila chiesti dai pm e 11 miliardi e 542 milioni di multa. Dei 23 imputati per omicidio, a parte i 19 ergastoli, 4 imputati vengono condannati a pene leggermente inferiori. 114 imputati assolti. Rimangono ancora oggi latitanti 76 imputati del processone.

PALERMO. Sono colpevoli. Sono colpevoli di aver fatto parte dell'organizzazione criminale denominata Cosa Nostra. Sono colpevoli di essersi lasciati alle spalle l'impressionante scia dì stragi e delitti.
Sono colpevoli di aver decapitato, mettendo per anni la Sicilia a ferro e fuoco, i vertici dello Stato e delle istituzioni. Sono colpevoli di aver diretto il grande business dell'eroina.
C'erano grandi nomi in questo processo di Palermo. Ci sono state grandi condanne. I mafiosi più in vista sono stati processati e giudicati, quindi ritenuti colpevoli. Gli ergastoli sono stati 19., Quasi un centinaio, invece, le assoluzioni, tra cui quella di Luciano Liggio. E' andata bene anche per i pentiti: tre anni e 6 mesi a Buscetta; 6 anni a Contorno.
Alle 18 in punto di ieri sera, l'ingressoo nell'aula bunker della Corte d'assise presieduta da Alfonso Giordano, giudice a latere Pietro Grasso, è stata accolta da un silenzio spettrale. E tutti in piedi, dopo 349 udiente, dopo la snervante attesa delle ultime quattro ore, dopo i giorni dell'odio e delle polemiche, in aula, nelle tribune, o nelle gabbie, hanno finalmente conosciuto il verdetto che conclude questo primo «maxi» processo: le accuse dei pentiti sono state accolte, ma non a scatola chiusa, bensì perché supportate da un'infinità di riscontri. L'impianto teorico e tecnico dell'ordinanza dei giudici di Palermo, firmata da Antonino Caponnetto che prese il posto di Rocco Chinnici, assassinato, ha superato cosi agevolmente tutte le insidie del dibattimento. Si chiude, anche se solo formalmente, un capitolo nero della storia italiana. Restano sullo sfondo, probabilmente materia di processi futuri, gli intrecci perversi tra questa organizzazione oggi alla sbarra e gli esponenti del mondo economico, politico, finanziario appena sfiorati dalle indagini.
Quel «terso livello» al quale mai forse si é voluto attingere seriamente.
Ma questa sentenza ha posto finalmente un punto. Il «papa», nel caso Michele Greco, il «senatore» nel caso di
Salvatore Greco, le «belve», nel caso di Bernardo Provenzano e Salvatore Riina, il «super killer», nel caso di Pino Greco, il «cassiere, dellia mafia nel caso di Pippo Calò, «il terrorista», nel caso di Rosario Riccobono, il «sanguinario», nel caso di Filippo Marchese, per ricordare solo nomi più sinistri, non rappresentano più gli ingiuriosi soprannomi scelti da pentiti o giornalisti persecutori, ma, in buona sostanza, il tratto distintivo vero dei protagonisti di una vicenda orrendamente «granguignolesca» costata troppi lutti.
Viene, cioè, sciolto il grande interrogativo della vigilia: funzionerà l'intelaiatura del «teorema Buscetta»? Sarà cioè riconosciuto valido il criterio che chiamava in causa l'intera super commissione per singoli delitti? La risposta è sì. È stata proprio questa commissione a dar l'ordine di assassinare Carlo Alberto Dalla Chiesa, sua moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente Domenico Russo. E' stato questo vertice super-segreto ad assoldare il killer solitario che sparò a bruciapelo contro il commissario di polizia Boris Giuliano. Che diede l'ordine di assassinare capitano dei carabinieri della compagnia di Monreale, Emanuele Basile, nonostante fosse a fianco della moglie, con la figlioletta in braccio. È stato il conclave dei boss a lasciare in un lago di sangue il professor Paolo Giaccone del Policlinico di Palermo perché non si era piegato. O l'agente Calogero Zucchetto, che insieme al commissario Ninni Cassare, se ne andava a bordo di un vespino per i vicoli di Ciaculli, alla ricerca dei latitanti più temuti. Sono stati ancora una volta loro a scatenare, con l'eliminazione dei boss rivali Stefano Bontade e Totuccio Inzerillo, un regolamento di conti di portata gigantesca a base di centinaia di delitti, scomparse, torture, tradimenti, orrende camere delta morte, e che si è giocato in scenari distinti: dalla Sicilia al nord-Italia da New York alla California.
Questi nomi delle persone colpite dalla massima pena per delitti gravissimi. Giuseppe Lucchese. Salvatore Montalto. Francesco Spadaro. Antonino Sinagra. Giuseppe Greco. Michele Greco. Francesco Madonia. Antonino Marchese. Filippo Marchese e Giuseppe Marchese. Bernardo Provenzano. Giovambattista Pullarà. Rosario Riccobono. Salvatore Riina. Salvatore Rotolo. Benedetto Santapaola. Pietro Senapa. Vincenzo Sinagra e Pietro Vernengo. C'era Mario Prestifilippo, per il quale era stato chiesto l'ergastolo, ma che nel frattempo è stato assassinato poco tempo prima che la Corte entrasse in camera di consiglio. In totale i due pubblici ministeri, Giuseppe Ayala e Domenico Signorino, avevano chiesto ventotto condanne a vita. Ne vengono meno otto: ma la Corte, in questi casi, non si è discosta molto da quel progetto di sentenza che la pubblica accusa aveva attribuito come definizione della requisitoria.
Come era prevedibile, aver collaborato tanto intensamente e proficuamente ha consentito, a molti pentiti di pagare un prezzo moderato per i reati compiuti. Il grande pentito: Tommaso Buscelta. 3 anni e 6 mesi che difficilmente dovrà scontare. E' infatti ormai un cittadino americano a tutti gli effetti come lo è ormai
Totuccio Contorno che con le sue confessioni provocò un'altra valanga di arresti.
Contorno ha avuto 6 anni, ma lo avevano sorpreso in una villa alle porte di Roma con un quintale d'eroina. Entrambi in questi anni avevano subito lo sterminio dei propri nuclei familiari prima di arrendersi all'evidenza e decidere di rivolgersi allo Stato. A seguire il loro esempio, un'altra ventina di mafiosi, tutti trattati con mano leggera dalla Corte.
Pesante invece il verdetto (7 anni) per Ignazio Salvo, ex esattore di Salemi, che pur non dovendo rispondere di fatti di sangue, era stato considerato personaggio contiguo a Cosa Nostra. C'è un'altra condanna esemplare. I 4 anni e 6 mesi inflitti all'avvocato Salvatore Chiaracane, tipico «consigliori», a giudizio della Corte, delle cosche dell'eroina nelle borgate palermitane.
Infine le assoluzioni.
Quasi un centinaio, il doppio di quante ne avevano chieste pubblici ministeri, un numero che però si può  definire «fisiologico» in qualsiasi processo. Come altrettanto fisiologiche le lievi riduzioni di pena. 23 anni a Pippo Calò, per il quale il pubblico ministero aveva chiesto l'ergastolo. E' un gran giorno invece per Luciano Liggio, il boss di Corleone. Assolto da ogni addebito. Lo avevano accusato di impartire ordini dal carcere dell'Ucciardone, nel quale è rinchiuso dal '74, ma questa tesi -evidentemente - è stata respinta. Lui, ieri, quasi lo prevedesse, ha snobbato l'udìenza.





La cupola mafiosa all'ergastolo

Colpo al sistema. Ora non fermarsi



Di Emanuele Macaluso 

A Palermo è stato portato a compimento un processo che radunava un potente e folto gruppo di capi-mafia e gregari, che negli anni 70-80 hanno avuto certamente un ruolo rilevante nel sistema mafioso e anche in quello più ampio in cui si esercita un potere reale, di dominio.
Occorre dire subito che i magistrati che hanno istruito questo «maxiprocesso», quelli che hanno sostenuto, in aula, l'accusa e quelli che sono stati chiamati a giudicare, hanno dimostrato notevole professionalità, coraggio e fermezza. Senza iattanza. C'erano difficoltà oggettive dovute al numero grande di imputati e alla complessità dell'istruttoria. Ma c'erano anche difficoltà dibattimentali dovute alla vecchiezza di alcune norme del codice, e all'esigenza di garantire diritti legittimi della difesa. Queste difficoltà sono state superate non solo per la fermezza dei giudici, ma per il consenso e il sostegno che è stato dimostrato, in più occasioni e in momenti difficili, dalle forze più vive e vigili della pubblica opinione siciliana e del Parlamento.
Sarebbe però illusorio ritenere che con questo processo e le sue conclusioni sia stato debellato il sistema mafioso. Non è così. E stato attaccato ed è stato dato un colpo duro in un punto alto di questo sistema. Un punto che ha fatto da cerniera tra i punti più alti e quelli più bassi.

Un nome fra tutti fa spicco in questo sistema ed e quello di Greco (il papa). Per arrivare a questo risultato sono state utilizzate le testimonianze dei pentiti come Buscetta.
L'uso del pentiti è stato un punto nodale del processo, e non perché l'accusa si fondasse solo sulle loro testimonianze, ma perchè dava un supporto di eccezionale rilievo alle prove raccolte. Sappiamo che i «pentiti» effettivamente non erano tali, dato che non avevano maturato nella loro coscienza un rifiuto del modo d'essere e di agire della mafia. Si tratta di gente che, anche per ritorsione, ha usato quel che sapeva per colpire chi li aveva, nel clan mafioso, emarginati e distrutti, uccidendo anche i loro parenti. I giudici, in definitiva, hanno usato questa contraddizione che esprimeva il sistema.
I risultati confermano la giustezza della strada percorsa. Ma attenzione: la situazione, in Sicilia e nel paese, è tale per cui è pensabile che il sistema mafioso si possa ricomporre. E questo per tre motivi:
1) Nei punti più alti del sistema politico si governa e si esercita il potere con metodi che richiedono, inevitabilmente, una mediazione di tipo mafioso; un ricambio di personale che sostituisca quello che abbiamo visto nel gabbione non è difficile, anzi è nelle cose. 
2) La manovalanza è in crescita, sempre in attesa di lavoro sporco, anche perché non c'è quello pulito. 
3) Nella pubblica opinione ci sono segni di sfiducia preoccupanti. E sappiamo che la sfiducia si può esprimere anche in una omertà di massa.

AGUECI GIOVANNA,BERTOLINO GIUSEPPE,BERTOLINO ANTONIA,BERTOLINO CARMELA,BUSCETTA,LO JACONO PIETRO,MAXIPROCESSO,SIINO,BRUNO FRANCESCO,GUARNOTTA,GALASSO, SOMMA ENRICO, salemi,PATTI CARMELO,VALTUR