L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 27 febbraio 2008

2005 19 LUGLIO TAR SENTENZA 1257 2005 RICORSO 3994 1996 CATALDO LAURA CATALDO GIROLAMA VIA GARIBALDI 140 PART 124 176 177 ORD 43 05 06 96

2005 19 LUGLIO TAR SENTENZA 1257 2005 RICORSO 3994 1996 CATALDO LAURA CATALDO GIROLAMA VIA GARIBALDI 140 PART 124 176 177 ORD 43 05 06 96 


REPUBBLICA ITALIANA
N.1257/05 Reg. Sent.       
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Sezione Terza, con l’intervento dei signori magistrati
N.            Reg. Gen.
 ANNO   
- Nicolo’ Monteleone      - Presidente
- Giovanni Tulumello      - Referendario
- Mara Bertagnolli                    -  Referendario-estensore
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
sul ricorso n. 3994/96 Sezione Terza, proposto da CATALDO LAURA e CATALDO GIROLAMA, entrambe rappresentate e difese dall’avv. Francesco Todaro, presso il cui studio in Palermo, via Villaermosa, n. 18 sono elettivamente domiciliate;
CONTRO
COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE, in persona del suo legale rappresentante, rappresentato e difeso dall’Avv. S. Russo ed elettivamente domiciliato in Palermo presso lo studio dello stesso, in via XX settembre, 48,
PER L’ANNULLAMENTO
dell’ordinanza n. 43 del 5 giugno 1996, notificata in data 26 giugno 1996, con la quale è stata ingiunta la demolizione di  tre fabbricati insistenti sulle particelle 124, 176 e 177 al foglio di mappa 1 ed ubicati al civico n. 140 della via Garibaldi del Comune di Isola delle Femmine e di ogni altro atto presupposto e consequenziale;
Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio;
Vista la documentazione depositata in data 22 marzo 2005;
Designato relatore il  Referendario dott.ssa Mara Bertagnolli;
Udito alle pubbliche udienze del 12 aprile 2005 e 22 giugno 2005 l’avv. delle ricorrenti, come da verbali;
Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue:

FATTO

Con ricorso notificato il 10 ottobre 1996 e depositato il 30 ottobre 1996 le ricorrenti impugnano l’ordinanza in epigrafe indicata, con la quale veniva disposto l’abbattimento delle seguenti opere:
- ampliamento, di mq 30 circa, di una vecchia costruzione esistente, ad una sola elevazione fuori terra, sita ad angolo di due confini, lato campo sportivo, ampliamento realizzato con struttura portante in conci di tufo dello spessore di cm. 25, il tutto passato con uno strato di rinzaffo e quindi trovasi allo stato grezzo, ad eccezione della costruzione esistente che risulta definita;
- realizzazione di un fabbricato di mq 100 ad una sola elevazione fuori terra, con struttura portante in cemento armato, tompagnatura in conci di tufo dello spessore di cm. 25 il tutto passato con uno strato di rinzaffo e quindi trovasi allo stato grezzo;
- realizzazione di un fabbricato di mq 50 circa, ad una sola elevaione fuori terra, con struttura portante in cemento armato, tompagnatura in conci di tufo dello spessore di cm. 25 il tutto passato con uno strato di rinzaffo e quindi trovasi allo stato grezzo.
Il provvedimento risulta motivato dalla riscontrata carenza di titolo legittimante alle edificazioni indicate e dall’accertata inapplicabilità dell’art. 13 della L. 47/85, il quale disciplina il rilascio di concessione in sanatoria, in quanto dette opere ricadono in area individuata dallo strumento urbanistico come di rispetto cimiteriale.
Avverso il provvedimento sono stati dedotti i seguenti vizi:
- violazione e/o errata applicazione del combinato disposto degli artt. 39 della L. 724/94 e 38 della L. 47/85 dai quali discende, nelle more della proponibilità del condono edilizio, ogni attività sanzionatoria del Comune;
- eccesso di potere per ingiustizia manifesta e travisamento dei fatti, stante la ricorrenza dei presupposti di conformità al vigente strumento urbanistico cui la norma subordina la sanabilità degli interventi realizzati in assenza di titolo legittimante.

DIRITTO

Il ricorso è fondato sotto l’assorbente aspetto della violazione di legge dedotta con il primo vizio-motivo.
Ciò in quanto:
- per costante giurisprudenza, infatti, deve ritenersi illegittima l’ordinanza di demolizione di opere edilizie abusive qualora il Comune non si sia previamente ed esplicitamente pronunciato sulla domanda di sanatoria presentata antecedentemente dall’interessato, quantomeno per evitare di vanificare a priori l’interesse al rilascio del titolo abilitativi in sanatoria e, pertanto, l’inconveniente consistente nel demolire un’opera, per poi consentirne la ricostruzione in base a concessione edilizia (Cons. Stato, sez. V, 14 giugno 1994, n.654; C.G.A. 5 agosto 1993, n.291; T.A.R. Campania, sez.IV, 20 ottobre 2003, n.12925, 16 maggio 2005, n.6205);
- la possibilità di presentare istanza per la concessione del titolo abilitativo edilizio in sanatoria determina, per espressa previsione di legge, la sospensione delle procedure amministrative  sanzionatorie sino alla definizione di detta istanza e pertanto ogni provvedimento di codesta natura, adottato durante tale periodo, deve ritenersi illegittimo;
- a maggior ragione, deve ritenersi illegittimo il provvedimento sanzionatorio adottato dopo l’avvenuta presentazione dell’istanza stessa e, quindi, in totale assenza dei presupposti di legge ed in particolare dell’interesse pubblico all’attuazione della sanzione nelle more della verifica dell’accoglibilità o meno della domanda di sanatoria;
- nel caso di specie il provvedimento impugnato è stato adottato ben dopo la presentazione – avvenuta in data 27 febbraio 1995 – dell’istanza per la concessione del titolo abilitativo edilizio in sanatoria  ex art. 39 della L. 23 dicembre 1994, n. 724 e successive modifiche, per le  opere abusive di cui all’impugnata ordinanza di demolizione, dal che ne consegue l’illegittimità del medesimo.
Il ricorso deve, quindi, essere accolto, fatto salvo l’esito dell’istruttoria connessa alla verifica della sussistenza dei presupposti per il rilascio della concessione in sanatoria ai sensi della normativa già citata.
Sussistono giusti motivi per disporre la compensazione tra le parti delle spese del giudizio.
P. Q. M.
il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione terza, accoglie il ricorso in epigrafe e per l’effetto annulla l’ordinanza di demolizione oggetto del medesimo.
Dispone la compensazione tra le parti delle spese del giudizio.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa.
Così deciso in Palermo, nella Camera di Consiglio del 22 giugno 2005.
 Segretario

Depositata in Segreteria il 19 luglio 2005

                                                                  Il Segretario


AIELLO, BRUNO; Rinella, Buttitta, CAPUTO, Ciaccio, Conti, Di Vittorio, Grasso, La barbera, Modica, Mormino, Trabia, Virga, BOLOGNA STEFANO,ABUSIVISMO EDILIZIO,ORDINANZA RIPRISTINO CATALDO LAURA,CATALDO GIROLAMA


http://nuovaisoladellefemmin.blogspot.com/2011/04/un-comune-gestito-dalla-mafia.html

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