L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 8 marzo 2008

CLASS ACTION REGOLE E NORMATIVE




Class action, ecco come funziona
Venerdí 07.03.2008 12:38
Di Pierluigi Lissandron

Contro Poste e banche c´è già la fila. Ferrovie e operatori telefonici si preparano all´assalto. Aziende di raccolta dei rifiuti e di distribuzione del gas rinforzano le difese.
La minaccia?
Si chiama azione collettiva risarcitoria meglio nota come class action e debutterà in Italia il 30 giugno 2008. Ma intanto è boom di annunci: ce n´é per tutti, dalle iniziative contro le grandi multinazionali, a quelle contro le buche sulle strade; da chi se la prende contro le strisce blu, a chi prepara un´azione risarcitoria contro la "malapolitica".
Oltre sedici mila sono i moduli d´adesione già scaricati dai siti internet delle varie associazioni dei consumatori. La legge finanziaria 2008 ha "armato" la mano dei cittadini, che potranno ora partecipare a cause collettive contro società fornitrici di beni o servizi. Un´arma importata direttamente dagli Stati uniti e raccontata in Italia dai romanzi di John Grisham o da film come "Erin Brockovich". Negli ultimi dieci anni negli Usa ha fatto perdere alle aziende una media di 680 miliardi di dollari, in termini di capitalizzazione di Borsa (stima "Reset Class Action National Group").
La prima "class action all´italiana" non partirà però prima di fine giugno, una volta trascorsi 180 giorni dall´approvazione della Finanziaria. Nel frattempo, comitati di cittadini e associazioni di consumatori scaldano i motori. Come è noto l'istituto della Class Action ha origine nel mondo anglosassone ove da tempo ormai si ricorre a tale strumento diventato ormai l'incubo delle grandi multinazionali.
Una scottatura da 2,9 milioni di dollari
Tale fu la sanzione (ridotta poi dal giudice a 640 mila dollari) che nel 1995 una giuria americana impose a McDonald's per aver ustionato la signora Liebeck con il suo caffé. Soprannominata la "causa più stupida d'America", è stata usata come esempio degli eccessi della giustizia americana. Ma tale reazione ignora i fatti e soprattutto la logica sottostante il concetto di responsabilità civile in America. Innanzitutto, la signora coinvolta aveva 79 anni e ha rischiato la vita in due operazioni di plastica all'inguine a causa delle ustioni subite.
Ma soprattutto la funzione del giudizio non è quella di attribuire la colpa, ma quella di creare gli incentivi per evitare danni futuri. McDonald's fu costretta a pagare perché serviva il caffé a temperature troppo elevate, che nel corso degli anni avevano provocato 700 casi di ustioni. Senza una punizione pecuniaria non esiste per le imprese l'incentivo a modificare atteggiamenti lesivi dei consumatori. È grazie a queste cause che in aereo ci servono il caffé a temperature più basse che evitano le lesioni gravi in caso di rovesciamenti accidentali.
Per fare chiarezza
Sulla Class action e sulle modalità per mettere in moto questa procedura si è letto e si è scritto un po' di tutto. Vediamo di capire meglio, basandoci su solide fondamenta giuridiche, di cosa si tratta.
L'azione collettiva risarcitoria, meglio nota come Class Action
Come noto, la Legge finanziaria 2008-Legge 24 Dicembre 2007, n. 244 (art.2 commi 445-449)-ha introdotto nell'ordinamento giuridico italiano l'azione collettiva risarcitoria, che diverrà formalmente operativa il 29 giugno 2008, a 180 giorni dall'entrata in vigore della legge medesima (1 gennaio 2008). Lo spirito che ha mosso il legislatore è reso evidente dallo stesso testo della norma.
L'art. 2 comma 445 battezza la neo-nata azione legale come "nuovo strumento generale di tutela nel quadro delle misure nazionali volte alla disciplina dei diritti dei consumatori e degli utenti, conformemente ai principi stabiliti dalla normativa comunitaria volti ad innalzare i livelli di tutela". Si tratta, dunque, di una salvaguardia generale che lo Stato, e l'Unione europea ancor prima (vedasi la direttiva n. 98/27/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio, precursore e apripista per le azioni collettive), ha inteso rivolgere alla collettività dei consumatori, spesso vittime della costosa e burocratizzata macchina giudiziaria.
Coerentemente con tale spirito, il Legislatore ha disposto che il nuovo strumento giuridico fosse inserito nel Codice del consumo (D.Lgs 6 settembre 2005, n.206) ivi introducendo l'art. 140-bis. Nel complesso, l'impianto normativo dell'azione collettiva risarcitoria può essere così brevemente riassunto.
Legittimazione ad agire
Legittimati a esperire l'azione collettiva sono: le associazioni dei consumatori e degli utenti, rappresentative a livello nazionale, siccome individuate dall'art. 137 del Codice del consumo;
le altre associazioni e i comitati, che siano adeguatamente rappresentativi degli interessi collettivi fatti valere;

i singoli consumatori o utenti, mediante autonomo intervento in giudizio. La soluzione adottata nella formulazione definitiva della finanziaria costituisce testo emendato rispetto alla formulazione precedentemente prevista. Originariamente, infatti, legittimate all'azione erano esclusivamente le associazioni più rappresentative a livello nazionale: evidentemente, la consapevolezza che una tale soluzione si sarebbe potuta scontrare con gli alti valori costituzionali (tra tutti, quello espresso dall'art.24), tesi a garantire la parità di trattamento tra categorie nell'ambito dell'accesso alla giustizia, ha reso opportuno un cambio di formulazione ed un ampliamento del testo normativo.
Tipologia di diritti azionabili
L'azione collettiva consente la tutela dei diritti nascenti da contratti conclusi mediante moduli o formulari (art. 1342 Codice civile), oppure conseguenti ad atti illeciti extracontrattuali, a pratiche commerciali scorrette o a comportamenti anticoncorrenziali, quando questi siano lesivi di diritti di una pluralità di consumatori o di utenti.
Il delineare un tale ampio ambito di applicazione lascia trasparire una chiara volontà del Legislatore di consegnare nelle mani del consumatore/utente uno strumento particolarmente efficace, a garanzia del ripristino del giusto equilibrio di un rapporto - quello con l'impresa - che nasce per sua natura sbilanciato a favore del soggetto economicamente più forte.
Oggetto dell'azione e procedura
L'azione collettiva è tesa innanzitutto all'accertamento del diritto al risarcimento del danno e alla restituzione delle somme spettanti ai singoli consumatori o utenti, nonché alla conseguente quantificazione di tale diritto. A tal fine, la Legge finanziaria individua un procedimento a doppio binario: il primo, di carattere prettamente giudiziale, ove il Tribunale adito assume il compito di accertare con sentenza l'esistenza del diritto, nonché di indicare i criteri per la successiva quantificazione dello stesso;
il secondo, costituito da una fase non contenziosa, ove l'impresa convenuta predispone, nel termine perentorio di sessanta giorni, una proposta di risarcimento.
L'eventuale accoglimento di tale proposta costituisce titolo esecutivo. In caso di mancato accoglimento della proposta, oppure di mancata proposizione della medesima nei termini prescritti, si apre una fase di conciliazione che può svolgersi secondo due procedure:
-costituzione di una camera di conciliazione da parte del presidente del tribunale adito nella fase giudiziale e composta da tre avvocati nominati dal presidente medesimo, dall'impresa e dai soggetti che hanno proposto l'azione collettiva o che vi hanno aderito; adesione alla procedura di conciliazione presso gli organismi preposti e individuati dalle norme di riforma del diritto societario (D.lgs n.5/2003). Diritto al risarcimento
Sul piano del diritto al risarcimento, o meglio della quantificazione di tale diritto, si rende opportuno fare una osservazione, tanto breve quanto chiarificatrice. È noto a molti come l'impianto dell'azione collettiva sia stato da più parti letto come la risposta europea alla nota "Class Action" di origine anglosassone. In realtà, il paragone non consente di individuare elementi di assoluta identità tra le due azioni. Al contrario, pur in presenza di un comune spirito garantista nei confronti del soggetto debole del rapporto commerciale, tra le due azioni è possibile riscontrare profonde diversità. La Class Action statunitense, per esempio, poggia su due elementi distintivi, particolarmente significativi.
Lo strumento è, innanzitutto, posto a tutela non solo dei soggetti, appartenenti ad una determinata categoria o classe, che si fanno parte attiva nella richiesta di accertamento del diritto/risarcimento, bensì dell'intera categoria o classe, danneggiata dal comportamento dell'impresa. In tal senso, a beneficiare dell'esito positivo dell'azione promossa da un gruppo più o meno cospicuo di soggetti, saranno anche quegli individui o gruppi di individui, appartenenti appunto alla medesima categoria o classe, che hanno ritenuto opportuno osservare dall'esterno l'evoluzione del processo. Ciò, ad esempio, per difficoltà nel sostenere gli oneri economici di una causa legale, particolarmente elevati negli Stati uniti.
Tali soggetti potranno così esperire richieste di risarcimento nei confronti dell'impresa, negli stessi termini per i quali la stessa impresa è stata condannata a seguito del giudizio promosso da altri consumatori/utenti. L'altro aspetto particolarmente significativo che rende estremamente diversa la Class Action dalla azione collettiva made in Italy è costituito dal carattere non esclusivamente risarcitorio della condanna. A comporre le voci della somma inflitta all'impresa gioca, infatti, particolare rilevanza la cosiddetta quota per danno punitivo (punitive damage).
Così, una volta determinata la responsabilità dell'impresa, il giudice potrà esprimere la condanna ad una somma anche molto più elevata rispetto al danno economico reale subito dal consumatore/utente (nella duplice forma del danno emergente e del lucro cessante), nell'intento di esprimere, così, l'ulteriore funzione deterrente, a carico non solo della stessa azienda condannata, bensì dell'intero sistema commerciale territoriale.
http://www.info-legal.it
"Bollette gonfiate di Telecom Italia: è arrivata l'ora di risarcire i consumatori". Parte con queste parole sul web http://www.altroconsumo.it/il richiamo alle armi che Altroconsumo ha lanciato oggi agli utenti di telefonia italiani vittime di truffe. "Abbiamo avviato la raccolta delle segnalazioni, per preparare una class action contro Telecom Italia. Lo scopo è ottenere che siano risarciti gli utenti che sono stati vittime di bollette gonfiate, a causa di chiamate truffa ai numeri a sovrapprezzo", spiega Marco Pierani, responsabile rapporti istituzionali di Altroconsumo.

È il fenomeno, tristemente noto, di quei servizi che inducono con l'inganno l'utente a chiamare numeri costosissimi (899, 199, satellitari e altri). Ultimo caso, un sms truffaldino che ha colpito decine di migliaia di cellulari italiani: chiede di chiamare un numero per ascoltare un presunto messaggio lasciato in segreteria. Costo della chiamata: 15 euro. "I numeri esatti dei truffati non sono noti, ma delle 60 mila segnalazioni di protesta che abbiamo ricevuto nel 2007, circa la metà riguardava questo problema", spiega Federico Flaviano, direttore tutela consumatori presso l'Agcom (Autorità Garante delle Comunicazioni). "E un numero ancora maggiore di denunce arriva alla polizia, come ci risulta".

"Secondo noi sono milioni di utenti, colpiti, visto che molti non si accorgono degli addebiti o non fanno la denuncia", dice Pierani. "Noi vogliamo dare voce a tutti questi. Presenteremo a Telecom una richiesta di risarcimento collettivo, che credo Telecom ci boccerà. In tal caso, procederemo con la class action, che depositeremo dopo il 28 giugno, quando scatteremo i termini di legge previsti per poterla avviare in Italia".

"Dopo il 30 giugno il problema sarà molto ridimensionato, grazie a una nostra delibera in via di pubblicazione", spiega Roberto Napoli, commissario Agcom. "Finora gli utenti che attivano una nuova linea telefonica, fissa o mobile, hanno abilitati dal proprio operatore, in automatico e senza averli richiesti, tutti i servizi relativi a numeri a valore aggiunto. Dal 30 giugno, sarà il contrario: questi numeri saranno bloccati in automatico, salva espressa richiesta dell'utente". Vige la regola del silenzio-assenso: chi non avrà fatto richiesta, si troverà i numeri bloccati. Si prevede che le telefonate a numeri a sovrapprezzo non saranno possibili quindi per buona parte degli utenti. "Stiamo avviando ispezioni presso gli operatori, per contrastare le truffe", aggiunge Flaviano.

"Agcom è intervenuta con durezza, contro questo fenomeno", conferma Pierani, "ma resta il problema del pregresso, per tutti quegli utenti che già hanno ricevuto bollette gonfiate a causa di queste truffe. E le Autorità non riescono a imporre agli operatori i risarcimenti degli addebiti contestati. Per questo motivo, per rendere giustizia a questi utenti, serve la nostra class action".
(6 marzo 2008)

Comitato Cittadino Isola Pulita
http://www.isolapulita.it




Chieste le dimissioni di Portobello 7
Isola delle Femmine 8.7.07
CHIESTE LE DIMISSIONI DEL SINDACO PORTOBELLO E DELLA SUA GIUNTA.

DOPO CHE L'OPPOSIZIONE SI E' ASSUNTA L'ONERE DI APPROVARE
IL BILANCIO IL PIANO REGOLATORE DEL PORTO IL PIANO REGOLATORE GENERALE e..e..e...... DOPO CHE IL GRUPPO "ISOLA PER TUTTI" HA PERSO LA MAGGIORANZA

NONOSTANTE LA POLITICA CLIENTELARE DELL'ATTUALE ESECUTIVO;

NONOSTANTE LA MESSA IN PALIO DI POLTRONE E POLTRONCINE;

NONOSTANTE LICENZE E QUANT'ALTRO;

NONOSTANTE LA GESTIONE DELLE RISORSE A COME VOGLIO IO;

NONOSTANTE L'AUMENTO DELLE DISPONIBILITA' FINANZIARIE PER SINDACO E ASSESSORI;

NONOSTANTE LA VICENDA PER LA COSTRUZIONE DEI CINQUANTA APPARTAMENTI DELLA COOPERATIVA DELLA CALLIOPE SU UN TERRENO LA CUI DESTINAZIONE D'USO ERA VERDE AGRICOLO( e su cui in maniera scientifica è stato pianificato l'intervento del Commissario ad Acta per il cambio di destinazione d'uso);

NONOSTANTE LE RETICENZE SULLA ITALCEMENTI, A UN CERTO PUNTO NON SI CAPIVA PIU' DOVE VOLEVATE METTERE LA NUOVA TORRE;

NONOSTANTE LE MANCATE RISPOSTE SULLA SEGNALAZIONE DELL'ARPA SUI PREOCCUPANTI DATI DI INQUINAMENTO ATMOSFERICO AD ISOLA DELLE FEMMINE(Lei medesimo se ne è fatto portovace anche se su un palcoscenico lontano da Isola ovvero a Capaci puchè lontano da orecchie indiscrete);

NONOSTANTE IL SUO FREGARSENE DELLE SOLLECITAZIONI CHE LE SONO PERVENUTE DAI RESIDENTI DELLA LOTTIZZAZIONE LO BIANCO SULL'INQUINAMENTO ACUSTICO PRODOTTO DALLA CEMENTERIA (è vero sono solo palermitani come dice Lei. A pensare che una volta dicevate sono solo Pescatori, per significare che non bisogna stare dietro a questi personaggi. Quindi per Lei ma non solo per Lei mi rendo conto. Quindi diciamo per la sua BAND: chiunque osi esprimere il suo pensiero a seconda delle circostanze diventa o Estraneo o Pescatore);
Un solo suggerimento ci sentiamo di farVi: RicordateVi Signori che non si può parlare di Isola delle Femmine se non parlando dei Pescatori.
http://isolapulita.blogspot.com/2007/08/lintervista-di-rubino-al-440minuto.h

Caricato da isolapulita




1 commento:

Pino Ciampolillo Isola delle Femmine ha detto...

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