L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 25 ottobre 2008

IN TRAPPOLA MADONIA JR. SALVATORE





IN TRAPPOLA MADONIA JR. SALVATORE


14 dicembre 1991 — pagina 21 sezione: CRONACA



PALERMO - Da trenta giorni sapevano dove si nascondeva. Lo tenevano d' occhio a distanza, con discreti appostamenti e potenti teleobiettivi. Nella villa sul mare speravano di catturare anche un altro latitante, magari uno di quelli di Corleone. Ma dopo un paio di settimane hanno visto che la casa era frequentata solo da donne, che non c' era altro movimento sospetto, che era arrivata l' ora di tirare le reti. Classica operazione poliziesca "all' americana" per prendere uno dei Madonia, Salvatore, il numero 2 della più potente "famiglia" mafiosa di Palermo. Operazione con sorpresa finale: nella villa c' era un altro lunghissimo elenco della "città che paga", un' altra lista di commercianti taglieggiati dal racket, un altro libro mastro delle estorsioni, quasi una copia di quello scoperto due anni fa in un altro covo dei Madonia. Questa volta nella mappa del "pizzo" ci sono quasi cento negozi palermitani, in fila in quattro fogli di quaderno, con accanto un numero, la gabella mensile da versare ai mafiosi, agli esattori della cosca. L' arresto di Salvatore Mario Madonia, 35 anni, un passato da killer e alle spalle un matrimonio con una terrorista della "colonna sarda" delle BR, è un altro colpo da Ko che si abbatte sul clan comandato dal vecchio "zio Ciccio", il boss accusato di avere ordinato la morte dell' imprenditore Libero Grassi. E' un altro colpo per una "famiglia" che una volta controllava solo la sua borgata, la Piana dei Colli, ma che da qualche anno ha esteso il suo potere in almeno mezza Palermo. Una "famiglia" tanto importante (per capirci: sono solo i Madonia che possono tenere a bada in qualche modo i corleonesi, sono solo loro che determinano certi equilibri di pace tra i clan in città), che è entrata come mai prima nel mirino delle investigazioni antimafia. Indagini di alto livello divise tra il Servizio centrale operativo, la Criminalpol e la squadra mobile. Indagini durate 30 giorni e 30 notti prima di sguinzagliare nelle campagne di Villagrazia di Carini una cinquantina di agenti e circondare una bella villa bianca vicino al mare. La cattura del mafioso, latitante da 4 anni, è avvenuta intorno alle 10 del mattino. I poliziotti hanno atteso che Salvatore Madonia si alzasse con comodo, l' hanno visto aprire le finestre della stanza da letto e poi uscire in giardino. Qualcuno avrebbe voluto entrare in azione ma c' erano quattro cani liberi, due pastori tedeschi e due dobermann. Un altro quarto d' ora di attesa, il tempo per far rinchiudere i cani. Particolare curioso: molti poliziotti erano nascosti nelle ville vicine, residenze estive disabitate, case occupate senza chiedere il permesso ai proprietari "per ovvie ragioni di segretezza e di sicurezza". "E poi siamo entrati e ce lo siamo trovati di fronte", racconta Salvatore Di Costanzo, il capo della Criminalpol della Sicilia occidentale. Salvatore Madonia era in piedi, in jeans e maglione, nemmeno tanto sorpreso. Chiede un poliziotto: "Il suo nome?". Risponde il boss: "Sono un operaio, mi chiamo Calascibbetta". E poi tira fuori una patente di guida. Falsa, naturalmente. Ripete il poliziotto: "Allora, qual è il suo vero nome?". Salvatore Mario Madonia sorride e si arrende: "Lo sapete, voi lo sapete come mi chiamo...". Nella villa in quel momento c' erano anche una ragazza, un domestico tunisino, un giardiniere che stava curando il roseto. E accanto al roseto una Porsche nuova di zecca. E' cominciata la perquisizione. E così la polizia ha scoperto i fogli con quell' elenco di commercianti taglieggiati. Secondo le prime indiscrezioni, sembra che solo alcuni titolari di negozi compresi nel vecchio libro mastro siano nella nuova lista sequestrata a Villagrazia di Carini. Tutti gli altri sarebbero "nuove vittime", nuove prede dell' organizzazione. Ma questa è materia coperta dal segreto istruttorio e non c' è un solo investigatore che ne voglia parlare. Nella villa è stata trovata anche una cassaforte piena di soldi, di gioielli, di carte e documenti. Ma chi è il mafioso catturato? Quale ruolo ha nella cosca dei Madonia? La sua "cartella personale" è un fascicolo alto quindici centimetri. Si comincia dallo stato di famiglia. L' ex moglie si chiama Marinella Flore, "nota appartenente alla colonna sarda della Brigate Rosse" arrestata il primo di febbraio del 1987. In tasca aveva un passaporto francese rilasciato cinque anni prima a Bayonne e intestato a tale Frederique Sanchez. Il primo precedente penale di Salvatore Mario Madonia? Risale al 2 gennaio 1973. Denunciato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. C' era un posto di blocco della polizia, lui non s' è fermato gridando "cornuti" agli uomini in divisa. Ma la vera carriera dentro Cosa Nostra è cominciata solo qualche anno dopo. Sospettato per l' uccisione del commissario Ninni Cassarà, indagato per l' assassinio dell' agente Natale Mondo, accusato per la morte di tre ragazzi che lavoravano nel mercatino di viale Francia. Una strage tremenda di quattro anni fa, un triplice omicidio che portava la sua firma, l' impronta del dito anulare della sua mano destra su un pezzo di vetro della bottiglia piena di benzina che era servita a bruciare la moto usata dai sicari. Un indizio che ha portato gli investigatori a valutare meglio il "peso" del mafioso dentro la sua cosca. Del padre Ciccio sapevano già tutto, del fratello Giuseppe conoscevano la storia dal giorno dell' omicidio del capitano Basile (uno dei presunti killer era proprio lui, Giuseppe), del fratello Antonino s' è scoperto il ruolo 2 anni fa quando la polizia l' ha preso in una casa con il libro mastro delle estorsioni. In verità c' è anche un altro fratello dei Madonia, Aldo, anche lui arrestato qualche mese fa e poi scarcerato. Secondo alcuni farebbe parte della "famiglia", secondo altri sarebbe completamente estraneo. E adesso è toccata pure a Salvatore Mario, quello che aveva preso in mano gli "affari" del clan, l' unico libero (nella latitanza) di muoversi e di tenere i contatti con gli altri boss. E di tenere pure un altro "libro mastro", un altro bel po' di fogli con dentro tutti i conti, tutte le cifre dell' "Anonima Estorsioni".
 
 
- ATTILIO BOLZONI

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1991/12/14/in-trappola-madonia-jr.html


UN COVO TUTTO D' ORO PER IL BOSS LATITANTE


15 dicembre 1991 — pagina 5



PALERMO - Una lussuosa villa a due piani, con piscina, in mezzo al verde, a due passi dal mare e dall' aeroporto di Punta Raisi. In questa "residenza", Salvatore Madonia ha trascorso una latitanza "dorata". In una villa che vale alcuni miliardi, mimetizzata in mezzo ad altre, all' interno di un grande parco dove per accedervi è necessario varcare sei cancelli radiocomandati. Il boss che da latitante continuava a gestire il business delle estorsioni, faceva una vita da nababbo. In quella villa non mancava niente. L' unica rinuncia il telefono, ma per precauzione, per evitare che per una disgraziata coincidenza qualcuno intercettasse le conversazioni risalendo così al suo nascondiglio. Ma questa precauzione non è bastata, così come i quattro cani da guardia, pastori tedeschi e dobermann. Quando i poliziotti hanno fatto irruzione nel covo dorato di Madonia sono rimasti "incantati". L' interno è arredato lussuosamente, mobili moderni, ma di "grande gusto", dice un inquirente. Alle pareti quadri del Seicento e tra questi una Madonna col Bambino di grande valore artistico e storico. Quattro le camere da letto, quasi tutte con televisore ed una con un piccolo camino. Cinque bagni con pavimenti in marmo e piastrelle "adeguate". In uno di questi bagni anche un computer per azionare l' idromassaggio nella vasca, interrata e di porcellana, la musica ed altri optional e sofisticate diavolerie elettroniche per il governo e la sorveglianza del resto della casa. Il grande salone, al pian terreno della villa, con pareti stuccate, è arredato con enormi tappeti e divani in pelle firmati, un piccolo bar, un grande televisore e luci ben distribuite. All' illuminazione ha probabilmente provveduto un elettricista fidato, Francesco Musso, 45 anni, dipendente dell' Enel, incensurato, arrestato per favoreggiamento. Musso era intestatario del contratto dell' energia elettrica ed è stato arrestato mentre era in corso il blitz per catturare Madonia. E' stato bloccato mentre andava a trovare il boss. "L' architetto che ha pensato ed ha arredato l' interno e l' esterno della villa - ha detto un investigatore - ha fatto davvero un buon lavoro". Anche ieri la villa è stata perquisita, gli inquirenti sono alla ricerca di nascondigli che potrebbero essere stati ricavati all' interno ed all' esterno della lussuosa costruzione, dove Madonia potrebbe aver custodito armi o altro materiale compromettente. La gestione della villa era molto costosa. Salvatore Madonia in cassaforte aveva oltre duecento milioni di lire in contanti ed assieme al "libro mastro" dove registrava le "entrate" del racket delle estorsioni che andavano nelle casse della "famiglia", aveva anche un altro brogliaccio dove puntigliosamente annotava tutte le spese per la villa: "Piastrelle diciotto milioni, luci sei milioni", ed altre "spese correnti". Anche l' esterno della villa era molto curato. La piscina a forma di quadrifoglio era illuminata e nelle notti d' estate Madonia non disdegnava un bagno. In alcune foto, scattate durante gli appostamenti della polizia, è stato ripreso a bordo piscina assieme alla fidanzata ed ai suoi fedeli cani. -
 
di FRANCESCO VIVIANO

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1991/12/15/un-covo-tutto-oro-per-il.html

http://nuovaisoladellefemmin.blogspot.com/2011/04/piano-regolatore-generale.html

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