L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























giovedì 30 ottobre 2008

Corte dei Conti INDAGINE funzionamento ATO PA 1

*Caro "Sindaco" Prof Gaspare Portobello Mafia o Antimafia?
*Non chiamiamoli più rifiuti!
*Lavoro, protesta dei precari degli enti locali
*La manovra finanziaria " Lacrime e sangue"
*La Sicilia Le maggioranze Trasversali sul Servizio Idrico ARIA FRITTA
*Isola delle Femmine Distributore di benzina al Porto Pescatori o Diportisti?
*Italcementi, non condanniamo la torre alta 120 metri
*I Beni Comuni nello spezzatino del Federalismo
*Donatella Costa Lettera al Presidente regione Sicilia Raffaele Lombardo
*Libertà di Stampa e Regime
*SiciliaMafiopoli: IL CASO GENCHI PELLERITO termovalorizzatori e........
*TRASFERIMENTO DEFINITIVO ALL’ATO PA1 DI ALCUNI DIPENDENTI Delibera impegno riassunnzione da parte dei Comuni
*Mi Illumino di Incenso
*SINDACO: Punito perchè virtuoso
*Lombardo: "Ecco i nemici del cambiamento"
*Corte dei Conti INDAGINE funzionamento ATO PA 1


Non sono IO il PUPO
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Corte dei conti

Sezione del controllo per la Regione Siciliana

Indagine sul funzionamento degli Ambiti Territoriali Ottimali (A.T.O.) limitatamente alla gestione dei rifiuti, e disamina dei correlati profili finanziari

Relatore

Cons. Antonio Dagnino

PREMESSA E SCOPO DELL’INDAGINE

Con deliberazione n. 112 del 2006 questa Sezione del controllo per la Regione siciliana ha inserito nel proprio programma di controllo l’indagine sul funzionamento degli Ambiti Territoriali Ottimali (A.T.O.) limitatamente alla gestione dei rifiuti, con disamina dei correlati profili finanziari.

L’indagine è stata avviata nella considerazione del rilievo sempre crescente che riveste la gestione dei rifiuti sia sotto il profilo ambientale, sia sotto il profilo economicofinanziario, come peraltro hanno grandemente evidenziato i recenti fatti di cronaca.

L’indagine prende in esame – in un’ottica collaborativa - i più significativi dati relativi ai bilanci ed alla gestione dei ventisette A.T.O. operanti in Sicilia anche al fine di rilevarne le problematiche comuni e di individuare le ragioni dei maggiori costi che gli enti locali ed i cittadini siciliani sono chiamati a sopportare.

Dall’individuazione dei maggiori costi gli enti locali interessati potranno cogliere utili spunti in ordine agli opportuni interventi.

L’ATTIVITÀ ISTRUTTORIA

Con note istruttorie del gennaio 2007 l’ufficio di controllo sulle pubbliche gestioni di questa Corte ha specificamente richiesto a tutti gli A.T.O.-rifiuti della Sicilia, nonché all’Agenzia regionale delle acque e dei rifiuti, vari dati riguardanti principalmente la costituzione e l’organizzazione degli A.T.O.-rifiuti, il costo della governance, il personale dipendente (con specificazione del numero delle nuove assunzioni) ed i suoi costi, gli ultimi due bilanci approvati, l’ammontare dell’I.V.A. a credito ed a debito, i contenziosi 2006 superiori agli € 50.000,00, le eventuali partecipazioni societarie, i crediti vantati verso enti pubblici, l’entità della raccolta ed i suoi costi medi per abitante, le discariche utilizzate, nonché la comunicazione di ogni altro elemento ritenuto utile.

È stato altresì richiesta all’Agenzia regionale delle acque e dei rifiuti una dettagliata relazione sulla gestione e sull’andamento dei singoli A.T.O.-rifiuti operanti in Sicilia, con l’indicazione dei dati circa gli aumenti - rispetto al passato - dei costi e di personale, sulla regolarità delle entrate e delle uscite, sugli eventuali disservizi o inconvenienti o problematiche verificatisi, nonché su ogni altro elemento ritenuto utile e sulle eventuali soluzioni proposte.

Nonostante a tutti gli A.T.O.-rifiuti fossero state avanzate le stesse richieste, la quantità e qualità dei dati comunicati sono state spesso di contenuto assai difforme.

Conseguentemente – nonostante ulteriori sforzi - non è stato possibile raccogliere dati totalmente omogenei, eppertanto la relazione risente parzialmente delle diversità di contenuti delle risposte fornite a questa Corte.

PRINCIPALI CRITICITA’ RILEVATE

A) Premessa

La materia della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti è stata oggetto di particolare attenzione da parte dell’Unione Europea, la quale ha inizialmente disciplinato la materia con la direttiva del Consiglio n. 75/442/CEE del 15 luglio 1975, peraltro successivamente modificata a più riprese e in modo sostanziale (v. anche la direttiva 2006/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 aprile 2006 ed il regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).

La gerarchia per le diverse forme di prevenzione, gestione, trattamento dei rifiuti, dopo ampio dibattito, è stata stabilita dalla Commissione europea nel 1989 e confermata nel 1996 (v. Rapporto A.P.A.T. 2005).

Le relative analisi hanno concluso nel senso che i benefici ambientali netti del riciclo dei R.U. (ritenuto preferibile) variano molto da uno Stato membro all'altro e da un materiale all'altro. Inoltre, una combinazione di riciclo al 70-80% con termovalorizzazione del residuo presenterebbe un bilancio migliore della stessa opzione di raccolta/riciclo con discarica.

I dati hanno suggerito che, se il riciclo ha dei vantaggi ambientali notevoli, la combinazione di riciclo e termovalorizzazione può avere i migliori bilanci economicoambientali e quindi i minori costi sociali netti. Recenti studi europei sulle opzioni di recupero e riciclo delle plastiche sono poi giunti alle seguenti conclusioni: la termovalorizzazione in impianti avanzati per gli R.U. è molto favorevole in termini di bilancio costi-benefici rispetto ad altre opzioni; la stessa conclusione si applica alla termovalorizzazione dei rifiuti di plastica nei cementifici; per converso i costi del riciclo meccanico e del feedstock recycling rimangono molto alti; per quest'ultima tecnologia, le innovazioni attese potrebbero comportare dei significativi miglioramenti dei bilanci economico-ambientali.

I costi economici delle diverse opzioni di gestione dei rifiuti, basati sulle informazioni per diverse situazioni europee, comprendono i costi di raccolta, selezione e trasformazione per il riciclo e i ricavi dalla sostituzione di materiali vergini e dell'energia.

Per quanto concerne i costi di gestione del ciclo dei servizi dei rifiuti indifferenziati, essi vanno distinti in quattro componenti: costi di spazzamento e lavaggio strade; costi di raccolta e trasporto; costi di trattamento e smaltimento; altri costi inerenti la gestione dei rifiuti urbani indifferenziati, non compresi nelle voci precedenti

I costi di gestione del ciclo dei rifiuti differenziati comprendono: costi di raccolta differenziata dei singoli materiali; costi di trattamento e riciclo, al netto dei proventi derivanti dalla vendita dei materiali e dell’energia recuperata e dei contributi CO.NA.I. (Consorzio Nazionale Imballaggi); costi comuni (costi amministrativi dell’accertamento, della riscossione e del contenzioso, costi generali di gestione, costi comuni diversi, costi d’uso del capitale, a loro volta distinti in: ammortamento dei mezzi meccanici per la raccolta, mezzi e attrezzi per lo spazzamento, contenitori per la raccolta, ammortamenti finanziari per beni devolubili e altri, accantonamenti, remunerazione del capitale.

In Sicilia la situazione della gestione dei rifiuti è assai precaria sia con riferimento a quelli urbani che agli speciali ed in particolare ai pericolosi.

La ragione principale dei ritardi accumulati nella realizzazione degli impianti di trattamento è da attribuire alla persistente opposizione di una certa parte della pubblica opinione alla loro installazione per il timore degli effetti indotti sulla salute. Gli anni sono passati, alcuni impianti sono stati adeguati alla normativa ed altri nuovi sono stati realizzati soprattutto nel Centro/Nord, ma la situazione dello smaltimento dei rifiuti è rimasta sostanzialmente precaria al Sud.

Le Direttive dell'Unione Europea sull'incenerimento dei rifiuti pericolosi, e recentemente quella sull'incenerimento dei rifiuti (Direttive 94/67 e 00/76), hanno posto limiti alle emissioni molto restrittivi per diossine e furani (0,1 ng/m3), limiti che sono stati prontamente recepiti nella normativa nazionale (Decreti 19 novembre 1997, n. 503, e 25 febbraio 2000, n. 124).

È bene rilevare che questa scelta strategica è derivata anche dalla convinzione che il CDR, ricco di carta e plastica, sia molto più adatto alla combustione ed al recupero energetico rispetto al rifiuto tal quale, presentandosi in forma più omogenea e con caratteristiche chimico/fisiche imposte dalla normativa, soprattutto in relazione al potere calorifico ed al contenuto di cloro. La produzione del CDR a partire dal rifiuto indifferenziato pone però un duplice problema: la difficoltà del raggiungimento dei parametri di qualità imposti e la necessità di provvedere al trattamento e, quindi, all'utilizzazione della frazione umida più fine separata dal rifiuto.

B) Ragioni principali dell’aumento dei costi e dei disservizi

Le principali cause dell’aumento dei costi e dei disservizi, peraltro lamentati in più occasioni dagli stessi sindaci dei comuni interessati, e quali specificamente rappresentate dalle stesse società d’ambito, possono così riassumersi:

1) L’ufficio del Commissario delegato per la predisposizione di un piano di interventi di emergenza nel settore della gestione dei rifiuti e per la realizzazione degli interventi necessari per far fronte alla situazione di emergenza (nominato nella persona del Presidente della Regione siciliana), con proprio decreto n. 280 del 19 aprile 2001 ha individuato nella raccolta differenziata l’attività qualificante dell’intero ciclo integrato e, successivamente, ha diramato – fra le altre - disposizioni circa le modalità da applicare per il trasferimento del personale dai comuni agli A.T.O. trasmettendo altresì ai diretti interessati ed ai Prefetti l’accordo-quadro regionale con le prime direttive assunte (v. circolare commissariale n. 7990 del 20 aprile 2004).

Dal confronto fra i due contratti di comparto – quello degli enti locali, relativo al personale già in servizio presso i comuni, e quello FederAmbiente, relativo al personale trasferito agli A.T.O. – emergono le seguenti differenze: a) il contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Enti locali prevede la corresponsione di tredici mensilità con un importo tabellare mensile, per un livello professionale B3, pari ad € 1.299,93; b) il contratto collettivo nazionale di lavoro FederAmbiente prevede invece la corresponsione di quattordici mensilità con un importo tabellare mensile, per un analogo livello professionale 2°, pari ad € 1.451,07. La differenza tra l’importo degli emolumenti previsti dai due diversi contratti, gravati degli oneri accessori, determina, per ciascuna unità lavorativa con contratto FederAmbiente, un maggior costo di circa € 4.000,00 per anno rispetto ad una unità lavorativa con contratto Enti locali. Complessivamente il maggior costo di cui sopra si aggira sul 30% circa.

Ancora più elevata è la differenza di trattamento economico, eppertanto la ricaduta che si determina nelle voci di spesa, per il personale A.S.U. trasferito dai comuni. Invero – a titolo esemplificativo e con riferimento a taluni A.T.O. - un’unità A.S.U. utilizzata da un comune comportava un costo medio mensile – oneri aggiuntivi inclusi – di circa € 500,00, con un costo annuo complessivo di circa € 6.000,00 peraltro non a carico del comune ma della Regione siciliana, mentre la stessa unità A.S.U., a trasferimento avvenuto, e assunta a tempo indeterminato come disposto con contratto FederAmbiente, comporta un costo per la società d’ambito, emolumenti ed oneri aggiuntivi inclusi, pari ad € 40.000,00 circa.

Emerge dunque, già da tale semplice raffronto, un enorme aggravio finanziario a carico degli A.T.O. e, quindi, dei comuni e dei cittadini, senza che a ciò corrisponda alcun miglioramento del servizio.

2) Analoghe considerazioni possono farsi circa il trasferimento dei beni strumentali (automezzi ed attrezzature) utilizzate dagli enti locali per lo svolgimento del servizio.

Automezzi vetusti e spesso non adeguati alle esigenze di servizio, attrezzature insufficienti nel numero ed in pessime condizioni d’uso. Elementi, questi, che hanno contribuito alla dichiarazione dello stato di emergenza.

3) Lo stato degli impianti rappresenta un altro dei punti critici dell’intero sistema, accompagnato dall’elevato costo di smaltimento in discarica. Le società di gestione hanno preso in carico le isole ecologiche realizzate dai comuni, nella gran parte dei casi neanche definitivamente autorizzate e, dove presenti, le progettazioni in corso. Numerose discariche già attivate con procedure d’urgenza – ex artt. 12 D.P. 6 marzo 1989 n. 35 e 13 D.Lgs. 5 febbraio 1977 n. 22 – sono state nel frattempo chiuse e lo smaltimento è stato concentrato nelle poche discariche autorizzate per un breve periodo, con costi per trasferimento e smaltimento esorbitanti che incidono spesso per circa un terzo sul totale dei costi di produzione.

4) In relazione agli elementi generali forniti, la prestazione quotidiana massima degli operatori del servizio di spazzamento di 2,5 chilometri lineari appare decisamente bassa, indipendentemente dal C.C.N.L.

5) Il nuovo sistema di “esternalizzazione” del servizio fa sì che le società d’ambito – in quanto solitamente S.p.A. esterne ai singoli comuni - emettano fattura commerciale nei confronti dei comuni medesimi. E su tale fattura dovrà essere applicata l’I.V.A. (10%), con conseguente ulteriore aumento finale dei costi e della pressione fiscale a carico dei cittadini. La questione dell’applicabilità dell’I.V.A. in relazione all’attuale strutturazione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ed all’attuale e generale persistenza della TA.R.S.U. (oggi costituente una tassa, sulla quale viene indirettamente applicata altra tassa), nonostante il parere espresso dall’Agenzia delle entrate, merita comunque ulteriori e specifici approfondimenti.

6) Una parte del personale comunale già addetto al servizio non è transitato (probabilmente per ragioni “pensionistiche”) negli A.T.O., i quali hanno dovuto pertanto supplire con nuovo personale. Conseguentemente la spesa pubblica è aumentata anche in relazione al maggior numero di persone comunque a carico del sistema.

7) Sui cittadini viene adesso comunemente riversata dai comuni una quota maggiore dei costi del servizio; ed a ciò va aggiunto che prima i comuni medesimi richiedevano il rimborso di una percentuale dei costi di circa il 50%-60% mentre, con il previsto passaggio a tariffa dall’1 gennaio 2009, gli A.T.O. fatturerebbero direttamente ai cittadini il 100% dei costi. Peraltro il servizio è adesso gravato da quanto derivante dal “ciclo integrato”, dalla maggiore distanza e dal minor numero di discariche, dalla maggiore raccolta dovuta all’intercettazione di “microdiscariche” abusive, ecc.

8) I costi di smaltimento (già imposti dal Commissario) si aggirano sugli €. 102,00 per tonnellata e sono oggettivamente lievitati anche in relazioni alle innovazioni normative introdotte, adesso consistenti non soltanto nell’interramento dei rifiuti ma anche nella coltivazione trentennale della discarica (a fini di bonifica), nell’impermeabilizzazione del sottosuolo, nella raccolta e nello smaltimento del percolato, nella recinzione, nella guardiania ed in quant’altro richiesto dal D.L. n. 36/2003.

9) La critica situazione finanziaria dei comuni, la struttura burocratica della pubblica amministrazione e le rigide norme di contabilità in genere, non consentono (come anche recenti fatti di cronaca hanno evidenziato) pagamenti immediati agli aventi diritti.

Conseguentemente si creano negli A.T.O. – come dagli stessi lamentato - inaccettabili situazioni di illiquidità, di contenziosi e di sofferenza finanziaria che creano disordine amministrativo-contabile e disservizi anche gravi.

10) In qualche caso (v. comune di Palermo) – pur avendo preso atto delle deduzioni svolte in adunanza pubblica – permangono notevoli difficoltà a comprendere quale sia l’effettiva utilità dell’A.T.O., atteso che il servizio (diversamente che altrove) continua ad essere organizzato e svolto dalla precedente azienda pubblica (A.M.I.A.) mentre – nella particolare fattispecie - non è agevole conoscere in cosa si concretizzi realmente l’astratto potere regolatorio dell’A.T.O. ed in quali risultati utili per i cittadini si sia oggi tradotto.

Premesso peraltro che le modalità di gestione degli A.T.O. sono diversificate, v’è comunque da osservare che gli A.T.O. dovrebbero essere soltanto una sorte di “autoritycon funzioni, quindi, non comprendenti la gestione del servizio. Tale sostanziale snaturamento delle loro funzioni appare di dubbia legittimità comunitaria, tant’è che la Corte di Giustizia delle Comunità Europee è ripetutamente intervenuta nei confronti dell’Italia con le sentenze 14 giugno 2007 (causa C-82/06), 5 luglio 2007 (causa C- 255/05) e 18 luglio 2007 (causa C-382/05) e che la Commissione Europea, con atto del 28 novembre 2007, poi ritrasmesso dal Dipartimento nazionale della Protezione civile alla Presidenza della Regione siciliana ed all’Agenzia regionale per i rifiuti e per le acque, ha – con specifico riguardo a quanto avvenuto in Sicilia – comunicato al ministro italiano competente che la Repubblica Italiana è “venuta meno agli obblighi imposti dall’art. 228, paragrafo 1, del Trattato che istituisce la Comunità europea”. Più precisamente è stata ritenuta illegittima la stipula delle convenzioni per l’utilizzo della frazione residua dei rifiuti urbani, al netto della raccolta differenziata, prodotta nei comuni della Regione siciliana, “senza applicare le procedure previste dalla direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/50/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti di pubblici servizi, come modificata dalla direttiva della Commissione 13 settembre 2001, 2001/78/CE, e, in particolare, senza la pubblicazione dell’apposito bando di gara d’appalto nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee”.

Si dà atto che in sede di pubblica adunanza l’Osservatorio sui rifiuti presso l’Agenzia regionale per i rifiuti e per le acque ha rappresentato – illustrando le deduzioni contenute nella nota n. 14995 del 29 aprile 2008 - che una procedura di infrazione, quella n. 2006/2440 ex art 226 del Trattato CEE, riguardante l’A.T.O. “Belice Ambiente S.p.A.” è stata archiviata, come da comunicazione del Dipartimento delle politiche comunitarie del 4 luglio 2007. Ma si osserva al riguardo che tale procedura di infrazione ha riguardato soltanto un aspetto specifico dell’attività compiuta da un singolo A.T.O. e che l’archiviazione sarebbe avvenuta – secondo quanto dichiarato in pubblica adunanza – sulla base dell’inserimento nello Statuto dell’A.T.O. di un organo statutario (ulteriore rispetto all’assemblea) di coordinamento diretto dell’attività, peraltro di dubbia legittimità civilistica. In ogni caso poi, lo stesso “Osservatorio” ha preso atto dell’effettività della violazione comunitaria laddove ha dichiarato che l’Agenzia regionale ha partecipato ad alcuni incontri per l’individuazione delle soluzioni più idonee per superare l’infrazione come sopra definitivamente accertata dall’Unione Europea.

Si ritiene comunque che – al di là dell’interpretazione data in memoria d’adunanza dall’”Osservatorio sui rifiuti” all’art. 201 del T.U. n. 152 del 2006, circa la sussistenza di pubbliche funzioni comunali in ordine ad un’attività (intrinsecamente economica e imprenditoriale) di raccolta e smaltimento rifiuti che sarebbe stata poi normativamente trasferita agli A.T.O. - l’affidamento diretto del servizio fatto in favore dei medesimi, senza gara, oltre a non essere qualificabile “in house” ed a violare il Trattato CEE, non dà alcuna garanzia di economicità, efficienza ed efficacia.

Al riguardo si osserva la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti non sono collegabili ad alcun potere pubblico autoritativo trasferito a gestioni imprenditoriali degli A.T.O. e che gli stessi, in sé, non hanno alcun know how né alcuna managerialità, né alcuna esperienza, né mezzi, in quanto strutture promosse da pubbliche amministrazioni, raccogliendo proprio personale e propri vecchi mezzi, e creando delle governance di scelta sostanzialmente politica. E’ peraltro evidente che, in linea generale, non può considerarsi sufficiente dichiarare un oggetto sociale specialistico in seno all’atto costitutivo ed allo statuto di una società per far sì che la stessa – peraltro costituita con un capitale sociale minimo ed assolutamente inidoneo allo scopo - possa automaticamente considerarsi professionalmente competente ed idonea.

Ma al di là di ogni argomentazione teorica e di ogni opinabilità, i risultati pratici dell’attuale sistema di smaltimento rifiuti sono oggettivamente apparsi assolutamente insufficienti.

Si dà atto che il legislatore regionale è intervenuto circa la riduzione del numero degli A.T.O. (peraltro non ancora attuata e che non necessariamente comporterà, nell’immediato, un risparmio di spesa, atteso che dovrà tenersi adeguato conto dei costi occorrenti per le liquidazioni degli A.T.O. esistenti).

In ogni caso un risparmio di spesa circa i costi delle governance deriva oggi dall’attuata riduzione - disposta dalla finanziaria per il 2008 - del numero dei consiglieri di amministrazione.

A seguito dell’entrata in vigore della recente legge finanziaria per il 2008 risulta che vari A.T.O. hanno ridotto a 3 il numero dei consiglieri di amministrazione. In molti casi l’originario capitale sociale (minimo) è stato aumentato per conseguire vantaggi normativamente previsti.

Si riportano appresso i dati essenziali – pur se non sempre omogenei - relativi agli A.T.O. in Sicilia.

A.T.O. SERVIZI COMUNALI INTEGRATI R.S.U. S.p.A. PALERMO 1

Atto costitutivo e statuto
L’atto costitutivo della S.p.A. è stato stipulato a Palermo il 30 dicembre 2002 tra la Provincia regionale di Palermo e i comuni di: Balestrate, Borgetto, Capaci, Carini, Cinisi, Giardinello, Isole delle Femmine, Montelepre, Partinico, Terrasini, Torretta e Trappeto.

La Società ha sede legale e amministrativa a Partitico ed è stata costituita per assicurare la gestione integrata dei rifiuti solidi urbani di competenza dei Comuni e della Provincia regionale di Palermo nell’ambito territoriale ottimale PA 1. Il capitale sociale è di € 100.001,00 diviso in numero 100.001 azioni del valore nominale di € 1,00 ciascuna.

Amministrazione e personale

Il Consiglio di Amministrazione è composto da n 7 membri. Il Collegio sindacale è composto da tre membri effettivi e 2 supplenti.

L’assemblea dei soci del 07/03/2006 ha rimodulato gli importi relativi ai compensi del C.d.A.

La spesa complessiva per il C.d.A., relativamente ai compensi erogati nell’anno 2006, ammonta ad € 125.000,00. Tale importo lordo include il compenso annuo del Presidente del C.d.A., pari a € 31.000,00 lordi, nonché quello dell’Amministratore delegato, pari a € 31.000,00 lordi.

All’interno della Società non è presente la figura del Direttore.

La spesa complessiva per il Collegio dei Sindaci revisori erogati nell’anno 2006 ammonta a € 34.803,68.

Allo stato attuale, la Servizi Comunali integrati R.S.U. S.p.A. non ha adottato alcun organigramma aziendale. Quello ipotetico, descritto nel vigente Piano Industriale, non trova, ad oggi, applicazione.

Alla data del 31 dicembre 2006 il personale contrattualizzato dalla Società era costituito da 173 unità lavorative; e più specificatamente:

151 lavoratori (personale di ruolo, con contratto di diritto privati e precari) provenienti dagli Enti soci dell’ATO PA 1.

20 lavoratori provenienti dalle ditte private, in possesso dei requisiti stabiliti dall’Accordo quadro regionale del 20/04/2004. 2 lavoratori dalla Società d’Ambito, di cui uno appartenente a categoria protetta.

Il costo complessivo sostenuto dalla Società d’ambito nell’anno 2006 per il personale dipendente ammonta a € 3.186.284,41.

Il personale dipendente dai Comuni soci, temporaneamente assegnato alla Società durante la “fase transitoria”; per l’anno 2006 è di 151 unità, il costo relativo ammonta ad € 1.492.131,17.

Per far fronte ad esigenze connesse alla copertura dei servizi, in particolar modo per assicurare il servizio di raccolta differenziata, nonché per garantire i servizi di raccolta durante i mesi estivi, l’ATO PA 1 ha complessivamente utilizzato 97 unità di personale interinale.

Il costo sostenuto dalla Società d’ambito nell’anno 2006 per il servizio reso dall’Agenzia interinale ammonta a complessivi € 1.294.129,34.

Relativamente all’anno 2006 i contributi previdenziali versati dalla Società ammontano a complessivi € 573.798,96, dei quali € 297.562,00 all’INPS ed € 276.236,96 all’INPDAP.

Convenzioni in corso, stipulate con enti pubblici

L’ A.T.O. ha sottoscritto con tutti i 12 Comuni soci i relativi contratti di servizio per la gestione integrata dei rifiuti

Bilanci degli esercizi 2004-2005

La Società ha conseguito un utile di € 11.188,00 nel 2004 ed una perdita di € 11.187,00 nel 2005.

Dal punto RF 59 della dichiarazione dei redditi 2005 si evince che la Società ha conseguito un reddito di € 52.296,00.

Dal punto RF 63 della dichiarazione dei redditi 2006 si evince che la Società ha conseguito una perdita di € 12.149,00.

Il credito IVA al 31 dicembre 2006 ammonta ad € 898.824,56.

Contro l’A.T.O. è stato promosso un decreto ingiuntivo di € 3.086.308,25, per il recupero di crediti vantati relativamente al servizio di conferimento dei rifiuti presso la discarica di Bellolampo.

L’ATO PA 1 non detiene quote di altre società e non espleta servizi nei confronti di privati.

Al 31 dicembre 2006 la Servizi Comunali Integrati R.S.U. S.p.A. vantava nei confronti degli enti-soci un credito complessivo di € 10.801.554,64.

Per far fronte ai problemi di liquidità, la Società d’Ambito in data 28/04/2006 ha richiesto alla Banca Nazionale del Lavoro la concessione di un fido, in c/speciale, per € 2.000.000,00

Entità approssimativa e costo della raccolta

L’entità approssimativa della raccolta dei rifiuti riferita all’anno 2006 è pari a 69.727 tonnellate circa, delle quali 66.276 tonnellate circa per rifiuti solidi urbani e 3.451 tonnellate circa provenienti dal ciclo della raccolta differenziata.

Il costo complessivo sostenuto dalla Società d’Ambito per garantire il servizio di raccolta e trasporto, incluso il conferimento in discarica, relativamente al 2006 ammonta ad € 14.041.169,93 La Società d’Ambito, nell’anno 2006, ha gestito il servizio in 10 dei 12 Comuni soci.

E’ previsto che i costi strutturali legati alla Società d’Ambito vengano ripartiti sulla base delle quote di partecipazione alla società stessa.

Discariche utilizzate

La Servizi Comunali Integrati R.S.U. S.p.A., conferisce i rifiuti dell’ATO PA 1 presso la discarica di Bellolampo (PA), gestita dall’AMIA S.p.A., e presso la discarica di Camporeale (località c/da Incarcavecchio), gestita dalla Società Alto Belice Ambiente– ATO PA 2.


CONCLUSIONI

Nonostante i buoni intendimenti della legge circa l’ottimizzazione del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, non sembra affatto che gli A.T.O. abbiano dato, in concreto, i frutti sperati.

Come già evidenziato nella prima parte di questa indagine, l’attuazione del sistema ha presentato e presenta varie criticità alle quali si rinvia e, nonostante alcune affettive ottimizzazioni, ha fatto lievitare considerevolmente i costi ed crea problemi di varia natura circa lo svolgimento del servizio. Il legislatore regionale ha recentemente ritenuto di porre un qualche rimedio prevedendo una drastica riduzione del numero delle società d’ambito ma ciò – a parte il fatto che la legge, sul punto, non è stata ancora attuata – non sembra assolutamente idoneo, da solo, a risolverne i nodi cruciali.

Il primo tema di fondo – sul quale occorre prontamente porre un rimedio sia a livello normativo sia a livello amministrativo ed attuativo – è quello relativo alla natura ed alle funzioni delle società d’ambito le quali, come già sopra rappresentato, dovrebbero avere dei compiti soltanto regolatori, differenziando in tal modo la loro posizione ed i loro interessi istituzionali rispetto al gestore del servizio. Pertanto gli A.T.O. dovrebbero utilizzare personale adeguato, dotato di effettive e specifiche competenze professionali, non facilmente acquisibili a mezzo di stabilizzazioni di personale precario dei comuni (spesso privo di precedenti e qualificate esperienze lavorative), e conseguentemente dichiarare senza indugi – ove occorra - gli eventuali esuberi. In ogni caso, il numero del personale deve essere adeguato alle diverse modalità di gestione.

Occorre infatti evidenziare che l’obiettivo principale nell’espletamento dei servizi pubblici, comunque organizzati, è appunto quello di rendere alla collettività amministrata il servizio migliore possibile mentre nessun prevalente o concorrente pari rilievo può avere l’offrire un lavoro o il migliorare le condizioni di lavoro o di reddito di talune persone la cui assunzione ed il cui mantenimento in servizio appare invero strumentale al pieno ed ottimale soddisfacimento dei bisogni dei cittadini.

Ciò premesso – ed a parte la rappresentata archiviazione della procedura di infrazione comunitaria n. 2006/4420, che si riferisce ad una particolare vicenda, che non inficia le altre pronunce europee e che si riconnette soltanto all’anomala introduzione statutaria di un’assemblea di coordinamento, dotata di poteri atipici) - si dubita sia della legittimità comunitaria degli affidamenti diretti delle gestioni del servizio alle attuali società d’ambito perché tali affidamenti non possono comportare, relativamente ciascun singolo comune-socio dell’impresa A.T.O., alcun “controllo analogo” a quello esercitato sui propri uffici e non possono quindi rientrare tra quelli cosiddetti “in house”, quali notoriamente delimitati da varie sentenze della Corte di Giustizia delle Comunità Europee. Ciò è anche avvalorato dalle procedure di infrazione avviate contro l’Italia dalla Commissione europea e dalle suindicate sentenze già pronunziate dalla Corte di Giustizia delle Comunità Europee.

Ma oltre all’aspetto della legittimità comunitaria, deve rilevarsi che l’attuale sistema degli A.T.O. appare quanto meno aprioristicamente inopportuno sotto il profilo di una sana gestione aziendale.

Invero, come già detto, le società d’ambito non preesistevano sul mercato e, quindi, erano prive di qualsivoglia specifica esperienza professionale e gestionale, e, in genere, di “avviamento”. Le stesse, inoltre, sono state originariamente costituite con il capitale sociale minimo allora previsto dal codice civile (€ 100.000,00), di nessun significato economico-finanziario perché inidoneo allo scopo, ed erano prive di mezzi e di personale: trattavasi in buona sostanza di “imprese improvvisate”, prive di capitale di rischio, sostanzialmente prive di mercato e di rischio imprenditoriale e destinate ad assumere consistenza economica soltanto in forza del monopolio loro derivante dai successivi contratti di servizio e dagli apporti da parte dei comuni-soci. Sul punto va tuttavia aggiunto che le situazioni dei vari A.T.O. sono notevolmente differenziate (anche in ordine al personale) e che, per esempio, alcuni di essi, hanno successivamente aumentato il capitale sociale, pur se ciò è appare soltanto strumentale ai fini dell’ottenimento di alcuni vantaggi di legge e se tale aumento è comunque insufficiente anche ai fini dei necessari investimenti.

Gli enti locali – da parte loro – hanno forse trovato una qualche immediata convenienza nella possibilità di devolvere parte di proprio personale c.d. “precario” il quale ha così goduto della “stabilizzazione” (la parte di personale rimasta presso i comuni, ha invece finito per costituire – come si è detto - un costo aggiuntivo). Tutto ciò ha però comportato un assai consistente ed immediato aumento dei costi di gestione a seguito delle innovazioni introdotte in materia e dagli altri fattori sopra indicati, tra i quali assume particolare rilievo il trasporto in discarica e la gestione della discarica stessa secondo le restrizioni imposte dall’attuale normativa.

La sottocapitalizzazione degli A.T.O. ha comportato e comporta anche gravi difficoltà in ordine agli investimenti (pur necessari alle imprese sane), la loro inaffidabilità circa il tempestivo adempimento delle obbligazioni assunte, e la loro esclusiva dipendenza dai soci i quali, peraltro, nell’attuale situazione si trovano talora praticamente costretti al rimborso di spese “a piè di lista”, peraltro in sostanziale violazione dell’art. 238, comma 3, del D.Lgs. n. 152 del 2006.

Va ancora osservato che la “derivazione pubblica”, l’esclusività del rapporto, l’assenza di preoccupazioni riguardanti la concorrenza ed il controllo pubblico di tali società potrebbe indirettamente comportare una loro sostanziale (anche se non formale) neutralità in ordine a maggiori costi di personale (sia sotto l’aspetto numerico sia sotto l’aspetto retributivo, sia sotto l’aspetto dell’effettiva qualità e quantità del lavoro svolto) e di gestione dei trasporti e delle discariche, potendo forse restare più interessati a questioni “politiche” e/o di mera legittimità formale che a problemi di distribuzione di dividendi agli azionisti, di affermazione sul mercato, di concorrenza, di qualità servizio e, quindi, di ricerca di nuove tecniche e di maggiore economicità della gestione economicofinanziaria.

In altri termini, l’attuale assetto degli A.T.O. – salve le anzidette differenziazioni - somma sia i difetti del “pubblico” sia i difetti del “privato”.

Per quanto sopra, appare necessario ed urgente che le aziende di smaltimento dei rifiuti siano finanziariamente e professionalmente idonee, sappiano stare sul mercato, siano realmente indipendenti dai comuni e dalle loro finanze ed abbiano specifici obiettivi da perseguire.

L’attuale applicazione dell’I.V.A. (10%) sul servizio ha inoltre introdotto un ulteriore aumento della pressione fiscale a carico dei cittadini. Tale imposta – nonostante il diverso parere espresso dall’Agenzia delle entrate - appare tuttavia di discutibile debenza sostanziale, atteso che – non essendosi ancora diffuso il “passaggio alla T.I.A.” - ancor oggi si paga la TA.R.S.U. che, com’è noto, è una vera e propria tassa. Cosicché attualmente si calcola e si paga sostanzialmente un’imposta (l’I.V.A.) su una tassa.

Peraltro molti A.T.O., e relativi comuni-soci, sostengono la sussistenza del “controllo analogo” ai fini del superamento dei vincoli imposti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea; ed allora, anche sotto tale profilo, potrebbe apparire discutibile il pagamento dell’IVA da parte di soggetti che si pretende di assimilare ad una sorta di uffici degli stessi comuni-soci.

La questione merita tuttavia ulteriori e specifici approfondimenti che vengono richiesti dalla Corte agli organi competenti.

Per quanto poi concerne le discariche, le stesse, nell’immediato, andrebbero individuate ed autorizzate più speditamente senza farsi troppo rallentare da opposizioni ideologiche, ingiustificatamente psicologiche, atecniche o strumentali, magari, tenuto conto delle specifiche realtà territoriali, scegliendo il minor danno ed individuando dei siti in qualche modo “inquinabili”. E’ infatti di tutta evidenza che l’esigenza del pronto smaltimento dei rifiuti è assolutamente ineludibile (come hanno anche dimostrato recenti fatti di cronaca) e che pertanto ogni altra considerazione e remora vi è subordinata (ogni attesa appare dunque ingiustificabile e pregiudizievole).

Comunque appare all’uopo necessaria la realizzazione dei (pur assai costosi, ma sovvenzionati) termovalorizzatori, anche al fine e trasformare i rifiuti in energia ed ottenere in tal modo il duplice vantaggio di meglio e più adeguatamente eliminare i rifiuti medesimi e, contemporaneamente, di produrre preziosa energia e di abbassare i costi sostenuti dai cittadini.

Da ultimo, in questa sede di conclusione della relazione, la Corte ritiene di segnalare – al fine dei necessari urgenti interventi – la necessità di tenere in debito conto i maggiori oneri sopportati in atto dagli enti locali per l’attuazione di un complesso sistema radicalmente da riformare.


Delibera n. 32/2008



A.T.O. PA1 A.P.S.

Nel tempo abbiamo parlato di: Raccolta Rifiuti, ambiente, Italcementi, Aria irrespirabile, Privatizzazione dei Servizi, Gestione Acque e Qualità delle nostre acque, Inquinamento delle falde acquifere Raffo Rosso, Siti di Importanza della Comunità Europea SIC, Autorizzazione Integrata Ambientale, Piano Regolatore Generale, Cementificazione della fascia costiera, Alga Rossa,Tariffe, Parentopoli, Voto di Scambio, Rappresentanza negli Ambiti territoriali, Raccolta differenziata, Amministratori ciechi, La vita in diretta, Isola Pulita, Isola ecologica, SICAR, Incendio alla SICAR, Assessori all'ambiente Portobello, Wind Shear, Inquinamento da cromo esavalente, Tumori, Malattie collegate all'ambiente, leggi, disposizioni, querele, ricorsi, denunce, esposti..............
Promemoria per il “Sindaco” Professore Gaspare Portobello

Il giorno 20 del mese di novembre dell’anno 2007, presso il Palazzo dei Carmelitani di Partinico, Lei Signor “Sindaco” professore Gaspare Portobello partecipa all’assemblea straordinaria della “Servizi Comunali Integrati R.S.U. S.p.a.”, la Sua partecipazione in quanto facente parte del CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE titolare di una quota pari al 4,726 (quattro virgola settecentoventisei per cento) del CAPITALE SOCIALE. Signor “Sindaco” Lei a partire da quella data risulta essere AZIONISTA (comproprietario) dell’azienda in questione. Naturalmente in qualità di “Sindaco” legale rappresentante del “Comune di Isola delle Femmine” Piazza Duca degli Abruzzi (così come risulta a pagina 8 dell’atto che LEI ha firmato). Quindi faccia un attimo più di attenzione quando addossa la responsabilità del disservizio all'A.T.O. (per favore non si dia la zappa sui piedi)
*Ambiente e politica ad Isola delle Femmine *Modalità di gestione dei Rifiuti
*Consiglio Comunale Su ATO rifiuti e Ripubblicizzazione Acqua Bene Comune
*Angela Corica
*LA CRICCA DEGLI APPALTI
Dossier sull'acqua ai privati: Scarica il pdf
Dossier Munnizzopoli: scarica il pdf




Mafia Isola delle Femmine?

Promemoria per il geologo “Assessore” dr. Marcello Cutino (ambientalista a cunvinienza )

DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2000, n. 267 articolo 78 comma 2

2. Gli amministratori di cui all'articolo 77, comma 2, devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o AFFINI sino al QUARTO GRADO. L'obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell'amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado.

Art. 78 Affinità

L'affinità è il vincolo tra un coniuge e i parenti dell'altro coniuge.

Nella linea e nel grado in cui taluno è parente d'uno dei due coniugi, egli è affine dell'altro coniuge.

L'affinità non cessa per la morte, anche senza prole, del coniuge da cui deriva, salvo che per alcuni effetti specialmente determinati (434). Cessa se il matrimonio è dichiarato nullo, salvi gli effetti di cui all'art. 87, n. 4.

Sono affini di primo grado il suocero, genero e nuora. Sorella e fratello della moglie sono affini di secondo grado. La zia o lo ZIO della MOGLIE sono affini di TERZO GRADO. Il cugino della moglie o del marito è affine di quarto grado ed è quindi escluso dai benefici lavorativi.

(e come dice il Signor Presidente del Consiglio non ne parliamo più)

*Relazione Commissione Parlamentare Antimafia 1985

*Relazione che la Commissione parlamentare Antimafia approva seduta 6 dicembre 2000

*Copacabana Di Trapani Isola delle Femmine .............

*GESTIONE beni confiscati legge 109 7 marzo 96 *PORTOBELLO CUTINO PALazzotto E IL GRUPPO Progetto destinano il bene confiscato

*RACCOLTA DIFFERENZIATA E RICICLO

*Caserma dei Carabinieri Isola delle Femmine Opere Triennali

*Sequestro beni mafiosi a Isola delle FemmineMaxisequestro tra cui appartamento a Isola delle Femmine

*Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori

*ROS sequestrano 15 milioni di beni ai mafiosi tra Palermo Cinisi Carini Isola delle Femmine

*LA DEFICIENZA DELLA GESTIONE AMMINISTRATIVA?

*ISOLA ecologica PIANO Levante CANTIERI lavoro M.A.M. Pizzerie e........

*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche

*APPROVATI CANTIERI DI LAVORO

*LICENZA EDILIZIA IN SANATORIA VASSALLO ANTONIETTA MAGGIO/09

*Licenza Edilizia Riso Rosaria 26 Novembre 09 Dionisi Vincenzo

*Licenza Edilizia 1 del 2010 Lucido Coniglio Puglisi Baldassare

*Licenze Edilizie Crivello Crivello Costanzo Sorelle Pomiero Progettista geom Impastato Giovanni Amministratore

*P.R.G. e Comparto 1 di Isola delle Femmine

*Hotel Saracen Isola Ufficio Tecnico Comunale e………..

*L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA APPROVA LA LEGGE SUI RIFIUTI

*Ordinanza Sindacale affidamento Raccolta Rifiuti ditta AL.TA. s.r.l.

*La resa alla povertà degli amministratori di Isola delle Femmine

*I PACCHI DELL'AMBIENTALISTA rosso-verde-arancione

*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche

*M.A.M. s.n.c. Progetto di Variante ed Elezioni Amministrative

*DELIBERE CONSIGLIO COMUNALE

*Rapporto ecomafia 2008 - Sicilia, ciclo dei rifiuti, la monnezza è “Cosa Nostra”

*La munnezza di Isola delle Femmine vale tanto oro quanto pesa

*Italcementi Monselice: la commissione ambiente boccia il revamping

*Modalità di gestione dei Rifiuti
*Corte dei Conti INDAGINE funzionamento ATO PA 1
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*“Possiamo sempre fare qualcosa”. In memoria di Giovanni Falcone?
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*I TURISTI SCAPPANO DA ISOLA DELLE FEMMINE
SICILIA RIFIUTI: ** Rifiuti in Sicilia, un dossier anonimo
*Donatella Costa Lettera al Presidente regione Sicilia Raffaele Lombardo
*Candidato alle elezioni amministrative anche un nipote del boss

*
Isola Pulita
*
Isola delle Femmine Consiglio Comunale Bilancio Previsione 2010 6 maggio 2010
*“Sono disposta a vendere una delle mie ville per disporre dei fondi necessari a impedire il successo delle liste avversarie da quella di Portobello

Isola delle Femmine: **Isola delle Femmine Consiglio Comunale Bilancio Previsione 2010 6 maggio 2010

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*Modalità di gestione dei Rifiuti
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Consiglio Comunale Isola delle Femmine "infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione"

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*Arrestato Il Sindaco è accusato di peculato, falso, abuso d'ufficio, truffa aggravata e violazioni al Testo unico in materia edilizia
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*SEQUESTRATE LE SCHEDE ELETTORALI
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CONSULENZE e..............
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*
U.R.P. Isola delle Femmine inadempiente pag 7
*
Ingegnere Francavilla Stefano
*
APPROVATI CANTIERI DI LAVORO
*
Ingegnere Lascari Gioacchino
*
Ingegnere Lascari Gioacchino Scalici
*C.E n.03-2010 - Enea Orazio Ing Lascari
*C
onsulenti Geologi Eletti
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Dr. Marcello Cutino geologo
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Cutino dr. Marcello Pet-coke Portobello DIMISSIONI
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*
Minagra dr. Vincenzo Biologo
*Minagra dr. Vincenzo Consulente ambientale del Sindaco Portobello
*
Le acque d’oro di Ambiente e Sicurezza Dr. Minagra
*Vincenzo dr. Minagra Pet-coke Cutino Portobello
*
I COSTI DELLA POLITICA INCARICHI DIRIGENZIALI A LAVORATORI PRECARI
*
Vigilanza e controllo degli enti locali - Ufficio ispettivo

*ISOLA ecologica PIANO Levante CANTIERI lavoro M.A.M. Pizzerie e........
*
APPROVATI CANTIERI DI LAVORO
*
Cantiere Lavoro all’isola ecologica
*Isola ecologica
*
Architetto Licata Geologo Cutino Incaricati di……
*
Architetto Licata
*Restauro Torre
*
Consiglio Comunale 25 giugno 2009 Insediamento "Sindaco" a Isola delle FemmineDichiarazione Rinascita Isolana

*Accesso agli Atti Dichiarazione Redditi Amministratori
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*C.V. Sig.ra Pirrone Nunzia Responsabile Settore Amministrativo e del Settore Servizi Sociali.
*C.V. Rag. Fontanetta Biagio Responsabile Settore Economico-finanziario e del Settore Personale.
*C.V. Arch. D'Arpa Sandro Responsabile Settore Urbanistica e del Settore Lavori Pubblici.
*C.V. Dott. Croce Antonio Responsabile Settore Vigilanza (Polizia Municipale).
*C.V. Sig. Tricoli Antonino Responsabile Settore Attività Produttive, Tributi ed Acquedotto







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