L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 12 dicembre 2008

Il Ministro Maroni Scioglie il Consiglio Comunale di Furnari per infiltrazioni MAFIOSE


Consiglio dei Ministri n.72 del 27/11/2009
Il Consiglio ha poi prorogato due stati d’emergenza già dichiarati per consentire il proseguimento delle operazioni di protezione civile nel territorio di Mestre (per problemi legati al traffico ed alla mobilità) e nel comune di Tolentino (per l’incendio che ha danneggiato il teatro Vaccaj).
E’ stato altresì approvata, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, l’emissione di carte valori postali commemorative e celebrative per il 2010. Nella programmazione, tra gli altri, i francobolli che ricordano il 150° anniversario dello sbarco dei Mille ed il centenario della fondazione di Confindustria, nonché quelli commemorativi di Caravaggio, Ennio Flaiano e Mario Pannunzio, Francesco Datini, Leonardo Sciascia, Giuseppe “Joe” Petrosino.

Il Consiglio ha deliberato, su proposta del Ministro dell’interno, lo scioglimento del Consiglio comunale di Furnari, in provincia di Messina, dove sono state accertate forme di condizionamento della vita amministrativa da parte della criminalità organizzata.

Infine il Consiglio ha deliberato, su proposta del Presidente del Consiglio, la nomina del dottor Manlio STRANO, Segretario generale della Presidenza del Consiglio, a Consigliere della Corte dei conti.
Il Consiglio ha quindi esaminato, su proposta del Ministro per gli affari regionali, Raffaele Fitto, talune leggi regionali, a norma dell’art.127 della Costituzione.
La seduta ha avuto termine alle ore 10,35.
http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/testo_int.asp?d=53159



"Condizionamenti della criminalità organizzata" Sciolto il Consiglio

Determinante la relazione della Commissione ispettiva interforze istituita dal prefetto Alecci




Leonardo Orlando


Furnari


Il Consiglio dei ministri ha deliberato, su proposta del ministro dell'Interno Roberto Maroni, lo scioglimento del Consiglio comunale e degli organi amministrativi del Comune di Furnari, «dove sono state accertate forme di condizionamento della vita amministrativa da parte della criminalità organizzata».


Il provvedimento di scioglimento è stato poi trasmesso al Quirinale, Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. emetterà il relativo decreto che sarà notificato al sindaco Salvatore Lopes dalla Commissione ministeriale che già dalla prossima settimana si insedierà al Comune di Furnari per amministrare l'ente per un periodo di 18 mesi.


La notizia dello scioglimento degli organi amministrativi eletti il 13 e 14 maggio del 2007, è stata diffusa subito dopo la riunione del Consiglio dei ministri, conclusasi alle 10,35 di ieri, dal sito del Governo italiano con il consueto e stringato comunicato che mette fine a quella procedura di accesso agli atti amministrativi del Comune, iniziata con il complesso lavoro della Commissione ispettiva interforze istituita dal Prefetto di Messina, Francesco Alecci e presieduta dal vice prefetto Antonino Contarino. La commissione si era insediata il 13 marzo scorso, completando l'esame degli atti amministrativi il successivo 13 agosto.


I fatti che hanno portato il Consiglio dei ministri a decidere lo scioglimento degli organi amministrativi del Comune di Furnari, (Consiglio comunale, Giunta municipale e Sindaco), per "condizionamento e ingerenze della criminalità organizzata" nell'attività dell'ente, sono descritti e contenuti nella relazione finale composta da ben 503 pagine che lo scorso 13 agosto è stata consegnata dai commissari al Prefetto di Messina.


Il decreto di scioglimento è infatti accompagnato da una relazione sintetica sui rilievi mossi dalla Commissione ispettiva interforze, presieduta dal prefetto Antonino Contarino e composta dal dirigente del Commissariato della polizia di Stato di Barcellona, il vice questore aggiunto Rodolfo Savio; dal tenente colonnello dei Carabinieri Luigi Bruno, comandante del Reparto operativo provinciale e dal comandante del Gruppo investigativo criminalità organizzata di Messina, il maggiore della Guardia di finanza Ugo Rabuffetti. Dalla relazione emergerebbero le prove "dell'ingerenza e del condizionamento" sull'ente locale che sarebbero stati esercitati dalla cosca mafiosa dei "Mazzarroti", con Tindaro Calabrese che avrebbe avuto un ruolo di "attivista" nella campagna elettorale del maggio del 2007 e successivamente col boss Carmelo Bisognano.


Prima del clan dei Mazzarroti. sul Comune – secondo la relazione – avrebbero esercitato influenza anche esponenti di primo piano della famiglia mafiosa dei "Barcellonesi" che avrebbero influito nell'assegnazione di taluni appalti di manutenzione. L'istituzione della Commissione di accesso agli atti del Comune di Furnari è stata istituita su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Messina dopo le rivelazioni emerse nelle intercettazioni ambientali dell'operazione antimafia "Vivaio" che evidenziavano ingerenze della criminalità organizzata nell'attività amministrativa dell'ente locale e in particolare sulle elezioni amministrative del maggio 2007 e sulle quali, come dicevamo, si sarebbe impegnato in prima persona Tindaro Calabrese, ritenuto il capo dell'ala scissionista dei "Mazzarroti".


La Commissione interforze ha esaminato gli atti amministrativi a decorrere dal maggio del 2002, fino all'agosto scorso. Sette anni di delibere di Giunta e di Consiglio, determine sindacali e dirigenziali, passati al setaccio per rintracciare elementi condizionanti nel settore dei lavori pubblici con le gare d'appalto, delle concessioni comunali e nell'assegnazione delle aree artigianali, negli incarichi professionali, nella partecipazione a consorzi e nei cottimi fiduciari.


Particolare attenzione sarebbe stata posta sull'assegnazione a ditte edili di fiducia, degli interventi straordinari per quasi 400 mila euro adottati subito dopo l'alluvione dell'11 dicembre dello scorso anno e che – secondo le citate risultanze – sarebbero stati assegnati con procedure d'urgenza a ditte risultate vicine a esponenti della cosca mafiosa dei Mazzarroti. La relazione indica poi l'elenco dei professionisti che hanno ricevuto incarichi professionali perché parenti o affini come nel caso, indicato specificatamente nell'inchiesta "Vivaio", di un incarico professionale affidato nell'ambito dei lavori del Pios 5 finanziati con fondi europei alla sorella (architetto) di Tindaro Calabrese.


L'attenzione della commissione è stata anche rivolta all'attuazione e al rispetto dei regolamenti comunali, della gestione del territorio e dei servizi. Oltre all'attività dell'ente, si apprende dagli atti che la Commissione ha attenzionato anche al disciolto Consorzio intercomunale "Mare Monti"; a finanziamenti ottenuti da imprese private con la legge 488 nell'ambito di iniziative turistiche da realizzarsi sul territorio.









Furnari: Infiltrazioni mafiose, Consiglio dei Ministri scioglie il consiglio comunale



27 novembre 2009 - (214) - Scritto da giuseppelazzaro in News


sindaco-furnari-lopes







La mazzata, per la verità da molti attesa, è arrivata. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro degli Interni, ROBERTO MARONI, ha sciolto il consiglio comunale di Furnari per infiltrazioni della criminalità organizzata, in particolare della vicina cosca dei “mazzarroti”, secondo l’accusa guidata prima da CARMELO BISOGNANO e poi da TINDARO CALABRESE (entrambi reclusi al carcere duro). La commissione, su richiesta della Dda di Messina, aveva iniziato a spulciare atti e delibere, dal marzo scorso finendo ad agosto. Quindi le opportune verifiche, i riscontri e le decisioni dopo che il Prefetto di Messina FRANCESCO ALECCI, rilevando le gravi irregolarità emerse, aveva inviato il dossier al responsabile del Viminale. Determinanti le intercettazioni emerse nell’operazione “Vivaio”, rilevati condizionamenti nelle ultime elezioni amministrative del maggio 2007 vinte dal sindaco SALVATORE LOPES (nella foto con il paese alle spalle)…





Il Consiglio dei Ministri ha sciolto il consiglio comunale di Furnari. La notizia è rimbalzata in tarda mattinata ma era attesa da tempo dopo l’ispezione ministeriale che per cinque mesi ha passato al setaccio il Comune tirrenico. Gli ispettori avrebbero accertato forme di condizionamento della vita amministrativa da parte della criminalità organizzata e le conclusioni sono state consegnate, con un’ampia relazione, al Prefetto di Messina Francesco Alecci. Subito dopo il dossier è stato inviato al ministro degli Interni, Roberto Maroni che ha avanzato la proposta di scioglimento al Consiglio dei Ministri. La commissione interforze di accesso agli atti amministrativi, presieduta dal vice-prefetto, Antonino Contarino, si era insediata lo scorso 13 marzo. Sotto la lente d’ingrandimento della commissione passarono tutti gli atti amministrativi riguardanti l’esecutivo, il consiglio comunale e la struttura burocratica.



L’ispezione scattò su iniziativa della Dda, la Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, a seguito delle risultanze delle intercettazioni eseguite nell’operazione “Vivaio”, scattata il 10 aprile 2008 con 15 arresti per associazione mafiosa finalizzata ad estorsioni ed altri reati ed il cui processo è in corso davanti alla Corte d’Assise di Messina. Nell’inchiesta i carabinieri del Ros arrestarono “boss” ed affiliati dei clan dei “barcellonesi” e dei “mazzarroti” di Mazzarrà S.Andrea, quest’ultimo guidato prima da Carmelo Bisognano e poi da Tindaro Calabrese (entrambi ristretti al carcere duro), che avrebbero imposto il pagamento del ”pizzo” alle imprese, avrebbero gestito le discariche per i rifiuti di Mazzarrà e Tripi ed avrebbero condizionato la vita pubblica di numerosi comuni grazie ad esponenti politici di fiducia. Nel corso dell’attività d’indagine sarebbero emerse irregolarità nell’attività amministrativa del Comune di Furnari e nelle elezioni amministrative, svoltesi il 13 e 14 maggio 2007 e vinte dall’attuale sindaco SALVATORE LOPES.



g.l.



Edited by, venerdì 27 novembre 2009, ore 16,30.









COMMISSIONE PREFETTIZIA AL COMUNE DI FURNARI


ASCA-NORMANNO) - Messina, 14 mar - Si e' insediata questa mattina al comune di Furnari, nel messinese, una commissione prefettizia interforze del ministero dell'Interno, nominata dal Prefetto di Messina Francesco Alecci, per accertare infiltrazioni della criminalita' organizzata all'interno dell'ente del centro tirrenico.



La commissione, presieduta dal viceprefetto Antonino Contarino, e' composta da esponenti delle Forze dell'Ordine: il dirigente del commissariato di Barcellona, Rodolfo Savio, il tenente colonnello dei Carabinieri, Luigi Bruno, e il Maggiore della Guardia di Finanza, Ugo Rabbuffetti. Il provvedimento del prefetto di Messina scaturisce dagli sviluppi delle indagini riguardanti l'inchiesta antimafia denominata ''Vivaio'', conclusa lo scorso 5 marzo con trenta richieste di rinvio a giudizio da parte dei sostituti procuratori, della Dda Giuseppe Verzera, della procura di Barcellona Francesco Massaro.




Le indagini relative all'inchiesta Vivaio, condotte dal R.O.S., avevano documentato le infiltrazioni di un gruppo criminale affiliato alla famiglia mafiosa di Barcellona negli appalti pubblici del messinese, tra i quali i lavori per la metanizzazione dei Nebrodi ed il raddoppio feroviario della tratta Messina-Palermo.




L'infiltrazione mafiosa avrebbe riguardato soprattutto la gestione delle discariche. Fra le altre attivita' controllate dai presunti capiclan Tindaro Calabrese e Carmelo Salvatore Trifiro', subentrati al boss Carmelo Bisognano, in carcere dal 2003, anche appalti relativi ai lavori di ripristino della galleria di Valdina sulla tratta ferroviaria ed autostradale Messina Palermo, all'installazione delle fibre ottiche in molti comuni della provincia ed allo smaltimento di rifiuti speciali, derivanti dalla lavorazione degli agrumi.




dod/mar/ss (Asca)










Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00409


Atto n. 4-00409

Pubblicato il 23 luglio 2008
Seduta n. 47

LUMIA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno. -

Premesso che:





l'11 aprile 2008 il quotidiano messinese "Gazzetta del Sud" ha dato notizia di un'operazione condotta dalla Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Messina, denominata “Vivaio”, che ha portato a provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di numerose persone facenti parte di distinti gruppi associati di tipo mafioso riconducibili a “Cosa Nostra” siciliana e operanti sul versante tirrenico della provincia di Messina;





fra le persone accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso, con la contestazione di essere capo e promotore di una cosca denominata “dei Mazzarroti”, risulta rilevante, come si legge nel quotidiano, la figura di tale Tindaro Calabrese, presunto boss emergente locale;





nella stessa indagine è stato inizialmente raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere anche tale Michele Rotella, imprenditore barcellonese attivo negli affari della discarica di Mazzarrà S. Andrea, in atto l’unica operativa sul territorio della provincia di Messina;





una buona parte dell’indagine “Vivaio”, infatti, è stata dedicata proprio alle infiltrazioni delle organizzazioni mafiose locali nelle attività imprenditoriali riconducibili alla discarica di Mazzarrà S. Andrea ed al suo indotto;





secondo il quotidiano, come risulterebbe dagli atti della stessa indagine, secondo la prospettazione della DDA di Messina, a scontri fra due fazioni della mafia locale nell’accaparramento delle redditizie attività orbitanti intorno alla discarica di Mazzarrà S. Andrea sarebbe stato ricondotto l’omicidio dell’imprenditore mafioso Antonino Rottino, compiuto il 22 agosto 2006;





lo stesso imprenditore Michele Rotella, come si apprende dagli articoli di stampa, è stato interessato anche dalle indagini della DDA di Caltanissetta riguardanti l’attività siciliana della società Calcestruzzi s.p.a.;





in particolare, come risulta dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere e contestuale decreto di sequestro preventivo emesso il 29 gennaio 2008 dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Caltanissetta nel procedimento n. 1062/06 r.g.n.r. e n. 1028/06 r. g.i.p., per un impianto della Calcestruzzi s.p.a. di Messina, i fornitori di inerti erano proprio Rotella ed il suo socio Giacomo Lucia, con la società A.G.P. s.r.l.; inoltre, l’impianto messinese di betonaggio della Calcestruzzi s.p.a. insisteva in una cava di proprietà dello stesso Michele Rotella e di suoi familiari; Rotella in un’occasione aveva consegnato a un funzionario della Calcestruzzi s.p.a. una somma di denaro a titolo di tangente, accompagnandola ad un estratto contabile riguardante sovraffatturazioni da utilizzare per l’accumulazione di fondi neri con i quali pagare le cosche mafiose locali;





in definitiva, dall’analisi degli atti delle due indagini della DDA di Messina e di quella di Caltanissetta, sulla discarica di Mazzarrà S. Andrea in provincia di Messina e sulle attività siciliane dell’impresa Calcestruzzi s.p.a., emergono punti di contatto fra l’ecomafia dedita al controllo del grande affare dei rifiuti e le infiltrazioni mafiose nel ciclo industriale dell’edilizia, argomento sul quale riflettere per verificare l’eventuale esistenza di “tavolini” regionali che regimentino complessivamente il funzionamento di tali attività;





sempre il quotidiano "Gazzetta del Sud", il giorno successivo, il 12 aprile 2008, riportava quanto emerso dalle intercettazioni ambientali e telefoniche dell’indagine “Vivaio” e, in particolare, l’intervento svolto dal sodalizio criminale “cosca dei Mazzarroti” capeggiato dal predetto Tindaro Calabrese nelle elezioni amministrative tenutesi nella primavera del 2007 in diversi comuni della fascia tirrenica della provincia di Messina;





il fatto più eclatante - così come emerge dal titolo della "Gazzetta del Sud": “Quelli sono gli ultimi dodici voti truccati” - risultava essere avvenuto a Furnari (Messina);





in detto Comune, infatti, il Sindaco in carica, dottor Salvatore Lopes, risultava vincitore per appena 17 voti sul candidato contrapposto, avvocato Mario Foti, e proprio il boss Tindaro Calabrese nelle intercettazioni ambientali e telefoniche, commentando insieme ai suoi sodali il risultato elettorale il giorno dopo le elezioni, si sarebbe vantato di aver determinato la vittoria del sindaco Lopes, avendo spostato a suo favore oltre 150 voti: “se non ci muovevamo noi (...) se non andavamo da tutte queste persone che conoscevamo ... vincevano ... vincevano con 150 voti di scarto”;





in particolare, fra questi, erano stati determinanti gli “ultimi 12 voti truccati”, così come li definì lo stesso Calabrese, ottenuti con minacce nei confronti di un cittadino;





l’indagine “Vivaio” ha accertato, peraltro, reiterati collegamenti e contatti tra il capo della “cosca dei Mazzarroti” Tindaro Calabrese e tale Giulio Lopes, fratello del sindaco attualmente in carica, e proprio in concomitanza della tornata elettorale vinta dal dottor Salvatore Lopes;





il medesimo Giulio Lopes, poi, risulta avere aggredito fisicamente con violenza, in data 29 novembre 2007 ed alla fine di una seduta del Consiglio comunale, l’ex candidato a sindaco avvocato Mario Foti;





nel medesimo contesto, un consigliere di minoranza è stato anch’egli aggredito e picchiato;





a seguito di tali fatti ed in assenza di pronunciamenti delle istituzioni comunali (Sindaco e Giunta municipale) che condannassero esplicitamente i sopra descritti episodi di violenza, peraltro accaduti proprio davanti al palazzo municipale, i consiglieri di minoranza del Comune di Furnari, dopo un incontro con il Prefetto della Provincia di Messina, si erano auto-sospesi a tempo indeterminato denunciando alla stampa ed alle istituzioni locali e nazionali che “nel Comune di Furnari per esclusiva responsabilità di alcuni soggetti, sono in discussione le libertà civili e democratiche garantite dalla Carta costituzionale nonché l’integrità fisica degli stessi consiglieri e di chi intende legittimamente partecipare alla vita politica locale”;





ciò avveniva fino alla data in cui la stampa diffondeva le risultanze dell’operazione “Vivaio”;





considerato che, per quanto consta all’interrogante:





tali risultanze emerse dall’indagine “Vivaio” ma, soprattutto, le affermazioni fatte dal capo-cosca Calabrese Tindaro, non consapevole di essere intercettato, in ordine alla determinazione del risultato elettorale ottenuto nella elezione dell’attuale sindaco di Furnari, hanno portato alle successive dimissioni del gruppo consiliare di minoranza nonché di quasi tutti i componenti della lista risultata seconda nella competizione chiamati per surroga;





nelle motivazioni di dette dimissioni, inviate per conoscenza al Prefetto della Provincia di Messina ed all’Assessore regionale agli enti locali, è stato rilevato che «tale determinazione viene assunta a seguito del grave fatto appreso dalla stampa contenente rivelazioni emerse nella "Operazione Vivaio" condotta dalla DDA di Messina, rivelazioni relative ad intercettazioni che evidenziano come il risultato elettorale delle elezioni amministrative furnaresi del 2007 sia stato condizionato e determinato da fattori esterni che hanno influito sul libero convincimento dei cittadini elettori (…) Tale fatto grave non consente di legittimare la partecipazione ad un organo istituzionale che risulta non conforme alla reale volontà popolare e, pertanto, [si] rassegnano le proprie dimissioni»;





rilevato dunque che, per quanto consta all'interrogante:





gli atti dell’indagine “Vivaio” fanno suscitare nutriti dubbi sull’ipotesi di condizionamenti della suddetta “cosca dei Mazzarroti” nell’attività dell’amministrazione comunale di Furnari anche per la consapevolezza del determinante apporto dell’organizzazione mafiosa locale nella determinazione del risultato elettorale;





al di là degli stretti rapporti sussistenti tra il presunto boss Tindaro Calabrese ed il predetto Giulio Lopes, fratello dell’attuale Sindaco, la sorella del capo della “cosca dei Mazzarroti”, architetto Romina Calabrese, risulterebbe, infatti, sempre secondo quanto si apprende dalla stampa, essere destinataria di incarichi professionali da parte di enti sovracomunali partecipati dal Comune di Furnari nell’ambito di opere pubbliche finanziate con fondi europei,





si chiede di sapere:





quali iniziative il Governo intenda assumere per evitare che la discarica di Mazzarà S. Andrea sia ancora soggetta al condizionamento mafioso;





se il Ministro dell’interno sia a conoscenza dei gravissimi fatti esposti in premessa e delle ragioni per cui sono, allo stato, mancate conseguenti iniziative da parte delle istituzioni competenti;





se, una volta verificata la veridicità di quanto riportato, non ritenga doverosa l'adozione di una procedura di accesso, al fine di poter assumere le eventuali necessarie determinazioni in ordine allo scioglimento dell’amministrazione comunale di Furnari, ai sensi dell’articolo 143 del decreto legislativo n. 267 del 2000.




http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=307673






Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 050
all'Interrogazione 4-00409 presentata da
LUMIA


Risposta. - La questione segnalata dall'interrogante è costantemente seguita e monitorata da questa Amministrazione e dalle Forze dell'Ordine che, con l'operazione denominata «Vivaio» « condotta dal R.O.S. dei Carabinieri di Messina, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa l'8 aprile 2008 dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Messina, nei confronti di 14 esponenti della cosca dei «Mazzarroti» (articolazione della famiglia mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto) e di un esponente di «cosa nostra» catanese, ritenuti responsabili di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, porto e detenzione illegale di armi e favoreggiamento « hanno segnato un duro colpo all'organizzazione mafiosa.



Nell'indagine in questione, peraltro, erano stati trasfusi i risultati dell'operazione denominata «Doppio colpo», compiuta da reparti dell'Arma dei Carabinieri in collaborazione con la Guardia di Finanza che ha consentito di rilevare il ruolo attivo di «cosa nostra» in seno alla Calcestruzzi S.p.A.
Si precisa, inoltre, con particolare riferimento al contrasto dei tentativi di infiltrazione mafiosa nell'ambito del ciclo dei rifiuti, che la Direzione investigativa antimafia aveva condotto una mirata operazione denominata «Smalto», che aveva portato, già nel giugno del 2004, all'applicazione di misure cautelari nei confronti di 11 soggetti gravemente indiziati di far parte di un'associazione di tipo mafioso finalizzata all'accaparramento di finanziamenti pubblici per il controllo di attività economiche, appalti e servizi in materia ambientale, afferenti alla gestione della raccolta e dello smaltimento dei residui solidi urbani nella città di Messina.
Alla luce di quanto sopra esposto il Prefetto di Messina, con decreto n. 6434/12.13/Gab del 5 marzo 2009, su delega del Ministro, ha disposto l'accesso presso il Comune di Furnari ai sensi dell'art. 2 comma secondo-quater del decreto-legge 29 ottobre 1991 n. 345, istituendo un'apposita Commissione costituita da un Dirigente in servizio presso la Prefettura di Messina, da appartenenti alla Polizia di Stato, all'Arma dei carabinieri ed al Corpo della Guardia di Finanza.
La Commissione si è insediata il 13 marzo 2009 presso il Comune di Furnari avviando le verifiche di propria competenza che dovranno concludersi entro novanta giorni.



Il Sottosegretario di Stato per l'interno



Davico






http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=2685&stile=6&highLight=1

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*Il Ministro Maroni Scioglie il Consiglio Comunale di Furnari per infiltrazioni MAFIOSE

*Giornalisti indagati non dichiarano le fonti


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*La verità sulle stragi del '92 e del '93, secondo l'avvocato Cianferoni

*Intervista ad Antonio Ingroia: ''Strage di mafia ma restano delle zone d'ombra''

*Il procuratore Lari: ''Non e' stata la mafia a far sparire l'agenda di Borsellino''

*Motivazione sentenza Dell'Utri primo grado

*La Trattativa ( 2 articoli )

*Paolo Borsellino ( 14 articoli )

*Giovanni Falcone ( 25 articoli )

*Lo strano caso del comune di Fondi*L’ombra della mafia sui partiti nel Lazio

*Mafia: Maroni, a Fondi si votera’ a marzo. opposizione, lo stato sconfitto

1 commento:

commisione di accesso ben venga..... ha detto...

La Commissione di accesso per lo scioglimento del Consiglio comunale DEVE esaminare gli atti amministrativi a decorrere dal luglio del 1993 e fino al giugno del 2004 e anche dopo. Tanti anni di delibere di Giunta e di Consiglio, determine sindacali e dirigenziali da passare al setaccio per rintracciare elementi condizionanti nel settore dei lavori pubblici con le gare d'appalto tipo del lungomare,zuccarello,guercia
delle concessioni comunali e nell'assegnazione delle aree a copoerative, negli incarichi professionali tipo Arch. Licata, ai cottimi fiduciari.