L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























giovedì 4 dicembre 2008

RISPOSTA ALL'INTERROGAZIONE DELL'ON SIRAGUSA



Interrogazione n. 5-00090 Siragusa: attività di alcuni stabilimenti industriali siti in provincia di Palermo.
TESTO DELLA RISPOSTA
Per quanto indicato nell'interrogazione n. 5-00090 presentata dall'onorevole Siragusa e riguardante le problematiche ambientali che investono lo stabilimento Italcementi Spa nel Comune di Isola delle Femmine, è utile premettere che il rilascio dell'A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale), cui è soggetto il predetto stabilimento, è di competenza regionale.
Tale autorizzazione è stata concessa con decreto n. 693 del 18 luglio 2008 solo per lo stabilimento esistente, invece il Progetto di ammodernamento della cementeria è stato stralciato al fine di essere ripresentato per l'A.I.A. dopo l'acquisizione del giudizio di compatibilità ambientale, di cui si specificherà più avanti.
Ciò premesso, secondo quanto comunicato dalla Regione Sicilia, risulterebbe che i limiti alle emissioni contenuti nell'Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) sono in linea con quanto previsto dalla vigente normativa di settore e che il pet-coke è classificato come «combustibile consentito» dalla normativa vigente (Allegato X «Disciplina dei combustibili» alla Parte V del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152) che, a certe condizioni, la cui puntuale verifica è assolutamente indispensabile per garantire la tutela della salute e dell'ambiente, ne autorizza l'utilizzo.
L'impianto in questione ha avuto per decenni, e fino a quando non è stata rilasciata l'Autorizzazione Integrata Ambientale, autorizzazioni che gli permettevano di emettere in atmosfera un carico di inquinanti che era notevolmente superiore a quello attuale. Per alcuni parametri peraltro (diossine, metalli pesanti, IPA, eccetera), non esistevano neanche limiti e/o restrizioni. Va detto però che, già a partire dal 2000, la normativa vigente imponeva di adottare specifici provvedimenti finalizzati a ridurre la pressione ambientale nelle aree industriali, in linea con i principi UE di gestione eco-compatibile e sviluppo sostenibile. Provvedimenti che la Regione era tenuta ad emanare - ma non lo ha fatto - in attuazione di quanto previsto in questo senso dalla direttiva 96/62/CE in materia di valutazione e di gestione della qualità dell'aria ambiente. Si fa riferimento in particolare alla mancata adozione dei Piani e dei Programmi sulla qualità dell'aria previsti dagli articoli 7, 8 e 9, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351, ed alla mancata attivazione delle forme di informazione al pubblico previste dall'articolo 11 dello stesso decreto.
Dalle informazioni pervenute risulta che ad oggi il dipartimento sta lavorando alacremente per adottare gli atti sopra indicati, tanto che entro l'anno è prevista la definizione della bozza del Piano d'Azione ex articolo 7 del decreto legislativo n. 351 del 1999 per la «Zona di risanamento palermitana», nella quale sono inclusi i comuni di Capaci, Isola delle Femmine, Torretta, Villabate e Palermo. La Procura della Repubblica di Palermo si sta interessando delle omissioni degli anni passati per l'accertamento delle connesse responsabilità penali.
Ritornando al rilascio dell'A.I.A. indicato in premessa, si evidenzia che sono state imposte all'Italcementi specifiche restrizioni e prescrizioni per quanto riguarda le emissioni diffuse, in ciascuna fase di manipolazione, produzione, trasporto, carico e scarico, stoccaggio di prodotti polverulenti, nonché quelle in forma di gas o vapore derivanti dalla lavorazione,

trasporto, travaso e stoccaggio di sostanze organiche liquide. Tali prescrizioni sono in linea con i principi e le direttive contenute nell'Allegato V della Parte V del decreto legislativo n. 152 del 2006. Per quanto riguarda in particolare il trasporto dei materiali polverulenti e del combustibile (compresi il carbone ed il pet-coke) l'A.I.A. prevede per il gestore l'obbligo tassativo di «fare ricorso a procedure che impediscano la diffusione delle polveri (di qualunque tipo), tramite l'utilizzo di idonei mezzi e/o dispositivi di tenuta».
La cementeria non può utilizzare combustibile da rifiuti (CDR). Nell'Autorizzazione Integrata Ambientale citata dall'interrogante sono infatti specificati i combustibili consentiti, singolarmente o in miscela tra loro:
carbone fossile (forno, molino crudo);
coke di petrolio (forno, molino crudo);
olio a Basso Tenore di Zolfo (caldaie, forno, molino crudo).
È previsto, inoltre, che nelle fasi (critiche) di ripartenza da freddo del forno e/o del fornello del molino crudo, al fine di garantire una migliore performance ambientale e a tutela della salute pubblica e dell'ambiente, sia utilizzato come combustibile esclusivamente olio a basso tenore di zolfo (BTZ). L'A.I.A. prescrive inoltre che tutti i combustibili utilizzati nell'impianto siano conformi alle specifiche tecniche nazionali di settore.
Sempre citando le fonti regionali, risulterebbe che (pur) la cementeria «non essendo» un inceneritore di rifiuti, e non soggetta, quindi, alla medesima normativa tecnica di riferimento per le emissioni in atmosfera, all'impianto dell'Italcementi sono stati imposti (per parametri specifici come diossine, metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici, eccetera) limiti e condizioni tanto severi da essere perfettamente compatibili con quelli che l'Unione Europea stabilisce per gli inceneritori. La scelta dell'adozione di misure così restrittive è stata dettata proprio dall'esigenza primaria di tutelare i cittadini e l'ambiente, visto il contesto in cui opera l'impianto in questione.
Va inoltre evidenziato, come ulteriore elemento di sicurezza e di garanzia a tutela della salute pubblica e dell'ambiente, che è stato imposto all'Italcementi s.p.a di provvedere all'acquisto di due stazioni di monitoraggio, da affidare in gestione/manutenzione ad Arpa Sicilia, ma con oneri a carico della stessa azienda, proprio per fare in modo che un soggetto pubblico (l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) tenga costantemente sotto controllo la qualità dell'aria nella zona di influenza dell'impianto, al fine di consentire all'amministrazione regionale di adottare, qualora dovesse essere necessario, tutte le misure di contrasto ad ogni forma di inquinamento.
Per quanto riguarda le sentenze del TAR Sicilia, c'è da dire che il 25 luglio 2006 è la data nella quale la Regione Siciliana con un atto formale, diffida n. 48283 del 25 luglio 2006, prende atto che presso la cementeria «il pet-coke viene utilizzato dal 1987 come combustibile del forno 3, del mulino crudo 3 e, in miscela e fino al 1992, del forno 2» e che «l'uso del pet-coke come combustibile non è mai stato comunicato, pertanto dovranno essere prese le necessarie misure volte alla tutela dell'ambiente» ed evidenzia che occorre «l'aggiornamento delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera», e diffida la Italcementi s.p.a. dal «continuare ad utilizzare il pet-coke come combustibile, nonché a continuare ogni attività che dia luogo alla produzione di emissioni diffuse di tale composto in assenza della necessaria autorizzazione ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 2006».
Successivamente, l'azienda ha presentato ricorso al TAR Sicilia (sez. di Palermo), il 4 agosto 2006, chiedendo la sospensiva della diffida. Il TAR ha respinto la richiesta di sospensiva con Ordinanza n. 1159 del 24 ottobre 2006 e l'azienda, in data 9 luglio 2007, ha presentato ricorso al CGA.
Va chiarito, comunque, che il pronunciamento del TAR fa riferimento alla precedente autorizzazione alle emissioni in atmosfera della Italcementi S.p.A., e non ha alcuna relazione con l'attuale Autorizzazione Integrata Ambientale, per il rilascio della quale ha fatto, semmai, da elemento propulsivo.
Per quanto riguarda l'applicazione della Direttiva 85/337/CEE modificata, in materia di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) e della Direttiva 92/43/CEE, in materia di Valutazione di Incidenza (V.I.), si precisa che la ditta Italcementi Spa ha già provveduto all'attivazione delle suddette procedure, oggi in corso di istruttoria per il «Progetto di ammodernamento della cementeraa sita nel territorio comunale di Isola delle Femmine (Palermo)», rispettivamente con note del 26 luglio e 2 agosto 2007, acquisite al protocollo dell'Assessorato all'Ambiente della Regione Siciliana il 26 luglio e 9 agosto 2007.
Tale progetto, inizialmente incluso nella procedura per il rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e che prevede la conversione tecnologica (revamping) dell'impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecnologie Disponibili (M.T.D.) per il settore cemento e la realizzazione, tra l'altro, di una struttura a torre di altezza di circa 100 metri, è stato successivamente stralciato su richiesta della stessa Italcementi in sede di Conferenza dei Servizi del 31 gennaio 2008, impegnandosi, altresì, a ripresentare istanza di A.I.A. per il progetto di «revamping» dell'impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecnologie Disponibili, dopo l'acquisizione del giudizio di compatibilità ambientale positivo su tale progetto.
L'Autorizzazione integrata Ambientale rilasciata, con prescrizioni, dall'Assessorato Ambiente con DRS n. 693 del 18 luglio 2008 riguarda, quindi, esclusivamente l'impianto esistente «cementeria di Isola delle Femmine», come, tra l'altro, è stato precisato all'articolo 2 del medesimo DRS.
Si evidenzia che il citato decreto prescrive all'Azienda proponente di procedere entro 24 mesi dalla data del rilascio della relativa autorizzazione alla conversione tecnologica («revamping») dell'impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore cemento al fine di ottenere un sostanziale miglioramento delle prestazioni ambientali relativamente all'abbattimento dei principali inquinanti ... e che «qualora il Gestore non riesca a realizzare la conversione tecnologica dell'impianto prevista dalla superiore prescrizione dovrà comunque adeguare l'impianto esistente alle Migliori Tecniche Disponibili attraverso i seguenti interventi ...».
Infine, tra le altre prescrizioni previste dall'A.I.A. vi è l'obbligo per l'azienda di liberare la cava di Raffo Rosso dal Pet-Coke stoccato, effettuando la bonifica e il ripristino ambientale dell'area qualora si rendesse necessario a seguito delle attività di caratterizzazione.
Ad ogni buon fine, si rappresenta che la questione è attentamente monitorata dal Ministero dell'ambiente e dal Dipartimento delle politiche comunitarie in quanto la Commissione europea ha aperto un caso proprio sul cementificio Isola delle femmine, chiedendo di ricevere informazioni in merito sia alla autorizzazione all'esercizio dell'impianto ed alle misure adottate per ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera e gli scarichi idrici, sia sullo svolgimento della valutazione di incidenza delle attività autorizzate sui siti di interesse comunitario.
Le informazioni richieste sono state inoltrate alla Commissione europea in data 30 settembre 2008.
Da ultimo, è a disposizione dell'interrogante copia dell'Autorizzazione Integrata Ambientale di cui trattasi, fatta pervenire dalla Regione Siciliana, dove sono indicate analiticamente tutte le prescrizioni dettate alla cementeria, le norme di legge che regolano la materia e l'elenco della documentazione a supporto del rilascio dell'autorizzazione stessa.
http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/bollet/scommfr.asp?annomese=200812&commiss=08


SIRAGUSA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:

nel territorio della provincia di Palermo è presente uno stabilimento della Italcementi SpA, comprendente un impianto per la produzione e lavorazione del clinker di cemento, posto nel comune di Isola delle Femmine, ed una cava a cielo aperto destinata all'attività estrattiva del calcare localizzata nell'area di «Pian dell'Aia» (ricadente all'interno dei territori comunali di Torretta e Palermo).

Tale cava è stata realizzata all'interno della Zona di Protezione Speciale «Monte Pecoraro e Pizzo Cirina» (codice ZPS ITA 020049), del Sito di Importanza Comunitaria «Raffo Rosso, Monte Cuccio e Vallone Sagana» (codice SIC ITA 020023) e della Important Bird Area «Monte Pecoraro e Pizzo Cirina» (codice IBA IT 155);

la cementeria di Isola delle Femmine (NACE Code 26.51), per di più, opera in un contesto limitrofo a ulteriori siti sottoposti a tutela ambientale quali: un'Area Marina Protetta istituita dal Ministero dell'Ambiente (A.M.P. Capo Gallo - Isola delle Femmine), due Riserve Naturali Orientate istituite dalla Regione Siciliana (R.N.O. Capo Gallo ed R.N.O. Isola delle Femmine), tre Siti di Importanza Comunitaria (S.I.C. Isola delle Femmine ITA 020005; S.I.C. Capo Gallo ITA 020006; S.I.C. Fondali di Isola delle Femmine - Capo Gallo ITA 020047);
la direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (direttiva Habitat), all'articolo 6, paragrafo 2, stabilisce che: «Gli Stati membri adottano le opportune misure per evitare, nelle zone speciali di conservazione, il degrado degli habitat naturali e degli habitat di specie nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state designate». Al paragrafo 3 dello stesso articolo, inoltre, la direttiva prevede che: «Qualsiasi piano o progetto non direttamente connesso e necessario alla gestione di un sito Natura 2000 ma che possa avere incidenze significative su tale sito formi oggetto di una opportuna valutazione dell'incidenza che ha sul sito, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del medesimo»;

lo stabilimento Italcementi di Isola delle Femmine, secondo il registro europeo delle emissioni inquinanti (EPER), emette monossido di carbonio (CO), anidride carbonica (CO2), ossidi di azoto (NOx), ossidi di zolfo (SOx), particolato - polveri sottili (PMx);

lo stabilimento Italcementi di Isola delle Femmine in provincia di Palermo, ricade nell'ambito di applicazione della direttiva 96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento (direttiva IPPC).

Quest'ultima infatti si applica agli impianti «destinati alla produzione di clinker (cemento) in forni rotativi la cui capacità di produzione supera 500 tonnellate al giorno oppure di calce viva in forni rotativi la cui capacità di produzione supera 50tonnellate al giorno, o in altri tipi di forni aventi una capacità di produzione di oltre 50 tonnellate al giorno»;

a norma della direttiva IPPC, gli impianti che ricadono nel suo campo di applicazione devono disporre, ai fini dell'esercizio, di un'autorizzazione che indichi anche i valori limite di emissione basati sulle migliori tecniche disponibili (BAT), al fine di prevenire e, se ciò non fosse possibile, ridurre in generale le emissioni e l'impatto sull'ambiente nel suo complesso;

secondo quanto dichiarato dal commissario europeo all'ambiente Dimas in risposta all'interrogazione E-6057/07, gli impianti esistenti dovevano conformarsi integralmente alle disposizioni della direttiva IPPC entro il 30 ottobre 2007;
gli impianti di produzione del cemento rientrano anche nella fattispecie indicata dall'allegato II della direttiva 85/337/CEE, modificata, concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati (conosciuta anche come direttiva sulla valutazione dell'impatto ambientale o VIA), e che pertanto a norma di questo testo si deve determinare nell'ambito di una procedura detta di «selezione» o «screening» (sulla base dei criteri indicati nell'allegato III della direttiva stessa) se il progetto in questione possa avere effetti significativi sull'ambiente, dovendo, in caso affermativo, procedere a una valutazione d'impatto ambientale;

in data 5 ottobre 2007, in risposta all'interrogazione parlamentare 4-03245, l'allora Ministro dell'ambiente dichiarava che Italcementi SpA non era in possesso delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera previste dalla normativa vigente, in quanto parte delle attività risulta difforme rispetto a quanto prescritto nei relativi atti autorizzativi, con particolare riferimento all'utilizzo del «petcoke» come combustibile -:

se il Governo non ritenga di dovere verificare come già fatto in precedenza e come risulta dalla risposta all'interrogazione n. 4-03245, se siano state applicate la direttiva 92/43/CEE e la direttiva 79/409/CEE a tutela dei siti SIC/ZPS che ospitano le attività estrattive e dei siti SIC/ZPS limitrofi allo stabilimento con particolare riferimento alla presenza o assenza di valutazioni d'incidenza e Valutazioni d'Impatto Ambientale;

se ritenga opportuno conoscere con la massima celerità l'esito delle procedure di AIA qualora attivate presso l'Assessorato
al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, anche acquisendone la documentazione completa dei pareri espressi da tutti gli enti aventi causa;

se risponda al vero che l'azienda abbia intenzione di non utilizzare più il deposito di combustibile solido a cielo aperto ricadente nel territorio comunale di Isola delle Femmine; non ricorrere più allo scalo del porto di Palermo per il rifornimento del petcoke; non fare più transitare per le vie dell'area urbana di Palermo i mezzi che trasportano il petcoke; mettere in sicurezza i capannoni e gli impianti destinati al deposito e alla manipolazione delle materie prime e del petcoke che risultano limitrofe alla linea ferrata, agli impianti sportivi e agli insediamenti abitativi del comune di Isola delle Femmine, avendo cura di adottare tutte le migliori tecniche disponibili (BAT) al fine di garantire la tutela della salute e dell'ambiente da possibili rischi derivanti da inquinamento e incidenti;

se risponda al vero che l'azienda abbia richiesto lo stralcio dalle procedure per l'ottenimento dell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), attualmente in corso, del progetto di revamping - che prevede la costruzione di un precalcinatore a cinque stadi, considerata la migliore tecnica attualmente utilizzabile nel settore della produzione del cemento (BAT cemento) e consistente in una struttura a torre di altezza di circa 100 metri dal piano di campagna: se intenda operare una riconversione verso l'impiego di combustibili meno inquinanti;

se si possa escludere l'impiego di CDR, anche in considerazione dell'inserimento dello stabilimento all'interno del tessuto abitativo del comune di Isola delle Femmine e in particolare alla sua vicinanza alle scuole e agli impianti sportivi del comune tutto ciò contemperando le esigenze di salvaguardia dell'ambiente con quelle della tutela dei posti di lavoro.
(5-00090)


http://www.camera.it/resoconti/resoconto_allegato.asp?idSeduta=14&resoconto=bt01&param=n5-00090#n5-00090

Decreto legislativo 351 art 7 8 9 Piani e programmi della Qualità dell'aria
Art. 7.
Piani d'azione

1. Le regioni provvedono, sulla base della valutazione preliminare di cui all'articolo 5, in prima applicazione, e, successivamente, sulla base della valutazione di cui all'articolo 6, ad individuare le zone del proprio territorio nelle quali i livelli di uno o piu' inquinanti comportano il rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme e individuano l'autorita' competente alla gestione di tali situazioni di rischio.

2. Nelle zone di cui al comma 1, le regioni definiscono i piani d'azione contenenti le misure da attuare nel breve periodo, affinche' sia ridotto il rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme.

3. I piani devono, a seconda dei casi, prevedere misure di controllo e, se necessario, di sospensione delle attivita', ivi compreso il traffico veicolare, che contribuiscono al superamento dei valori limite e delle soglie di allarme.

Art. 8.
Misure da applicare nelle zone in cui i livelli sono piu' alti dei valori limite

1. Le regioni provvedono, sulla base della valutazione preliminare di cui all'articolo 5, in prima applicazione, e, successivamente, sulla base della valutazione di cui all'articolo 6, alla definizione di una lista di zone e di agglomerati nei quali:
a) i livelli di uno o piu' inquinanti eccedono il valore limite aumentato del margine di tolleranza;
b) i livelli di uno o piu' inquinanti sono compresi tra il valorelimite ed il valore limite aumentato del margine di tolleranza.

2. Nel caso che nessun margine di tolleranza sia stato fissato per uno specifico inquinante, le zone e gli agglomerati nei quali il livello di tale inquinante supera il valore limite, sono equiparate alle zone ed agglomerati di cui al comma 1, lettera a).

3. Nelle zone e negli agglomerati di cui al comma 1, le regioni adottano un piano o un programma per il raggiungimento dei valori limite entro i termini stabiliti ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera c). Nelle zone e negli agglomerati in cui il livello di piu' inquinanti supera i valori limite, le regioni predispongono un piano integrato per tutti gli inquinanti in questione.

4. I piani e programmi, devono essere resi disponibili al pubblico e agli organismi di cui all'articolo 11, comma 1, e riportare almeno le informazioni di cui all'allegato V.

5. Con decreto del Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro della sanita', sentita la Conferenza unificata, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabiliti i criteri per l'elaborazione dei piani e dei programmi di cui al comma 3.

6. Allorche' il livello di un inquinante e' superiore o rischia di essere superiore al valore limite aumentato del margine di tolleranza o, se del caso, alla soglia di allarme, in seguito ad un inquinamento significativo avente origine da uno Stato dell'Unione europea, il Ministero dell'ambiente, sentite le regioni e gli enti locali interessati, provvede alla consultazione con le autorita' degli Stati dell'Unione europea coinvolti allo scopo di risolvere la situazione.

7. Qualora le zone di cui ai commi 1 e 2 interessino piu' regioni, la loro estensione viene individuata d'intesa fra le regioni interessate che coordinano i rispettivi piani.

Art. 9.
Requisiti applicabili alle zone con i livelli inferiori ai valori limite

1. Le regioni provvedono, sulla base della valutazione preliminare di cui all'articolo 5, in prima applicazione, e, successivamente, sulla base dell'articolo 6, alla definizione delle zone e degli agglomerati in cui i livelli degli inquinanti sono inferiori ai valori limite e tali da non comportare il rischio di superamento degli stessi.

2. Nelle zone e negli agglomerati di cui al comma 1, le regioni adottano un piano di mantenimento della qualita' dell'aria al fine di conservare i livelli degli inquinanti al di sotto dei valori limite e si adoperano al fine di preservare la migliore qualita' dell'aria ambiente compatibile con lo sviluppo sostenibile secondo le direttive emanate con decreto del Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro della sanita', sentita la Conferenza unificata.

http://www.isolapulita.it/



 L'Ars ha approvato la riforma dei Dipartimenti regionali, ma ha respinto l'emendamento soppressivo all'art.12 del ddl col quale si intendeva mantenere in vita l'Agenzia per i rifiuti e le acque, che dunque viene cancellata. Dopo il voto dell'emendamento la seduta è stata sospesa per permettere la riunione dei capigruppo, poi i deputati hanno ripreso e terminato le operazioni di voto.

Con il voto espresso dall'Ars sull'emendamento alla riforma dei dipartimenti regionali, scompare dopo quasi quattro anni di vita l'Agenzia per i rifiuti e per le acque (Arra). L'Arra è stata istituita con l'art.7 della legge regionale n.19 del 22 dicembre 2005, sotto il governo di Salvatore Cuffaro. Alla guida dell'Agenzia c'é Felice Crosta, il manager pubblico che ricopre il ruolo di presidente, mentre del Consiglio di amministrazione fanno parte Giuseppe Infurna, Giovanni Cappuzzello e Rossella Puglisi. La legge ha dotato l'Arra di personalità giuridica pubblica, autonomia tecnica, organizzativa, gestionale, amministrativa patrimoniale, finanziaria e contabile, sottoponendola alla vigilanza della Presidenza della Regione. Con l'istituzione dell'Agenzia è stato ricondotto a un'unica regia l'intervento nei campi dei rifiuti e delle acque.

Nella seduta, cominciata alle 17 e proseguita fino a tarda notte, il governo aveva presentato in aula un maxiemendamento al disegno di legge di riforma che prevedeva la riduzione dei dipartimenti e la riorganizzazione degli assessorati. La norma è approdata in aula dopo le polemiche dei giorni scorsi all'interno della maggioranza di centrodestra. Il maxiemendamento del governo recepiva le linee di modifica decise nella riunione di maggioranza di martedì. Il dipartimento di Bruxelles e degli affari extraregionali non viene soppresso, come si era deciso in un primo momento, ma assorbe le competenze di altri uffici "senza alcun aggravio di spesa per il bilancio regionale". Inoltre alla presidenza della Regione oltre all'organizzazione dei lavori della giunta vengono assegnati, fra l'altro, anche la gestione dei rapporti con "gli organi centrali dello Stato e di altri enti pubblici nazionali e con le istituzioni dell'Unione europea".

Rispetto al testo iniziale la giunta ha deciso di modificare il disegno di legge sopprimendo gli articoli 5 e 6 del provvedimento. Il primo stabiliva di affidare al presidente il programma di governo. Il secondo prevedeva che gli "assessori rappresentano gli assessorati ai quali sono preposti e sono responsabili nei confronti del presidente per la direzione politico amministrativa". La riduzione dei dipartimenti da 37 a 31 inoltre lascerà intatti i quattro dell'agricoltura.

Nel nuovo assetto, al presidente della Regione si affiancheranno dodici assessori. Le nuove deleghe saranno alle attività produttive; ai beni culturali ed all'identità siciliana; all'economia; all'energia ed ai servizi di pubblica utilità; alla famiglia, alle politiche sociali ed al lavoro; alle autonomie locali ed alla funzione pubblica; alle infrastrutture ed alla mobilità; all'istruzione ed alla formazione; alle risorse agricoli ed alimentari; alla salute; al territorio ed all'ambiente; al turismo, allo sport ed allo spettacolo. Da questi assessorati dipenderanno i nuovi dipartimenti.

"Alla fine la montagna ha partorito il topolino. Più del coraggio di cambiare ha prevalso la voglia di conservare, ha vinto la politica del gattopardo – ha detto Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd all'Ars - In commissione si era raggiunto un buon equilibrio fra governo, maggioranza e opposizione ma evidentemente si trattava solo di una messinscena, perché gran parte di quell'accordo è stato rimangiato in aula".

 

 

5 commenti:

Votarxy ha detto...

crosta, eh?
quello con gli incarichi strapagatissimi ché si lamenta del fatto che la gente guardi con sospetto alle assunzioni a tempo indeterminato dei propri figli?

Gabriele ha detto...

Ho appena finito di vedere la cerimonia di insediamento del Presidente Obama, ho ascoltato il suo discorso di insediamento, ebbene mi ha entusiasmato.
Ha entusiasmato la sua capacità di entusiasmare, la sua capacità di saper entusiasmare, la sua capacità di responsabilizzare, la sua capacità di coinvolgere e di colpire al cuore ed ai sentimenti di milioni di persone. C’è veramente da essere invidiosi!
Mi chiedo può succedere solo in America una simile “rivoluzione”?
Vi prego seguitemi per un attimo!
Sedetevi!
Chiudete gli occhi!
Immaginate per un attimo!
Stefano Bologna trasformato in un piccolo Obama, oppure un Portobello o se volete un Cutino e perché no un Riso Napoleone (anche se è bianco di pelle). No neanche se pensate a un Cataldo o un Rubino.
Che tristezza non aver un OBAMA di Isola delle Femmine!
A questo punto torno al mio televisore e continuo a sognare di essere in America.
Gabriele

Vassallo Giovanni ha detto...

Il Sindaco di Isola delle Femmine il Consiglio Comunale e la Italcementi

Ritengo che le conclusioni del Consiglio Comunale sulla vicenda della ordinanza sul divieto di transito, degli autocarri carichi di pet-coke destinati allo stabilimento della Italcementi, per le vie cittadine di Isola delle Femmine, evidenzino come il Sindaco non voglia assumersi alcuna responsabilità di azione tendente a contrastare l’azione inquinante della Italcementi.
L’impressione che ne ho ricavato che il Sindaco di Isola delle Femmine sia rimasto in una posizione attendista , con il preciso intento di influire sulle decisioni del Consiglio Comunale e non assumersi alcuna responsabilità che peraltro la legge gli affida.
Ma il sindaco di Isola delle Femmine si rende conto che l’azienda a cui è destinato il pet-coke risulta essere classificata dal ministero tra le aziende insalubri di prima classe: di questa categoria fanno parte le attività che devono essere tenute lontano dai centri abitati,
mentre a Isola delle Femmine?
L’Italcementi è inserita in una zona ad alta protezione ambientale, una sottoposta a vincoli paesaggistici e soprattutto nei pressi di una area residenziale a pochi metri dalla piazza di Isola delle Femmine.
Già lo scorso anno il sindaco di Isola delle Femmine intervenendo all’assemblea dell’unione dei comuni aveva riferito che l’ARPA gli aveva comunicato dei dati da dove risultava una situazione ambientale preoccupante.
La stessa ARPA nel mese di ottobre dello scorso aveva comunicato i risultati delle analisi effettuate su polvere di petcoke da dove di evince la presenza di circa 7gr di cromo esavalente, gli esperti riferiscono che a fronte di queti dati va effettuata immediatamente un’azione di bonifica con conseguente “evacuazione”
Comprensibile la preoccupazione che le elezioni amministrative a Isola delle Femmine sono vicine e quindi non bisogna scontentare nessuno.
Però non potete scherzare con la nostra salute e non potete certamente continuare a non assumervi le responsabilità che la legge vi affida.
Vassallo Giovanni

stefano ha detto...

NON SONO CREDIBILI NON VOTIAMOLI

Il professore Portobello ama ripetersi

La battaglia a parole per intestarsi l’iniziatriva di intitolare una piazza al Papa scomparso vedi confrontarsi il Sindaco Portobello con il suo gruppo Isola per Tutti e dall’altra il gruppo Insieme con a capo il Consigliere Rubino.

Tante parole Tante delibere e poi! Nulla di fatto! Non se parla più.

Alla memoria di Mariolina consigliere comunale per il gruppo a cui appartiene il Sindaco Portobello, la consigliera Cutino, pubblicamente in seduta del Consiglio Comunale, propone di intitolare a Mariolina una via o forse una piazza o forse…..
L’intero Consiglio Comunale condivide l’iniziativa.

Tante Parole Tante delibere e poi! Nulla di fatto! Non se ne parla più.

IL professore Portobello Sindaco del nostro paese al sopraggiungere delle notizie sul disastro aereo dove perse la vita il nostro concittadino Domenico Riso ebbe a dichiarare :

''A lui intitoleremo una strada o un premio culturale''
e ancora "
"Valuterò - ha aggiunto Portobello - con il Consiglio comunale quale sia il modo migliore per onorarne il ricordo. Penso all'intitolazione di una strada o ad un premio culturale, anche perché Domenico era una persona molto colta".

Tante parole tante promesse e poi! Nulla! Non se ne parla più.

E’ proprio vero! Passata la festa, gabbatu lu santu

Parole Parole Parole

Non VOTIAMOLI!

Stefano

Bartolo ha detto...

Non è mia abitudine comprare la rivista Cronaca Vera. Per ammazzare la noia e in attesa che il mio dentista mi torchiasse incappo in questa rivista dove si parla di Isola delle Femmine della Calliope e delle possibili elargizioni in termini di alloggi a figli di ex amministratori, per essersi prestati come facilitatori delle pratiche edilizie. Mi sorge spontanea la domanda “ma sono gli stessi amministratori consiglieri sindaci assessori che da oltre 20 anni sono presenti nella pubblica amministrazione di Isola? Sono gli stessi amministratori sindaci assessori consiglieri che si stanno preparando alle prossime elezioni per “rinnovare” l’amministrazione? Mi chiedo perché i cittadini di Isola delle Femmine non trovano il coraggio di prenderli a calci.
Come dice Grillo?
Voi avete lanciate un appello, in ossequio alle leggi vigenti, impedire di candidarsi a chi vanta parentele con elementi mafiosi o chi è in odore di mafia. Impedire le candidature a tutte le persone che non riescono a dimostrare i loro improvvisi o ingiustificabili guadagni. Impedire di candidarsi a chi ha conflitto di interessi per la presenza di parenti o ditte che prestano la loro opera al Comune di Isola delle Femmine.
Già l’onorevole Di Pietro dell’Italia dei Valori dove milita l’onorevole Orlando oltre che l’ex sindaco di Isola Bologna, ha presentato una proposta di legge sulla materia di mafia elezioni e incandidabilità.
Un po’ di coerenza fa bene alla salute.
Bartolo Insalaco