L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 23 gennaio 2009

''Stelle cadenti''a San Lorenzo

''Stelle cadenti''a San Lorenzo


87 arresti nel mandamento di Lo Piccolo. Brancaccio ancora una volta senza capo

di Anna Petrozzi

Davvero non si muove foglia che Cosa Nostra non voglia. Almeno nel territorio di San Lorenzo dove l’arresto di 87 persone tra affiliati, fiancheggiatori e simpatizzati ha aperto uno scenario inquietante sul controllo ferratissimo del territorio esercitato dagli uomini capeggiati da Salvatore Lo Piccolo. Latitante da 25 anni è considerato uno dei capi di Cosa Nostra, dietro solo a Provenzano e a Matteo Messina Denaro. 


Il Procuratore di Palermo Piero Grasso ha parlato di “sistema integrato” proprio per indicare il grado d’infiltrazione nelle maglie più profonde del tessuto sociale di un’area vastissima che si estende dal lato nord-occidentale di Palermo fino a Capaci, Isola delle Femmine, Carini, Villagrazia di Carini, Sferracavallo e Partanna Mondello.

Pizzo, intimidazioni e giustizia metropolitana da una parte, ma anche tanto consenso da parte della gente hanno permesso alla cosca del Lo Piccolo, inteso “ù vascu”, il vecchio, il saggio, di accumulare denaro, di nascondere i propri latitanti, lui per primo, e soprattutto di tenere a bada le piccole bande di criminali che osano alzare la testa. 

Scorrendo il migliaio di pagine che compongono l’ordinanza di custodia cautelare (e che avremo modo di approfondire nel prossimo numero) si legge di come i proprietari di una gioielleria che avevano subito un furto di 80 Kg d’oro, invece di andare a sporgere denuncia, si erano rivolti alla mafia che non ha deluso le aspettative perché, una volta rintracciati i colpevoli grazie alle telecamere piazzate nel negozio, non ci hanno messo molto per costringerli a restituire il maltolto. 

Niente di grave comunque perché a qualcun altro era andata decisamente peggio. Sei anni fa, secondo il racconto del collaboratore Isidoro Cracolici, tale Felice Orlando aveva avanzato pretese di comando sulla zona dello Zen 2 arrivando a minacciare niente di meno che Sandro Lo Piccolo, il figlio del superboss, altrettanto latitante e, a quanto pare, degno del suo nome quanto a caratura mafiosa. 

Quando la voce arrivò al padre questi non si perse in chiacchiere, semplicemente ordinò: “Ora ci pensiamo. Ora ci facemu livari u babbio”. Con sette colpi di revolver. 

Sempre allo Zen 2 è la mafia a procurare acqua, luce e gas, basta un piccolo contributo da 10 a 25 euro al mese e lo Stato non esiste più. Nello “stato parallelo”, come l’ha definito a ragione il procuratore Gaetano Paci, che si è occupato delle indagini assieme ai colleghi Domenico Gozzo e Anna Maria Picozzi coordinati dal procuratore Aggiunto Alfredo Morvillo, sono i Lo Piccolo a stabilire se si può aprire un negozio o meno e quanto deve pagare per sopravvivere.

Come attesta l’intercettazione in cui una delle stelle emergenti della famiglia Salvatore Gottuso racconta ad un amico: “Una volta sono andato da Stagnitta (titolare di un bar) e gli ho detto: ‘Mi serve una torta per ù tiziu’. Arrivo alla cassa: ‘Quanto le devo dare?’ Tanto mi risponde, non è che mi ha detto se la porti pure via. E’ un fango questo. Poi quando a questo ci dissero di pagare vennero da me e gli dissi: ‘e che vuole? La torta io non l’ho pagata? E così ha cominciato a pagare… se non mi avesse fatto pagare la torta e mi avesse detto ‘portati la torta’ forse? Minchia gente cretina? Gente scimunita!… Ora esce dodici milioni l’anno e un caffè non lo offre mai”. 

E ovviamente non manca mai la conversazione riferita ai politici da votare e da cui ottenere favori. 

E’ sempre Gottuso che parla, si rivolge a Giovanni Militello, altro uomo di spicco, e discutono (siamo nel 2001) sull’opportunità di stringere alleanze con consiglieri comunali e con un “pezzo grosso” di Forza Italia, un ex consigliere comunale oggi deputato regionale, al fine di raggiungere un accordo per la costruzione di un supermercato Carrefour.
Su questo filone dell’inchiesta vi è il massimo riserbo e al momento nessun politico risulta indagato.

L’ “affare” del Carrefour era già emerso nell’ambito del processo denominato “Ghiaccio” al centro del quale si pone la figura di Giuseppe Guttadauro, il reggente del mandamento di Brancaccio. All’indomani del suo arresto, però, si era venuta a creare una certa confusione sui ruoli e sulla spartizione dei territori, questione sulla quale sarebbe intervenuto Bernardo Provenzano in persona. Lo si apprende leggendo la richiesta di custodia cautelare avanzata dal procuratore aggiunto Pignatone e dai sostituti De Lucia e Mazzocco a carico di Benedetto Graviano e altri. Il Graviano, fratello dei ben più noti Giuseppe e Filippo, condannati all’ergastolo per le stragi, non appena uscito dal carcere era tornato in possesso del mandamento benché vivesse a Roma. Erano infatti i suoi fidati che si recavano nella capitale per chiedere consigli e ricevere direttive come hanno dimostrato sia le intercettazioni che le operazioni di osservazione. 

Tra questi emerge particolarmente la figura di Piero Tagliavia quale reggente della famiglia di Corso dei Mille in sostituzione di Scimò Luigi Fabio, arrestato nell’inchiesta “Ghiaccio” e ancora inquisito nella suddetta operazione “Notte di San Lorenzo”. L’alleanza tra i Graviano e i Tagliavia ha origini antiche. 

Pietro è infatti figlio di Francesco, anch’egli condannato all’ergastolo per strage e nipote di Pietro, boss di primo piano nella medesima famiglia e recentemente deceduto. Coadiuvato da Cesare Lupo questi si adopera per gestire gli interessi del Graviano sul cui ruolo inizialmente non vi era stata chiarezza. E’ Cosimo Vernengo infatti a sollevare la questione delle competenze territoriali adducendo di essere stato incaricato da un non meglio precisato “Grande Fratello” (di facile intuizione) ad occuparsi delle zone in questione per poi comprendere e quindi sottostare alla superiorità del Graviano. 

Ora certamente all’indomani della vera e propria pioggia di arresti San Lorenzo, 87, a Brancaccio 5 e nella provincia di Palermo, 54, il vecchio Provenzano avrà un bel da fare per ridisegnare l’organigramma dell’organizzazione e a ridistribuire i compiti all’interno dei mandamenti. 





PALERMO:



SAN LORENZO
Capo mandamento: Lo Piccolo
Salvatore
Lo Piccolo Sandro
Fam. Di Resuttana: Giovanni
e Francesco Bonomo
Fam. Uditore-Passo: di Rigano Buscemi Giovanni
Fam. Porta Nuova: Cocuzza
Salvatore
Fam. Malaspina-Cruillas: Pierino Di Napoli
tramite Gottuso Salvatore
Fam. Tommaso Natale (Zen): Carmelo Militano sostituito da Angelo Mineo e Viviano Gabriele
Fam. Partanna: Lo Cascio Giuseppe (sostituito
da un non meglio precisato Franco)
Fam. Santa Maria del Gesù: Giulio Gambino (deceduto)





PROVINCIA DI PALERMO



Ciminna: Tolentino Angelo
e Episcopo Antonino
Villafrati: Badami Pasquale
Casteldaccia: Pinello Giuseppe
Bagheria: Morreale Onofrio
Villabate: Nicola Mandalà
Belmonte Mezzagno:
Francesco Pastoia (deceduto)




BRANCACCIO
Capo mandamento: Benedetto Graviano
Fam. Corso dei Mille: Piero Tagliavia








TRAPANI
Capo provincia: Matteo Messina Denaro



AGRIGENTO
Reggente: Maurizio Di Gati
Canicattì: Fam. Ferro




Così è costituito l’organigramma di Cosa Nostra secondo le indagini degli investigatori che hanno portato alle recenti operazioni antimafia.


Operazione notte di San Lorenzo - Gli agenti della squadra mobile di Palermo hanno arrestato 84 persone per associazione mafiosa, riciclaggio, intestazione fittizia di beni, rapine nell'ambito di una maxi indagine su Cosa nostra



Interventi

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1 commento:

Natale ha detto...

Da diversi mesi ormai (per non parlare di anni) che su Isola delle Femmine e Capaci piovono in maniera sempre più accentuate, esalazioni tossiche che sembrano nuove.
I cittadini in particolare i bambini le avvertono sotto forma di odori di bruciato ,combustioni di zolfo e di uova marce.
A tutto questo si aggiungono sottofondi chimici e aria pesantissima con sapori
metallici e, comunque, prolungati flussi grigiastri che a bassa quota
attraversano a seconda della direzione dei venti o verso Capaci o verso Palermo investendo comunque pienamente Isola delle Femmine .
Siamo in tanti ad accusare bruciori alle vie respiratorie , ai polmoni (
come se avessimo ingerito qualcosa di bollente depositatosi sotto allo
sterno, dentro di noi ), agli occhi.
Da informazioni in nostro possesso siamo venuti a conoscenza di esami effettuati dall’Arpa sulle polveri provenienti prevalentemente dalla Italcementi, sembra che i risultati degli esami comunicati ai Comuni di Isola e Capaci presentino la presenza di sostanze altamente cancerogeno come. Metalli pesanti,mercurio e cromo esavalente in quantità allarmanti.
Penso che i cittadini abbiano il diritto di conoscere di che morte morire.
Visto che i responsabili della salute pubblica la titano di fronte a questa situazione di allarme ambientale (quantomeno a livello di informazione ai cittadini) credo che i cittadini debbano prestare la massima attenzione ai bambini, tenerli il più possibile all'interno e prima di
uscire cercare di assicurarsi che non siano in corso esalazioni tossiche
intercettabili: quelle pressoché inodori sono sovrastate da tutto il resto.
Appena si avvertono esalazioni o disagi alla salute, convienesegnalare
immediatamente il tutto a i Vigili Urbani ai carabinieri e ai Sindaci dei comuni di Capaci e di Isola delle Femmine, avvertite i vostri medici.
Credo che la situazione attuale sia di massima allerta per tutti: è cambiato
qualcosa rispetto ai mesi passati, in peggio.
Natale