L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 7 gennaio 2009

Svolti a Palermo i funerali di Marco Maiorana




Se siete vivi tornate al cospetto di Marco l’agnello sacrificale di questa tragica vicenda, questo l’appello lanciato da Rossela Accardo all’ex marito Antonio e al figlio Stefano, ha poi aggiunto che tra le due alternative del lasciarsi morire o continuare a lottare affinché si disveli tutta la verità di questa tragedia ho scelta la seconda. Continuo a lottare.








Sono ancora scosso dalla giornata di ieri al funerale di Marco Maiorana.
Tantissimi erano i giovani presenti alla funzione funebre.
Compagni di studio amici di infanzia e tanti tanti GIOVANI.
La sua bara era di colore bianco, il colore dell’innocenza il colore su cui tutto si può scrivere, descrivere raccontare dipingere……..
La sua mamma e Amica Rossella ebbe a dire che il bianco era quello del quaderno su cui scrivere la storia di ognuno di noi.
Una storia che purtroppo ci è stata derubata in questa terra di Sicilia.
La storia della NOSTRA vita.
Marco, come è stato detto nell’omelia il reverendo Caputo, era fragile.
Marco, non ha avuto il tempo di scrivere la sua storia, forse i suoi segreti erano montagne che si addossavano pesantemente sulle sue giovani spalle, ma soprattutto sulla Sua giovane anima.
Lui, Marco, “prepotentemente” in quel lancio nel vuoto ha voluto lanciare un “urlo” per liberare la propria angoscia che opprimeva e terrorizzava la sua anima.

Ciao Marco

Pino Ciampolillo



Svolti a Palermo i funerali di Marco Maiorana


oggi, 07 gennaio 2009

Con una messa officiata da Don Calogero Caputo si sono svolti nella parrocchia Mater Misericordiae i funerali di Marco Maiorana, 22 anni, il giovane che ieri si è suicidato lanciandosi dal balcone del suo appartamento al settimo piano in via Generale Arimondi a Palermo.

 


Un lungo applauso ha accompagnato la bara bianca di Marco Maiorana, all'uscita dalla chiesa dove si sono svolti i funerali cui hanno partecipato oltre 600 persone tra cui centinaia di ragazzi. La bara


sarà sepolta nel cimitero di Monreale. Rossella Accardo, la madre del giovane suicida, è stata abbracciata da centinaia di persone molte delle quali non credono che Antonio e Stefano Maiorana, padre e fratello di Marco, siano ancora vivi. "Il padre - dice una donna - voleva molto bene al figlio e i fratelli erano legatissimi. Non avrebbero permesso una tragedia come questa".

 


 


Marco non ha sopportato il peso della vicenda del fratello Stefano, 23 anni, e del padre Antonio, 48 anni, scomparsi da Palermo il 3 agosto 2007 e visti in Spagna da alcuni testimoni nel maggio dello scorso anno. Negli ultimi mesi il giovane, evidentemente depresso, era stato anche visitato da uno psicologo.


 


Davanti alla bara bianca è stata posta una grande foto di Marco sorridente. Sul feretro sono state posti diversi mazzi di fiori tra cui la coroncina di rose bianche della madre. Alla cerimonia hanno assistito decine di amici e compagni di università del giovane. La madre, Rossella Accardo si è seduta e ha pianto con grida strazianti. Ai funerali hanno partecipato anche Vincenzo e Rosalia Maiorana, i nonni paterni di Marco, che però non erano seduti accanto ai familiari materni ma in un'altra fila di panche.

 

 

 



 

Niente autopsia sul cadavere di Marco Maiorana


oggi, 07 gennaio 2009


Niente autopsia sul cadavere di Marco Maiorana, 21 anni, il figlio minore dell'imprenditore Antonio Maiorana, 48 anni, scomparso nell'agosto del 2007 insieme con il figlio Stefano di 23 anni. Marco si e' suicidato ieri sera gettandosi dal settimo piano della sua abitazione in via Arimondi a Palermo.


 


I pm Francesco Del Bene e Gartano Paci, che coordinano l'inchiesta sulla sparizione dei due imprenditori, hanno deciso di non disporre l'esame autoptico sul cadavere del giovane. Marco Maiorana, come ricostruito dagli inquirenti, ieri sera era stato accompagnato dalla madre, Rossella Accardo, nell'appartamento di Via Arimondi, dove aveva vissuto con il padre e il fratello, prima della sparizione dei due familiari. Negli ultimi mesi si era trasferito a casa della madre, separata da Antonio Maiorana.


Fonte: adnkronos


http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39908/niente-autopsia-cadavere-marco-maiorana.htm


 

Un altro suicidio dopo quello di Tanino Lo Presti, un altro enigma a Palermo. Si getta dal settimo piano Marco Maiorana, figlio 22enne dell'imprenditore scomparso col figlio maggiore. C'entra Cosa Nostra o lo sconforto?


 06 gennaio 2009


Una storia terribile, una tragedia familiare dai contorni ancora oscuri, una giovane vita spezzata. Si è suicidato lanciandosi dal settimo piano di un palazzo a Palermo, Marco Maiorana, figlio dell'imprenditore edile Antonio Maiorana, 48 anni e fratello di Stefano, di 23 anni, scomparsi il 3 agosto nel nulla. Di loro si erano perse le tracce. Poi a dicembre scorso, sarebbero stati visti e riconosciuti a Barcellona da due turisti italiani, grazie alle immagini della trasmissione "Chi l'ha visto?" e alcune foto diffuse da un settimanale. Alla testimonianza dei turisti sono seguiti i riscontri "positivi" degli investigatori italiani, andati in Spagna.


Poi nulla.


 

Che cosa ha provocato il gesto estremo del ragazzo?

 


Di sicuro ha trascorso giornate tremende. Ha subito la perdita delle persone più care, ha creduto che fossero stati vittime della lupara bianca. La pista degli inquirenti ha seguito, subito dopo la scomparsa, questa ipotesi. Ma non è stato escluso nulla. Poi l'identificazione in Spagna del padre e del fratello, la speranza di rivederli e la nuova delusione.



 

 


 


Il ragazzo deve essersi chiesto perché il padre, dopo essersi separato dalla madre ed avere vissuto con un'altra donna, lo abbia abbandonato, lo abbia preferito al fratello. Al povero ragazzo è stato fatto credere che fossero morti, senza quel casuale "avvistamento" in Spagna non avrebbe mai saputo che padre e fratello erano ancora vivi.


Abbandonato e tradito, dunque.


 


 


Ciò che è successo dopo l'identificazione in Spagna è stato ancora più terribile della stessa scomparsa. Il sapere che il padre e il fratello avevano deciso di "morire" per lui e la madre, potrebbe averlo destabilizzato.


 


 


Ma le nostre sono solo ipotesi, non corroborate da fatti. Gli inquirenti ricostruiranno le ultime ore del ragazzo, quale causa scatenante ha provocato il gesto estremo.


Anche le circostanze, assai particolari, saranno al vaglio degli inquirenti.


 


Va tenuto, infine, in gran conto il fatto che la scomparsa del padre e del fratello sia legata all'impresa edilizia dei Maiorana e ai rapporti di questo con alcune famiglie mafiose. Vittima o colluso? Si è parlato di una "malacreanza" del Maiorana nei confronti di un boss, o di un patto non rispettato.


 


 


Potrebbe esserci un legame fra il suicidio di Marco Maiorana e queste oscure vicende?


 


Se così fosse ci troveremmo di fronte al secondo suicidio collegabile a Cosa Nostra. Appena due settimane or sono, il boss Tanino Lo Presti si è ammazzato con la sua cintura in una cella del carcere di Pagliarelli a poche ore dalla sua cattura.


 


L’autopsia effettuata sul corpo del boss, trovato morto in carcere alcune ore dopo il suo ingresso in cella, ha confermato l'ipotesi che il boss si sia impiccato con la cintura dei suoi pantaloni.


Tanino Lo Presti, tuttavia, era un uomo dal carattere forte ed aveva già vissuto in carcere a lungo. E' difficile credere che il gesto sia stato motivato dallo sconforto seguito alla carcerazione.


 


 


Un mistero, dunque.


Anche la morte di Marco, fino a quando non saranno chiariti i motivi del gesto, resta un mistero.


 


L'ex moglie di Antonio Maiorana, Rossella Accardo, non aveva mai creduto nella morte del marito e del figlio, anche quando sembrava certo che fossero stati inghiottiti dalla lupara bianca.


La donna propendeva per l'ipotesi del sequestro, e insieme ad altri parenti, due mesi dopo la scomparsa aveva organizzato una fiaccolata per le vie di Palermo, e prima dello scorso Natale ha fatto affiggere duemila manifesti per "non dimenticare" sui muri della città.


 


 


Marco Maiorana (a sinistra nella foto con il fratello) era ritornato da pochi giorni nell'appartamento di via Arimondi dove martedi sera, il giorno dell'Epifania, si é suicidato. In questa casa aveva abitato insieme al fratello Stefano fino al giorno della sua scomparsa. Marco si era poi trasferito a casa della madre. Quando si è ucciso nella casa vi erano alcuni suoi familiari.


 


 


Anche questa circostanza sarà attentamente vagliata dagli inquirenti.


 


Che cosa ha fatto scattare il gesto disperato?


 


Marco aveva 22 anni. Si è lanciato nel vuoto e il suo corpo è finito nel cortile che si trova all'interno di un commissariato di Polizia. Davanti al portone vi sono decine di giovani. La madre del ragazzo, Rosella Accardo é rimasta sotto choc e ha urlato "ridatemi mio figlio". E' rimasta a lungo seduta dentro un'auto, ed è stata visitata dai medici del 118. In serata è stato sequestrato dai magistrati il pc di Marco. Le indagini sul suicidio sono condotte dai sostituti Francesco Del Bene e Gaetano Paci.

 


 

Marco voleva tornare a vivere nell'appartamento che divideva col fratello prima della scomparsa. Forse non ha più sopportato il peso della vicenda

06 gennaio 2009


E' rientrato a casa poco dopo le 18, in via Generale Arimondi a Palermo, dove ha trovato Vincenzo e Rosalia Maiorana, i nonni paterni. Poi Marco, 22 anni, si è chiuso in una stanza e si è lanciato nel vuoto dal settimo piano, cadendo in un cortile interno del commissariato "Libertà". Marco Maiorana non ha più sopportato il peso della vicenda del fratello Stefano, 23 anni, e del padre Antonio, 48 anni, scomparsi da Palermo il 3 agosto 2007 e visti in Spagna




da alcuni testimoni nel maggio dello scorso anno.

 


 


Non ha lasciato alcun biglietto, nessun messaggio, ha solo deciso di farla finita con un dolore opprimente che lo aveva indotto a una depressione di cui la madre, Rossella Accardo, si era accorta. Per questo Marco era stato portato da uno psicologo. Il sostituto procuratore Francesco Del Bene ha ascoltato i nonni del ragazzo mentre la madre era chiusa dentro la sua auto, in strada, gridando il proprio dolore e piangendo straziata. Gli infermieri del "118" le hanno misurato la pressione e le hanno dato un calmante.


 


Secondo le testimonianze, Marco voleva tornare a vivere nell' appartamento che divideva col fratello prima della scomparsa. Aveva preso due zainetti con qualche capo d'abbigliamento ed era andato in via Arimondi. Rossella Accardo, per nulla tranquilla, aveva dato incarico ai nonni di tenerlo d'occhio. Ma non è bastato. Marco Maiorana frequentava il secondo anno di Giurisprudenza, aveva superato gli esami di cinque materie. Poi la storiaccia del padre e del fratello, che secondo le prime ipotesi potevano essere stati vittime della "lupara bianca", e la successiva notizia che i due facevano la bella vita a Barcellona dov'erano stati visti in discoteca a spendere mazzette di euro in locali con belle donne, lo avevano costretto ad abbandonare gli studi e a non avere la mente tranquilla per riprenderli. Ma i suoi amici e i suoi compagni di Università non lo avevano dimenticato e infatti decine di ragazzi e ragazze, in lacrime o col viso contratto dal dolore, bisbigliavano ricordandolo, sotto l'edificio da cui si era gettato poche ore prima.


 


La polizia ha sequestrato il computer del giovane per esaminarlo attentamente, cercando magari un contatto con i congiunti spariti o per scoprire quali pensieri abbiano attraversato la sua mente prima di compiere il tragico gesto. Dopo la notizia del ritrovamento dei Maiorana, l'ex moglie dell'imprenditore, madre di Stefano e Marco, aveva detto: "Sono felice perché mio figlio è vivo. Tutto avrei potuto immaginare tranne che fossero fuggiti insieme, che Stefano avesse potuto seguire il mio ex marito. Ora mi auguro che torni ad essere quel bambino che ho partorito e abbandoni quella strada maledetta che percorreva con suo padre". La donna era poi andata a Barcellona con una troupe televisiva, dicendo di aver trovato altri testimoni che avevano visto l'ex marito e il figlio. Una gioia durata poco meno di un mese, prima che quest'altra tragedia le piombasse addosso.


Ruggero Farkas


Fonte: ansa





Il giovane si è buttato da una finestra. Il padre Antonio e il fratello Stefano
scomparvero lo scorso 3 agosto. Il mese scorso sono stati visti in Spagna
Palermo, si uccide Marco Maiorana
figlio dell'imprenditore sparito
La moglie ha sempre sostenuto la tesi del sequestro
Il ragazzo, forse, aveva avuto un ruolo di collegamento con i famigliari
di ALESSANDRA ZINITI


PALERMO - In quella casa dove abitava con il fratello scomparso insieme al padre da più di un anno era tornato solo da poche settimane. Questa sera, dopo una giornata pesante, un pranzo di famiglia finito nell'ennesima dura discussione sulla sorte e sulle responsabilità dei suoi familiari, Marco Maiorana, 22 anni, ha aperto la porta finestra del balcone e si è buttato giù dal settimo piano portando via con sé quei segreti che forse custodiva sul mistero di Antonio e Stefano Maiorana, l'imprenditore palermitano scomparso con il figlio ventitreenne Stefano nell'agosto 2007 e riavvistato a maggio in una nota discoteca di Barcellona in Spagna dopo essere stati creduti vittime della lupara bianca per più di un anno.

Il giovane si è lanciato nel vuoto e il suo corpo è finito nel cortile che si trova all'interno di un commissariato di Polizia. Davanti al portone vi sono decine di amici. La madre del ragazzo, Rosella Accardo è sotto choc e urla "ridatemi mio figlio". E' seduta dentro un'auto, ed è stata visitata dai medici del 118.

Un mistero, quello dei Maiorana, che le indagini dei carabinieri coordinate dalle Dda di Palermo non sono riuscite ancora a risolvere e che sono arrivate ad una svolta in primavera quando due turisti calabresi in vacanza in Spagna avevano riconosciuto nelle foto dei Maiorana quei due italiani incontrati alla discoteca Pacha di Barcellona.

E proprio nella città spagnola Marco, il figlio minore di Maiorana, si era recato qualche giorno prima in un viaggio improvviso che aveva insospettito la madre Rossella Accardo, ex moglie dell'imprenditore. Da qui il sospetto, aggravato dal fatto che qualcuno doveva avere subito avvertito gli imprenditori dell'avvistamento, che Marco in realtà sapesse sin dall'inizio che i suoi familiari non erano morti ma fuggiti via per un motivo ancora tutto da chiarire, probabilmente una truffa da cinque milioni di euro per la realizzazione di alcune villette di edilizia popolare, un cantiere in cui Maiorana era in società con imprenditori vicini ad ambienti mafiosi. Gli inquirenti hanno sequestrato il pc del giovane suicida.

http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/maiorana-suicidio/maiorana-suicidio/maiorana-suicidio.html?rss

INIZIATIVA SICILIA ANNO UNO

Creiamo la grande catena della preghiera

Ti ricordo che domani sera nella cattedrale di Palermo alle ore 18 messa in suffragio di Marco unitamente alla preghiera per la conversione di Stefano!
Stefano ritorna.
Tuo fratello Marco si è offerto come agnello sacrificale.
Organizziamo "la catena della preghiera" in contemporanea ognuno di noi nel proprio Quartiere, nel proprio Paese, nella propria Città.
Ognuno di Noi si rechi nella propria parrochia per organizzare per domani 13 gennaio 2009 "la catena della preghiera"
per la conversione.
Grazie
Rossella Accardo

http://siciliaannouno.blogspot.com
siciliaannouno@gmail.com

GENTILMENTE FARE CATENA CON I VOSTRI INDIZZI EMAIL PER IL MESSAGGIO
La moglie di Maiorana 'Il Papa lanci un appello'
Repubblica — 10 gennaio 2009 pagina 8 sezione: PALERMO
«Era debole e disperato. Per Natale si aspettava una telefonata di auguri dal padre e dal fratello che, purtroppo, non è mai arrivata. E alla fine ha deciso di gettarsi dal settimo piano». è disperata Rossella Accardo, la madre di Marco Maiorana, il ragazzo di 22 anni morto suicida il giorno dell' Epifania. La donna è chiusa nel suo dolore, ma a distanza di tre giorni dal gesto disperato del figlio, seppellito al cimitero di Monreale, trova la forza per parlare e per rivolgere un appello al Papa: «Vorrei essere ricevuta in Vaticano». La donna spera che domenica, durante l' Angelus, il Pontefice «possa lanciare un appello a Stefano e Antonio affinché facciano ritorno a Palermo. Almeno adesso che Marco non c' è più - dice - perché si è sacrificato per loro». Ad assisterla, senza abbandonarla per un attimo, è il compagno, che risponde al telefono. «Faccio da filtro», spiega. Rossella Accardo è straziata dal dolore, ma non ha alcuna intenzione di lasciarsi andare. «Lotterò per Marco», dice con un filo di voce. «Se siete ancora vivi - aggiunge la donna rivolgendosi al figlio Stefano e all' ex marito - non potete continuare a nascondervi. Fatelo per Marco. Io ho due alternative: continuare a lottare o morire. Io scelgo di lottare. E farò appelli all' infinito». Ieri pomeriggio, è stata celebrata una messa in ricordo di Marco, nel Duomo di Monreale.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/01/10/la-moglie-di-maiorana-il-papa-lanci.html

Se siete vivi tornate al cospetto di Marco l’agnello sacrificale di questa tragica vicenda, questo l’appello lanciato da Rossella Accardo all’ex marito Antonio e al figlio Stefano, ha poi aggiunto che tra le due alternative del lasciarsi morire o continuare a lottare affinché si disveli tutta la verità di questa tragedia ho scelta la seconda. Continuo a lottare.
Sono ancora scosso dalla giornata di ieri al funerale di Marco Maiorana.
Tantissimi erano i giovani presenti alla funzione funebre.
Compagni di studio amici di infanzia e tanti tanti GIOVANI.
La sua bara era di colore bianco, il colore dell’innocenza il colore su cui tutto si può scrivere, descrivere raccontare dipingere……..
La sua mamma e Amica Rossella ebbe a dire che il bianco era quello del quaderno su cui scrivere la storia di ognuno di noi.
Una storia che purtroppo ci è stata derubata in questa terra di Sicilia.
La storia della NOSTRA vita.
Marco, come è stato detto nell’omelia il reverendo Caputo, era fragile.
Marco, non ha avuto il tempo di scrivere la sua storia, forse i suoi segreti erano montagne che si addossavano pesantemente sulle sue giovani spalle, ma soprattutto sulla Sua giovane anima.
Lui, Marco, “prepotentemente” in quel lancio nel vuoto ha voluto lanciare un “urlo” per liberare la propria angoscia che opprimeva e terrorizzava la sua anima.
Ciao Marco

Pino Ciampolillo

Svolti a Palermo i funerali di Marco Maiorana

oggi, 07 gennaio 2009

Con una messa officiata da Don Calogero Caputo si sono svolti nella parrocchia Mater Misericordiae i funerali di Marco Maiorana, 22 anni, il giovane che ieri si è suicidato lanciandosi dal balcone del suo appartamento al settimo piano in via Generale Arimondi a Palermo.
Un lungo applauso ha accompagnato la bara bianca di Marco Maiorana, all'uscita dalla chiesa dove si sono svolti i funerali cui hanno partecipato oltre 600 persone tra cui centinaia di ragazzi. La bara sarà sepolta nel cimitero di Monreale. Rossella Accardo, la madre del giovane suicida, è stata abbracciata da centinaia di persone molte delle quali non credono che Antonio e Stefano Maiorana, padre e fratello di Marco, siano ancora vivi. "Il padre - dice una donna - voleva molto bene al figlio e i fratelli erano legatissimi. Non avrebbero permesso una tragedia come questa".
Marco non ha sopportato il peso della vicenda del fratello Stefano, 23 anni, e del padre Antonio, 48 anni, scomparsi da Palermo il 3 agosto 2007 e visti in Spagna da alcuni testimoni nel maggio dello scorso anno. Negli ultimi mesi il giovane, evidentemente depresso, era stato anche visitato da uno psicologo.
Davanti alla bara bianca è stata posta una grande foto di Marco sorridente. Sul feretro sono state posti diversi mazzi di fiori tra cui la coroncina di rose bianche della madre. Alla cerimonia hanno assistito decine di amici e compagni di università del giovane. La madre, Rossella Accardo si è seduta e ha pianto con grida strazianti. Ai funerali hanno partecipato anche Vincenzo e Rosalia Maiorana, i nonni paterni di Marco, che però non erano seduti accanto ai familiari materni ma in un'altra fila di panche.

http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39974/svolti-palermo-funerali-marco-maiorana.htm

Niente autopsia sul cadavere di Marco Maiorana

oggi, 07 gennaio 2009
Niente autopsia sul cadavere di Marco Maiorana, 21 anni, il figlio minore dell'imprenditore Antonio Maiorana, 48 anni, scomparso nell'agosto del 2007 insieme con il figlio Stefano di 23 anni. Marco si e' suicidato ieri sera gettandosi dal settimo piano della sua abitazione in via Arimondi a Palermo.
I pm Francesco Del Bene e Gartano Paci, che coordinano l'inchiesta sulla sparizione dei due imprenditori, hanno deciso di non disporre l'esame autoptico sul cadavere del giovane. Marco Maiorana, come ricostruito dagli inquirenti, ieri sera era stato accompagnato dalla madre, Rossella Accardo, nell'appartamento di Via Arimondi, dove aveva vissuto con il padre e il fratello, prima della sparizione dei due familiari. Negli ultimi mesi si era trasferito a casa della madre, separata da Antonio Maiorana.

Fonte: adnkronos

http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39908/niente-autopsia-cadavere-marco-maiorana.htm

Un altro suicidio dopo quello di Tanino Lo Presti, un altro enigma a Palermo. Si getta dal settimo piano Marco Maiorana, figlio 22enne dell'imprenditore scomparso col figlio maggiore. C'entra Cosa Nostra o lo sconforto?

06 gennaio 2009
Una storia terribile, una tragedia familiare dai contorni ancora oscuri, una giovane vita spezzata. Si è suicidato lanciandosi dal settimo piano di un palazzo a Palermo, Marco Maiorana, figlio dell'imprenditore edile Antonio Maiorana, 48 anni e fratello di Stefano, di 23 anni, scomparsi il 3 agosto nel nulla. Di loro si erano perse le tracce. Poi a dicembre scorso, sarebbero stati visti e riconosciuti a Barcellona da due turisti italiani, grazie alle immagini della trasmissione "Chi l'ha visto?" e alcune foto diffuse da un settimanale. Alla testimonianza dei turisti sono seguiti i riscontri "positivi" degli investigatori italiani, andati in Spagna.
Poi nulla.
Che cosa ha provocato il gesto estremo del ragazzo?
Di sicuro ha trascorso giornate tremende. Ha subito la perdita delle persone più care, ha creduto che fossero stati vittime della lupara bianca. La pista degli inquirenti ha seguito, subito dopo la scomparsa, questa ipotesi. Ma non è stato escluso nulla. Poi l'identificazione in Spagna del padre e del fratello, la speranza di rivederli e la nuova delusione.
Il ragazzo deve essersi chiesto perché il padre, dopo essersi separato dalla madre ed avere vissuto con un'altra donna, lo abbia abbandonato, lo abbia preferito al fratello. Al povero ragazzo è stato fatto credere che fossero morti, senza quel casuale "avvistamento" in Spagna non avrebbe mai saputo che padre e fratello erano ancora vivi.
Abbandonato e tradito, dunque.
Ciò che è successo dopo l'identificazione in Spagna è stato ancora più terribile della stessa scomparsa. Il sapere che il padre e il fratello avevano deciso di "morire" per lui e la madre, potrebbe averlo destabilizzato.
Ma le nostre sono solo ipotesi, non corroborate da fatti. Gli inquirenti ricostruiranno le ultime ore del ragazzo, quale causa scatenante ha provocato il gesto estremo.
Anche le circostanze, assai particolari, saranno al vaglio degli inquirenti.
Va tenuto, infine, in gran conto il fatto che la scomparsa del padre e del fratello sia legata all'impresa edilizia dei Maiorana e ai rapporti di questo con alcune famiglie mafiose. Vittima o colluso? Si è parlato di una "malacreanza" del Maiorana nei confronti di un boss, o di un patto non rispettato.
Potrebbe esserci un legame fra il suicidio di Marco Maiorana e queste oscure vicende?
Se così fosse ci troveremmo di fronte al secondo suicidio collegabile a Cosa Nostra. Appena due settimane or sono, il boss Tanino Lo Presti si è ammazzato con la sua cintura in una cella del carcere di Pagliarelli a poche ore dalla sua cattura.
L’autopsia effettuata sul corpo del boss, trovato morto in carcere alcune ore dopo il suo ingresso in cella, ha confermato l'ipotesi che il boss si sia impiccato con la cintura dei suoi pantaloni.
Tanino Lo Presti, tuttavia, era un uomo dal carattere forte ed aveva già vissuto in carcere a lungo. E' difficile credere che il gesto sia stato motivato dallo sconforto seguito alla carcerazione. Un mistero, dunque.
Anche la morte di Marco, fino a quando non saranno chiariti i motivi del gesto, resta un mistero.
L'ex moglie di Antonio Maiorana, Rossella Accardo, non aveva mai creduto nella morte del marito e del figlio, anche quando sembrava certo che fossero stati inghiottiti dalla lupara bianca. La donna propendeva per l'ipotesi del sequestro, e insieme ad altri parenti, due mesi dopo la scomparsa aveva organizzato una fiaccolata per le vie di Palermo, e prima dello scorso Natale ha fatto affiggere duemila manifesti per "non dimenticare" sui muri della città.
Marco Maiorana (a sinistra nella foto con il fratello) era ritornato da pochi giorni nell'appartamento di via Arimondi dove martedi sera, il giorno dell'Epifania, si é suicidato. In questa casa aveva abitato insieme al fratello Stefano fino al giorno della sua scomparsa. Marco si era poi trasferito a casa della madre. Quando si è ucciso nella casa vi erano alcuni suoi familiari.
Anche questa circostanza sarà attentamente vagliata dagli inquirenti.
Che cosa ha fatto scattare il gesto disperato?
Marco aveva 22 anni. Si è lanciato nel vuoto e il suo corpo è finito nel cortile che si trova all'interno di un commissariato di Polizia. Davanti al portone vi sono decine di giovani. La madre del ragazzo, Rosella Accardo é rimasta sotto choc e ha urlato "ridatemi mio figlio". E' rimasta a lungo seduta dentro un'auto, ed è stata visitata dai medici del 118. In serata è stato sequestrato dai magistrati il pc di Marco. Le indagini sul suicidio sono condotte dai sostituti Francesco Del Bene e Gaetano Paci.

http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39880/imprenditori-scomparsi-suicida-palermo-figlio-maiorana.htm

Marco voleva tornare a vivere nell'appartamento che divideva col fratello prima della scomparsa. Forse non ha più sopportato il peso della vicenda

06 gennaio 2009
E' rientrato a casa poco dopo le 18, in via Generale Arimondi a Palermo, dove ha trovato Vincenzo e Rosalia Maiorana, i nonni paterni. Poi Marco, 22 anni, si è chiuso in una stanza e si è lanciato nel vuoto dal settimo piano, cadendo in un cortile interno del commissariato "Libertà". Marco Maiorana non ha più sopportato il peso della vicenda del fratello Stefano, 23 anni, e del padre Antonio, 48 anni, scomparsi da Palermo il 3 agosto 2007 e visti in Spagna a alcuni testimoni nel maggio dello scorso anno.
Non ha lasciato alcun biglietto, nessun messaggio, ha solo deciso di farla finita con un dolore opprimente che lo aveva indotto a una depressione di cui la madre, Rossella Accardo, si era accorta. Per questo Marco era stato portato da uno psicologo. Il sostituto procuratore Francesco Del Bene ha ascoltato i nonni del ragazzo mentre la madre era chiusa dentro la sua auto, in strada, gridando il proprio dolore e piangendo straziata. Gli infermieri del "118" le hanno misurato la pressione e le hanno dato un calmante.Secondo le testimonianze, Marco voleva tornare a vivere nell' appartamento che divideva col fratello prima della scomparsa. Aveva preso due zainetti con qualche capo d'abbigliamento ed era andato in via Arimondi. Rossella Accardo, per nulla tranquilla, aveva dato incarico ai nonni di tenerlo d'occhio. Ma non è bastato. Marco Maiorana frequentava il secondo anno di Giurisprudenza, aveva superato gli esami di cinque materie. Poi la storiaccia del padre e del fratello, che secondo le prime ipotesi potevano essere stati vittime della "lupara bianca", e la successiva notizia che i due facevano la bella vita a Barcellona dov'erano stati visti in discoteca a spendere mazzette di euro in locali con belle donne, lo avevano costretto ad abbandonare gli studi e a non avere la mente tranquilla per riprenderli. Ma i suoi amici e i suoi compagni di Università non lo avevano dimenticato e infatti decine di ragazzi e ragazze, in lacrime o col viso contratto dal dolore, bisbigliavano ricordandolo, sotto l'edificio da cui si era gettato poche ore prima. La polizia ha sequestrato il computer del giovane per esaminarlo attentamente, cercando magari un contatto con i congiunti spariti o per scoprire quali pensieri abbiano attraversato la sua mente prima di compiere il tragico gesto. Dopo la notizia del ritrovamento dei Maiorana, l'ex moglie dell'imprenditore, madre di Stefano e Marco, aveva detto: "Sono felice perché mio figlio è vivo. Tutto avrei potuto immaginare tranne che fossero fuggiti insieme, che Stefano avesse potuto seguire il mio ex marito. Ora mi auguro che torni ad essere quel bambino che ho partorito e abbandoni quella strada maledetta che percorreva con suo padre". La donna era poi andata a Barcellona con una troupe televisiva, dicendo di aver trovato altri testimoni che avevano visto l'ex marito e il figlio. Una gioia durata poco meno di un mese, prima che quest'altra tragedia le piombasse addosso.
Ruggero Farkas Fonte: ansa
http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39898/marco-voleva-tornare-vivere-nellappartamento-divideva-fratello-prima-della-scomparsa-forse-sopportato-peso-della-vicenda.htm



Il giovane si è buttato da una finestra. Il padre Antonio e il fratello Stefano
scomparvero lo scorso 3 agosto. Il mese scorso sono stati visti in Spagna
Palermo, si uccide Marco Maiorana
figlio dell'imprenditore sparito
La moglie ha sempre sostenuto la tesi del sequestro
Il ragazzo, forse, aveva avuto un ruolo di collegamento con i famigliari
di ALESSANDRA ZINITI


PALERMO - In quella casa dove abitava con il fratello scomparso insieme al padre da più di un anno era tornato solo da poche settimane. Questa sera, dopo una giornata pesante, un pranzo di famiglia finito nell'ennesima dura discussione sulla sorte e sulle responsabilità dei suoi familiari, Marco Maiorana, 22 anni, ha aperto la porta finestra del balcone e si è buttato giù dal settimo piano portando via con sé quei segreti che forse custodiva sul mistero di Antonio e Stefano Maiorana, l'imprenditore palermitano scomparso con il figlio ventitreenne Stefano nell'agosto 2007 e riavvistato a maggio in una nota discoteca di Barcellona in Spagna dopo essere stati creduti vittime della lupara bianca per più di un anno.

Il giovane si è lanciato nel vuoto e il suo corpo è finito nel cortile che si trova all'interno di un commissariato di Polizia. Davanti al portone vi sono decine di amici. La madre del ragazzo, Rosella Accardo è sotto choc e urla "ridatemi mio figlio". E' seduta dentro un'auto, ed è stata visitata dai medici del 118.

Un mistero, quello dei Maiorana, che le indagini dei carabinieri coordinate dalle Dda di Palermo non sono riuscite ancora a risolvere e che sono arrivate ad una svolta in primavera quando due turisti calabresi in vacanza in Spagna avevano riconosciuto nelle foto dei Maiorana quei due italiani incontrati alla discoteca Pacha di Barcellona.

E proprio nella città spagnola Marco, il figlio minore di Maiorana, si era recato qualche giorno prima in un viaggio improvviso che aveva insospettito la madre Rossella Accardo, ex moglie dell'imprenditore. Da qui il sospetto, aggravato dal fatto che qualcuno doveva avere subito avvertito gli imprenditori dell'avvistamento, che Marco in realtà sapesse sin dall'inizio che i suoi familiari non erano morti ma fuggiti via per un motivo ancora tutto da chiarire, probabilmente una truffa da cinque milioni di euro per la realizzazione di alcune villette di edilizia popolare, un cantiere in cui Maiorana era in società con imprenditori vicini ad ambienti mafiosi. Gli inquirenti hanno sequestrato il pc del giovane suicida.

http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/maiorana-suicidio/maiorana-suicidio/maiorana-suicidio.html?rss
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/01/svolti-palermo-i-funerali-di-marco_3764.html

Una bara bianca, due famiglie divise
Repubblica — 08 gennaio 2009 pagina 7 sezione: PALERMO
Una chiesa stracolma di ragazzi ancora increduli e in lacrime, la madre scossa dai singhiozzi a ogni abbraccio, i nonni paterni lontani, in terza fila, in silenzio e a capo chino. Non un saluto, non una parola con Rossella Accardo e con la sua famiglia. Neanche l' invito del sacerdote a un segno di pace davanti alla bara bianca è riuscita a far mettere per un attimo da parte l' astio tra le due famiglie, sullo sfondo di una tragedia che il pomeriggio dell' Epifania ha visto il suo ultimo atto con il suicidio di un giovane di appena 21 anni che non ha retto alla depressione che lo aveva assalito da qualche settimana. Marco Maiorana se n' è andato così, con la sua grande foto sorridente posta davanti alla bara salutata con un lungo applauso dai tanti amici che si sono stretti attorno alla madre nella chiesa Mater Misericordiae in via Liguria. «Un gesto inspiegabile, e dal punto di vista religioso incomprensibile», ha detto don Calogero Caputo che ha sottolineato tutta la fragilità di Marco, evidentemente incapace di resistere alla pressione per la scomparsa del padre Antonio e del fratello Stefano. Un gesto sul quale i magistrati della Procura, che da oltre un anno indagano sul mistero dei Maiorana, intendono andare a fondo. Sulla morte di Marco ieri il pm Ilaria Auricchio, di turno il giorno della tragedia, ha aperto un fascicolo con l' ipotesi di reato di istigazione al suicidio, a carico di ignoti. I magistrati titolari del caso, i sostituti Francesco Del Bene e Gaetano Paci, precisano che si tratta di «prassi» e di un «atto dovuto». Ma quello che gli inquirenti intendono accertare è se il gesto estremo di Marco Maiorana sia in qualche modo legato al riconoscimento di suo padre e di suo fratello da parte prima di alcuni turisti calabresi e poi delle guardie della sicurezza di una discoteca di Barcellona, che hanno detto con certezza di averli visti nel maggio scorso, proprio nei giorni in cui Marco era andato a Barcellona in vacanza. Un viaggio improvviso che aveva insospettito per prima proprio la madre. Dall' esame del computer di Marco, sequestrato martedì sera dai carabinieri, gli inquirenti sperano di riuscire a capire se, come ipotizza una delle piste investigative, il ragazzo sapeva che il padre e il fratello erano vivi ed era in contatto con loro. Ma tra gli amici e i parenti di Marco nessuno crede non solo che il ragazzo non avesse detto tutta la verità ma neanche che i due Maiorana siano vivi. Gli amici di Marco e anche quelli di Stefano rifiutano l' idea che due ragazzi abbiano potuto essere coinvolti consapevolmente in una qualsiasi storia più grande di loro, dando un dolore così grande alla madre e agli altri familiari. «Il padre - dice una donna - voleva molto bene al figlio e i fratelli erano legatissimi. Non avrebbero permesso una tragedia come questa». Di misteri in piedi, però, ne restano tanti. A cominciare dalle presunte responsabilità che la famiglia di Rossella Accardo attribuisce ai nonni paterni di Marco, anche loro sospettati di non aver detto tutto quello che sapevano quanto meno sugli affari di Antonio, ritenuti in ogni caso il vero movente della scomparsa dei Maiorana. I due anziani, che martedì pomeriggio erano nella casa di via Arimondi nel momento in cui Marco ha deciso di togliersi la vita, ieri mattina sono stati interrogati dagli inquirenti. Il nonno ha ribadito che il nipote era molto depresso e che prendeva farmaci. Sembra che lo psichiatra che lo seguiva da un paio di settimane avesse raccomandato di non lasciarlo solo, e per questo nei giorni scorsi la madre aveva voluto che Marco dormisse da lei. Ma martedì il giovane aveva insistito per tornare a casa sua, secondo gli inquirenti proprio con l' intenzione di togliersi la vita. «Negli ultimi tempi - hanno detto alcuni familiari agli investigatori - la situazione era notevolmente peggiorata. Il ragazzo era nervoso, a tratti proprio assente. Soprattutto negli ultimi due giorni». Dopo l' avvistamento dei Maiorana in Spagna, le indagini hanno nuovamente segnato il passo. Dei due scomparsi più nessuna traccia, e irrisolto è anche l' enigma della società edile in cui era interessato Maiorana, che proprio una settimana prima di sparire aveva intestato la maggioranza delle quote alla sua compagna, l' argentina Karina Andre Gabriela, la quale ora ha lasciato la Sicilia e con un nuovo compagno si è trasferita al Nord. La donna, nelle settimane successive alla scomparsa dei Maiorana, è stata a lungo interrogata dai carabinieri, i quali sono sempre stati convinti che sul caso non abbia detto tutto ciò che sapeva. - ALESSANDRA ZINITI

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/01/08/una-bara-bianca-due-famiglie-divise.html

Palermo: l'addio a Marco Maiorana e il dolore di una madre
Questo pomeriggio un lungo e caloroso applauso ha accompagnato la bara bianca di Marco Maiorana, 22 anni, suicidatosi ieri sera a Palermo. La chiesa Mater misericordiae era gremita di parenti, conoscenti e amici di Marco. Un silenzio surreale, rotto soltanto dai singhiozzi della madre, Rossella Accardo, che non ha mai smesso di piangere. Ai funerali hanno partecipato oltre 600 persone tra cui centinaia di ragazzi, amici e compagni di università di Marco che alle parole del parroco non hanno esitato ad uscire i fazzoletti per asciugare le loro lacrime che scendevano copiose per piangere un amico, un giovane come loro che non ha resistito probabilmente, allo stress degli ultimi tempi. Davanti alla bara bianca campeggiava una grande foto col volto di Marco sorridente. Un sorriso che nessuno vedrà mai più.
Ai funerali hanno partecipato anche Vincenzo e Rosalia Maiorana, i nonni paterni di Marco che, però, non erano seduti accanto ai familiari materni, a conferma dei rapporti poco sereni con la nuore. Tante le persone che si sono strette attorno a Rossella Accardo il cui dolore, però, presumiamo non possa essere alleviato. é troppo grande il dolore per la perdita di un figlio. Soprattutto per una morte così violenta.
"Il padre - dice una donna - voleva molto bene al figlio e i fratelli erano legatissimi. Non avrebbero permesso una tragedia come questa". Ma Marco si sarebbe suicidato proprio perché non sopportava più il peso della vicenda del fratello di 23 anni, e del padre di 48 anni, scomparsi da Palermo il 3 agosto 2007 e visti in Spagna da alcuni testimoni nel maggio dello scorso anno. Negli ultimi mesi il giovane, evidentemente depresso, era stato anche visitato da uno psicologo. E la Procura di Palermo, che indagava sulla scomparsa dei due Maiorana, ora dopo la morte di Marco ha aperto anche un fascicolo, contro ignoti, che ipotizza l'istigazione al suicidio. Gli inquirenti precisano che si tratta di un atto dovuto che comunque ha consentito agli investigatori di sequestrare ed esaminare il computer e i due telefoni cellulari del giovane. Gli inquirenti vogliono sapere se Marco avesse avuto contatti col padre e il fratello. E stanno anche cercando di capire se c'é una relazione tra il viaggio di tre giorni del giovane a Barcelona nella primavera scorsa e la vicenda familiare, considerato che alcuni testimoni hanno detto di aver visto Antonio e Stefano Maiorana nella discoteca Pacha della città catalana nel maggio 2008. I due imprenditori sarebbero scomparsi lasciandosi dietro alcuni affari nel campo edile non proprio limpidi: la loro Smart venne trovata nel posteggio dell'aeroporto palermitano e gli investigatori ipotizzarono un caso di "lupara bianca" fino a quando alcuni testimoni non hanno detto di averli visti in Spagna. Marco Maiorana era un giovane come tanti, studiava Giurisprudenza, prima di essere travolto dalla vicenda familiare, e aveva tantissimi amici: solo su Facebook nel suo profilo ne risultano 314. Per diciassette mesi hanno cercato il padre, Antonio, e il fratello Stefano. Si sono disperati, non si sono fermati mai. Giornate d’inferno e notti da incubo. La madre, Rossella Accardo, non voleva crederci che fossero morti ammazzati, nemmeno quando uno della famiglia Lo Piccolo, Gaspare Pulizzi, aveva cantato: per lui non c’erano dubbi, i Maiorana s’erano inimicati la mafia per il cantiere di Isola delle Femmine. Uno sgarro che devono pagare. Due e due fanno quattro, lupara bianca, morti ammazzati. Rossella Accardo, invece, s’è messa di traverso. Fiaccolate, proteste, giornali, televisione fino ad arrivare a “chi l’ha visto”, che poi le avrebbe dato ragione.
Il mondo cercava gli scomparsi e s’era dimenticato di lui, Marco, 22 anni, testimone muto della tragedia. Ma era Marco che moriva ogni giorno, loro – padre e figlio – invece erano vivi e sono ancora vivi. Li hanno visto in Spagna e sospettano che si trovino in Sudamerica.
Ma chi sta soffrendo di più in questa triste storia è la madre, Rossella Accardo, che continuerà a vivere e a tormentarsi, a farsi mille domande che non troveranno risposta. Perchè non si può mai sapere veramente cosa ci sia dietro un gesto terribile quale il suicidio. Magari subentreranno anche i sensi di colpa per non aver dato ascolto al figlio rimasto accanto a lei, preoccupandosi soltanto del marito e del figlio maggiori scomparsi. Non sappiamo cosa passa e passerà nella testa della signora Accardo. Abbiamo solo provato ad immaginarlo. Ma non ci si può mai calare fino in fondo in una storia che rovina dalle fondamenta una famiglia.
Questi e tanti altri perchè resteranno senza risposta, ma è soprattutto l'urlo di una madre a tracciare come segni indelebili l'enormità della tragedia. "La devono pagare, devono finire in carcere", ha gridato la signora Accardo. Ma chi? Anche questa una domanda che non ha trovato, almeno per il momento, una risposta.
Chiara Ferraù
07 / 01 / 2009
http://www.ecodisicilia.com/20090107/palermo-l-addio-a-marco-maiorana-e-il-dolore-di-una-madre.htm

Maiorana. Si uccide Marco, figlio dell'imprenditore scomparso nel nulla

Maiorana. Lo strano caso degli scomparsi che si diedero alla bella vita Marco Maiorana, figlio dell'imprenditore edile Antonio, 48 anni e fratello di Stefano, di 23 anni, scomparsi il 3 agosto 2007 nel nulla, si è suicidato ieri, 6 gennaio 2009, lanciandosi dal settimo piano della sua casa in via Generale Arimondi a Palermo. Marco era rientrato a casa poco dopo le 18, e aveva trovata ad aspettarlo i nonni paterni, Vincenzo e Rosalia Maiorana. Poi Marco, 22 anni, si è chiuso in una stanza da dove si è lanciato nel vuoto, cadendo nel cortile che si trova all'interno del commissariato di Polizia “Libertà”. Nessun biglietto è stato lasciato dal ragazzo per spiegare il suo gesto estremo. Probabilmente non ha più sopportato il mistero dietro la scomparsa del padre e del fratello.
L’ vicenda aveva gettato Marco in una depressione profonda, tanto che la madre, Rossella Accardo, lo aveva portato da uno psicologo. Marco aveva abitato in casa della madre, ma da qualche giorno aveva deciso di tornare nell'abitazione di via Arimondi dove aveva vissuto insieme al fratello Stefano.
La madre, comunque preoccupata, aveva chiesto ai nonni del ragazzo di tenerlo d’occhio.

LA VICENDA MAIORANA. Antonio e Stefano Maiorana era scomparsi il 3 agosto 2007 dopo aver fatto un sopralluogo di routine in un cantiere edile di Isola delle Femmine, nel palermitano. Inizialmente si pensò fossero stati vittima della ”lupara bianca”, ma l’ex moglie di Antonio Maiorana, Rossella Accardo, non aveva mai creduto nella morte del marito e del figlio. La donna credeva nell'ipotesi del sequestro, tanto che nell’ottobre 2007 aveva organizzato una fiaccolata per le vie di Palermo, e prima dello scorso Natale aveva fatto affiggere duemila manifesti per “non dimenticare” sui muri della città.
La svolta arriva nel dicembre dello scorso anno, quando due turisti italiani riconoscono Antonio e Stefano, che hanno incontrato nella discoteca Pascià di Barcellona, grazie alle immagini diffuse dalla trasmissione “Chi l'ha visto?”.
Successive indagini degli inquirenti italiani avevano accertato l’identità di Stefano.
“Sono felice perché mio figlio è vivo – aveva commentato Rossella Accardo - Tutto avrei potuto immaginare tranne che fossero fuggiti insieme, che Stefano avesse potuto seguire il mio ex marito. Ora mi auguro che torni ad essere quel bambino che ho partorito e abbandoni quella strada maledetta che percorreva con suo padre”.
Ma sapere che suo padre e suo fratello, scomparsi senza un messaggio, senza un saluto, facevano la bella vita a Barcellona, aveva gettato Marco nello sconforto, che aveva per questo abbandonato i suoi studi in Giurisprudenza.
LE INDAGINI. I sostituto procuratore Francesco Del Bene e Gaetano Paci hanno disposto il sequestro del computer e dei due telefoni cellulari di Marco Maiorana per verificare se il ragazzo fosse stato in contatto con il padre e il fratello. All’attenzione degli inquirenti anche il viaggio di tre giorni che il ragazzo aveva fatto a Barcellona nella primavera scorsa.

I funerali si svolgeranno mercoledì 7 gennaio alle 16 nella chiesa Mater Misericordiosa, in via Liguria 6, a Palermo.

Francesco Schiano

http://www.fondazioneitaliani.it/index.php/Maiorana.-Si-uccide-Marco-figlio-dell-imprenditore-scomparso-nel-nulla.html



Suicidio Maiorana a Palermo: aperta inchiesta per istigazione.
Scritto da Luigi Palamara in data gennaio 8th, 2009
La Procura di Palermo, che indaga sulla morte di Marco Maiorana, il figlio dell’imprenditore scomparso, che si e’ lanciato dal settimo piano del palazzo in cui abitava, ha aperto un fascicolo per istigazione al suicido. L’inchiesta e’ a carico di ignoti. Gli inquirenti precisano che si tratta di un atto dovuto. Intanto, questa mattina la polizia ha sentito i nonni del ragazzo che vivono nell’appartamento di via Arimondi in cui Marco Maiorana, da ieri, era tornato ad abitare. Nella stessa casa viveva il fratello del giovane, Stefano, sparito insieme al padre ad agosto del 2007. Secondo gli investigatori, Marco aveva deciso di tornare nel palazzo che aveva condiviso col fratello e che aveva lasciato per trasferirsi dalla madre, dopo la sua scomparsa, proprio per togliersi la vita. Il giovane sapeva che i nonni, in questi giorni, trascorrevano le vacanza in una villetta a Carini e quindi riteneva di poter agire indisturbato. Ha lasciato la Sicilia, invece, la compagna del padre di Marco, l’argentina Karina Andre Gabriela, che si e’ sposata e trasferita al Nord. La donna, che era anche socia in affari dell’imprenditore, e’ stata a lungo interrogata dai carabinieri. Gli inquirenti sono sempre stati convinti che non abbia detto tutto cio’ che sapeva sulla scomparsa del compagno.
I FUNERALI
Con una messa officiata da Don Calogero Caputo si sono svolti nella parrocchia Mater Misericordiae i funerali di Marco Maiorana, 22 anni, il giovane che ieri si e’ suicidato lanciandosi dal balcone del suo appartamento al settimo piano in via Generale Arimondi a Palermo. Marco non ha sopportato il peso della vicenda del fratello Stefano, 23 anni, e del padre Antonio, 48 anni, scomparsi da Palermo il 3 agosto 2007 e visti in Spagna da alcuni testimoni nel maggio dello scorso anno. Negli ultimi mesi il giovane, evidentemente depresso, era stato anche visitato da uno psicologo. Davanti alla bara bianca e’ stata posta una grande foto di Marco sorridente. Sul feretro sono state posti diversi mazzi di fiori tra cui la coroncina di rose bianche della madre. Alla cerimonia hanno assistito decine di amici e compagni di universita’ del giovane. La madre, Rossella Accardo si e’ seduta e ha pianto con grida strazianti. Ai funerali hanno partecipato anche Vincenzo e Rosalia Maiorana, i nonni paterni di Marco, che pero’ non erano seduti accanto ai familiari materni ma in un’altra fila di panche.
Si è suicidato lanciandosi dal settimo piano di un palazzo a Palermo, Marco Maiorana, figlio dell’imprenditore edile Antonio Maiorana, 48 anni e fratello di Stefano, di 23 anni scomparsi il 3 agosto 2007 nel nulla. Di loro si erano perse le tracce. Poi a dicembre scorso sarebbero stati, visti e riconosciuti a Barcellona da due turisti italiani, grazie alle immagini della trasmissione “Chi l’ha visto?” e da alcune foto diffuse da un settimanale.
Alla testimonianza dei turisti sono seguiti i riscontri “positivi” degli investigatori italiani, andati in Spagna. Polizia e carabinieri e il magistrato di turno hanno confermato l’identità del ragazzo. Quel 3 agosto padre e figlio avevano lasciato un cantiere edile di Isola delle Femmine, nel Palermitano, dove avevano fatto la solita visita di routine; da quel momento di loro non si erano più avute notizie.
L’ex moglie di Antonio Maiorana, Rossella Accardo, non aveva mai creduto nella morte del marito e del figlio, anche quando sembrava certo che fossero stati inghiottiti dalla lupara bianca. La donna propendeva per l’ipotesi del sequestro, e insieme ad altri parenti, due mesi dopo la scomparsa aveva organizzato una fiaccolata per le vie di Palermo, e prima dello scorso Natale ha fatto affiggere duemila manifesti per “non dimenticare” sui muri della città.
Marco Maiorana era ritornato da pochi giorni nell’appartamento di via Arimondi dove stasera si e’ suicidato. In questa casa aveva abitato insieme al fratello Stefano fino al giorno della sua scomparsa. Marco si era poi trasferito a casa della madre. Quando si e’ ucciso nella casa vi erano alcuni suoi familiari.
Marco aveva 22 anni. Si e’ lanciato nel vuoto e il suo corpo e’ finito nel cortile che si trova all’interno di un commissariato di Polizia. Davanti al portone vi sono decine di giovani. La madre del ragazzo, Rosella Accardo e’ sotto choc e urla “ridatemi mio figlio”. E’ seduta dentro un’auto, ed e’ stata visitata dai medici del 118. (Ansa)
http://www2.melitoonline.it/?p=9433

IL CASO DEL SUICIDIO MAIORANA STASERA A CHI L’HA VISTO
“Chi l’ha visto”, in onda stasera alle 21,10 su Raitre, si occupa del suicidio di Marco Maiorana. C’è il mistero della sorte di Antonio e Stefano Maiorana, padre e figlio scomparsi da Palermo il 3 agosto 2007, dietro il dramma del suicidio di Marco, figlio e fratello dei due imprenditori. Il giovane, con la madre Rossella Accardo, si era mosso con “Chi l’ha visto” dopo le segnalazioni sulla presenza dei congiunti a Barcellona; da allora era sembrato sofferente.
http://isolapulita.blogspot.com/2009/01/marco-maiorana-non-c-pi.html#links

6 commenti:

Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...

Riceviamo e pubblichiamo:
Angelo clochert@virgilio.it
A isolapulita@gmail.com

data10 gennaio 2009 10.57
oggetto Messaggio di solidarietà (da: www.ammazzatecitutti.org)

nascondi dettagli 10.57 (13 ore fa) Rispondi


Spettabile Comitato Isola Pulita,

vi scrivo (sono un ragazzo di nome Angelo) per esprimervi la mia solidarietà in un momento così difficile. So che è facile parlare per chi è estraneo a tutto, ma vorrei ugualmente dirvi di continuare a lottare, di non arrendervi mai. In ogni caso la vostra lotta non è stata vana, perchè penso che abbia comunque scosso le coscienze di tanti. Penso che magari tanti vorrebbero uscire allo scoperto, urlare la propria voglia di giustizia, di legalità, ma non lo fanno perchè non riescono a superare le proprie paure. Voi ce l'avete fatta e spero che possiate continuare a farlo, riuscendo contemporaneamente a salvaguardare l'incolumità vostra e delle vostre famiglie, magari con la protezione delle forze dell'ordine, qualora sia possibile.
Credo che possiate riuscire a sensibilizzare l'opinione pubblica di tutta Italia, a trovare appoggi anche al di fuori del perimetro locale da parte di tutte le istituzioni a qualsiasi livello che si occupino di tutela della legalità, della giustizia, della dignità stessa di ogni cittadino.
Pregherò il Signore Gesù Cristo affinchè vi doni la forza per affrontare e superare ogni ostacolo o difficoltà, affinchè tocchi i cuori di tutti coloro che vogliono farvi del male, affinchè vi doni tanta serenità e alimenti sempre di più in voi la voglia di lottare per il bene comune.
Vi auguro un mondo di bene. Angelo

Gabriele ha detto...

Ho appena finito di vedere la cerimonia di insediamento del Presidente Obama, ho ascoltato il suo discorso di insediamento, ebbene mi ha entusiasmato.
Ha entusiasmato la sua capacità di entusiasmare, la sua capacità di saper entusiasmare, la sua capacità di responsabilizzare, la sua capacità di coinvolgere e di colpire al cuore ed ai sentimenti di milioni di persone. C’è veramente da essere invidiosi!
Mi chiedo può succedere solo in America una simile “rivoluzione”?
Vi prego seguitemi per un attimo!
Sedetevi!
Chiudete gli occhi!
Immaginate per un attimo!
Stefano Bologna trasformato in un piccolo Obama, oppure un Portobello o se volete un Cutino e perché no un Riso Napoleone (anche se è bianco di pelle). No neanche se pensate a un Cataldo o un Rubino.
Che tristezza non aver un OBAMA di Isola delle Femmine!
A questo punto torno al mio televisore e continuo a sognare di essere in America.
Gabriele

Vassallo Giovanni ha detto...

Il Sindaco di Isola delle Femmine il Consiglio Comunale e la Italcementi

Ritengo che le conclusioni del Consiglio Comunale sulla vicenda della ordinanza sul divieto di transito, degli autocarri carichi di pet-coke destinati allo stabilimento della Italcementi, per le vie cittadine di Isola delle Femmine, evidenzino come il Sindaco non voglia assumersi alcuna responsabilità di azione tendente a contrastare l’azione inquinante della Italcementi.
L’impressione che ne ho ricavato che il Sindaco di Isola delle Femmine sia rimasto in una posizione attendista , con il preciso intento di influire sulle decisioni del Consiglio Comunale e non assumersi alcuna responsabilità che peraltro la legge gli affida.
Ma il sindaco di Isola delle Femmine si rende conto che l’azienda a cui è destinato il pet-coke risulta essere classificata dal ministero tra le aziende insalubri di prima classe: di questa categoria fanno parte le attività che devono essere tenute lontano dai centri abitati,
mentre a Isola delle Femmine?
L’Italcementi è inserita in una zona ad alta protezione ambientale, una sottoposta a vincoli paesaggistici e soprattutto nei pressi di una area residenziale a pochi metri dalla piazza di Isola delle Femmine.
Già lo scorso anno il sindaco di Isola delle Femmine intervenendo all’assemblea dell’unione dei comuni aveva riferito che l’ARPA gli aveva comunicato dei dati da dove risultava una situazione ambientale preoccupante.
La stessa ARPA nel mese di ottobre dello scorso aveva comunicato i risultati delle analisi effettuate su polvere di petcoke da dove di evince la presenza di circa 7gr di cromo esavalente, gli esperti riferiscono che a fronte di queti dati va effettuata immediatamente un’azione di bonifica con conseguente “evacuazione”
Comprensibile la preoccupazione che le elezioni amministrative a Isola delle Femmine sono vicine e quindi non bisogna scontentare nessuno.
Però non potete scherzare con la nostra salute e non potete certamente continuare a non assumervi le responsabilità che la legge vi affida.
Vassallo Giovanni

stefano ha detto...

NON SONO CREDIBILI NON VOTIAMOLI

Il professore Portobello ama ripetersi

La battaglia a parole per intestarsi l’iniziatriva di intitolare una piazza al Papa scomparso vedi confrontarsi il Sindaco Portobello con il suo gruppo Isola per Tutti e dall’altra il gruppo Insieme con a capo il Consigliere Rubino.

Tante parole Tante delibere e poi! Nulla di fatto! Non se parla più.

Alla memoria di Mariolina consigliere comunale per il gruppo a cui appartiene il Sindaco Portobello, la consigliera Cutino, pubblicamente in seduta del Consiglio Comunale, propone di intitolare a Mariolina una via o forse una piazza o forse…..
L’intero Consiglio Comunale condivide l’iniziativa.

Tante Parole Tante delibere e poi! Nulla di fatto! Non se ne parla più.

IL professore Portobello Sindaco del nostro paese al sopraggiungere delle notizie sul disastro aereo dove perse la vita il nostro concittadino Domenico Riso ebbe a dichiarare :

''A lui intitoleremo una strada o un premio culturale''
e ancora "
"Valuterò - ha aggiunto Portobello - con il Consiglio comunale quale sia il modo migliore per onorarne il ricordo. Penso all'intitolazione di una strada o ad un premio culturale, anche perché Domenico era una persona molto colta".

Tante parole tante promesse e poi! Nulla! Non se ne parla più.

E’ proprio vero! Passata la festa, gabbatu lu santu

Parole Parole Parole

Non VOTIAMOLI!

Stefano

Bartolo ha detto...

Non è mia abitudine comprare la rivista Cronaca Vera. Per ammazzare la noia e in attesa che il mio dentista mi torchiasse incappo in questa rivista dove si parla di Isola delle Femmine della Calliope e delle possibili elargizioni in termini di alloggi a figli di ex amministratori, per essersi prestati come facilitatori delle pratiche edilizie. Mi sorge spontanea la domanda “ma sono gli stessi amministratori consiglieri sindaci assessori che da oltre 20 anni sono presenti nella pubblica amministrazione di Isola? Sono gli stessi amministratori sindaci assessori consiglieri che si stanno preparando alle prossime elezioni per “rinnovare” l’amministrazione? Mi chiedo perché i cittadini di Isola delle Femmine non trovano il coraggio di prenderli a calci.
Come dice Grillo?
Voi avete lanciate un appello, in ossequio alle leggi vigenti, impedire di candidarsi a chi vanta parentele con elementi mafiosi o chi è in odore di mafia. Impedire le candidature a tutte le persone che non riescono a dimostrare i loro improvvisi o ingiustificabili guadagni. Impedire di candidarsi a chi ha conflitto di interessi per la presenza di parenti o ditte che prestano la loro opera al Comune di Isola delle Femmine.
Già l’onorevole Di Pietro dell’Italia dei Valori dove milita l’onorevole Orlando oltre che l’ex sindaco di Isola Bologna, ha presentato una proposta di legge sulla materia di mafia elezioni e incandidabilità.
Un po’ di coerenza fa bene alla salute.
Bartolo Insalaco

Remo ha detto...

Il Mese di dicembre del 2008 e i primi giorni di gennaio del 2009, grandi nuvole di fumo si sono sprigionate dalle canne fumarie dell'Italcementi, invadendo ed avvolgendo l’intero circostante abitato di Isola delle Femmine dirigendosi poi verso il centro del paese o verso Capaci oppure verso la riserva Marina di Capo Gallo (riserva sponsorizzata dalla Italcementi).
Grande preoccupazione ed allarme tra i molti residenti della zona investita dalle nuvole di fumo, con alcune persone abbiamo ritenuto opportuno informare del pericolo sia le stazioni della Polizia Municipale che l’istituto di controllo ARPA. Abbiamo riferito degli odori nauseanti provenienti dalla zona attorno al cementificio, le conseguenze di queste emissioni hanno provocato problemi di irritazione alle vie respiratorie. Il massimo delle risposte che siamo riusciti ad ottenere: “il fenomeno è dovuto alle condizioni atmosferiche, o come dicono dallo stabilimento un gioco di correnti d’aria che impediscono la dispersione dei fumi provenienti dalle canne fumarie e non solo.
Probabilmente è tutto vero quello che ci è stato risposto, delle correnti d’aria che impediscono il disperdersi dei fumi, ma bisogno tener conto che le analisi dell’arpa del 2006 ci dicono: “ …quei fumi sono altamente inquinanti…” e di questo ne sono ben coscienti e consapevoli i POLMONI dei cittadini.
Mi dico perché non si mettono delle centraline dove noi cittadini possiamo controllare la qualità dell’aria, un’altra proposta che mi sento di fare creare un comitato a cui i cittadini si possono rivolgere per affrontare seriamente la questione dell’inquinamento che tanto danno sta provocando alla nostra salute.
Remo