L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 4 marzo 2009

14 SINDACI IMPONGONO ALLA ITALCEMENTI RISPETTO IMPEGNI PRESI

Top ten delle società miliadarie Ci sono anche 4 bergamasche

27 ottobre 2009



Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi



Sono 51 le imprese e i gruppi bergamaschi tra le grandi industrie censite da Mediobanca nell’annuale rapporto sulla situazione imprenditoriale nazionale. Cinquantuno imprese che, se da un lato registrano un incremento di 3 unità rispetto al report elaborato nel 2008, dall’altro rappresentano poco più del 2% delle imprese e dei gruppi industriali a livello nazionale censiti da Mediobanca: un punto percentuale in meno rispetto a quanto si evidenziava lo scorso anno.

Si confermano a quota 4 le imprese e i gruppi bergamaschi capaci di registrare un fatturato complessivo pari, per il 2008, ad oltre un miliardo di euro. Per le prime tre società della classifica si tratta di una riconferma: al vertice assoluto, con 5,77 miliardi di euro si conferma Italcementi (che con il gruppo Italmobiliare si attesta al 17° posto nazionale); Dalmine è al secondo posto bergamasco accreditata di 1,65 miliardi di euro di ricavi (87° posto nazionale); Same Deutz-Fahr Group si attesta al 3° posto bergamasco (guadagnando una posizione) forte dei suoi 1,21 miliardi di euro (al 124° posto nella classifica nazionale). Al quarto posto la new entry Brembo: 1,06 miliardi il volume d’affari del 2008 (150° posto nazionale).

Esce dalla classifica il gruppo Radicifin che, dal 3° posto bergamasco con 1,4 miliardi di euro nel 2008, è sceso al 5° posto registrando un volume d’affari pari a 961 milioni di euro (175° posto nazionale).

La rilevazione di Mediobanca per il 2009 segna, per la «pattuglia orobica», un incremento di tre unità. Occorre però tener presente che il saldo netto è il frutto di tre «uscite» compensate da 6 nuovi ingressi nella speciale classifica. Partiamo dalle tre escluse: rispetto alla classifica stilata nel corso del 2007, Mediobanca quest’anno non ha censito la Ronal Italia (che si era attestata un anno fa al 707° posto assoluto con 190 milioni di fatturato), il Cotonificio Honegger (1.438° posto con 62,9 milioni di euro di ricavi) e la Ladyberg (1.500° posto assoluto forte di 55,1 milioni di ricavi).

Le sei new entry, invece, sono: la Miro Radici Family of Companies (191° posto assoluto con 843 milioni di euro di ricavi); la Lucchini Rs (532° posto con 287 milioni di euro di fatturato); la Nicotra Gebhardt (797° posto con 171,6 milioni di euro di fatturato); la Italtrans (979° posto con 129,1 milioni di euro di ricavi); la Valtellina (1.078° posto con 112 milioni di euro di ricavi); la Sit - Società Italiana Trasmissioni (1.101° posto con 108,4 milioni di euro.

Se si elaborano i dati del rapporto Mediobanca andando a guardare il valore dell’utile, la classifica assume un’altra fisionomia. Al vertice si colloca la Dalmine con 184,9 milioni di euro, seguita da Italcementi che ha registrato 138,4 milioni di euro. E sono solo queste due le società «centenarie». Seguono Brembo (37,5 milioni di euro), Gewiss (28,79 milioni), Finanziaria il Belvedere - gruppo Carvico (22,5 milioni), Siad (22,17 milioni) e Lucchini RS (21,9 milioni).

Sono ventisei, in crescita di due unità rispetto alla situazione fotografata nel corso del report elaborato da Mediobanca nel 2008, le aziende bergamasche che occupano una posizione tra le prime mille imprese italiane. Un dato, questo, che sottolinea la forza della realtà imprenditoriale bergamasca che, di fatto, guadagna ben due aziende in questa speciale dimensione della classifica rispetto alla situazione precedente. Per quanto riguarda la «fetta» di imprese classificate tra il millesimo e il 1.500° posto, Bergamo è presente con 23 aziende: lo stesso valore che si era registrato nel corso della precedente edizione dell’indagine di Mediobanca.

E c’è una presenza bergamasca anche nella speciale classifica delle imprese «dinamiche» che, ogni anno Mediobanca stila in occasione del suo report. Si tratta della Pietro Pozzoni e C., che si colloca al 7° posto tra le 19 grandi imprese censite. Nella classifica, va ricordato, appaiono solo le società che possono vantare un fatturato nel 2008 fino a 2 miliardi di euro o con con più di 499 dipendenti, ma che segnano un incremento delle vendite maggiore del 20% e incidenza del risultato sul fatturato 2008 maggiore del 4%. Come detto, la classifica (guidata dalla Pietro Fiorentini, azienda milanese) vede la Pietro Pozzoni e C. al 7° posto con un fatturato 2008 pari a 220 milioni di euro in crescita del 33,6% rispetto ai 164 milioni di euro del 2007. Il risultato d’esercizio si è attestato a 12,8 milioni con un incremento del 5,9% rispetto agli 8,7 milioni che l’azienda di Cisano Bergamasco ha realizzato nel corso del 2007.
Paolo Perucchini

http://www.ecodibergamo.it/stories/Economia/97759_societ_miliadarie/


Riceviamo da Calusco.........


14 Sindaci a Italcementi:rispetti gli impegni presi


A partire dal 2005 un cospicuo gruppo di amministrazioni comunali, associazioni ambientaliste, esperti a rappresentanza del territorio su cui maggiormente impatta l’attività del polo cementiero di Calusco d’Adda hanno lavorato insieme per meglio capire le nuove politiche industriali dalla fabbrica di Calusco d’Adda e, ove possibile, indirizzare la ditta ad una riduzione della pressione generata da Italcementi.



Ecco in sintesi alcuni passaggi chiave:



inverno 2005 – presentazione da parte di Agenda21 Isola dalmine zingonia del piano di lavoro denominato “verso un patto territoriale per un sistema di compensazioni ambientali”. Approvato in sedi diverse dai comuni Comunità Isola Bergamasca e altri comuni provincie Milano e Lecco



settembre 2005 – sottoscrizione da parte di tutti i componenti il tavolo di un documento inerenti gli aspetti da approfondire nello Studio Impatto Ambientale e indipendentemente da questo, consegnato alla Ditta



ottobre 2005 – riposte e controproposte Ditta a documento tavolo, con indicazione necessità avvio stesura protocollo di sperimentazione



gennaio 2006 – osservazioni del tavolo alle integrazioni allo Studio Impatto Ambientale



gennaio 2006 - osservazioni del tavolo alle risposte della Ditta sulle proposte di integrazione allo Studio Impatto Ambientale



febbraio 2006 – stesura e consegna brevi mano alla Ditta delle proposte di compensazione ambientale in relazione al sistema dei combustibili oggetto di conferenza di concertazione svolta in Regione lombardia



luglio 2006 – risposta ditta alle osservazioni del tavolo alle risposte della Ditta sulle proposte di integrazione allo Studio Impatto Ambientale



luglio 2006 – parere enti locali alla conferenza di servizi pel l’ottenimento dell’autorizzazione ambientale integrata



ottobre 2006 – costituzione “osservatorio tecnico scientifico permanente” per la definizione del protocollo di sperimentazione del CDR e promozione verifica degli interventi di compensazione concordati con la ditta



novembre 2006 – sottoscrizione protocollo di sperimentazione CDR



luglio 2007 – rinuncia volontaria della Ditta all’uso di Ecofluid e Rasf



inverno 2008 – analisi prima fase introduzione CDR e approvazione valutazione esiti da parte di tavolo politico



estate 2008 – consegna formale alla Ditta delle proposte di compensazioni ambientali collegate all’uso del CDR

Oggi purtroppo, un esempio di relazioni tra una grande azienda come Italcementi - con un impianto molto impattante come la cementeria di Calusco d’Adda - ed il territorio circostante, rappresentato da una dozzina di Amministrazioni Comunali, da tre Province, da un Parco Regionale e da associazioni ambientaliste e sindacati, rischia di essere definitivamente compromesso dalla unilaterale decisione di Italcementi di rinviare sine die la definizione delle compensazioni ambientali da dedicare finalmente al territorio.



Italcementi gestisce la cementeria di Calusco d’Adda dagli anni ‘20. Quattro anni fa la parte principale dell’impianto è stata rifatta aumentandone l’efficienza e la redditività trasformando tra l’altro la cementeria anche in un inceneritore di rifiuti deturpando però irrimediabilmente il territorio circostante.



Come riportato anche da un recente comunicato stampa della stessa Italcementi, per decenni, fino al nuovo impianto appunto, Italcementi ha inquinato tra le due e le 10 volte più di quanto non faccia adesso; ha sfruttato le cave del territorio cambiandone definitivamente il paesaggio senza offrire per questo alcuna forma di compensazione al territorio stesso.



Finalmente, faticosamente con l’introduzione dell’uso dei rifiuti urbani come carburanti, i rappresentanti del territorio sono riusciti a proporsi come interlocutori di Italcementi.



Peccato però che Italcementi si sia dimostrata assolutamente inaffidabile: una volta ottenuta la sostanziale accettazione degli enti locali all’utilizzo appunto dei rifiuti solidi urbani nell’impianto di Calusco, ha deciso unilateralmente di non rispettare gli accordi presi e di rinviare, a data da destinarsi, la definizione delle compensazioni ambientali che ci attendevamo da anni.



La motivazione di questa decisione ci sembra ancora più sconcertante: Italcementi non ha fondi da destinare al territorio a causa della crisi che negli ultimi mesi si è abbattuta sull’economia mondiale.



Da anni, quando il mercato del cemento era florido, attendevamo queste compensazioni; perché Italcementi non ha provveduto prima della crisi a prevedere a bilancio i fondi necessari per le compensazioni ambientali?



Francamente facciamo inoltre fatica ad immaginare che una multinazionale che al 30 settembre scorso aveva dichiarato [fonte “Resoconto Intermedio di Gestione” ItalcementiGroup] un utile ante imposte di oltre 460 milioni di euro non riesca a trovare qualche briciola di quella enorme cifra da reinvestire sul territorio invece che restituirla agli azionisti.



Crediamo purtroppo, che al di là delle tante belle parole e dichiarazioni di principio sentite in questi anni, non vi sia da parte di Italcementi la volontà di affrontare con coraggio la questione di come ripagare un territorio da cui Italcementi ha preso molto ma a cui oggi non sembra intenzionata a restituire nulla.



Ci sembra offensiva e immotivata la caparbietà con cui l’azienda si rifiuta di definire persino il valore economico complessivo delle compensazioni, che consentirebbe di valutarne la reale incidenza sul bilancio e sugli investimenti e di capire se stiamo discutendo di reali difficoltà o di mancanza di serietà.



Le amministrazioni locali pertanto esprimono il proprio disappunto per questa incomprensibile scelta di Italcementi; chiedono un rapido ripensamento alla società e convocano una conferenza stampa per poter meglio approfondire la questione il prossimo Sabato 28 Febbraio alle ore 10:30 presso il Municipio di Calusco d’Adda.



Firmato dai Sindaci di

Calusco d’Adda

Cornate d’Adda

Imbersago

Medolago

Merate

Paderno d’Adda

Robbiate

Villa d’Adda

Solza

Sotto il Monte Giovanni XXIII

Suisio

Terno d’Isola

Verderio superiore

Verderio inferiore



Parco Adda Nord

PLIS Monte Canto



Assessorato Ambiente Provincia di Lecco



Legambiente Bergamo



Agenda21 Isola Dalmine Zingonia




http://calusco.blogspot.com/2009/03/14-sindaci-italcementi-rispetti-gli.html



http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/03/operai-italcementi-in-sciopero.html

1 commento:

Marialuisa ha detto...

Un’altra trappola mortale stanno preparando a spese della popolazione di Isola delle Femmine Capaci e territorio circostante, dopo la Italcementi, proprio di ieri la tanta attesa (chi vive sperando muore campando) decisione dell’assessorato per l’installazione dell’antenna (cavia mortale) radar sul territorio di Isola. Bravi Cutino Portobello Bologna Rubino e tutti i consiglieri del comune, bravi i politici regionali. Questo è il prezzo che i cittadini di Isola devono pagare per l’incapacità e la poca autorevolezza dei nostri rappresentanti amministratori. Ancora una volta ve lo diciamo andate fuori dalle scatole dopo aver rovinato un paese adesso ci state preparando una vera ecatombe di cui probabilmente non ne siete nemmeno a conoscenza.
Leggete alcuni effetti DANNOSSISSIMI sulla salute delle persone che causano le onde elettromagnetiche:
Effetti termici o a breve termine

* variazioni della permeabilità cellulare
* variazione del metabolismo
* variazioni delle funzioni ghiandolari, del sistema immunitario, del sistema nervoso centrale e del comportamento.
per densità di potenza elettromagnetica irradiata maggiore di 50 milliwatt/cm2:
* possibili lesioni cerebrali
* influenza sulla crescita cellulare
* malformazioni fetali
* ustioni interne
* cataratta
* morte per infarto.
Effetti non termici o cronici per intensità inferiore a quella che determina gli effetti termici
* variazione del numero dei linfociti e granulociti (esperimenti su cellule)
* variazioni del livello di anticorpi e delle attività dei macrofagi (esperimenti su animali)
* tachicardia
* dolore agli occhi
* vertigini
* depressione
* limitazione della capacità di apprendimento
* perdita di memoria
* caduta di capelli
nei paesi dell’Est europeo studi hanno evidenziato anche:
* sterilità
* aumento aborti
* abbassamento della fertilità
Dopo aver letto il tutto decidete di DIMETTERVI da amministratori e da candidati lasciate che siano i cittadini nella loro autonomia e indipendenza culturale a decidere il loro futuro e da chi devono essere amministrati.
Maria