L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 7 marzo 2009

ITALCEMENTI OPERAI IN SCIOPERO

Top ten delle società miliadarie Ci sono anche 4 bergamasche

27 ottobre 2009



Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi



Sono 51 le imprese e i gruppi bergamaschi tra le grandi industrie censite da Mediobanca nell’annuale rapporto sulla situazione imprenditoriale nazionale. Cinquantuno imprese che, se da un lato registrano un incremento di 3 unità rispetto al report elaborato nel 2008, dall’altro rappresentano poco più del 2% delle imprese e dei gruppi industriali a livello nazionale censiti da Mediobanca: un punto percentuale in meno rispetto a quanto si evidenziava lo scorso anno.

Si confermano a quota 4 le imprese e i gruppi bergamaschi capaci di registrare un fatturato complessivo pari, per il 2008, ad oltre un miliardo di euro. Per le prime tre società della classifica si tratta di una riconferma: al vertice assoluto, con 5,77 miliardi di euro si conferma Italcementi (che con il gruppo Italmobiliare si attesta al 17° posto nazionale); Dalmine è al secondo posto bergamasco accreditata di 1,65 miliardi di euro di ricavi (87° posto nazionale); Same Deutz-Fahr Group si attesta al 3° posto bergamasco (guadagnando una posizione) forte dei suoi 1,21 miliardi di euro (al 124° posto nella classifica nazionale). Al quarto posto la new entry Brembo: 1,06 miliardi il volume d’affari del 2008 (150° posto nazionale).

Esce dalla classifica il gruppo Radicifin che, dal 3° posto bergamasco con 1,4 miliardi di euro nel 2008, è sceso al 5° posto registrando un volume d’affari pari a 961 milioni di euro (175° posto nazionale).

La rilevazione di Mediobanca per il 2009 segna, per la «pattuglia orobica», un incremento di tre unità. Occorre però tener presente che il saldo netto è il frutto di tre «uscite» compensate da 6 nuovi ingressi nella speciale classifica. Partiamo dalle tre escluse: rispetto alla classifica stilata nel corso del 2007, Mediobanca quest’anno non ha censito la Ronal Italia (che si era attestata un anno fa al 707° posto assoluto con 190 milioni di fatturato), il Cotonificio Honegger (1.438° posto con 62,9 milioni di euro di ricavi) e la Ladyberg (1.500° posto assoluto forte di 55,1 milioni di ricavi).

Le sei new entry, invece, sono: la Miro Radici Family of Companies (191° posto assoluto con 843 milioni di euro di ricavi); la Lucchini Rs (532° posto con 287 milioni di euro di fatturato); la Nicotra Gebhardt (797° posto con 171,6 milioni di euro di fatturato); la Italtrans (979° posto con 129,1 milioni di euro di ricavi); la Valtellina (1.078° posto con 112 milioni di euro di ricavi); la Sit - Società Italiana Trasmissioni (1.101° posto con 108,4 milioni di euro.

Se si elaborano i dati del rapporto Mediobanca andando a guardare il valore dell’utile, la classifica assume un’altra fisionomia. Al vertice si colloca la Dalmine con 184,9 milioni di euro, seguita da Italcementi che ha registrato 138,4 milioni di euro. E sono solo queste due le società «centenarie». Seguono Brembo (37,5 milioni di euro), Gewiss (28,79 milioni), Finanziaria il Belvedere - gruppo Carvico (22,5 milioni), Siad (22,17 milioni) e Lucchini RS (21,9 milioni).

Sono ventisei, in crescita di due unità rispetto alla situazione fotografata nel corso del report elaborato da Mediobanca nel 2008, le aziende bergamasche che occupano una posizione tra le prime mille imprese italiane. Un dato, questo, che sottolinea la forza della realtà imprenditoriale bergamasca che, di fatto, guadagna ben due aziende in questa speciale dimensione della classifica rispetto alla situazione precedente. Per quanto riguarda la «fetta» di imprese classificate tra il millesimo e il 1.500° posto, Bergamo è presente con 23 aziende: lo stesso valore che si era registrato nel corso della precedente edizione dell’indagine di Mediobanca.

E c’è una presenza bergamasca anche nella speciale classifica delle imprese «dinamiche» che, ogni anno Mediobanca stila in occasione del suo report. Si tratta della Pietro Pozzoni e C., che si colloca al 7° posto tra le 19 grandi imprese censite. Nella classifica, va ricordato, appaiono solo le società che possono vantare un fatturato nel 2008 fino a 2 miliardi di euro o con con più di 499 dipendenti, ma che segnano un incremento delle vendite maggiore del 20% e incidenza del risultato sul fatturato 2008 maggiore del 4%. Come detto, la classifica (guidata dalla Pietro Fiorentini, azienda milanese) vede la Pietro Pozzoni e C. al 7° posto con un fatturato 2008 pari a 220 milioni di euro in crescita del 33,6% rispetto ai 164 milioni di euro del 2007. Il risultato d’esercizio si è attestato a 12,8 milioni con un incremento del 5,9% rispetto agli 8,7 milioni che l’azienda di Cisano Bergamasco ha realizzato nel corso del 2007.
Paolo Perucchini

http://www.ecodibergamo.it/stories/Economia/97759_societ_miliadarie/


E’ DI PET-COKE CHE PARLIAMO?

Lo scorso anno abbiamo espresso tramite l’amico Marco Tonarelli la nostra solidarietà agli operai della Italcementi di Carrara che li vedeva impegnati in un lungo braccio di ferro con l'azienda per la difesa del posto di lavoro. Un' altra dura lotta la stanno attualmente sostenendo gli operai della Italcementi di Borgo San Dalmazzo. Nei soli primi tre mesi di quest’anno su 97 dipendenti ne sono stati occupati soltanto 10/12.
Grande preoccupazione tra gli operai per la conservazione del posto di lavoro.
Uno stabilimento in cui l’azienda negli scorsi anni aveva investito parecchi milioni di Euro per l’innovazione e dal 2006 aveva ottenuto l’autorizzazione Integrata Ambientale.
Da telefonate intercorse con alcuni rappresentanti sindacali ci è stato riferito che le cause scatenanti che possono aver dato luogo all’attivazione della cassa integrazione NON SONO DA RICERCARE nel mancato utilizzo del combustibile PET-COKE.


Riceviamo e con piacere pubblichiamo




Italcementi Borgo: primi risultati dello sciopero dipendenti

Dopo poche ore dall’inizio della mobilitazione dei dipendenti dell’Italcementi di Borgo San Dalmazzo, è arrivato il primo esito positivo: un incontro con la direzione generale di Bergamo. Soddisfatti i rappresentanti R.S.U., con i rappresentanti sindacali Pasquale Stroppiana (Fillea - CGIL), Francesco Forlenza (Feneal – UIL) e Vincenzo Battaglia (Filca – CISL). “La mobilitazione dei lavoratori ha avuto il primo risultato: l’azienda di Borgo, che sarà rappresentanta dalla R.S.U., ha ottenuto in incontro con la direzione generale del gruppo di Bergamo, che si svolgerà in stabilimento martedì 10 marzo alle 16. A fronte di questa apertura la R.S.U. e i lavoratori hanno deciso la momentanea sospensione dello sciopero dalle 6 di lunedì 9 marzo, in attesa dell’esito dell’incontro. Aspetteremo il risultato del confronto e valuteremo come comportarci”.



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Cioccolato amaro per i dipendenti Italcementi" che chiedono aiuto e solidarietà all'inaugurazione della rassegna  dolciaria a Borgo San Dalmazzo

UNA DELEGAZIONE DI OPERAI DAVANTI A PALAZZO BERTELLO. "NON SI PUO' PERMETTERE CHE CHIUDA I BATTENTI, LA SITUAZIONE COINVOLGE 250 FAMIGLIE"

Un’inaugurazione amara quella  di “Borgo di cioccolato” tenutasi a Borgo San Dalmazzo: a focalizzare l’attenzione all'apertura della manifestazione sono stati i dipendenti della Italcementi che manifestavano pacatamente di fronte al palazzo Bertello.

UNA DELEGAZIONE DI OPERAI DAVANTI A PALAZZO BERTELLO. "NON SI PUO' PERMETTERE CHE CHIUDA I BATTENTI, LA SITUAZIONE COINVOLGE 250 FAMIGLIE"

Un'inaugurazione amara quella  di “Borgo di cioccolato” tenutasi a Borgo San Dalmazzo: a focalizzare l’attenzione all'apertura della manifestazione sono stati i dipendenti della Italcementi che manifestavano pacatamente di fronte al palazzo Bertello.
Tanle prelibatezze di cacao presentate dagli estrosi artigiani del cioccolato presenti alla mostra, ma il problema occupazionale che sta vivendo in queste settimane la città ha prevalso su tutto, almeno all'inizio della Fiera.

 


“Chiediamo di essere ascoltati e aiutati – spiegano i lavoratori -. Per questo abbiamo dato vita a questa improvvisata riunione. I manifesti che stiamo distribuendo vogliono essere un modo pacifico di esternare e far conoscere la nostra drammatica situazione a tutti i cittadini”.


 


Aggiunge un dipendente dell’azienda che ha messo in cassa integrazione ben 97 operai: “Siamo lieti che il consigliere regionale Elio Rostagno, presente al taglio del nastro, si sia mostrato interessato al nostro caso. Il fatto che abbia riconosciuto la gravità della nostra situazione, che coinvolge circa 250 famiglie, ci rende speranzosi. La ditta per cui lavoriamo è una delle più importanti della Granda e non si può permettere che chiuda i battenti. Come abbiamo scritto sul volantino che distribuiamo ai visitatori della Fiera, da decenni noi operai della Italcementi affrontiamo grandi sacrifici e ora ci troviamo a temere per il nostro futuro. Sappiamo bene che la crisi sta devastando l’economia, ma occorre fare qualcosa. Se  si arrivasse a dover chiudere lo stabilimento ci sarebbero riflessi negativi sul tessuto economico di tutto il territorio”.


 


Angela Pittavino




 





Italcementi: lunedì Iuri Bossuto incontra RSU e lavoratori
 

Lunedì 16 marzo alle 10 il Consigliere Regionale del PRC Iuri Bossuto, presidente della Commissione Regionale Lavoro, sarà a Borgo San Dalmazzo per incontrare le RSU ed i lavoratori della 'Italcementi', fabbrica in stato di agitazione dopo che la proprietà multinazionale ha ribadito l'intenzione di lasciare a Borgo semplicemente un deposito per la consegna dei prodotti ed un presidio lavorativo con una decina di dipendenti.

Sono 97 i dipendenti in 'cassa' dal 2 febbraio che chiedono certezze per il futuro, in un'area già duramente colpita da chiusure di unità produttive nel recente passato. Iuri Bossuto sarà accompagnato dal Consigliere Regionale di Rifondazione Comunista Sergio Dalmasso, dal Consigliere Provinciale Ivan Di Giambattista e dal Consigliere Comunale di Cuneo e segretario provinciale di Rifondazione Comunista Fabio Panero, questi ultimi già presenti all'Italcementi nei giorni scorsi unitamente agli amministratori di Borgo, Roccavione e Valdieri. L'invito è rivolto a tutti i Consiglieri Regionali eletti in provincia di Cuneo ad adoperarsi affinchè l'ennesima crisi che colpisce la nostra provincia non si traformi nell'ennesima chiusura e/o delocazzazione produttiva. Soltanto con il coinvolgimento di tutti gli Enti Locali, Comuni, Provincia, Regione, si può cercare una via d'uscita per questa ennesima grave situazione che coinvolge circa duecentocinquanta famiglie.

http://isoladifuori.blogspot.com



Borgo San Dalmazzo il sindaco Varrone annuncia iniziative straordinarie per combattere gli effetti della crisi/ Da capire meglio il caso Italcementi

La crisi economica pare non abbia per il momento causato irrisolvibili problemi tra le realtà produttive di Borgo S. Dalmazzo dove, a fronte di preoccupanti e momentanee flessioni in alcune industrie, conserva una discreta salute il comparto artigianale.

“Quella che appariva una crisi contenuta a livello di mercato finanziario è ora divenuta crisi reale, per giungere al superamento della quale occorre sinergia tra i diversi soggetti coinvolti, nel rispetto dei distinti ruoli” con questa affermazione il Sindaco di Borgo San Dalmazzo Pierpaolo Varrone (nella foto) ha aperto i lavori del tavolo di confronto ed esame sull’incidenza della crisi economica nel territorio riunitosi martedì scorso a Borgo San Dalmazzo per volontà dell’Amministrazione Comunale.


Erano presenti alla riunione, oltre agli assessori Mauro Bernardi, Mauro Fantino e Roberta Robbione in rappresentanza del Comune, Patrizia Dalmasso e Carlo Giachello della CNA Cuneo, Stefania Bergia di Confindustria Cuneo, Daniele Grosso dell’Associazione piccole e medie imprese di Cuneo, Giuseppe Berardo e Corrado Romano di Confartigianato Cuneo, Pasquale Stroppiana e Marco Ricciardi di FILLEA – CGIL Cuneo, Alfio Pennisi e Silvio Gulino di FILCA – CISL Cuneo.



Il “problema Italcementi” ha trovato il giusto spazio nell’ampia discussione che ha approfondito cause ed effetti dell’attuale congiuntura e del disagio che essa riflette sul tessuto economico e sociale della Città. Le maestranze e le organizzazioni sindacali intendono ora comprendere la strategia che sta dietro l’apparente crisi del Gruppo cementiero in occasione di un incontro a livello nazionale già fissato per il 4 marzo prossimo.



La scarsa liquidità garantita dagli istituti di credito, il crescente dilazionamento dei pagamenti ed una marcata flessione nell’apertura di nuovi cantieri sembrano essere le cause principali che hanno innescato una stagnazione anomala che pare destinata ad acutizzarsi per alcuni mesi per poi dissiparsi intorno alla metà del 2010.



Da tutti i partecipanti è stata condivisa la necessità che per affrontare e superare la crisi sono necessari interventi amministrativi e legislativi rapidi da adottarsi da parte del Governo capaci di invertire la tendenza depressiva dell’economia. In questa direzione è stata sottolineata la positività della revisione dei cosiddetti “Studi di settore” per quanto riguarda le attività artigianali. E’ stato inoltre auspicato che il Governo accolga al più presto la richiesta dei Sindaci della Provincia di Cuneo di svincolare dal Patto di stabilità interno le spese sostenute dai Comuni per gli investimenti. Un provvedimento che consentirebbe ai Comuni di dare avvio a diversi cantieri, rilanciare l’attività edilizia e poter quindi poter realizzare quel volano per l’economia locale che le aziende che operano con la pubblicazione amministrazione attendono.



Il Sindaco Varrone ha concluso i lavori annunciando che il Comune di Borgo San Dalmazzo, con il bilancio di previsione 2009, adotterà iniziative di carattere straordinario per la costituzione di un fondo per l’anticipazione di somme relative al trattamento di Cassa Integrazione, iniziative di sostegno del reddito in favore delle famiglie dei lavoratori colpiti dagli effetti della crisi, anche attraverso il rafforzamento di interventi di agevolazione delle tariffe dei servizi scolastici.



E’ stato ribadito infine l’impegno di dare continuità all’Osservatorio sulle attività industriali ed artigianali riconoscendo in esso un valido strumento per monitorare la situazione produttiva nei prossimi mesi.


http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=15280

http://isoladifuori.blogspot.com/




Borgo: operai Italcementi in sciopero fino a mercoledì



Riceviamo e pubblichiamo

Sabato 7 marzo 2009

“Vogliamo sapere di che morte dobbiamo morire”. “Qui si scherza con il pane della gente”. “Siamo interlocutori seri, non burattini”. “Vogliamo sapere chiaro e tondo cosa ne sarà dello stabilimento di Borgo”. Sono forti le lamentele degli operai dell’Italcementi di Borgo San Dalmazzo, che hanno indetto uno sciopero dalle 18 del 6 marzo alle 22 di mercoledì 11 marzo. I vertici dell’azienda hanno avuto un incontro a Roma, lo scorso 4 marzo, dal quale gli operai si aspettavano risposte sulla sorte dello stabilimento. “Ci aspettavamo una maggiore apertura – spiega Giuseppe Purpura, rappresentante R. S. U. -, ma il risultato è che sappiamo di essere malati, ma non sappiamo di che morte stiamo morendo. Si parla di 11 mesi di cassa integrazione, ma non abbiamo risposte certe”. “Questa sera ero qui puntuale alle 21.30, per iniziare il turno di lavoro. 4 persone erano pronte ad entrare in stabilimento per la salvaguardia dell’impianto, ma si sono visti chiudere in faccia i cancelli - aggiunge il collega Filippo Giordana -. Abbiamo chiesto un documento scritto, in cui chi chiudeva si assumesse la responsabilità di non avere la salvaguardia dell’impianto: ci è stato risposto che le porte riapriranno lunedì mattina alle 6. Il mio turno di lavoro, stanotte, sarà qui davanti”.

“Sembra impossibile che ad ottobre ci fosse il problema per coprire tutti i turni – continua Purpura – e sostituire chi andava in pensione, mentre ora, dopo pochi mesi, si parla di cassa integrazione e di chiusura dello stabilimento. La chiusura dei cancelli, stasera, è un segnale forte, così come vuole essere un segnale forte il nostro sciopero”. “Non sappiamo nulla di ciò che ci aspetta in futuro – continuano altri operai –; ci aspettavamo qualcosa di più dopo l’incontro di Roma, qualche intervento meno traumatico, ma così non è stato. Da gennaio c’è chi è costretto a prendere le ferie arretrate, chi è in cassa integrazione, ma non si sa nulla del nostro futuro, se non che la cassa integrazione durerà fino al 3 maggio”.

E le domande restano senza risposta:
“Vogliamo soltanto sapere le intenzioni di Italcementi sullo stabilimento di Borgo: chiuderà? Non chiuderà? Se chiuderà, quando?”. “Il 2009 sarà ‘risolto’ con la cassa integrazione, ma siamo solo a marzo. Cosa succederà nel 2010?”. “Lo stabilimento è sul territorio da 60 anni e ha un impatto consistente; per il profitto del 2008 si aspettano i certificati, ma pare che addirittura sia previsto un premio. È possibile che dopo 3 mesi del 2009 siamo in questa situazione, con 10 - 12 persone che lavorano, su 97?”

Anche i più anziani sono rimasti davanti ai cancelli tutta la notte.
“Abbiamo lavorato qui per più di 30 anni, abbiamo affrontato periodi neri, accettando la cassa integrazione e momenti duri e tristi, in cui i forni erano spenti, ma era per un tempo ben preciso. Oggi non sappiamo nulla! Soprattutto i giovani hanno bisogno di sapere se il loro posto di lavoro c’è ancora o devono iniziare ad organizzarsi diversamente. Negli anni abbiamo dato tutto a Italcementi, abbiamo accettato tutto, anche svolgendo lavori che non ci competevano, e oggi ci trattano così: di punto in bianco il lavoro si ferma, i forni si spengono e non si sa fino a quando non si accenderanno di nuovo e se si accenderanno. Dobbiamo sapere di che morte dobbiamo morire. Dobbiamo sapere che intenzioni ci sono per il nostro stabilimento”.

Durante la prima fase della manifestazione, poi sfociata in picchetto, erano presenti il sindaco di Borgo San Dalmazzo Pierpaolo Varrone e i carabinieri di servizio.


Barbara Reghezza



http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/03/condono-edilizio-corte-costituzionale.html


http://www.isolapulita.it/




Borgo: Italcementi, sindacati chiedono incontro a Costa

Le Segreterie Provinciali CGIL-CISL-UIL, unitamente alle rispettive Federazioni di Categoria, ieri hanno richiesto un incontro con il presidente della Provincia Raffaele Costa per analizzare l’attuale situazione e quella che si potrà determinare nel breve e medio periodo a seguito della decisione di Italcementi di ricorrere all’utilizzo della Cassa Integrazione Ordinaria per la quasi totalità dei lavoratori dipendenti dell’unità produttiva.

I tre segretari, Ricciardi (CGIL), Carena (CISL) e Ventura (UIL)ritengono utile la partecipazione al Tavolo del Sindaco di Borgo San Dalmazzo e di quelli dei Comuni limitrofi e fanno inolte presente le problematiche che potrebbero e che sicuramente si determineranno sulle Aziende dell’indotto, a partire da quella dell’autotrasporto nonché delle aziende che effettuano la manutenzione all’interno dello Stabilimento di Borgo San Dalmazzo.

Giovedi 12 marzo 2009

http://www.targatocn.it/it/internal.php?news_code=62470&cat_code=10



Borgo: esito negativo dell’incontro Italcementi – R.S.U.


Si sono incontrati ieri pomeriggio la direzione generale di Italcementi, rappresentata dal ragionier Mario Mora, responsabile delle relazioni industriali, con le R.S.U. e le Federazioni sindacali. L’incontro ha disatteso le aspettative dei dipendenti, che si aspettavano risposte concrete sulla sorte dello stabilimento di Borgo. Le associazioni sindacali Feneal, Filca e Fillea hanno dichiarato, in un comunicato “il mantenimento dello stato di agitazione, con momenti di dichiarazione di sciopero ed il proseguimento del presidio davanti allo stabilimento. Nell’incontro con Italcementi le risposte che abbiamo ottenuto sono state ritenute inadeguate ed insufficienti rispetto alla ripresa dell’attività produttiva del sito, aumentando preoccupazioni tra le maestranze e dimostrando poca sensibilità da parte della direzione generale dell’azienda”.

Le Federazioni provinciali hanno deciso di coinvolgere anche le Confederazioni di CGIL, CISL e UIL provinciali nella richiesta dell’apertura di un tavolo con l’Amministrazione provinciale e le Amministrazioni locali di Borgo San Dalmazzo, Valdieri e le Comunità Montane. “Chiederemo solidarietà anche agli altri stabilimenti del Gruppo Italcementi Italia – dicono Feneal, Filca e Fillea -, con lo scopo di mettere fine all’arroganza e al poco rispetto che si è avuto nei confronti dei lavoratori di Borgo San Dalmazzo”.

La R.S.U. ha comunicato alla Direzione Italcementi che i lavoratori sono entrati in sciopero dalle 6 di questa mattina alle 6 di domani, 12 marzo. “Lo sciopero è dovuto alla mancanza di risposte sul futuro della cementeria di Borgo – spiegano i rappresentanti R.S.U. – e alla preoccupazione sul nostro futuro lavorativo. Se il nostro diventerà un magazzino di stoccaggio, molti posti di lavoro andranno persi. Ci impegniamo a garantire la salvaguardia dell’impianto, ma prevediamo altri scioperi. Abbiamo avuto l’appoggio e sostegno anche dagli enti locali, dai Comuni e dalla Provincia, che discuterà sulla crisi dell’Italcementi nella seduta del prossimo Consiglio”.
Barbara Reghezza

Mercoled' 11 Marzo 2009

http://www.targatocn.it/it/internal.php?news_code=62393&cat_code=



Italcementi: piu' risparmi nel 2009, benefici sul settore da piano casa



(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 09 mar - "Ai 140
milioni circa di risparmi quantificati nel budget presentato
a ottobre per il 2009, abbiamo aggiunto altri 100 milioni di
euro per un totale di 240 milioni". E' quanto ha indicato il
dg di Italcementi, Giovanni Ferrario, agli analisti
specificando che due terzi dei risparmi sono legati ai costi
variabili e un terzo a quelli fissi.
La societa' ridurra' il
personale di altre 1400 unita' soprattutto in Egitto,
Tailandia e Italia. L'ad Carlo Pesenti ha detto di ritenere
che il piano casa annunciato dal Governo "avra' un impatto
immediato nel breve termine sul settore costruzioni".
Secondo Pesenti il piano casa ("molto innovativo"), assieme
ai quasi 18 miliardi di euro destinati alle infrastrutture,
mostrano l'intenzione del Governo di sostenere il settore
italiano della costruzioni.
Rmi
(RADIOCOR) 09-03-09 19:05:47 (0334) 3




Italcementi in trincea da recessione

MERCATI GLOBALI
Di Francesco Ninfole


la società ha ampliato le misure previste dal budget. i risparmi salgono a 240 milioni


Il gruppo ridurrà costi e personale. Gli investimenti saranno tagliati per 200 milioni rispetto al 2008, soprattutto nelle attività non core. Pesenti, subito effetti positivi per il piano casa

Tagli di investimenti, costi e personale. Si può riassumere così il piano per il 2009 che Italcementi ha preparato per fronteggiare il calo delle vendite. La riduzione degli investimenti non strategici era già stata definita nel programma annunciato a inizio ottobre. A pochi [...]
10.3.2009
http://www.milanofinanza.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1596049&codiciTestate=7


Stop alla produzione a Borgo, rischiano in cento

L´Italcementi lascia il Cuneese
La fuga grandi marchi continua



(08 marzo 2009)

Stefano Parola
I timori del sindacato per lo stabilimento nel Cuneese

«Altro che mercato in difficoltà, qui vogliono farci chiudere. Si sono comprati le navi e fanno arrivare il cemento dal Marocco, dall´Egitto. Il nostro non lo vogliono più, gli costa troppo». A sentir parlare gli operai davanti all´Italcementi di Borgo San Dalmazzo, a pochi chilometri da Cuneo, sembra di stare davanti alla Indesit di None qualche settimana fa.
Stessi timori, stessa incertezza, stessa rabbia. Dopo tre mesi di cassa a rotazione, tutti e 97 gli operai dello stabilimento pretendono di saperne di più sul loro futuro. «Vogliamo capire di che morte dobbiamo morire, invece l´azienda tace», dicono. Così venerdì hanno fatto un´assemblea e hanno deciso di scioperare fino a mercoledì. L´Italcementi non l´ha presa bene e ha fatto chiudere i cancelli: «O lavorate oppure non si entra. Si riapre lunedì», ha detto un dirigente. Fuori tutti insomma, anche quelli che, per contratto, avrebbero dovuto garantire la salvaguardia dell´impianto.
Così agli operai non è rimasto altro da fare se non picchettare e rimuginare: «Per ora – spiega Sergio, dipendente ed Rsu dello stabilimento – ci hanno solo detto che proveranno a tenere acceso il lumicino fino al 2009. Le uniche certezze che abbiamo sono che saremo in cassa fino a fine maggio, con la prospettiva di starci almeno fino ad agosto». Per ora l´azienda ha chiesto di sospendere l´attività e fa lavorare il personale a rotazione dal lunedì al venerdì solo nel turno notturno e per i tre turni nel weekend, cioè quando l´energia costa meno. Ora sta utilizzando la struttura di Borgo come sito di stoccaggio, nonostante siano più di 60 anni che lavora su tutto il ciclo produttivo.
Ma il timore diffuso è che il futuro sia proprio questo: una decina di persone a lavorare in questa sorta di magazzino, il restante della forza lavoro a casa. Sull´ipotesi l´azienda tace e si limita a dire: «Martedì è previsto un incontro con le Rsu nella sede centrale di Bergamo. Lì verrà data comunicazione del futuro dello stabilimento». Intanto ci sono alcuni elementi che fanno temere il peggio. Uno è questo: «Abbiamo chiesto – racconta Alfio Pennisi, segretario generale della Filca-Cisl Cuneo - di spalmare la cassa anche sugli altri stabilimenti in Italia, invece ci è stato detto che non era possibile». E poi c´è la Buzzi Unicem, a Robilante. Dista sì e no cinque chilometri, ha il doppio dei dipendenti e si occupa anch´essa di cemento: «Eppure lì stanno lavorando. Anzi, stiamo addirittura facendo un accordo per dare premi di produzione ad alcune persone», aggiunge Pennisi.
Nell´impianto di Borgo non si faceva cassa dal 1984 e il legame sembrava fino a ieri indissolubile: attorno allo stabilimento gravitano 250 famiglie tra operai e indotto, negli ultimi tempi sono stati fatti importanti passi avanti sulla riduzione delle emissioni e l´ultimo infortunio sul lavoro risale a 914 giorni fa, come testimonia il grosso display posto sopra il cancello.
Eppure questa crisi è globale, si infila dappertutto. Anche in quelle zone che si credevano isole felici, come il Cuneese. A gennaio la provincia l´ha toccata con mano: le ore di cassa sono aumentate addirittura del 2000%, arrivando a quota 800 mila ore. Nello stesso periodo di un anno prima erano appena 45 mila. A febbraio è andata meno peggio: più 662 per cento.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/l-italcementi-lascia-il-cuneese-la-fuga-grandi-marchi-continua/2072427/6



http://isoladifuori.blogspot.com/

1 commento:

Marialuisa ha detto...

Un’altra trappola mortale stanno preparando a spese della popolazione di Isola delle Femmine Capaci e territorio circostante, dopo la Italcementi, proprio di ieri la tanta attesa (chi vive sperando muore campando) decisione dell’assessorato per l’installazione dell’antenna (cavia mortale) radar sul territorio di Isola. Bravi Cutino Portobello Bologna Rubino e tutti i consiglieri del comune, bravi i politici regionali. Questo è il prezzo che i cittadini di Isola devono pagare per l’incapacità e la poca autorevolezza dei nostri rappresentanti amministratori. Ancora una volta ve lo diciamo andate fuori dalle scatole dopo aver rovinato un paese adesso ci state preparando una vera ecatombe di cui probabilmente non ne siete nemmeno a conoscenza.
Leggete alcuni effetti DANNOSSISSIMI sulla salute delle persone che causano le onde elettromagnetiche:
Effetti termici o a breve termine

* variazioni della permeabilità cellulare
* variazione del metabolismo
* variazioni delle funzioni ghiandolari, del sistema immunitario, del sistema nervoso centrale e del comportamento.
per densità di potenza elettromagnetica irradiata maggiore di 50 milliwatt/cm2:
* possibili lesioni cerebrali
* influenza sulla crescita cellulare
* malformazioni fetali
* ustioni interne
* cataratta
* morte per infarto.
Effetti non termici o cronici per intensità inferiore a quella che determina gli effetti termici
* variazione del numero dei linfociti e granulociti (esperimenti su cellule)
* variazioni del livello di anticorpi e delle attività dei macrofagi (esperimenti su animali)
* tachicardia
* dolore agli occhi
* vertigini
* depressione
* limitazione della capacità di apprendimento
* perdita di memoria
* caduta di capelli
nei paesi dell’Est europeo studi hanno evidenziato anche:
* sterilità
* aumento aborti
* abbassamento della fertilità
Dopo aver letto il tutto decidete di DIMETTERVI da amministratori e da candidati lasciate che siano i cittadini nella loro autonomia e indipendenza culturale a decidere il loro futuro e da chi devono essere amministrati.
Maria