L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 22 aprile 2009

Onorevole Signor Presidente della Repubblica




Onorevole Signor Presidente della Repubblica,

oltre seimila abitanti di Isola delle Femmine (Palermo) e buona parte degli abitanti del nostro comprensorio temono di essere privati di uno dei principali diritti sanciti dalla Costituzione: il Diritto alla Salute?
E’ quello che sta accadendo purtroppo a noi tutti ed è per questo che ci rivolgiamo ad Ella per essere aiutati, per avere giustizia.
I cittadini di Isola delle Femmine, assieme ai cittadini di Capaci, Cinisi e Carini vivono in una situazione di preoccupazione, di allarme e di ansia. Essi si sentono inascoltati e privati di un sacrosanto diritto, quello della loro Salute, ma attendono fiduciosi una Sua risposta ed un Suo autorevole intervento che possa garantire a tutti loro il rispetto della dignità umana e del diritto a vivere.
Signor Presidente sicuramente Ella sarà informato sulla grave situazione ambientale e sanitaria con cui sono costretti a convivere i cittadini della nostra zona e delle zone di Melilli, Augusta, Priolo, Gela, della Valle del Simeto.
Sicuramente sarà informato dei tanti, dei troppi morti per tumori e per patologie gravi, dei nati malformati e di bambini soppressi prima della loro nascita per non incrementare il numero di questi ultimi.
Certamente e fortunatamente non tutta la Sicilia soffre questo scempio ambientale, vi sono anche aree di alto valore archeologico e paesaggistico che rappresentano delle isole felici, e fra queste c’era anche Isola delle Femmine, uno splendido paesino che Ella, nelle Sue visite a Palermo, avrà avuto sicuramente l’opportunità di osservare, visto che è situato sulla strada che collega l’aeroporto Falcone - Borsellino a Palermo.
Il territorio di Isola delle Femmine è situato all’interno della perimetrazione del Vincolo Paesaggistico ai sensi della l. 431/85.
Per la rilevanza delle numerose comunità viventi presenti nella zona, per la varietà paesaggistica e per l’importanza delle emergenze geomorfologiche, intorno all’area di Capo Gallo è stata istituita la Riserva naturale orientata Isola delle Femmine che, con decreto del 21/6/2001 dell’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Sicilia, fa parte dei siti di interesse comunitario (SIC) e delle zone a protezione speciale (ZPS) individuati a i sensi della Direttiva CEE ‘Habitat’ (92/43/CEE) e della Direttiva CEE ‘Uccelli’ (74/409/CEE) recepiti con DPR 3357 dell’8/9/97. Inoltre dal 24/7/2002 è stata istituita l’Area naturale marina protetta Capo Gallo - Isola delle Femmine, a seguito di Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio (G.U. n. 285 del 5 dicembre 2002), ed infine aree di notevole pregio naturalistico sono le zone Raffo Rosso, M. Cuccio, Vallone Sagana, Rocche di Ciminna, Fondali di Isola delle Femmine e Capo Gallo.
In questo angolo di natura incontaminata purtroppo, con l’arrivo degli stabilimenti della Italcementi la situazione ambientale è peggiorata e la natura risulta fortemente contaminata. E questa situazione  è destinata a peggiorare con il progetto della ENAV (Ente Nazionale per l'Assistenza al Volo) che intende realizzare, in un sito di proprietà della Marina militare italiana ricadente nel territorio di Isola delle Femmine, l'installazione di un radar meteo per la rilevazione del fenomeno meteorologico Wind Shear.
Detto progetto prevede la costruzione di un traliccio di oltre 30 metri di altezza per un radar che emette onde elettromagnetiche ad altissima frequenza a 360 gradi, e che investe tutto il territorio di Isola delle Femmine per un'altezza di 25 metri e per un raggio di oltre 2km.
Scienza medica, Enti internazionali ed Organizzazione Mondiale della Sanità concordano ed in maniera esplicita sui pericoli derivanti dalle azioni nefaste delle onde elettromagnetiche sull’organismo umano. Pericoli di leucemie, variazioni del livello di anticorpi, tachicardia, dolori agli occhi, mancanza di capacità di apprendimento, aumento degli aborti ed abbassamento della fertilità.
Le preoccupazioni e l’allarme, in cui versa la popolazione di Isola delle Femmine, non sono frutto di superficiale ed approssimativa informazione, ma sono suffragate dalla vastissima e documentata casistica circa i danni alla salute prima elencati.
Signor Presidente, la nostra Costituzione afferma che uno dei principali diritti del cittadino è il diritto alla salute, ma evidentemente per certi politici, funzionari ed imprenditori di pochi scrupoli e privi di senso civico, la Costituzione conta ben poco.
Non sarebbe il caso che Ella, Signor Presidente intervenisse in nostro aiuto?
La presente nota è il grido di dolore, l’accorato appello dei cittadini di Isola delle Femmine che ad Ella rivolgono al fine di sentirsi garantiti dalla Costituzione e dalle Leggi.
Chiediamo il Suo intervento, Signor Presidente, affinché le Autorità preposte riesaminino la procedura di autorizzazione all’installazione  del radar, alla luce delle eventuali omissioni operate nell’iter autorizzativo e controllino se sono stati messi in atto i principi stabiliti e legiferati in sede di Comunità Europea, fra cui quello di precauzione, in considerazione anche delle interazioni degli impatti indotti dall’opera sull’ambiente.



Comitato Cittadino Isola Pulita 
“No Radar a Isola delle Femmine”



Isola delle Femmine 23 Aprile 2009

Comitato Cittadino Isola Pulita

“No Radar a Isola delle Femmine”

p.il comitato Pino Ciampolillo Via Sciascia 13 90040 Isola delle Femmine PA



“No Radar a Isola delle Femmine”

http://noradaraisoladellefemmine.blogspot.com/

Iscriviti al gruppo Isola delle Femmine No radar No Tumori
http://www.facebook.com/home.php?#/event.php?eid=69187233371

FIRMATE LA PETIZIONE “no radar a Isola delle Femmine


Elettromagnetismo militare, dalla Sicilia alla Sardegna




Grazie per le info, sono preziose.

Sapere che la Regione Sicilia ha svolto la ricerca sulle emissioni elettromagnetiche di guerra rinfranca e allo stesso tempo amplifica la vergogna e la rabbia per la cronica passività della Regione Sardegna, qualunque sia il colore politico delle sue giunte. Ancora di più rincuora sapere che la società civile verifica lo studio e indica lacune e approfondimenti. L'indagine epidemiologica bidone della Regione Sardegna ci ha insegnato a diffidare anche degli studi promossi da governatori "amici".

In Sardegna è stato svolto uno studio sull'elettromagnetismo del poligono Salto di Quirra (il più vasto d'Europa) da parte di tre ricercatori autonomi (Coraddu, Tosciri, Litarru) rigorosamente autofinanziato con il sostegno di alcune associazioni di base dalle casse disperatamente vuote. Un confronto con gli esperti siciliani (e di altre regioni e nazioni ovviamente) potrebbe apportare conoscenze utili per smascherare le bugie oppiacee e affinare le capacità di contrapporsi al mostro militare dovunque si sia insidiato o tenti di mettere tana. Per contatti tra esperti: Massimo.Coraddu@ca.infn.it, ballubrincu@libero.it,.


Adesso è in corso un'indagine ufficiale gestita dal ministero alla Difesa e dalle forze armate, mirata, come spudoratamente dichiarato e scritto, a tranquillizzare la popolazione e i militari, "ottenenere la certificazione di qualità ambientale", cioè dimostrare che il poligono è un gioiellino ecologico. Niente di più facile dato che il cosa, il come il dove controllare è stato stabilito dal controllato che garantisce "Trasparenza e Qualità" mediante una gara d'appalto dagli oscuri contorni vinta dalla società "Ambiente" in partnership con il Dip. dell'Università di Pisa. Scontato il servile plauso incondizionato delle istituzioni locali.

Potrebbe dare buoni risultati un raffronto tra metodologia, strumentazioni, risultati dell'indagine dell'Arpa a Niscemi e l'indagine del controllato/controllore in corso nel Salto di Quirra, ormai noto come il poligono della morte a causa concentrazione di leucemie e alterazioni genetiche

Sarebbe per noi di enorme rilevanza stabilire rapporti e scambi di informazioni con quanti hanno la disponibilità militante e le capacità tecnico scientifiche di leggere il "Capitolato tecnico" e il piano d'indagine mirata a NON trovare traccia d'inquinamento.

Evito di spedire i file del piano, sono pesantissimi, restano a disposizione di quanti intendono approfondire il tema.


.............

Comitato sardo Gettiamo le Basi . .



Video 8 maggio 09 sul poligono Salto di Quirra: http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=iene&data=2009/05/08&id=5273&from=ienePolveri belliche sopra i contadini


At 14.38 10/05/09, you wrote:




Al via la campagna contro le basi USA e NATO in Sicilia

di Antonio Mazzeo




Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” in un terreno confiscato in contrada Casa Bianca, comune di Belpasso, a due passi dalla grande base USA di Sigonella. E il forum sociale antimafia 2009 di Cinisi (Palermo), nel ricordo di Peppino Impastato, assassinato da Cosa Nostra nel maggio di 31 anni fa.

“Facciamo appello a tutta la società civile siciliana, recuperando la memoria storica della grande stagione di lotta, negli anni ’80, contro gli euromissili a Comiso, opponendoci alle basi militari USA e NATO che mettono in pericolo le nostre vite anche in tempo di pace”, scrivono i primi firmatari dell’appello “No-basi”. Si tratta di ricercatori, professionisti e insegnanti, da tempi immemorabili impegnati contro tutte le guerre. Tra gli altri, la sociologa Nella Ginatempo; il professore Umberto Santino del Centro Siciliano di Documentazione antimafia “Giuseppe Impastato”; il presidente del Centro Studi ed Iniziative di Politica Economica (CEPES) Nicola Cipolla; l’avvocato Santi Terranova, parte civile nel procedimento avviato dalla Procura di Siracusa sull’incidente avvenuto il 12 luglio del 1984, quando un aereo Lockheed C141 dell’US Air Force che trasportava uranio impoverito, precipitò nei pressi del comune di Lentini (Siracusa) dopo il decollo da Sigonella.

“Da allora nella zona si sono registrati diversi casi di leucemia infantile, anche mortali, ed è pure cresciuto impunemente il numero di velivoli precipitati nelle campagne e nelle acque circostanti la base”, dichiara Alfonso Di Stefano della Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella. “A ciò si aggiunge l’aumento degli aerei cargo e dei velivoli cisterna militari, che disperdono nell’ambiente le cosiddette “scie chimiche” con pericolose concentrazioni di veleni e sostanze cancerogene”.

La petizione popolare denuncia poi i nuovi programmi di ampliamento e potenziamento delle maggiori infrastrutture militari in Sicilia. La base di Sigonella, ad esempio, è destinata ad ospitare il sistema di sorveglianza terreste AGS (per la cui installazione il governo dovrà sborsare 150 milioni di euro entro il 2010) e dieci aerei-spia senza pilota “Global Hawks”. “Ciò comporterà l’arrivo nei prossimi mesi di 800 militari NATO, con rispettive famiglie, con conseguenti cementificazioni di fertili terreni agricoli, mentre vincoli ambientali ed archeologici vengono eliminati nei paesi limitrofi per meglio servire le esigenze strategiche degli Stati Uniti d’America”, aggiunge Di Stefano. “Sigonella spreca inoltre ingenti risorse pubbliche (acqua, luce, infrastrutture), mentre blocca attraverso le servitù militari lo sviluppo del trasporto aeroportuale in Sicilia e di conseguenza l’incremento occupazionale e turistico che si otterrebbe da una riconversione per uso civile della base”.

Tra gli strumenti di morte che più allarmano gli abitanti dell’isola c’è poi la stazione di telecomunicazioni con i sottomarini nucleari di contrada Ulmo a Niscemi (Caltanissetta), costruita dall’US Navy all’interno della riserva naturale orientata “Sughereta”.

“In violazione di qualsiasi principio di precauzione, a Niscemi si sta per installare adesso il sistema planetario di comunicazioni satellitari MUOS”, denunciano i firmatari dell’appello per smilitarizzare la Sicilia. “Questo micidiale sistema militare è basato su onde elettromagnetiche ad altissima frequenza e l’estrema vicinanza al centro abitato avrebbe dovuto destare negli anni scorsi maggiori preoccupazioni fra gli amministratori locali prima d’assecondare le priorità militari”.

Un programma ad uso e consumo del grande complesso militare industriale statunitense, quello del MUOS. Solo per progettare e avviare la costruzione di due satelliti e le antenne radar dei segmenti terrestri che entreranno in funzione a Niscemi e in altre tre località sparse per il mondo (Virginia, isole Hawaii e Australia), la californiana Lockheed Martin Space Systems si è vista elargire dal Pentagono più di due miliardi e 110 milioni di dollari. Un secondo contratto di “perfezionamento” e “potenziamento” del sistema MUOS, attualmente in discussione, potrebbe portare nelle casse dell’impresa spaziale USA un altro miliardo e 155 milioni di dollari. Il rigido monopolio economico del nuovo sistema satellitare delle forze armate USA è confermato dai nomi dei sub-contraenti della Lockheed Martin: si tratta di General Dynamics (realizzazione del sistema di rilevazione terrestre), Boeing (parte dei sistemi di trasmissione dei satelliti) ed Harris Corporation (i riflettori delle antenne). Le uniche “ricadute” in Sicilia saranno quella delle potentissime e pericolosissime microonde elettromagnetiche del terminal terrestre del MUOS di Niscemi.

“La revoca del MUOS, programma funzionale alle guerre stellari del XXI secolo, e lo smantellamento delle 41 antenne di trasmissione dell’US Navy di Niscemi, sono indispensabili per garantire un futuro di pace alle generazioni future e avviare una seria politica di rilancio ambientale di un’area che è tra le più contaminate e devastate della Sicilia”, affermano gli attivisti della Campagna per la smilitarizzazione e la denuclearizzazione dell’isola.

L’inquinamento elettromagnetico a Niscemi, anche senza il terminal MUOS ha raggiunto già livelli altamente preoccupanti. Recentemente l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA), ha consegnato all’amministrazione comunale di Niscemi, i dati sui rilevamenti del campo elettromagnetico generato dall’impianto militare, effettuati in un periodo compreso tra il 10 dicembre 2008 e il 9 marzo 2009. Il monitoraggio effettuato da quattro centraline installate in abitazioni civili prossime alla base, ha rilevato l’intensità della componente elettrica delle emissioni, la cui unità di misura è il volt per metro. In alcuni casi sono stati evidenziati valori superiori ai “limiti di attenzione” fissati dalle normative in materia. In contrada Ulmo, una centralina ha registrato una “media di esposizione di circa 6 V/mt con dei picchi settimanali di superamento”; la seconda centralina, sita sempre nei pressi dell’installazione militare, ha registrato i “valori medi di 4 V/m con picchi di superamento occasionali”, che in un caso (il 20 dicembre), hanno raggiunto i 9 V/m. Le altre due centraline hanno invece registrato dei “valori medi di 1-2 V/m con picchi preoccupanti”, specie in contrada Martelluzzo, dove nella giornata del 10 gennaio si è sfiorata l’intensità soglia dei 6 volt per metro.

Nonostante i preoccupanti risultati segnalati dall’ARPA, il Comitato No MUOS di Niscemi ha espresso in un comunicato “forti perplessità” sulle modalità di rilievo dei campi elettromagnetici. “Le quattro centraline, facenti parte di una rete di monitoraggio poco consona all’estensione del sito, sono state montate tutte nella stessa direzione (nord)”, segnala il Comitato. “Riteniamo pertanto che in questo modo ci siano gravi lacune sia sulle bande di frequenza misurate che sulle tipologie di onde elettromagnetiche cui tale metodo di monitoraggio presenta. I campi elettromagnetici difficilmente rilevabili con il sistema utilizzato dall’ARPA sono proprio quelli emanati dalle antenne esistenti: a bassa frequenza e omnidirezionali”.

A rendere scarsamente attendibili in termini d’impatto i dati del rilevamento ARPA, pure le ammissioni di un ufficiale statunitense della base di contrada Ulmo, riportate durante una conferenza cittadina sul rischio elettromagnetico dall’ingegnere Sergio Marino, secondo il quale “circa la metà delle 41 antenne non erano funzionanti nel periodo di monitoraggio e che non lo saranno mai”. “Se già siamo ben al di là dei “limiti di attenzione” con solo venti antenne, cosa succederebbe nel malaugurato caso venissero messe in funzione tutte le altre?”, commenta amaramente il Comitato No MUOS. “Chiediamo pertanto un’ulteriore campagna di rilevamento, predisponendo una rete di monitoraggio con rilevatori multi-banda che permettano di stimare con esattezza tutti i probabili impatti con cui, dal 1991, questa base militare sta danneggiando la salute dei cittadini, la riserva naturale e il nostro territorio”.


http://firmiamo.it/noradarisoladellefemmine

Nessun commento: