L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























martedì 21 aprile 2009

ISOLA DELLE FEMMINE LOTTA ALL'ULTIMO VOTO

Isola delle Femmine, duello a tre con liti fino all' ultimo minuto


ISOLA DELLE FEMMINE - A due chilometri da Sferracavallo, l' ultimo avamposto cittadino che con un referendum ha sfidato Palermo sull' autonomia cittadina, le Europee sono già dimenticate. A Isola delle Femmine sono sepolte dalla contemporanea sfida a tre per la scalata al municipio, un mastio bianco calce che domina il porticciolo della cittadina marinara. E che marinara oggi vuole essere nel senso più moderno del termine: chi andrà al potere avrà da gestire due aree marine protette, per le quali il futuro è scritto nei programmi turistici e della piccola pesca locale. Avrà da gestire i 1.200 metri di spiaggia e di scogliera, dove ogni estate aprono almeno undici stabilimenti balneari. E non solo. C' è in ballo anche la riconversione dell' area industriale, dove l' Italcementi attualmente gioca nel ruolo della Fiat locale: 300 dipendenti e una stabilità che fa invidia a quella della stessa fabbrica d' auto. Le decine di capannoni dismessi o abbandonati già da qualche tempo sono un grande affare per piccole imprese e ditte artigiane, dal cantiere nautico alla falegnameria, all' officina ad alta specializzazione. Gli spazi liberi sono ancora migliaia. Davanti al municipio c' è la Uno dei carabinieri, impegnati a sedare quella che sembra una rissa. Ma che invece è solo il duello all' ultimo comizio di uno dei tre candidati alla poltrona di sindaco del minuscolo comune, settemila anime delle quali le urne, domenica, ne attendono cinquemila e duecento. Gli animi sono roventi: una ventina di persone è impegnata a discutere con un cinquantenne dall' aria giovanile. Agguerritissimo. «è una questione di civiltà e di democrazia», sbraita lui muovendosi a larghe falcate. «Orazio, ragiona», ribatte la folla. Sale dal sindaco, appena cinque minuti dopo è giù: tutti si trasferiscono in caserma. Lui è Orazio Cataldo, presidente del Consiglio comunale in carica, ex vicesindaco, ex retino e simpatizzante dell' area progressista che oggi corre per la poltrona di primo cittadino. A sostenerlo c' è Insieme-Isola delle Femmine, lista civica vicina al centrodestra dentro la quale ci sono anche Giuseppe Spanò e Pino Aiello, le due massime cariche cittadine di Forza Italia. Dall' altra parte, al primo piano del palazzo, c' è il suo diretto avversario, anche se è tale solo sulla carta: il sindaco in carica Stefano Bologna, sostenuto dal centro e dal centrosinistra, è al secondo mandato e non può ricandidarsi. Tornerà in pista, forse, da assessore della lista "Isola per tutti". Il competitor è Gaspare Portobello, insegnante, attuale assessore alla Pubblica istruzione. Tra i due è scoppiata la lite sulla prenotazione delle ultime ore di propaganda elettorale, per le quali ognuno vanta diritti. Decideranno i carabinieri, che qui sono ancora un' autorità indiscussa. Il terzo concorrente è Vincenzo Di Maggio, ex sindaco, destituito dal ministro dell' Interno nel '91 per una serie di condanne amministrative passate in giudicato. A lui, figlio di una famiglia di ex monarchici che a Isola ha visto avvicendarsi sulla poltrona più alta della città perfino un podestà, è succeduto proprio Stefano Bologna. La Torre, simbolo della sua lista, a Isola è da sempre sinonimo della destra conservatrice. I progressisti puntano sui giovani e sul voto d' opinione, i liberal vanno a pescare tra i delusi e tra coloro che sono in caccia di novità. «Litigano giusto ora, che ce ne stiamo liberando», scherza qualcuno nel bar accanto al palazzo municipale. La rissa è esplosa per la serata clou di oggi, quando il cardiochirurgo Carlo Marcelletti sarà l' ospite d' onore di un momento dedicato ai progetti per la salute di Insieme. Cataldo è un informatore scientifico, il settore medico gli è caro, ne ha fatto un punto d' onore del suo programma. è entusiasta del suo progetto, dice che «la risposta che ha avuto dalla gente è stata impressionante». Il gruppo di Bologna non gioca al rialzo, ribatte agli show di Cataldo con il comizio di Leoluca Orlando, «con i risultati di quella che per Isola è stata una innegabile rinascita - dice l' ex sindaco - servizi come acqua e scuolabus per tutti, e la popolazione quasi raddoppiata in dieci anni». E conta sul fatto che Cataldo, per correre da solo, ha spaccato l' opposizione. Ma a Isola non sono pochi a guardarlo con simpatia, dopo otto anni di governo del centrosinistra. «Bologna aveva iniziato bene, poi...», dicono gli intervistati, allargando le braccia. «Tutte le macchine di governo si stancano, è inevitabile - dice lo stesso Bologna - e bisogna essere bravi a rinnovarsi nel ricambio della classe dirigente». Del terzo candidato sembrano conservare qualche nostalgia solo i più anziani. Anche se pochi sanno che tra il ' 74 e il ' 78 quella scuola materna che sorse a Isola durante una sindacatura Di Maggio, fu costruita dal Comune senza i necessari nulla osta. E solo nel '97 il Comune ottenne la sanatoria. Allora anche i podestà potevano sbagliare, senza che nessuno ci facesse caso. Anzi. - ALBERTO BONANNO
Repubblica — 11 giugno 2004 pagina 2 sezione: PALERMO
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/06/11/isola-delle-femmine-duello-tre-con-liti.html

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