L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 13 maggio 2009

LA PRIVATIZZAZIONE DELLA DIFESA

Il Ministero della Difesa a Mipim 2009

Il Ministero della Difesa a Mipim 2009


Con l'affiancamento di GMPRgroup, il Ministero della Difesa partecipa alle 20 edizione del Mipim a Cannes, per presentare le iniziative di valorizzazione del patrimonio immobiliare.

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa Guido Crosetto ha presentato oggi al MIPIM, presso lo stand italiano, le iniziative che il Ministero della Difesa sta realizzando per valorizzare e razionalizzare il proprio vasto e variegato patrimonio immobiliare.

Nel corso della presentazione, avvenuta alla presenza di un folto pubblico di investitori nazionali, internazionali e dei rappresentanti della stampa, l'On. Crosetto ha illustrato che è stato avviato un programma di riduzione di quei beni immobiliari che non sono più in linea con le attuali esigenze della Difesa e che stanno per essere introdotte importanti novità procedurali, con un approccio prettamente imprenditoriale, inerenti alla compravendita, permuta e usufrutto degli immobili che saranno alienati.

Un'apertura al mercato immobiliare che consentirà in futuro opportunità di riconversione di siti e infrastrutture ad usi civili in termini di edilizia residenziale, professionale, industriale e turistico alberghiera.

Nel corso della giornata il Sottosegretario Crosetto ha incontrato numerose autorità tra cui il Ministro giapponese per il Territorio Michiko Matsuda, il Ministro francese per il Rilancio Economico Devedjian, il Capo del Dipartimento investimento per lo sviluppo economico della Federazione Russa Mikhail Ann oltre ai rappresentanti di varie compagnie immobiliari nazionali ed internazionali.

GMPRgroup ha affiancato il Ministero della Difesa nelle attività di Media Relations, coordinamento logistico, Business Relations, Comunicazione.


Affare immobiliare come raccontato nella prima puntata, l’Unità
05.05.2009

La prima puntata dell’inchiesta sulla svendita del patrimonio immobiliare della Difesa. E un elenco dei gioielli di Stato in liquidazione. Su l’Unità, 5 maggio 2009 (m.p.g.)

La brochure è curatissima, stampata su carta patinata e impreziosita da decine di foto. Di rappresentanza anche lo stand espositivo per le informazioni agli operatori di mercato e l’organizzazione dei meeting con i potenziali investitori stranieri. Un lavoro da piazzisti in doppio petto sulla croisette di Cannes, teatro il “Mipim 2009”. Ossia il principale forum mondiale della proprietà: 2.687 aziende espositrici da 89 paesi e 7.625 fra investitori ed utenti finali. Quattro giorni (dal 10 al 13 marzo scorso) per consentire, recita il sito internet, «ai delegati di avere una prospettiva unica sul mercato mondiale». Niente di strano per una azienda che opera nel settore degli immobili, qualcosa di più curioso invece se sulla brochure e nello stand fanno bella mostra di sè gli stemmi dell’Esercito, della Marina Militare, dello Stato Maggiore della Difesa, dell’Aeronautica e dei Carabinieri.

Ma che ci facevano le forze armate ad una fiera internazionale dell’immobiliare? La risposta è nei due articoli di un disegno di legge fermo in commissione difesa del Senato e nella pagina 3 della suddetta brochure informativa, accanto al testo tradotto in inglese: «il patrimonio immobiliare del Ministero della Difesa comprende una vastissima tipologia di siti ed infrastrutture, sparsi su tutto il territorio nazionale, quali depositi, caserme, forti e arsenali, molti dei quali risalgono al periodo del secondo conflitto mondiale e, spesso, anche ad epoche precedenti». Molti di questi siti, spiega il ministero, «non risultano essere più in linea con le attuali esigenze» e pertanto aprono la strada ad «un processo di significativa riduzione». Che tradotto significa, citiamo ancora dall’elegante pubblicazione, che molte di queste strutture «potranno essere cedute» e dalla loro «eventuale vendita o locazione sarà possibile ricavare risorse finanziarie aggiuntive, da destinare alle esigenze di ammodernamento e miglior funzionamento della Difesa». Del resto la cura Tremonti, e lo stesso ministero è stato costretto ad ammetterlo nella propria nota illustrativa alla Finanziaria, ha ridotto gli stanziamenti per le forze armate di 838 milioni di euro nel solo 2009.

Servono soldi freschi, insomma, e l’idea del governo è quella di «vendere al miglior offerente», citazione testuale dalla solita brochure, pezzi del patrimonio architettonico italiano che il ministero della Difesa non ritiene più utili o adatti alle esigenze delle forze armate. Per farlo il governo ha escogitato l’ennesima trovata di una storia già nota sotto al titolo “Finanza Creativa”. E falliti i piani A e B (due emendamenti: uno al collegato “disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese nonché in materia di energia”, l’altro al decreto legge sui prezzi con l’obiettivo di mutarne il titolo sostituendo la dicitura “pesca professionale” con “attività funzionali alle forze armate”) l’esecutivo ha deciso di prendere di petto la questione presentando un proprio disegno di legge. Il numero 1373 che, se all’articolo 1 punta alla «tutela dei segni distintivi delle Forze Armate», con l’articolo 2 istituisce la “Difesa Servizi Spa”: una società privata a capitale pubblico, il ministero della Difesa ne è l’unico azionista, che «ha ad oggetto la prestazione di servizi e lo svolgimento di attività strumentali e di supporto tecnico-Amministrativo in favore dell’amministrazione della difesa per lo svolgimento di compiti istituzionali di quest’ultima anche espletando, per il comparto sicurezza e difesa, le funzioni di centrale di committenza» (art.2 comma 3). Ma la “Difesa Servizi Spa”, ed è proprio questo il punto, «può altresì assumere partecipazioni, detenere immobili ed esercitare ogni attività strumentale, connessa o accessoria ai suoi compiti istituzionali».

I primi effetti di questa formulazione così vaga, li ha spiegati proprio il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto nell’ottobre scorso quando spiegò che «il Governo intende velocizzare i processi di dismissione degli immobili di pertinenza del ministero della Difesa». Ed è stato proprio lo stesso Crosetto a volare a Cannes per presentare ai potenziali investitori le meraviglie che il governo italiano intende immettere sul mercato per venderle o quantomeno affittarle «al miglior offerente». Una lista che ha fatto strabuzzare gli occhi a molti investitori stranieri. Perché degli immobili messi in vetrina (divisi per uso residenziale, industriale o turistico alberghiero) fanno parte veri e propri gioielli del patrimonio italiano. Dall’Arsenale di Venezia (l’arzanà de’ Viniziani, lo definì Dante nel XXI canto dell’Inferno) a quello di Taranto; dall’Isola di Sant’Andrea di Venezia a quella di Palmaria. E poi il Castello Aragonese di Brindisi, i Depositi di Punta Cugno ad Augusta, gli stabilimenti del Genio di Pavia e il comprensorio di San Gallo di Firenze. Per non dimenticare poi le caserme sparse fra Milano, Torino e Bologna. «Le operazioni immobiliari che il Ministero della Difesa si appresta ad avviare - si legge infatti nella brochure - riguarderanno installazioni di più rilevante valore commerciale, quelle cioè che sono in grado di offrire un ventaglio di maggiori possibilità di riconversione ad uso civile e di nuova costruzione, singoli edifici di particolare pregio architettonico o grandi strutture». E sono soltanto i primi pezzi pregiati da vendere al miglior offerente: altri ne seguiranno quando alla Difesa Servizi Spa saranno affidati gli altri siti di un patrimonio immobiliare il cui valore, secondo stime, si aggira intorno ai 4 miliardi di euro.

Questo prevede il disegno di legge n. 1373 che, fra le altre cose fa della Difesa Servizi Spa un grande “contractor” che si occuperà di tutti gli appalti del settore sottraendoli di fatto a qualsiasi controllo. Ma questa è un’altra storia, che fra l’altro puzza di immondizia ed è pericolosa quanto l’uranio delle centrali nucleari. La racconteremo più avanti.
(1-continua)

Da palazzo Brasini all’isola di Palmaria.

L’arsenale di Venezia rappresenta una parte molto estesa della città insulare e fu il cuore dell’industria navale veneziana a partire dal XII secolo. Ospita una delle sedi espositive della Biennale.
L’Isola di Sant’Andrea di Venezia è una piccolissima isola conosciuta per il Forte di Sant’Andrea, costruito nel XVI secolo.
L’Isola Palmaria si trova all’estremità occidentale del Golfo de La Spezia ed è grande 6 km quadrati. È stata inserita fra i Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco.
Il Castello Aragonese di Brindisi fu costruito nel 1491 sull’isola antistante il porto da Ferdinando I d’Aragona a difesa della città.
Le strutture dei depositi di Punta Cugno, ad Augusta, sono di proprietà della Marina Militare e rientrano nel primo elenco dei siti che il ministero della Difesa intende dismettere.
L’Arsenale Militare Marittimo di Taranto è della Marina Militare. I lavori per la realizzazione della struttura iniziarono nel settembre del 1883. Occupa un’area di oltre 90 ettari ed ha un fronte a mare di circa 3 km, da cui si sviluppano 4,5 km di banchine.
Anche Palazzo Brasini, a Taranto, rientra nella lista degli immobili che la Difesa ha presentato a Cannes agli investitori interessati all’acquisto.
Il comprensorio San Gallo, a Firenze, è di proprietà dell’Esercito. È uno dei siti individuati dalla Difesa per la dismissione e inseriti nella lista degli immobili turistico alberghieri.
La Caserma Cavalli di Firenze, ex Granaio dell’Abbondanza, fu costruito nel 1695 dall’architetto Giovan Battista Foggini per volontà del Granduca Cosimo III de’ Medici.
La Caserma Tagliamento di Bologna fa parte del primo “lotto” di immobili che la Difesa intende dismettere. La sua riqualificazione, secondo i progetti, sarebbe ad uso residenziale.
L’Arsenale di Pavia di via Riviera, meglio conosciuto come gli Stabilimenti del Genio di Pavia, finiranno presto sul mercato immobiliare. Appartiene all’Esercito e il nuovo uso a cui sarebbe destinato è quello residenziale.
La Caserma La Marmora di Torino, in via Asti 22, venne costruita tra il 1887 e il 1888. Durante la seconda guerra mondiale fu anche prigione per i sospetti partigiani.
La Caserma Mardichi di Torino, di proprietà dell’esercito, sarà messa in vendita dalla Difesa. La nuova destinazione ipotizzata è quella turistico alberghiera.
Anche la caserma Montebello di Milano, secondo i piani del ministero della Difesa, dovrebbe essere venduta per un nuovo utilizzo turistico alberghiero.
La Caserma Cadorna di Legnano, in passato, ha ospitato anche il 2° Reggimento Bersaglieri. In futuro, secondo i piani della Difesa, potrebbe diventare una struttura turistica alberghiera.
http://www.eddyburg.it/article/articleview/13107/0/152/

La Difesa? Una S.p.A.
09.05.2009
Il governo sta per creare una nuova società d’affari dagli obiettivi molto allargati. E inquietanti…La seconda puntata della bella inchiesta su l’Unità, 9 maggio 2009 (m.p.g.)

Fosse soltanto un colossale affare immobiliare (come raccontato nella prima puntata, l’Unità, 5 maggio) l’idea del governo di creare la Difesa Servizi Spa, società di diritto pubblico che può operare con procedure privatistiche di cui il ministero della Difesa sarebbe unico azionista, potrebbe essere liquidata in un capitolo dell’arcinota finanza creativa del centrodestra. Ma nel disegno di legge governativo n.1373, fermo in commissione Difesa al Senato, c’è molto di più. Prendiamo il comma 3 dell’articolo 2 che spiega che la nuova Spa "ha ad oggetto la prestazione di servizi e lo svolgimento di attività strumentali e di supporto tecnico-amministrativo in favore dell’amministrazione della difesa per lo svolgimento di compiti istituzionali di quest’ultima anche espletando, per il comparto sicurezza e difesa, le funzioni di centrale di committenza".

Centrale di committenza, che significa che domani la Difesa Servizi potrà farsi carico di tutti gli appalti (esclusi gli armamenti) per Esercito, Aeronautica, Marina Militare e Carabinieri affidandoli anche senza bandi di gara. Dalle forniture delle divise al carburante, dagli shampoo per i soldati alla manutenzione dei mezzi. Una montagna di denaro (fra i 4 e 5 miliardi di euro, secondo stime) che circolerebbe fra privati e pubblica amministrazione scivolando ai margini del controllo pubblico, in una pericolosa zona grigia dell’economia in cui anche la libera concorrenza sarebbe messa a rischio. A che pro? Difficile capirlo. "Anche perché - accusa Noemi Manca, Cgil Difesa - si tratterebbe di una attività inutile visto che la direzione generale del ministero della Difesa, la Commiservizi, ha già iniziato le procedure per garantire nei prossimi anni l’approvvigionamento dei principali servizi. Gare che sono già state bandite a breve, quindi prima che la Difesa Sevizi Spa possa essere operativa".

Proprio in virtù di questa anomala duplicazione e trasferimento di competenze, il Pd in commissione Difesa aveva chiesto che venissero ascoltati in audizione gli ispettori logistici di Esercito, Marina, Carabinieri e Aeronautica (che dirigono i centri di responsabilità amministrativa, ossia che materialmente gestiscono i fondi a disposizione peri beni e i servizi) oltre ai rappresentanti della Corte dei Conti, del Garante della Concorrenza e del Mercato, del Garante dei Contratti Pubblici e della Commiservizi. La maggioranza ha risposto picche, e di fronte al rifiuto il capogruppo del Pd Giampiero Scanu ha inviato una lettera di protesta al presidente del Senato Renato Schifani. Non ottenendo alcuna risposta. Quel che è certo, però, è che la maggioranza ha fretta di procedere. Anche perché, una volta creata la Spa, al ministero della Difesa spetterebbe la nomina del consiglio d’amministrazione e del collegio sindacale. "In questo modo - è la preoccupazione di Scanu - all’interno della PA si va a creare una bolla di discrezionalità che altera la fisiologia stessa di ciò che è pubblica amministrazione. Se è una Spa ad esercitare certe funzioni, ovviamente verrà a prevalere un "interesse imprenditoriale" di natura completamente diversa rispetto a quello pubblico.

In questo modo - prosegue - si arriva alla destrutturazione di un pezzo della pubblica amministrazione, una forma di attacco che oggi interessa la Difesa ma che domani potrebbe riguardare la scuola, oppure la giustizia". Tutta da capire, invece, è la partita relativa al personale che transiterebbe in organico alla Spa dal ministero. Se per i militari, infatti, è prevista la messa fuori ruolo in deroga alle leggi vigenti, i civili passerebbero da un contratto di tipo pubblico ad uno privato. "E questo - sottolinea Noemi Manca - è un aspetto che ci preoccupa molto su cui il ministero ad oggi si è limitato ad "informarci" senza un vero confronto".

Come non bastasse tutto questo, c’è ancora di più. E per capirlo bisogna ripescare la brochure che il ministero della Difesa ha portato a Cannes al "Mipim 2009", il più importante forum immobiliare al mondo, per mettere in mostra e sul mercato i propri gioielli. La Difesa Spa, si legge infatti a pagina 9, "consentirà di snellire le procedure attualmente in vigore in materia di compravendita, permuta e impiego industriale delle aree di interesse per la produzione di energia". Aree di interesse per la produzione di energia? Questa è nuova. O forse non troppo, se facendo un passo indietro di qualche mese si va a spulciare il disegno di legge numero 1195, quello che riapre le porte al nucleare in Italia. Recita l’articolo 22: "Il ministero della Difesa (...) allo scopo di soddisfare le proprie esigenze energetiche, nonché per conseguire significative misure di contenimento degli oneri connessi e delle spese per la gestione delle aree interessate, (...) può affidare in concessione o in locazione, o utilizzare direttamente i siti militari, le infrastrutture e i beni del demanio militare o a qualunque titolo in uso o in dotazione alle Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri, con la finalità di installare impianti energetici destinati al miglioramento del quadro di approvvigionamento strategico dell’energia, della sicurezza e dell’affidabilità del sistema". Per farlo, è scritto nel comma 2, il ministero "può stipulare accordi con imprese a partecipazione pubblica o private". È l’identikit perfetto della Difesa Servizi Spa.

Questo significa, ragionando per assurdo (ma forse non troppo), che un domani in uno dei beni della Difesa transitato alla Difesa Spa potrà essere istallato un termovalorizzatore o addirittura una centrale nucleare. E nessuno potrà protestare. A pensar male si fa peccato, ma ci si indovina quasi sempre. Anche perché qualcosa è già successo nei mesi scorsi. Ad esempio quando, per far sparire l’immondizia dalle strade di Napoli, tonnellate di ecoballe vennero stipate all’interno del poligono militare di Persano, in provincia di Salerno, sotto il naso di circa 2000 mila soldati
La prima puntata dell'inchiesta

http://www.eddyburg.it/article/articleview/13133/1/350



L’affaire Wind Shear a Isola delle Femmine una storia di un grande forno a microonde in cui "cuocere" l’intero paese di Isola delle Femmine con i suoi Siti S.I.C., Z.P.S. il suo lungomare e i cittadini che la abitano. La speculazione operata dagli Amministratori per propri scopi personali unita alla loro incapacità di gestione del Territorio per la quale “caparbiamente” si sono fatti eleggere. Vedasi il geologo Dr. Marcello Cutino (è stata una manna per farsi eleggere) si quel Signore che parlava tanto di Italcementi, oppure il “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, (gli è venuto persino il naso lungo come pinocchio per le bugie raccontate durante la campagna elettorale, dopo essere stato l'artefice della distruzione del "Comitato No Radar a Isola delle Femmine") che si “vende” la pelle di un orso non suo. Documenti, articoli, denunce, ricorsi………..



*
Windshear

*T.A.R.




L’affaire Wind Shear a Isola delle Femmine una storia di un grande forno a microonde in cui "cuocere" l’intero paese di Isola delle Femmine con i suoi Siti S.I.C., Z.P.S. il suo lungomare e i cittadini che la abitano. La speculazione operata dagli Amministratori per propri scopi personali unita alla loro incapacità di gestione del Territorio per la quale “caparbiamente” si sono fatti eleggere. Vedasi il geologo Dr. Marcello Cutino (è stata una manna per farsi eleggere) si quel Signore che parlava tanto di Italcementi, oppure il “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, (gli è venuto persino il naso lungo come pinocchio per le bugie raccontate durante la campagna elettorale, dopo essere stato l'artefice della distruzione del "Comitato No Radar a Isola delle Femmine") che si “vende” la pelle di un orso non suo. Documenti, articoli, denunce, ricorsi………..

*
Windshear
*T.A.R.

W I N D S H E A R


*Inquinamento elettromagnetico

*Tutela dall'inquinamento acustico elettromagnetico ed industrie a rischio.

*Il Sindaco Portobello mena per il naso i Cittadini di Isola delle Femmine

*Regolamento Comunale Antenne

*La lobby italiana del MUOStro USA di Niscemi

*Tutto inizia il mese di settembre 2005?
*IL SINDACO PORTOBELLO DICE SI ALL'ANTENNA DELLA MORTE

*Legge regionale esautora c.c. sulle opere di prubblica utilita'
*Siamo contro l'installazione del radar Rilevazione Wind Shear dannoso alla salute
*Commissione Inchiesta Regione Sicilia Wind Shear

*Wind Shear: come è andata a finire? Report

*Wind Shear Ricorso al TAR del Comune di Isola delle Femmine

*No all'antenna radar a isola delle femmine senza se e senza ma
*I siciliani si mobilitano contro l'ecomostro di niscemi
*Manifestazione contro l'installazione del radar a isola delle femmine
*Isola Pulita richiede convocazione consiglio comunale aperto e per ...
*Siamo contro l'installazione del radar Rilevazione Wind Shear dannoso alla salute
*FIRMA LA PETIZIONE “no radar a Isola delle Femmine”
*Onorevole Signor Presidente della Repubblica Isola Pulita scrive al Presidente
*Stop all'installazione dell'antenna della ............. a isola ...
*La disfida del radar. Isola ottiene lo stop di Luca Insalaco

*ASSESSORE REGIONE SICILIA SORBELLO STOP ALL'ANTENNA DELLA MORTE
*INSIEME CE LA FAREMO CONTRO LA LOBBY DELL'ANTENNA KILLER A ISOLA DELLE FEMMINE
*COMUNICATO STAMPA SORBELLO NO RADAR A ISOLA DELLE FEMMINE
*SICILIA: SORBELLO, NESSUNA AUTORIZZAZ...
*Isola delle Femmine Radar meteo o acquario marino?

*LiberaMente
*Isola Pulita scrive a Napolitano

*Punta Raisi, sfida hi-tech ai capricci del vento
*l' accordo
*'No all' antenna per l' aeroporto' Isola delle Femmine in piazza
*Mobilitazione contro il radar
*a base segreta Nato sei tunnel e un mistero
*Un acquario nella vecchia base Nato la Marina militare cede l' area di Isola
*Ars, nuovo scontro nella maggioranza stop alla sanatoria del golf resort di Sciacca
*L' esercito cede gli immobili la Regione: dateci le caserme

*VIDEO:



*Comitato CorsoSebastopoliComitato Elettrosmog Torino
*Comitato residenti dellacollina torinese per ladifesa dall'inquinamentoelettromagnetico
Comitato
*SpontaneoAdriatico
Comitato SpontaneoP.zza FregugliaI telefonini sonoanche delle antenne



Normativa
*Legge 36/2001


*DPCM 08.07.2003Elettrodotti


*DPCM 08.07.2003Telefoni e Radio TV

*T.A.R.

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