L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 29 maggio 2009

In Sicilia non vi è nulla di irreparabile


LOMBARDO VARA LA NUOVA GIUNTA
Caricato da isolapulita - I nuovi video di oggi.

Lombardo riesce a varare il suo governo dell’autonomia
La scena politica e del potere in Sicilia ne esce modificata

Ignazio Panzica
oggi, 29 maggio 2009 13:10


In Sicilia non vi è nulla di irreparabile. Una soluzione ragionevole la si trova sempre. Forse, non soddisfacente per tutti, ma questo attiene all’andamento possibile della vita. Traspare questa massima filosofica dall’intervista di Marcello dell’Utri su “la Repubblica”. Lombardo c’è l’ha fatta. Il suo secondo – e nuovo– Governo, fondato sull’assunto “Autonomia e Sviluppo”, darà i suoi primi passi, oggi 29 maggio 2009. Una data che comunque la si pensi, o la si voglia raccontare, resterà nella Storia. Perché segna il ritorno sul proscenio nazionale da “protagonista” della politica siciliana. Pare si stia tornando a quando i segretari nazionali della Dc e del PSI, prima di esporsi su qualcosa, si preoccupavano prima di conoscere l’opinione di Gullotti e Gioia, di Mannino e Lima, oppure di Lauricella e Capria, di Saladino o Andò.



Altrimenti, perché, l’odierno editoriale in prima pagina del “Corriere della Sera”, il più grande quotidiano d’Italia – tra l’altro di proprietà dei cosiddetti “poteri forti” made in Italy - si è occupato con tale rilievo della “scommessa” di Lombardo. Ha scritto Gian Antonio Stella: “La lezione che arriva da Palermo è che non basta vincere, e neppure stravincere, le elezioni: poi occorre governare.”



Insomma, ci si chiede se è possibile governare la Sicilia e se la soluzione trovata da Lombardo sarà vincente, cosa significa questo riappropriarsi dei siciliani della loro politica e delle loro risorse finanziarie, dopo 15 lunghi anni di deleghe ai referenti politici di Roma, a cominciare da Silvio Berlusconi.



Perché, comunque lo si voglia giudicare, o considerare, Lombardo, con questo suo governo slegato dalla cappa cristallizzatasi per 15 anni dell’ex Forza Italia l’asse delle decisioni politiche ed economiche (compresi i grandi affari) in terra di Sicilia, adesso ripassa da Roma a Palermo. Se ciò sarà meglio o peggio, questo lo si potrà vedere dopo. Ma intanto è così. E a giudicare dall’interesse del “Corriere”, non deve essere poco.



Vi propongo un piccolo test. Nei giorni scorsi, parlando con uno dei più bravi ed apprezzati professionisti di Palermo, avevo raccolto un giudizio molto scettico su Lombardo: “un furbacchione, un manovratore ex dc, una finta rivolta senza respiro”. Stamane, di buon ora, mi ha telefonato, non nascondendo il suo entusiasmo per la performance televisiva del Governatore da Bruno Vespa, “a Porta a porta” : “mi è sembrato determinato, sta facendo sul serio, finalmente un siciliano con la schiena dritta”.



Ecco il punto mostrarsi indipendenti, determinati, e di esserci sulla tolda di comando. Lillo Mannino, che ben conosce il suo allievo Lombardo, per cui stravedeva, lo ha comunicato ossessivamente, in questi giorni, ai suoi due residui “delfini” dell’UdC Siciliana, Cuffaro e Romano. “Freghiamo tutti, stabilendo un asse di ferro con Raffaele, sarebbe una scelta, una occasione, che può portarci lontano”. Ma per i due “delfini” la condizione psicologica non è delle migliori. Cuffaro, uomo di suo mite e generoso,è colmo di risentimento: di sti tempi Lombardo lo strangolerebbe con le sue mani; sarebbe disposto a crepare di fame e di sete pur di non averci più a che fare con il suo “ex gemello ”traditore. Romano, invece, in questo momento non è lucido. E’ troppo compreso nella parte di interlocutore siciliano“presentabile” e privilegiato di Casini, ma vive con troppa angoscia la sua, non dichiarata, ossessione di un”grande complotto giudiziario” che si starebbe dispiegando contro l’UdC siciliana, per decimarla definitivamente. Il risultato, comunque, è che l’Udc siciliana rimane fuori dal governo e dall’area del potere e delle possibili clientele. Come finirà?



E torniamo al secondo grande vincitore di questa battaglia- dopo Lombardo - per ritrovare il protagonismo sicilianista: Marcello dell’Utri. Lo ha fatto capire a chiare lettere. Il contesto politico nazionale è una cosa, la Sicilia un'altra. Nell’inusitato braccio di ferro, in queste ultime settimane, giocatosi -per procura- tra lui e Berlusconi: da un lato dalla coppia Bondi-La Russa (in cerca di un suo possibile regno territoriale effettivo come la Sicilia) e dall’altro da quel “cavallo pazzo” di Miccichè. Che, poi, è meno pazzo di quello che voglia fare apparire; suo malo carattere a parte.



Quando il sottosegretario di Stato al CIPE ha detto, urbi et orbi, che “Castiglione è un farabutto, che continua a raccontare minchiate a Berlusconi, io sto con Lombardo”. Tutti hanno capito, che la partita politica, vera e propria, si era conclusa. Ossia , Berlusca doveva scegliere: sconfessare pubblicamente Dell’Utri o la coppia Bondi-La Russa. Il Cavaliere, che mai come adesso ha bisogno di non fare arrabbiare una delle poche persone serie che stanno con lui, ha fatto sapere in giro: mai avallato l’intenzione di voler espellere qualcuno in Sicilia, tantomeno Miccichè. Game over , appunto.



E’ pur vero , però, quello che dell’Utri ha detto a Repubblica: nel centrodestra siciliano i problemi si sono aggravati perchè troppi rapporti umani si sono deteriorati. E non si riferiva solo alla rottura Cuffaro-Lombardo, ma anche a quella insanabile, a questo punto, tra Castiglione e Miccichè, posto che Alfano e Schifani hanno dato prova di grandi capacità marinare, inguattandosi per tempo, rimanendo rigorosamente silenti.



Solo stanotte, a cabala risolta, Lombardo, stanco ma soddisfatto, ha guardato negli occhi il suo stravagante amico di sempre, il senatore Giovanni Pistorio, lasciandosi andare ad un lungo commento: “Dura eh!”, accompagnato dal suo sorrisetto, che i boss della politica palermitana cominciano a conoscere. La risposta di Pistorio è stata ancora più prolissa, racchiusa in una sola parola, una nota interiezione esclamativa dialettale siciliana.



Dice il capogruppo parlamentare dell’MPA a Montecitorio, Carmelo lo Monte: “è finita come è giusto che, una volta tanto in Sicilia, finisse: hanno vinto gli innovatori contro tutti quelli che lottavano per la conservazione dello “status quo” di posizioni privilegiate assurde, maturate negli ultimi quindici anni. E adesso, il Governo Berlusconi ci deve ridare i fondi FAS, che sono della Sicilia”.


Ma le novità nella politica siciliana non sono finite. Sta nascendo un nuovo astro nel centrodestra siciliano. Si chiama Luigi Gentile, agrigentino, deputato regionale ex AN, investito dai fiduciari siciliani di Gianfranco Fini, i parlamentari nazionali Granata-Scalia, come Assessore nel nuovo governo, nonché l’uomo che porterà in dote al Governo Lombardo altri quattro deputati regionali ex AN. In sostanza Fini sta cominciando a “tornare qualche cortesia” ai sui colonnelli romani che l’hanno abbandonato, scegliendo di fare da paggi a Berlusconi. In questo caso, il destinatario sarebbe Ignazio la Russa, che per la verità non è stato quello che si è comportato peggio con Fini, ma neanche benissimo.



Intanto, all’ARS i deputati, in modo trasversale, si stanno scambiando eterna promessa di non dimettersi mai e poi mai, facesse Lombardo quello che vuole. Appunto come dice dell’Utri: una soluzione ragionevole si trova sempre. Afferma Riccardo Savona, Presidente della Commissione Bilancio, che per ora subisce il fascino intellettuale di Lillo Mannino: “La Sicilia ha bisogno di essere governata, ha bisogno di stabilità. Nei prossimi cento giorni si capirà se la via scelta e tracciata da Lombardo è una via conducente per l’Autonomia. E’, perciò, necessario, da parte di tutti, riuscire a manifestare, ciascuno, un maggiore senso di responsabilità”.


http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/53361/lombardo-riesce-varare-governo-dellautonomia.htm


SICILIA: LOMBARDO PRESENTA NUOVA GIUNTA E TIENE PER SE' 3 DELEGHE
(ASCA) - Palermo, 29 mag - Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ha reso noto i nomi del nuovo esecutivo. Sono in tutto 9 assessori su 12. Ai riconfermati Michele Cimino, Titti Bufardeci, Luigi Gentile, Roberto Di Mauro, Giuseppe Sorbello e il tecnico Massimo Russo, si aggiungono il magistrato Caterina Chinnici, il presidente regionale della Piccola e media Industria Marco Venturi e il docente universitario Gaetano Armao. Non vi e' nella lista il magistrato Giovanni Ilarda, sino ad oggi assessore alla Presidenza, a cui Lombardo non aveva revocato la delega e che sembra abbia rinunciato. Lombardo terra' per se le deleghe dell'Agricoltura, al Lavoro e alla formazione.dod/cam/lv


http://www.asca.it/regioni-SICILIA__LOMBARDO_PRESENTA_NUOVA_GIUNTA_E_TIENE_PER_SE__3_DELEGHE-401206-sicilia-16.html

SICILIA: LOMBARDO, E' GOVERNO DELL'AUTONOMIA CHE AVRA' MAGGIORANZA ARS
29.5.09
Palermo, 29 mag - E' un governo dell'autonomia che non si pone fuori dal centrodestra ed avra' la maggioranza all'Assemblea regionale siciliana. Questa in sintesi la fotografia che Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia, fa del suo nuovo esecutivo. ''Con questa giunta - afferma - abbiamo dato vita a un governo di uomini liberi, contro i diktat nazionali. Non si esce fuori dall'appartenenza dal campo votato dagli elettori. Non si penetra nel campo dell'opposizione. Non vogliamo ne' scompaginare ne' sfasciare e ci auguriamo che anche dall'altra parte ci sia buon senso.Finora non l'ho visto''.Riguardo al rapporto con il parlamento siciliano, Lombardo non ha dubbi: ''Penso che all'Ars avremo una grande maggioranza di deputati che sosterra' le nostre scelte''. In merito alla nomina a 'sorpresa' del tecnico Gaetano Armao, il presidente ha annunciato ''E' stato proposto dall'onorevole Misuraca''. Quest'ultimo e' deputato del Pdl che non fa parte della corrente Micciche'. Della giunta non fa parte l'Udc, ma Lombardo non si mostra assolutista nell'esclusione, affermando: ''Se vuole entrare in giunta che entri''.

http://www.asca.it/news-SICILIA__LOMBARDO__E__GOVERNO_DELL_AUTONOMIA_CHE_AVRA__MAGGIORANZA_ARS-834593--.html




Si insedia nuova giunta Lombardo
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Presentata la nuova giunta regionale in Sicilia

oggi, 29 maggio 2009 13:03

Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo alla fine ce l’ha fatta senza tagliarsi i ponti dietro. L’Udc è fuori, il Pdl no, ma non è nemmeno dentro. C’è la pattuglia di Gianfranco Miccichè, ma resta il posto vuoto per gli altri. I tecnici ci sono, invece, tutti o quasi.



Questa la lista degli assessori. Nella lista ci sono due magistrati, un imprenditore sotto scorta per avere detto no al racket del pizzo, un avvocato e cinque "politici". Lombardo, che definisce la giunta una "Alleanza sociale", é netto: "La scelta è caduta su persone che non remeranno contro". Solo nove caselle su dodici sono occupate. Le altre tre rimangono libere, il presidente prenderà le deleghe ad interim, pronto a lasciarle se il matrimonio con la corrente del Pdl Alfano-Schifani si farà.

I due confermati sono Giambattista Bufardeci e Michele Cimino. Seguono Luigi Gentile, ex di An. Due gli uomini del Mpa, partito del presidente, Roberto Di Mauro e Giuseppe Sorbello. Quattro invece gli assessori tecnici: il riconfermato Massimo Russo e Caterina Chinnici, figlia del giudice ucciso dalla mafia a Palermo nel 1983. In giunta anche Marco Venturi, vicepresidente di Confindustria Sicilia e l'avvocato e docente amministrativista Gaetano Armao.

A conclusione della conferenza stampa in cui gli assessori sono stati presentati ai giornalisti, Lombardo ha firmato il decreto di revoca dalla carica di assessore per Giovanni Ilarda e ha nominato i nuovi otto assessori, in aggiunta al già confermato Massimo Russo, l'unico insieme ad Ilarda che non aveva presentato le dimissioni. Ilarda è stato il grande assente. Dato come riconfermato, a lui Lombardo non ha "imposto" le dimissioni, nelle ultimissime ore gli è stata fatale la vicinanza con l'Udc. "L'ho cercato al telefono ma non l'ho trovato - dice Lombardo -. Se vorrà entrare potrà farlo". Ma nel pomeriggio Ilarda, pm in aspettativa alla procura generale di Palermo, declina l'invito.



L'altro colpo di scena è invece la presenza di Armao, entrato all'ultimo momento. Come ha ammesso Lombardo, il nome di Armao gli è stato "suggerito" da Dore Misuraca, esponente del Pdl ma non appartenente alla corrente di Miccichè. "Ho ritenuto di suggerire un giurista come Gaetano Armao - dice Misuraca, parlamentare nazionale - nell'assoluta convinzione di offire un contributo di idee e di professionalità per affrontare questioni amministrative, finanziarie e istituzionali che impongono soluzioni concrete e immediate in questo momento di estrema difficoltà per l'economia siciliana". Quel che è certo, è che all'interno del Pdl ci sono movimenti. Tra i tecnici manca invece Gianni Puglisi, ex preside della Facoltà di Magistero di Palermo e presidente della Fondazione Banco di Sicilia. Il suo era uno dei nomi più gettonati del toto assessori.

Il presidente della Regione tiene per sé due deleghe ad interim: Agricoltura, Lavoro e Formazione Professionale. Le deleghe dei nuovi assessori saranno assegnate nei prossimi giorni, forse già tra qualche ora. I confermati dovrebbero mantenere i loro assessorati, Lombardo potrebbe tenere per sè anche i Beni Culturali. Alla Chinnici, Armao e Venturi dovrebbero essere assegnati rispettivamente gli assessorati alla Famiglia, alla Presidenza e all'Industria.

Cominciano ad arrivare le prime reazioni alle nuove nomine. Marco Venturi, fino a ieri presidente regionale della Piccola Industria ha svelato che in un colloquio con Emma Marcegaglia, la presidente di Confindustria gli ha "sconsigliato di accettare la nomina ad assessore regionale".

"In Confindustria me lo hanno sconsigliato diverse persone - ha detto Venturi - perche' per il sistema confindustriale la mia assenza e' una perdita". Alla domanda su cosa lo ha convinto ad accettare la nomina ad assessore, Venturi replica: "E' una scelta individuale perche' a mio avviso dopo la fase delle chiacchiere viene la fase del fare". E ha puntualizzato: "Mi sono dimesso da tutti gli incarichi".

Diversa la situazione di Massimo Russo, riconfermato all'Assessorato alla Sanità: "Per me oggi non cambia nulla, non sono mai uscito dall'esecutivo e proseguiro' il mio lavoro. Nessuno credeva nel processo di riforma avviato ma il fatto che non sono uscito dalla Giunta, testimonia che Lombardo ha creduto nel cambiamento della Sicilia, partendo proprio dalla sanita', in cui c'e' stata una vera svolta".

Caterina Chinnici, 30 anni in magistratura è attualmente a capo della Procura minorile di Palermo, da oggi fa parte della giunta regionale siciliana guidata da Raffaele Lombardo. Figlia del giudice Rocco Chinnici, ucciso dalla mafia a Palermo nell'83 in un attentato con un'autobomba, è l'unica donna nell'esecutivo. "Ho riflettuto a lungo - ha detto la Chinnici -, e ho pensato che era giusto spendere il mio impegno per la Sicilia, in una prosecuzione ideale con quello che ho fatto finora". Chinnici sarà probabilmente assessore alla Famiglia e alle Autonomie locali.

http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/53362/presentata-nuova-giunta-regionale-sicilia-ecco-lista-degli-assessori.htm


SICILIA: PDL SOSPENDE BUFARDECI, CIMINO E GENTILE

(ASCA) - Palermo, 30 mag 13:56- I tre deputati siciliani del Pdl, Gianfranco Bufardeci, Michele Cimino e Luigi Gentile, nominati assessori nella nuova giunta regionale guidata da Lombardo sono stati sospesi in via cautelativa. La decisione e' stata presa dai coordinatori nazionali del partito Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini, ai sensi dell'articolo 48 dello statuto.


"Una sola volta nel corso della legislatura l'Assemblea regionale può approvare una mozione di sfiducia''



Sicilia, in Senato il ddl per la 'sfiducia costruttiva'. Franceschini: ''Crisi segno di esplosione interna Pdl''



Il disegno di legge presentato dal capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri, con una modifica dello statuto regionale, prevede l'elezione di un nuovo presidente della Giunta regionale espressione della stessa maggioranza uscita dal voto
Roma, 30 mag. - (Adnkronos) - Sfiducia costruttiva, ovvero elezione di un nuovo presidente della Giunta regionale espressione della stessa maggioranza uscita dal voto. E' quanto prevede un disegno di legge costituzionale che modifica lo statuto della Regione Sicilia presentato al Senato dal Pdl e firmato dal capogruppo Maurizio Gasparri, dal vice Gaetano Quagliariello e dal presidente della commissione Affari costituzionali Carlo Vizzini.


La proposta "vuole rafforzare la logica che ha ispirato la riforma dello statuto siciliano del 2001, eliminandone quegli aspetti che hanno dimostrato di essere incoerenti rispetto al modello. Il ddl, infatti, prevede che, in caso di violazione del patto programmatico con gli elettori o di trasformazione della maggioranza che sostiene il Governo, quest'ultimo possa essere sfiduciato e sostituito con un nuovo presidente eletto dall'Assemblea, nell'ambito della coalizione che ha ottenuto la maggioranza alle elezioni".

"In questi anni -spiegano i firmatari del ddl- in Sicilia, si è corso il rischio di passare in talune occasioni da una democrazia governante ad un regime autoritario. Cessata, e a volte tradita, la volonta' popolare, interessi personali e di gruppo sono stati perseguiti a scapito dell'interesse personale. Questo disegno di legge ha lo scopo di garantire che l'elezione diretta del capo del governo contenga dei meccanismi di salvaguardia contro rischi di degenerazioni autoritarie".

"Il Gruppo del Pdl, vista la priorità dell'argomento, farà propria questa proposta -concludono i firmatari- per poter chiedere fin dalla prossima seduta del Senato un iter più rapido, come previsto in questi casi dal Regolamento del Senato stesso". Il testo del ddl prevede che "una sola volta nel corso della legislatura l'Assemblea regionale può approvare una mozione di sfiducia, che determina la decadenza dalla carica del presidente della Regione e degli assessori, nonche' l'elezione a presidente della personalita' indicata dalla mozione medesima, scelta tra gli appartenenti all'Assemblea. La mozione deve essere sottoscritta dalla metà più uno dei deputati appartenenti alla maggioranza che ha eletto il presidente della Regione, deve essere votata decorsi tre giorni dalla presentazione e approvata a maggioranza assoluta dai deputati eletti nelle liste collegate al candidato eletto presidente della Regione".

Intanto sulla crisi di giunta in Sicilia torna il leader del Pd Dario Franceschini che attacca: "È il segno dell'esplodere delle contraddizioni interne al centrodestra. Prova ne è l'esasperazione dei toni della maggioranza che governa l'isola, a cominciare da quelli del presidente Lombardo che ieri ha parlato addirittura di 'caccia all'uomo', forse più con l'obiettivo di fare pubblicità alla lista che ha formato con La Destra di Storace che non altro".

Lo ha detto il leader del Pd, Dario Franceschini. "In una situazione del genere - ha aggiunto - il rigore sarebbe d'obbligo, ma non e' lo stile a cui il Pdl ci ha abituati. Va da se' che i nostri comportamenti e i nostri atteggiamenti sarebbero, in in caso simile, di ben altro tenore". "Sia chiaro che senza una certificazione ufficiale di un rovesciamento dello schema di centrodestra - ha evidenziato Franceschini - non faremo soccorso rosso a nessuno".

http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=3.0.3376661900

*Raffaele Lombardo dichiara ......... Intervento Integrale
*In Sicilia non vi è nulla di irreparabile
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