L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























domenica 10 maggio 2009

PIANO PREVENZIONE SCREENING ONCOLOGICI OLA, SU CEMENTIFICIO DI MATERA CHIEDE GARANZIE ALL’ASSESSORE SANT

Al Presidente del Consiglio
Enrico Piras
Alla Presidente della Giunta
Alessandra Giudici
LL.SS.

OGGETTO: OdG di indirizzo del Consiglio - Realizzazione del Piano Regionale di Prevenzione riguardante gli screening oncologici previsti dalla delibera regionale n. 29/2 del 5 luglio 2005

PREMESSA

La Regione Autonoma della Sardegna, con propria delibera n. 29/2 del 5 luglio 2005, ha dato avvio al Piano Regionale di Prevenzione previsto dall’intesa Stato, Regioni e Province autonome del 23 marzo 2005 in sintonia con i dettati del Piano Nazionale della Prevenzione per il triennio 2005/2007. Tale Piano Nazionale prevede, tra l’altro, programmi finanziati di screening indirizzati alla diagnosi precoce di alcuni tumori di particolare incidenza sulla popolazione femminile il tumore della mammella, della cervice uterina e del tumore al colon-retto che colpisce entrambi i sessi.

L’approvazione del Piano Regionale e la sua presentazione al Centro Nazionale per la Prevenzione ed il Controllo delle malattie (la cui sigla è CCM), ha messo in gioco un finanziamento alla Sardegna di quasi 12 milioni e mezzo di euro (12.430.717 euro ) per ogni anno di screening programmato (2005-2006-2007), a cui si aggiungono oltre 200 mila euro ( 237.183 euro) quali risorse aggiuntive per colmare gli squilibri di offerta di prevenzione esistenti tra la realtà sarda e le altre Regioni specificatamente per le tre tipologie di tumore inserite nel programma di screening indicato in precedenza. Tali risorse aggiuntive erano pertanto destinate al potenziamento delle dotazioni infrastrutturali connesse in particolare alle attività di coordinamento regionale dei progetti di screening, ai sistemi informativi di supporto ed agli interventi di formazione.

Considerato che

Il progetto, definito con un preciso crono-programma e indicazioni di compiti, priorità e costi, prevedeva che il centro pilota per la messa a punto del sistema screening per il tumore alla mammella fosse l’Azienda USL di Sassari; per il colon retto l’Azienda USL di Nuoro e per il tumore alla cervice uterina quella di Cagliari. 

I tempi di realizzazione indicati dal Piano Regionale all’Azienda USL di Sassari per l’avvio dei programmi di formazione/aggiornamento e di organizzazione delle strutture, personale, strumenti e software erano settembre/ottobre 2005, mentre l’avvio dello screening per il tumore alla mammella era previsto per il mese di marzo del 2006. Per settembre 2007 era prevista l’estensione a tutte le strutture sanitarie della Regione delle procedure applicate e verificate nella Azienda Sanitaria di Sassari.

Simili indicazioni erano date a Nuoro per lo screening sul tumore al colon-retto e a Cagliari per lo screening al tumore della cervice uterina, così che entrambe le procedure sarebbero dovute essere estese entro il 2007, alle altre Aziende Sanitarie dell’intera Isola .

Preso atto che

-l’Azienda Sanitaria di Sassari, dei tre screening previsti e finanziati, ha programmato e sta realizzando, il solo screening per il tumore alla mammella
-il dato di risposta delle donne chiamate dalla ASL di Sassari è attestato a poco meno del 50%, a fronte del 60-70% e oltre in altre Regioni Italiane, e non può essere considerato sufficiente per un’attività di prevenzione efficacie;

- le ASL di Nuoro, Lanusei e Cagliari hanno invece avviato e stanno realizzando l’intero progetto con i tre screening;

Considerato che

I dati epidemiologici sull’incidenza dei tumori in Sardegna e la mortalità conseguente evidenziano l’urgenza che si realizzino immediatamente gli interventi di prevenzione indicati nel Piano Nazionale e Regionale.

E’ utile, di seguito, rendere noti i dati elaborati dal Registro dei Tumori della USL di Sassari e riportati nella citata delibera regionale n. 29 /2 :

- in Sardegna la percentuale di casi di comparsa di tumore ha una tendenza in aumento del 2,7-2,9% l’anno rispetto al dato nazionale (ogni anno sono diagnosticati oltre 8.000 nuovi casi) ;

-il tumore alla mammella rappresenta di gran lunga il tumore più frequente nelle donne, in quanto costituisce il 25% del totale dei tumori riscontrati. Il numero di casi è massimo nella fascia d'età compresa tra i 50 e i 64 anni (fascia sottoposta allo screening), ma è molto elevata anche tra i 40 e i 49 anni. In Sardegna, sulla base dei dati del Registro Tumori di Sassari, il rischio cumulativo di sviluppare un tumore al seno tra 0 e 74 anni è pari a 72,5 per mille donne;

- negli anni dal 1992 al 2002 in provincia di Sassari si sono ammalate circa 2700 donne e negli anni 1995-2000 ne sono morte per la stessa causa circa 405 (1633 a livello regionale), con rapporto mortalità/incidenza di circa 1/3. 

Nel 1992 si registravano, alla USL di Sassari, 4-5 casi di carcinoma in situ, nel 2002 se ne registrano 50.

-In Italia, il carcinoma del collo dell’utero, con 3000 nuovi casi e 1000 morti anno, è per incidenza al 5° posto dopo il carcinoma della mammella, del colon-retto, del polmone, dell’endometrio. In Sardegna, sulla base dei dati contenuti nel Registro Tumori di Sassari, il tasso di nuove diagnosi di tumore alla cervice uterina risulta in aumento del 6,2% con circa 50 nuovi casi all’anno.

- Il dato di sopravvivenza media a cinque anni per il tumore alla mammella ha differenze significative nelle diverse aree del paese. Prendendo ad esempio l’ Emilia Romagna, si osserva infatti che per le donne in Sardegna si riscontra un 5% di maggiore mortalità.

- Il cancro del colon retto colpisce ogni anno in Italia circa 33 mila persone ed è responsabile di 18 mila morti: rappresenta la seconda causa di morte per tumore, dopo il cancro del polmone tra gli uomini e il cancro del seno tra le donne. L’ incidenza del cancro del colon nella provincia di Sassari, rilevata sempre dal Registro Tumori, è pari a 28,9 casi per centomila abitanti negli uomini e a 24,4 nelle donne. Per quanto riguarda il cancro del retto i tassi sono rispettivamente di 17,7 per gli uomini e 11,3 per le donne.

-I dati di sopravvivenza (Registro Tumori della provincia di Sassari) indicano a 5 anni dalla diagnosi, una percentuale di sopravvivenza al cancro del colon pari al 41% contro una media nazionale del 53%. Per il cancro del retto le percentuali sono rispettivamente del 45% contro il 50% nazionale. Anche in questo caso un numero maggiore di uomini e donne sarde, esattamente il 15% in più rispetto alla media nazionale, non sopravvive all’insorgenza della malattia.

Evidenziato che

le cause di tale maggiore mortalità, che penalizza in modo drammatico le aspettative di vita della popolazione colpita da tumore dell’intera Sardegna, devono essere evidentemente ricercate, come è oramai comunemente riconosciuto, nella differente capacità organizzativa e di programmazione, nonché realizzazione, della prevenzione per la quale è indispensabile avere l’obiettivo dell’efficacia dei risultati.

Il Consiglio Provinciale da indirizzo alla Presidente della Provincia affinché nel ruolo di presidente dell’Assemblea del distretto sanitario, unitamente ai sindaci del territorio, ponga in essere ogni utile iniziativa perché la ASL di Sassari:

- completi il percorso e renda più efficace nelle percentuali di risposta delle donne chiamate, lo screening per il tumore alla mammella 

- avvii immediatamente tutte le fasi previste dal Progetto Regionale per la realizzazione degli altri due screening oncologici : cervice e colon- retto

- definisca, con il coinvolgimento degli Enti del territorio e della Regione, nelle more del completamento del progetto indicato dai Piani Nazionale e Regionale per la Prevenzione, un sistema organizzativo ed economico utile a mantenere nel tempo la capacità di screening continuo per i tre tumori ritenuti a maggior incidenza.

I Consiglieri
Alba Canu, Paolo Battino, Gianni Carbini, Gavino Sechi, Antonio Tanca, Nicola Sanna, Michele Pala, Gian Nicola Cabizza, Gianfranco Strinna, Carmelo Piras, Giovanni Ruiu, Lorenzo Mastino, Luigi Carta, Giuseppe Morghen, Antonio Doneddu 

http://www.iltamburinosardo.it/screening.html




OLA, SU CEMENTIFICIO DI MATERA CHIEDE GARANZIE ALL’ASSESSORE SANTOCHIRICO



9, Maggio 2009



La cronaca del recente incidente di un Tir ribaltatosi sulla SS7 Matera-Laterza, davanti allo stabilimento Italcementi, riporta in auge la problematica del funzionamento del Cementificio di Matera, che ha sollevato e continua a sollevare molti dubbi circa la pericolosità delle emissioni in atmosfera, dovute dal mix di combustibili che ivi sarebbero utilizzati. Da notizie riportate sul Il Quotidiano della Basilicata - del 6 Maggio scorso - si rileva, infatti, come - a seguito dell’incidente - sarebbero stato riversato sull’asfalto e su un terreno adiacente un “miscuglio” non meglio specificato di “carbone e petrolio”.

Una precedente nota dell’Arpab, datata 2 Febbraio 2009 - di riscontro alla lettera del Difensore Civico del 23 Gennaio 2009 sulla questione Cementificio - si evidenzia come, dai registri di carico e scarico dei rifiuti utilizzati come combustibile “a far data dal 19 Agosto 2008, l’alimentazione del forno è a Carbon-Coke che sostituisce, completamente, l’impiego di pneumatici”. Ma, in merito a questo, dalla lettura della relazione tecnica acclusa all’AIA relativa al Cementificio di Matera (Delibera Regionale n.658 del 7 Maggio 2007, Pag. 20, Capitolo 10 Energia ) si legge come, oltre a gas metano per l’avviamento dei fornelli e olio combustibile denso, verrebbero utilizzati nel ciclo energetico del Cementificio pneumatici usati e Pet-Coke. La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - nel riscontrare incongruenze sostanziali, peraltro rilevate dai documenti citati, chiede all’assessore regionale all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, di conoscere la natura del carico trasportato dal Tir incidentato e quello che viene, effettivamente, usato presso l’impianto; impianto che, dalle segnalazioni di alcuni cittadini, avrebbe ripreso l’attività a pieno regime.

Anche se non considerato un rifiuto, il Pet-Coke è, infatti, una sostanza altamente cancerogena. In sostanza il Pet-Coke è l’ultimo prodotto delle attività di trasformazione del petrolio e viene annoverato lo “scarto dello scarto” dell’oro nero, tanto da guadagnarsi il nome di “feccia del petrolio”, materia prima di cui la Basilicata ne è notoriamente produttrice. Nella combustione crea inquinamento e, se movimentato senza speciali precauzioni, può sollevare polveri molto dannose per l’organismo umano. Il trattamento consistente in carico, scarico e deposito del Pet-Coke deve, quindi, seguire ferree regole dettate da un Decreto del Ministero della Sanità, equiparabili al trasporto di sostanze pericolose.

La OLA, pertanto, chiede all’Arpab di pubblicare sul proprio portale i dati (ancora assenti) dei monitoraggi effettuati nella zona con centralina mobile - dal momento che la stessa Agenzia, nella nota sopraccitata - ha dichiarato di dare inizio alle operazioni di rilevazione non appena sarebbe stato riattivato l’esercizio del Cementificio e sollecita all’assessore Santochirico - nelle more di approvazione del Piano di Zonizzazione Regionale - l’installazione di una seconda centralina fissa nella città di Matera per la misurazione della qualità dell’aria, da ubicare in luogo idoneo a rilevare anche le emissioni del Cementificio, ritenendo che non ci si possa affidare a rilievi sommari e/o saltuari con mezzi mobili, in osservazione del fatto che siamo in presenza di un impianto ad elevato rischio ambientale che richiede un presidio costante a garanzia della salute dei cittadini.


http://www.lucanianews24.it/?p=18116

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/05/italcementipedona-libera-chiede.html

1 commento:

Tüp Bebek Uygulaması ha detto...

Un portale molto bello. Ringrazio fino Prepara....