L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 10 luglio 2009

NASCE L'ATO DELL'ACQUA DEL PALERMITANO

COSA BOLLE IN PENTOLA? albo pretorio isola delle femmine
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/determine-e-delibere-12-luglio-2009.html

LE RONDE GIOSIOSE di Portobello Cutino PALazzotto e c…………
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/sentenza-commissione-comunale-edilizia_27.html

APPELLO DAL C.C. di Borgetto ai Comuni limitrofi: No alla privatizzazione dell’acqua
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nasce-l-dell-del-palermitano_10.html
Sciolto il Consiglio Comunale per infiltrazione Mafiosa
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/24-luglio-2009.html


BILANCIO previsione consuntivo commissari ad acta http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/bilanci-arrivano-i-commissari.html

ATO RIFIUTI GESTIONE COSTI E DEBITI
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/05/ato-rifiuti-gestione-costi-e-debiti.html

SANGUE all’arsenico per gli abitanti di GELA
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/sangue-allarsenico-per-gli-abitanti-di.html

TURISTI A ISOLA DELLE FEMMINE
http://isolapulita.blogspot.com/2009/07/raccogliamo-e-facciamo-nostro-lappello.html#links

NASCE L'ATO DELL'ACQUA DEL PALERMITANO
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nasce-l-dell-del-palermitano_10.html

Nuove speranze nella cura alle malattie del sangue
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nuove-speranze-nella-cura-alle-malattie.html


TERRIBILE INCIDENTE FERROVIARIO A VIAREGGIO
http://iltimone.blogspot.com/2009/06/terribile-incidente-ferroviario.html

LOMBARDO FORMA LA NUOVA GIUNTA
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2009/07/lombardo-forma-la-nuova-giunta.html

NINO RUBINO A TELEJATO FENOMENO MAFIOSO A ISOLA?
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-elezioni.html


Nino Rubino: Elezioni Amministrative Come la pensiamo
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-elezioni.html

Stefano Bologna: LE PAROLE SONO PIETRE
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/oggi-10-giugno-alle-1310-due-funzionari.html



Pino Rubino:LIBERE ELEZIONI A ISOLA DELLE FEMMINE?
http://disertiamoleurneaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/ce-la-faremo-uploaded-by-isolapulita.html

Isola delle Femmine: Radar meteo o acquario marino?
http://isoladifuori.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-radr-meteo-o.html

La trasparenza come strumento di controllo legge 15 marzo 2009
http://isolapulita.blogspot.com/search?q=legge+15+marzo+2009

ITALCEMENTI: CRISI ECONOMICA E CONSEGUENZE OCCUPAZIONALI
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/muccillial-fianco-dello-stabilimento.html

RIFIUTI POLITICA E SERVIZI SEGRETI
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/torretta-chieste-le-condanne-per-il.html


Commissione Edilizia Comunali Sentenze
http://isolapulita.blogspot.com/2007/07/decine-di-atti-di-concessioni-edilizie.html


Chiediamo che Consiglio Comunale di Isola delle Femmine discuta la revoca della delibera 48 del 2.11.01 con la quale il Comune di Isola delle Femmine rinunciando alla gestione della propria rete idrica di fatto aderiva alle ACQUE POTABILI SICILIANE.
USCIRE DALL'A.P.S. SI PUO' (non vorremmo dar credito alle voci rincorse pubblicamente in questi giorni circa l'assunzione da parte dell'APS a favore di "3 cittadini" di Isola delle Femmine)




L'acqua ai privati è già un affare d'oro

23.11.09


Col decreto boom in Borsa. E Acque Potabili ha raddoppiato il suo valore. Intanto Parigi fa dietrofront: dopo 25 anni si torna alla gestione pubblica

LUCA FORNOVO

TORINO
Pprimi profitti in arrivo per i big del business acqua. Giovedì scorso l’approvazione del decreto che privatizza la gestione del servizio idrico ha fatto volare il titolo di Acque potabili: ha segnato più 27,9%. In un mese il valore di Borsa della società è cresciuto dell’81%, in un anno è raddoppiato (+99,25). A ruota Mediterranea Acque: giovedì più 14, in un mese +49, in un anno più 27. L’antipasto.

Resta da capire quali vantaggi porterà, la riforma dell’acqua, alle famiglie italiani. Acqua privata uguale reti più efficienti? Non tutti ne sono convinti. Il primo in Europa fu Jacques Chirac nel 1984. Era il sindaco di Parigi e diede il via a un programma di privatizzazione delle acque della capitale. Ora però il municipio ha cambiato idea: negli ultimi 25 anni i prezzi sono cresciuti sistematicamente senza che migliorasse il servizio, e si sono registrati troppi casi di abusi, prezzi gonfiati e corruzione. Dal primo gennaio 2010 l’acqua torna alla gestione municipale. Dicono le stime che così si risparmieranno trenta milioni l’anno, denaro che in parte sarà investito nella rete idrica e in parte servirà a tenere stabile il prezzo.

Quattro anni dopo toccò Margaret Tatcher, la signora delle privatizzazioni. Nel 1989 diede in appalto il servizio idrico di Inghilterra e Galles: nel giro di pochi anni i prezzi erano raddoppiati, mentre la qualità del servizio non era cambiata. In Bolivia, nel 1999, provarono a privatizzare l’acqua a Cochabamba. Da un giorno all’altro il prezzo si impennò del 35% e la decisione fu ritirata perché era scoppiata una mezza rivolta. In Italia c’è il caso Arezzo. La prima città che ha affidato il suo servizio idrico ai privati, sempre nel ‘99, oggi si trova a pagare una bolletta tra le più alte del Paese, in media 400 euro l’anno a famiglia. Secondo il presidente di Nuove Acque, la società che gestisce il servizio, quel prezzo andrebbe addirittura raddoppiato.

Lo impongono i costi di gestione - e manutenzione - della rete. Certo lo stato delle condotte in Italia dimostra che gli investimenti sono necessari: il 30% dell’acqua si perde tra una falla e l’altra, 2,6 miliardi di metri cubi l’anno. Sui costi industriali la perdita incide per 220 milioni l’anno (quasi il 10% del fatturato delle 250 società idriche che lavorano nel Paese, 2,5 miliardi), ma il mancato ricavo finale arriva a costare al sistema paese nel suo complesso 3 miliardi. Privatizzare, dice chi è d’accordo, spinge i gestori a spendere nella rete per renderla più efficiente. Eppure da quando è cominciato il processo di privatizzazione, a metà anni Novanta, gli investimenti in Italia sono scesi del 70% mentre le tariffe sono cresciute del 61. E con l’ultimo provvedimento i privati avranno spazi sempre più ampi nella gestione, mentre gli enti pubblici saranno costretti a ridurre la loro presenza.

Le aziende italiane del settore ribattono che hanno programmato dieci miliardi di investimenti, cinque dei quali potrebbero partire nei prossimi cinque anni. Però aggiungono che c’è anche la componente prezzo. La legge prevede che chi investe nell’oro blu non possa guadagnare più del 7% del capitale investito. Le tariffe, viceversa, non possono crescere oltre il 5% l’anno: chiedono che il limite sia portato più in alto. Puntualmente, il Blue Book 2008 (compilato dall’associazione delle imprese), prevedeva un aumento del 10% nel 2010, e del 26,1% entro il 2020.

All’opposto il caso dell’Acquedotto Pugliese. Controllata al 95% dalla Regione Puglia, l’azienda che gestisce una delle reti più critiche d’Italia negli ultimi due anni ha ottenuto risultati di peso. In tre anni ha investito 400 milioni, riducendo le perdite e risparmiando 40 milioni di acqua. Tra quest’anno e l’anno prossimo i pugliesi se la caveranno con un aumento di circa 70 centesimi al metro cubo, dodici euro l’anno in più per una famiglia di tre persone. Il governatore della Puglia Nichi Vendola ha promesso che per privatizzare i suoi tubi il governo dovrà passare sul suo corpo. Resta il fatto che la legge è legge, ma l’esempio pugliese sembra dimostrare che non sempre il pubblico è inefficiente. Fermare la corsa dei privati sarà comunque difficile. Il fatturato mondiale dell’acqua è una torta da 600 miliardi. Il big Veolia nel 2008 ne ha fatturati 35. Il gigante russo dell’energia Gazprom ha fatto poco più del doppio (75 miliardi) con petrolio e gas. Difficile lasciare il business a bocca asciutta.


http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200911articoli/49659girata.asp













Tra bollette e veleni una pioggià di cause Ad Agrigento la spesa pi alta d'Italia Dai tubi esce un liquido giallastro e imbevibile - LUCA FORNOVO TORINO Acque avvelenate, società fallite, infiltrazioni criminali, llquami in spiaggia, bollette gonfiate, rimborsi mancati e contatorisigillati. Tra battaglie legali a colpi di carte bollate, inchieste e processi, l'acqua finisce sempre-pi spesso in Tribunale. Succede soprattutto al Sud, dove la gestione, la depurazione e la distribuzione dell'acqua spesso diventano problemi insormontabifi.


Il caso siciliano - - La Sicilia fa scuola. Qui in media ogni anno piovono 7 miliardi di metri cubi d'acqua, quasi il triplo del fabbisogno (2,4 miliardi di mc). Eppure è unà delle regioni d'Italia pi assetate. 11 caso pi eclatante è forse quello della provincia di Agrigento, dove l'acqua è davvero come l'oro. Non solo perché con 445 euro all'anno di spesa per famiglia è la città con la tariffa idrica pi cara dello Stivale, ma anché perché l'acqua potabile è davvero un bene raro, dome l'oro. Da diversi mesi dal potabilizzatore del lago Fanaco arriva acqua giallastra, con presenza di manganese, che viene di- - stribailta oltre che nelle province di Agrigento, anche in quelle di Caltanisetta, Ernia e Trapani. La situazione è grave: alcuni. sindacj hanno invitato' il gestore privato, la Girgenti acque, ari- dune drasticamente le bollette e i cittadini a non bere l'acqua. E presto un agguerrito gruppo di consiglieri del comune di Canicattì presenterà nei prossinai giorni un dossier alla procura di Agrigento per accertare se vi siano state delle inadempienze e-da parte di chi. Girgenti Acque non è nuova a problemi giudiziari, visto che in neanche un - anno ha già ricevuto quattro istanze di -fallimento. Le ultime da parte di Siciliacque per un insoluto di 12 milioni di euro, e una dal Consorzio Tre Sorgenti per circa 2,3 milioni. Ma non' è tutto. I soci principali della società, Voltano e la Acoset, rischiano di chiudere il bilancio in perdita e quindi di non avere risorse per ricapitalizzare Girgenti Acque. Per il deputato régionale del Pd, Giovanni Panepinto, non c'è altra scelta che il cominissariaanento.


Depuratori fantasma - AFogllanise, come in altri comuni della provincia di Benevento, il depuratore c'è ma non funziona ormai da pi di nove anni. Per tutto quel periodo i cittadini avrebbero diritto a essere rimborsati delle somme perpecepite dal Comune per la voce depurazione. Un servizio che di fatto non è mai esistito. Eppure non è così: l'amministraziomi non ha accettato le richieste finora presentate -dalle associazioni dei consumatari. Secondo i consumatori le somme dovranno essere restituite in base ancbe a una sentenza della Corte Costituzione (n. 335/08) Se non ci. sarà un accordo col Comune, la decisione toccherà alla magistratura di Benevento. Da Cittadinanzattiva al Movimento difesa del cittadino, le associazioni insorgono anche a Perugia per un caso analogo. Qui tanti cittadini hanno pagato a Umbria Acque la tassa di depurazione senza essere allacciati a un impianto.


Il salasso di Oristano Gli abitanti di Oristano sono rimasti quasi quattro anni senza pagare un euro per l'acqua. Una bella fortuna, si' dirà. Ma a metà novembre è arrivata l'amara sorpresa: le bollette pazze della società idrica Abbanoa per parte dei consumi che vanno dal 2006 al 2008. Alla società risulta che solo al 3% delle famiglie sono stati chiesti pi di cinquecento euro in un colpo solo. Ma non manca anche qualche caso di famiglle che hanno ricevuto una bolletta da mille euro. Richieste-legittime? Intanto una vertenza con Abbanoa potrebbe aprirla anche il comune di Oristano, che gestiva la rete idrica e si è sempre fatto carico dei lavori di manutenzione. li Comune ricorda che una volta pagate le bollette di quei tre anni, nelle casse dell'amministrazione dovrà tornare un totale di? milloni.


A Villa San Giovanni, in Calabria, accade un'altra cosa bizzarra. Qui le bollette arrivano.a tempo di record. A settembre nelle case dei villèsi erano già arrivate le fatture dell'acqua per l'intero 2009. Pi di tre mesi prima della fine dell'anno. Com'è possibile? È la magia della fatturazione presunta, senza lettura del contatore: Forse anche in questro caso l'acqua finirà in-Tribunale. - In provinda di Benevento il depuratore è-fermo ormai da nove anni Ma la depurazione si paga - *** di- aridune
http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/View.aspx?ID=2009112314286387-1



Stampa di lunedì 23 novembre 2009, pagina 13

Intervista a Mauro D'Ascenzi - "Il problema sono le reti colabrodo Specie nel Sud"

di l.for






«Il problema sono le reti Mauio D'Ascenzi, vice pre5i- dente delegato di Federutility, perché in molte aree del Sud manca l'acqua potabile?


«11 vero problema è mantenere la contInuità del servizio.


Ovvero non fare In modo che arrivi l'acqua potabile, quel problema è quasi risolto. Ma fare in modo che ci rimanga. E per fare questo serve una rete di gestori idrici qualificati, in grado di affrontare il territorio e con capacità rilevanti come ci sono al Nord. Nel Mezzogiorno ce ne sono ancora pochi e diffusi a macchia di leopardo. Anche perché l'ambiente economico e sociale non sempre è favorevole allo sviluppo di imprese sane».


Si dice che in Sicilia piova pi che in Calif rnia. Eppure ! acqua si perde e la Regione soffre l'emergenza idrica. Perché?


«Trattenere l'acqua è un grosso problema un po' in tutto il Sud. Spesso mancano dighe e serbatoi con capacità adeguate per distribuire l'acqua. Ma ci sono anche altri problemi».


Quali?


«Soprattutto nel Mezzogiorno le reti sono un colabrodo. Eppure la tecnologia esiste, come non ci sono perdite nel gas, così possono non esserci nell'acqua. Basta investire in tecnologie pi solisticate. È ovvio i costi sono pi alti e le tariffe ne possono risentire e quindi rincarare. Tuttavia, se si guarda pi In là negli anni i risparmi ci saranno sia per il gestore- che per il consumatore».


domande a Federuti!ity grosso al Sud è la depurazione?


«Purtroppo sì. In alcune aree del Sud dove il turismo è fondamentale mancano i depuratori oppure non funzionano. Basti pensare che ci sono arrivate 800 segnalazi ni dell'Unione europea sull'incapacità e l'inefficienza dei depuratori italiani».


Ma anche sul recupero dell'acqua l'italia è molto arretrata. Non è vero?


«In Francia utilizzano l'acqua della Senna per lavare le strade o le macchine. Nel nostro .Paese, e qui non c'è distinzione tra Nord e Sud, si usa l'acqua depurata, oilgominerale, per innaffiare l'orto. o lavare l'automobile. E uno spreco senza senso. In questo campo purtroppo abbiamo accumuiato ritardi nella tecnologia e nella ricerca. E arrivato il momento di fare qualcosa». EI. FOR.l colabrodo Specie nel Sud» o Mauro D'Ascenzi Ma è vero che il problema pi *** pre5idente gestoreche



http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/View.aspx?ID=2009112314286396-1







Ne abbiamo parlato su..........



A.T.O. PA1 A.P.S.

















Il decreto legge 135/09 approderà in aula al Senato il 03 Novembre. Tale provvedimento se convertito in legge sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.Noi pensiamo che sia un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe.Pertanto, alla luce di quanto sopra, della conclusione dell’esame del D.L. 135/09 presso la Commissione Affari Costituzionali e in previsione della discussione in Aula al Senato di tale provvedimento, chiediamo ai Senatori e alle Senatrici di esprimersi per il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua;
di sostenere gli emendamenti finalizzati ad escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica;
di sostenere, nel corso del dibattito in Assemblea al Senato, le proposte avanzate dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Ai/alle Senatori/Senatrici
Oggetto: esame in aula al Senato del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee


Gentile Senatore/Senatrice,
ci permettiamo di scriverLe come aderenti al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, una rete associativa cui aderiscono più di settanta organizzazioni nazionali e più di mille comitati territoriali, accomunati dalla consapevolezza dell’importanza dell’acqua come bene comune e diritto umano universale, dalla necessità di una sua salvaguardia per l’ambiente e per le future generazioni, dalla determinazione per una gestione pubblica e partecipativa dei servizi idrici. A tal proposito, Le ricordiamo che il Forum italiano dei movimenti per l’acqua ha deposito nel luglio 2007, una legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua supportata da 406.626 firme di cittadini.
Il recente Art. 15 del D.L. 135 - che ha modificato l’Art. 23bis L. 133/08 - muove passi decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici locali, prevedendo l’obbligo di affidare la gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%. Tale provvedimento se convertito in legge sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.
Noi pensiamo che sia un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe.
Pertanto, alla luce di quanto sopra, della conclusione dell’esame del D.L. 135/09 presso la Commissione Affari Costituzionali e in previsione della discussione in Aula al Senato di tale provvedimento,
chiediamo ai Senatori
di esprimersi per il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua;
di sostenere gli emendamenti finalizzati ad escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica;
di sostenere, nel corso del dibattito in Assemblea al Senato, le proposte avanzate dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua.
Siamo certi dell’attenzione con cui vorrà considerare la presente richiesta e restiamo in attesa, anche tramite la Segreteria Operativa del Forum dei Movimenti per l’Acqua di conoscere le Sue decisioni.
Cogliamo l’occasione per porgerLe i più cordiali auguri di buon lavoro.
Firma del Comitato... o firma del singolo cittadino
aderente al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua


Per riscontro e contatti: Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00e

-mail: segreteria@acquabenecomune.org

Sito web: http://www.acquabenecomune.org/
Scarica il testo della mail

Materiale video
Link utili
Storia della proposta di legge
Testo della legge
Relazione di accompagnamento


Il Consiglio Comunale di Saponara si impegna per una gestione Pubblica delle risorse idriche investendo tutti I comuni ed il Parlamento italiano

martedì 11 agosto 2009

Salta l'accordo tra Ato Idrico Pa1, Amap ed Aps, che minaccia: "Sospendiamo la presa in carico dei comuni"
Maria ModicaL'accordo fra Ato idrico Palermo 1, Amap e Aps salta e quest'ultima decide di passare al contrattacco. «Il Consiglio di amministrazione di Acque Potabili Siciliane – si legge in una nota – gestore del servizio idrico integrato in provincia di Palermo, recependo le indicazioni del socio di maggioranza Società Acque Potabili di Torino e considerato l'inaccettabile ritardo nella stipula del contratto di servizio tra l'Ato1 Palermo, l'Amap ed Aps, ritiene necessari, per contenere gli effetti negativi di tale situazione, la sospensione della presa in carico dei Comuni, il contenimento dei costi, inclusi quelli relativi al personale, e l'adozione di adeguate azioni legali a tutela dei propri interessi». Secondo l'Aps, nei due anni trascorsi dall'aggiudicazione della gara, nel 2007, la società avrebbe maturato una perdita di 5 milioni di euro. Lo stallo della situazione, determinato dalla mancata stipula del contratto di servizio con l'Ato, la morosità dei comuni e le difficoltà di trasferimento delle competenze, avrebbe causato un danno economico di cui l'Aps chiederà il risarcimento. «Nel maggio scorso – fanno sapere ancora dalla società – Amap, Comune di Palermo e Aps avevano raggiunto un accordo che prevedeva, fra l'altro, la gestione della città all'Amap fino al 2021 e la cessione dei suoi mutui, pari a tre milioni di euro l'anno, ad Aps. Il Consiglio comunale non volle approvare l'accordo e, oggi, la Provincia si rifiuta di convocare l'assemblea dei sindaci per la sua ratifica. Di fronte alle ingenti perdite economiche i soci di Aps hanno deciso di non continuare a tergiversare di fronte ai tempi della politica e passare alle vie di fatto sospendendo il trasferimento del personale e la presa in carico di altri comuni».Per migliorare i rapporti con gli enti locali, il Cda ha approvato un nuovo assetto del governo societario che risulta così organizzato: Armando Quazzo, amministratore delegato per il personale, approvvigionamenti, organizzazione, sistemi informativi; Lorenzo Serra, amministratore delegato per sicurezza, ambiente e qualità del servizio; Nicola Valerio Lamanna, amministratore delegato per sviluppo investimenti; Flavio Grozio, procuratore per le aree amministrazione, finanza, controllo e gestione clienti; Gaetano Rotolo, procuratore area tecnico–operativa; Angelo Schiavone, procuratore per area gestionale, verifica e contenimento dei costi operativi.«Con la nuova squadra – ha spiegato Nicola Piazza, presidente di Aps – la Società sarà in grado di coinvolgere maggiormente gli enti interessati per superare l'attuale fase di stallo e migliorare i risultati tecnico-economici del servizio».

La Sicilia, 11.08.2009
a 8.45
http://cittanuovecorleone1.blogspot.com/2009/08/salta-laccordo-tra-ato-idrico-pa1-amap.html

Il cammino della privatizzazione dell’acqua segna il passo (forse)




Due notizie delle ultime settimane delineano uno stop delle acquisizioni (o capitolazioni, se si preferisce) dei comuni della provincia di Palermo nei confronti della società liguro piemontese Acque potabili siciliane.


Infatti, e questo vale anche per le altre provincie che si trovano nella stessa situazione, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato all’unanimità un altro ordine del giorno, dopo quello di alcuni mesi fa, che impegna la giunta regionale a sospendere i commissariamenti dei Comuni che rifiutano la consegna delle reti e degli impianti idrici fino al 30 dicembre.


Si tratta di un obiettivo conseguito dal coordinamento dei Sindaci per l’acqua pubblica, e dai movimenti per l’acqua, che ne avevano faito espressa richiesta ai capigruppo all’ARS, e che, se messo in pratica del Governo, farebbe venir meno ancora una volta ogni alibi di carattere giuridico per i Sindaci orientati a sbaraccare il servizio idrico nei confronti dei nuovi padroni.


Adesso vediamo se, conseguenzialmente, davvero i partiti rappresentati nell’Assemblea daranno seguito all’impegno preso dai capigruppo di esaminare ed approvare celermente la proposta di legge per la ripubblicizzazione del servizio idrico presentata dai sindaci del coordinamento.


Altra notizia, che, come si dice dalle nostre parti, fa scrusciu, è la decisione assunta dall’azionista di maggioranza di Acque Potabili Siciliane, e cioè la società Acque Potabili (e Basta), con sede a Torino: pare che i sciuri padruni si siano indispettiti per i ritardi nella stipula del matrimonio tra APS e l’Amap, dovuti anche alla prese di posizioni del Consiglio comunale di Palermo che ha sconfessato l’operato del rappresentante della giunta in conferenza dei Sindaci; e quindi hanno deciso la sospensione delle prese in carico degli altri comuni, salvo autorizzazione del cda. Quindi, stando a questi propositi, gli emissari di APS dovrebbero sospendere i loro pellegrinaggi più o meno fruttuosi presso municipi, sorgenti e serbatoi, in attesa di tempi migliori.


Ma non finisce qui: i “torinesi” vogliono anche che vengano ridotti i costi per il personale di APS. Che cosa vorrà dire per i lavoratori dei comuni “presi in carico”? e che cosa ne diranno quei sindacati che hanno accolto benevolmente il passaggio dei lavoratori ad APS? Vedremo gli sviluppi …


Inoltre la società, che, come è noto a coloro che ricordano le modalità dell’assegnzione del sevizio, conosce e rispetta le leggi, ora minaccia azioni legali: contro chi? contro i rappresentanti dei cittadini democraticamente eletti che tutelano gli interessi delle loro comunità? anche qua staremo a vedere …


Infine gli investimenti, anche di manutenzione, dovranno essere autorizzati dal cda della società: alla faccia dei Sindaci che hanno ceduto le reti, che si aspettavano interventi celeri e sostanziosi …


Nel frattempo si susseguono le prese di posizione da parte delle comunità locali e dei loro amministratori: un convegno a Collesano ha visto la partecipazione di numerosi Sindaci e cittadini, che hanno ribadito la contrarietà alla privatizzazione dell’acqua, e la volontà di non consegnare le reti.


Inoltre anche il comune di Polizzi Generosa ha modificato lo statuto definendo l’acqua bene comune e senza rilevanza economica, e pertanto non assogettabile a logiche di mercato


Molta confusione sotto sil sole, e quindi, come si diceva una volta, tutto va bene? aspettiamo gli sviluppi, e, soprattutto (se il TAR del Lazio è finalmente disposto a pronunziarsi) la decisione sul ricorso presentato dai Sindaci contro l’affidamento del servizio idrico ad APS.


Segue:


- l’ordine del giorno ARS sulla sospensione dei commissariamenti


odg-sospensione-commussariamenti-fino-al-301209.pdf


- il comunicato stampa APS sulla sospensione delle prese in carico


comunicato_stampa_cda_7-08-09.pdf


- L’articolo tratto del mensile Espero sull’assemblea di Collesano


protesta dei Sindaci Collesano


- L’editoriale del mensile Espero sulla situazione della privatizziazione dell’acqua nel comprensorio Termini - Madonie


editoriale-espero.doc


-l’articolo dal sito Lavoceweb sulla modtfica statutaria a Polizzi Generosa


http://lavoceweb.com/articolo.php?IDArticolo=715



http://tranquillopoli.altervista.org/



CONSIGLIO COMUNALE DI BORGETTO: NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA NO ALL'ATO IDRICO



Consiglio comunale straordinario per dire no alla privatizzazione dell'acqua.

IL SINDACO DI BORGETTO:

"...noi non abbiamo rapporti personali nè con l'ATO nè con l'APS ......"

°per i Comuni al di sotto dei 10 mila bitanti non passeranno all'ATO idrico



°Non vogliamo soccombere a questa legge Gallo votata nel 2002



°Ci stanno minacciando che ci saranno delle penali se non entriamo nell' ATO idrico.



°Le tariffe che ci ritroveremop immediatamente 180 euri come canone fisso più il consumo dell'acqua



UN APPELLO A TUTTI I COMUNI LIMITROFI UNIAMOCI IN QUESTA BATTAGLIA CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA
L’acqua a Borgetto c’è, e non si deve privatizzare. Su questo principio si basa la battaglia dell’intero Consiglio Comunale, che si oppone alla consegna della rete idrica all’Ato.
E’ quanto emerso dalla seduta di ieri, convocata per dibattere, appunto, di Ato Idrico.
Accesi i toni della discussione durante la quale hanno partecipato l’Ing. Claudio Delfino, Direttore dell’Ato idrico e l’Ing. Lorenzo Serra, amministratore delegato dell’Aps (acque potabili siciliane), invitati dalla commissione per chiarire alcuni argomenti, quali tariffe ed organizzazione del servizio.
Dal dialogo è emerso che il livello dell’acqua e la tariffa( organizzata per fasce e consumi), sono stabilite dall’autorità e dunque non possono scendere sotto un certo livello.
L’Ing. Serra ha inoltre affermato, che gli obiettivi dell’Aps sono efficienza, qualità del servizio e rispetto della natura. Ma all’unanimità i consiglieri comunali di Borgetto continuano a ribattere che l’acqua è un bene pubblico, e dunque non dev’essere privatizzata.







Reti idriche: approvato odg Panepinto su sospensione commissariamenti

23 Luglio 2009, 19:06
L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno firmato da Giovanni Panepinto, da altri parlamentari del PD, dal vice capogruppo PD, Roberto De Benedectis e dai presidenti del gruppi parlamentari di PDL, Innocenzo Leontini e UDC, Raimondo Maira, sulla sospensione immediata e fino al prossimo 30 dicembre dei commissariamenti disposti dall’ARRA. “ Molti consigli comunali – ha ricordato Panepinto – hanno deliberato di presentare un disegno di legge per affermare che l’acqua deve restare pubblica e che i Comuni devono riappropriarsi del diritto alla gestione del servizio idrico. Invece l’ARRA, irritualmente, nomina commissari nei Comuni che non hanno ancora consegnato gli impianti idrici, violando norme costituzionali che tutelano l’autonomia degli Enti Locali, nonostante molte amministrazioni abbiano impedito ai commissari di insediarsi. Eppure – continua il parlamentare - il presidente della Regione ha manifestato la disponibilità a riesaminare la vicenda nonchè a valutare il disegno di legge di iniziativa popolare sulla revisione dell’attuale quadro normativo in materia di ATO idrici. Sulla vicenda si erano espressi favorevolmente del resto, anche il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Francesco Cascio e i presidenti dei gruppi parlamentari. L’ordine del giorno approvato ieri dall’aula – conclude Panepinto – impegna il Governo della Regione ed il parlamento a trattare con celerità il disegno di legge”.


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ATO Idrici e affari. Giù le mani dall’acqua bene pubblico di Salvatore Agnello



L’acqua è un bene indispensabile, pubblico per eccellenza. Ma la formazione degli Ambiti Territoriali Ottimali, i cosiddetti ATO Idrici, generati dall’applicazione della Legge n. 36/94, ne sta compromettendo la valenza pubblica, per consegnarla alla gestione privata, intesa non soltanto come modello, ma in termini di sostanza: profitto e speculazione.


Dato per certo che efficienza, efficacia ed economicità non possano essere conseguite con successo dall’amministrazione pubblica, il legislatore ha pensato di assegnare la missione a forme di società mista pubblico/privato, all’interno delle quali la parte pubblica mantiene il controllo delle decisioni “strategiche”, detenendo la maggioranza delle azioni, mentre al privato socio di minoranza è demandata la cura tecnica del servizio, la determinazione delle tariffe, l’incasso dei canoni dagli utenti.


Al socio privato spetta anche utilizzare proprie risorse finanziarie per gli investimenti necessari a migliorare la qualità del servizio.


Questo sistema che potrebbe apparire neutro, nel caso dell’acqua fin dalle prime battute ha denunciato tutti i limiti di un approccio fintamente industrialista al problema della produzione e distribuzione di un bene così particolare.


Scordia, come tutti i comuni, obbligata ad aderire all’ATO Idrico provinciale, dovrebbe da qui a poco trasferire a questo nuovo soggetto: il personale comunale che lo chieda, la rete, i pozzi comunali, il depuratore e le somme vincolate, impegnate e non ancora spese per la realizzazione di opere funzionali al sistema idrico.


Ma, dove il trasferimento è già avvenuto, per l’utente il costo della bolletta (formato da canone, consumi, depurazione) è risultato raddoppiato o triplicato.


Da queste esperienze sono nate le legittime proteste dei cittadini, vari movimenti di associazioni, di sigle sindacali, di comitati civici, riuniti nel Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, e l’iniziativa di molte amministrazioni comunali in tutta Italia e in Sicilia che si sono rifiutate di trasferire alcunché agli ATO idrici, dando vita ad un’azione di resistenza istituzionale all’avanzare di un processo che ha tutte le caratteristiche di una vera espropriazione dall’alto dell’acqua, che cesserebbe di appartenere ai territori e agli utenti, per trasformarsi in un “prodotto” comune, ma preziosissimo, nelle mani di pochi interessati a vendere per ricavare utili.


Appetibili e abbondantissime sono poi le risorse finanziarie che l’Unione Europea ha stanziato per le regioni del cosiddetto Obiettivo 1, e tra queste la Sicilia, per l’ammodernamento del sistema idrico.


Chi gestirà le centinaia di milioni di euro che pioveranno sull’Isola fino al 2013?


A questa domanda il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per l’acqua bene comune e per la gestione pubblica del servizio idrico integrato ha già risposto con fermezza: non gli attuali ATO Idrici e le società pubblico/private che sono state costituite.


Tra i Coordinamenti regionali più attivi si distingue quello siciliano che, guidato da Rosario Gallo, sindaco di Palma di Montechiaro, si appresta a presentare al Parlamento Regionale una proposta di disegno di legge imperniata sul riconoscimento del ruolo degli Enti Locali nella gestione pubblica del servizio idrico, la libertà di costituire liberi consorzi tra comuni, la possibilità per i comuni virtuosi di conservare il controllo diretto del servizio idrico integrato.


Una proposta che ribalterebbe totalmente l’attuale impostazione legislativa recepita in Sicilia con la Legge n. 10 del 1999.


Nel frattempo nessun impianto dovrà essere trasferito agli ATO.



Nel corso della seduta del Consiglio Comunale del 14 maggio scorso, la presidenza del Consiglio ha proposto una mozione, poi approvata ad unanimità, il cui contenuto ricalcava la piattaforma politica del Coordinamento Nazionale, riunito lo stesso giorno a Palermo.


Punto fermo e specifico, in attesa di una nuova definizione normativa della materia, lo stesso: nessun impianto potrà essere trasferito alla SIE S.p.A., la Servizi Idrici Etnei, costituita con la deliberazione n. 37 del Consiglio Provinciale il 17 agosto 2004.


Una operazione quest’ultima con molti lati oscuri.


Con sospetta solerzia infatti la Provincia Regionale di Catania, guidata dall’on. Lombardo, procedeva alla creazione di una società mista nella quale a rappresentare la parte pubblica c’era solo la Provincia, priva di qualsiasi delega da parte dei 58 comuni. Alle modalità di selezione del partner privato si opposero con un ricorso prima presso il TAR di Catania (che lo respinse) e successivamente presso il CGA di Palermo (che lo accolse) i comuni di Scordia, Caltagirone, Mineo, Vizzini e Mazzarrone.


La mia determinazione, e quella dei sindaci degli stessi comuni, fu chiara: non un centesimo né un impianto sarebbe passato alla Società Servizi Idrici Etnei. La gestione dell’acqua di Scordia non sarebbe diventata un affare per nessuno.


Doveva insediarsi l’ubbidiente Commissario Straordinario dott. Eliseo Fonte, per avviare il riallineamento di Scordia ai piani dell’on. Lombardo, con l’acquisto, l’8 gennaio 2008, per 3.482,00 euro, di 3.482 azioni dall’ATO/ Provincia.


Tutto pronto a questo punto per il passaggio di acqua e impianti alla SIE?


Il Consiglio Comunale il 14 maggio scorso ha detto di no riconoscendosi nelle ragioni dei comuni resistenti alla privatizzazione.


E i consiglieri comunali del Partito Democratico nella stessa seduta si sono spinti più in la, consegnando alla Presidenza del Consiglio una proposta di deliberazione per l’adesione del Comune di Scordia al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per l’acqua bene comune e per la gestione pubblica del servizio idrico integrato, la proposta di Statuto del Coordinamento approvato a Roma il 21 novembre 2008, e la proposta di emendamento allo Statuto Comunale per la definizione dei servizi pubblici comunali privi di rilevanza economica.


La delibera di adesione al Coordinamento, è stato assicurato dal Segretario Generale il 25 giugno scorso, è pronta ad approdare in Consiglio Comunale.


Anche l’Amministrazione Comunale ha dichiarato si essere schierata sullo stesso fronte contrario al carrozzone ATO Idrico/SIE S.p.A..


Un fatto positivo se, oltre all’adesione formale al Coordinamento, ci si saprà anche spendere attivamente in questo movimento a difesa del diritto dei cittadini all’acqua bene pubblico

http://www.scordiademocratica.it/index_file/Page1619.htm
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L’ACQUA COME BENE COMUNE
Caricato da isolapulita



Uscire dall’APS si può!









aps


L’amministrazione co­munale di Termini Imerese blocca il passaggio del servizio idrico integrato all’ Aps. La decisione, annunciata giorni fa nel corso di una con­ferenza dei capigruppo consi­liare, a stata annunciata ieri dal sindaco Salvatore Burrafa­to. La giunta mu­nicipale si rinunirà per ratificare il prov­vedimento e dare mandato agli uffici «di predisporre tutti gli atti necessari per bloccare il passaggio degli impianti alla Provincia», dichiara il sinda­co. «La giunta municipale -prosegue Burrafato in autonomia fa la sua parte interpre­tando il sentire dei cittadini che si vedrebbero raddoppia­to il canone. Chiediamo ad Aps di restituirci gli impianti. Siamo pronti a gestire it servi­zio idrico da soli senza sovra­strutture che indubbiamente farebbero gravitare i costi. Au­spico che il consiglio comuna­le, coerentemente, con i buo­ni propositi revochi la delibe­ra del 2003 che ha avviato le procedure di trasferimento delle competenze ad Acque potabili siciliani».


Una mozione urgente con cui si impegna il sindaco ad annullare il protocollo d’inte­sa tra il comune e l’Aps e stata presentata dal consigliere del Pdl Mario Sacco, che dice “si prevede un aumento della bol­letta pari al 100% circa e di ciò il comune non trarrà alcun be­neficio“. Il 3 giugno scorso e avvenuta la presa in consegna degli impianti: il Comune in qualità di gestione uscente consegna all’Aps tutti gli im­pianti e le reti.


“La cessione – replica l’inge­gnere Loredana Filippine diri­gente del settore lavori pubbli­ci – e avvenuta perchè una leg­ge dello stato (legge Galli ) recepita dalla Regione Siciliana prevede che la gestione del Servizio idrico integrato deve avvenire per Ambiti ottimali, con l’obiettivo di ottimizzare le risorse ed il servizio pubbli­co. Pertanto, il vantaggio che ci si attende e quello di avere un servizio migliore. Con il re­cupero della risorsa idrica che si disperde attraverso le perdite e gli investimenti previsti dal Piano & Ambito i cittadini potranno attendersi di avere l’acqua tutti i giorni e certa­mente per un numero maggio­re di ore per turno.


Il Comune – prosegue l’ in­gegnere – non avrà alcun van­taggio: i vantaggi previsti dalla legge si dovranno misurare su scala d ‘Ambito. Per la tariffa e previsto un aumento progres­sivo, che la porterà dagli attua­li 0,711 euro a metro cubo ad 1,314 euro nell’arco di Bette anni. L’operato di Aps sarà controllato dalla Segreteria Tecnica Operativa dell’Ato idrico 1 PA istituita presso la Provincia Regionale e dall’Assemblea dei Sindaci co­stituita a seguito della sotto­scrizione della Convenzione di Cooperazione di tutti i Co­muni dell ‘Ato».


Tratto dal GdS del 17 luglio 2009



E Isola delle Femmine vuole o non vuole revocare all’APS la gestione???


http://misilmeriblog.wordpress.com/2009/07/18/uscire-dallaps-si-puo/


Il Comune di Isola delle Femmine delibera Consiglio Comunale 48 del 2.11.01





La bolletta dell'acqua aumenta di 200 euro l'anno





Via libera alla stangata sulla bolletta dell´acqua. Ieri la conferenza dei sindaci della provincia ha votato il contratto di servizio tra Acque potabili siciliane, la società che gestisce l´Ato idrico, e l´Amap. «Si conclude così un contenzioso che andava avanti da anni, inizia adesso una gestione efficiente a tutto vantaggio dei cittadini», dice soddisfatto il presidente della Provincia, Giovanni Avanti.

Ai palermitani però di certo arriverà un rincaro della bolletta dell´acqua: il contratto varato dalla conferenza dei sindaci, e votato anche dal Comune, prevede che la tariffa in città passi da 1,17 a 1,34 euro al metro cubo. L´incremento è dovuto alla parte che l´Amap dovrà girare ad Aps: cioè 18 centesimi al metro cubo, destinati a investimenti sulla rete. Ma c´è di più: l´aumento è retroattivo dal 1° gennaio 2009. Alla conferenza erano presenti 42 degli 82 sindaci: venti hanno votato a favore (tra i quali il rappresentante di Palermo), dieci contro (Caltavuturo, Petralia Sottana, Altofonte, Prizzi, Contessa Entellina, Campofelice di Roccella, Bisacquino, Marineo, Termini Imerese e Blufi), astenuti gli altri dodici.

Adesso l´amministratore delegato di Aps, Lorenzo Serra, e il presidente dell´Amap, Dario Allegra, dovranno solo firmare il contratto. «Poi scatteranno gli aumenti, ma ancora non abbiamo ricevuto direttive precise», dicono dall´Amap, che in base all´accordo continuerà a gestire l´acquedotto fino al 2021, ma in cambio dovrà vendere l´acqua all´ingrosso proprio ad Aps a circa 24 centesimi al metro cubo, contro gli attuali 64. L´approvazione del contratto da parte della conferenza dei sindaci ha scatenato una bufera politica: mercoledì sera il Consiglio comunale aveva approvato all´unanimità un atto d´indirizzo che chiedeva al sindaco Diego Cammarata «di non votare il contratto e sospendere tutto per quindici giorni».


Ma alla conferenza dei sindaci il rappresentante di Palazzo delle Aquile, il dirigente Antonino Mercurio, ha votato a favore. «È assurdo che l´amministrazione di Palermo abbia avallato l´aumento malgrado l´intervento con un atto votato all´unanimità da Sala delle Lapidi», dice il consigliere del Pd Salvatore Orlando. «Il comportamento del delegato del sindaco è gravissimo - incalza la capogruppo di Un´altra storia, Antonella Monastra - Il Consiglio, inoltre, già nello scorso novembre aveva firmato una delibera all´unanimità in cui si stabiliva che il contratto doveva essere rivisto da Sala delle Lapidi». Fabrizio Ferrandelli, capogruppo di Italia dei valori, non usa giri di parole: «È stato un vero e proprio golpe da parte dall´amministrazione Cammarata».

Alla stangata sull´acqua potrebbe aggiungersi a giorni anche quella sull´Irpef comunale: ieri Cammarata ha convocato il capogruppo del Pdl, Giulio Tantillo, e quello dell´Udc, Doriana Ribaudo, ai quali ha chiesto, al più presto, il voto della delibera che prevede il raddoppio dell´addizionale.
a. fras.

(10 luglio 2009)




COMUNICATO STAMPA


SOCIETA’ ACQUE POTABILI S.P.A.:

: approvato il Contratto di Servizio fra l’Autorità dell’ATO1 Palermo, Acque Potabili Siciliane S.p.A. e AMAP S.p.A..


Tale atto consentirà ad Acque Potabili Siciliane di effettuare investimenti infrastrutturali a favore della Città di Palermo, di applicare la stessa logica tariffaria su tutto il territorio del’Ambito e di sviluppare auspicabili sinergie fra i gestori.


Il 9 luglio 2009, la Conferenza dei Sindaci dell’ATO1 Palermo ha approvato il Contratto di Servizio fra l’Autorità dell’Ambito Territoriale Ottimale 1 - Palermo, Acque Potabili Siciliane S.p.A. (APS S.p.A.) e la ex Azienda Municipalizzata Acquedotto di Palermo, ora AMAP S.p.A..


Il Contratto definisce e coordina i rapporti fra l’Autorità, il Soggetto Gestore aggiudicatario dell’affidamento del servizio idrico integrato all’interno della provincia di Palermo (APS) e ’azienda municipalizzata palermitana (AMAP).


Tale atto consentirà ad APS di effettuare investimenti infrastrutturali anche a favore della Città di Palermo, di applicare la stessa logica tariffaria su tutto il territorio dell’Ambito nonché di sviluppare auspicabili sinergie fra i due soggetti gestori di riferimento del panorama idrico palermitano.


La gestione del servizio idrico integrato coinvolgerà a regime gli 82 comuni della provincia palermitana per complessivi 1,2 milioni di abitanti. Attualmente, il territorio gestito da APS ed AMAP interessa oltre l’87% della popolazione dell’intero Ambito Territoriale Ottimale, servita attraverso un reticolo di oltre 2.200 km di reti idriche, 1.500 km di collettori e fognature che recapitano reflui ad una cinquantina di impianti di depurazione.


A livello occupazionale, la gestione del servizio idrico integrato impiega attualmente circa 900 addetti fra dipendenti di APS e di AMAP.


Il piano degli investimenti d’ambito previsto a base di gara è pari ad oltre 850 milioni di Euro e la sottoscrizione dell’accordo faciliterà anche la rapida realizzazione di importanti opere nella Città di Palermo fra cui l’adeguamento del depuratore di Acqua dei Corsari, destinato ad assicurare il


collettamento ed il corretto trattamento dei reflui palermitani e garantendo, al contempo, il miglioramento della balneabilità delle aree interessate dal deflusso del depuratore.


Fra gli obiettivi di breve termine che APS ha in corso: la continuità del servizio di erogazione mediante l’eliminazione della turnazione sull’intero territorio, la riduzione delle perdite di rete, la progressiva copertura del servizio in centri e nuclei non ancora raggiunti.


Contact: Barabino & Partners Investor Relator


Roberto Stasio Francesco Sava


e-mail:mailto r.stasio@barabino.it e-mail: mailto francesco.sava@apotabili.it


Donata Astengo Flavio Grozio


e-mail: mailto d.astengo@barabino.it e-mail: mailto flavio.grozio@apotabili.it


Tel. 010.272.50.48 Tel.: 011.55941


Il comunicato stampa è disponibile sul sito aziendale www.acquepotabilispa.it


Il comunicato stampa è disponibile anche sul sito www.barabino.it dove può essere scaricato dalla sezione "Notizie in tempo reale".


Inoltre tutta la documentazione sulla società (cartella stampa, comunicati precedenti, materiale fotografico, ecc.) è disponibile nella sezione "Ufficio Stampa on Line" dello stesso sito.


Torino, 10 luglio 2009

Acque Potabili: nuovo accordo con ATO1 di Palermo

10/07/2009 17.10

FTA Online News

È stato approvato il Contratto di Servizio fra l'Autorità dell'ATO1 Palermo, Acque Potabili Siciliane S.p.A. e AMAP S.p.A.. Lo riporta una nota della società quotata Acque Potabili. Questo atto consentirà ad Acque Potabili Siciliane di effettuare investimenti infrastrutturali a favore della Città di Palermo, di applicare la stessa logica tariffaria su tutto il territorio del'Ambito e di sviluppare auspicabili sinergie fra i gestori.

Il 9 luglio 2009, la Conferenza dei Sindaci dell'ATO1 Palermo ha approvato il Contratto di Servizio fra l'Autorità dell'Ambito Territoriale Ottimale 1-Palermo, Acque Potabili Siciliane S.p.A. (APS S.p.A.) e la ex Azienda Municipalizzata Acquedotto di Palermo, ora AMAP.

Il Contratto definisce e coordina i rapporti fra l'Autorità, il Soggetto Gestore aggiudicatario dell'affidamento del servizio idrico integrato all'interno della provincia di Palermo (APS) e l'azienda municipalizzata palermitana (AMAP).

La gestione del servizio idrico integrato coinvolgerà a regime gli 82 comuni della provincia palermitana per complessivi 1,2 milioni di abitanti. Attualmente, il territorio gestito da APS ed AMAP interessa oltre l'87% della popolazione dell'intero Ambito Territoriale Ottimale, servita attraverso un reticolo di oltre 2.200 km di reti idriche, 1.500 km di collettori e fognature che recapitano reflui ad una cinquantina di impianti di depurazione. La gestione del servizio idrico integrato impiega circa 900 addetti fra dipendenti di APS e di AMAP.

Il piano degli investimenti d'ambito previsto a base di gara è pari ad oltre 850 milioni di euro e faciliterà la rapida realizzazione di importanti opere nella Città di Palermo fra cui l'adeguamento del depuratore di Acqua dei Corsari, destinato ad assicurare il collettamento ed il corretto trattamento dei reflui palermitani e garantendo, al contempo, il miglioramento della balneabilità delle aree interessate dal deflusso del depuratore.

Fra gli obiettivi di breve termine che APS ha in corso: la continuità del servizio di erogazione mediante l'eliminazione della turnazione sull'intero territorio, la riduzione delle perdite di rete, la progressiva copertura del servizio in centri e nuclei non ancora raggiunti.

http://finanza.lastampa.it/Notizie/0,353095/Acque_Potabili_nuovo_accordo_con_ATO1_di_Palermo.aspx

Acque Potabili: approvato un contratto di servizio in Sicilia

NOTIZIE, clicca qui per leggere la rassegna di Pierpaolo Molinengo , 10.07.2009 17:46


Il 9 luglio 2009, la Conferenza dei Sindaci dell’ATO1 Palermo ha approvato il Contratto di Servizio fra l’Autorità dell’Ambito Territoriale Ottimale 1 - Palermo, Acque Potabili Siciliane e la ex Azienda Municipalizzata Acquedotto di Palermo, ora AMAP.
Il Contratto definisce e coordina i rapporti fra l’Autorità, il Soggetto Gestore aggiudicatario dell’affidamento del servizio idrico integrato all’interno della provincia di Palermo (APS) e l’azienda municipalizzata palermitana (AMAP).
Tale atto consentirà ad APS di effettuare investimenti infrastrutturali anche a favore della Città di Palermo, di applicare la stessa logica tariffaria su tutto il territorio dell’Ambito nonché di sviluppare auspicabili sinergie fra i due soggetti gestori di riferimento del panorama idrico palermitano.
La gestione del servizio idrico integrato coinvolgerà a regime gli 82 comuni della provincia palermitana per complessivi 1,2 milioni di abitanti. Attualmente, il territorio gestito da APS ed AMAP interessa oltre l’87% della popolazione dell’intero Ambito Territoriale Ottimale, servita attraverso un reticolo di oltre 2.200 km di reti idriche, 1.500 km di collettori e fognature che recapitano reflui ad una cinquantina di impianti di depurazione.
A livello occupazionale, la gestione del servizio idrico integrato impiega attualmente circa 900 addetti fra dipendenti di APS e di AMAP.
Il piano degli investimenti d’ambito previsto a base di gara è pari ad oltre 850 milioni di Euro e la sottoscrizione dell’accordo faciliterà anche la rapida realizzazione di importanti opere nella Città di Palermo fra cui l’adeguamento del depuratore di Acqua dei Corsari, destinato ad assicurare il collettamento ed il corretto trattamento dei reflui palermitani e garantendo, al contempo, il
miglioramento della balneabilità delle aree interessate dal deflusso

del depuratore.
Fra gli obiettivi di breve termine che APS ha in corso: la continuità del servizio di erogazione mediante l’eliminazione della turnazione sull’intero territorio, la riduzione delle perdite di rete, la progressiva copertura del servizio in centri e nuclei non ancora raggiunti.





By admin at 10 Luglio, 2009, 10:41 am


Palermo, 10 luglio 2009 – L’assemblea dei Sindaci dell’Ato Idrico Palermo 1 presieduta dal presidente della Provincia, Giovanni Avanti, ha approvato oggi il contratto di servizio fra l’Autorità d’Ambito e l’Amap spa che continuerà a gestire il servizio idrico integrato nella città di Palermo fino al 19 ottobre 2021.


Il contratto regola anche i rapporti fra l’Amap e la Acque Potabili Siciliane (Aps) che gestisce il servizio negli altri 81 comuni del territorio provinciale e alcuni servizi che Amap deve fornire ad Aps. Accanto al contratto è stato anche firmato un atto transattivo nel quale Amap, Comune di Palermo, Aps e Ato rinunciano a tutti i ricorsi in atto pendenti che riguardano l’affidamento del Servizio Idrico Integrato ad Aps. In tema di tariffe, il contratto di servizio e la transazione prevedono esclusivamente un aumento temporaneo di due centesimi al metro cubo per la durata di cinque anni in tutti gli 82 comuni.


L’assemblea dei Sindaci ha poi approvato alcune variazioni del Piano Operativo Triennale dell’Ato che recepiscono la direttiva dell’Agenzia delle Acque, tesa a dare priorità alle opere che riguardano le reti fognarie e gli impianti di depurazione rispetto alle reti idriche.


“Le decisioni adottate oggi – ha sottolineato il presidente Avanti – rappresentano un ulteriore passo per una maggiore efficienza del servizio idrico integrato a tutto vantaggio dei cittadini e delle imprese del territorio. Si definisce la salvaguardia di Amap Spa e si consente ad Amap e Aps di lavorare insieme per il miglioramento dei servizi idrici, fognari e di depurazione. Nel contempo su tutto il territorio potranno continuare ingenti investimenti per la razionalizzazione e il potenziamento dei servizi”.

Ambito Territoriale Ottimale 1 -
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Palermo Tel. 091-6628735 -
091-6628693
Fax 091-6628708/36
L’Ato è istituita ai sensi e per gli effetti dell'art. 9 della Legge n. 36 del 1994, recepita con la Legge Regionale 27 aprile 1999, n. 10, ed in attuazione del decreto del Presidente della Regione del 07/08/2001 I Comuni e la Provincia Regionale di PALERMO appartenenti all'ambito territoriale ottimale denominato PALERMO hanno l’obbligo di organizzare il servizio idrico integrato costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Agli Enti Locali convenzionati compete:
a) la scelta delle forme del servizio idrico integrato;
b) l'affidamento del servizio idrico integrato;
c) l'organizzazione dell'attività di ricognizione delle opere attinenti il servizio idrico integrato;
d) l'approvazione e l'aggiornamento del programma degli interventi, del piano finanziario e del modello gestionale ed organizzativo;
e) la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in attuazione e con le modalità di cui all'art. 13 della Legge n. 36 del 1994;f) l'attività di controllo sui servizi di gestione con particolare riferimento alla verifica dei livelli e degli standard prestabiliti nelle convenzioni con i soggetti gestori. L’ATO 1 PALERMO si occuperà di garantire :
a) la gestione unitaria all'interno dell'ambito dei servizi idrici integrati sulla base di criteri di efficienza ed economicità e con il vincolo della reciprocità di impegni;
b) livelli e standard di qualità e di consumo omogenei ed adeguati nella organizzazione ed erogazione dei servizi idrici;
c) la protezione, la utilizzazione ottimale e compatibile, delle risorse idriche destinate ad uso idropotabile;
d) la salvaguardia e la riqualificazione degli acquiferi secondo gli standard e gli obiettivi stabiliti dalla programmazione regionale e di bacino;
e) la definizione e l'attuazione di un programma di investimenti per l'estensione, la razionalizzazione e la qualificazione dei servizi privilegiando le azioni finalizzate al risparmio idrico ed al riutilizzo delle acque reflue;
f) l'unitarietà del regime tariffario nell'ambito territoriale ottimale definito in funzione della qualità delle risorse e del servizio fornito.
L’ATO 1 PALERMO, si prefigge lo scopo di attingere ai fondi di Agenda 2000 pari al 70% del P.O.R. 2003 – 2006 e la premialità del 10% prevista da Q. S.
Il Comune di Isola delle Femmine delibera Consiglio Comunale 48 del 2.11.01

















http://www.atoidricopalermo.it/interna_ato.asp

Decreto Presidenziale 7 agosto 2001 Modalità costituzione ATO
http://www.atoidricopalermo.it/file/Leggi%20Regione%20Sicilia/7ago01.pdf

1 commento:

Cosi e se vi pare ha detto...

SE ABBIAMO LETTO BENE LA DELIBERA 48 E DEL 2/11/2001. Bene bene e allora era ed e una delle tante trovate di genio dell'emiliano per sitemare qualcuno dei suoi A SCAPITO DEGLI ISOLANI.
CU VULEVA FUTTIRI FU FUTTUTO.
chi DI voTI di scambio ferisce di voti perisce
Così e se vi pare o no