L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























martedì 15 dicembre 2009

Marina Militare Isola delle Femmine Caserma NATO

*Isola delle Femmine disposto divieto dimora per comandante e vide dei Vigili Urbani

DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE di Isola delle Femmine N 33 DEL 30.04.03
"RICHIESTA AL MINISTERO DELLA DIFESA DI RICONVERSIONE AD USO CIVILE DELL'AREA DELL'EX BASE NATO"



delibera di Consiglio n 33 del 30.04.03
Il presidente propone l'adozione della seguente deliberazione:
"Richiesta al Ministero della Difesa di riconversione ad uso civile dell'area dell'ex base NATO"
Il consiglio comunale
Premesso che sul territorio di questo comune insiste un ex deposito munizioni marina Militare;
Vista la nota del Ministero della difesa- Gabinetto del Ministro- Servizio Pubblica informazione, del 20.3.2003. prot n 7/13987/12.17.75/03, con la quale, in risposta a specifica richiesta del Consigliere Giuseppe Ferrante, si comunica:
Che con decreto Ministeriale del 20.12.1998, su richiesta dello stato maggiore della Marina, è stata disposta la definitiva soppressione dell'Ente deposito munizioni della Marina Militare, sito in Isola delle Femmine;
Che, a seguito di quanto disposto, si è proceduto all'effettuazione dei lavori di messa in sicurezza del manufatto e l'infrastruttura è stata cancellata dall'inventario della NATO;
che è incorso di perfezionamento il decreto di dismissione del bene per la sua restituzione all'agenzia del Demanio e che, in assenza di richiesta da parte di organi dello Stato, è prevista la cessione di detto bene alla Regione Sicilia;
Delibera
Prendere atto che, sulla base di quanto dichiarato dal Ministero della Difesa, l'utilizzazione dell'infrastruttura di che trattasi per fini militari è da ritenersi priva di qualsiasi fondamento e che, pertanto, la stessa dovrà essere riconvertita ad usi civili.
Riservarsi di richiedere all'ente cui perverrà la proprietà del bene di concordare la destinazione ultima del bene stesso.
Il consiglio Comunale Vista la superiore proposta di deliberazione
Ritenutola meritevole di approvazione
Con voti unanimi, espressi per alzata di mano, accertati e proclamati da presidente
delibera
Approvare la superiore proposta di deliberazione



EX CASERMA NATO INTERROGAZIONE PARLAMENTARE 4.05706 12.3.03 RISPOSTA 26.4.05
Rifondazione Comunista 
Interrogazioni Presidenza del Consiglio
Interrogazione a risposta scritta 4.05706 del 12 marzo 2003 e risposta pubblicata il 26 aprile 2005

RUSSO SPENA, DEIANA e CENTO
Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della difesa
Per sapere - premesso che: in località Isola delle Femmine, in provincia di Palermo, sorge una base militare NATO ove sono stoccati munizionamenti ed armamenti di cui non è nota né l'esatta tipologia né la consistenza quantitativa; essendo la località di Isola delle Femmine in prossimità del grande centro abitato del comune di Palermo, è di vitale importanza che siano adottate tutte le precauzioni onde scongiurare eventi accidentali che potrebbero procurare drammatiche conseguenze per la popolazione civile -: quale sia la natura degli armamenti e dei munizionamenti stoccati presso la base militare sita nel territorio del comune di Isola delle Femmine (PA); se tale base sia o sia stata classificata quale «deposito generale munizioni Nato»; quali e quante siano le altre basi classificate con la stessa classificazione; quale sia la natura del tipo di armamento contenuto nelle basi denominate «deposito generale munizioni Nato»; se in tali basi siano presenti magazzini di materiali di difesa NBC (Nucleare, batteriologica, chimica); quali siano i piani di emergenza previsti per la popolazione civile delle aree circostanti tali basi; se siano stati valutati i rischi connessi alla vicinanza ad Isola delle Femmine dell'area metropolitana della città di Palermo; quali siano gli intendimenti del Governo per la futura operatività di tale base; se in relazione all'adozione del principio di cautela non ritenga opportuno il suo smantellamento. (4-05706)
Risposta. - Occorre in premessa precisare che in Italia non esistono depositi di munizioni costruiti, gestiti ed impiegati dalla NATO nei termini indicati con l'atto in questione. In particolare, alcuni depositi attualmente in uso, presentano internamente delle strutture costruite e/o ampliate con fondi NATO - e, pertanto, inserite nell'inventario NATO - ma, di fatto, sono gestiti ed impiegati per le esigenze delle nostre Forze armate. Ciò posto il deposito munizioni della Marina militare, sito nel territorio del comune di Isola delle Femmine (Palermo), è stato soppresso a far data dal 30 giugno 1998, in attuazione delle disposizioni di cui al decreto ministeriale 20 dicembre 1998 e, alla fine dello stesso anno, sono state completate le operazioni di trasferimento del munizionamento presente a quella data all'interno dei relativi locali. Al riguardo, il sindaco del suddetto comune, a seguito di un sopralluogo effettuato nel marzo 2003 per verificare la presenza o meno di armi nell'area in argomento, ha confermato che la base non viene più utilizzata quale deposito di munizioni. In particolare, il citato Deposito è stato ufficialmente cancellato dall'inventario NATO il 29 febbraio 2000 e chiuso il successivo 1o aprile, con conseguente completamento dei lavori di messa in sicurezza dell'infrastruttura mediante chiusura definitiva delle gallerie con elementi strutturali. Stante la carenza d'interesse al mantenimento della disponibilità del bene, per le finalità istituzionali della Forza armata, ne è stata determinata la dismissione. Il relativo iter procedimentale è, allo stato, in corso di definizione. A tal proposito, l'Ufficio territoriale del Governo di Palermo ha reso noto che l'amministrazione comunale interessata ha già intrapreso iniziative volte ad ottenere l'affidamento dell'intera area in parola per includerla nella locale riserva naturale. Quanto alla disponibilità di altri depositi classificati con la stessa denominazione «NATO», sono attualmente in uso tre depositi, nei quali viene custodito munizionamento navale di tipo convenzionale e, in particolare, in due di essi è presente materiale di proprietà nazionale destinato esclusivamente alla protezione individuale e al rilevamento NBC che non comporta, quindi, alcun pericolo per le aree abitate limitrofe. Con riferimento, in ultimo, ai piani d'emergenza per la popolazione civile si precisa che la predisposizione degli stessi è demandata alle prefetture territorialmente competenti con l'eventuale concorso della Difesa. Peraltro, si sottolinea che la scelta dei siti su cui dislocare i depositi e le misure di sicurezza in atto escludono eventuali pericoli per le aree abitate. Il Ministro della difesa: Antonio Martino.


EX Caserma NATO il COMUNE che fà?


EX Caserma NATO di Isola delle Femmine in vendita?

ISOLA DELLE FEMMINE TRA STORIA E TRADIZIONE

FEDERALISMO Demaniale

Isola delle Femmine Radr meteo o acquario marino?

SERIT SICILIA S.P.A. profili di illegittimità nella riscossione dei tributi



 

UN ACQUARIO MARINO NELLA EX CASERMA NATO DI ISOLA DELLE FEMMINE.

SIGLATO A PALAZZO COMITINI IL PROTOCOLLO DI COLLABORAZIONE

INTESA fra nove partner pubblici e privati per il riutilizzo dell'ex caserma Nato. Sorgerà anche un osservatorio biologico permanente


Palermo 9 febbraio 2007 – Una forte sinergia fra le istituzioni pubbliche e i privati per far nascere a Isola delle Femmine un acquario marino e un osservatorio biologico permanente integrati con la riserva marina.  I primi passi per la realizzazione di una struttura unica in Sicilia e in tutto il meridione sono stati mossi oggi a palazzo Comitini con la stipula di un protocollo d’intesa fra 9 partner che metteranno risorse e know-how per dare corpo ad un progetto che, come è stato sottolineato, ha un forte valenza di carattere turistico e scientifico.
L’acquario marino e l’osservatorio biologico sorgeranno presso la ex Caserma Nato di Isole delle Femmine, una struttura ormai dismessa, ma perfettamente integra, ben collegata e inserita in un contesto urbanistico e ambientale, di proprietà del Demanio marittimo. Sono già state avviate le procedure per la cessione dell’immobile e dell’area al Comune di Isola delle Femmine e alla Provincia che è l’ente proponente e capofila dell’iniziativa.
Erano presenti all’incontro di oggi per la firma del protocollo tutti e nove i partner, il Presidente della Provincia Francesco Musotto, l’assessore provinciale al controllo ambientale Raffaele Loddo,  gli assessori regionali al territorio e ambiente Rossana Interlandi e al turismo Dore Misuraca, il vice Presidente nazionale di Confindustria Ettore Artioli, il sindaco di Isola delle Femmine Gaspare Portobello, il professore Silvano Riggio dell’Università di Palermo, il direttore dell’Arpa Sicilia Sergio Marino,  e i rappresentanti di due società che si occuperanno di sviluppare l’analisi di gestione e i canali di finanziamento, Mario Battello direttore dell’associazione Tecla, Marcello Scalisi, amministratore delegato di Unimed Servizi.
Il protocollo stipulato oggi dà il via alla fase di progettazione e di tutte le attività parallele correlate al progetto di cui si occuperà un comitato organizzativo, mentre un comitato tecnico  fornirà tutte le informazioni tecniche necessarie oltre a creare una rete di contatti con la comunità scientifica di settore e a promuovere l’iniziativa nell’area euromediterranea.
“Un progetto ambizioso  - sottolinea il Presidente Musotto – che ci siamo voluti intestare
per dare una scossa forte ad un territorio dalla forte vocazione turistica con una riserva marina, quella di Isola delle Femmine-Capo Gallo, che rappresenta un patrimonio ambientale unico. La realizzazione dell’acquario sarebbe quindi strettamente collegata alla presenza della riserva che da questa iniziativa potrebbe trarre un nuovo rilancio. Abbiamo quindi voluto coinvolgere tutti i soggetti interessati per dare più forza a questa nostra iniziativa che proporremo all’interno di un circuito di finanziamenti dell’Unione Europea per il programma 2007-2013 nel settore della ricerca e dell’ambiente”.
“Il protocollo di oggi – aggiunge l’assessore Loddo – sarà immediatamente operativo con l’avvio dei due tavoli  uno organizzativo e uno scientifico. I privati saranno parte essenziale del progetto, soprattutto per la parte relativa alla futura gestione. I partner pubblici da parte loro hanno sposato in pieno l’iniziativa e quindi ci sono tutte le potenzialità per procedere in un percorso di condivisione progettuale”.
L’assessore Interlandi ha sottolineato come “il progetto si inserisce in una linea dell’assessorato che punta a valorizzare le biodiversità e a rivedere il sistema delle aree protette”, mentre l’assessore Misuraca ha ribadito “il pieno impegno dell’amministrazione regionale su un’iniziativa dalle forti refluenze turistiche che però deve sin da subito camminare velocemente cominciando dalla fase progettuale e dall’individuazione delle risorse”.






5 MARZO 2007
Stamattina alle 10:30 il presidente della Provincia Francesco Musotto, l’assessore provinciale al controllo ambientale Raffaele Loddo, il sindaco di Isola delle Femmine Gaspare Portobello, il vicepresidente nazionale di Confindustria Ettore Artioli, l’assessore regionale al territorio Rossana Interlandi e i vertici di Marisicilia effettueranno un sopralluogo presso la ex Caserma Nato di Isola dove si vogliono realizzare un acquario marino el’osservatorio biologico permanente. Nove partner istituzionali lo scorso 9 febbraio avevano siglato a palazzo Comitini il relativo accordo di programma.
L’incontro servirà a verificare lo stato effettivo dell’edificio e a mettere a punto le procedure per la cessione definitiva della ex Caserma Nato agli enti pubblici, Provincia e Comune di Isola, da parte di Marisicilia e dell’Agenzia del demanio.
Immobili ex militari trasferiti al Demanio
Dalle Regioni prime proposte di riuso

SICILIA 21 marzo 2007
La provincia di Palermo ha effettuato il primo sopralluogo all’ex caserma Nato di Isola delle Femmine, dove sorgeranno un acquario marino e un osservatorio biologico permanente

RELAZIONE PROGRAMMA TRIENNALE OPERE PUBBLICHE 2007 – 2009
Direzione Contabilità Generale e Programmazione Finanziaria
UFFICIO PROGRAMMAZIONE
~ PRESENTAZIONE ~

Il Presidente
On.le Avv. Francesco Musotto
Lo schema di Programma Triennale Opere Pubbliche 2007 – 2009 è stato approvato ed emendato dal Consiglio Provinciale con provvedimento n. 044 del 23/06/2007.

Lo schema si compone dei seguenti allegati prescritti dall’art.14 della Legge 109/94 nel testo coordinato con le norme di cui alla L.R. 7/02 e L.R. 7/03 e dal Decreto AI ll.pp. DEL 3/10/2003

Fonte finanziamento: Fondi propri

MODIFICHE IMPORTO DELLE SEGUENTI OPERE:

Ctg. 11 a – Opere di protezione dell’ambiente
Tip. 01 – Nuova costruzione
Descrizione opera: Realizzazione di un acquario marino ed oservatorio biologico
marino permanente presso la ex base NATO di Isola delle Femmine - Palermo
IMPORTO: da € 80.000.000,00 a € 50.000.000,00 – Annualità: 2008
Priorità assoluta: 190
Ctg. 08 – Edilizia sociale e scolastica
Tip. 01 – Nuova costruzione
Descrizione opera: Bisacquino - IPSA ampliamento
IMPORTO: da € 6.988.000,00 a € 7.425.000,00 – Annualità: 2007
Priorità assoluta: 27


ACQUARIO A ISOLA DELLE FEMMINE: UFFICIALIZZATI GLI INCARICHI PER LE INDAGINI PRELIMINARI SUL CAMPO



Nominati gli ingegneri Carruba e Buffa, che si occuperanno, rispettivamente, dell'aspetto geotecnico e idrologico-idraulico. Loddo: "Studio di fattibilità pronto entro ottobre"

Palermo 11 luglio 2007 – Prima l’inserimento nel piano triennale delle opere pubbliche 2007-2009 e poi il via agli incarichi preliminari allo studio di fattibilità. Prosegue il percorso avviato dalla Provincia per la realizzazione di un acquario marino e un osservatorio biologico marino presso la ex base Nato di Isola delle Femmine. Lo studio preliminare è stato inserito dalla giunta Musotto nel piano triennale delle opere pubbliche, recentemente approvato dal Consiglio provinciale, per l’anno 2008 con un importo di 80 milioni di euro, fondi europei. Adesso la giunta, su proposta dell’assessore al controllo ambientale Raffaele Loddo, ha dato il via libera a due incarichi tecnici necessari per procedere allo studio di fattibilità.  La consulenza geotecnica è stata affidata all’ingegnere Daniele Carruba, mentre la consulenza idrologica ed idraulica è stata affidata all’ingegnere Deimi Buffa. “Dopo la stipula del protocollo d’intesa con tutti i partner istituzionali – sottolinea l’assessore Loddo – le procedure sono state avviate e, in attesa di definire l’iter burocratico con l’Agenzia del demanio per la cessione dell’area, stiamo provvedendo a redigere lo studio di fattibilità. Contiamo di poterlo presentare entro il prossimo ottobre.  Sul progetto acquario marino c’è grande interesse da parte dei comuni del comprensorio e da parte nostra stiamo facendo tutti i passi necessari”.
L’acquario marino e  l’osservatorio biologico permanente sorgeranno in un’area nel territorio di Isola delle Femmine di quasi 500 mila metri quadrati, oggi in carico alla Marina Militare, dopo essere stata base della Nato dal 1955 al 1999 sotto il controllo degli Usa.
I partner del progetto sono Provincia,Regione (assessorati territorio e ambiente e turismo),Comune di Isola delle Femmine, Confindustria,  l’Università di Palermo, l’Arpa Sicilia,  e le due società che si occuperanno di sviluppare l’analisi di gestione e i canali di finanziamento, l’associazione Tecla e la Unimed Servizi.

http://www.provincia.palermo.it/pls/provpalermo/v3_s2ew_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=1175


UN ACQUARIO MARINO NELLA EX BASE NATO DI ISOLA DELLE FEMMINE - ENTRO 45 GIORNI LO STUDIO DI FATTIBILITA'


Prosegue l'iter per la riconversione della struttura e dell'area di quasi 500 mila quadrati che la Marina Militare intende dismettere - Il comitato tecnico ha dato il via alla fase operativa


Palermo 5 ottobre 2007 – Sarà pronto entro 45 giorni lo studio di fattibilità per la realizzazione  dell’acquario marino e di un osservatorio biologico permanente presso la ex base Nato di Isola delle Femmine. Entro la primavera del 2008 inoltre nell’area di quasi 500 mila metri quadrati, oggi in carico alla Marina Militare, sarà aperto un percorso naturalistico. E’ quanto emerso dalla riunione del comitato tecnico organizzativo convocata presso il centro direzionale della Provincia dall’assessore al controllo ambientale Raffale Loddo. Erano presenti tutti i partner che hanno aderito al protocollo d’intesa stipulato lo scorso febbraio a palazzo Comitini: la Provincia con l’assessore Loddo, il sindaco di Isola delle Femmine Gaspare Portobello, il coordinatore del progetto Ugo Piazza, Vincenzo Vitale delegato dell’assessorato regionale al turismo, Mauro Mannino delegato dell’assessorato regionale al territorio e ambiente, Giada Platania di Confindustria Sicilia. Nell’occasione si è anche insediato il comitato scientifico composto dall’Università di Palermo, con il professore Silvano Riggio, l’Arpa Sicilia, con l’ingegnere Rosanna Grao, la Unimed-Servizi, con l’amministratore delegato Marcello Scalisi e l’associazione Tecla.
Via libera dunque allo studio di fattibilità, soprattutto dopo la notizia che la Marina Militare ha ufficialmente comunicato la sua disponibilità alla cessione del bene alla Provincia, attraverso accordo con l’Agenzia del demanio. I partner dell’iniziativa hanno quindi affrontato gli aspetti tecnico-organizzativi che vedranno l’Università,l’Arpa e l’Unimed, quindi il comitato scientifico, occuparsi delle questioni relative alle vasche,alla flora e alla fauna, e ad un confronto con le altre strutture di questo tipo presenti in Italia e all’estero. L’Assessorato al Turismo svilupperà gli aspetti relativi ai movimenti turistici che potrebbe attivare l’iniziativa, l’assessorato al Territorio si occuperà invece in questa fase della definizione del percorso naturalistico che affiancherà l’acquario, mentre Confindustria è già al lavoro per attivare forme di partenariato con investitori privati. Il tutto con il coordinamento della Provincia.  Altre iniziative che partiranno a breve sono un concorso di idee per la realizzazione del marchio, partenariati con l’acquario di Genova, e con l’Università per l’utilizzo sperimentale di alcune delle gallerie presenti nell’area.
“Il percorso – sottolinea il Presidente Francesco Musotto – va avanti secondo i piani e i tempi stabiliti. C’è grande volontà ed entusiasmo da parte di tutti i partner per un’iniziativa che potrebbe avere ricadute straordinarie per tutto il comprensorio”.
“L’interesse – aggiunge l’assessore Loddo – è confermato dalle numerose proposte di collaborazione che sono pervenute da parte di altre strutture e centri di biologia marina, a conferma della validità del progetto e della autorevolezza degli enti che hanno stipulato il protocollo”.






Isola delle Femmine,Disastro aereo, ENAC, Finmeccanica ,Palermo,Wind Shear Detecting System, Punta Raisi, Riggio VIDEO WINDSHEAR, Windshear Delibera Consiglio 20.12.06,Portobello,NATO


2 Luglio rilasciato parere di conformità urbanistica per il Radar Enav  

Delibera G.C. 55 2.7.09
Conferimento incarico all’Avvocato Lo Monaco per impugnazione decreto Assessoriale 7.5.09 sulla variante urbanistica per la realizzazione del radar metereologico in questo Comune
(ENAV richiede prot. AT/INF/106935 21 maggio 2009 all’ARTA prot 39665 e per conoscenza al Comune di Isola “parere di conformità urbanistica.
2 luglio 2009 Servizio 3 Assessorato con prot. 51882 rilascia parere di conformità urbanistica ex art 6 L.R. 65/81 copia viene trasmessa al COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE)

 

Va in affitto l’ ex base Nato ecco le gallerie dei misteri

Repubblica — 30 dicembre 2005   pagina 7   sezione: PALERMO
Per anni abbiamo visto quel militare sulla galleria dell’ autostrada di Isola delle Femmine, armato come se fosse in guerra. Provavamo a scrutare oltre, ma c’ era sempre un bosco che sembrava di un’ altra regione a coprire la montagna. Tutti gli altri boschi attorno a Palermo venivano cancellati dalle villette, il bosco di Isola no. Poi, un giorno di cinque anni fa, il militare non salì più sulla garitta blindata. E tutti si chiesero che fine avesse fatto. Ognuno aveva la sua storia: dicevano che nel ventre della montagna c’ era una polveriera, oppure un deposito non si sa di cosa. Qualcuno era passato dai portici di via Ruggero Settimo e aveva incrociato i cartelloni dei pacifisti: su Isola c’ era il simbolo della Nato e di un deposito di munizioni. Quando nessuno lo sapeva, trent’ anni fa, Peppino Impastato aveva fotografato uno strano elicottero che atterrava dentro il bosco. Per entrare oltre il segreto militare che nessun civile ha mai potuto attraversare, è stata necessaria a Repubblica un’ autorizzazione della Marina. «La base è stata dismessa dalla Nato nel 2000 e adesso è tornata al Demanio», dice il capitano di fregata Francesco Maugeri mentre attraversiamo il cancello sulla strada statale di Isola, quasi all’ ingresso del paese. «La futura utilizzazione non sarà militare – precisa l’ ufficiale – la Marina ha già comunicato di non essere interessata alla struttura. Al momento, noi ci limitiamo a custodire i luoghi». La strada è tutta in salita e comincia subito ad arrampicarsi sulla montagna. Ci scortano gli uomini che hanno in custodia la struttura: il corteo di auto procede lentamente su una curva mozzafiato che passa sulla galleria dell’ autostrada e finisce alla garitta del militare che non c’ è più. Da quel punto il corteo può accelerare: la strada sembra tutta dritta, fino al bosco che si vede in lontananza, il bosco che nasconde il mistero. C’ è un silenzio irreale attorno. All’ improvviso non si vedono più neanche le auto che sfrecciano sull’ autostrada. Da un lato c’ è la montagna, dall’ altro il mare e l’ isolotto delle Femmine che sembra di poter toccare con un dito. Peppino Impastato aveva fatto la foto giusta: nel bosco c’ è un grande eliporto. Ci vogliono cento e più passi per percorrere solo un lato del quadrato dipinto con le strisce bianche: è l’ unica vera porta per entrare dentro la base. Dal cielo. Adesso la montagna è lì, davanti all’ eliporto, e appare nel suo vero aspetto. Il segreto è rimasto protetto per cinquant’ anni da una gola: fra le pareti ricoperte di reti antimassi sale una strada intervallata da due piazzole. Si comincia a vedere una grande apertura dentro la montagna, se ne intravede anche un’ altra. I custodi della base spiegano che sono l’ ingresso delle gallerie. La base ne ha sei: la più piccola è di 650 metri, la più lunga di 950. Ci avviciniamo. Un cancello sbarra l’ ingresso alla galleria numero uno. Sopra c’ è il simbolo della Nato. Ovunque le scritte sono in italiano e inglese. L’ enorme macchinario che alimenta il sistema di aerazione del tunnel appare in ottimo stato. Si può provare a guardare oltre il cancello: c’ è un corridoio di trenta metri, dal quale si dipartono i due rami della galleria. Inutile chiedere alle guide cosa ci fosse dentro. Non rispondono. Nell’ 86 il ministro della Difesa Spadolini provò a rassicurare che nel ventre della montagna non c’ erano testate nucleari. Ma il deputato della Sinistra indipendente Giovanni Salatiello insisteva: «Elicotteri sbarcano armi pericolose dalle navi della Sesta Flotta ferme al largo». Doveva esserci un gran fermento fra queste gallerie. Mi spiegano che qualunque cosa portassero dentro, utilizzavano muletti elettrici. Sparse dietro il bosco sono rimaste delle casermette, ma nessuna ha l’ aria di una centrale operativa. Forse, la consolle di comando è rimasta dentro la montagna. La strada che sale nel ventre della roccia porta alle altre gallerie. «La base nacque negli anni Cinquanta – spiega il comandante Maugeri – all’ epoca c’ erano solo quattro aperture. Nel ‘ 92 furono iniziati i lavori per gli altri due tunnel, poi completati nel ‘ 97». Eccoli, sono quelli più alto, e anche i più profondi. La guerra fredda era finita da un pezzo, eppure la Nato continuava a scavare nelle montagne alle porte di Palermo per sistemare altre armi e munizioni. C’ era davvero una polveriera sotto la città, e nessuno lo sapeva. Qualcuno a Isola provava a protestare, ma la protesta durava una notte, il tempo necessario ai militari per chiudere gli ingressi al paese e far passare colonne di camion sulla statale. Fra i ricordi della Guerra fredda c’ è anche l’ arrivo di una nave americana al porticciolo del paese, due volte all’ anno. Nessuno ha mai saputo cosa scaricassero alla base. Da quassù, quasi a toccare Pizzo Mollica e Monte Raffo Rosso, parte un canale: passa sotto l’ autostrada e va a finire a mare. I pescatori raccontano di quella maledetta primavera di vent’ anni fa: le motovedette blindarono il mare davanti al canale. Qualcuno disse che venivano giù proiettili, a causa dell’ alluvione. Altri sostennero che le armi salivano. Oggi lo sbocco a mare del canale è una discarica. «La zona della base, sotto la vigilanza della Marina, è rimasta intatta dal punto di vista naturalistico – tiene a dire Francesco Maugeri – e le gallerie sono state sigillate dopo un’ accurata bonifica. Continuiamo a tutelare l’ area fino a quando non arriverà un nuovo proprietario». Ecco il punto. Il Comune di Isola ha lanciato la proposta di annettere i 450 mila metri quadrati dell’ ex struttura militare alla riserva di Capo Gallo. Anche l’ Ismett, l’ istituto trapianti, ha chiesto notizie sulle gallerie. Per il momento non ci sono altri pretendenti. Non resta che guardare ancora una volta lo spettacolo mozzafiato che si gode dalla grande terrazza sul mare, e sperare che da queste parti non arrivino mai gli speculatori. Altrimenti, meglio che la base resti chiusa per altri cinquant’ anni. SALVO PALAZZOLO


Sei gallerie dentro la montagna


Sei gallerie nel cuore della montagna, profonde fino a 800 metri. Un eliporto nascosto dal bosco. Un canale che passa sotto l' autostrada e arriva a mare. Ecco la base Nato di Isola delle Femmine, il deposito di armi e munizioni (quali non si è mai saputo) che si affaccia sul tratto di autostrada fra le due gallerie: per cinquant' anni gli automobilisti hanno visto soltanto due militari dentro una garitta. Il mistero è rimasto protetto da una folta vegetazione e dalla montagna. L' operazione trasparenza è arrivata ieri mattina. Per la prima volta i cancelli sono stati aperti a un rappresentante delle istituzioni civili, è il sindaco di Isola delle Femmine Stefano Bologna che aveva chiesto di essere rassicurato sull' effettivo smantellamento della struttura. L' operazione trasparenza è stata decisa in tutta fretta dai vertici militari dopo un articolo di "Repubblica" che informava delle denunce presentate dal deputato Giovanni Ferro e dai pacifisti su strani movimenti di camion attorno alla base. L' appuntamento è per le 11.30. All' ingresso, sulla statale 113, il sindaco incontra due marescialli della Capitaneria di porto, i comandanti dei carabinieri di Isola e Torretta. Poco dopo arrivano anche due ispettori della Digos. Il corteo, tre auto in tutto, si avvia lungo la strada della montagna. La stampa resta invece al cancello, niente autorizzazione. La caserma all' ingresso ha porte e finestre sbarrate da ormai dieci anni. Il cancello da cui si accede alla base è invece sempre rimasto aperto, vigilato con discrezione da una pattuglia. La delegazione intrattiene il sindaco per mezz' ora. Poi, all' uscita, è il momento del bilancio. I marescialli della Marina e dei carabinieri vanno via, resta solo la Digos all' improvvisata conferenza stampa. «Mi hanno rassicurato che nelle gallerie dentro le montagne non c' è più nulla da anni. Sono convinto che sia proprio così», esordisce il sindaco Bologna. «Io stesso ho visto gli ingressi delle sei gallerie chiuse ermeticamente con delle sbarre di acciaio arrugginite». Al primo cittadino è stato spiegato che il deposito non è più ufficialmente della Nato ma della Marina militare che l' ha affidato in custodia alla Capitaneria di porto di Palermo. «Il personale di vigilanza - dice il primo cittadino - è addirittura civile, e opera senza armi. Unico scopo del servizio è impedire l' azione dei vandali». La base nacque negli anni Cinquanta. Quella vallata nascosta fra Pizzo Mollica e monte Raffo Rosso è una postazione unica. Da ieri, grazie al sopralluogo del sindaco Bologna, sappiamo esattamente cosa c' è alla fine del percorso che si inerpica sulla galleria autostradale di Isola delle Femmine. Dopo circa duecento metri, si trova il primo tunnel-deposito. Porta sbarrata: l' effettiva dimensione e le strutture che ospita sono ancora segreti militari. «La galleria più piccola è di 80 metri, la più grande di 800», è stato spiegato dai sottufficiali della Capitaneria a Stefano Bologna. Si arriva quindi a un bivio. La strada che sale verso la montagna conduce a un magazzino e alle restanti gallerie. L' altro percorso è in direzione della grande conca. è lì l' eliporto. Attorno ci sono alcune casermette: una era adibita al corpo di guardia, composto da una ventina di militari che si alternavano alle garitte. «Ho visto piccole strutture prefabbricate», spiega il sindaco. Dove fosse la base comando non si sa. Forse dentro le gallerie? Lì Bologna non è potuto entrare. Dalla conca, poi, è ben visibile un canale che arriva al mare, passando sotto l' autostrada. - SALVO PALAZZOLO

Palermo - Radar contro Città della scienza dubbi sull’ex base della Marina
di Luca Insalaco

Antenna per rilevare il wind shear da un lato, parco marino dall’altro. In ballo 80 mln di €. Due progetti completamente differenti in programma per lo stesso sito


PALERMO – Radar meteo o acquario marino? La destinazione dell’ex base della Marina militare italiana di Isola delle Femmine è un dilemma. L’area, come si ricorderà, è stata individuata dall’Enav per l’installazione dell’antenna Tdwr (Terminal doppler weather radar), un potente radar per il rilevamento e il monitoraggio del wind shear, fenomeno atmosferico particolarmente presente a Punta Raisi, che insidia gli aerei in fase di decollo e atterraggio. Alla vigilia della tornata elettorale, l’Assessorato regionale Territorio e ambiente, accogliendo le richieste del comitato “No radar”, ha stoppato l’iter autorizzativo per consentire tutti gli accertamenti sanitari e sull’impatto ambientale del progetto. Una decisione che, per il momento, ha rasserenato la popolazione, poco propensa a barattare la sicurezza dei voli con la propria salute.

Il sito, però, già nel 2007 era stato scelto per farvi sorgere una delle più imponenti “città della scienza” d’Europa, per lo studio e la tutela della flora e della fauna del Mediterraneo, con annessi acquario, percorso ambientalistico, stazione di biologia marina e ostello della gioventù nelle vicinanze dell’aeroporto palermitano. Tra i partner del progetto, firmatari di un protocollo d’intesa, gli assessorati regionali Turismo e ambiente, la Provincia regionale di Palermo, Arpa Sicilia, il Comune di Isola delle Femmine, l’Università di Palermo, Confindustria Sicilia, Tecla e Unimed Servizi.

“L’intervento di Confindustria Sicilia – fu il commento di Ettore Artioli, allora vicepresidente dell’associazione degli industriali per il Mezzogiorno - mira a promuovere la nascita, attorno a questo centro scientifico-turistico internazionale, di un sistema che, fra strutture di ricerca, attività ricettive e indotto dei servizi, sia capace di assorbire circa tremila persone”.

Lo studio preliminare fu inserito dalla Giunta Musotto nel Piano triennale delle opere pubbliche, per l’anno 2008, con un importo di 80 milioni di euro, fondi europei, e affidò a due tecnici l’incarico di redigere lo studio di fattibilità. Adesso l’opera è stata inserita nel Piano triennale delle opere pubbliche, attualmente in Consiglio provinciale, per l’anno 2010. La spesa prevista è di 50 milioni di euro, contro gli 8 milioni di euro, anche in questo caso fondi comunitari, in ballo per l’antenna meteo. Uno dei due progetti è probabilmente di troppo.

In Consiglio. Opere pubbliche l’opposizione “Libro dei sogni”

PALERMO – In Consiglio provinciale, intanto, si è conclusa la discussione generale sul Piano triennale delle opere pubbliche. Per il triennio 2009/2011, il documento di programmazione prevede 407 opere, di cui 194 nel settore viabilità, con un fabbisogno finanziario di oltre 2 miliardi e 658 milioni di euro.
L’esame ha già incontrato il giudizio negativo dell’opposizione: “Siamo di fronte al cosiddetto libro dei sogni – ha detto il capogruppo del Pd, Gaetano Lapunzina – con un’elencazione infinita di opere che non sono realizzabili. Tanti finanziamenti sono virtuali e non sono stati ancora accreditati 112 milioni di euro per la viabilità”.
Per Antonio Marotta, consigliere di Rifondazione comunista, si tratta di “un triennale basato soltanto su un’ipotesi di finanziamento. Mancano le risorse e anche per le annualità 2009/2010 molti interventi sono previsti attraverso fondi del Por Sicilia e con poca sicurezza”.


Articolo pubblicato il 01 luglio 2009

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