L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 4 dicembre 2009

"Liquidazione competenze spettanti ai componenti della Commissione concorso per la progressione verticale per la copertura di n.2 posti part-time a 30 ore settimanali di “Architetto”, Cat.”D3” Q.F.“Istruttore Direttivo”, e di n.1 posto full-time di “Operatore”, Cat.”A” Q.F.“Addetto al cimitero COMMISSIONI EDILIZIE E NORMATIVE

Liquidazione competenze spettanti ai componenti della Commissione concorso per la progressione verticale per la copertura di n.2 posti part-time a 30 ore settimanali di “Architetto”, Cat.”D3” Q.F.“Istruttore Direttivo”, e di n.1 posto full-time di “Operatore”, Cat.”A” Q.F.“Addetto al cimitero 

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
Provincia di PALERMO

7° SETTORE “GESTIONE RISORSE UMANE”

2° SERVIZIO “GESTIONE GIURIDICO-ECONOMICA DEL PERSONALE”
N° 74/2009 del Registro del Servizio

DETERMINAZIONE DEL CAPO DEL 7° SETTORE
N.77 DEL 04 dicembre 2009


OGGETTO: "Liquidazione competenze spettanti ai componenti della Commissione concorso per la progressione verticale per la copertura di n.2 posti part-time a 30 ore settimanali di “Architetto”, Cat.”D3” Q.F.“Istruttore Direttivo”, e di n.1 posto full-time di “Operatore”, Cat.”A” Q.F.“Addetto al cimitero”.

IL RESPONSABILE DEL 7° SETTORE

Visto l'art.51 della legge 8 giugno 1990, n.142, recepita con modifiche dall'art.1 della L.R. 11.12.1991, n.48, nel testo sostituito dall’art.12 della L.R. n.30/2000;

Visto il D.Lgs. 30 marzo 2001, n.165 e successive modificazioni ed integrazioni;

Visto l'art.6 della legge 15 maggio 1997, n.77;

Visto l'art.2 della legge regionale 7 settembre 1998, n.23;
Dato atto che la struttura organizzativa dell’Ente si articola in Settori e Servizi;

RILEVATO che per il 7° Settore la responsabilità “ad interim” è stata conferita dal Sindaco alla sottoscritta con nota prot. n. 1228/int del 01/10/2009;

Visto il vigente O.A.EE.LL. in Sicilia;

Ritenuta, pertanto, la propria competenza in merito all’oggetto, ai sensi della normativa sopra richiamata e per i motivi sopra indicati;

Visto il vigente regolamento sull’Ordinamento degli Uffici e dei Servizi Comunali, approvato con deliberazione della Giunta Comunale 29 del 14 febbraio 2002;

Vista la deliberazione della G.M. n.69 del 29.06.2007 con la quale è stata autorizzata l’assunzione a tempo indeterminato di n.2 Architetti, Cat.”D3” e di n.1 Addetto al cimitero, Cat.”A”;

Che con determinazione del Sindaco n.50 del 13.12.2007 è stata fissata la composizione della Commissione giudicatrice del concorso di che trattasi;

Che la succitata Commissione ha regolarmente provveduto all’adempimento dei compiti di competenza, trasmettendo gli atti al Capo dell’Amministrazione per i successivi adempimenti;

Che con determinazione n.53 del 28.12.2007 il Sindaco ha preso atto delle risultanze della procedura selettiva per la stabilizzazione del personale precario ed ha provveduto a nominare gli idonei ad essere stabilizzati;

Visto il Decreto della Presidenza della Regione siciliana del 27.04.1995 sui compensi da corrispondere ai componenti le commissioni concorso, nonché l'art.118 del Regolamento sull’Ordinamento degli Uffici e dei Servizi comunali, il quale statuisce che per i concorsi nei quali è prevista la sola prova selettiva il compenso viene ridotto di un quarto;

Rilevato dall'art.1 del sopra citato Decreto che il compenso per ogni seduta è stabilito in € 26,24 che, ridotto di un quarto, corrisponde ad una cifra pari a € 19,68 a seduta, mentre per ogni concorrente ammesso a concorso è previsto un compenso integrativo determinato in € 5,06, che ridotto di un quarto corrisponde ad una cifra pari a € 3,79, per un totale complessivo per ciascun componente di € 53,79;

Rilevato, inoltre, che l'art.2 del predetto decreto prevede, al 1° capoverso, che ai componenti le commissioni esaminatrici dei concorsi non può essere corrisposto un compenso complessivo inferiore a € 808,93, che ridotto di un quarto corrisponde ad una somma pari a € 606,70;

Ritenuto, a tal punto, doveroso procedere alla liquidazione delle somme spettanti a ciascuno dei componenti della Commissione giudicatrice del concorso di che trattasi nella misura di € 606,70 per ciascun componente;

Considerato che le competenze di cui sopra spettanti ai due componenti della Commissione sono da assoggettare a contributo INPDAP e all'IRAP essendo redditi assimilabili a lavoro dipendente e, pertanto, occorre computare gli oneri riflessi a carico dell'Amministrazione calcolati in € 587,89;
Visto il corrente bilancio di previsione;

D E T E R M I N A

Per le considerazioni e ragioni indicate in premessa,
1. LIQUIDARE ai Sigg. componenti della Commissione giudicatrice della procedura selettiva per la progressione verticale, finalizzata alla copertura di n.2 posti part-time a 30 ore settimanali di “Architetto”,

Cat.”D3” Q.F.“Istruttore Direttivo”, e di n.1 posto full-time di “Operatore”, 

Cat.”A” Q.F.“Addetto al cimitero”, previsti in dotazione organica, le spettanze nella misura a fianco di ciascuno indicate quali competenze agli stessi spettanti:
Dr. Manlio Scafidi - Segretario comunale capo € 606,70
Sig.ra Nunzia Pirrone – Responsabile del 1° settore € 606,70
Ing. Gaetano Collura – Dipendente tecnico del Consorzio ASI € 606,70

T O T A L E € 1.820,10

Oneri riflessi a carico dell'Amministrazione
8,50% + 23,80% su € 1.820,10 € 587,89
TOTALE COMPLESSIVO DELLA SPESA € 2.407,99

2. IMPUTARE la spesa complessiva di € 2.407,99, come segue:

- quanto a € 1.820,10 sul Cap.58 "Compenso ai componenti interni commissioni concorso" del corrente bilancio, che presenta la necessaria disponibilità;
- quanto a € 587,99 sul Cap.56.5 "Oneri su retribuzioni al personale Servizi generali" del corrente bilancio, che presenta la necessaria disponibilità.
Imp. n.1426/09
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO IL RESPONSABILE DEL 7° SETTORE f.f.
Pietro Balistreri Nunzia Pirrone


ATTESTAZIONE DI COPERTURA FINANZIARIA
Visto per la regolarità contabile e l’attestazione della copertura finanziaria ai sensi dell’art.49 del D.Lgs 267/2000.
Il Responsabile 2° Settore 1° Servizio
Biagio Fontanetta

Costituzione nel ricorso, innanzi al Tribunale Amministrativo 

Regionale per la Sicilia proposto dal signor Bologna Stefano contro 

questo Comune per l'annullamento della determinazione Sindacale 

n.53 del 28/12/2007


tto numero 20 
del 21-02-2008

Tipo di Atto: DELIBERA DI GIUNTA
Allegato: DGM00020.DOC (27 kb) File con estensione doc

L’Ufficio Segreteria, su apposita disposizione del Sindaco, ha elaborato e propone l’adozione della seguente deliberazione:

“Costituzione nel ricorso, innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, proposto dal signor Bologna Stefano contro questo Comune per l’annullamento della determinazione Sindacale n.53 del 28/12/2007.”

LA GIUNTA MUNICIPALE

            Visto il ricorso, notificato a mezzo del servizio notificazione atti giudiziari e pervenuto al protocollo di quest’Ente al n.2496 del 21.02.2008, dal signor Bologna Stefano, rappresentato e difeso dall’Avv. Catalano Monica, unitamente e/o disgiuntamente all’Avv. Giuseppe Carbonaro, con studio legale in Palermo Via Noto n.12 per l’annullamento della determinazione sindacale n. 53 del 28/12/2007  e di qualsiasi altro atto alla stessa connesso preordinato e presupposto;
Considerato che il predetto ricorso oltre ad affermare una quantomeno dubbia illegittimità del provvedimento, contiene tutta una serie di affermazioni non corrispondenti alla realtà dei fatti, delle quali si rende necessaria l’evidenziazione da parte di quest’Amministrazione; In particolare si precisa:
“che gli architetti D’Arpa e Valguarnera non potevano essere stabilizzati in quanto mancanti dell’essenziale requisito dell’esistenza di un rapporto di lavoro di tipo subordinato e a tempo determinato”, affermazione assolutamente contraddetta dalle determine sindacali di instaurazione dei rapporti di lavoro e di rinnovo degli stessi, e non rivestono, quindi la qualifica di consulenti del Sindaco, come si evidenzia dal certificato di servizio rilasciato da quest’Ente;
“i professionisti percepiscono emolumenti di tutto rispetto” affermazione che appare assolutamente contraddetta dal fatto che gli stessi rivestono oggi la stessa qualifica con la quale si è instaurato il rapporto di lavoro, e che in entrambe le situazioni risultava applicato il compenso fissato dal vigente contratto di lavoro del personale dipendente dagli enti locali;
“il Comune ha tra i propri dipendenti l’arch. Monica Giambruno che riveste la qualifica D3 identica a quella messa a concorso” e detta presenza avrebbe “consentito la composizione dell’organo (commissione giudicatrice) con le professionalità interne all’Ente” detta affermazione non tiene conto che l’arch. Giambruno ha dichiarato la propria incompatibilità a far parte della commissione giudicatrice, giusta nota n.1825/int/cc del 14/12/2007;  ;
            Ritenuto, pertanto, che questo Ente, ed in sua rappresentanza il Sindaco, debba costituirsi nelle forme di legge in relazione al predetto ricorso;
            Considerato che la relativa procura può essere conferita all’Avv. _______________ con studio legale in _____________ Via _______________________;
            Vista la legge 8.6.1990, n.142, recepita con modifiche dall’art.1 della L.R. 11.12.1991, n.48;
            Visto il vigente O.A.EE.LL.;

D E L I B E R A

Conferire, per i motivi espressi in narrativa, apposita procura all’Avv. ________________ con studio in _______, in Via ______________________, per proporre opposizione al ricorso innanzi al Tribunale Amministrativo per la Sicilia,
1.   meglio descritto in premessa, presentato dal signor Bologna Stefano rappresentato e difeso dall’Avv. Catalano Monica, unitamente e/o disgiuntamente all’Avv. Giuseppe Carbonaro con studio legale in Palermo Via Noto, 12.
2.   Demandare al responsabile del settore amministrativo l’assunzione dell’impegno di spesa con successivo provvedimento

PARERI  AI SENSI DEGLI ART.53 E 55  DELLA LEGGE 8.6.1990, N.142, RECEPITA CON L'ART.1 DELLA L.R. 11.12.1991, N.48.

            Si esprime parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica della superiore proposta di deliberazione.

                                               IL RESPONSABILE DEL I SETTORE
                                                                                                  Sig.ra Pirrone Nunzia



LA GIUNTA MUNICIPALE
            Vista la superiore proposta di deliberazione corredata dai pareri prescritti;
            Considerato che l’incarico di che trattasi può essere conferito all’Avv. Saverio Lo Monaco con studio in Palermo, Via dei Biscottari, 17;
            Con votazione unanime espressa in forma segreta;

D E L I B E R A


1.   Conferire  regolare  procura  all’Avv. Saverio Lo Monaco con studio in Palermo, via dei Biscottari, 17, perché lo stesso possa difendere il Comune nella controversia giudiziaria meglio descritta nella superiore proposta di deliberazione.
2.   Approvare, pertanto, la  predetta proposta di  deliberazione  regolarmente  integrata del nominativo del citato legale come sopra votato.
3.   Quindi, ritenuta l’urgenza della costituzione in giudizio, con voti unanimi, palesemente espressi per alzata di mano, dichiara il presenta atto IMMEDIATAMENTE ESECUTIVO.






  L'ARTICOLO"ABBIATE RISPETTO DEI CITTADINI: DIMETTETEVI" LO TROVI A PAGINA.....

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 COMMISSIONI EDILIZIE E NORMATIVE



MINISTERO DELL’INTERNO, DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI – Direzione Centrale per le Autonomie -


Circolare 27 aprile 2005 n. 1/2005 prot. n. 1599/499/L.142/1 BIS/F - Oggetto: quesiti in merito alla composizione della commissione edilizia comunale ed all’organo competente a promuovere le liti ed a costituirsi in giudizio per gli Enti Locali.

Pervengono da più parti a questo Ministero numerosi quesiti in merito alle problematiche in oggetto.

Per quanto concerne, in particolare, la prima delle questioni poste, viene richiesto di conoscere se la commissione edilizia possa essere composta anche da organi politici quali i consiglieri, l’assessore competente al settore urbanistica, ovvero il Sindaco.

Le incertezze interpretative sono inizialmente sorte a seguito delle innovazioni introdotte nell’ordinamento degli enti locali dalla legge 127 del 1997 - poi recepite nell’art. 107 del T.U.O.E.L. n. 267 del 2000 - che ha attribuito ai dirigenti, tra l’altro, i provvedimenti di autorizzazione, concessione o analoghi, il cui rilascio presupponga accertamenti e valutazioni, anche di natura discrezionale, nel rispetto di criteri predeterminati dalla legge, dai regolamenti, da atti generali di indirizzo, ivi comprese le autorizzazione e le concessioni edilizie (oggi permessi di costruire).

Tanto premesso, va rilevato che le incertezze in questione possono ormai ritenersi superate a seguito dell’orientamento assunto dal Consiglio di Stato con l’allegato parere n. 2447/03, espresso in data 13 giugno 2003 da una Commissione speciale all’uopo costituita.


Il supremo Organo consultivo ha ritenuto, in particolare, che a seguito dell’evoluzione legislativa suesposta, completata con il richiamo all’art. 88 del d.lgs. 267 del 2000, "la presenza di organi politici nella Commissione edilizia, deputata a pronunciarsi su richieste di autorizzazioni e concessioni edilizie, non è più consentita dall’assetto normativo attuale".

Secondo l’orientamento

de quo, inoltre, "qualora tale presenza sia espressamente prevista da regolamenti comunali, gli Enti locali dovranno provvedere alle necessarie modifiche".


Viene infine rilevato che a seguito delle innovazioni introdotte dal testo unico sull’edilizia approvato con il D.P.R. 380 del 2001 "la commissione edilizia ha perso il suo carattere di organo necessario
ex lege" e che "poiché l’istituzione della Commissione edilizia è dunque attualmente facoltativa, gli Enti locali potranno scegliere se conservarla, adeguandone la composizione e indicando nel regolamento edilizio gli interventi sottoposti al preventivo parere di tale organo consultivo, ovvero sopprimerla".


Altra questione ricorrente ed in parte analoga alla prima è quella concernente l’organo competente a promuovere le liti e a costituirsi in giudizio per gli Enti locali.

La giurisprudenza costante formatasi tanto sul testo unico del 1934, quanto sulla legge n. 142 del 1990 ha affermato che la rappresentanza dell’Ente in giudizio compete esclusivamente al Sindaco, basandosi sulla norma (art. 36 della citata legge 142, ora trasfuso nell’art. 50 del T.U.O.E.L.) che attribuisce al Sindaco la rappresentanza legale dell’Ente.

Le incertezze in materia sono sorte solo dopo l’entrata in vigore del d.lgs. n. 80 del 1998, il quale ha previsto (all’art. 45) che " a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le disposizioni previgenti che conferiscono agli organi di

governo l’adozione di atti di gestione…… si intendono nel senso che la relativa competenza spetta ai dirigenti".

Questo Ministero si era espresso in merito, in sede di risposta a quesiti posti da singoli Enti locali, ritenendo che solo dopo la revisione statuaria prevista dall’art. 17 del citato decreto legislativo le decisioni sulle liti potessero divenire di competenza dei dirigenti, in quanto la norma da ultimo citata non era immediatamente applicabile agli Enti locali.

Ulteriori elementi di incertezza erano derivati poi a seguito di una pronuncia del Giudice amministrativo che aveva ritenuto legittimo un provvedimento con il quale una Giunta comunale, anziché il direttore generale del Comune, aveva autorizzati il Sindaco a stare in giudizio (cfr. Consiglio di Stato, Sez. IV, 5.7.1999, n. 1164).

In considerazione della rilevata difformità di indirizzi in materia questo Ministero ha ravvisato l’opportunità di acquisire in merito l’avviso del Consiglio di Stato.

Con l’allegato parere il Supremo organo consultivo ha ritenuto che "la rappresentanza dell’Ente spetti all’Organo di vertice (Sindaco, Presidente della Provincia, ecc.), salva diversa disposizione degli statuti comunali e provinciali, ai quali spetta di stabilire i modi di esercizio della rappresentanza legale dell’Ente, anche in giudizio (art. 6, comma 2, del decreto legislativo n. 267 del 2000)".

Secondo tale orientamento, "se è vero che l’art. 16, comma 1, lett. f), del decreto legislativo n. 29 del 1993 (così come modificato dall'art. 11 del decreto legislativo n. 80 del 1998) espressamente dispone che i dirigenti generali promuovono e resistono alle liti ed hanno il potere di conciliare e transigere, tale disposizione deve tuttavia essere letta in correlazione con il precedente art. 13, che nel testo originario prevedeva l’applicazione delle norme del capo II, relativo alla dirigenza, anche agli Enti locali.

Tale articolo, in seguito alla sentenza della Corte costituzionale n. 383 del 7 novembre 1994, è stato infatti modificato dall’art. 8 del citato decreto legislativo 80 del 1998 il quale fa esclusivamente riferimento alle "Amministrazioni dell Stato anche ad ordinamento autonomo" (si veda anche l’art. 13 del d.lgs. n. 165 del 2001).

Detto parere va letto alla luce della susseguente giurisprudenza della Corte Suprema di Cassazione (cfr., nn.1949/2003; 2583/2003; 2878/2003; 3736/2003; 17360/2003; 19082/2003) e dello stesso Consiglio di Stato.

La Corte, concordando con l’orientamento espresso dal Consiglio di Stato, nel senso di ritenere che la rappresentanza in giudizio dell’Ente locale è riservata "in via esclusiva" all’organo politico di vertice, ha tuttavia ritenuto che tale competenza "non può essere esercitata del dirigente titolare della direzione di un ufficio o di un servizio neppure se così provvedesse lo statuto dell’Ente"; tale previsione, anzi, "renderebbe sotto tale aspetto lo statuto illegittimo per violazione di legge con conseguente obbligo del giudice ordinario di disapplicarlo".

Con la successiva sentenza n. 10787 del 7 giugno 2004 la Cassazione ha precisato ulteriormente che "mentre lo statuto non può mai sottrarre al Sindaco la titolarità della rappresentanza in giudizio, diversamente il problema si pone con riguardo alla determinazione volitiva in ordine alla proposizione dell’azione giuridica ovvero alla resistenza in giudizio, la quale costituisce una determinazione largamente discrezionale, che comporta valutazioni complesse non solo in relazione alla fondatezza sotto il profilo giuridico delle ragioni del Comune, ma anche in relazione alle conseguenze giuridiche ed economiche che possono derivare al Comune da una azione o da una resistenza in giudizio, soprattutto in previsione della eventualità di

condanna alle spese. Fermo rimanendo che la rappresentanza legale dell’Ente verso l’esterno compete sempre al capo dell’amministrazione e cioè al Sindaco, lo statuto, nel determinare i modi di esercizio della rappresentanza legale, stabilisce se per la autorizzazione ad agire o resistere in giudizio….. sia sufficiente una determinazione dirigenziale o occorra una deliberazione dell’organo collegiale (giunta, consiglio)".

Da parte sua il Consiglio di Stato, con la recentissima sentenza n. 155/2005 della Quinta sezione, ha avuto modo di affermare, richiamando in proposito il "fermo orientamento della Corte di Cassazione", che il riconosciuto potere dei dirigenti di promuovere o resistere alle liti riguarda la loro legittimazione processuale e non già la rappresentanza dell’Ente.

Dall’analisi dei citati indirizzi ermeneutica si evince, conclusivamente, che la giurisprudenza si è ormai consolidata nel ritenere che il sindaco è il legale rappresentante del Comune per stare in giudizio.

Conseguentemente solo al Sindaco compete conferire al difensore la procura nelle liti attive e passive.







Ne consegue che la presenza di organi politici nella commissione edilizia, deputata a pronunciarsi su richieste di autorizzazioni e concessioni edilizie, non è più consentita dall’assetto normativo attuale.





Insomma, la presenza del politico, oltrechè ingombrante e sospetta (come da sempre ha riconosciuto la dottrina), è oggi inutile alla luce della normativa e della giurisprudenza vigenti.

Un “ultimatum” alle amministrazioni comunali finora “sfornite” di buonsenso, ma soprattutto ai sindaci troppo audaci (e troppo protesi ai favori per cittadini clienti in cerca di concessioni…): difatti, «qualora tale presenza sia espressamente prevista da regolamenti comunali, gli Enti locali dovranno provvedere alle necessarie modifiche» (Cons. Stato, parere 13.6.2003, n. 2447).

E stavolta nessuno sembra voler fare sconti.


http://www.altalex.com/index.php?idnot=9825

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