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venerdì 27 febbraio 2009

CASSA INTEGRAZIONE ALLA ITALCEMENTI


In Consiglio Provinciale ODG sulla crisi dell'Italcementi

Il monitoraggio costante della situazione dell'Italcementi di Borgo San Dalmazzo e un incontro urgente con i vertici aziendali e rappresentanze sindacali per studiare ogni eventuale azione per la tutela dei livelli occupazionali e di un'attività presente storicamente sul territorio provinciale”: sono le azioni suggerite da un ordine del giorno proposto al Consiglio provinciale dai consiglieri Ivan di Giambattista (Rifondazione Comunista), Germana Avena e Pierpaolo Varrone (Pd). Il documento fa riferimento all'assegnazione di ferie forzate e di cassa integrazione comunicata dall'azienda ai dipendenti e al fermo temporaneo di tutte le attività per l'anno corrente.

Esprime inoltre "preoccupazione per la situazione, vicinanza e solidarietà da parte del Consiglio provinciale ai lavoratori dell'azienda Italcementi e dell'indotto”.

Nella foto il Sindaco di Borgo S.Dalmazzo Pierpaolo Varrone

Venerdì 27 febbraio ore 12,25

 


 


domenica 22 febbraio 2009

Zitti Zitti Zitti parla Bologna


Zitti Zitti Zitti parla Bologna
Caricato da isolapulita

Il Sindaco Bologna in una sua dichiarazione accusa il Sindaco Portobello di aver emesso atto di ordinanza per impedire il transito per le strade di Isola delle Femmine degli autocarri Italcementi che trasportano Pet-coke senza l’osservanza delle leggi sul trasporto dei materiali tossici altamente inquinanti e dannosi alla salute umana.

Secondo il Bologna l’ordinanza è stata dettata per accontentare l’ambientalista di turno.
Chi sperava in un pronunciamento di Bologna sulla Italcementi, per esempio pensiamo agli operai della Italcementi che nutrono forti preoccupazioni sul loro futuro lavorativo è rimasto deluso.
Per capire e conoscere le posizioni di Stefano Bologna sulla questione Italcementi dobbiamo accontentarci delle sue vecchie dichiarazioni: “ la Italcementi è per noi isolani la FIAT del nord” (omettendo di dire che cittadini ed istituzioni con un forte senso della responsabilità, esercitano forme di controllo permanenti sul rispetto delle normative ambientali).
Non ci sono solo parole e dichiarazioni di Stefano Bologna per capire e conoscere la sua posizione su Italcementi Ambiente SIC Licenze edilizie, anche gli atti prodotti dalla sua consiliatura possono venirci in aiuto: la licenza edilizia concessa nel 2001 alla Italcementi per la costruzione di un deposito di carbonile in una zona SIC e limitrofa a ZPS Zona Protezione Speciale e senza le previste autorizzazioni del commissario governativo per i rifiuti tossici. (come riferisce il Sindaco Portobello)

Il sindaco Portobello ha dichiarato che il Candidato Sindaco Stefano Bologna strumentalizzando la faccenda Pet-coke ha colto l’occasione per farsi la sua campagna elettorale.
La nostra critica si rivolge alla superficialità con cui è stata trattata l’ordinanza e all’intera questione Italcementi, necessariamente si deve soffermare alla critica che Egli rivolge alla Amministrazione che è inadempiente, disastrosa, ad un paese che è un’esposizione permanente di sacchetti di immondizia di materiale di inerti, di eternit, amianto……insomma una serie di discariche a cielo aperto, inoltre ciò che viene addebitato alla amministrazione Portobello da parte del suo ex vicesindaco ed attuale Candidato Sindaco, la scuola materna che è inagibile ormai da diversi anni, il pericolo di un prossimo dissesto finanziario del Comune debiti verso l’ATO di ben DUE MILIONI e SEICENTOMILA euri, un lungomare ormai impercorribile oltre ad essere impresentabile per il suo degrado.

Non possiamo che sottoscrivere la DENUNCIA che il candidato Sindaco Stefano Bologna rivolge all’amministrazione Portobello non fosse che Lui Stefano Bologna è stato l’artefice, il promotore oltre che ad essere l’animatore principale della lista Isola per Tutti Portobello Sindaco il cui slogan recitava “nel segno della continuità” .

Per non restare solo all’attualità, andando indietro di qualche anno scopriamo che il nostro candidato Sindaco Stefano Bologna frequenta la politica isolana sin dal 1983 e nel 1992 in sostituzione di Giuseppe Mannino si fa eleggere Sindaco del Gruppo la Torre.
TUTTA la classe politica isolana degli ultimi venticinque anni il frutto, è il parto (forse mal riuscito?) prodotto dai principi di democrazia partecipazione confronto e crescita che hanno guidato la sua attività politica a Isola delle Femmine.

Consideriamo la critica da Lui rivolta all’amministrazione Portobello, come rivolta per buona parte verso se stesso e la sua gestione amministrativa, quantomeno i contenuti della critica per deve riconoscere di essere con gli attuali amministratori CORRESPONSABILE.
Il riconoscimento, da parte del candidato Sindaco Bologna, di questa corresponsabilità è importante per recuperare una credibilità ormai perduta.
Il suo riconoscimento di essere corresponsabile dello stato di degrado in cui vive ormai da anni Isola delle Femmine.
Degrado urbano, ambientale, sociale, economico, e morale.

I cittadini di Isola delle Femmine stanno diventando adulti, forse sono molto più furbi di quello che pensano i politicanti locali
I Cittadini di Isola delle Femmine capiscono perfettamente anche quei politicanti che provano a vestirsi di nuovo.



IL RICORSO AL T.A.R DELLA ITALCEMENTI


A proposito del ricorso al TAR da parte della Italcementi sulla ordinanza emessa dal Sindaco Portobello che vieta il transito, per le vie del Paese, degli autocarri che trasportano Pet-Coke, per la Italcementi, senza l’adozione delle previste norme e dispositivi di legge nazionali ed europee in materia di trasporto di materiale tossico ed altamente nocivo.

Vogliamo ricordare che una veloce lettura del decreto 693 emesso il mese di luglio del 2008 dal servizio 2 Assessorato Territorio Ambiente della Regione Sicilia a firma dell’ Ing Vincenzo Sansone, stabiliva:


……per il trasporto di materiali pulverulenti e del combustibile (leggasi pet-coke n.d.r.) il gestore dovrà fare ricorso a procedure che impediscano la diffusione delle polveri (di qualunque tipo), tramite l’utilizzo di idonei mezzi e/o dispositivi di tenuta…….


Letto quanto il decreto di Autorizzazione Integrata Ambientale stabilisce in tema di movimentazione stoccaggio e trasporto del combustibile Pet-coke, naturale sorge in noi e nei Cittadini di Isola delle Femmine, la convinzione, dell’uso strumentale della Ordinanza Sindacale.


Da parte dei lavoratori TUTTI Italcementi e ditte appaltatrici, da parte dei Sindacati delle Associazioni Ambientaliste e delle Istituzioni locali vanno respinti e contrastati tutti i provvedimenti che la Italcementi intende, oggi o nelle prossime settimane, mettere in atto.


Concordiamo con il nostro Sindaco sull’istituzione di un tavolo di concertazione tra la Italcementi Sindacati Comune ed Associazioni Ambientaliste.


I lavoratori TUTTI devono vedere salvaguardati i propri posti di lavoro, i cittadini devono vedere salvaguardata la propria incolumità e la propria salute. La Italcementi svolgere la sua funzione imprenditoriale nel rispetto delle leggi e delle normative, dei decreti, delle leggi, dei regolamenti in tema di ambiente.


Non ci sono guerre da condurre, ma democratiche battaglie di progresso e di civiltà per una migliore qualità della vita.


Il prossimo giugno nel nostro Paese si svolgeranno le elezioni amministrative, NESSUNO degli schieramenti deve sentirsi autorizzato a strumentalizzare le problematiche della Italcementi per propri scopi di bottega.


Il futuro della Nostra Comunità va ben oltre l’elezione di un Sindaco Assessore o Consigliere.


NESSUNO può e deve sentirsi escluso in un momento in cui il nostro futuro, quello delle nostre famiglie e dei nostri figli sembra pieno di insidie e di incertezze.




Zitti Zitti Zitti Zitti parla Stefano Bologna
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/02/zittio-zitti-zitti-parla-bologna.html

IL Sindaco Portobello critica e stigmatizza Italcementi R.S.U. (Italcementi) e Stefano Bologna
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/02/la-italcementi-non-si-presenta-al.html

Dipendenti Pubblica Amministrazione e fannulloni
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/02/dipendenti-e-pubblica-amministrazione.html

Condannato il corruttore Mills
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/02/litalia-indifferente-al-processo-per.html

I Cittadini contro il mostro delle onde elettromagnetiche
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/02/i-siciliani-si-mobilitano-contro.html

sabato 21 febbraio 2009

LA ITALCEMENTI NON SI PRESENTA AL TAVOLO TECNICO CONVOCATO DA PORTOBELLO


TAVOLO TECNICO LA ITALCEMENTI ASSENTE
Caricato da isolapulita

L'ordinanza emessa dal Sindaco Portobello sul Petcoke:

Portobello: "strumentalizzata dalla Italcementi, dalle R.S.U. e dal mio ex vicesindaco Bologna per farsi la campagna elettorale...."

Il Sindaco di Isola delle Femmine Professore Gaspare Portobello convoca un tavolo tecnico per discutere della sua ordinanza che vieta, così come è stato fatto dal sindaco di Palermo, il transito per le vie di Isola delle Femmine di autocarri che trasportano pet-coke senza le osservanze delle leggi in materia di trasporto di materiale altamente tossico e nocivo alla salute umana.
Al tavolo tecnico è stata inviata la Italcementi che ha pensato bene di non partecipare, il Sindaco si è detto molto rammaricato per questa assenza e nel contempo ha denunciato che sia l’azienda che le Organizzazioni di base RSU stanno strumentalizzando molto la questione dell’ordinanza da lui emessa. Nel contempo, il sindaco Portobello ha stigmatizzato le dichiarazione del suo ex Vicesindaco Bologna che ha approfittato della questione Pet.coke, senza peraltro entrare nel merito, per iniziare la sua campagna elettorale. Dimenticando che proprio sotto la sua sindacatura nel 2001 è stato concessa alla Italcementi un’autorizzazione edilizia per la costruzione di un deposito di petcoke in un’area ad alta protezione ambientale e senza le previste autorizzazioni per lo stoccaggio di rifiuti pericolosi, dei vigili del fuoco e………senza preoccuparsi dei danni che avrebbe arrecato alla salute umana e all’ambiente un tale deposito.
Io non ci sto dichiara Portobello io porterò avanti la mia battaglia e costringerò tutte le parti interessate, azienda sindacati politici enti pubblici ad affrontare concretamente la problematica della Italcementi e la sua presenza sul nostro territorio nella salvaguardia dei livelli occupazionali e della salute dei cittadini.
Un’osservazione Signor Sindaco, come Comitato Isola Pulita, senz’altro non avremmo declinato alcun invito a partecipare al tavolo tecnico di lavoro, la nostra speranza che si tratti semplicemente di una non dovuta dimenticanza da parte Sua.


IL RICORSO AL T.A.R DELLA ITALCEMENTI


A proposito del ricorso al TAR da parte della Italcementi sulla ordinanza emessa dal Sindaco Portobello che vieta il transito, per le vie del Paese, degli autocarri che trasportano Pet-Coke, per la Italcementi, senza l’adozione delle previste norme e dispositivi di legge nazionali ed europee in materia di trasporto di materiale tossico ed altamente nocivo.

Vogliamo ricordare che una veloce lettura del decreto 693 emesso il mese di luglio del 2008 dal servizio 2 Assessorato Territorio Ambiente della Regione Sicilia a firma dell’ Ing Vincenzo Sansone, stabiliva:


……per il trasporto di materiali pulverulenti e del combustibile (leggasi pet-coke n.d.r.) il gestore dovrà fare ricorso a procedure che impediscano la diffusione delle polveri (di qualunque tipo), tramite l’utilizzo di idonei mezzi e/o dispositivi di tenuta…….


Letto quanto il decreto di Autorizzazione Integrata Ambientale stabilisce in tema di movimentazione stoccaggio e trasporto del combustibile Pet-coke, naturale sorge in noi e nei Cittadini di Isola delle Femmine, la convinzione, dell’uso strumentale della Ordinanza Sindacale.


Da parte dei lavoratori TUTTI Italcementi e ditte appaltatrici, da parte dei Sindacati delle Associazioni Ambientaliste e delle Istituzioni locali vanno respinti e contrastati tutti i provvedimenti che la Italcementi intende, oggi o nelle prossime settimane, mettere in atto.


Concordiamo con il nostro Sindaco sull’istituzione di un tavolo di concertazione tra la Italcementi Sindacati Comune ed Associazioni Ambientaliste.


I lavoratori TUTTI devono vedere salvaguardati i propri posti di lavoro, i cittadini devono vedere salvaguardata la propria incolumità e la propria salute. La Italcementi svolgere la sua funzione imprenditoriale nel rispetto delle leggi e delle normative, dei decreti, delle leggi, dei regolamenti in tema di ambiente.


Non ci sono guerre da condurre, ma democratiche battaglie di progresso e di civiltà per una migliore qualità della vita.


Il prossimo giugno nel nostro Paese si svolgeranno le elezioni amministrative, NESSUNO degli schieramenti deve sentirsi autorizzato a strumentalizzare le problematiche della Italcementi per propri scopi di bottega.


Il futuro della Nostra Comunità va ben oltre l’elezione di un Sindaco Assessore o Consigliere.


NESSUNO può e deve sentirsi escluso in un momento in cui il nostro futuro, quello delle nostre famiglie e dei nostri figli sembra pieno di insidie e di incertezze.



Comitato Cittadino Isola Pulita



OGGETTO: Ricorso al Tribunale Ammnistrativo Regionale
Oggetto Divieto di trasporto di Pet-coke all'interno dell'agglomerato urbano
Tipo Ricorso Ordinario Udienza 10/03/2009

Sospensiva 18 Sezione 1 Ruolo 388/2009 udienza 10.3.09


Italcementi Spa

Avvocati: Petruzzella Giovanni e Massimiliano Mangano


Contro

Comune di Isola delle Femmine

Avvocati -------------------

Giudici Giallombardo Valenti Lenti




http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/02/consiglio-comunale-di-isola-delle.htmlhttp://isolapulita.blogspot.com/2008/11/cementifici-petcoke-rifiuti-diossine.html#links



Zitti Zitti Zitti Zitti parla Stefano Bologna
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IL Sindaco Portobello critica e stigmatizza Italcementi R.S.U. (Italcementi) e Stefano Bologna
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Dipendenti Pubblica Amministrazione e fannulloni
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Condannato il corruttore Mills
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I Cittadini contro il mostro delle onde elettromagnetiche
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venerdì 20 febbraio 2009

DIPENDENTI E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE


IL SINDACO PORTOBELLO SFIDUCIA SCAFIDI E RECUPERA CROCE
Caricato da isolapulita



Arresto ex capo vigili in Sicilia Per truffa e falso, indagati altri 15 agenti


(ANSA) - SIRACUSA, 19 FEB - I carabinieri hanno arrestato l'ex comandante della polizia municipale di Francoforte, (Siracusa), Franesco Pistritto. L'uomo, al quale sono stati concessi i domiciliari, e' accusato di truffa aggravata, interruzione di pubblico servizio e falso in atto pubblico. Indagati altri 15 vigili urbani.I militari hanno accertato che i vigili si assentavano durante l'orario di servizio, o risultavano di pattuglia ma erano in ufficio o ancora andavano via prima della fine del turno.



Da Noi a Isola delle Femmine ……………………………………………..



Certe notizie colpiscono particolarmente per due diverse ed importanti motivazioni:


1) Inefficienza dei servizi


2) Danni che si procurano all’erario


E’ chiaro che di fronte a tali situazioni vi sono delle ben precise responsabilità che vanno individuate censurate e punite.


A Isola delle Femmine ci ritroviamo di fronte ad una situazione che ha dell’incredibile:


UN DIPENDENTE DEL COMUNE che bolla puntualmente la cartolina in entrata ed in uscita.


Apparentemente tutto regolare!

IN realtà il dipendente dopo aver bollato la cartolina non si reca alla sua postazione di lavoro, come in genere dovrebbe succedere, bensì il nostro dipendente comunale sembra sia nella situazione di esser “costretto” a sentirsi “esente” dal prestare l’attività lavorativa per cui egli è stipendiato.


IL nostro dipendente puntualmente ritorna nei locali del comune per bollare la cartolina che protocolla l’ora terminale dell’attività lavorativa “non svolta”.


E’ ciò si ripete tutti i giorni con le stesse modalità la stessa tempistica, anche nei giorni di rientro il nostro dipendente si presenta regolarmente la sera alle 17,30/18 per bollare il suo cartellino.


La storia ha dell’incredibile, sembra che al nostro dipendente non gli sia stato dato un incarico, un carico di lavoro un ufficio e tutto ciò che può essergli utile per svolgere la mansione per la quale è stato assunto.

Apparentemente vien da chiedere:

E' stipendiato, il nostro dipendente, senza prestare alcuna attività lavorativa?

URGENTEMENTE sarebbe auspicabile che la vicenda veda un suo positivo epilogo:


per un doveroso rispetto alla cittadinanza che non può vedere sprecare le proprie risorse economiche;


per il dipendente che non può essere umiliato mettendolo di fatto in una situazione di Mobing;

consci del fatto che una siffatta concezione del lavoro è in contraddizione con la Costituzione della Repubblica e con la Carta dei Diritti dell’Uomo.


http://www.isolapulita.it/

L’Italia indifferente al processo per...




L’Italia indifferente al processo per corruzione di Berlusconi


Pubblicato mercoledì 18 febbraio Inghilterra


[BBC]


L’avvocato aziendale inglese David Mills è stato condannato per aver accettato una tangente per testimoniare il falso in due processi giudiziari.


Mills sembra aver ricevuto un guadagno di 600.000$ (350.000£ circa) dal Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi. Il tribunale di Milano ha condannato Mills a 4 anni e 6 mesi. Lui dice di essere innocente e che farà ricorso in appello.


Il caso giudiziario riguarda due processi del 1997 e del 1998 che coinvolgono Berlusconi. In breve, si sostiene che Mills sia stato pagato per tacere sulle compagnie offshore del Presidente del Consiglio, in modo che Berlusconi potesse evitare di pagare le tasse. Mills era un testimone esperto in ambito fiscale e si pensa che la sua testimonianza abbia tenuto Berlusconi fuori dai guai.


Si presume che Mills abbia usato i soldi ricevuti per pagare il mutuo della casa di Londra che divideva con Tessa Jowell, ministro inglese per le Olimpiadi. Un’inchiesta parlamentare appurò che la Jowell era estranea da qualsiasi coinvolgimento. La coppia ora è separata.


L’accusa nel suo ultimo processo ha provato a descrivere l’intero caso come dominato da potere e soldi. Il potere per Silvio Berlusconi. I soldi per David Mills.


Ci si chiede se Mills andrà davvero in prigione e in che modo questo caso possa coinvolgere il Presidente del Consiglio italiano. Probabilmente, no è la risposta alla prima domanda. Mills ha già detto alla BBC che intende fare ricorso in appello e che ha solide ragioni per farlo. E’ molto arrabbiato per come si è conclusa la vicenda e pensa di essere vittima di manovre politiche.


Sotto il glaciale sistema legale italiano qualsiasi ricorso in appello potrebbe richiedere uno, due, tre o più anni. Ciò potrebbe comportare l’entrata in prescrizione, che interviene drasticamente dopo sette anni e mezzo.


La legge sull’immunità


Quindi potrebbe vincere il ricorso, ma se anche non riusciusse, l’accusa potrà semplicemente non avere più tempo a disposizione per condannarlo. Comunque vada, rimarrà libero.


Per uno come David Mills vincere un ricorso in appello sarebbe più che favorevole, perchè gli permetterebbe non solo di dimostrare la propria innocenza, ma anche di recuperare la reputazione.


Per quanto riguarda Berlusconi, ha un lasciapassare fatto apposta per restare fuori dal carcere, almeno per ora. La sua stessa amministrazione ha approvato l’anno scorso, in maniera controversa, una legge sull’immunità dai processi per lui e una manciata di altri ministri. Perciò non può essere toccato, finché è al potere. Tuttavia le accuse sono sospese, non cancellate.


Esperto in materia


Eppure anche se tornassero a perseguitarlo quando finirà il mandato, Berlusconi ha dei noti precedenti in quanto a terminare tutte le procedure di ricorso in appello, secondo la legge italiana.


Berlusconi insiste nel proclamare la propria innocenza e nega di aver pagato Mills. E non è certamente nuovo al sistema legale italiano: si stima sia stato coinvolto in circa 2500 udienze durante la sua carriera. In alcuni casi giudiziari è stato anche dichiarato colpevole. Le accuse in passato hanno riguardato corruzione e falso in bilancio.


Però non è mai stato in carcere per aver vinto il ricorso in appello, oppure perchè assolto, oppure per decorrenza dei termini.
Per darvi un’idea di come gli italiani vedono il loro Presidente del Consiglio e le sue vicende giudiziarie, nel giorno in cui è stato pronunciato il verdetto su Mills, nell’aula di Milano c’era appena una manciata di telecamere per seguire il fatto. Era semplicemente un fatto non degno di essere annunciato.


Il perdono degli elettori


Immaginate la stessa situazione in altri paesi, dove il capo di un Governo è coinvolto in un’enorme truffa per corruzione. Non ci si potrebbe neanche muovere fuori dal tribunale a causa dei microfoni e degli obiettivi delle telecamere.


Ma non in Italia. Qui la maggioranza degli italiani è silenziosamente rassegnata a vedere il loro capo muoversi ai confini della legalità; una bufera ogni tanto mostra solo che è umano. È persino una caratteristica della sua personalità eccentrica.


Sembra che gli italiani sono pronti a perdonare Berlusconi, finché tiene lontana dagli scogli la grande nave Italia. Certamente ciò non li trattiene dal votarlo, come è stato provato dallo schiacciante successo elettorale alle elezioni politiche dell’anno scorso.


Ma potrebbe esserci una svolta inaspettata per Berlusconi. Esiste un grosso movimento per eliminare la sua nuova legge sull’immunità. Se coloro che lo appoggiano convinceranno il tribunale di avere un numero sufficiente - e legittimo - di firme, potrebbero imporre un referendum. Ciò potrebbe rendere Berlusconi più vulnerabile.


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Silvio Berlusconi: l’immunità garantita


CONDANNATO PER CORRUZIONE L'AVVOCATO MILLS
Caricato da Isola Pulita BlogmasterPg

Silvio Berlusconi: l’immunità garantita dal Parlamento potrebbe essere annullata dalla Corte Costituzionale


Pubblicato mercoledì 18 febbraio 2009 in Inghilterra


[Guardian]


Dopo essere tornato al potere l’anno scorso, Silvio Berlusconi ha posto come priorità del proprio Governo l’approvazione di una legge che lo rendesse immune dai processi. Il verdetto di ieri ha mostrato quanto quella mossa sia stata importante.


Però il Presidente del Consiglio italiano non è ancora al sicuro. La legge, che è entrata in vigore lo scorso luglio, è sotto l’esame della Corte Costituzionale, che potrebbe ancora ribaltarla - così come accadde per una legge simile nel 2004 - durante il governo di Berlusconi.


La nuova legge estende la protezione al Presidente del Consiglio e ad altre quattro cariche dello Stato. Siccome la legge è stata approvata, il giudice che ieri ha pronunciato il verdetto, ha sospeso le accuse contro Berlusconi, ma ha proseguito con quelle contro il suo ex consulente legale, David Mills.


Se la legge sull’immunità verrà dichiarata incostituzionale, le accuse contro il Presidente del Consiglio potranno essere riprese. Ma considerata la lentezza della giustizia italiana, è improbabile che una condanna venga emessa velocemente - e il reato di cui Berlusconi è accusato cadrà in prescrizione il prossimo febbraio.


Nonostante ciò, il processo che si è concluso ieri non è l’unico in cui i due uomini sono co-imputati. Sono anche accusati di evasione fiscale e altri reati finanziari in un processo che coinvolge il commercio di diritti d’autore in ambiti televisivi. In quel processo, i giudici hanno considerato diversamente la legge sull’immunità e hanno sospeso il processo per tutti gli imputati - inclusi Berlusconi e il suo ex avvocato. Così facendo hanno anche sospeso l’orologio della prescrizione. Il risultato è che se la legge sull’immunità verrà considerata incostituzionale, i PM avranno più tempo per garantire le condanne.


Anche se risulterà colpevole, Berlusconi può riposare tranquillo perchè non dovrà mai andare in prigione. Può sembrare più giovane, ma ha superato i 70 anni. Quella è l’età limite nella per la quale l’imputato può essere incarcerato secondo la legge italiana.


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Rifiuti Zero Manifesto di Napoli

Manifesto di Napoli. Adottato dai partecipanti al 5° Convegno Internazionale sulla Strategia Rifiuti Zero. Napoli, Italia, 18-22 febbraio 2009

Il futuro della specie umana, o almeno della popolazione mondiale che sopravviverà con lo standard di vita sperimentato nei paesi industrializzati nell’ultimo secolo, ha raggiunto un punto critico su almeno tre fronti: la salute dell’uomo e dell’ambiente, la sostenibilità e l’iniqua distribuzione delle risorse mondiali.
La salute dell’uomo e del pianeta sono minacciate su diversi fronti:
- la progressiva desertificazione
- le radiazioni elettromagnetiche e nucleari
- l’inquinamento atmosferico a causa degli spray e delle nanoparticelle (particelle ultrafini inferiori a 1 micron di diametro che contengono metalli tossici, radicali liberi stabilizzati e altre sostanze altamente tossiche e persistenti come diossina e furani)
- una rapida diminuzione di acqua potabile, e delle sostanze emesse nell’aria le quali  intaccano lo strato protettivo di ozono e contribuiscono di conseguenza al riscaldamento globale.
Un bambino che nasce oggi si ritrova centinaia di sostanze chimiche nel suo corpo a causa delle attività industriali e della pratiche di sotterramento dei rifiuti.
Inoltre una popolazione mondiale in continua crescita, parallelamente ad un sempre maggiore consumo pro capite di materie prime ed energia, minacciano la sostenibilità della nostra società industrializzata come mai prima d’ora.
La proliferazione della pubblicità, unitamente alla non sostenibilità delle pratiche di sotterramento dei rifiuti, aggrava la questione dell' eccessivo consumismo.
Fin dalla 2° guerra mondiale gli amministratori e gli esperti di rifiuti hanno discusso sugli eventuali aspetti postivi e negativi delle discariche e dell'incenerimento.
I cittadini che hanno vissuto entrambe le soluzioni di trattamento dei rifiuti a valle, non ne accettano nessuna delle due.
La strategia rifiuti zero, attualmente applicata in alcune comunità di paesi come Argentina, Australia, Canada, California, India, Italia, Gran Bretagna, Nuova Zelanda, Filippine e in molti altri paesi, consente di percorrere la vita per combattere le minacce alla salute umana e le ingiustizie sociali ed ambientali per la sostenibilità.


Principi globali per le comunità a Rifiuti Zero

Questo documento delinea i principi e descrive alcuni dei passaggi concreti che sono messi in pratica sia nei grandi agglomerati urbani che nelle piccole comunità rurali per il conseguimento dell’obiettivo “rifiuti zero”.
La strategia “rifiuti zero” è attualmente il modo più veloce ed economico attraverso cui i governi locali possono contribuire alla riduzione dei cambiamenti climatici, alla protezione della salute, alla creazione di posti di lavoro “verdi” e alla promozione della sostenibilità locale.

giovedì 19 febbraio 2009

I siciliani si mobilitano contro l’ecomostro di Niscemi



I siciliani si mobilitano contro l’ecomostro di Niscemi

(16 febbraio 2009)


Nonostante quanto affermi il ministro della difesa La Russa, non sono pochi coloro che in Sicilia si oppongono alla dilagante militarizzazione del territorio. Accanto ai coordinamenti “no-war” che dal tempo dei missili nucleari a Comiso denunciano la trasformazione dell’isola in una portaerei per le operazioni di guerra USA e NATO, ci sono ambientalisti, comitati spontanei di cittadini, organizzazioni sindacali di base, testate giornalistiche ed emittenti radio, ed adesso, timidamente, persino alcune amministrazioni locali. I gravissimi impatti socio-ambientali di alcune delle maggiori installazioni, la base aeronavale di Sigonella e la stazione d’intelligence di Niscemi in testa, hanno contribuito a dar vita a nuove campagne di mobilitazione e di lotta.

Un importante momento di confronto fra le differenti anime del movimento contro le basi è previsto per giovedì 19 febbraio a Caltagirone, città a metà strada tra Sigonella - dove sta per essere installato il sistema di sorveglianza terreste AGS della NATO, più una decina di aerei senza pilota USA Global Hawks - e Niscemi, che ospiterà la stazione di controllo terrestre del sistema satellitare MUOS (Mobile User Objective System), elemento chiave dei nuovi programmi di guerre stellari.

I pericoli della militarizzazione sarà il tema centrale del dibattito organizzato, tra gli altri, da Attac, Cobas, Patto permanente contro la guerra, Rifondazione Comunista. “L’ampliamento di Sigonella comporta la cementificazione di fertili terreni agricoli, mentre vincoli ambientali ed archeologici vengono eliminati nei paesi limitrofi per meglio servire le esigenze strategiche della Marina USA”, denuncia Alfonso Di Stefano della Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella. “Ancora più pericolosi gli effetti del MUOS, un sofisticato sistema di comunicazione che integrerà comandi, centri d’intelligence, radar, cacciabombardieri, missili da crociera, velivoli senza pilota, ecc.. Questo micidiale sistema è basato su onde elettromagnetiche ad altissima frequenza e l’estrema vicinanza ai centri abitati di Niscemi e Caltagirone avrebbe dovuto destare maggiori preoccupazioni fra gli amministratori locali prima d’assecondare le priorità militari a scapito della verifica d’impatto ambientale e della minaccia alla salute dei concittadini”. Gli studi sulle possibili conseguenze delle emissioni elettromagnetiche del MUOS hanno talmente impressionato i Comandi USA da convincerli a trasferire la stazione terrestre da Sigonella a Niscemi, per allontanarla dalle piste di volo in cui decollano e atterrano i cacciabombardieri e, soprattutto, dai numerosi depositi di munizioni ed armi presenti nella base aeronavale. Due società statunitensi, Agi e Maxim Systems, appositamente contattate dalla US Navy, hanno infatti accertato che le emissioni elettromagnetiche possono innescare la detonazione degli ordigni.

“Il sistema MUOS opera nel range delle ultra alte frequenze (300 MHz-3GHz) e delle alte frequenze (1-10 MHz)”, spiega Simona Carrubba, ricercatrice presso l’Health Sciences Center di Shreveport, Louisiana. “Possibili rischi per la salute della popolazione? Nessuno al di fuori del settore militare ha accesso a queste tecnologie e non credo che siano state fatte ricerche per verificare eventuali possibili effetti sulla salute. Tuttavia la questione può essere facilmente assimilata al problema delle onde elettromagnetiche (OEM) generate dai telefoni cellulari che operano a 900 Mhz-2 GHz, praticamente lo stesso range del sistema MUOS. È assolutamente certo che queste radiazioni interagiscano con i sistemi biologici tramite un meccanismo riconosciuto da tutti gli scienziati e che consiste nel deposito di energia nei tessuti col risultato di un aumento della temperatura. Si pensi poi a quanto descritto dalla Commissione Internazionale di Scienziati per la Sicurezza ElettroMagnetica (ICEMS), riunitasi nel 2006 a Benevento. L’esposizione a specifici campi EM a bassa frequenza può aumentare il rischio di cancro nei bambini ed indurre altri problemi di salute sia nei bambini che negli adulti”.

“Sul potenziale danno biologico del MUOS c’è poco da dubitare”, afferma Corrado Penna, docente di fisica ed animatore del blog Lascienzamarcia. “A Niscemi si sta mettendo insieme un sistema integrato di comunicazioni con frequenze elevatissime e fotoni molto energetici, del tutto simile a quanto accade nei forni a microonde. Frequenze intorno ai 2,5 GHz provocano il surriscaldamento fino a “cuocere” i tessuti. Le cellule muoiono per ipertermia o degenerano trasformandosi in neoplasie tumorali. Le microonde sono caratterizzate da una pericolosità latente, intrinseca alle caratteristiche fisiche del tipo di emissione elettromagnetica”.

Numerosi ricercatori hanno documentato, nel caso di elevate e prolungate esposizioni ai campi elettromagnetici, l’insorgenza di gravi lesioni agli organi più sensibili all’ipertermia, come il cristallino dell’occhio e i testicoli. Sono stati osservati, inoltre, effetti delle microonde su mutazioni nelle cellule, sia somatiche sia germinali, così come effetti sulle funzioni del sistema nervoso centrale e di quello cardiovascolare. Associazioni di veterani dell’US Navy denunciano come siano frequenti i casi di leucemie, linfomi e altri tipi di tumori tra i militari che sono rimasti esposti per lunghi periodi alle frequenze HF e UHF dei sistemi radar e di telecomunicazione. Nel 2001, l’allora ministro alla difesa tedesco, Rudolf Scharping, ha reso pubblici i risultati di una ricerca effettuata su un campione di 900 addetti ai più comuni sistemi radar militari, analoghi a quelli utilizzati in altri paesi NATO. Ventiquattro militari erano già morti di cancro (leucemia, tumori cerebrali, polmonari e ai nodi linfatici), mentre altri 45 risultavano gravemente malati.

In Italia, il caso più emblematico è quello relativo ai radar di grandissima potenza installati in Sardegna nel poligono missilistico di Salto di Quirra-Perdasdefogu. Una campagna di misurazioni effettuata nel maggio 2007 da alcuni scienziati sardi (il fisico Massimo Coraddu, l’ingegnere Basilio Littarru e il biologo Andrea Tosciri) ha rilevato emissioni elettromagnetiche al di sopra dei limiti di legge in un’area geografica dove imperversa la cosiddetta “sindrome di Quirra”: 17 casi di cancro tra i militari che hanno prestato servizio nel poligono, 20 abitanti dell’omonima frazione di Quirra colpiti da linfomi, 14 bambini nati con gravi malformazioni nel vicino paese di Escalaplano, ecc..

Gli studi sugli effetti associati all’esposizione umana ai campi di radiofrequenza nell’installazione militare di Wahiana Coast, una stazione di telecomunicazioni dell’US Navy identica a quella oggi esistente a Niscemi, hanno evidenziato ben 12 casi di leucemia tra i bambini nel periodo 1979-1990. Sette di questi casi sono stati definiti “inusuali in termini di sesso, età e tipo di leucemia”. I rischi di esposizione sono stati definiti “altissimi per i bambini residenti in un raggio di 2,8 miglia intorno ai trasmettitori”.

E in Sicilia? Si è dovuto attendere l’ottobre 2008 perché il governo regionale si attivasse per svolgere una prima indagine di tipo ambientale sulla base di Niscemi. A seguito delle rivelazioni stampa sul rischio elettromagnetico del MUOS, l’assessore al turismo e ambiente, Giuseppe Sorbello, ha sollecitato il Consiglio siciliano per la protezione del patrimonio naturale (CRPPN) a fornire “chiarimenti e un supplemento di istruttoria” in relazione al progetto della stazione satellitare. Due mesi più tardi, è stato organizzato un incontro a cui hanno partecipato i tecnici dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA), i responsabili del Comune di Niscemi e alcuni militari delle basi USA di Sigonella e Napoli. “In quella sede, l’ARPA ha richiesto i dati di monitoraggio interno alla stazione di telecomunicazione che i militari statunitensi devono fare per legge ma che non erano mai stati comunicati alle autorità civili locali e della regione”, racconta Luca De Caro, giovane consigliere comunale di Caltagirone. “Il Comando USA ha ovviamente affermato che i valori delle emissioni sono entro i limiti. L’ARPA, che ha collocato da metà dicembre, attorno alla base e in prossimità delle abitazioni adiacenti, quattro centraline mobili per il rilevamento dei campi elettromagnetici, avrebbe riscontrato invece qualcosa di diverso. Durante le prime analisi, due delle quattro centraline avrebbero fornito dati “al limite della soglia”. Ciò avrebbe convinto l’ARPA a mantenere in funzione queste due colonnine per continuare il monitoraggio. Il problema è che tale monitoraggio non riguarda il sistema MUOS che sarà operativo solo nel 2010, ma solo le emissioni dei sistemi di telecomunicazione oggi presenti. Dal 1991, data d’installazione dell’impianto, nessun organo civile aveva sentito il dovere di monitorare le emissioni elettromagnetiche delle oltre 40 antenne della stazione USA che sorge a meno di due chilometri dall’abitato di Niscemi. Per quanto accaduto in questi 18 anni, l’ARPA sarà costretta a prendere per buone le rassicurazioni dei militari”.

I fondati timori della popolazione hanno spinto il sindaco di Niscemi, Giovanni Di Martino (Pd), a prendere posizione contro l’impianto militare. In una lettera aperta al ministro della difesa, Di Martino ha chiesto la “sospensione dell’iter istruttorio per il rilascio dell’autorizzazione per l’inizio dei lavori, fino a quando non avremo certezze sui rischi per la salute degli abitanti”. “Chiedo, inoltre, la possibilità di entrare all’interno del sito per verificare di persona che il sistema non è in fase di costruzione. E che vi sia una forma di risarcimento per la penalizzazione che il comune di Niscemi ha avuto in seguito all’installazione della base”, conclude il sindaco nella sua missiva.

Le tardive dichiarazioni del primo cittadino non hanno tuttavia soddisfatto il “Comitato per la verità e la giustizia sociale - Uniti per Niscemi”, attore locale della campagna contro la stazione militare. “Le carte in possesso dell’Assessorato Regionale rilevano che l’Amministrazione comunale era da tempo a conoscenza del progetto MUOS, al punto di aver rilasciato il nulla osta alla valutazione di incidenza ambientale”, dichiara il suo portavoce, Giovanni Panebianco. Il Comitato esprime poi forte preoccupazione per le modalità di gestione ambientale interne alla stazione di telecomunicazione, tema che non ha mai preoccupato gli amministratori locali. “Qual è il numero di serbatoi di stoccaggio gasolio ed altri chemicals in dotazione alla base?”, chiede Panebianco. “Come è gestito lo smaltimento delle enormi quantità di olio dielettrico per i trasformatori, che come noto, durante il funzionamento si arricchisce del famigerato e cancerogeno PCB? E lo smaltimento di oli lubrificanti esausti, di batterie al piombo, di filtri, ecc.? Quanta acqua prelevano dalle falde acquifere sotterranee, sottraendola, di fatto, ai niscemesi? Dove scaricano le acque reflue prodotte dall’insediamento?”.

La stazione di Niscemi inquina ma con l’arrivo del MUOS, essa assumerà pienamente le sembianze di un grande Ecomostro. Come evidenziato dal capogruppo del Pd al consiglio provinciale di Caltanissetta, Alfonso Cirrone Cipolla, la nuova stazione terrestre sarà installata all’interno di una Riserva Naturale Orientata istituita nel luglio 1997. “Essa rappresenta assieme al Bosco di Santo Pietro (Caltagirone), il residuo di quella che un tempo era la più grande sughereta della Sicilia centro-meridionale”, aggiunge Cirrone Cipolla. “Nella riserva che si estende per quasi 3.000 ettari è stato realizzato un complesso di sentieri didattici e aree pubbliche, denominato “Aula verde”, in cui si recano scolaresche da altre parti della Sicilia”.

Dell’assalto militare ad uno dei siti siciliani d’importanza comunitaria (SIC) si è occupata pure la Commissione dell’Unione Europea. Rispondendo all’europarlamentare Giusto Catania (Prc), che aveva richiesto di “verificare l’osservanza delle prescrizioni della Raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio, del 12 luglio 1999, relativa alla limitazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici”, il Commissario Androulla Vassiliou ha ricordato che “spetta alle autorità nazionali degli Stati membri tutelare la popolazione contro gli effetti potenziali sulla salute dei campi elettromagnetici”. “Per quanto concerne l’incidenza del sistema di trasmissione all’interno del SIC “Sughereta di Niscemi” – ha aggiunto il rappresentante della Commissione UE - si applicano le disposizioni dell’articolo 6 della direttiva sugli habitat che prevede che i progetti che rischiano di avere un impatto significativo sui siti Natura 2000 siano sottoposti ad una procedura di valutazione. I sistemi di telecomunicazione e antenne non sono disciplinati dalle disposizioni della direttiva 85/337/CEE sulla valutazione dell’impatto ambientale. Tuttavia, le autorità nazionali possono decidere di sottoporre alla procedura VIA altri progetti…”.

Suggerimenti che i governanti italiani avrebbero fatto bene a prendere sul serio, invece di autorizzare rapidamente e segretamente tutti i capricci di guerra dell’amministrazione USA. Paradossalmente, è Washington a tentare di raffreddare le polemiche che divampano in Sicilia contro il nuovo programma satellitare. In un’intervista all’agenzia Apcom del 31 gennaio scorso, Paul Quintal, funzionario dell’ODC (Office of Defese Corporation), l’ufficio per la collaborazione in materia di difesa dell’ambasciata USA di Roma, ha dichiarato che “il sistema radar MUOS è stato approvato dal Ministero della difesa italiano, ma deve essere ancora deciso, definitivamente, dove realizzarlo”. “Quando verrà istallato – ha aggiunto Quintal - verranno effettuati dei test insieme ad esperti di telecomunicazioni americani e italiani per assicurarsi del corretto rispetto degli standard di sicurezza prima dell’entrata in funzione”.

Il Comitato per la verità e la giustizia di Niscemi non crede però al rappresentante USA: “È completamente falso affermare che non si è ancora deciso. Chiunque può facilmente constatare che nelle ore notturne la zona è interessata da tremori e rumori provenienti dal sottosuolo, segno tangibile di attività di scavo all’interno della base”. In realtà, per ammissione diretta del Comando US Navy della Stazione di Niscemi, l’avvio dei lavori per il MUOS risalirebbe al 19 febbraio 2008. Presidente del Consiglio era al tempo Romano Prodi.

Antonio Mazzeo



fonte:




q1



http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o14272


http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/02/no-all-radar-isola-delle-femmine-senza.html


http://isoladifuori.blogspot.com/2008/12/io-sono-saviano-da-palermo-napoli.html





ISOLA DELLE FEMMINE.  


Comune e ambientalisti contestano il sito scelto dall’Enav per l’installazione dell’impianto meteo 


 


Tutti contro il radar del vento 


L’antenna riesce a registrare i cambiamenti del vento a Punta Raisi completando un sistema di rilevamento del “Wind shear”. Il direttore della riserva Di Dio: «Perplessità sulla posizione». A rischio 8 milioni di finanziamento 


 


PALERMO. È più importante la sicurezza degli aerei e o il diritto alla salute dei residenti?  


 


Non si tratta di una questione metafisica, ma di un dibattito di scottante attualità, almeno Isola delle Femmine, nel palermitano, i cui abitanti sono da mesi sulle barricate contro la decisione di installare sulle loro teste un radar meteorologico. 


Mentre a Niscemi si combatte l’ipotesi della costruzione di un sistema Muos, a Isola non preoccupa un’antenna qualsiasi, evidentemente, ma il potente radar Tdwr, parte integrante del Palermo Wind Shear Detection System, il sistema per il monitoraggio del “wind shear”, il fenomeno atmosferico consistente in una variazione improvvisa del vento in intensità e direzione, particolarmente pericoloso negli atterraggi e nei decolli degli aerei. 


Lo stesso, per farsi un’idea, che solo dieci fa giorni nei dintorni di Amsterdam ha provocato lo schianto di un Boeing 737 della Turkish Airlaines, causando dieci morti e un’ottantina di feriti e non del tutto sconosciuto neppure a Punta Raisi.  


Fu proprio uno schiaffo improvviso del vento, infatti, a sbattere sulla pista un Md80 dell’Alitalia in fase di decollo, per fortuna senza gravi conseguenze. Era il settembre del 1989 e da allora altri fenomeni sono stati segnalati. Solo nel 2007, sull’aeroporto palermitano ne sono stati registrati 209 (160 nel 2006), rispetto ai 41 di Milano Malpensa e su un totale complessivo di 470 riporti di wind shear acquisiti Dall’Enav. Dati che fanno dello scalo del capoluogo «il più critico in termini di frequenza e di intensità del fenomeno in questione». Da qui il progetto dell’Enav di fare di Punta Raisi il «banco prova» per la successiva implementazione del sistema anche su altri aeroporti dove è presente il fenomeno. Tutto bene, tranne che per l’ubicazione del sistema radar, nello spazio dell’ex base della Marina Militare italiana, un’area di 400 mq concessa dal Demanio allʼEnav. «L’unico sito idoneo» secondo l’Enav. 


Non dello stesso parere il Comune di Isola delle Femmine, che dal 2006 ha due volte bocciato il progetto, non giudicandolo compatibile con il vigente strumento urbanistico e con i vincoli dettati dalla legislazione regionale circa la fascia di rispetto costiera. Troppo vicino alla popolazione, poi, quel radar, di cui - sostengono - non si conoscono ancora bene gli effetti sulla salute: 


«Chiunque conosca la zona – sottolinea il consigliere comunale Antonio Rubino – sa che ci sono tanti altri siti che non toccherebbero la popolazione, permettendo inoltre una copertura completa della pista, cosa che in questo modo non verrebbe garantita. Penso al promontorio di Cinisi, per esempio. 


Non si capisce quindi perché si siano impuntati su quel sito: viene quasi da pensar male». Ma non è solo la Giunta cittadina a mettersi di traverso all’installazione in Quell’area.  


Sul piede di guerra sono anche le associazioni che compongono la rete Lilliput e i responsabili della Riserva Naturale. «Nessuno è contrario 


All’antenna, abbiamo delle perplessità sulla sua posizione – spiega il direttore della Riserva di Isola, Vincenzo Di Dio – 


È la stessa società che ha individuato il sito per conto dell’Enav a contraddirsi, affermando in una relazione che le onde elettromagnetiche emesse sarebbero superiori a quelle consentite dalla legge, salvo dire il contrario in altri documenti. Chiediamo quindi chiarezza all’Enav».  


L’Ente, dal canto suo, ha dichiarato l’installazione presso il sito prescelto, «di pubblico interesse ai sensi e per gli effetti dell’articolo 696 del Codice della Navigazione», spingendo inoltre la Regione ad approvare un disegno di legge, il 6 agosto 2008, che di fatto ha esautorato il Comune di Isola, derogando al divieto di edificare nella fascia entro i 150 metri dalla battigia senza lʼassenso del Comune. Ora, tuttavia, anche dagli uffici regionali vogliono vederci chiaro. 


La Commissione Regionale Urbanistica, chiamata a pronunciarsi la scorsa settimana, ha chiesto più tempo per esaminare meglio la documentazione. Proprio il tempo, però, è quello che manca. In gioco c’è anche il finanziamento europeo: 8 milioni di euro di fondi Por, che la Regione rischia di perdere se non installerà il radar entro giugno. 


 


Articolo di Luca Insalaco 


Fonte: Centonove http://www.centonove.it/arretrati/2009/09/ 


  

http://isoladifuori.blogspot.com


Danni provocati dalle onde elettromagnetiche

Effetti termici o a breve termine

per densità di potenza elettromagnetica irradiata maggiore di 10 milliwatt/cm2:
* variazioni della permeabilità cellulare
* variazione del metabolismo
* variazioni delle funzioni ghiandolari, del sistema immunitario, del sistema nervoso centrale e del comportamento.
per densità di potenza elettromagnetica irradiata maggiore di 50 milliwatt/cm2:
* possibili lesioni cerebrali
* influenza sulla crescita cellulare
* malformazioni fetali
* ustioni interne
* cataratta
* morte per infarto.

Effetti non termici o cronici per intensità inferiore a quella che determina gli effetti termici
* variazione del numero dei linfociti e granulociti (esperimenti su cellule)
* variazioni del livello di anticorpi e delle attività dei macrofagi (esperimenti su animali)
* tachicardia
* dolore agli occhi
* vertigini
* depressione
* limitazione della capacità di apprendimento
* perdita di memoria
* caduta di capelli
nei paesi dell’Est europeo studi hanno evidenziato anche:
* sterilità
* aumento aborti
* abbassamento della fertilità

Secondo l’Agenzia per l’Ambiente degli USA (EPA), su otto studi epidemiologici cinque hanno evidenziato rischi statisticamente significativi associati a:

* neoplasie linfatiche ed emopoietiche
* cancri totali in abitanti (Hawai) in stretta prossimità a torri a radiofrequenze (RF)
* cancro del sistema emopoietico (leucemia, linfoma e linfosarcoma, melanoma e esposizione a radiazione RF) in ufficiali e militari polacchi

Le leggi ed i controlli
L’inadeguata normativa in vigore per gli elettrodotti (D.P.C.M. del 23.4. e D.P.C.M. 28.9.95) indica dei limiti massimi di esposizione in 100 microTesla e distanze da rispettare per i campi elettromagnetici a bassa frequenza di 28, 18 e 10 metri dal filo rispettivamente per elettrodotti da 380, 220 e 132 KV. Questi limiti fanno riferimento a esposizioni di breve durata (effetti a breve termine) e non ad esposizioni prolungate (effetti a lungo termine).
Per i campi elettromagnetici generati da alte frequenze (cellulari) il decreto del Ministero dell’Ambiente n. 381/98 indica i limiti per le radiofrequenze da 100 kHz a 300 GHz.


Effetto radiazioni entro 2 Km


 

"Chi vive entro due chilometri rischia tumori del sangue"
Parla Livio Giuliani, il responsabile dell'Unità Radiazioni dell'Ispesl Livio Giuliani è il responsabile dell'Unità radiazioni dell'Ispesl, l'Istituto superiore per la prevenzione e per la sicurezza del lavoro, incaricato di rilasciare il nulla osta per l'installazione di nuovi impianti.
Dottor Giuliani, le antenne sono pericolose?
«Bisogna distinguere tra basse frequenze, che sono quelle degli elettrodotti, e le alte frequenze, per la radiotelevisione e i cellulari. Nel primo caso, la ricerca è arrivata a risultati conclusivi: quando le emissioni sono superiori a 0,4 microtesla, raddoppia il rischio di leucemia infantile. Teniamo presente che il limite della nostra legge ormai superata è di 100 microtesla».
Cosa succede con le antenne per le televisioni e i telefonini?
«Studi compiuti in Australia e in Inghilterra hanno provato che per le persone che vivono entro 2 chilometri dalle torri di emissione elettromagnetica aumenta il rischio di tumori del sangue e del sistema linfatico».
La situazione delle torri australiane o inglesi è assimilabile a quella dei siti romani?
«Le torri hanno una potenza da 10.000 kilowatt. Le antenne Rai e Mediaset a Monte Mario sono di quell'ordine di grandezza, anche gli impianti a Monte Cavo e a Santa Palomba».
Oltre a studi epidemiologici, cioè basati sull'evidenza delle malattie, ci sono anche studi sperimentali, cioè di laboratorio?
«In Australia hanno lavorato con topi geneticamente modificati per ammalarsi spontaneamente di linfoma. La manipolazione è stata fatta per accelerare i tempi dell'esperimento. Metà di questi topi sono stati sottoposti per 18 mesi ad una radiazione identica a quella emessa da un antenna per gsm, mezz'ora la mattina e mezz'ora il pomeriggio. Ebbene, alla fine dei 18 mesi si è visto che nei topi esposti la probabilità di ammalarsi di tumori era aumentata del 240 per cento. Ora io mi appresto a coordinare un esperimento analogo finanziato dal ministro della Sanità su  4500 topi stavolta non manipolati. Per questo motivo lo studio richiederà un tempo maggiore, cinque anni».
Tratto da La Repubblica 11-9-2000


 

Decreto Ministeriale sulle Emissioni Elettromagnatiche


http://www.disinformazione.it/onde_elettromagnetiche.htm 


Il fantasma della “sindrome di Quirra”
Dopo troppi studi rassicuranti
un'indagine indipendente rilancia l'allarme


martedì 24 luglio 2007

Elvira Colonna


Agnelli contaminati da nanoparticelle di piombo e altri metalli pesanti, api impazzite che aggrediscono gli apicoltori, persone che sentono insistenti ronzii nelle orecchie. Ma soprattutto 32 decessi negli ultimi 20 anni per patologie tumorali, su una popolazione che varia tra le 150 e le 200 persone. Non è l'Armageddon, è Quirra. Quello che succede in questa zona della Sardegna sud-orientale, in un territorio dal paesaggio quasi lunare, sacrificato alla difesa dello Stato, non è dato a sapere. Di sicuro si sa che vengono fatte esercitazioni di guerra e si sperimentano armi e prodotti dell'industria bellica, fabbricati da aziende private.

Solo la determinazione e la volontà delle persone che lì vivono e lavorano, aiutate da associazioni sensibili ai problemi del territorio, assieme ad esperti, fisici e ingegneri, hanno permesso di fare luce su alcune delle ombre del poligono sperimentale di Salto di Quirra. Luce non ancora abbastanza forte, ma che lascia pochi dubbi. Come è stato ribadito ieri in una conferenza stampa presso la sede del Cagliari Social Forum, per presentare i risultati della prima indagine ambientale volta a verificare l'inquinamento da campi elettromagnetici.

Nella zona analizzata sono presenti stazioni radar che emettono onde elettromagnetiche a frequenze superiori a 3 Ghz in prossimità di abitazioni, ovili e campi coltivati. I 150 abitanti che vivono nella frazione Quirra del comune di Villaputzu, e altri 50 che nella zona si recano tutti i giorni per lavoro, allarmati dall'elevata percentuale di malattie soprattutto di natura emolinfatica contratte negli ultimi 20 anni si sono costituti in un comitato e hanno commissionato un'indagine per verificare l'effettiva presenza di campi elettromagnetici.

Non si accontentano più delle ricerche istituzionali, fatte a partire dal 2001, dopo le numerose segnalazioni da parte dei medici di base della zona, in primis Antonio Pili, all'epoca anche primo cittadino di Villaputzu. Nel 2001 aveva chiesto alla Asl, alle istituzioni ed all'Istituto Superiore di Sanità uno studio per verificare le cause dell'incidenza così alta di queste patologie. Tutte le analisi però (effettuate nell'ordine per conto del Ministero della Difesa nel 2002, dall'Istituto Superiore di Sanità nel 2004, dalla commissione sanità del Consiglio regionale nel 2005, e dalla Commissione del Senato sull'uranio impoverito nella scorsa legislatura) hanno prodotto solo rapporti che cercavano di tranquillizzare la popolazione.

Nessuna sindrome di Quirra, avevano detto i rapporti: forse malattie attribuibili all'arsenico presente nelle cave della zona, o addirittura a fattori genetici. Ipotesi smentite da altri esperti per la tipologia di effetti che provocherebbe l'arsenico, che tende a colpire l'apparato gastrointestinale e polmonare, non il sistema immunitario. Risulati opinabili anche per il campione preso in considerazione: la ricerca della Regione Sardegna - ad esempio - ha studiato 26mila persone distribuite in 8 comuni della zona allargata, e alla fine ha trovato un numero di casi tumorali in linea con la media nazionale.

Un censimento porta a porta è stato fatto invece dal Comitato popolare di difesa ambientale del Sarrabus-Gerrei, coinvolgendo solo la popolazione che vive vicinissima alle zone dove vengono fatte le esercitazioni e sperimentazioni. «Questa è la gente davvero colpita: se si allarga il campione, è ovvio che l'incidenza viene diluita», sottolinea Massimo Coraddu, uno dei professionisti coinvolti nelle nuove indagini. E 32 casi mortali negli ultimi 20 anni, su una popolazione di 150/200 persone, non sono certo pochi. Per questo il Comitato, l'associazione “La Ruspa”, il Cagliari Social Forum, “A Foras” e la Carovana della Pace, hanno ritenuto indispensabile un nuovo studio, completamente autofinanziato. Se ne sono occupati l'ingegnere Basilio Littarru ed il fisico Massimo Coraddu. Due settimane di rilevamenti, tra Capo San Lorenzo e Torre Murtas, per un raggio di circa 5 chilometri, hanno potuto dimostrare che i campi elettromagnetici ci sono, e avvengono nella banda delle microonde a frequenze superiori ai 3 GHz, per questo attribuibili alle stazioni radar del poligono militare.


L'esposizione della popolazione a questo tipo di onde elettromagnetiche potrebbe spiegare linfomi e leucemie.

Ma per poter stabilire una relazione certa è necessario avere altre informazioni: ad esempio la frequenza esatta (per ora si sa con certezza solo che è superiore ai 3 GHz, ma non di quanto) e l'intensità di questi campi. La mancata collaborazione da parte dei militari, le esigue risorse a disposizione (che non hanno permesso strumentazioni più precise anche se quelle utilizzate erano di ottima qualità), ma anche qualche giornata di pioggia, e il fatto che durante il periodo di osservazione non ci sono state esercitazioni al poligono (nonostante il calendario militare reso pubblico ne avesse almeno due in programma), non hanno permesso ai ricercatori di avere dati più dettagliati.

È un inizio insomma: per poter proseguire è necessario conoscere le caratteristiche essenziali delle sorgenti dei campi osservati (ubicazione, potenza, frequenza di funzionamento, guadagno d'antenna). Sarebbero necessarie poi delle misurazioni continue non estemporanee: per questo il senatore Mauro Bulgarelli, vicepresidente della Commissione del Senato sull'uranio impoverito, ha detto che i dati di questa indagine sono già stati acquisiti dagli esperti della commissione, che hanno anche effettuato dei sopralluoghi. Bulgarelli si è impegnato a portare all'attenzione del Parlamento le questioni riguardanti la nuova base di atterraggio nel Poligono e la richiesta di installare delle centraline di rilevamento adatte a questo tipo di emissioni.

È chiaro che non sono solo i campi elettromagnetici i responsabili dello stillicidio umano che sta colpendo la popolazione del Salto di Quirra: è perlomeno sospetta anche la presenza di nanoparticelle di metalli pesanti, rilevate negli animali e nella vegetazione dallo studio della dottoressa Antonietta Gatti, consulente della Commissione parlamentare e prima esperta a parlare di nanoparticelle come responsabili di malattie tumorali nei militari di ritorno dai Balcani), e probabilmente l'utilizzo - anche qui - di uranio impoverito. Questi tre elementi, se combinati insieme creerebbero, secondo alcuni studiosi tra i quali la Gatti, un cocktail davvero micidiale.


Nonostante la grande preoccupazione, confermata da quest'ultima ricerca, le intenzioni politiche sono quelle di ampliare la base militare, attiva dal 1954, che è già il più grande poligono sperimentale d'Europa. Il comitato e le associazioni che hanno portato avanti le ricerche, anche alla luce di questi ultimi dati, chiedono con forza la sospensione delle esercitazioni e delle sperimentazioni, ma anche la revoca dei progetti sulla realizzazione della pista d'atterraggio. È necessario piuttosto attivare interventi di monitoraggio ambientale e sanitario, effettuare una bonifica della zona e risarcire tutte le famiglie colpite dai lutti e dalle malattie.


http://www.altravoce.net/2007/07/24/poligono.html



I COMUNI NELLA AUTORIZZAZIONE INCIDENZA AMBIENTALE Z.P.S. S.I.C. NATURA 2000
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/10/la-politica-isola-delle-femmine.html

Repubblica Italiana Assemblea regionale siciliana


XV Legislatura


RESOCONTO STENOGRAFICO 14ª SEDUTA


(Pomeridiana)


MERCOLEDI’ 30 LUGLIO 2008


Presidenza del Vicepresidente FORMICA A cura del Servizio Resoconti


Assemblea regionale siciliana


PRESIDENTE. Si passa al punto III dell’ordine del giorno: Discussione dei disegni di


legge.


Si procede con la discussione del disegno di legge numero 131/A «Interventi in favore della sicurezza dei voli negli aeroporti siciliani. Disposizioni in favore dello svolgimento dell’attività sportiva connessa all’esercizio del gioco del golf», posto al numero 1).


Invito i componenti la IV Commissione “Ambiente e Territorio” a prendere posto nell’apposito banco.


La seduta è sospesa.


(La seduta, sospesa alle ore 17.44, è ripresa alle ore 17.47)


La seduta è ripresa.


Riprende la discussione del disegno di legge numero 131/A


PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.


Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore, onorevole Mancuso, per


svolgere la relazione.


MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, scopo del presente disegno di legge è disporre interventi in favore della sicurezza dei voli negli aeroporti, nonché conseguire l'obiettivo di favorire lo svolgimento dell'attività sportiva connessa all'esercizio del gioco del golf.


Nell'uno come nell'altro caso, il legislatore, con la presente iniziativa, intende derogare al vincolo di inedificabilità dei 150 metri dalla battigia del mare previsto dalla lettera a) del primo comma dell'articolo 15 della legge regionale 1976, numero 78, in considerazione delle ragioni legate alla sicurezza, qualificazione e sviluppo del sistema aeroportuale siciliano, nonché - per quel che riguarda le misure in favore dell'esercizio in favore del golf - per i sicuri benefici che, per la nostra Regione, discenderebbero da un ulteriore intervento di sviluppo del turismo nell'Isola.


L'articolo 1 mira al risultato della semplificazione delle procedure di progettazione e realizzazione di opere funzionali alla sicurezza degli aeroporti siciliani che insistono quasi tutti in prossimità del mare.


Si prevede, in particolare, che l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, in deroga al vincolo di inedificabilità dei 150 metri dalla battigia del mare, autorizzi le opere di manutenzione straordinaria, di ammodernamento e di potenziamento che siano strettamente funzionali alla sicurezza dei voli negli aeroporti, munite delle autorizzazioni rilasciate dagli enti preposti.


Il relativo provvedimento di autorizzazione segue il procedimento disciplinato dall'articolo 7 della legge regionale 11 aprile 1981, numero 65. Quest’ultima norma stabilisce che i Comuni nel cui territorio insistono le opere da realizzare di interesse statale o regionale, vengano sentiti, con la possibilità, per l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, nel caso di manifestazione di avviso contrario degli enti locali, di determinarsi ugualmente, sentito il Consiglio regionale dell'urbanistica. In altri termini, è garantita la partecipazione al procedimento amministrativo da parte dei Comuni interessati ma con la facoltà, per l'Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente,



XV LEGISLATURA 14a SEDUTA 30 Luglio 2008


Assemblea regionale siciliana


di autorizzare la realizzazione dell'opera, pur nel rispetto delle procedure di cui al predetto articolo 7 della legge regionale numero 65 del 1981.


L'articolo 2 reca misure in favore dell'esercizio del gioco del golf. Si rammenta, al riguardo, che la IV Commissione, nella scorsa legislatura, aveva esitato un'apposita iniziativa legislativa. Questa Commissione, nel ritenere perduranti le ragioni in favore dello sviluppo del turismo, già apprezzate dai commissari della scorsa legislatura, intende riproporre la norma, confidando nel positivo apprezzamento dell'Assemblea. In particolare, la disposizione in esame, al fine di semplificare la realizzazione delle strutture che prevedono un minimo impatto sul territorio, stabilisce che l’autorizzazione del Comune competente sostituisca la concessione per gli interventi per la realizzazione dei campi da golf, elencati, in dettaglio, al comma 2 dell’articolo 2. Detti interventi – si precisa – non costituiscono costruzioni, ai sensi e per gli effetti della lettera a) del primo comma dell’articolo 15 della legge regionale 12 giugno 1976, numero 78. Ciò nel presupposto che per costruzioni entro 150 metri dalla battigia si debbano intendere quelle alterazioni morfologiche di consistente rilevanza che possano costituire una lesione


all’equilibrio del sistema costiero.


Nel caso di realizzazione di un campo da golf, in assenza di un’alterazione morfologica di consistente rilevanza del territorio, pare davvero sproporzionata una siffatta limitazione dello ius aedificandi.


E’, in ogni caso, fatta salva la necessità del rilascio del parere favorevole dell’autorità preposta, laddove le opere siano eseguite in zone sottoposte a vincoli paesaggistici, ambientali e urbanistici. Si prevede, in tal caso, il ricorso ad una Conferenza di Servizi, indetta dall’organo competente del Comune, per l’esame della domanda di rilascio dell’autorizzazione entro sessanta giorni dal ricevimento.


Al fine di favorire l’acquisizione in tempi certi dei pareri o nulla osta necessari per il rilascio dell’autorizzazione, è previsto ugualmente l’intervento della Conferenza di Servizi, tenuta a rilasciare tutti gli eventuali atti endoprocedimentali consultivi entro sessanta giorni dal ricevimento dell’istanza.


Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di due norme semplici che non vanno in deroga ma permettono, da un lato, la sicurezza dei nostri aeroporti in Sicilia e, dall’altro, lo sviluppo turistico del nostro sistema integrato con uno forte che è diventato, a livello planetario, non solo importante ma foriero di buone iniziative, non soltanto infrastrutturali ma anche sotto il profilo della ricettività.


Sulla procedibilità del disegno di legge


DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


DE BENEDICTIS. Signor Presidente, l’Aula vorrebbe sapere, conformemente a quanto era stato concordato in sede di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari - e siamo qui in conseguenza di quella discussione - se l’articolo 2 verrà stralciato, ovvero, se la maggioranza ritiene di insistere nel portarlo all’esame dell’Aula perché ciò determinerebbe un diverso atteggiamento da parte dell’opposizione.


Mi sembra che su questo ci sia un atteggiamento dirimente. Qualora riteneste di procedere in tal senso, contraddicendo quanto stabilito, sarebbe opportuno informare l’Aula in modo che anche noi ci atterremo di conseguenza.



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PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, il disegno di legge è stato esitato dalla Commissione ed è composto da due articoli. L’Aula, pertanto, ha l’obbligo di discuterlo così come esitato. Nel caso in cui si dovesse constatare che c’è una improcedibilità dal punto di vista della discussione, per entrambi gli articoli ci atteggeremo di conseguenza.


Onorevoli colleghi, avverto che il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato alla conclusione della discussione generale.


L’Assemblea ne prende atto.


Congedo


PRESIDENTE. Comunico che l’onorevole Colianni è in congedo per la giornata odierna.


L’Assemblea ne prende atto.


Comunicazione di apposizione di firma a mozione


PRESIDENTE. Comunico che l’onorevole Di Guardo ha chiesto di apporre la propria firma alla mozione numero 24 «Iniziative finalizzate al rilancio dell’agricoltura in Sicilia».


L’Assemblea ne prende atto.


Riprende la discussione del disegno di legge numero 131/A


PRESIDENTE. Riprende la discussione del disegno di legge «Interventi in favore della sicurezza dei voli negli aeroporti siciliani. Disposizioni in favore dello svolgimento dell’attività sportiva connessa all’esercizio del gioco del golf» (131/A).


Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il passaggio all’esame degli articoli.


Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.


(E’ approvato)


PANARELLO. Chiedo la verifica del numero legale.


PRESIDENTE. Onorevole Panarello, do lettura dell’articolo 85, comma 2, del Regolamento interno dell’Assemblea: «Non può essere chiesta la verifica del numero legale prima dell’approvazione del processo verbale né in occasione di votazioni che si debbano fare per alzata e seduta per espressa disposizione del presente Regolamento».


Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per qualche minuto.


(La seduta, sospesa alle ore 18.08, è ripresa alle ore 18.20)


La seduta è ripresa.


Si passa all’articolo 1. Ne do lettura:


«Articolo 1.


Interventi in favore della sicurezza dei voli negli aeroporti siciliani



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1. Dopo il primo comma dell'articolo 57 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, e successive modifiche ed integrazioni è aggiunto il seguente:


2. Con l'osservanza delle procedure previste dall'articolo 7 della legge regionale 11 aprile 1981, n. 65, e successive modifiche ed integrazioni, in deroga a quanto previsto dalla lettera a) del primo comma dell'articolo 15 della legge regionale 78/1976, l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente autorizza le opere di manutenzione straordinaria, di ammodernamento e di potenziamento, strettamente funzionali alla sicurezza dei voli negli aeroporti, munite delle autorizzazioni rilasciate dagli enti preposti '».


DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


DE BENEDICTIS. Signor Presidente, vorrei illustrare due emendamenti presentati all’articolo 1 che non alterano il merito del provvedimento ma tendono ad una pulizia del testo.


Vorrei chiederle se ha aperto la discussione sugli emendamenti contestualmente alla discussione sull’articolo 1.


PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, affronteremo la discussione sugli emendamenti non appena saranno collazionati.


Comunico che, all’articolo 1, sono stati presentati i seguenti emendamenti:


emendamento 1.1, a firma della Commissione: «Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:


2. Per i procedimenti volti alla realizzazione delle opere di cui al comma 1, già avviati alla data di entrata in vigore della presente legge, l’Assessore regionale per il territorio e l’ambiente può tenere conto dei pareri già espressi dagli organi competenti”»;


emendamento 1.2, a firma dell’onorevole De Benedictis:


«All’art. 1 è aggiunto il seguente comma 1:


Dopo la lettera a) dell’art. 15 della legge regionale 78/1976, aggiungere le seguenti parole:


Con l’osservanza delle procedure richiamate nell’art. 57 della legge regionale 71/78, sono consentite deroghe per:


a) opere pubbliche o dichiarate di preminente interesse pubblico


b) opere di urbanizzazione primaria e secondaria connesse ad impianti turistico-ricettivi esistenti, nonché ad ammodernamenti strettamente necessari alla funzionalità degli stessi complessi;


c) opere di manutenzione straordinaria, di ammodernamento e di potenziamento strettamente funzionali alla sicurezza dei voli negli aeroporti”»;


emendamento 1.3, a firma dell’onorevole De Benedictis:



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«Al comma 1 dell’art. 1 sostituire le parole:


in deroga a quanto previsto dalla lettera a) del primo comma dell’articolo 15 della legge regionale 78/1976, l’Assessore regionale per il territorio e l’ambiente autorizza” con le parole:


d) “possono essere concesse deroghe a quanto previsto dalla lettera a) del primo comma dell’articolo 15 della legge regionale 78/1976 per”»;


emendamento 1.4, a firma degli onorevoli Adamo e Musotto:


«Al 2° comma dell’art. 1 dopo le parole “dei voli negli aeroporti” aggiungere le parole “già in esercizio alla data di pubblicazione della presente legge”».


MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare per illustrare


l’emendamento 1.1.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente, può dirmi la data in cui si è svolta la Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari?


PRESIDENTE. L’ultima Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari si è tenuta il 24


luglio scorso.


MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Dall’intervento dell’onorevole De Benedictis, mi sembra di capire che, se non verrà stralciato l’articolo 2, ci sarà qualche conseguenza di carattere parlamentare. Signor Presidente, la Commissione si è riunita, come può vedere dall’esame dei lavori preparatori, ed ha concluso i lavori nella seduta numero 4 del 23 luglio 2008, dopo due sedute di dibattito e di approfondimento del disegno di legge.


Considerato che la materia del golf - l’articolo 2 - era ed è materia assolutamente omogenea, sotto il profilo normativo, la Commissione ha ritenuto di inserirla in questo disegno di legge per diversi profili, che non sto qui, naturalmente, a ripetere per non annoiare i colleghi deputati. Oggi, viene detto – ed io lo sapevo per una comunicazione – che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, dopo i lavori della Commissione, ribaltava quanto era stato esitato in Commissione e, in particolare, ha osservato di stralciare l’articolo 2; ancora, non ho ben capito il motivo ma l’onorevole De Benedictis mi dice per un principio generale sull’andamento dei lavori.


Qui, nessuno vuole intralciare i lavori d’Aula e mi sembra anche giusto il rispetto del gentlemen’s agreement che si deve avere tra colleghi deputati: da un lato, i commissari che deliberano e lavorano e, dall’altro, i colleghi Presidenti dei Gruppi parlamentari; dall’altro ancora, la Presidenza, nonché i colleghi dell’opposizione.


Se la volontà è quella di non approvare l’articolo 2, signor Presidente, la invito a rinviare tutto il disegno di legge a quando sarà possibile parlare anche dell’altra norma che è esattamente uguale all’articolo 1. Non c’è alcuna differenza sotto il profilo normativo e sotto il profilo dell’applicazione.



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Quando si vorrà parlare, quindi, di quella norma riguardante le materie relative alla sicurezza dei voli e all’esercizio del gioco del golf, ne parleremo.


Non so chi lo dovrà decidere. La Commissione? Sembra che quanto fatto dalla Commissione non valga e, probabilmente, la Presidenza con la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, forse, ha un valore maggiore della Commissione. L’opposizione, quando considera che non c’è il numero legale? Vedete voi.


Ritengo che il rispetto per i colleghi, come c’è rispetto per questa Presidenza e per la Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari, venga meno da qualche lato e, poiché dobbiamo rispettarci tutti per il lavoro che si svolge in Commissione e in Aula, se lei dovesse ritenere di stralciare quella norma, la riterrei un’azione sbagliata, anche se richiesta dai colleghi; pur tuttavia, se ciò è necessario per far andare avanti i lavori di quest’Aula, la invito a rinviare il disegno di legge numero 131 ad una data in cui si potrà discutere.


Non so chi lo debba decidere; decidetelo tra di voi e, quando lo deciderete, ne parleremo.


PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, affrontiamo un tema alla volta. Stiamo discutendo il disegno di legge e, in atto, la discussione verte sull’emendamento 1.1.


Apprezzo le sue valutazioni ma anche lei deve convenire sul fatto che l’Aula è sovrana nel decidere e che le opposizioni, se ritengono di non volersi prestare alla discussione di una norma o di una parte di essa, hanno il diritto di farlo.


Avremo modo, tuttavia, arrivando alla discussione dell’articolo 2, di valutare se vi sono le condizioni per discuterlo; viceversa, apprezzeremo al momento e valuteremo. Certamente, né la Presidenza né l’Aula subiscono prevaricazioni di sorta; su questo, non vi sono dubbi.


FARAONE. Chiedo di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Commissione “Ambiente e Territorio”, le questioni poste, oggi, dall’onorevole De Benedictis in Aula, sono state poste al Presidente Mancuso dall’opposizione, allo stesso modo.


Avevamo individuato, cioè, in Commissione, un emendamento riguardante i campi da golf totalmente diverso dall’accelerazione stabilita, invece, con l’inserimento di questo emendamento nel disegno di legge, fatto che avevamo capito essere volontà sia della maggioranza che del Presidente Mancuso.


Oggi, è stato ricostruito, dal Presidente, un iter che, in Commissione, era stato già contestato poiché avevamo incontrato il sindaco di Sciacca che aveva sollecitato questo emendamento al disegno di legge ed era stato stabilito che era necessario un ulteriore approfondimento.


Ritenevamo che non fosse opportuno inserirlo nel disegno di legge sui vincoli aeroportuali, tanto più che questo stesso disegno di legge, con gli stessi contenuti, era stato bocciato nella scorsa legislatura.


Credo, quindi, che si possa benissimo proseguire con l’esame del disegno di legge, stralciando la parte che riguarda i campi da golf, che non vuol dire una contrarietà ma vuol dire ritenere opportuno un approfondimento su una parte che non era, inizialmente, prevista e su cui la Commissione aveva stabilito un iter di approfondimento necessario.


PRESIDENTE. Onorevole Faraone, apprezzo i contributi che vengono forniti all’Aula ma, ovviamente, ricordo a tutti che stiamo parlando sull’emendamento 1.1 all’articolo 1 del disegno di legge.



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MUSOTTO. Chiedo di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei sollecitare l’approvazione dell’articolo riguardante la sicurezza dell’aeroporto “Falcone-Borsellino”, dove si verificano, annualmente, centinaia di episodi di wind-share, un vuoto d’aria che potrebbe essere nefasto per gli aerei che atterrano.


Non si è mai potuta installare questa strumentazione per impedire il wind-share per tutta una serie di ostacoli che vengono sollevati dal Comune di Isola delle Femmine, nel territorio dove insiste l’installazione di questa strumentazione. Questa norma servirebbe, finalmente, ad installare ciò che è necessario.


Tra l’altro, se n’è fatto anche portavoce il generale Nieddu, Presidente dell’Enav, che ha sollecitato, più volte, l’aeroporto ad installare la suddetta strumentazione.


Vorrei attirare anche l’attenzione del Governo; mi rivolgo all’assessore Sorbello. E’ stata sollecitata, più volte, una Conferenza di Servizi che il Governo precedente ha, più volte, convocato, pur tuttavia, a causa della mancanza del numero legale, non è si è potuto decidere in tal senso.


Per quanto riguarda la decisione dell’installazione di questo radar, basterebbe anche dare seguito a questa richiesta pervenuta, da parte della Gesap, per la convocazione di questa Conferenza di Servizi.


ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la pubblica istruzione. Non c’è bisogno di una legge, si può risolvere con un atto amministrativo.


MUSOTTO. Onorevole Assessore, questa è ad abundantiam; servirebbe a predisporre una norma certa e sicura per accelerare i tempi. Dato che è presente il Governo, volevo sollecitare questo atto di diligenza che, certamente, sarà compiuto.


PRESIDENTE. Comunico all’Aula che l’ordine di trattazione degli emendamenti è il seguente: 1.3, 1.4, 1.1 e poi 1.2.


APPRENDI. Chiedo di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vi è dubbio che, se trattiamo argomenti che riguardano la sicurezza negli aeroporti, l’Aula non può che essere ben disposta a seguire e ad approvare norme che migliorino la sicurezza in questi siti. Quanto detto dall’onorevole Musotto mi ha un po’ insospettito. Stiamo entrando nello specifico di un radar ad Isola delle Femmine, tanto contestato dalla stessa comunità di Isola perché non abbiamo dati certi che questo radar non sia dannoso per i cittadini. Non vorrei che fosse una norma specifica. Credo che il rispetto per i cittadini che abitano sul posto debba essere messo al primo posto. Volevo fare, inoltre, un appello alla Presidenza rispetto all’articolo 2. Nella scorsa legislatura, onorevole Leanza, ci si era dati un indirizzo: non inserire nello


stesso disegno di legge argomenti che non avessero tra di loro alcuna attinenza. Credo che il campo da golf non abbia alcuna attinenza con la sicurezza negli aeroporti che auspichiamo, comunque, ci sia sempre.



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DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per illustrare gli emendamenti 1.3 e 1.2, da me presentati, seguendo l’ordine da lei previsto.


Per quanto riguarda l’emendamento 1.3, non stiamo facendo altro, con questo testo, oggi, all’esame dell’Aula, che ampliare…


PRESIDENTE. Prego gli onorevoli componenti la Commissione di prestare attenzione all’illustrazione dell’emendamento perché, tra poco, sarete chiamati a votarlo, quindi, a capire la portata, l’importanza dell’emendamento stesso.


DE BENEDCTIS. L’articolo 15 della legge regionale numero 71 del 1978 stabilisce che, entro 150 metri dal mare, non si possono realizzare opere se non quelle indicate nella lettera a); all’articolo 57 della medesima legge, si stabiliscono delle deroghe.


Oggi pomeriggio, non si sta facendo altro che aggiungere un’altra fattispecie. Il testo del mio emendamento, peraltro, non ha altro scopo che quello di riproporre l’identica materia che il testo già contiene, con le stesse forme previste dall’articolo che stiamo ampliando.


L’articolo 57 prevede queste deroghe per le opere pubbliche dichiarate di preminente interesse pubblico; questo già accade per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria connesse ad impianti turistici e ricettivi e lo fa previa osservanza di una norma che è quella contenuta nell’articolo 16 della legge regionale numero 78 del 1976.


Stiamo dicendo di aggiungere anche una deroga per le opere che riguardano la sicurezza degli aeroporti ma non aggiungiamo una lettera perché la procedura che chiediamo di osservare non è quella già richiamata nell’articolo vigente - l’articolo 16 della legge regionale numero 78 del 1976 - ma un’altra procedura che garantisce la partecipazione dei Comuni.


Ecco perché ha senso questo articolo e l’emendamento vuole semplicemente uniformarne la scrittura a quello che già esiste nel testo vigente.


PRESIDENTE. Mi faccia capire, onorevole De Benedictis: sostanzialmente, con il suo emendamento, propone di concedere la deroga utilizzando, però, la fattispecie prevista per la procedura della legge regionale numero 78 del 1976?


DE BENEDICTS. No, signor Presidente. Questo è quanto già propone il testo in Aula, cioè la deroga per le opere che riguardano la sicurezza negli aeroporti con la procedura prevista dall’articolo 7 della legge regionale numero 65 del 1981, mentre, con questo mio emendamento, non facciamo che scrivere questa stessa cosa con il linguaggio già usato nell’articolo 57 del quale stiamo creando, sostanzialmente, il secondo comma. E’ un fatto di pura e mera struttura, di coerenza; non altera la sostanza.


Lo leggete, infatti, la differenza è “in deroga a quanto previsto dalla lettera a) del primo comma dall’articolo 15 della legge regionale 78/76, l’Assessore regionale per il territorio e l’ambiente autorizza” sostituito con le parole “possono essere concesse deroghe a quanto previsto dalla lettera a) del primo comma dell’articolo 15 della legge regionale 78/76 per” che è esattamente lo stesso significato della prima parte del testo; poi, ho eliminato le parole l’assessore regionale per il territorio e l’ambiente” perché era già previsto nella procedura.



XV LEGISLATURA 14a SEDUTA 30 Luglio 2008


Assemblea regionale siciliana


PRESIDENTE. E’ chiaro, onorevole De Benedictis, sostituisce un “obbligo” con un


possono”; sostanzialmente, l’Assessore può concedere deroghe a quanto previsto.


DE BENEDICTIS. E’ la procedura invocata dal testo di legge presentato in Aula, quindi, la sostanza non cambia.


PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento 1.3.


PANEPINTO. Chiedo la verifica del numero legale.


PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, avevamo stabilito, con l’opposizione, una determinata cosa; l’opposizione può scegliere di non seguirla ma non ritengo che ciò sia molto conducente, quindi, la invito a farci procedere all’esame del disegno di legge.


Il parere della Commissione?


MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.


PRESIDENTE. Il parere del Governo?


SORBELLO, assessore per il territorio e l’ambiente. Favorevole.


PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.


(E’ approvato)


Si passa all’emendamento 1.4. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?


MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.


PRESIDENTE. Il parere del Governo?


SORBELLO, assessore per il territorio e l’ambiente. Favorevole.


(E’ approvato)


Si passa all’emendamento 1.1, della Commissione. Lo pongo in votazione. Il parere del


Governo?


ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la pubblica istruzione.


Contrario a nome del Governo.


PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.


(Non è approvato)


PRESIDENTE. Si passa all’emendamento 1.2.


Onorevole De Benedictis, intende illustrarlo?


19


XV LEGISLATURA 14a SEDUTA 30 Luglio 2008


Assemblea regionale siciliana


DE BENEDICTIS. Sì, signor Presidente. Chiedo, innanzitutto, di apportare una modifica


formale al testo. Se approviamo il comma precedente che ha aggiunto una possibilità di deroga


in materia di sicurezza negli aeroporti, lo abbiamo aggiunto all’articolo 57 della legge numero 71.


L’articolo 15 della legge numero 78 del 1976 stabilisce quali sono le opere. Soltanto per un fatto di riordino legislativo, di facilità di comprensione, trovo utile che, nella stessa legge, cioè nella legge numero 78 del 1976, si raggruppino le fattispecie di opere concesse entro la fascia dei 150 metri e quelle per le quali possono essere concesse deroghe, non scrivendo nulla di nuovo ma riportando, in questo testo, ciò che è già previsto nell’articolo 57 della legge numero 71 del 1978.


Un fatto di semplice unione di due dettati normativi che, in questo momento, esistono e fanno riferimento a due leggi differenti e che verrebbero, in questo modo, unificati in uno stesso articolo.


Chiaramente, presenterò un subemendamento che sostituisce le parole ‘sono consentite’ con le parole ‘possono essere concesse’.


PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, la portata dell’emendamento è tale che necessita di un minimo di approfondimento.


DE BENEDICTIS. La norma vigente - l’articolo 57 - recita: “Con l’osservanza delle procedure previste dall’articolo 16 della legge regionale n. 78 del 1976 possono essere concesse deroghe ad opere pubbliche di preminente interesse pubblico ed opere di urbanizzazione primaria e secondaria connesse agli impianti turistico-ricettivi”.


Questo, già, è detto nella norma e non viene, pertanto, introdotto con questo emendamento; viene scritto nella norma madre della stessa legge e non è un’altra legge.


PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, la invito a ritirare l’emendamento.


DE BENEDICTIS. Dichiaro di ritirare l’emendamento.


Ai sensi dell’articolo 121 quater del Regolamento interno


MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente, chiedo di non procedere con l’iter di questo disegno di legge perché, con la bocciatura dell’emendamento 1.1, con un parere del Governo che ha sorpreso la Commissione, non c’è più la premura di legiferare in questa materia perché l’emendamento 1.1 faceva riferimento allo scalo di Punta Raisi ed alle conseguenze del fenomeno meteorologico del wind share. L’iter, adesso, deve riprendere dall’inizio in quanto quell’emendamento teneva conto dei pareri già resi e l’iter procedurale era stato posto all’attenzione di tutti gli organi competenti.


Considerato, pertanto, quanto avvenuto in Aula, la invito a rinviare in Commissione il disegno di legge perché è inutile continuarne la trattazione.


PRESIDENTE. C’è una richiesta da parte del Presidente della Commissione che è anche il presentatore del disegno di legge a sospenderne la trattazione.



XV LEGISLATURA 14a SEDUTA 30 Luglio 2008


Assemblea regionale siciliana


Sospendo la seduta per qualche minuto.


(La seduta, sospesa alle ore 18.51, è ripresa alle ore 19.01)


La seduta è ripresa.


Riprende l’esame del disegno di legge numero 131/A


PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l’articolo 1, nel testo risultante.


Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.


(E’ approvato)


Repubblica Italiana


Assemblea Regionale Siciliana


XV Legislatura


RESOCONTO STENOGRAFICO


17ª SEDUTA


MERCOLEDI’ 6 AGOSTO 2008


Presidenza del Vicepresidente FORMICA


in di del Presidente CASCIO


A cura del Servizio Resoconti



XV LEGISLATURA 17a SEDUTA 6 Agosto


Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge «Interventi in favore della sicurezza dei voli negli aeroporti siciliani» (131/A)


PRESIDENTE. Si passa al punto III dell’ordine del giorno: Votazione finale di disegni di legge.


Si procede alla votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge numero 131/A


«Interventi in favore della sicurezza dei voli negli aeroporti siciliani».


Indìco la votazione per scrutinio nominale.


Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.


Dichiaro aperta la votazione.


(Si procede alla votazione)


SPEZIALE. Signor Presidente, la votazione è aperta da 15 minuti, la chiuda!


PRESIDENTE. Onorevole Speziale, intanto, non capisco perché stia urlando!



XV LEGISLATURA 17a SEDUTA 6 Agosto 2008


Assemblea Regionale Siciliana


La mia voce, oggi, non è molto forte, tant’è vero che molti colleghi non avevano sentito che la votazione era stata aperta.


Votano sì: Adamo, Ardizzone, Arena, Aricò, Bosco, Bufardeci, Campagna, Caputo, Caronia, Cascio Francesco, Cascio Salvatore, Colianni, Corona, Currenti, D’Asero, De Luca, Di Mauro, Dina, Fagone, Federico, Formica, Forzese, Gennuso, Greco, Incardona, Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Lentini, Leontini, Limoli, Lo Giudice, Mancuso, Minardo, Mineo, Ragusa, Romano, Ruggirello, Savona, Scammacca, Torregrossa.


Dichiaro chiusa la votazione.


Risultato della votazione


PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:


Presenti e votanti . . . . . . . . . . 40


(L’Assemblea non è in numero legale)


Onorevoli colleghi, la seduta, pertanto, è rinviata di un’ora e riprenderà alle ore 20.20.


(La seduta, sospesa alle ore 19,20, è ripresa alle ore 20.24)


La seduta è ripresa.


Congedi


PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Beninati, Cimino, Pogliese e Limoli hanno chiesto congedo per la seduta odierna.


L’Assemblea ne prende atto.


Riprende la votazione finale del disegno di legge numero 131/A


PRESIDENTE. Si torna alla votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge


«Interventi in favore della sicurezza dei voli negli aeroporti siciliani» (131/A).


BARBAGALLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo a titolo personale, anche se i colleghi dell’opposizione mi hanno fatto sapere che partecipiamo alla votazione.


E’ giusto far notare che il Presidente dell’Assemblea ha chiuso la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari dichiarando che nel Governo ci sono forti contrasti in ordine alle priorità legislative, in ordine alla copertura di spesa su alcune leggi e in ordine anche al fatto che, dopo cento giorni, non abbiamo capito qual è l’idea di regione, qual è il modello di sviluppo.


Siamo in una realtà nella quale si vive attraverso gli annunci, gli ordini del giorno, i proclami. Gli ordini del giorno sono auspici, ma sappiamo che non si fa politica con gli auspici.



XV LEGISLATURA 17a SEDUTA 6 Agosto 2008


Assemblea Regionale Siciliana


In Sicilia c’è bisogno di fare riforme radicali, riforme di settore che incidano sullo sviluppo e sull’occupazione produttiva. Pertanto, siamo preoccupati per un vuoto e un deficit di politica e di Governo. Noi svolgeremo il nostro ruolo fino in fondo e senza sconti, seppure preoccupati per l’assenza di un confronto serio sui contenuti programmatici, sulle cose da fare e sui problemi da risolvere. E pertanto esprimiamo non solo una posizione politica, ma anche un senso di smarrimento per un Governo e una maggioranza palesemente divisi che non riescono a trovare una linea politica unitaria.


PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, indìco la votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge numero 131/A «Interventi in favore della sicurezza dei voli degli aeroporti siciliani».


Chiarisco il significato del voto. Chi vota sì prema il pulsante verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il pulsante bianco.


Dichiaro aperta la votazione.


(Si procede alla votazione)


Votano sì: Adamo, Ardizzone, Arena, Aricò, Bonomo, Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Campagna, Caputo, Caronia, Cascio Francesco, Cascio Salvatore, Colianni, Cordaro, Corona, Currenti, D’Agostino, D’Asero, De Luca, Di Mauro, Dina, Fagone, Falcone, Federico, Formica, Greco, Incardona, Laccoto, Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Lentini, Leontini, Limoli, Lo Giudice, Maira, Mancuso, Marrocco, Minardo, Mineo, Picciolo, Ragusa, Romano, Ruggirello, Savona, Torregrossa, Vinciullo, Vitrano.


Vota no: Apprendi.


Astenuti: Digiacomo, Donegani, Faraone, Ferrara, Lupo, Marinello, Marziano, Musotto, Panarello, Raia.


Dichiaro chiusa la votazione.


Risultato della votazione


PRESIDENTE. Proclamo l’esito della votazione finale per scrutinio nominale del disegno di


legge numero 131/A «Interventi in favore della sicurezza dei voli degli aeroporti siciliani»:


Presenti e votanti 59 Maggioranza 30 Favorevoli 48 Contrari 1 Astenuti 10


(L’Assemblea approva)