L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























lunedì 15 febbraio 2010

San Fratello Sprofonda

*TAR Ciampolillo/Comune Isola axxolto ricorso 170/2010


LA FRANA NON SI ARRESTA
Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.


Dire che siamo rimasti esterefatti delle immagini che ci giungevano, non rende l’idea dell’angoscia e della rabbia contro tutti quei Signori che per l’ingordigia del DANARO, giornalmente aggrediscono il territorio con una selvaggia cementificazione. Cosa ancor più grave che in contemporanea leggiamo notizie di chi dei terremoti , delle tragedie umane ne fa un business, non solo ma se ne fa anche una grande risata. A quando la fine?


Troppo spesso la stessa popolazione ha ignorato le piu’ elementari regole di prudenza nella costruzione delle proprie case. Al grido “dotiamoci di un tetto” si e’ costruito ovunque: sotto i costoni delle montagne, negli alvei dei fiumi, in riva al mare. Tutto questo consapevolmente e con la interessata complicita’ di tecnici e amministratori pubblici e nella generale inerzia degli organi di controllo siano essi amministrativi o dotati di una qualsiasi divisa.


Il tempo delle lacrime e’, adesso, solo la naturale conclusione di un comportamento dissennato durato decenni. Certo, umanamente, dispiace vedere famiglie, che restano senza un tetto, dopo avere costruito con grandi sacrifici nei terreni comprati con i risparmi di una vita, ma non si puo’ porre mente al fatto che i nodi vengono al pettine, se tu costruisci dove per secoli e’ passata l’acqua, se tu tagli gli alberi e sotto la montagna fai una casa, prima o poi, la natura si impossessa di cio’ che le e’ stato tolto, e, diventano conseguenti le scene di questi giorni.


Le uniche considerazioni, che vengono in mente, spaziano nell’antropologico per cercare di capire il comportamento di intere popolazioni, le quali vivono solo il presente dimenticandosi del passato e non programmando in alcun modo il futuro, poiche’ i movimenti franosi non sono fenomeni imprevedibili come i terremoti, ma il risultato di politiche folli nel campo dell’edilizia e di manutenzione del territorio, di cui alla fine il conto salato lo paga la stessa gente, la quale in principio e per sua convenienza, ha ignorato le elementari condotti di prudenza e buon senso.


Alla fine restano solo le lacrime e i milioni di euro che saranno spesi per cercare di arginare l’emergenza.

Ma, a poco servira’ il tutto, se non ci sara’ un cambiamento culturale di tutto il sistema, il quale si attarda in questioni di lana caprina, mentre tutto crolla, e non solo in senso metaforico, purtroppo!


Isola delle Femmine 16.02.2010


mercoledì 17 febbraio 2010

San Fratello sprofonda: «E non ci sono rimedi»


border= San Fratello sprofonda: «E non ci sono rimedi» San Fratello non sarà ricostruita. La politica prende tempo ma il verdetto dei tecnici è chiaro. «Per quello che sappiamo, sarà difficile recuperare l’abitato interessato dalla frana». Di più non dice Giovanni Arnone, ma è abbastanza. Il capo di gabinetto dell’assessorato al territorio della Regione Sicilia è infatti l’uomo del Pai. È nato nel suo ufficio il Piano di assetto idrogeologico che fotografa, comune per comune, il rischio di frane e alluvioni in tutta l’isola. Il destino del paesino dei Nebrodi, che ancora ieri è stato battuto dalle piogge, è scritto qui, negli archivi di via Ugo La Malfa, periferia industriale di Palermo. Mentre lassù, oltre Cefalù e Sant’Agata di Militello, dove si alleva il cavallo sanfratellano e si parla un antico dialetto gallo-italico, i vigili del fuoco cercano di far capire agli abitanti di via Cirino Scaglione che chi abita nei numeri pari deve abbandonare la propria casa mentre nei numeri dispari si continua a stendere i panni e a cucinare le gnuchiattuli, negli uffici dell’assessorato al territorio parlano i documenti. San Fratello, come altri 90 comuni del Messinese (che in totale ne conta 108) molto prima che la terra iniziasse a scivolare era già un’area R4. Per chi ha dimestichezza con la geologia, significa massimo rischio idrogeologico: vivere con la spada di Damocle di una frana o di un’alluvione che prima o poi spazzerà via case, risparmi, affetti, talvolta la stessa vita. Tutto in pochi minuti, o secondi. Nell’isola, secondo la Regione, ci sono poco meno di 32mila frane e 294 comuni R4 su 390. «Ma è una stima per difetto – puntualizza Arnone – perchè noi abbiamo usato una metodologia di rilevazione che considera solo i terreni in cui la frana è già nota e non, come avviene in altre aree d’Italia, anche i terreni circostanti». Per quanto le stime “difettino” il Ministero dell’Ambiente considera “pericoloso” quasi il 6 per cento dell’isola. border= «Una frana si attiva quando si rompe l’equilibrio tra il peso del terreno e la pressione neutra che spinge dal basso» spiega Arnone e si capisce che 1.100 millimetri di pioggia caduti sui Nebrodi in sei mesi, contro una media annuale di 800, rappresentano un cospicuo fattore di squilibrio, soprattutto se sommati alla particolare intensità delle precipitazioni, come fanno notare all’Ente Parco. Certo, pioveva anche nel 1100, quando gli antichi sanfratellesi, racconta il geologo Francesco Bellitto, decisero di edificare la città sulla dura roccia del monte San Fratello, lo stesso dove sorge ancora il Santuario dei tre santi. Sconfitti dai saraceni, traslocarono poco lontano, dove nel 1922 l’abitato fu colpito da una prima frana. L’esodo creò Acquedolci com’è oggi, tuttavia non bastarono due leggi di Mussolini per convincere tutti i sanfratellesi ad allontanarsi dalla raccafert, la cittadella. Non a caso, in via La Malfa si pesano le parole: «Per spostare un comune serve un piano regionale di delocalizzazione» mette le mani avanti Arnone. Il quale però ammette che anche Alcara Li Fusi, a pochi chilometri da San Fratello, è minacciata. «Servirebbero troppi milioni per metterla in sicurezza» sentenzia. L’assessore Roberto Di Mauro, che dopo la tragedia di Favara ha promosso un disegno di legge per la sicurezza degli immobili dei centri storici, vorrebbe spendere subito i 160 milioni di euro che arriveranno da Bruxelles attraverso i fondi Fas e spera di ottenere una parte del miliardo previsto dall’accordo Stato-Regioni per la difesa del suolo. Briciole, rispetto al fabbisogno: per riparare l’intero territorio siciliano secondo la Giunta Lombardo servirebbero circa quattro miliardi di euro (che diventano otto se si considerano i casi R3 e le coste) «e il ministero dell’Ambiente dispone di 200 milioni all’anno per questi interventi, sedici dei quali sono destinati alle emergenze siciliane» commenta Arnone. A dire il vero, qualche finanziamento-tampone è partito nei mesi scorsi da Palermo, ma è arrivato decisamente tardi: 2,5 milioni per la frazione Zappa di Raccuja (evacuata) e cinque per San Fratello, un minibudget che adesso non si sa neppure come utilizzare. «Con la nuova frana a sud-est – ammettono in Regione – il comune è letteralmente circondato dal dissesto, perchè un altro fronte, finora in sonno, si trova a nord del paese e non mancano altri piccoli fenomeni franosi». Tra frane vecchie e nuove, San Fratello è in una morsa. Stato d'emergenza per le frane Emergenza frane su Nebrodi e Madonie e la terra non si ferma. Le colline fanno paura ed all'orizzonte c'è un'altra ondata di maltempo che potrebbe aggravare la situazione. Situazione drammatica a San Fratello, in provincia di Messina, dove il paese è stato spazzato da un movimento franoso che ha costretto gli organi preposti a far evacuare oltre 1500 persone. Nel corso di una riunione straordinaria convocata in nottata per affrontare le problematiche connesse al grave dissesto idrogeologico del comune di San Fratello, la Giunta regionale ha deliberato la dichiarazione dello stato di calamità per il comune dei Nebrodi e per numerosi centri della provincia di Messina. Analogo provvedimento riguarda anche parte della provincia di Palermo interessata da fenomeni di dissesto. border= La Giunta ha deliberato, così come aveva già annunciato il governatore Raffaele Lombardo, che aveva presieduto un vertice nella zona colpita dalla frana, la contestuale richiesta al Consiglio dei ministri dello stato di emergenza in considerazione della rilevanza che ha assunto il dissesto idrogeologico in entrambe le province. Il governo regionale ha altresì individuato una posta finanziaria da dedicare alle prime azioni volte a sollevare lo stato di grave disagio della popolazione interessata dalle frane. LA MAPPA DEI CENTRI COLPITI. Maggiormente colpita la provincia di Messina ed in particolare il versante tirrenico-nebroideo. I centri messinesi colpiti sono: Tusa, Pettineo, Motta D'Affermo, Reitano, Santo Stefano di Camastra, Mistretta, Capizzi, Caronia, Acquedolci, San Fratello, Cesarò, S. Teodoro, S Agata di Militello, Militello Rosmarino, Alcara Li Fusi, Galati Mamertino, Longi, Frazzanò, Mirto, Caprileone, Tortorici, Torrenova, S. Marco d'Alunzio, Santa Domenica Vittoria, Floresta, Ucria, Raccuja, Sinagra, Castell'Umberto, S. Salvatore di Fitalia, Capo d'Orlando, Naso, Gioiosa, Piraino, Patti, Brolo, Sant'Angelo di Brolo, Librizzi, Montalbano, Ficarra, Tripi, Basicò, Falcone, Montagnareale, Oliveri, San Piero Patti, Castel di Lucio ed Antillo. In provincia di Palermo: Palermo, Altofonte, Monreale, Villabate, Ficarazzi, Altavilla Milicia, Belmonte Mezzagno, S. Cristina Gela, Piana degli Albanesi, S. Cipirello, S. Giuseppe Jato, Partinico, Balestrate, Trappeto, Cinisi, Capaci, Campofelice di Roccella, Collesano, Termini Imerese, Lascari, Cefalù, Alia, Montemaggiore Belsito, Mezzojuso, Campofelice di Fitalia, Villafrati, Castronovo di Sicilia, Bisacquino, Corleone, San Mauro Castelverde, Pollina, Castelbuono, Sclafani Bagni, Caltavuturo, Polizzi Generosa, Gangi, Geraci Siculo, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Roccapalumba, Valledolmo e Lercara. border= SAN FRATELLO: NOTTE A MONITORARE LA FRANA. E' stata una notte tranquilla quella trascorsa a San Fratello. Gli abitanti rimasti nel paese dei Nebrodi interessato da uno smottamento che ha lasciato senza casa 1.500 persone hanno continuato a controllare la frana, nella speranza che non si muovesse ancora. I segnali, anche artigianali, come due chiodi piantati tra i bordi di una frattura uniti da un filo, lasciati su terreni, strade e palazzine evidenziano che non ci sono stati cambiamenti rispetto a ieri e che la frana, al momento, è ferma. Le attese e i timori sono legati al maltempo. Dopo il sole di ieri, oggi a San Fratello è ripreso a piovere, per il momento in maniera leggera, e la temperatura si è abbassata. Ma sono le previsioni e l'allerta meteo che prevede temporali in Sicilia a preoccupare gli abitanti del paese: temono infiltrazioni d'acqua nella frattura, che potrebbe così riprendere a camminare, trascinandosi altre case. La zona di potenziale pericolo è stata sgomberata due giorni fa con un'ordinanza del sindaco, Salvatore Sidoti Pinto. Sul posto operano forze dell'ordine, protezione civile, regionale e nazionale, e volontari. SGOMBERI ANCHE A RACCUJA. Sono 21 le famiglie che hanno dovuto lasciare le loro case nella frazione Zappa del comune di Raccuja. La grave situazione di pericolo nella borgata, a causa della frana che nei giorni scorsi ha ripreso il suo corso minacciando di trascinare a valle le abitazioni, ha indotto il sindaco Cono Salpietro Damiano a firmare le ordinanze di sgombero immediato. Alcune famiglie hanno trovato ospitalità presso amici e parenti, per gli altri il Comune ha disposto l'alloggio in pensione completa presso un'azienda agrituristica di Raccuja. "Il Comune - spiega il sindaco - sta effettuando una ricerca di case libere ed in buone condizioni da poter mettere a disposizione delle famiglie che hanno dovuto lasciare le loro abitazioni".



http://liliumjoker-liliumjoker.blogspot.com/2010/02/san-fratello-sprofonda-e-non-ci-sono.html


Il parere del presidente dell'Ordine dei Geologi: "La delocalizzazione in certi casi è d'obbligo"

inviato da Fonte: Apcom il 16 febbraio 2010 18:39

Ecco il parere espresso dal presidente dell'Ordine nazionale dei Geologi, Pietro De Paola, intervistato da Apcom. "Meglio non provare a ricostruire in territori di frana come quelli di Maierato e San Fratello. Queste zone sovvertite in questo modo, dove la instabilità ormai la fa da padrone, sono soltanto da abbandonare e evacuare definitivamente. Si tratta di frane in atto, la cui stabilizzazione comporterebbe spese notevoli e forse non vale la pena cercare di riabilitare una pendice. La cosa più semplice in questi casi è abbandonare tutto al proprio destino. La delocalizzazione è prevista nelle cartografie dei Piani di assetto idrogeologico (Pai). Laddove è possibile intervenire con opere il cui rapporto costo benefici è avvertibile, si può anche spendere del denaro pubblico, in caso contrario non c'è altro da fare. E' come costruire in zone golenali, che periodicamente vengono alluvionate. C'è poco da fare: la delocalizzazione in questi casi è un atto d'obbligo ed inevitabile. La colpa di questi episodi è dell'uomo che ha costruito in queste zone. Gli scienziati della terra, come sono i geologi, hanno il compito di individuare queste aree a rischio e di cartografarle. Dopo di che, gli amministratori e gli enti locali devono trarre le necessarie conseguenze da queste indicazioni. O non si costruisce in determinati territori o lo si fa con vincoli rigidissimi secondo il grado di pericolosità. Tutto questo non avviene perché le carte ci sono ma poi quando si verificano le frane si scopre che la zona era stata individuata a rischio, ma in quella stessa zona si trovano interi villaggi, porzioni di abitati, industrie e così via. La frana di Maierato, nel vibobese, tecnicamente può essere definita come uno scoscendimento rotazionale evolvente in colata. Sono frane classificate. Niente di nuovo rispetto a quanto la scienza non ha abbia già sviscerato in tutti i suoi aspetti. Quello di San Fratello, in provincia di Messina, è un movimento connesso alla saturazione di particolari livelli sottostanti che in presenza di acqua rendono scorrevole il piano di contatto tra ciò che sta sotto e ciò che sta sopra. L'acqua agevola il movimento di un substrato più solido che perde di caratteristiche meccaniche. Il grande imperativo è la connessione tra i vari atti di pianificazione sul territorio. Perché il Pai prevede e circoscrive i rischi e le pericolosità: chi redige il piano urbanistico, che fa capo al sindaco, deve tenere conto di queste indicazioni che vengono da un piano sovraordinato quale il piano di assetto idrogeologico. Tutto questo non avviene e noi troviamo spesso seconde, terze e quarte case distribuite a pioggia sul territorio nazionale. Allora la pianificazione va a farsi benedire. Ecco perché quando si muove una pendice, o un costone di montagna, questo movimento si trascina una trentina di case che non si sa perché siano state costruite in quel punto. Il piano idrogeologico italiano è abbastanza aggiornato. Si è fatto molto soprattutto da Sarno (la catastrofe del 1998, ndr.) ad oggi. Prima di quella data si era fatto molto poco. Dopo quell'evento c'è stata una accelerazione, ma da alcuni anni non sono arrivati i fondi necessari per tenere aggiornati i piani di rischio. L'opera va aggiornata continuamente e, per fare questo, sono necessarie le opportune risorse finanziarie. Da alcuni anni, le autorità di bacino languono e la cartografia non è aggiornata con l'attenzione necessaria da rendere sempre attuabili le indicazioni del piano. Non c'è un termine alle spese contro il rischio idrogeologico, ma sono strumenti che devono essere aggiornati anno per anno. Sono cifre che il governo dovrebbe prevedere di stanziare anno per anno senza interruzioni, e, naturalmente, sulla base di una gerarchia di interventi e priorità, scegliere quelle più a rischio. La ricostituzione, il monitoraggio e la manutenzione del territorio comportano cifre sconvolgenti: si parla di 50mila miliardi di euro per avviare il risanamento, ma ci sono indicazioni che ci portano a cifre più elevate. Necessario sarebbe piuttosto dare un inizio, per poi mantenere anno per anno gli interventi della pianificazione e quelli strutturali per mettere in sicurezza le zone a maggiore pericolosità.

MESSINA UNA TRAGEDIA VOLUTA

- SAN FRATELLO (ME): 1500 ABITANTI EVACUATI MENTRE IL PAESE SCIVOLA A VALLE

- LATTERI: “I NEBRODI NON DEVONO ESSERE LASCIATI SOLI”

- SAN FRATELLO, LOMBARDO: "GOVERNO E ARS SI OCCUPERANNO DELL'EMERGENZA

- SAN FRATELLO (ME): LA REGIONE ATTIVA UNITA' DI CRISI PER SEGUIRE LA FRANA

- SANT’ANGELO DI BROLO, LETTERALMENTE IN GINOCCHIO LE COMUNITÀ

- GIOIOSA MAREA BLOCCATA PURE LATO PALERMO PER UNA NUOVA FRANA

*San Fratello Sprofonda

*PROGETTO SANFRATELLO

*MESSINA UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA

*Messina, un mese dopo «Ci hanno lasciati soli»

*Tragedia di Messina. Le tre ''S'' da non dimenticare: Soccorsi, Solidarietà, Speranza

*MIRATO disegno di legge dell'on. ardizzone a salvaguardia del territorio e per la sicurezza dei cittadini

*LA PIETA' NON E' UGUALE PER TUTTI

*MESSINA UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA

*BERLUSCONI ai funerali di Messina

*Lettera dei siciliani della Diaspora a Silvio Berlusconi

*Rischio idrogeologico, in CdM un decreto per la sicurezza

*Rischio idrogeologico: sì al piano di mitigazione

*Frane e alluvioni: rischi nel 77% dei Comuni

*Nubifragio Messina, la Procura avvia un'inchiesta

*Messina, ricostruzione e fondi come in Abruzzo

*Dissesto idrogeologico di Messina. Su 106 milioni nessuna certezza

*Riqualificazione urbana. sbloccati 48 milioni di euro della legge 10 del 1990 sul risanamento di messina

•Disastro Messina: le vittime sono 31

•Maltempo, torna la paura in Sicilia

•Ponte sullo Stretto, al via i lavori

*MIRATO disegno di legge dell'on. ardizzone a salvaguardia del territorio e per la sicurezza dei cittadini
*Messina frana e c’è ancora qualche buon tempone che sogna il … ponte

*PRG ISOLA 1977 VARIANTE FASCIA LITORANEA decr. 247 26 settembre 1990
*PRG Isola Voto CRU 2/83 18 gennaio 1983

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