L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























domenica 7 marzo 2010

La Lega Nord con un emendamento approva la soppressione degli ATO




Comitato Cittadino Isola Pulita

COMUNICATO STAMPA

Cia putemu fari !!



STOP AGLI STIPENDIFICI DEGLI A.T.O (raccolta rifiuti e gestione acque)


Clamoroso: la Camera abolisce gli ATO Rifiuti ed Idrici

Articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, dopo il comma 186 è inserito il seguente:«186-bis. A decorrere da un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono soppresse le Autorità d'ambito territoriale di cui agli articoli 148 e 201 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni. Decorso lo stesso termine, ogni atto compiuto dalle Autorità d'ambito territoriale è da considerarsi nullo. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni attribuiscono con legge le funzioni già esercitate dalle Autorità, nel rispetto dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. Sono abrogati gli articoli 148 e 201 del decreto legislativo n. 152 del 2006




Per quanto riguarda la gestione delle acque, verranno eliminati i nove Ato idrici siciliani, la “Acque Potabili Siciliane” di Palermo come ……, Dunque, da oggi, saranno le regioni a decidere, con legge propria, le forme e le modalità organizzative del servizio di erogazione dell’acqua e di raccolta e smaltimento rifiuti.





Il Comitato Cittadino Isola Pulita propone a tutte le rappresentanze politiche sindacali associazioni imprenditoriali artigianali commerciali turistiche e a tutte le associazioni di volontariato la costituzione di un “Comitato Cittadino per la difesa dei BENI COMUNI” con l’obiettivo immediato di:



Proposta all’intero Consiglio Comunale affinchè si determini in merito:

- Revoca da parte del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine della delibera 48 del 2.11.01 con la quale il Comune di Isola delle Femmine rinunciando alla gestione della propria rete idrica di fatto aderiva alle ACQUE POTABILI SICILIANE.




Inoltre si sancisca l’inserimento nello Statuto Comunale la volontà dell’intera Cittadinanza:

- Acqua BENE COMUNE COLLETTIVO inalienabile, la gestione deve essere nel segno della economicità e della efficienza, del SERVIZIO.
- Raccolta Rifiuti il Comune di Isola delle Femmine promuove favorisce implementa la raccolta differenziata nella gestione dei rifiuti. Supporta tutte le iniziative atte a promuovere il RICICLO attraverso la creazione di una filiera nelle varie fasi di vita dei rifiuti, nel rispetto dell’ ambiente e della qualità della vita dei cittadini.
La nostra munnezza come occasione di sviluppo di Isola delle Femmine.




Il Comitato Cittadino Isola Pulita
Isola delle Femmine
Informazione:
Isola delle Femmine 7 marzo 2010

Decreto Legge 2/2010 : interventi urgenti concernenti enti locali e regioni



ACQUA BENE COMUNE INALIENABILE
Caricato da isolapulita. - Video notizie dal mondo.

ACQUA Bene Comune COPIA DELIBERA C.C.

ACQUA Bene Comune Proposta modifica Statuto Comunale

Proposta concernente il diritto all’acqua e definizione del SII come privo di rilevanza economica
Proposta di delibera "tipo"

CopiaDeliberazione N. ... in data ..........
COMUNE DI ................ / PROVINCIA DI ............
Verbale di deliberazione del Consiglio Comunale/Provinciale
Seduta Pubblica
*****
OGGETTO : ORDINE DEL GIORNO SU "..........................................”.
IL COMUNE/LA PROVINCIA di .....................

PREMESSO CHE

L’acqua rappresenta fonte di vita insostituibile per gli ecosistemi, dalla cui disponibilità dipende il futuro degli esseri viventi.
L’acqua costituisce, pertanto, un bene comune dell’umanità, il bene comune universale, un bene comune pubblico , quindi indisponibile, che appartiene a tutti.
Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile : l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti, l’accesso all’acqua deve essere garantito a tutti come un servizio pubblico.
L’accesso all’acqua, già alla luce dell’attuale nuovo quadro legislativo, e sempre più in prospettiva, se non affrontato democraticamente, secondo principi di equità, giustizia e rispetto per l’ambiente, rappresenta :
una causa scatenante di tensione e conflitti all’interno della comunità internazionale ;
una vera emergenza democratica e un terreno obbligato per autentici percorsi di pace sia a livello territoriale sia a livello nazionale e internazionale.

SOTTOLINEATO CHE
Su questa base condivide e aderisce alla proposta di legge d’iniziativa popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”, e quindi ritiene necessario che il Parlamento proceda celermente alla sua discussione e approvazione.

IL CONSIGLIO COMUNALE/PROVINCIALE DI ................... S’IMPEGNA A :

1. Costituzionalizzare il diritto all’acqua, attraverso le seguenti azioni :
riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale/Provinciale il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico ;
riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale/Provinciale che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del d. lgas n. 267/2000 ;
nominare seduta stante, la Commissione consiliare con lo specifico compito di integrare/modificare lo Statuto secondo le indicazioni sopra specificate ed assegna alla stessa il termine di gg. 30 per la conclusione dei lavori da sottoporsi all’approvazione del successivo Consiglio Comunale/Provinciale ;
promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica e di iniziativa per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato attraverso le seguenti azioni :
informazione della cittadinanza sui vari aspetti che riguardano l’acqua sul nostro territorio, sia ambientali che gestionali ;
contrasto al crescente uso delle acque minerali e promuovere l’uso dell’acqua dell’acquedotto per usi idropotabili, a cominciare dagli uffici, dalle strutture e dalle mense scolastiche ;
promozione di una campagna di informazione/sensibilizzazione sul Risparmio Idrico, con incentivazione dell’uso dei riduttori di flusso, nonché studi per l’introduzione dell’impianto idrico duale ;
promozione, attraverso l’informazione, incentivi e la modulazione delle tariffe, della riduzione dei consumi in eccesso ;
informazione puntuale della cittadinanza sulla qualità dell’acqua con pubblicazione delle analisi chimiche e biologiche in ogni quartiere e contrada ;
promozione di tutte le iniziative finalizzate alla ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato nel territorio di propria pertinenza.
aderire e sostenere le iniziative del Coordinamento Nazionale “Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato” recentemente costituitosi nell’ambito della Campagna Acqua Bene Comune che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua sta portando avanti da circa tre anni ;
sottoporre all’Assemblea dell’Ambito Territoriale Ottimale l’approvazione delle proposte e degli impegni sopra richiamati oltre ai seguenti :
sensibilizzazione all’importanza della riduzione dei consumi di acqua in eccesso attraverso informazione, incentivi, nonché attraverso una modulazione della tariffa tale da garantire la gratuità di almeno 50 litri per persona al giorno, quantità minima vitale definita dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ;
propone inoltre di destinare un centesimo al metro cubo di acqua consumata per interventi di costruzione di strutture di captazione e distribuzione di impianti idrici attraverso la cooperazione internazionale.

IL CONSIGLIO COMUNALE / PROVINCIALE
VISTA la proposta di deliberazione posta all’ordine del giorno ;
UDITA l’esposizione del relatore e la conseguente discussione ;

D E L I B E R A
DI APPROVARE il testo dell’ordine del giorno come da proposta presentata nella parte narrativa e propositiva che si intende qui di seguito integralmente trascritta e di trasmettere il presente provvedimento all’A.A.T.O. ............. e a tutti i Sindaci del suo ambito.

Modifica e integrazione dello Statuto Comunale / Provinciale
Definizione dei servizi pubblici comunali privi di rilevanza
economica".
Art. ......


Il Comune / La Provincia di ................... dichiara di:
· riconoscere il Diritto umano all'acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;
· confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà;
· riconoscere che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del d. lgas n. 267/2000;


ELENCO DEI COMUNI CHE FINORA SI SONO ESPRESSI POSITIVAMENTE.

COMUNI del Palermitano


ALTOFONTE 4 dicembre 9.193
BISACQUINO 28.01.10 n.3 5.205
BORGETTO 4 dicembre 6242 SI
CALTAVUTURO 4 dicembre 4571
CASTELLANA 23 dicembre 3.833
CIMINNA 3.986
COLLESANO 18.12. n.35 4.253
CONTESSA ENTELLINA 4 dicembre 21/12/09 n 84 1985
GANGI 4 dicembre n 49 7.614 Si
GERACI SICULA 4 dicembre 2105
ISNELLO 18.12.09 n 48 4.12.09 n36 1.923
MONTELEPRE 6.168
PARTINICO 31.033
PETRALIA SOTTANA 3 dicembre n 49 3 dicembre n50 3.311
POLIZZI 10.12.2009 n. 129 10.12.2009 n. 130 4.169 Si
PRIZZI 4 dicembre n 52 4 dicembre n 53 5711 Si
ROCCAMENA
SAN CIPIRRELLO 21.12.09 n 87 5.016
SCLAFANI BAGNI 4 dicembre 506
TERMINI IMERESE 4 dicembre n 82 26.958 si

http://www.laltrasciacca.it/wp-content/uploads/2010/03/Tabella_adesioni_comuni_x_legge_regionale_agg.10.02.101.pdf

Approvare, ai sensi dell’art. 12 dello Statuto della Regione Siciliana e della legge regionale 10 febbraio 2004, n. 1, la presente proposta, contenente il progetto di legge di iniziativa dei consigli comunali;

A partire dal 4 Dicembre 2009 tutti i Comuni siciliani aderenti all’iniziativa dovevano riunirsi (chi poteva, in contemporanea) per esprimersi favorevolmente rispetto alla proposta di legge regionale di iniziativa consiliare per la ripubblicizzazione del servizio idrico.

Necessario superare il numero di 40 Consigli comunali e 500 mila abitanti

Tutte le delibere consiliari vanno inoltrate all’ARS

MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 20 MARZO

Il sito regionale http://http://www.acquainsicilia.org/

E’ notizia di queste ultime ore l’approvazione della soppressione degli Ato idrici e rifiuti da parte della Camera dei deputati attraverso un emendamento, il “comma quinquies all’art.1” del decreto legge n°2 del 25 gennaio 2010, votato con l’ennesima fiducia, titolato “interventi urgenti per enti locali e regioni”.
Quest’ultimo, oltre ad un nuovo taglio di fondi destinati agli enti locali, aggiunge all’art.1 del suddetto decreto, presto convertito in legge (“Interventi urgenti sul contenimento delle spese negli enti locali”) una modifica all’articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191. Dopo il comma 186 viene inserito il seguente 186-bis che recita:«A decorrere da un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono soppresse le Autorità d’ambito territoriale di cui agli articoli 148 e 201 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni. Decorso lo stesso termine, ogni atto compiuto dalle Autorità d’ambito territoriale è da considerarsi nullo. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni attribuiscono con legge le funzioni già esercitate dalle Autorità, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. Sono abrogati gli articoli 148 e 201 del decreto legislativo n. 152 del 2006».
Scompaiono così anche gli organi territoriali, nove in tutta la Regione Sicilia, deputati al controllo dell’operato dei vari gestori del servizio idrico. Scomparirà anche l’ATO Idrico di Agrigento che nel 2007 aveva firmato la convenzione (tra Giuseppe Giuffrida e Vincenzo Fontana) che affidava la gestione delle nostre reti (consegnate dal Comune di Sciacca nel maggio 2008) alla Girgenti Acque SpA.
Come spiega il sopracitato articolo, nuove autorità dovranno essere designate dalla Regione di appartenenza. La nostra speranza è quella che ovviamente si possa prendere spunto dalla legge regionale di iniziativa popolare/consiliare per la ripubblicizzazione del servizio idrico (sostenuta da 116 Comuni, Sciacca incluso, in rappresentanza di oltre un milione e centomila cittadini siciliani) che prevede un’unica autorità di controllo con la gestione totalmente pubblica.
L’emendamento approvato non chiarisce però in che modo le Regioni dovranno comportarsi nei confronti degli attuali gestori. Mantenere gestioni privatizzate senza giuste autorità di controllo sarebbe un ulteriore beffa che va ad aggiungersi al danno subito dai cittadini in questi ultimi anni. E’ in questo frangente che la volontà popolare (sbilanciata ampiamente verso il pubblico) deve riuscire a sovvertire le inclinazioni politiche di questi ultimi tempi che tendono all’affidamento di tutti i beni comuni nelle mani dei privati, privilegiando gli interessi di pochi. Le pressioni provenienti dal basso devono indirizzare tutte le possibili scelte verso una gestione pubblica e per questo motivo c’è un percorso comune da seguire e perseguire.
I movimenti per l’acqua pubblica manifesteranno a Roma il prossimo 20 Marzo. A questa iniziativa seguirà una raccolta firme per promuovere tre referendum abrogativi di tutte quelle norme che hanno privatizzato l’acqua in Italia (fra cui l’art. 15 del DL 135/09 – legge 166/09 – attuale Governo Berlusconi). Nel frattempo i Comuni che si dichiarano contrari alla privatizzazione del servizio idrico, dovranno inserire nel proprio statuto una specifica formulazione che definisca il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.
E attendendo che il Comune di Sciacca lo faccia presto (vedi nostra proposta ufficiale del dicembre 2009), il prossimo 10 Marzo, presso la Sala Rossa del Palazzo dei Normanni (sede dell’ARS) i sindaci del Coordinamento EE.LL. per l’acqua pubblica presenteranno, in conferenza stampa, il disegno di legge regionale di ripubblicizzazione del S.I.I.
E’ visto che è giunto il momento di unire tutte le forze contrarie alla privatizzazione dell’acqua, L’ALTRASCIACCA e il comitato cittadino SCIACCA PER L’ACQUA diranno “presente”!

Montecitorio, blitz della Lega Nord. Cancellati gli Ato rifiuti e idrici


La Camera dei deputati ha approvato la soppressione degli Ato rifiuti e degli Ato idrici.
La Lega Nord, presentando un emendamento “comma quinquies all’art. 1″ del Decrto Legge n. 2 del 25 gennaio 2010, titolato “interventi urgenti per enti locali e regioni”, ha eliminato le grandi società d’acqua e di rifiuti.
Una novità legislativa che interessa tuttta l’Italia ed in particolare la Sicilia.
La Lega, ha beneficiato dei voti di tutta la maggioranza che distrattamente, o forse inconsapevolmente, ha votato compatta.
Nella specifico, è stato abrogato il Decreto Legislativo 152/06, che prevedeva un sistema di gestione fondato sugli Ato.
In alcune regioni del Nord, questo sistema è risultato virtuoso, mentre nelle regioni del Sud ha prodotto illegalità e gli Ato sono stati trasformati in “postifici”.
Per quanto riguarda la gestione delle acque, verranno eliminati i nove Ato idrici siciliani,
la “Acque Potabili Siciliane” di Palermo come la “Girgenti Acque” di Agrigento, e così via.
Dunque, da oggi, saranno le regioni a decidere, con legge propria, le forme e le modalità organizzative del servizio di erogazione dell’acqua e di raccolta e smaltimento rifiuti.
1-quinquies. All'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, dopo il comma 186 è inserito il seguente:«186-bis. A decorrere da un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono soppresse le Autorità d'ambito territoriale di cui agli articoli 148 e 201 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni.Decorso lo stesso termine, ogni atto compiuto dalle Autorità d'ambito territoriale è da considerarsi nullo. Entro unanno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni attribuiscono con legge le funzioni già esercitate dalleAutorità, nel rispetto dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. Sono abrogati gli articoli 148 e 201 del decreto legislativo n. 152 del 2006

Alternative image text La nota di Legautonomie di analisi legislativa (Maxiemendamento-Dl "Interve nti urgenti enti locali e regioni) ( 94,30 kB ) (a pagina 5 il testo dell'emendamento proposto dalla lega ed approvato dalla maggioranza )

Montecitorio: cancellati ATO Rifiuti e idrici ....
Riceviamo dal consigliere Pietro Lo Cascio e pubblichiamo (Si tratta di una notizia che sta facendo il giro della rete)La Camera dei deputati ha approvato la soppressione dell’esistenza degli Ato rifiuti e degli Ato idrici. Un fulmine a ciel sereno che oltre su tutta Italia si abbatte in particolar modo sulla Sicilia che su acqua e rifiuti pena da parecchio. Un improvviso cambiamento legislativo, che somiglia ad una sorta di tsunami, dall’entità e dagli esiti, oggi, non valutabili, né prevedibili. Presentatosi, sotto l’innocua denominazione di emendamento “comma quinqiues all’art.1” del decreto legge n°2 del 25 gennaio 2010, titolato “interventi urgenti per enti locali e regioni”.
Nella distrazione generale dei lobbysti delle grandi società d’acqua e rifiuti che, quotidianamente, presidiano Montecitorio e dei deputati italiani “designati”- a cominciare da quelli siciliani - la Lega di Bossi, con fredda efficienza, ha piazzato questo colpo mortale ad una parte consistente del sistema politico-economico di potere, e di “governo allegro”, del centrodestra nel Mezzogiorno d’Italia. Ed, in particolare, in Sicilia. Peraltro, con il voto disciplinato di tutti i deputati della maggioranza che, probabilmente, “more solito”, ignoravano che cosa stessero votando.

“Non c’è dubbio, si tratta di un intervento di legge radicale che cambia tutti i termini e moduli gestionali nei settori regionali dei rifiuti e dell’acqua – commenta Franco Piro della direzione regionale del Pd, il primo in Sicilia ad accorgersi dell’accaduto – che impone la necessità di una riflessione attenta sul ddl di riforma del sistema rifiuti in Sicilia sul quale si sta discutendo all’Ars”.
“Il testo di riforma della filiera dei rifiuti del governo regionale infatti – continua Piro – prevede un sistema fondato sugli Ato e sulla gestione unica territoriale basandosi sull’art 201 del decreto legislativo 152/06; proprio quello che è stato abrogato, ieri, dalla Camera. E’ indispensabile, perciò, trovare, urgentemente, soluzioni adeguate per evitare che la riforma dei rifiuti in Sicilia si blocchi ancora un’altra volta”.
Spieghiamo meglio i termini concreti della questione. Gli Ato rifiuti (ma anche quelli idrici) sono figli del decreto legislativo 152 del 2006, art.201. Cosa prevedeva? Che la gestione del servizio rifiuti: cura delle strade, raccolta e smaltimento, venisse organizzata su omogenei e delimitati ambiti territoriali. Prevedendo due innovazioni strutturali diverse e contigue: a) una “Autorità di Ambito” espressione politica dei comuni di quel territorio che programmasse e vigilasse sullo svolgimento del servizio pubblico dei rifiuti di una porzione di territorio; b) un consorzio intercomunale che appaltasse ad un'unica organizzazione esterna la gestione materiale e quotidiana del servizio rifiuti, puntando al risparmio ed all’efficienza.
Una ricetta organizzativa che nel centro-nord Italia ha funzionato, egregiamente. Nel Sud ed in Sicilia, invece, ha assunto le sembianze di un calvario. In Campania gli Ato hanno fallito la loro mission per le troppe illegalità consumate alla luce del sole. In Sicilia - modestamente parlando - la mente dei legislatori siciliani ha dimostrato una più solida fantasia criminogena, mischiando nei 27 Ato siciliani le funzioni di autorità con quelle di gestione. La vecchia furbizia dei “controllori” che “dovrebbero controllare se stessi”. Circostanza che ha permesso a sindaci e consiglieri comunali di sfornare migliaia e migliaia di assunzioni a tempo indeterminato per chiamata diretta (di figli, mogli, parenti, amanti, amici, “amici degli amici”, galoppini elettorali, etc) e di organizzare simulacri di gestione della raccolta “in regime diretto”, producendo complessivamente alla fine un tale volume di debiti, che ha sfondato la soglia di deficit regionale del miliardo di euro. Buco di bilancio agevolato dall’atteggiamento dei sindaci dei paesi di provincia – che sgravati legalmente dalla responsabilità di dover pensare al problema dei rifiuti – hanno pensato bene di non pagare mai più i costi del servizio agli Ato, spendendo i soldi dei loro bilanci comunali a ciò finalizzati per altre cose, clientelarmente più utili e produttive. Un disastro che, ancor oggi, è sotto gli occhi di tutti.
Tranne alcune “lodevoli eccezioni”, come il Coinres, con giurisdizione sui paesi della provincia di Palermo, che dopo aver assunto a chiamata diretta appena 570 persone (per fare che? Non è dato sapere) ha proceduto, a smozzichi e spizzichi, a piccoli “noleggi a caldo” di autocompattatori, camion e pale meccaniche, moltiplicando così i costi di gestione, e finendo, peraltro, nel circuito di ditte già connesse a quello della movimentazione terra, più note in Sicilia per altre non commendevoli ragioni. Comunque, il Coinres ha stabilito due record: quello di essere l’unico Ato siciliano che non possiede un solo mezzo per la raccolta ed il trasporto dei rifiuti; quello di essere l’unico Ato in Sicilia finito sotto indagini non dei pm normali, ma di quelli di una Procura antimafia, la cosiddetta Dda, nella fattispecie di Palermo.
Torniamo alla modifica di legge di soppressione degli Ato rifiuti approvata ieri a Montecitorio. Secondo “l’indiscutibile” volontà autonoma, normalmente espressa in Parlamento dalla Lega Nord – che già si lecca le dita pensando alla prossima conquista elettorale del Veneto e del Piemonte , ma con un pensierino pure alle province regionali della Lombardia – saranno le Regioni, in puro spirito federalista, a decidere come organizzare, con propria legge, la filiera dei rifiuti, con un occhio di riguardo ai comuni ed alle province. Enti locali dove al nord Italia la Lega domina.
Concretamente in Sicilia, sia il governo, che il Pd e la comitiva Pdl-Udc, dovranno rivedere le loro previsioni dei loro “ddl di riforma del settore regionale rifiuti”, tutti calibrati sulla legislazione nazionale degli Ato, ieri soppressa a Montecitorio. Ato che Lombardo con l’accordo del Pd, per intanto, avevano già ridotto da 27 a 9; uno per provincia.
Ma non basta. L’intemerata della Lega Nord alla Camera, ha riaperto pure il discorso sulla gestione del “sistema acque” in Sicilia. Essendo stato soppresso anche l’art.148 del decreto legislativo n°152 del 2006, risultano, adesso, soppressi pure i nove Ato idrici siciliani. La cui delimitazione, geografica e funzionale, era il presupposto giuridico degli affidamenti di gestione ai privati che tanto sconcerto e dubbi avevano seminato al momento della loro attribuzione. I casi più eclatanti sono stati, ricordiamo, quelli di “Girgenti Acque” (ad Agrigento), di “Acque potabili siciliane” (a Palermo), ed infine di “Siciliane Acque” su scala regionale a surroga del vecchio ruolo dell’Eas. Soggetti imprenditoriali privati, che non si sono certo distinti né per efficienza e modicità del servizio, né per avere investito un solo centesimo di tasca propria sulle reti dei servizi, continuando ad investire soldi di origine pubblica, italiana o dell’Unione europea.
“Un fatto imprevisto che, però, offre all’Ars ed al governo siciliano l’opportunità di superare il pasticcione schema sfornato dall’era Cuffaro – dice Franco Piro – e poter rimettere mano ad una nuova legislazione di organizzazione del settore acque in Sicilia, possibilmente riportandole di gran corsa sotto la sfera gestionale dell’area pubblica. Una opzione, indifferibile, che storicamente, in via di civiltà e di diritto, non può, ragionevolmente, avere alternative. Se l’anno scorso ci hanno ripensato a Parigi ed in gran parte della Francia, vuol dire che si può fare”.
Ma onorevole Piro, è sicuro che si potranno smontare i redditizi monopoli di “Sicilia Acque” e “Aps Palermo”? “Ritengo, oggettivamente, indiscutibile che l’Ars possa rimettere anche questi affidamenti in discussione – risponde compunto l’esponente del Pd – perché sulla base di questa nuova legge dello Stato viene a decadere il substrato territoriale e giuridico che ne aveva originato e determinato questi affidamenti alcuni anni fa”.
Un grande caos, insomma. Ma assolutamente appassionante in termini giuridici e politici. Si vedrà, così, se le forze politiche siciliane, compresi i tanti sindaci e consiglieri comunali, mostreranno un qualche loro interesse per “gli interessi ed i diritti dei cittadini”, oppure ancora una volta resteranno vittima, come spesso è avvenuto, dei “classici amici del giaguaro”, come si diceva una volta. Pare, dotati di un grande fascino attrattivo. Forse, simile a quello della moneta sonante.
DL 2/2010: Interventi urgenti concernenti enti locali e regioni (C. 3146 Governo).
EMENDAMENTI APPROVATI DALLE COMMISSIONI RIUNITE AFFARI COSTITUZIONALI E BILANCIO IL 17 FEBBRAIO 2010
CAMERA DEI DEPUTATI
Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:
a) sostituire le parole: «Per ciascuno degli anni 2011 e 2012» con le seguenti: «Per l'anno 2011» e sopprimere le parole: «nel corso dell'anno»;
b) dopo le parole: «dei rispettivi consigli.» aggiungere i seguenti periodi: «Per l'anno 2012 la riduzione del contributo ordinario viene applicata, in proporzione alla popolazione residente, a tutti gli enti per i quali il rinnovo dei rispettivi consigli ha luogo nel medesimo anno e a quelli per i quali ha avuto luogo nell'anno precedente. Con legge dello Stato è determinato l'ammontare della riduzione del contributo ordinario con riguardo a ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015. Per ciascuno di tali anni la riduzione del contributo è applicata, in proporzione alla popolazione residente, a tutti gli enti per i quali il rinnovo del consiglio ha luogo in quell'anno e a quelli per i quali ha avuto luogo negli anni precedenti, a decorrere dal 2011».
1. 18.I relatori.
Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
1-bis. All'articolo 2, comma 183, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, il terzo periodo è sostituito dal seguente: Le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano disciplinano quanto previsto dai commi da 184 a 187 secondo quanto previsto dai rispettivi statuti e dalle relative norme di attuazione, fermo restando quanto disposto dall'articolo 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
1. 23.Nicco, Brugger, Zeller.
Sostituire il comma 2 con il seguente:
2. Le disposizioni di cui ai commi 184 e 186, lettere b), c) ed e) dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come modificato dal comma 1 del presente articolo, si applicano a decorrere dal 2011, e per tutti gli anni a seguire, ai singoli enti per i quali ha luogo il primo rinnovo del rispettivo consiglio, con efficacia dalla data del medesimo rinnovo. Le disposizioni di cui al comma 185 si applicano a decorrere dal 2010, e per tutti gli anni a seguire, ai singoli enti per i quali ha luogo il primo rinnovo del rispettivo consiglio, con efficacia dalla data del medesimo rinnovo.
1. 38.Il Governo.
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
2-bis. All'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, dopo il comma 186 è inserito il seguente: «186-bis. A decorrere da un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono soppresse le Autorità d'ambito territoriale di cui agli articoli 148 e 201 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Decorso lo stesso termine, ogni atto compiuto dalle Autorità d'ambito territoriale è da considerarsi nullo. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le Regioni attribuiscono con legge le funzioni già
esercitate dalle Autorità, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. Sono abrogati gli articoli 148 e 201 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.»
ART. 148 (autorità d'ambito territoriale ottimale)
1. L'Autorità d'ambito e' una struttura dotata di personalità giuridica costituita in ciascun ambito territoriale ottimale delimitato dalla competente regione, alla quale gli enti locali partecipano obbligatoriamente ed alla quale e' trasferito l'esercizio delle competenze ad essi spettanti in materia di gestione delle risorse idriche, ivi compresa la programmazione delle infrastrutture idriche di cui all'articolo 143, comma 1.
2. Le regioni e le province autonome possono disciplinare le forme ed i modi della cooperazione tra gli enti locali ricadenti nel medesimo ambito ottimale, prevedendo che gli stessi costituiscano le Autorità d'ambito di cui al comma 1, cui e' demandata l'organizzazione, l'affidamento e il controllo della gestione del servizio idrico integrato.
3. I bilanci preventivi e consuntivi dell'Autorità d'ambito e loro variazioni sono pubblicati mediante affissione ad apposito albo, istituito presso la sede dell'ente, e sono trasmessi all'Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti e al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio entro quindici giorni dall'adozione delle relative delibere.
4. I costi di funzionamento della struttura operativa dell'Autorità d'ambito, determinati annualmente, fanno carico agli enti locali ricadenti nell'ambito territoriale ottimale, in base alle quote di partecipazione di ciascuno di essi all'Autorità d'ambito.
5. Ferma restando la partecipazione obbligatoria all'Autorità d'ambito di tutti gli enti locali ai sensi del comma 1, l'adesione alla gestione unica del servizio idrico integrato e' facoltativa per i comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti inclusi nel territorio delle comunità montane, a condizione che la gestione del servizio idrico sia operata direttamente dall'amministrazione comunale ovvero tramite una società a capitale interamente pubblico e controllata dallo stesso comune. Sulle gestioni di cui al presente comma l'Autorità d'ambito esercita funzioni di regolazione generale e di controllo. Con apposito contratto di servizio stipulato con l'Autorità d'ambito, previo accordo di programma, sono definiti criteri e modalità per l'eventuale partecipazione ad iniziative promosse dall'Autorità d'ambito medesima.
ART. 201 (disciplina del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani)
1. Al fine dell'organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della parte quarta del presente decreto, disciplinano le forme e i modi della cooperazione tra gli enti locali ricadenti nel medesimo ambito ottimale, prevedendo che gli stessi costituiscano le Autorità d'ambito di cui al comma 2, alle quali e' demandata, nel rispetto del principio di coordinamento con le competenze delle altre amministrazioni pubbliche, l'organizzazione, l'affidamento e il controllo del servizio di gestione integrata dei rifiuti.
2. L'Autorità d'ambito e' una struttura dotata di personalità giuridica costituita in ciascun ambito territoriale ottimale delimitato dalla competente regione, alla quale gli enti locali partecipano obbligatoriamente ed alla quale e' trasferito l'esercizio delle loro competenze in materia di gestione integrata dei rifiuti.
3. L'Autorità d'ambito organizza il servizio e determina gli obiettivi da perseguire per garantirne la gestione secondo criteri di efficienza, di efficacia, di economicità e di trasparenza; a tal fine adotta un apposito piano d'ambito in conformità a quanto previsto dall'articolo 203, comma 3.
4. Per la gestione ed erogazione del servizio di gestione integrata e per il perseguimento degli obiettivi determinati dall'Autorità d'ambito, sono affidate, ai sensi dell'articolo 202 e nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale sull'evidenza pubblica, le seguenti attività:
a) la realizzazione, gestione ed erogazione dell'intero servizio, comprensivo delle attività di gestione e realizzazione degli impianti;
b) la raccolta, raccolta differenziata, commercializzazione e smaltimento completo di tutti i rifiuti urbani e assimilati prodotti all'interno dell'ATO.
5. In ogni ambito:
a) e' raggiunta, nell'arco di cinque anni dalla sua costituzione, l'autosufficienza di smaltimento anche, ove opportuno, attraverso forme di cooperazione e collegamento con altri soggetti pubblici e privati;
b) e' garantita la presenza di almeno un impianto di trattamento a tecnologia complessa, compresa una discarica di servizio.
6. La durata della gestione da parte dei soggetti affidatari, non inferiore a quindici anni, e' disciplinata dalle regioni in modo da consentire il raggiungimento di obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità.


1. 5 (Nuova formulazione) Dal Lago, Luciano Dussin, Pastore, Volpi, Vanalli, Polledri, Simonetti, Bianconi, D'Amico.
Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
2-bis. Dopo il comma 185 dell'articolo 2 della legge n. 191 del 2009 è inserito il seguente:
«185-bis. All'articolo 21 del Testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) sono abrogati commi 1 e 2;
b) la rubrica è sostituita dalla seguente: «(Revisione delle circoscrizioni provinciali)».
1. 40.Il Governo.
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
2-bis. All'articolo 2, comma 184, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ai fini della riduzione del numero dei consiglieri comunali e dei consiglieri provinciali di cui al primo periodo non sono computati il sindaco e il presidente di provincia.».
1. 19 (Nuova formulazione) I relatori.
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
2-bis. All'articolo 2, comma 185, secondo periodo, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, le parole: «pari a un quinto» sono sostituite dalle seguenti: «pari a un quarto».
1. 20.I relatori.
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
2-bis. All'articolo 2, comma 186, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'alinea, le parole: «In relazione alle riduzioni del contributo ordinario di cui al comma 183, i Comuni devono altresì adottare» sono sostituite dalle seguenti: «Al fine del coordinamento della finanza pubblica e per il contenimento della spesa pubblica i Comuni devono adottare»;
b) alla lettera a), dopo le parole: «difensore civico» è inserita la seguente: «comunale» e in fine sono aggiunte le seguenti: «; le funzioni del difensore Civico comunale possono essere attribuite, mediante apposita convenzione, al difensore civico della provincia nel cui territorio rientra il relativo Comune, che assume la denominazione di «difensore civico territoriale»; il difensore civico territoriale è competente a garantire t'imparzialità ed il buon andamento della pubblica amministrazione, segnalando, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze ed i ritardi dell'amministrazione nei confronti dei cittadini.»;
c) alla lettera b), sono aggiunte in fine, le seguenti parole: «, ad eccezione dei Comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti, che hanno facoltà di articolare il loro territorio in circoscrizioni, la cui popolazione media non può essere inferiore a 30.000 abitanti; è fatto salvo il comma 5 dell'articolo 17 del Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni»;
d) alla lettera d), sono aggiunte in fine le seguenti parole: «, salvo che nei Comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti»;
e) alla lettera e), le parole: «facendo salvi» sono sostituite dalle seguenti: «ad eccezione dei Bacini imbriferi montani (BIM) costituiti ai sensi dell'articolo 1 della
legge 27 dicembre 1953, n. 959. Sono fatti salvi».
1. 21.I relatori.
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
2-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 186, lettere a) e d), della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni, si applicano, in ogni Comune interessato, dalla data di scadenza dei singoli incarichi dei difensori civici e dei direttori generali in essere alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
1. 39.Il Governo.
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
2-bis. All'articolo 2, comma 187, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al secondo periodo:
1) le parole «ai comuni montani» sono sostituite dalle seguenti: «ai comuni appartenenti alle comunità montane»;
2) sono inserite in fine le seguenti parole: «, previa intesa sancita in Conferenza unificata ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281»;
b) il terzo periodo è abrogato.
1. 37.Il Governo.
Comma 2-bis. All'articolo due della legge 23 dicembre 2009, n°191, dopo il comma 186 è inserito il seguente: 186-bis. Adecorrere da un anno dalla entrata in vigore della presente legge, sono soppresse le Autorità d'ambito territoriale di cui all'art. 148 e 201 del D.Legs 3 APRILE 2006 N. 152. Decorso lo stesso termine, ogni atto compiuto dalle Autorità d'ambito territoriale è da considerarsi nullo. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le Regioni attribuiscono con legge le funzioni già esercitate dall'Autorità, nel rispetto dei principi di sussidiarità, differenziazione e adeguatezza. Sono abrogati gli articoli 148 e 201 del D.Legs. 3 aprile 2006, n. 152".

Mentre da noi si continua a litigare sulla gestione dei rifiuti e sulla privatizzazione dell'acqua, spesso in modo assolutamente strumentale ed improduttivo, a Montecitorio succede qualcosa di inaspettato.
Arriva una ottima notizia, vengono infatti rimossi gli ATO idrici e dei rifiuti.
La Camera dei deputati, approvando un emendamento presentato dalla Lega Nord denominato "comma quinqiues all’art.1 del decreto legge n°2 del 25 gennaio 2010, interventi urgenti per enti locali e regioni”, ha spazzato via con un solo colpo il sistema degli ATO in Italia, con il voto di tutti i deputati della maggioranza che sostiene il governo Berlusconi.
Per quanto riguarda il tema della privatizzazione dell'acqua, tema tanto caro alla sinistra - che guarda caso questa volta è silente - le ripercussioni che da tale rivoluzione normativa ne potranno deriveranno saranno notevolissime.
Infatti, in Sicilia a seguito della soppressione dell'art.148 del decreto legislativo n°152 del 2006, di fatto saranno soppressi pure i nove Ato idrici siciliani.
Ricordiamo che la delimitazione degli ATO è stata la conseguente applicazione sul territorio di una legge nazionale voluta dal centro sinistra (la legge Galli), che ha rappresentato il presupposto giuridico per gli affidamenti del servizio idrico ai privati.
Oggi la soppressione degli ATO mira a dare maggiori poteri ed autonomia alle singole municipalità sul tema dei servizi pubblici locali, e rappresenta un'arma di indubbia valenza giuridica in mano ai sindaci, che avranno possibilità agevole di liberare i comuni da gestioni privatistiche del servizio idrico inadeguate ed inefficienti .
Analogo discorso vale per la gestione dei rifiuti, ma di questo parleremo in un post a parte.
Mario Turturici
**
Emendamento approvato nel Decreto Legislativo 2/2010 del 18 febbraio : "Interventi urgenti concernenti enti locali e regioni" (C. 3146 Governo).

Comma 2-bis. All'articolo due della legge 23 dicembre 2009, n°191, dopo il comma 186 è inserito il seguente: 186-bis. Adecorrere da un anno dalla entrata in vigore della presente legge, sono soppresse le Autorità d'ambito territoriale di cui all'art. 148 e 201 del D.Legs 3 APRILE 2006 N. 152. Decorso lo stesso termine, ogni atto compiuto dalle Autorità d'ambito territoriale è da considerarsi nullo. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le Regioni attribuiscono con legge le funzioni già esercitate dall'Autorità, nel rispetto dei principi di sussidiarità, differenziazione e adeguatezza. Sono abrogati gli articoli 148 e 201 del D.Legs. 3 aprile 2006, n. 152".
Clamoroso: la Camera abolisce gli ATO Rifiuti ed Idrici
ritratto di VOX POPULI
La Camera dei deputati ha approvato la soppressione dell’esistenza degli Ato rifiuti e degli Ato idrici. Un fulmine a ciel sereno che oltre su tutta Italia si abbatte in particolar modo sulla Sicilia che su acqua e rifiuti pena da parecchio. Un improvviso cambiamento legislativo, che somiglia ad una sorta di tsunami, dall’entità e dagli esiti, oggi, non valutabili, né prevedibili. Presentatosi, sotto l’innocua denominazione di emendamento “comma quinquies all’art.1” del decreto legge n°2 del 25 gennaio 2010, titolato “Interventi urgenti per enti locali e regioni”.
Ecco il testo dell'emendamento presentato dalla Lega Nord ed approvato dalla maggioranza: "A decorrere da un anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge sono soppresse le Autorità d'ambito territoriale di cui agli articoli 148 e 201 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Decorso lo stesso termine ogni atto compiuto dalle Autorità d'ambito territoriale è da considerarsi nullo".
Secondo “l’indiscutibile” volontà autonoma, normalmente espressa in Parlamento dalla Lega Nord saranno le Regioni, in puro spirito federalista, a decidere come organizzare, con propria legge, la filiera dei rifiuti, con un occhio di riguardo ai comuni ed alle province, notoriamente dominati al al nord Italia dai leghisti.
Riaperto pure il discorso sulla gestione del “sistema acque” in Sicilia. Essendo stato soppresso anche l’art.148 del decreto legislativo n°152 del 2006, risultano, adesso, soppressi pure i nove Ato idrici siciliani. La cui delimitazione, geografica e funzionale, era il presupposto giuridico degli affidamenti di gestione ai privati, come avvenuto di recente anche nel nostro comune che ha consegnato gli impianti alla societa APS.
(fonte: SiciliaInformazioni)
Tsunami legislativo alla Camera, la Lega cancella gli ATO
La Camera dei deputati ha approvato la soppressione dell’esistenza degli Ato rifiuti e degli Ato idrici. Un fulmine a ciel sereno che oltre su tutta Italia si abbatte in particolar modo sulla Sicilia che su acqua e rifiuti pena da parecchio. Un improvviso cambiamento legislativo, che somiglia ad una sorta di tsunami, dall’entità e dagli esiti, oggi, non valutabili, né prevedibili. Presentatosi, sotto l’innocua denominazione di emendamento “comma quinqiues all’art.1” del decreto legge n°2 del 25 gennaio 2010, titolato “interventi urgenti per enti locali e regioni”.

Nella distrazione generale dei lobbysti delle grandi società d’acqua e rifiuti che, quotidianamente, presidiano Montecitorio e dei deputati italiani “designati”- a cominciare da quelli siciliani - la Lega di Bossi, con fredda efficienza, ha piazzato questo colpo mortale ad una parte consistente del sistema politico-economico di potere, e di “governo allegro”, del centrodestra nel Mezzogiorno d’Italia. Ed, in particolare, in Sicilia. Peraltro, con il voto disciplinato di tutti i deputati della maggioranza che, probabilmente, “more solito”, ignoravano che cosa stessero votando.

“Non c’è dubbio, si tratta di un intervento di legge radicale che cambia tutti i termini e moduli gestionali nei settori regionali dei rifiuti e dell’acqua – commenta Franco Piro della direzione regionale del Pd, il primo in Sicilia ad accorgersi dell’accaduto – che impone la necessità di una riflessione attenta sul ddl di riforma del sistema rifiuti in Sicilia sul quale si sta discutendo all’Ars”.

“Il testo di riforma della filiera dei rifiuti del governo regionale infatti – continua Piro – prevede un sistema fondato sugli Ato e sulla gestione unica territoriale basandosi sull’art 201 del decreto legislativo 152/06; proprio quello che è stato abrogato, ieri, dalla Camera. E’ indispensabile, perciò, trovare, urgentemente, soluzioni adeguate per evitare che la riforma dei rifiuti in Sicilia si blocchi ancora un’altra volta”.

Spieghiamo meglio i termini concreti della questione. Gli Ato rifiuti (ma anche quelli idrici) sono figli del decreto legislativo 152 del 2006, art.201. Cosa prevedeva? Che la gestione del servizio rifiuti: cura delle strade, raccolta e smaltimento, venisse organizzata su omogenei e delimitati ambiti territoriali. Prevedendo due innovazioni strutturali diverse e contigue: a) una “Autorità di Ambito” espressione politica dei comuni di quel territorio che programmasse e vigilasse sullo svolgimento del servizio pubblico dei rifiuti di una porzione di territorio; b) un consorzio intercomunale che appaltasse ad un´unica organizzazione esterna la gestione materiale e quotidiana del servizio rifiuti, puntando al risparmio ed all’efficienza.

Una ricetta organizzativa che nel centro-nord Italia ha funzionato, egregiamente. Nel Sud ed in Sicilia, invece, ha assunto le sembianze di un calvario. In Campania gli Ato hanno fallito la loro mission per le troppe illegalità consumate alla luce del sole. In Sicilia - modestamente parlando - la mente dei legislatori siciliani ha dimostrato una più solida fantasia criminogena, mischiando nei 27 Ato siciliani le funzioni di autorità con quelle di gestione. La vecchia furbizia dei “controllori” che “dovrebbero controllare se stessi”. Circostanza che ha permesso a sindaci e consiglieri comunali di sfornare migliaia e migliaia di assunzioni a tempo indeterminato per chiamata diretta (di figli, mogli, parenti, amanti, amici, “amici degli amici”, galoppini elettorali, etc) e di organizzare simulacri di gestione della raccolta “in regime diretto”, producendo complessivamente alla fine un tale volume di debiti, che ha sfondato la soglia di deficit regionale del miliardo di euro. Buco di bilancio agevolato dall’atteggiamento dei sindaci dei paesi di provincia – che sgravati legalmente dalla responsabilità di dover pensare al problema dei rifiuti – hanno pensato bene di non pagare mai più i costi del servizio agli Ato, spendendo i soldi dei loro bilanci comunali a ciò finalizzati per altre cose, clientelarmente più utili e produttive. Un disastro che, ancor oggi, è sotto gli occhi di tutti.

Tranne alcune “lodevoli eccezioni”, come il Coinres, con giurisdizione sui paesi della provincia di Palermo, che dopo aver assunto a chiamata diretta appena 570 persone (per fare che? Non è dato sapere) ha proceduto, a smozzichi e spizzichi, a piccoli “noleggi a caldo” di autocompattatori, camion e pale meccaniche, moltiplicando così i costi di gestione, e finendo, peraltro, nel circuito di ditte già connesse a quello della movimentazione terra, più note in Sicilia per altre non commendevoli ragioni. Comunque, il Coinres ha stabilito due record: quello di essere l’unico Ato siciliano che non possiede un solo mezzo per la raccolta ed il trasporto dei rifiuti; quello di essere l’unico Ato in Sicilia finito sotto indagini non dei pm normali, ma di quelli di una Procura antimafia, la cosiddetta Dda, nella fattispecie di Palermo.

Torniamo alla modifica di legge di soppressione degli Ato rifiuti approvata ieri a Montecitorio. Secondo “l’indiscutibile” volontà autonoma, normalmente espressa in Parlamento dalla Lega Nord – che già si lecca le dita pensando alla prossima conquista elettorale del Veneto e del Piemonte , ma con un pensierino pure alle province regionali della Lombardia – saranno le Regioni, in puro spirito federalista, a decidere come organizzare, con propria legge, la filiera dei rifiuti, con un occhio di riguardo ai comuni ed alle province. Enti locali dove al nord Italia la Lega domina.

Concretamente in Sicilia, sia il governo, che il Pd e la comitiva Pdl-Udc, dovranno rivedere le loro previsioni dei loro “ddl di riforma del settore regionale rifiuti”, tutti calibrati sulla legislazione nazionale degli Ato, ieri soppressa a Montecitorio. Ato che Lombardo con l’accordo del Pd, per intanto, avevano già ridotto da 27 a 9; uno per provincia.

Ma non basta. L’intemerata della Lega Nord alla Camera, ha riaperto pure il discorso sulla gestione del “sistema acque” in Sicilia. Essendo stato soppresso anche l’art.148 del decreto legislativo n°152 del 2006, risultano, adesso, soppressi pure i nove Ato idrici siciliani. La cui delimitazione, geografica e funzionale, era il presupposto giuridico degli affidamenti di gestione ai privati che tanto sconcerto e dubbi avevano seminato al momento della loro attribuzione. I casi più eclatanti sono stati, ricordiamo, quelli di “Girgenti Acque” (ad Agrigento), di “Acque potabili siciliane” (a Palermo), ed infine di “Siciliane Acque” su scala regionale a surroga del vecchio ruolo dell’Eas. Soggetti imprenditoriali privati, che non si sono certo distinti né per efficienza e modicità del servizio, né per avere investito un solo centesimo di tasca propria sulle reti dei servizi, continuando ad investire soldi di origine pubblica, italiana o dell’Unione europea.

“Un fatto imprevisto che, però, offre all’Ars ed al governo siciliano l’opportunità di superare il pasticcione schema sfornato dall’era Cuffaro – dice Franco Piro – e poter rimettere mano ad una nuova legislazione di organizzazione del settore acque in Sicilia, possibilmente riportandole di gran corsa sotto la sfera gestionale dell’area pubblica. Una opzione, indifferibile, che storicamente, in via di civiltà e di diritto, non può, ragionevolmente, avere alternative. Se l’anno scorso ci hanno ripensato a Parigi ed in gran parte della Francia, vuol dire che si può fare”.

Ma onorevole Piro, è sicuro che si potranno smontare i redditizi monopoli di “Sicilia Acque” e “Aps Palermo”? “Ritengo, oggettivamente, indiscutibile che l’Ars possa rimettere anche questi affidamenti in discussione – risponde compunto l’esponente del Pd – perché sulla base di questa nuova legge dello Stato viene a decadere il substrato territoriale e giuridico che ne aveva originato e determinato questi affidamenti alcuni anni fa”.

Un grande caos, insomma. Ma assolutamente appassionante in termini giuridici e politici. Si vedrà, così, se le forze politiche siciliane, compresi i tanti sindaci e consiglieri comunali, mostreranno un qualche loro interesse per “gli interessi ed i diritti dei cittadini”, oppure ancora una volta resteranno vittima, come spesso è avvenuto, dei “classici amici del giaguaro”, come si diceva una volta. Pare, dotati di un grande fascino attrattivo. Forse, simile a quello della moneta sonante.

Ignazio Panzica


A.T.O. PA1 A.P.S.

Nel tempo abbiamo parlato di: Raccolta Rifiuti, ambiente, Italcementi, Aria irrespirabile, Privatizzazione dei Servizi, Gestione Acque e Qualità delle nostre acque, Inquinamento delle falde acquifere Raffo Rosso, Siti di Importanza della Comunità Europea SIC, Autorizzazione Integrata Ambientale, Piano Regolatore Generale, Cementificazione della fascia costiera, Alga Rossa,Tariffe, Parentopoli, Voto di Scambio, Rappresentanza negli Ambiti territoriali, Raccolta differenziata, Amministratori ciechi, La vita in diretta, Isola Pulita, Isola ecologica, SICAR, Incendio alla SICAR, Assessori all'ambiente Portobello, Wind Shear, Inquinamento da cromo esavalente, Tumori, Malattie collegate all'ambiente, leggi, disposizioni, querele, ricorsi, denunce, esposti..............

Promemoria per il “Sindaco” Professore Gaspare Portobello

Il giorno 20 del mese di novembre dell’anno 2007, presso il Palazzo dei Carmelitani di Partinico, Lei Signor “Sindaco” professore Gaspare Portobello partecipa all’assemblea straordinaria della “Servizi Comunali Integrati R.S.U. S.p.a.”, la Sua partecipazione in quanto facente parte del CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE titolare di una quota pari al 4,726 (quattro virgola settecentoventisei per cento) del CAPITALE SOCIALE. Signor “Sindaco” Lei a partire da quella data risulta essere AZIONISTA (comproprietario) dell’azienda in questione. Naturalmente in qualità di “Sindaco” legale rappresentante del “Comune di Isola delle Femmine” Piazza Duca degli Abruzzi (così come risulta a pagina 8 dell’atto che LEI ha firmato). Quindi faccia un attimo più di attenzione quando addossa la responsabilità del disservizio all'A.T.O. (per favore non si dia la zappa sui piedi)

L’attività della Servizi Comunali Integrati RSU SPA
Le principali attività svolte dalla Servizi Comunali Integrati RSU SPA nel campo dell’igiene ambientale sono le seguenti:
• raccolta rifiuti urbani indifferenziati;
• raccolta differenziata frazioni riciclabili;
• raccolta differenziata rifiuti urbani pericolosi;
• spazzamento stradale;
• svuotamento cestini stradali;
• lavaggio e disinfezione cassonetti;
• raccolta materiali ingombranti;
• gestione isola ecologica;
• attività complementari all’igiene urbana a pagamento ai sensi dell’art. 6 della carta dei servizi e cioè:
- abbandoni incontrollati e discariche abusive;
- derattizzazione e disinfestazione;
- pulizia caditoie;
- pulizia delle spiagge;
- scerbamento e sterramento;
- manutenzione del verde pubblico e altri servizi ambientali;
- ampliamento dei servizi esistenti e servizi occasionali (manifestazioni culturali, feste, sagre, pulizia mercatini, fiere autorizzate);
- turni domenicali;
………..

Viene in ogni caso garantito, nell’arco delle 24 ore successive, lo svuotamento dei cassonetti tralasciati.

Carta dei servizi


*Circolare n.396 A2 del 9 maggio 2006 (art. 17 della legge regionale 28 12 2004 n. 11 e comma 17 dell'art. 21 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19.)

*Circolare n.397 del 9 maggio 2006 (rilevazione con certificazione dei dati sui costi del servizio della gestione dei rifiuti svolto negli anni 2002, 2003, 2004 e 2005 in Sicilia e relativa copertura della tassa/tariffa.)

*Circolare n.399 A2 del 10 maggio 2006 (Attivazione del fondo di rotazione di cui alla L.R. n. 19/2005.)

*Circolare n.494 A2 del 15 maggio 2006 (Servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani - nuova disciplina introdotta dal D.Lgs 152/2006.)

*Circolare n.822 del 25 maggio 2006 (Mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata di cui all'art. 205 del d. lgs. 3 aprile 2006, n. 152 - adeguamento dei piani d'ambito al d. lgs. n. 152/2006.)

*Circolare n.823 del 25 maggio 2006 (Circolari Agenzia nn. 396 e 397 del 09.05.2006, n. 399 del 10.05.2006, n. 494 del 15.05.2006 e n. 822 del 25.05.2006 - circolare Commissario delegato per l'emergenza rifiuti n. 7984 del 3.4.2006 - comunicazioni.)

*N. 1148 A2 dell'11 gennaio 2006 (Legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19 – art. 21 comma 17 – fondo di rotazione a garanzia della spesa inerente la gestione integrata dei rifiuti e copertura della stessa)







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*CASSAZIONE PENALE, SENTENZA N.28553/2009. Il mobbing del Direttore Generale giustifica anche le misure cauatelari.

*Relazione Commissione Parlamentare Antimafia 1985
*Relazione Commissione Parlamentare Antimafia 1985
*Relazione che la Commissione parlamentare Antimafia approva seduta 6 dicembre 2000
*GESTIONE beni confiscati legge 109 7 marzo 96Sequestro beni mafiosi a Isola delle *FemmineMaxisequestro tra cui appartamento a Isola delle Femmine
*Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori
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*Licenza Edilizia 1 del 2010 Lucido Coniglio Puglisi Baldassare
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1 commento:

Anonimo ha detto...

FINALEMTE UN'ARGOEMNTO CHE INTERESSA I CITTADINI
E NON LE FASLITA DI BO.CI.RU. per una reale democrazia partecipativa OCCORRE:

1) informare correttamente, compitamente e in modo comprensibile i cittadini così da consentirgli di potersi formare un'opinione completa sui temi e sui problemi della comunità da affrontare e risolvere.
speriamo che questo blog lo ha caapito e non fa il servo dei bo.ci.ru.