L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























martedì 27 aprile 2010

Liberare il paesaggio dal camino dei 110 metri

*Caro "Sindaco" Prof Gaspare Portobello Mafia o Antimafia?
*Non chiamiamoli più rifiuti!
*ATO IDRICO PA 1 Assemblea 7 8 giugno 2010
*Lavoro, protesta dei precari degli enti locali
*La manovra finanziaria " Lacrime e sangue"
*La Sicilia Le maggioranze Trasversali sul Servizio Idrico ARIA FRITTA
*Isola delle Femmine Distributore di benzina al Porto Pescatori o Diportisti?
*Italcementi, non condanniamo la torre alta 120 metri
*I Beni Comuni nello spezzatino del Federalismo
*Donatella Costa Lettera al Presidente regione Sicilia Raffaele Lombardo
*Libertà di Stampa e Regime
*La munnezza di Isola delle Femmine vale tanto oro quanto pesa
*SiciliaMafiopoli: IL CASO GENCHI PELLERITO termovalorizzatori e........
*TRASFERIMENTO DEFINITIVO ALL’ATO PA1 DI ALCUNI DIPENDENTI Delibera impegno riassunnzione da parte dei Comuni
*Mi Illumino di Incenso
*SINDACO: Punito perchè virtuoso
*Lombardo: "Ecco i nemici del cambiamento"
*Corte dei Conti INDAGINE funzionamento ATO PA 1
*ATO Rifiuti Sentenza Corte Conti Tariffe Competenza Comuni
*ATO Idrico Pa1 Struttura tariffa e agevolazioni
*FEDERALISMO Demaniale
*Piccolo apologo sul paese illegale
*Indagato il sindaco Cammarata per la discarica di Bellolampo
*Sicilia i Termovaloroizzatori "puzzano" di mafia

Corrado Carissimo Ti ringrazio per la sensibilità con cui affronti le tematiche della vita, del lavoro, della salute, della bellezza, della preservazione e della tutela dei nostri bellissimi paesaggi dimore delle memorie storiche di una Comunità.

Pino Ciampolillo

L’ECOMOSTRO EUGANEO

Abito ad Arquà presso la casa del poeta, ma Francesco Petrarca mi è sempre stato antipatico. Si dice che fosse un opportunista pronto a compiacere i potenti in cambio di favori e prebende. Se fosse vissuto ai giorni nostri, non si sarebbe opposto alla costruzione della torre fumaria del cementificio di Italcementi nei pressi di uno dei “borghi più belli d’Italia”, come recita il cartello che accoglie i turisti ad Arquà. Avrebbe chiesto in cambio del proprio autorevole silenzio una casa più bella altrove e una più ricca “sine cura”, che possiamo considerare l’equivalente medievale di una mazzetta. Dante, a cui va la mia simpatia, invece avrebbe aderito ai comitati contro lo scempio ambientale e sarebbe morto povero e in esilio.

La realizzazione di una torre grigia e fumante alta 120 metri e il continuo via vai di camion nel parco Colli è una cosa tanto assurda che non dovrebbe esserci nemmeno bisogno di discuterne. A un chilometro circa dal borgo medievale di Arquà Petrarca, un fallo di centoventi metri che violenta il paesaggio (mal) tutelato del Parco è osceno e immorale. Punto! Se poi c’è il rischio che, una volta realizzato il camino, vi si brucino rifiuti e i fumi saranno respirati da Este a Monselice e nella zona termale, non si dovrebbe nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi. L’investimento di Italcementi è una mera operazione volta a un profitto che andrà fuori dal territorio, senza ricadute concrete sull’occupazione eccetto su una possibile richiesta di nuova immigrazione per svolgere lavori pericolosi che i padovani non vogliono più fare.

Come è ovvio, un folto schieramento trasversale di forze politiche locali è contrario. Pochissimi, ma potenti, sono quelli favorevoli, tra cui il sindaco di Monselice. Una sua lacrimosa lettera a questo giornale, che giustificava la realizzazione dell’ecomostro euganeo, sembrava scritta dal Sindaco di una città di poveracci disposti a barattare rischi per la salute con un pezzo di pane. Gli argomenti del Sindaco a favore dell’ecomostro sarebbero discutibili anche se, piuttosto che in Veneto e nel Parco Colli, ci fossimo trovati in Bengala o a Termini Imerese dove gravi problemi giustificano (e neanche del tutto) i guasti ambientali o dove si parla di migliaia di lavoratori. Ma nel caso di Monselice si tratta di fatto di una cinquantina di lavoratori i quali possono essere ragionevolmente ricollocati nel giro di pochi mesi. E parlo con cognizione di causa essendomi occupato direttamente di questi problemi!

Non c’è assolutamente bisogno di pensare malignamente che le persone favorevoli, e tanto meno il Sindaco, abbiano interessi pubblici e privati nell’operazione e perciò tendano a comportarsi come il Petrarca anziché come Dante. Ma chi studia i problemi del rischio personale e di quello pubblico sa bene che “la conoscenza dei fatti tende sempre all’opportunismo”. Tradotto significa che, in buona fede, si tende a credere a quanto fa comodo. E ricordo un mio amico dirigente di una fabbrica chimica i cui operai morivano di cancro. Anche il mio amico morì per lo stesso tumore dei suoi operai condividendo l’aria che respiravano. Ma, né lui né i suoi famigliari, ammisero mai, nemmeno come ipotesi, che corresse una relazione tra la sua malattia e l’inquinamento della fabbrica. Diceva che si trattava di una predisposizione genetica, di famiglia. Questa sua convinzione, giusta o errata che fosse, lo aiutò molto a morire sereno.


Corrado Poli

web site: http://www.corradopoli.net/blog: http://www.corradopoli.blogspot.com/


articoli tratti da IL MATTINO DI PADOVA 25-04-10,

Lunghi affronta i dissidenti interni


MONSELICE. Far rientrare il dissenso interno sul revamping Italcementi. E’ la missione del sindaco Francesco Lunghi, che a questo scopo ha convocato per oggi un vertice del Pdl. L’obiettivo è arrivare al consiglio dell’Ente Parco sul revamping, domani pomeriggio, con una maggioranza più solida alle spalle. Al di là della contrarietà leghista, infatti, è stato proprio il Pdl a dare del filo da torcere al sindaco: 6 consiglieri su 8 si sono dichiarati contrari. E la commissione Ambiente ha votato no. Come risolvere il rebus? Un’ipotesi sarebbe un cambio di caselle. Che rivoluzionerebbe il Pdl cittadino. Per esempio, via un assessore, al suo posto un consigliere dei «dissidenti», al posto di quest’ultimo un non dissidente. Per Lunghi, gli «irriducibili» sono Paolo Drago e Lorenzo Nosarti. Restano Andrea Basso, Romano Gelsi, Tiziano Montecchio, Andrea Parolo su cui lavorare. Intanto è stato istituito il tavolo di lavoro sul revamping. (f.se.)
25-04-10,
Meno inquinamento col nuovo camino

di Francesca Segato MONSELICE. C’erano soprattutto lavoratori, tra le oltre 300 persone che l’altra sera hanno affollato il cinema Corallo per la presentazione del progetto di revamping Italcementi. Il pubblico. Sala piena e parecchi in piedi e fuori dalle porte. Gran parte dei lavoratori ha preso posto a sedere solo alle 21.15. Questo per non «occupare» la sala e lasciare ai comuni cittadini la possibilità di entrare. Solo che di «comuni cittadini» non ce n’erano tanti. Come mai? C’è chi fa notare che l’evento non è stato pubblicizzato, stampa a parte. Né locandine in giro, né avvisi in Comune.Italcementi nei giorni scorsi ha fatto distribuire un volantino porta a porta con le sue ragioni, ma senza l’indicazione della data dell’assemblea. Assenti per ragioni di opportunità vari amministratori e politici locali. Il progetto. Dopo il saluto del sindaco Francesco Lunghi, parlano i tecnici dell’azienda: Edoardo Giudiceandrea, direttore tecnico di Italcementi e responsabile del progetto revamping, Angelo Monti, responsabile dei servizi ambiente, e Pietro Balbis, responsabile dei servizi architettura. Con l’ausilio di immagini illustrano i dettagli del progetto, comprese molte visuali della nuova torre da 120 metri. Giudiceandrea mette i puntini sulle i: «Ci hanno chiesto di fare la logistica, gli agricoltori, i gestori di motel: noi continuiamo a fare cemento, speriamo in modo competitivo». Segno meno. La sostituzione dei tre forni attuali con l’unico forno nuovo permetterà di risparmiare acqua, energia, materie prime, abbattendo il costo del cemento. Segno meno a tutto: emissioni (-48 %, con riduzioni in misura diversa di polveri, ossidi di zolfo e ossidi di azoto), consumi elettrici (-10 %), fabbisogno di materie prime (-15%), consumo di combustibile (-42%), consumi idrici (-85%). Forte la riduzione di CO2, in linea con i parametri Nap3 previsti dal 1º gennaio 2013. Ma anche meno 9 per cento nella produzione di cemento. E meno camion: per gli autotrasportatori è previsto un calo del 14 per cento. Impatto. La torre di pre-riscaldo da 110 metri (circa 120 sul livello del mare) non si può abbassare, spiega Balbis. Però si può rendere più gradevole, con rivestimenti di lamiere preverniciate. Un intervento estetico è previsto anche sul resto dell’impianto, ricolorando e riordinando alcuni volumi. Il cdr. Ci si attendeva che Italcementi tirasse fuori qualche asso dalla manica. Una carta infatti l’ha giocata: Giudiceandrea si è dichiarato disposto a mettere per iscritto l’impegno a non usare il Combustibile da rifiuti, e anche a subordinare a questo le autorizzazioni. «Bruceremo solo pet-coke» spiega. L’occupazione. Si fa chiarezza anche sull’aspetto occupazionale. Con queste promesse: mantenimento dei livelli occupazionali attuali per i lavoratori, sarà locale metà della manodopera necessaria al revamping. Calerà invece il lavoro per gli autotrasportatori. La mia casa. La parola al pubblico, rompe il ghiaccio una residente di Baone, Silvia Mazzetto. «Ho di fronte la cementeria. Con questa nuova torre, se volessi vendere la mia casa, chi la comprerà? Se faccio un pollaio, il Parco Colli mi multa con 1500 euro. A qualcuno hanno negato di fare il fotovoltaico perché era impattante. Come si fa a conciliarlo con questo?». La interrompe una signora seduta più indietro. «Le famiglie devono mangiare!» grida. Risponde Mazzetto: «Queste persone hanno diritto a lavorare, ma non è giusto che la comunità paghi per questo». «Vergogna!» urlano alcuni dal fondo. «Pesenti ha dato una borsa di studio ai miei figli, grazie a Italcementi ci siamo fatti una casa, abbiamo una dignità» continua la donna. «Abbiamo figli e mariti che lavorano lì e vogliamo che lo possano fare anche i nostri nipoti». Il fronte del sì. Interviene Lucio Perin, consigliere: «Chiediamo posti di lavoro, invece di discutere di impatto ambientale. E’ tempo di pane e mortadella, non di caviale». Sulla linea del sì anche il vicesindaco Gianni Mamprin: «Sono d’accordo per tre motivi. L’investimento in un periodo di crisi come questo, la diminuzione delle emissioni e il mantenimento dei posti di lavoro per centinaia di famiglie». «La gente senza posto di lavoro non sta a guardare le torri - rincara il sindaco di Pernumia Luciano Simonetto - La prima garanzia per la dignità di una persona è il lavoro». L’investimento. «Secondo me Italcementi non è affidabile» esordisce Paolo Masin, interrotto varie volte da urla e proteste. «Non siamo contro i cementifici, ma non bisogna aprire la strada a un inceneritore». Masin instilla dei dubbi sull’occupazione, chiede se sono previsti supporti per l’indotto durante il periodo di revamping. «L’indotto lavorerà in buona parte al revamping» replicano dal palco. «L’investimento si ripaga in 10 anni, senza rifiuti» assicurano. I sindacati. Marco Benati, segretario Fillea Cgil, sfodera un’intesa a buon punto con l’azienda sul mantenimento dei posti di lavoro. Toni più aspri quelli di Renato Ceccarello, segretario Filca Cisl: «La scelta di eliminare le cave negli Euganei è stata solo una scelta di comodo, che ha scaricato il problema sui Berici aumentando l’inquinamento: i camion fanno 30-40 chilometri invece di farne 2-3. Fino a pochi anni fa avevano i ferodi con l’amianto, scaricato lungo i cigli della strada. Sento parlare di ricette che tutti hanno per sostituire i posti di lavoro: sono fesserie». Tra 20 anni. Prende la parola Giannino Scanferla, ex assessore a Monselice. «Una scelta come questa, viene proposta con troppo ritardo perché possiamo valutare con serenità le alternative. Se la prospettiva di durata è di 20 anni, mi chiedo cosa succederà allora. Dobbiamo oggi costruire il futuro per i nostri nipoti». Risponde Giudiceandrea: «A fine vita dell’impianto, non ci sottrarremo per il ripristino dell’area. Escluso il Monte Fiorin, certo, per cui faccio ammenda». Basta cemento. La discussione ricorda la stagione della chiusura delle cave a Gianni Sandon, che l’ha vissuta. «Dai politici pretenderei che si ragionasse sulla situazione quadro. Abbiamo cementificato in modo vergognoso. Continueremo a consumare così tanto cemento?». Corso. Il sindaco di Baone è l’unico tra gli amministratori «critici» a esserci e a parlare. «Sono convinto che le contrapposizioni tra lavoratori e cittadini, tra una cementeria e l’altra, tra Monselice e altri comuni, non facciano l’interesse dei lavoratori. Questi problemi non si risolvono cercando gli applausi, ma con la via del dialogo».

25-04-10,
«Siete stati zitti davanti ai veri scempi»


MONSELICE. «Se Italcementi chiude, ci accamperemo davanti ai 15 comuni che hanno detto no». Un intervento appassionato, applaudito a lungo dalla platea, quello di Maurizio Zanovello, delegato Rsu all’Italcementi. «Siamo molto preoccupati - esordisce Zanovello - Non è facile essere tranquilli se ad esempio una forza politica che diceva di considerare prioritario il mantenimento dei posti di lavoro, oggi invece alza le barricate contro il revamping. Purtroppo temiamo il rischio che le scelte dei politici locali siano legate alla prossima campagna elettorale. In questi giorni abbiamo subito dichiarazioni umilianti, come quelle che per noi lavoratori dell’Italcementi ci sarebbe il futuro lavoro nell’agricoltura, coltivando l’area oggi occupata dalla fabbrica, che tra l’altro non basterebbe a garantire il reddito a un paio di famiglie. Ci siamo subiti lezioni di ambientalismo da parte di amministratori locali che non si sono opposti allo scempio ambientale ad esempio nel caso della cementificazione della zona sotto la casa del Petrarca: di questo cosa hanno detto i ristoratori della zona? Dov’era il Parco Colli? Oggi sembra che sarà la torre a provocare tutti gli effetti negativi per gli investimenti futuri e il flusso turistico della zona. Chi vorrebbe riportarci a fare gli agricoltori non ha proferito parola quando si è tolta alla coltivazione tutta la zona di Ca’ Oddo, che adesso prolifera di capannoni dall’aspetto indecente, e non si oppone alla ulteriore cementificazione della zona vicina al nuovo ospedale. Auspichiamo una decisione responsabile - conclude Zanovello - e invitiamo le autorità che adesso sono preoccupate per la torre a cominciare a preoccuparsi di trovare 250 posti di lavoro alternativi, qualora ce ne fosse bisogno. In fondo 15 per comune, visto che i comuni preoccupati sono 15, neanche tanti... Perché in caso di risposta negativa motivata da futili motivi, saremo costretti ad accamparci davanti ai municipi fino a quando non avremo un nuovo lavoro». (f.se.)

24-04-10,


«Monselice Due al posto della cementeria»

(Francesca Segato) /
MONSELICE. Cinema Corallo straripante di pubblico, ieri sera, per l’assemblea di presentazione del progetto di revamping dello stabilimento Italcementi: il primo confronto pubblico su un tema assai sentito in città. Davanti a una platea affollata da lavoratori, amministratori del circondario, esponenti di comitati e associazioni ambientaliste e cittadini, i tecnici del colosso Pesenti hanno illustrato nei dettagli il mega progetto da 159 milioni di euro. Assente la Lega nord. A spiegare il motivo di questa scelta, è stata ieri l’onorevole Paola Goisis. «Non ci saremo - preannunciava - perché non intendiamo farci prendere in giro dai cementieri, che portano delle ragioni già smentite dalle nostre analisi». Dopo le varie proposte alternative al revamping, lanciate in questi giorni da varie voci, come il direttore di Arpav Andrea Drago, i sei consiglieri «dissidenti» del Pdl, il leader dell’opposizione Francesco Miazzi, anche la parlamentare del Carroccio propone una ricetta alternativa. «Siccome si gioca il ricatto dell’occupazione - spiega - la nostra proposta è di pensare veramente all’occupazione. In che modo? Monselice è una cittadina particolare, formata da un crocicchio di strade. Se noi pensiamo invece alla zona della cementeria, che è una vallata ai piedi dei colli, quella sarebbe una zona stupenda per pensare a una rivitalizzazione di Monselice e alla creazione, finalmente, della “città”, una “Monselice Due”. Si potrebbe fare una zona residenziale, con un nuovo centro che potrebbe avere una grande espansione. Così si risolvere il problema dell’occupazione. Sono sicura che si troverebbe qualcuno interessato a comprare quella zona, così si darebbe un respiro enorme alla città. Nel giro di 15-20 anni la popolazione raddoppierebbe. Mentre se dovesse andare a buon fine l’ipotesi dei cementieri, si ridurrebbe a una città fantasma. Quello che si prospetta - ribadisce - è bruciare rifiuti».
24-04-10,

Liberare il paesaggio dal camino di 110 metri
24.4.2010
Davide Ruzzon

Il paesaggio esprime la storia di una comunità, ne rappresenta l’anima e non mente mai. La storia del Nord-Est potrebbe essere anche narrata attraverso le immagini satellitari e le cartografie storiche del suo territorio. Così, avvicinando la lente alle mappe squadernate sotto i nostri occhi, stringendo sull’area sud dei Colli Euganei, potremo comprendere come, nel corso dei decenni successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale, l’area di Este, Monselice insieme ad Arquà Petrarca e Baone, hanno subito la rapida trasformazione del contesto collinare che le abbraccia. Mappa dopo mappa si dipanerebbe con chiarezza l’intensità dell’ispessimento edilizio che, nato spontaneo a ridosso dell’intreccio di stradine e canali, alla fine degli anni’70, è stato poi sommerso da due ondate edilizie: la prima nata dal rafforzamento di nuclei sparsi, piccoli e meno piccoli, ma storicamente costitutivi del paesaggio storico, la seconda derivata dallo spostamento della rendita prodotta dall’economia del modello nordest verso la speculazione immobiliare, processo che si è arrestato di botto verso la fine del 2007. Le tracce disegnate nel paesaggio di quest’area raccontato la nostra storia. Ma quale storia? Bisognerebbe consentire agli elementi, che costituiscono il suolo di una qualsiasi recente lottizzazione edilizia, di raccontarci il nostro presente: marciapiedi impraticabili, sterrati brulli, pavimentazioni di asfalto tagliate e discontinue. Ancora potremo farci interrogare dall’insipienza e dalla totale mancanza nelle costruzioni di qualsivoglia riflessione com-positiva (eccetto sporadiche eccezioni). Anche questi segni parlano di noi. Eccome! Però tra tutti questi strati, che insieme sono il nostro specchio, ne esistono alcuni in questo territorio che hanno un ruolo del tutto particolare. Si tratta delle cementerie. Sono industrie, luoghi del lavoro e della produzione di quella materia che ha simbolicamente rappresentato la benzina per la costruzione della condizione contemporanea del nostro paesaggio. Una in particolare ha assunto un ruolo peculiare e del tutto paradigmatico rispetto al fenomeno descritto: l’Italcementi. Questa nel momento in cui si insedia realizza una strada per collegarsi alla Strada Statale 16 che taglia diagonalmente la valle tra Este e Monselice, con una profonda incisione. Nello sviluppo dell’attività un intero colle adiacente allo stabilimento, il Monte Fiorine, viene inghiottito e scompare per sempre dal paesaggio, sostituito da un’ipocrita cortina arborea. L’edificio sembra da sempre un avamposto isolato, non proteso verso un tratto desertico bensì entro una delle porte più pregevoli del Parco dei Colli Euganei. E’ un oggetto del tutto estraneo, una specie di astronave aliena dimenticata alle pendici dei rilievi collinari. Dal 1971 la Legge Romanato-Fracanzani blocca l’apertura di nuove cave e ferma l’estrazione, ma l’attività produttiva prosegue utilizzando il materiale di altri siti. Arriviamo ad oggi. 2010: viene presentato un progetto per un nuovo ciclo produttivo, cento milioni di investimento. Dovrebbe però essere realizzato un camino di 110 metri d’altezza. Un segno di tale potenza che significato imprimerebbe a tutto il contesto collinare e all’area circostante? Siamo ad un bivio: questo camino se realizzato spegnerà sotto la sua ombra per sempre ogni velleità di sviluppo economico sostenibile legato al turismo. Non voglio invocare la difesa di valori culturali condivisi, ma nessuno ha mai provato ad immaginare un “paesaggio” diverso da quello impastato negli ultimi decenni sotto i nostri occhi? Quanti capitali legati al tempo libero, alla ricerca e al turismo sarebbero stati investiti in più? Quanti posti di lavoro sarebbero stati creati? Se errare è umano (o sub-umano) perseverare è però decisamente diabolico. E’ proprio questa la fiducia nella green economy che la classe dirigente di questa Regione vuole consolidare? (architetto)





MONSELICE

Rinnovamento di Italcementi

I commercianti dicono di no

Contrarietà di Ascom e Accademia Galileiana di Padova. "Un camino più alto di cento metri sarebbe una disfatta per Monselice e comuni circostanti: non a caso i sindaci sono molto preoccupati"

La torre nel progetto

La torre nel progetto
MONSELICE. Si allarga il fronte del no al progetto di revamping dello stabilimento Italcementi. Una bocciatura arriva infatti anche dall’Associazione commercianti, per voce di Giorgio Borin.

Dice il presidente mandamentale e ristoratore ad Arquà Petrarca: «Un camino più alto di cento metri sarebbe una disfatta per Monselice e comuni circostanti: non a caso i sindaci sono molto preoccupati. Io credo che questo territorio abbia già dato. Ricordiamoci anche delle cave. Nessuno vuole criminalizzare le cementerie, che in passato hanno svolto un ruolo fondamentale. Ma oggi è impensabile proseguire nello sviluppo di questo tipo di industrializzazione, anche perché tutto il territorio intorno ne rimane vincolato. Nessuno va a costruire una casa, un ristorante o un albergo sotto i camini. Questo intervento - sottolinea Borin - comprometterebbe gli sforzi fatti sinora per cercare di incentivare quella grande risorsa che è il turismo, che sta salvando le nostre economie. Per le cementerie, occorre ragionare su una dismissione nel tempo. Non permettere che si organizzino e mantengano questo tipo di produzione per altri decenni ancora. Da considerare anche l’ impatto del traffico pesante, che genera inquinamento e pericolo. Inoltre, alzando il camino le emissioni andranno a inquinare un territorio sempre più vasto. Il mondo del commercio è preoccupato di come si sta evolvendo la situazione, e non è certamente a favore di questa torre mastodontica. Oltretutto senza garanzie che i forni un domani possano essere usati per altre cose, sempre agitando il timore dei licenziamenti».

Si fa sentire anche il mondo della cultura, con il presidente dell’A ccademia Galileiana di Padova, Oddone Longo, da sempre attento alla tutela del paesaggio euganeo. Ovvia la netta contrarietà alla torre da 110 metri di altezza. «Non se ne potrebbe fare a meno? - domanda Longo - Se si vuole la riduzione delle emissioni, la tecnologia è questa? Prendere o lasciare? A Italcementi, società non del tutto immune da ombre (la controllata Calcestruzzi è indagata dalla Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta), non importa ovviamente nulla di paesaggi o di bellezze artistiche. Quanto alle garanzie su ciò che verrà impiegato come combustibile, tutto fa sospettare che il rinnovato cementificio sarà in realtà un inceneritore di rifiuti, malgrado le assicurazioni in contrario. Dalla padella del cemento Monselice e gli Euganei cadranno nella brace dei rifiuti» è la convinzione di Oddone Longo.
(21 aprile 2010)



Notizie su: Italcementi, Qualità dell'aria, Salute, Occupazione, Autorizzazione Integrata Ambientale, Pet-coke, Aziende Insalubri, Ricorso al T.A.R., A.R.P.A.,Vigili Urbani, IPPC, Inquianmento delle falde acquifere, Cromo Esavalente, Centraline per il contro della qualità dell'aria, Mercurio, Zinco, Tumori, Crisi economica e Ripercussioni sulle aziende cementifere, Ristrutturazione Italcementi, Revamping, Rappresentanze Sindacali, Legambiente, Calusco d'Adda, La vita in diretta, S.I.C. e Z.P.S., Regione, Ente minerario, Denunce, querele, esposti, Portobello, Cutino, Licenza carbonile Raffo Rosso, Capannone su via libertà, Sviluppo Turistico di isola delle Femmine, Responsabilità sociale della Italcementi nei confronti della comunità isolana..........:



Italcementi Economia e Ristrutturazione

*ITALCEMENTI LAVORO SALUTE e SVILUPPO

*Italcementi Monselice: la commissione ambiente boccia il revamping

*MAFIA cemento impoverito indagati Vertici Calcestruzzi e Italcementi

*Liberare il paesaggio dal camino dei 110 metri

*T.A.R.

*
Ambiente e politica ad Isola delle Femmine

*
Il Vespro

*28/7/2006 Mafia – Indagata la “Calcestruzzi spa” L'azienda ...

*mafia la calcestruzzi ferma i lavori in sicilia

*30 gennaio 2008 arresti alla calcestruzzi del gruppo italcementi

*calcestruzzi italcementi affari politica mafia

*NuovaIsoladelleFemmine: Italcementi. Calcestruzzi Cemento in odor ...

*MAFIA cemento impoverito indagati Vertici Calcestruzzi e Italcementi

AMBIENTE. L’argomento ambiente a Isola delle Femmine è alla base della “carriera” politica dei nostri attuali amministratori oltre che di qualche funzionario comunale. Ne sanno qualcosa il nostro attuale “Sindaco” professore Gaspare Portobello l’attuale Assessore all’ambiente geologo dr. Marcello Cutino, il funzionario passato ad altri incarichi. Qualcuno deve poi DIRE ai cittadini dell'isola ecologica: I sondi Spesi, se ha mai avuto un collaudo e come mai non è funzionante. Mi rendo conto che le domande non sono nuove: le aveva già poste il suocero dell'"Assessore" geologo Cutino. Forse conviene non parlarne visto il progetto pizzerie della M.A.M. snc di cui è progettista l'attuale ex oppositore Vice Pres Del C.C. geom Vincenzo Dionisi.
Per Noi Cittadini l’ambiente l’abbiamo e continuiamo a subirlo in termini di salute, di livello della qualità della vita, della vivibilità e fruibilità delle bellezze naturali del nostro territorio. Questi Signori sono stati in grado di “avvelenarci” le nostre case, le nostre vite, le nostre amicizie le nostre istituzioni democratiche. Per avere delle risposte in tema di prevenzione e tutela della SALUTE siamo stati costretti a rivolgerci ad un Tribunale Amministrativo. Questi signori si sono fatti beffa dei cittadini celando la realtà, nascondendo i dati, stravolgendo i FATTI, denigrando le persone. Persino un’autorità come il dr. Vito Riggio ha dovuto constatare: “….su un tema così delicato come la sicurezza và condannata un’amministrazione che cambia idea continuamente”. Come Cittadini ci chiediamo : Ma il geologo "Assessore" Cutini Marcello come mai non parla più di Italcementi?
I temi da noi trattati nel tempo:
* Ambiente e qualita' della vita
*RACCOLTA DIFFERENZIATA E RICICLO
*Il Vespro
* T.A.R.
*I PACCHI DELL'AMBIENTALISTA rosso-verde-arancione
*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche
*DELIBERE CONSIGLIO COMUNALE
*Rapporto ecomafia 2008 - Sicilia, ciclo dei rifiuti, la monnezza è “Cosa Nostra”
Dossier sull'acqua ai privati: Scarica il pdf
Dossier Munnizzopoli: scarica il pdf

*CONSULENZE e..............

*I PACCHI DELL'AMBIENTALISTA rosso-verde-arancione

*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche

*M.A.M. s.n.c. Progetto di Variante ed Elezioni Amministrative

*La munnezza di Isola delle Femmine vale tanto oro quanto pesa

*DELIBERE DELLA GIUNTA PORTOBELLO 2010

*DELIBERE CONSIGLIO COMUNALE

*Rapporto ecomafia 2008 - Sicilia, ciclo dei rifiuti, la monnezza è “Cosa Nostra”

*Controllo su atti Enti Locali Circolari e Legge Regionale 44/1991

*U.R.P. Isola delle Femmine inadempiente pag 7

*Ingegnere Francavilla Stefano

*APPROVATI CANTIERI DI LAVORO

*Ingegnere Lascari Gioacchino

*Ingegnere Lascari Gioacchino Scalici

*C.E n.03-2010 - Enea Orazio Ing Lascari

*Consulenti Geologi Eletti

*Dr. Marcello Cutino geologo

*Cutino dr. Marcello Pet-coke Portobello DIMISSIONI

*Minagra dr. Vincenzo Biologo

*Minagra dr. Vincenzo Consulente ambientale del Sindaco Portobello

*Le acque d’oro di Ambiente e Sicurezza Dr. Minagra

*Vincenzo dr. Minagra Pet-coke Cutino Portobello

*I COSTI DELLA POLITICA INCARICHI DIRIGENZIALI A LAVORATORI PRECARI

*Vigilanza e controllo degli enti locali - Ufficio ispettivo

*ISOLA ecologica PIANO Levante CANTIERI lavoro M.A.M. Pizzerie e........

*APPROVATI CANTIERI DI LAVORO

*Cantiere Lavoro all’isola ecologica

*Isola ecologica

*Architetto Licata Geologo Cutino Incaricati di……

*Architetto Licata

*Restauro Torre

* Mi si è ristretto il pene! Colpa dell'inquinamento

Nessun commento: