L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 12 maggio 2010

Terra bruciata attorno a Messina Denaro Arrestati 19 fedelissimi del boss mafioso


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Terra bruciata attorno a Messina Denaro Arrestati 19 fedelissimi del boss mafioso



Tra loro anche il fratello. Si occupavano degli affari di famiglia e gestivano la latitanza del padrino trapanese



Messina Denaro in una delle ultime foto conosciute (Ansa)
Messina Denaro in una delle ultime foto conosciute (Ansa)


TRAPANI - Terra bruciata intorno a Matteo Messina Denaro, il boss latitante dal 1993 indicato come il nuovo capo di Cosa Nostra. È l'obiettivo dell'operazione "Golem 2" in cui sono stati impegnati più di 200 agenti delle squadre mobili di Palermo e Trapani nella zona di Castelvetrano, paese natale del capomafia. Diciannove i fermi emessi dalla Procura distrettuale antimafia. Il boss si serviva di fiancheggiatori insospettabili incaricati di gestirne la latitanza e di occuparsi degli affari della famiglia.  


MARONI: PASSO DECISIVO - «Si sta stringendo il cerchio attorno al latitante numero uno - afferma il ministro dell'Interno Maroni -. L'operazione dello Sco della polizia a Trapani è un passo decisivo perché si è fatta terra bruciata attorno al boss dei boss: sono ottimista che al più presto sapremo catturare anche lui». Apprezzamento per i risultati dell'operazione è stato espresso anche dal presidente del Senato Schifani e dal ministro della Giustizia Alfano.

PRESO IL FRATELLO - Tra i fermati il fratello di Messina Denaro, Salvatore, e uno dei componenti della banda di Salvatore Giuliano, l'ottuagenario Antonino Marotta, "decano" della mafia trapanese. E poi Maurizio Arimondi, Calogero Cangemi, Fortunato e Lorenzo Catalanotto, Tonino Catania, Andrea Craparotta, Giovanni Filardo, Leonardo Ippolito, Antonino Marotta, Marco Manzo, Nicolò Nicolosi, Vincenzo Panicola, Giovanni Perrone, Carlo Piazza, Giovanni Risalvato, Paolo Salvo, Salvatore Sciacca e Vincenzo Scirè. Alcuni sono parenti del boss. L'indagine ha evidenziato come Cosa Nostra continui ad assoldare uomini d'onore storici che, scontata la pena e usciti dal carcere, tornano a dare il loro contributo. È il caso di Filippo Sammartano, Antonino Bonafede e Piero Centonze. In cella sono finiti diversi elementi di spicco di Cosa Nostra trapanese, tra cui i reggenti delle famiglie mafiose di Castelvetrano, Campobello di Mazara, Partanna e Marsala che avrebbero svolto un ruolo di raccordo tra Messina Denaro e i suoi affiliati nonché con i vertici delle cosche palermitane. Tutti gli arrestati devono rispondere di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamenti e trasferimento fraudolento di società e valori. In corso anche 40 perquisizioni in diverse regioni italiane: nel mirino in particolare le province di Trapani, Palermo, Caltanissetta, Torino, Como, Milano, Imperia, Lucca e Siena.

 
PRESI I "POSTINI" - le indagini coordinate dal procuratore di Palermo Francesco Messineo, dall'aggiunto Teresa Principato e dai pm Marzia Sabella e Paolo Guido (leggi l'intervista). Gli arresti costituiscono il seguito dell'operazione "Golem 1", condotta a giugno con l'obiettivo di disarticolare la rete di complicità che ha favorito la latitanza del boss. I fedelissimi avevano il ruolo di "postini": recapitavano corrispondenza contenente ordini e disposizioni. Gli investigatori sono arrivati a loro intercettando dei pizzini attribuiti a Messina Denaro, che in passato ha avuto un fitto scambio epistolare anche con Bernardo Provenzano e i boss Lo Piccolo. Fondamentali nell'indagine alcune intercettazioni. «Da alcuni passaggi si desume il penetrante controllo del territorio da parte del gruppo criminale capeggiato dal superlatitante - spiegano gli inquirenti -, il ricorso sistematico alla violenza per la realizzazione degli obiettivi, il programma di gestione di alcune risorse economiche della zona, l'assoggettamento delle imprese, in molti casi titolari di importanti appalti pubblici, al sistema delle estorsioni (come quella subita dall'imprenditore Luigi Spallina cui è stata chiesta una tangente di 100mila euro, ndr) e il sistema di riscossione delle relative tangenti, le attività di sostegno alle famiglie dei detenuti con il pagamento delle spese legali e di quelle personali attraverso i proventi delle estorsioni, la ricerca di consenso, di disponibilità e mutua assistenza tra i membri dell'organizzazione e verso il capomafia latitante».

SEQUESTRO AZIENDE - L'indagine riguarda anche un grosso giro d'affari che, come detto, interessa regioni sparse in tutta Italia. Gli inquirenti hanno chiesto il sequestro di alcune aziende che operano nel settore della ristorazione e della distribuzione alimentare, risultate fittiziamente intestate a prestanome di parenti di Messina Denaro e di affiliati al mandamento di Castelvetrano. L'obiettivo era sottrarre il patrimonio accumulato illecitamente ai provvedimenti di confisca e sequestro. Gli investigatori hanno accertato numerose estorsioni nei confronti di imprese impegnate in appalti nel comune di Castelvetrano, come quello per la costruzione di serbatoi e condotte dell'acquedotto Bresciana o le opere di completamento del Polo tecnologico integrato nella contrada Airone.

«COLPO SIGNIFICATIVO» - «È stato scoperto e disarticolato quello che era un verso e proprio servizio postale utilizzato negli ultimi 14 anni dal superlatitante Messina Denaro per comunicare, attraverso i pizzini, gli ordini del boss divenuto ormai il capo di Cosa Nostra» ha commentato il funzionario del Servizio centrale operativo della polizia Vincenzo Nicolì. Il questore di Trapani Giuseppe Gualtieri sottolinea che «l'operazione ha indebolito il tessuto di fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro e dato un colpo significativo al fenomeno mafioso della provincia. L'appoggio in termini economici conta moltissimo perché significa capacità di dare lavoro, di condizionare Consigli comunali e operazioni finanziare».


Redazione online
15 marzo 2010

http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_15/mafia-arresti-messina-denaro-sicilia_b696c8f2-2ffa-11df-9bdf-00144f02aabe.shtml




Arrestato Il Sindaco è accusato di peculato, falso, abuso d'ufficio, truffa aggravata e violazioni al Testo unico in materia edilizia

*Isola delle Femmine Consiglio Comunale Bilancio Previsione 2010 6 maggio 2010

1 commento:

DORMITE CU STU SPINNU.... ha detto...

notizia per trarre in inganno gli isolani come sempre
contionuate così ma almeno dite di quale paese è il sindaco
voi cattivie malvaggi sperate che........... buonanotte al sechhio e andate a dormire cu stu spinnu