L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 26 maggio 2010

PM10: dall'Europa secondo e ultimo avvertimento

Italia

PM10: dall'Europa secondo e ultimo avvertimento

Ancora un cartellino giallo dall’Europa per l’Italia a causa dei livelli di PM10. In fatto di  qualità dell’aria infatti la Commissione europea il 5 maggio 2010 ha inviato al governo italiano un ultimo avvertimento riguardo i livelli di inquinamento da particelle sottili. Si tratta di un nuovo provvedimento, secondo e ultimo avvertimento scritto, contro la mancata osservanza delle norme dell’Unione di qualità dell’aria relative alle particelle ultrafini, contenute principalmente nelle emissioni dell’industria, del traffico e degli impianti di riscaldamento domestico. 
“L’inquinamento atmosferico – ha duramente osservato il commissario europeo per l’ambiente, Janez Potočnik - continua a causare ogni anno più di 350.000 morti premature in Europa. In Italia sono ancora troppi i luoghi dove, per ogni 10.000 abitanti, più di 15 persone muoiono prematuramente solo a causa del particolato. Gli Stati membri devono continuare a prendere sul serio le norme europee di qualità dell’aria e adottare i provvedimenti necessari per ridurre le emissioni”.
 
Una serie di mancati adempimenti
 
L’azione della Commissione europea fa seguito all’entrata in vigore, nel giugno 2008, della nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria. In particolare questa direttiva autorizza gli Stati membri a chiedere, nel rispetto di certe condizioni e per determinate parti del Paese, una proroga di durata limitata per l’adeguamento alle norme in materia di PM10 entrate in vigore nel 2005. 
All’inizio del 2009 le prime lettere di avvertimento sono state inviate agli Stati membri, tra cui l’Italia, che non avevano ancora notificato richieste di proroga o non l’avevano fatto per tutte le zone che superavano i valori limite fissati per il PM10 (una concentrazione annuale di 40 microgrammi per metro cubo e una concentrazione giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo  che non può essere superata più di 35 volte all’anno”. La maggior parte degli Stati membri interessati ha pertanto inviato richieste di proroga. 
L’Italia, da parte sua, ha presentato due notifiche riguardanti circa 80 zone situate in 17 regioni e province autonome. La Commissione europea ha tuttavia respinto gran parte delle richieste in quanto le zone non soddisfacevano tutte le condizioni previste dalla Direttiva 1999/30/CE, del 22 aprile 1999, concernente i valori limite di qualità dell’aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle e il piombo. 
Nella maggioranza dei casi l’Italia infatti non è stata in grado di dimostrare che l’azione intrapresa avrebbe garantito il rispetto dei valori limite europei entro il termine della proroga. Poiché l’Italia non ha trasmesso nuove notifiche, la Commissione ha deciso di inviare l’ultimo avvertimento scritto. Quali le conseguenze? Se l’Italia non prende a breve le misure necessarie per conformarsi alla normativa, la Commissione potrà adire la Corte di giustizia europea.
Le proroghe hanno interessato solo le zone per le quali è comprovato che nel 2005 sono stati compiuti sforzi per raggiungere i valori limite, ma che non è stato possibile conformasi a causa di circostanze esterne particolari. Gli Stati membri devono inoltre dimostrare che si conformeranno alle norme entro la nuova scadenza, fissata per giugno 2011, predisponendo un piano per la qualità dell’aria.
 
A quando il Piano nazionale Antismog annunciato dalla Prestigiacomo
 
“Questi dati - dichiara Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente - sono la triste conferma che c’è molto da fare. Non è possibile aspettare ancora misure efficaci e risolutive. è quanto mai urgente presentare il Piano nazionale Antismog, che il ministro Prestigiacomo aveva promesso entro la fine di marzo ma che ancora non ha visto la luce”. 
 
Legambiente sottolinea inoltre che la Commissione Europea aveva già bocciato quasi tutti i Piani Regionali e Comunali di risanamento dell'aria, constatato l'inesistenza di un Piano Nazionale e avviato una procedura di infrazione nei confronti del Governo italiano. 
“Il rischio è una condanna all’Italia – aggiunge Poggio - a pagare una salatissima multa per inquinamento. Nel documento finale della Commissione, oltre alla Lombardia, che fa da capofila dei bocciati, troviamo anche l’Emilia Romagna, il Piemonte, il Veneto, la Provincia Autonoma di Trento, la Provincia Autonoma di Bolzano, la Valle d'Aosta, il Friuli Venezia Giulia, la Liguria, la Toscana, l’Umbria, le Marche, il Lazio, l’Abruzzo, la Campania, la Puglia e la Sicilia. Esistono oggi  - ha concluso l’esponente di Legambiente  - una serie di interventi già efficaci in altri paesi europei, dalle “Low Emission Zone”, con misure annuali e stagionali di limitazione della circolazione dei veicoli più inquinanti, alle riduzioni dei limiti di velocità, ai divieti per i motori diesel non dotati di filtri antiparticolato. Bisogna intervenire anche nel settore energetico, promuovendo politiche di risparmio ed efficienza e utilizzo di fonti rinnovabili, a partire dai pannelli solari per riscaldare l'acqua nelle abitazioni”.  
 
“Ci sono ancora due mesi di tempo” – dice il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. “L'Italia paga tre anni di ritardi - spiega ancora Formigoni - per cui chiedo al governo di accelerare il lavoro del tavolo tecnico già aperto con le Regioni per definire il piano aria su scala nazionale che blocchi l'iniziativa della Commissione europea. 
 
Chiede un Piano nazionale Antismog anche Elisabetta Zamparutti, deputata radicale in Commissione Ambiente e prima firmataria di un'interrogazione al ministro Prestigiacomo sull'allarme smog. “Il ministro Prestigiacomo dica quando e come intenda adottare una piano nazionale antismog nel cui ambito affrontare il tema della mobilità. Abbiamo presentato nei giorni scorsi un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Ambiente per capire cosa si stia facendo su punti che ci paiono imprescindibili per una seria soluzione del problema». 
 
Elenco per Stato membro delle zone in cui i valori limite sono superati

(maggio 2010)

http://www.lamiaaria.it/rubriche/cosa-si-fa-in-europa/pm10-dall'europa-secondo-e-ultimo-avvertimento.aspx




*Tra Berlusconi e Fini è scontro totale "Dimettiti" "Mi cacci?"

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