L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























giovedì 10 giugno 2010

Palermo: operazione antimafia, 19 arresti a Palermo

Palermo: operazione antimafia, 19 arresti

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Circa 200 agenti della sezione criminalità organizzata della Mobile di Palermo hanno effettuato una maxi operazione antimafia coordinata dalla Dda del capoluogo dell’isola: 19 le persone destinatarie di ordinanze di custodia cautelare in carcere, accusate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, riciclaggio ed interposizione fittizia di beni. Con questa indagine, coordinata dal dipartimento Mafia ed economia della Dda, diretto dal pm Roberto Scarpinato, la polizia ha fatto luce su illeciti nella gestione dei grandi appalti di opere pubbliche e private e sulle connessioni tra mafia ed imprenditoria. Nell’ambito della stessa inchiesta sono stati sottoposti a sequestro preventivo aziende, imprese e beni immobili del valore di diverse centinaia di milioni di euro. Le indagini, che si sono avvalse di intercettazioni ambientali e accertamenti nei confronti degli esponenti di vertice di Cosa Nostra palermitana a partire dal 2005 sino ad oggi, hanno permesso di svelare i sistemi mediante i quali l’organizzazione mafiosa ha mantenuto nel tempo il controllo di tutto il ciclo produttivo del mercato edilizio: dalla fase di acquisto dei terreni, alla gestione delle cave di inerti, all’imposizione delle imprese addette a tutti i comparti produttivi, sino alla fase di smaltimento dei materiali di risulta nelle discariche, con interessi che si proiettavano anche sui lavori concernenti l’esecuzione dei lavori per la realizzazione di un termovalorizzatore a Bellolampo. I boss palermitani – tra i quali i capi mandamento Antonino Rotolo, Antonino Cinà e Salvatore Lo Piccolo – secondo le indagini arrivavano a imporre ad alcuni accreditati studi professionali di consegnare l’elenco dei lavori più importanti in corso di progettazione, in modo da effettuare una cernita preliminare di quelli da riservare all ‘organizzazione. La penetrazione all’interno nel settore degli appalti pubblici e privati veniva realizzata mediante imprenditori, alcuni dei quali controllavano consorzi operanti in campo nazionale e numerose società di primo piano del mercato palermitano, in qualità di soci dei capimafia, riciclatori o bracci operativi fiduciari.

Mafia e appalti, 19 arresti a Palermo

da 2 ore 49 minuti
La polizia ha eseguito 19 arresti nell'ambito di un'inchiesta sui rapporti tra mafia e appalti coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, come si legge in una nota.

Foto/Video correlati

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Foto d'archivio di un'auto della polizia. Ingrandisci immagine
Circa 200 agenti della Squadra mobile palermitana, sotto la direzione del Dipartimento mafia ed economia della Dda coordinato da Roberto Scarpinato, "hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 19 soggetti, ritenuti responsabili dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, riciclaggio, interposizione fittizia di beni ed estorsione", spiega la nota.
Il provvedimento, firmato dal gip Maria Pino, "è il frutto di indagini che si sono avvalse di intercettazioni ambientali e di servizi sul territorio nei confronti dei massimi esponenti di vertice di Cosa Nostra palermitana a partire dagli anni 2005/2006 sino ad oggi e che hanno permesso di svelare i sofisticati sistemi mediante i quali l'organizzazione mafiosa ha mantenuto nel tempo un pervasivo controllo di tutto il ciclo produttivo del mercato edilizio - dalla fase di acquisto dei terreni, alla gestione delle cave di inerti, all'imposizione delle imprese addette a tutti i comparti produttivi dell'edilizia, sino alla fase di smaltimento dei materiali di risulta nelle discariche".
Dall'inchiesta è emerso che tra gli interessi di Cosa Nostra in questo settore c'erano anche i lavori per la realizzazione di un termovalorizzatore a Bellolampo.
I vertici di Cosa Nostra, fra cui i campi mandamento Antonino Rotolo, Antonino Cinà e Salvatore Lo Piccolo, arrivavano a imporre ad alcuni studi professionali di consegnare l'elenco dei lavori più importanti in corso di progettazione, per poter poi decidere su quali concentrarsi.
La penetrazione nel settore degli appalti pubblici e privati avveniva attraverso imprenditori, alcuni dei quali controllavano consorzi operanti in campo nazionale e numerose società di primo piano nel mercato palermitano.
"E' stato, inoltre, disposto il sequestro preventivo di aziende, imprese, immobili e patrimoni di numerosi imprenditori risultati coinvolti nel reinvestimento illecito dei patrimoni mafiosi, per un valore che sfiora le molte centinaia di milioni di euro".
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Controllato tutto il ciclo produttivo del mercato edilizio
Le mani dei boss sugli appalti pubblici, sequestri e diciannove arresti a Palermo
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ultimo aggiornamento: 10 giugno, ore 08:38
Palermo - (Adnkronos) - Scoperte connessioni tra Cosa nostra e imprenditoria locale grazie alle indagini che si sono avvalse delle intercettazioni ambientali. Accuse a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, riciclaggio e interposizione fittizia di beni
Palermo, 10 giu. (Adnkronos) - E' in corso dalle prime luci dell'alba una vasta operazione antimafia a Palermo condotta dalla Polizia di Stato. Le accuse sono, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, riciclaggio e interposizione fittizia di beni.
L'inchiesta ha fatto luce sul sistema di gestione dei grandi appalti di opere pubbliche e private e sulle connessioni tra mafia e imprenditoria edilizia. Aziende, imprese e beni immobili per diverse centinaia di milioni di euro sono stati sottoposti a sequestro preventivo da parte della Sezione Criminalita' organizzata della Squadra Mobile di Palermo, sotto la direzione del Dipartimento mafia ed economia della Dda palermitana, coordinato da Roberto Scarpinato, da pochi giorni Procuratore generale di Caltanissetta.
Le indagini, che si sono avvalse di intercettazioni ambientali e accertamenti nei confronti degli esponenti di vertice di Cosa Nostra palermitana a partire dal 2005 sino ad oggi, hanno permesso di svelare i sistemi attraverso i quali l'organizzazione mafiosa ha mantenuto nel tempo il controllo di tutto il ciclo produttivo del mercato edilizio: dalla fase di acquisto dei terreni, alla gestione delle cave di inerti, all'imposizione delle imprese addette a tutti i comparti produttivi, sino alla fase di smaltimento dei materiali di risulta nelle discariche, con interessi che si proiettavano anche sui lavori concernenti l'esecuzione dei lavori per la realizzazione di un termovalorizzatore a Bellolampo.
I boss palermitani - tra i quali i capi mandamento Antonino Rotolo, Antonino Cina' e Salvatore Lo Piccolo - secondo le indagini arrivavano a imporre ad alcuni accreditati studi professionali di consegnare l'elenco dei lavori piu' importanti in corso di progettazione, in modo da effettuare una cernita preliminare di quelli da riservare all 'organizzazione.
La penetrazione all'interno nel settore degli appalti pubblici e privati veniva realizzata mediante imprenditori, alcuni dei quali controllavano consorzi operanti in campo nazionale e numerose societa' di primo piano del mercato palermitano, in qualita' di soci dei capimafia, riciclatori o bracci operativi fiduciari. E' stato, inoltre, disposto il sequestro preventivo di aziende, imprese e immobili di numerosi imprenditori risultati coinvolti nel riciclaggio di patrimoni mafiosi, per un valore di molte centinaia di milioni di euro.
notizie:
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Le-mani-dei-boss-sugli-appalti-pubblici-sequestri-e-diciannove-arresti-a-Palermo_519817085.html

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