L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 10 settembre 2010

Ciao Angelo

"Ciao Angelo"


Vassallo, folla di cittadini e politici l’ultimo saluto al sindaco pescatore
Oltre ai tanti cittadini una nutrita rappresentanza delle istituzioni è arrivata a Pollica per rendere omaggio al sindaco ambientalista trucidato domenica sera. La cerimonia nel porto di Acciaroli

E’ proseguito per tutta la notte l’omaggio nella camera ardente allestita nella chiesa dell’Annunziata alla salma di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica (Salerno), ucciso in un agguato nella notte di domenica. Ieri sera a rendere omaggio alla salma si è recato Pier Luigi Bersani, segretario nazionale del Pd, partito al quale Vassallo era iscritto. Una gigantografia sette metri per dieci, del sindaco-pescatore in piedi su uno scoglio in mezzo al mare, ricopre la torre che dà sul porto. Gli amici del paese hanno issato uno striscione sul quale si legge “Ora ci chiamiamo tutti Angelo Vassallo: sei e sarai sempre vivo in mezzo a noi”.
Una grande folla è assiepata al porto di Acciaroli, per i funerali fissati per le 10:30. Oltre ai tanti cittadini del posto, c’è una nutrita rappresentanza del mondo delle istituzioni e dell’associazionismo. Legambiente è presente con le sue bandiere e uno striscione con la scritta “Ciao Angelo”, oltre a numerosi gonfaloni provenienti da tutta Italia, compreso quello del Comune di Firenze, tra i primi ad arrivare con i suoi rappresentanti in costume tipico del Maggio fiorentino.
In arrivo,  Stefano Caldoro, presidente della Giunta regionale campana. Tra i presenti da questa mattina nella camera ardente, Maria Grazia Laganà, vedova Fortugno, don Luigi Ciotti, l’ex parlamentare Pd ed ex assessore campano all’agricoltura Gianfranco Nappi, una delegazione di Slow food, nel cui progetto “Terra Madre” Vassallo rivestiva un ruolo di primo piano. Tra le presenze annunciate, anche quella del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e quella del sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovani.
A mezz’asta le bandiere dei comuni siciliani. Listato a lutto il sito dei Verdi.it. Commosso Antonio Bassolino, ex governatore della Regione Campania: “Angelo Vassallo è stato uno dei migliori sindaci che io abbia mai conosciuto e il suo è uno dei comuni meglio amministrati d’Italia – ha detto a margine del funerale del primo cittadino che a breve inizierà – Chi lo ha ucciso voleva mandare un messaggio. Ecco perché è necessario attivarsi e magari realizzare un osservatorio di valore nazionale per contrastare la camorra e intitolarlo ad Angelo Vassallo. Un osservatorio nel Cilento per respingere l’eventuale attacco da parte della criminalità organizzata”.
“Vassallo è stato un uomo coraggioso e speriamo non solo. Quindi ora il testimone passa a noi. Non possiamo chiudere gli occhi né pensare di archiviare questo caso. Sarebbe indecente”. Lo ha detto il presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti ospite della trasmissione di Rainews24, “Il Caffè” di Corradino Mineo.
Il Cilento non si tocca. Lo ha dichiarato Stefania Prestigiacomo al suo arrivo ad Acciaroli. “Angelo Vassallo – ha proseguito il ministro dell’Ambiente – era un eroe dell’ambiente che difendeva il suo territorio tutti i giorni. Sono qui per affermare che il governo moltiplicherà per mille gli sforzi per proteggere questo territorio. Il Cilento non si tocca. L’Autorità giudiziaria – ha proseguito il ministro – ci dirà se Vassallo oltre ad essere stato uno straordinario eroe dell’ambiente è stato vittima dell’impegno per il suo territorio. Se c’era chi pensava di fare affari qui sbaglia di grosso perché la sua memoria sarà lo scudo più efficace per difendere il territorio da ogni speculazione. In questo senso – ha concluso il ministro – promuoveremo delle iniziative su questo territorio”.

10 settembre 2010


In migliaia sotto la pioggia stanno seguendo sul porto di Acciaroli l'ultimo saluto al sindaco ucciso dalla camorra


E' iniziato da poco il funerale di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso domenica scorsa. La bara è uscita poco dopo le 10.30 dalla chiesa della Santissima per arrivare all’altare allestito sul porto di Acciaroli. Un lungo applauso ha accompagnato il feretro trasportato da amici e parenti. Il figlio Antonio, che seguiva la bara con la madre Angela e la sorella Giuseppina, è stato abbracciato dal regista Mario Martone che in quei luoghi aveva girato il film portato a Venezia e che di Vassallo era diventato amico.
Una gigantografia del sindaco-pescatore in piedi su uno scoglio è stata affissa alla sommità della torre angioina a pochi metri dal mare, la grande passione di Vassallo.

Tantissimi al funerale - Migliaia le persone presenti, nonostante la pioggia. Oltre ai cittadini e alle tante persone venute da tutto il Cilento, sono molti i rappresentati delle istituzioni. C’è il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano, il presidente della Puglia Nichi Vendola, il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo e il procuratore di Vallo della Lucania, Alfredo Greco. C’è il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che, al suo arrivo ha dichiarato:” "Angelo Vassallo era un eroe dell'ambiente che difendeva il suo territorio tutti i giorni. Sono qui per affermare che il governo moltiplicherà per mille gli sforzi per proteggere questo territorio. Il Cilento non si tocca”.  C’è il segretario del Pd Pieluigi Bersani che ieri sera aveva reso omaggio alla salma. C’è il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini.
Legambiente è presente con le sue bandiere e uno striscione con la scritta “Ciao Angelo”.
Anche gli amici del Paese hanno fissato un loro cartellone:” Ora ci chiamiamo tutti Angelo Vassallo: sei e sarai sempre vivo in mezzo a noi".
Numerosi i gonfaloni provenienti da tutta Italia, compreso quello del comune di Firenze, tra i primi ad arrivare, con i suoi rappresentati in costume tipico.
Tra il pubblico, anche una delegazione di Slow Food, nel cui progetto "Terra Madre" Vassallo rivestiva un ruolo importante.

“La folla presente oggi alle esequie di Angelo - ha detto De Filippo, presidente della Regione Basilicata -   è il manifesto migliore della reazione della gente onesta del nostro Paese e della volontà di ribadire il principio della legalità e la presenza dello Stato".  De Filippo ha concluso proponendo una riflessione su “cosa possiamo e dobbiamo fare, di più e  meglio, per scongiurare episodi del genere, pensando anche a come sia importante fare sforzi per assicurare sempre le necessarie risorse alla lotta alla criminalità organizzata”.


Le parole del Vescovo - “Condannare queste persone è poca cosa – ha detto nell’omelia monsignor Rocco Favale, vescovo di Vallo della Lucania - Mi auguro che queste bestie non siano mescolate tra di noi o stiano sprofondate nelle poltrone a guardare in televisione questa manifestazione di affetto e solidarietà per una persona da loro sottratta con pallottole sparate per scaricare il loro odio". "Occorre reagire e avere il coraggio di rendere questa nostra terra più nobile" ha poi sottolineato.
“Perchè Angelo Vassalo è stato ucciso con tanto odio? "Per un permesso negato? Per un affare nobilmente rifiutato? O per qualcosa di losco che si voleva realizzare in un territorio tanto amato e difeso dal nostro carissimo sindaco e da lui smascherato?" Le domande di Monsignor Rocco Favale sono state sottolineate più volte dagli applausi delle migliaia di persone presenti e dalle sirene dei pescherecci in mare.
Il vescovo, salutando la vedova del sindaco, i loro due figli e l’anziana madre, ha definito Vassallo "un dono" e un "testimone vero di chi amava questa terra".
Monsignor Favale, ha concluso l’omelia con un appello: "Oggi Angelo sembra dirci questo: non lasciatevi prendere dalla prospettiva degli affari d’oro. Il denaro non è tutto nella vita. Tenetevi stretti con coraggio e con fatica quello che i vostri antenati vi hanno lasciato e che voi avete acquistato. Restate voi i veri padroni del Cilento. Vi chiedo di saper proteggere i vostri figli e i vostri nipoti insegnando loro ad amare questo territorio. Voi dovete essere i custodi e le sentinelle del Cilento”.

L’uccisione di Angelo Vassallo e la battaglia epocale contro le mafie

di Luigi De Magistris, da il Manifesto, 7 settembre 2010

Bersaglio mobile che deve essere freddato a colpi d’arma da fuoco. Per punirlo, ma anche per inviare un messaggio a quanti decidono di amministrare la cosa pubblica nel solo interesse dei cittadini, contrastando la rapacità dei clan. L’uccisione di Vassallo, sindaco di Pollica-Acciaroli, gioiello di un Cilento bellissimo, riconsegna al Paese un dolore purtroppo non sconosciuto e ci ricorda come la politica possa diventare il principale obiettivo delle mafie quando dimostra di essere onesta. Quelle mafie che infiltrano le istituzioni, l’economia, il lavoro, la società. Quelle mafie che hanno il volto del killeraggio armato, ma che sanno soprattutto assumere la faccia ‘pulita’ – e per questo pericolossissima – del business.
Siedono nei cda delle società miste; partecipano alle gare per gli appalti pubblici; riescono a gestire lo smaltimento dei rifiuti, incassando commesse in modo apparentemente corretto; sfruttano per la speculazione edilizia piani regolatori confezionati ad hoc; prendono parte all’assegnazione dei finanziamenti europei, elargiti da amministratori conniventi con società controllate da prestanome o spudoratamente riconducibili a criminali. Quelle mafie che non bussano più alla porta della politica perché è la politica che bussa alla loro: offrono voti all’aspirante sindaco o parlamentare, in cambio di un lasciapassare negli affari che le amministrazioni, soprattutto locali, gestiscono. Favorendo il crimine che li ha favoriti nella corsa al potere. Quando non arrivano –ed è frequente- a posizionare nelle liste elettorali uomini di fiducia, pronti a fare le loro veci e i loro interessi. Ad ogni livello, anche nazionale.
Può però capitare che nel paese di Gomorra e de o’ sistema, ci sia qualcuno che rompa questa contaminazione illecita. Magari un sindaco di un comune cilentino. Un primo cittadino che individua il rispetto dell’ambiente come punto cardine del suo operato e che, insieme alle associazioni, si impegna contro l’edilizia abusiva per la difesa delle coste, sostenendo inoltre la raccolta differenziata. In una terra in cui l’ambiente è forziere di arricchimento e di controllo del territorio per il crimine, questo sindaco non solo è dannoso per l’arricchimento mafioso ma addirittura offensivo della sua ‘dignità’. Un colpo economico, un’onta etica. A cui si risponde in un solo modo: l’esecuzione.
La politica che si fa baluardo di legalità al tempo stesso si trasforma in bersaglio mobile delle cosche. Perché ne esiste un’altra che sceglie di svendersi per vantaggio, ponendosi al servizio dei boss senza contorcimenti morali. Gli amministratori locali possono essere sentinelle sul territorio e presidio capillare della giustizia. Lasciati soli dallo Stato, con l’appoggio delle sole forze dell’ordine e della magistratura, alcuni di loro affrontano a ‘mani nude’ le mafie nelle periferie del Paese: un corpo a corpo che senza il Governo rischia di farsi martirio.
La battaglia a cui siamo chiamati deve avere infatti un respiro nazionale, puntando sulla mobilitazione della società. Provvedimenti come il ddl intercettazioni o il processo breve, il condono edilizio e lo scudo fiscale, oppure la vendita all’asta dei beni confiscati, possono ostacolare l’operato coraggioso dei Vassallo d’Italia. Ora, partiti e Governo devono cessare con la retorica dell’anti-mafia, per scegliere quella della coerenza legislativa e del contrasto politico (garantendo l’occupazione regolare dove il lavoro è presidio di legalità ed impegnandosi al rispetto del codice etico nelle candidature). La battaglia epocale contro le mafie si può vincere, ma serve volontà. E questa volontà è in primis politica.
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