L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























giovedì 23 settembre 2010

Condannato per diffamazione il dirigente regionale Salvatore


*La patacca dei Caraibi: ora chi risponde?
*BENVENUTI IN PARADISO oggi domani ieri e……
*Formato il quarto governo LOMBARDO in Sicilia



Condannato per diffamazione il dirigente regionale Salvatore Anzà



Fu accusato di aver copiato dal Veneto il Piano di Risanamento dell’Aria


21 settembre 2010 -  Palermo – Sono state depositate in questi giorni le motivazioni della sentenza del Tribunale di Palermo che condanna per diffamazione il dirigente regionale, Salvatore Anzà, responsabile del Piano di Risanamento dell’Aria in Sicilia.
Andiamo a ritroso. Nel 2007, durante la conferenza “Ambiente e salute” che si tenne ad Augusta il dirigente dell’assessorato Territorio e Ambiente Giocchino Genchi, e Giuseppe Messina e Mimmo Fontana di Legambiente, sostennero e poi denunciarono alle autorità competenti che la redazione del Piano regionale di Risanamento dell’aria in Sicilia era stato per gran parte copiata dall’omologo Piano della Regione Veneto.
Il Piano fu firmato e approvato con decreto assessoriale nell’agosto dello stesso anno senza che alcuna luce fosse fatta sul caso.
Anche Striscia la Notizia si occupò della vicenda; per l’occasione sia Anzà che Tolomei, dirigente generale dell’assessorato, non solo risultarono evasivi in merito ma successivamente proprio l’Anzà passò al contrattacco dando, con note ufficiali della Regione Sicilia, per cialtroni e lestofanti e galeotti Genchi e i suoi “complici”.
Ma Legambiente aveva denunciato secondo fatti concreti ed oggettivi e le proteste del dirigente Anzà sono state giudicate diffamatorie dal Giudice unico della 1a sezione civile del tribunale di Palermo.
Anzà dovrà risarcire Giuseppe Messina di 10 mila euro + oltre 2 mila 500 euro per onorari, competenze e spese.
Le motivazioni della sentenza sono state depositate in questi giorni. Per lo stesso motivo sono in fase di conclusione i dibattimenti per la diffamazione di Anzà nei confronti anche di Mimmo Fontana e Gioacchino Genchi.



L'iniziativa partita nel 2007 da una conferenza ad Augusta
Piano di Risanamento dell'Aria in Sicilia, era copiato dalla Regione Veneto. Condannato per diffamazione il responsabile regionale Salvo Anzà

Augusta - La vicenda ha inizio da Augusta, come ricorda il professore Luigi Solarino, presidente di "Decontaminazione Sicilia", e si risolve con la condanna per diffamazione del dirigente regionale Salvo Anzà, responsabile del Piano regionale di Risanamento dell'Aria in Sicilia. Ma andiamo alla storia. Il Kiwanis Club di Augusta, presidente Sebastiano Pace, il 23 novembre2007 organizzava la conferenza sul tema "Ambiente e salute: stato attuale e prospettive di tutele del territorio augustano".
Quella sera l'auditorium di San Biagio era stracolmo di persone, fra i relatori il dirigente Chimico dell'Assessorato regionale Territorio e Ambiente dott. Gioacchino Genchi, che iniziò il suo intervento comunicando ai presenti che non avrebbe parlato di inceneritori, come era in programma, ma avrebbe relazionato sul  "Piano regionale di risanamento dell'aria in Sicilia", la cui redazione era stata affidata all'Assessorato Territorio e Ambiente ed alle Università di Palermo e di Messina.
Il Genchi sostenava che detto Piano presentava ampie parti copiate dalla dall'omologo Piano predisposto dalla Regione Veneto cui gli estensori avrebbero attinto usando il sistema, copia e incolla.
A distanza di quasi tre anni si torna a parlare del Piano Regionale Aria con la condanna del proprio di Salvatore Anzà, dirigente regionale responsabile di detto progetto.
I motivi della condanna cominciano con la conferenza stampa del 21 novembre 2007 di Giuseppe Messina e Mimmo Fontana, di Legambiente, e di Gioacchino Genchi, i quali, in relazione al "Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente in Sicilia", avevano pubblicamente messo in rilievo, agli organi competenti, che ampie parti di detto piano erano copiate dall'omologo Piano predisposto dalla Regione Veneto.
Nella stessa conferenza stampa, inoltre, Messina aveva sostenuto che il Piano  in questione andava ritirato ed occorreva accertare, altresì, le responsabilità e  se fossero stati utilizzati fondi pubblici per la sua redazione.
Il Piano fu proposto dall'Anzà alla firma dell'Assessore in data  8 agosto del 2007 ed approvato con decreto assessoriale del 09/08/07. Il grave episodio di plagio fu attenzionato anche a livello nazionale, tanto da indurre "Striscia la Notizia" ad intervistare Pietro Tolomeo, dirigente generale del dipartimento dell'Assessorato Territorio e Ambiente, e Salvatore Anzà dirigente responsabile del progetto siciliano aria.
Sia il Tolomeo che l'Anzà furono evasivi in detta intervista, ma questo non bastò a quest'ultimo, con note scritte su carta intestata dell'Assessorato, regolarmente protocollate, pubblicate sul sito della Regione Siciliana ed affisse nelle bacheche dell'ARTA (Assessorato Regionale Territorio e Ambiente), di passare alla diffamazione di Genchi, Messina e Fontana.
Tre note sono riportate in sentenza e sono:
- la nota n. 1 prot. 86097/07 parlava di silenzio omertoso, menzogne e falso storico dei rappresentanti di Legambiente Sicilia e di una banda di lestofanti (Genchi, Messina e Fontana);
- nella nota n. 2 prot. 87942 del 4.12 07 si legge: "i responsabili di Legambiente hanno gravemente diffamato la Regione Siciliana con una serie di gravissime menzogne e falsità, raggirando i giornalisti, (Genchi, Fontana e Messina) con un'indegna sceneggiata allestita da una cricca di imbroglioni, che sembrano afferire ad un settore deviato di Legambiente";
- la nota n. 3 prot. 640/07 parla di "attività diffamatoria di una banda di cialtroni (Genchi, Fontana e Messina) capitanata dalla madre dei lestofanti, il galeotto Genchi".
Dopo quanto scritto ed affermato dall'Anzà, il Messina, di Legambiente, ha proposto presso la prima sezione civile del Tribunale di Palermo domanda di risarcimento contro l'Anzà, per danni morali e materiali, per la redazione delle suddette note nella qualità di direttore di un servizio dell'Assessorato regionale.
Il 5 marzo di quest'anno, la dott.ssa Giulia Spadaro, in funzione di Giudice Unico della prima sezione civile del Tribunale di Palermo, ha condannato per diffamazione il dirigente regionale Salvo Anzà, responsabile del Piano regionale di Risanamento dell'Aria in Sicilia.
La sentenza prevede un risarcimento a favore di Giuseppe Messina di 10 mila euro oltre a 2 mila 910 euro per onorari, spese e competenze.
Gagi  


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