L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 17 novembre 2010

DIETRO LA MASCHERA DI SELEX

DIETRO LA MASCHERA DI SELEX  

Autore: Francesco Vignarca 





La responsabilità sociale d'impresa "certificata" di un'industria che costruisce armi e la cui consociata è implicata in inchieste sulle tangenti

 
"Così Marina Grossi pagava l'Enav. Cola accusa la moglie di Guarguaglini" (la Repubblica). "Finmeccanica, Cola ai pm 
'Vi racconto le tangenti'. Il consulente tira in ballo la moglie del presidente" (Corriere della Sera). "Così Enav e Selex pagavano le tangenti. Cola rivela: fondi neri dietro gli appalti. Il socio di Mokbel: lavori pagati più del dovuto e una quota in nero veniva poi restituita" (il Messaggero).
I titoli dei principali quotidiani italiani nei giorni scorsi si sono occupati della vicenda di presunte tangenti e fondi neri che da mesi sta interessando i vertici di Finmeccanica, e in particolare la Selex Sistemi Integrati guidata da Marina Grossi, moglie del presidente del gruppo Pierfrancesco Guarguaglini. Una questione ancora oscura e difficile da ricostruire, visto che si incrociano sia operazioni di acquisizione ordini tramite corruzione sia procedure societarie per l'evasione fiscale e il reperimento di capitali in nero, ma che di certo s'inserisce in un mercato (quello degli armamenti) che -secondo alcune stime- da solo è responsabile della metà della corruzione mondiale.
Le indagini dovranno dimostrare e stabilire responsabilità di rilevanza anche penale, ma fin da subito si può cogliere invece lo stridore tra i titoli e le notizie cui fanno riferimento e un comunicato stampa divulgato da Selex Communications (altra realtà della stessa galassia) proprio in questi giorni: l'azienda è la prima del gruppo Finmeccanica ad ottenere la certificazione SA 8000 per la responsabilità sociale di impresa. Tale riconoscimento dovrebbe garantire e certificare la gestione aziendale relativamente al "rispetto dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori, la tutela contro lo sfruttamento dei minori, la garanzia di sicurezza e salubrità sul posto di lavoro". Non dubitiamo che queste pratiche esistano all'interno dell'impresa, ma altre frasi del comunicato davvero mal si conciliano con la bufera giudiziaria che sferza Selex e il gruppo nel suo complesso: la certificazione, infatti, dovrebbe "coinvolgere tutta l'azienda richiedendo attenzione e partecipazione da parte della direzione, del top management, dei dipendenti, dei fornitori e dei clienti".


  Attenzione a che cosa? A quali principì? Già il fatto di certificare come "responsabile" un'azienda che ha come business principale quello delle armi (vendute in tutto il mondo, anche nelle zone "calde" e problematiche) potrebbe sollevare diverse perplessità, se poi aggiungiamo il fatto che -in sintonia con quanto scelto strategicamente dalle aziende del comparto- Selex Communications si è dotata pure di un "Codice Etico", si capisce come le logiche e gli obiettivi di operazioni simili stiano su un piano completamente diverso da quello più genuino e diretto.
La certificazione diventa una maschera, che non serve a raggiungere una maggiore trasparenza, rispetto dei diritti ed anche eticità... ma ad aumentare il pedigree reputazionale dell'azienda nei confronti del mercato. Una strategia perseguita con determinazione da Finmeccanica (secondo le parole del comunicato di Selex la capogruppo pone "grande attenzione ai temi della sostenibilità economica, ambientale e sociale", corsivo nostro), che un paio di mesi fa ha presentato il proprio Rapporto di Sostenibilità negli ambienti dell'Università Cattolica di Milano, senza però dar conto davvero dei propri affari più controversi.
Non una reale attenzione ai problemi sociali e dei diritti umani in giro per il mondo, ma un semplice strumento per "farsi belli" e magari spuntare un punteggio migliore nei rating dei fondi etici che, come hanno dimostrato diverse statistiche, godono della migliore salute nel panorama finanziario internazionale. Un sospetto che per la verità è piuttosto un'auto-accusa se si leggono le parole con cui Selex descrive l'obiettivo della SA 8000, una certificazione sicuramente ispirata ai principi Ilo (International Labour Organization), alla Dichiarazione universale dei diritti umani e alle Convenzioni sui diritti dell'infanzia e contro la discriminazione delle donne, ma che per l'azienda serve soprattutto a "migliorare cosi’ la reputazione dell’azienda e contribuendo a generare una percezione positiva in termini di affidabilità e credibilità da parte del mercato, del personale e dei principali fornitori".
Dietro la maschera restano gli affari.


 

Finmeccanica: nessuna azione per bloccare le indagini


 Nessun boicottaggio, nessuna interferenza o depistaggio per depotenziare le indagini della Procura di Roma sugli appalti dell'Enav. Finmeccanica respinge le accuse, apparse ieri sui principali quotidiani nazionali, circa un suo ruolo attivo nella vicenda dei presunti depistaggi su cui ora indaga la Procura di Perugia. Il gruppo, recita una nota di Piazza Montegrappa, «non ha mai promosso o auspicato alcuna azione in tal senso». I magistrati sospettano che alcuni indagati abbiano tentato di fermare l'inchiesta. L'attenzione si sta concentrando sul presidente dell'Enav, Luigi Martini, e sul direttore centrale delle relazioni esterne di Finmeccanica, Lorenzo Borgogni.
«Stai tranquillo – dice Martini a Borgogni in una telefonata, risalente alla scorsa estate, in cui si commentano gli sviluppi dell'indagine – perché ora arriva una "botta" della finanza che gli farà perdere l'inchiesta». Il riferimento sarebbe a Giancarlo Capaldo, il procuratore aggiunto che coordina le indagini. Quanto alla Guardia di Finanza, il Nucleo di polizia tributaria consegnerà solo ai primi di ottobre una informativa sugli affari dell'Enav. Chi informò, si domandano i pm, gli indagati che le Fiamme Gialle stavano conducendo accertamenti sulle vicende che li coinvolgono? E perché nella telefonata si parla di «botta della finanza»? A queste domande dovranno rispondere nelle prossime settimane i magistrati di Perugia. Per ora, in una lettera diffusa ieri, Renato Borzone, legale di Borgogni, evidenzia «il ruolo passivo, come semplice ascoltatore» tenuto dal suo assistito nel corso della telefonate intercettate. Borgogni, scrive l'avvocato, «si è limitato ad ascoltare quanto diceva Martini senza nessun interesse per quanto gli veniva riferito e con la consueta diffidenza nei confronti delle miriadi di notizie in circolazione sull'argomento». Il dirigente di Finmeccanica, prosegue il legale, «non era per nulla interessato alla "botta" che sarebbe dovuta arrivare al dottor Capaldo, costringendolo a lasciare l'indagine, in quanto all'epoca dell'intercettazione Borgogni non era stato neppure convocato come testimone».
Sulla vicenda ha preso posizione anche la Procura di Roma. In una nota il procuratore capo, Giovanni Ferrara, ha ribadito la massima fiducia nell'operato della Guardia di Finanza, spiegando che la decisione di coassegnare le indagini sull'Enav a magistrati del pool «reati contro la pubblica amministrazione» risponde alle regole di assegnazione delle inchieste della Procura. Intanto ieri l'ex consulente esterno di Finmeccanica, Lorenzo Cola, in carcere dalla scorsa estate, è tornato a rispondere alle domande dei pm. Il verbale di interrogatorio è stato secretato. Secondo quanto si apprende, Cola è tornato a parlare del meccanismo delle sovrafatturazioni per gli appalti dell'Enav che sarebbe stato utilizzato per creare fondi da destinare al pagamento di tangenti a manager e politici. Non è escluso che abbia fatto nomi. Quanto all'Arc Trade, società che ha ricevuto in subappalto lavori oggetto dell'indagine, Selex sistemi integrati (gruppo Finmeccanica), precisa che «Arc Trade è stata impiegata in qualità di distributore esclusivo in Italia per i prodotti Vaisala, società finlandese leader mondiale nei sistemi meteo, che ha confermato a Selex Si tale rapporto».

   
  1. Vendita Caserma NATO Isola delle Femmine
  2. Interrogazione Incidente aereo Windjet
  3. Wind Shear Sicurezza
  4. Enav (articolo 5, commi 7-novies e 7-decies). Estendono al 31 dicembre 2010, per la parte rimanente di 2,6 milioni di euro, la disponibilità per il completamento degli interventi in materia di sicurezza degli impianti e sicurezza operativa dell'Enav.
  5.  Demanio (articolo 1, comma 23-bis). Si posticipa dal 31 gennaio 2011 al 31 marzo 2011 il termine entro il quale le amministrazioni dello Stato devono comunicare all'Agenzia del demanio le istruttorie in corso per reperire immobili in locazione. Si stabilisce, poi, che la nullità dei contratti di locazione di immobili non stipulati dall’Agenzia del demanio si verifichi solo a decorrere dal 1 gennaio 2011. Si prevede, inoltre, che l'elenco identificativo dei beni immobili di proprietà dello Stato o delle pubbliche amministrazioni che le pubbliche amministrazioni stesse devono inviare all'Agenzia del demanio sia inviato, a decorrere dal 1 gennaio 2010, semestralmente e non entro il 31 dicembre di ogni anno, come attualmente previsto. Viene introdotta, infine, la nuova previsione in virtù della quale gli stanziamenti alle singole amministrazioni per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, a decorrere dall'esercizio finanziario 2011, non potranno eccedere gli importi spesi e comunicati, sempre, all'Agenzia del demanio.
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