L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























martedì 21 dicembre 2010

Milleproroghe: rinvio per le case fantasma.

Milleproroghe: rinvio per le case fantasma. Liberalizzazione per le reti wi-fi, scontro sul 5 per mille

Norme e Tributi > Fisco



ROMA - Due mesi in più per l'emersione delle case fantasma, che avranno tempo fino al 28 febbraio per presentarsi al Catasto senza incappare nelle sanzioni. Con il venir meno dell'obbligo di identificazione per l'accesso alle reti internet previsto dalla legge Pisanu scatta anche la liberalizzazione del wi-fi, anche se resta la necessità di ottenere una licenza del questore per gli internet-point. La novità sugli immobili è spuntata nel decreto legge milleproroghe approvato ieri dal Consiglio dei ministri, con un testo ancora in fase di "affinamento" e limature.

Di fatto, rimane una corsa contro il tempo, perché dal 1° gennaio l'agenzia del Territorio potrà comunque attribuire la rendita presunta a chi non si è presentato, e applicare le sanzioni.Per gli alluvionati del Veneto, la sospensione dei versamenti si estende fino al 30 giugno, ma è ultra-selettiva: lo stop riguarda solo i pagamenti già sospesi fino al 20 dicembre con il decreto del 2 dicembre scorso, mentre tutte le scadenze successive per fisco e previdenza vanno onorate senza sconti sul calendario. Niente proroga, invece, per l'Abruzzo, che dal 1° gennaio dovrà avviare la restituzione dei versamenti che erano stati sospesi per 14 mesi dopo il terremoto del 6 aprile 2009: «Una coltellata a una popolazione in ginocchio», ha commentato il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, a Radio 24, annunciando per oggi un'assemblea pubblica con i vertici amministrativi e le associazioni di categoria.

Via libera anche al rifinanziamento del 5 per mille.Viste le difficoltà del bilancio, però, i 300 milioni in più non sono risorse nuove: 100 milioni sono quelli già previsti per il sostegno ai malati di Sla dalla legge di stabilità, 50 arrivano dall'azzeramento del fondo appena istituito per i piani di rientro dei comuni dissestati, altri 50 derivano da brevetti (37 milioni), sanzioni antitrust (9 milioni), internazionalizzazione delle imprese (4,8) e fondi per i consumatori (4,2). Gli ultimi 95 milioni, salvo ripensamenti, arrivano dal mondo dell'editoria e dell'emittenza radiotelevisiva locale.
Il provvedimento approvato ieri, infatti, dimezza il Fondo di 100 milioni «per interventi di sostegno all'editoria» stanziato dalla legge di stabilità 2011, pubblicata appena l'altroieri sulla Gazzetta ufficiale (comma 58 dell'articolo 1). Il presidente della Fieg, Carlo Malinconico, parla di «totale disinteresse per chi amministra aziende in gravi situazioni finanziarie. Il governo, almeno, adotti criteri più stringenti e selettivi per l'ammissione ai contributi diretti, in modo che vadano solo ad aziende vere». Per la Fnsi «la stampa libera e le radio locali rappresentano un bene pubblico, da sostenere come interesse strategico nazionale». Le emittenti radiotelevisive locali, a loro volta, si sono visti ridurre di 45 milioni i fondi per il 2011, sempre previsti dalla legge si stabilità, anche in questo caso per contribuire al ripristino del 5 per mille. Secondo le tv locali della Frt «potrebbe essere il colpo decisivo assestato dal Governo all'emittenza locale, già messa a dura prova da altri provvedimenti, come la sottrazione di nove frequenze da destinare alla telefonia mobile».

Il decreto approvato ieri riserva brutte sorprese anche ai sindaci. Nel pacchetto enti locali entrano, infatti, solo la proroga di un anno per l'avvio delle gare nella riscossione dei tributi, il prolungamento fino alla fine del 2011 nella vita delle Autorità d'ambito per acqua e rifiuti e il rinvio di due mesi per avviare le gare nel trasporto pubblico locale (gli affidamenti che non rispettano i principi base della riforma possono proseguire fino al 30 giugno). Nel testo finale non trova spazio il comma che rendeva progressivo l'abbassamento del tetto all'indebitamento (dal 2011 niente mutui per chi dedica agli interessi più dell'8% delle entrate da tributi, tariffe e trasferimenti) e, soprattutto, quello che permetteva di continuare a utilizzare il 75% degli oneri di urbanizzazione per finanziare la spesa corrente. Quest'ultima partita, figlia di una deroga storica al principio che imporrebbe di coprire spese stabili con entrate ordinarie, vale due miliardi ed è considerata vitale dai sindaci: già nel 2010 una buona metà dei preventivi ha quadrato grazie al sostegno dei permessi di costruire, e nel 2011 i tagli ai trasferimenti rendono ancor più delicata la situazione.

Per gli appalti viene rideterminato in 30 giorni il termine per presentare il ricorso incidentale nel processo amministrativo. Prorogata fino al 2014, la possibilità per i precari della scuola di essere inseriti a pettine anziché a coda in un'altra provincia rispetto a quella di appartenenza. Riniviate per un altro anno le norme del governo Prodi che introducono il voto conseguito alla maturità e il curriculum scolastico tra i punteggi per entrare nelle università a numero chiuso. Saranno efficaci anche per l'anno d'imposta 2011 le leggi regionali emanate in materia di tassa automobilistica e di Irap. Proroga resasi necessaria al fine di assicurare continuità di gettito fino all'entrata in vigore dei decreti attuativi del federalismo fiscale.

Non trovano al momento posto gli sgravi fiscali per i benzinai e la proroga degli sfratti, mentre il piano straordinario di Pompei e il sovrapprezzo di un euro sui biglietti del cinema per finanziare i bonus fiscali al settore sono stati stralciati dal testo licenziatio da Palazzo Chigi. Restano gli aiuti alle imprese cinematografiche ma solo per i primi sei mesi del 2011.

"Dai nostri archivi"
L'abc del decreto milleprorogheMilleproroghe: l'abc del decreto dallo scudo fiscale alle tariffeL'Abc della Finanziaria 2010L'Abc del MilleprorogheArticolo 2 - Disposizioni diverse

 
1- Violazione dell’ art . 72 co. 1 del D.Lgs. 507/1993.
La Riscossione Anticipata della Tassa Rifiuti “2010” è illegittima in quanto detto tributo è riscuotibile solo posticipatamente ai sensi dell’art. 72 D. Lgs. 507/1993.
Infatti il co. 1 dell’art. 72 D. Lgs. 507/1993 stabilisce esplicitamente quanto segue:
Pertanto il funzionario responsabile doveva procedere all’iscrizione a ruolo della “TARSU 2010” successivamente alla data del 20 Gennaio 2011, ossia dopo la presentazione di tutte le denunce di occupazione, detenzione o variazione dei locali e delle aree tassabili relative all’anno 2010 (art. 70 D. Lgs. 507/1993) e solamente dopo tale data il concessionario della riscossione poteva richiedere il pagamento della “TARSU 2010” attraverso l’invio degli avvisi di pagamento.
Invece il funzionario responsabile ha iscritto a ruolo la “TARSU 2010” nello stesso anno 2010 e la Serit Sicilia Spa ha inviato gli avvisi di pagamento, stabilendo le scadenze delle 4 rate rispettivamente il 31/8/2010 - 31/10/2010 - 31/12/2010 - 28/02/2011, non tenendo conto delle cadenze temporali stabilite dall’art. 72 del D. Lgs. 507/1993.
Va evidenziato altresì che i contribuenti, che hanno venduto uno o più immobili nel corso del 2010, si vedono richiedere il pagamento dell’intero tributo per lo stesso anno mentre hanno l’obbligo di pagare la “TARSU 2010” solo per la parte di anno in cui risultano proprietari ( co. 3, art. 64 D. Lgs. 507/1993).
E veniamo agli Avvisi di Pagamento.
Detti Avvisi costituiscono una comunicazione obbligatoria da parte del concessionario della riscossione, prima di procedere alla notifica della cartella di pagamento.
Ma non possiamo non evidenziare l’impostazione ingannevole di detti avvisi , poiché non informano affatto della facoltatività del pagamento delle somme richieste , anzi lasciano intendere esattamente il contrario, in quanto l’impostazione dell’avviso è costruita in modo da far apparire obbligatorio il pagamento alle prescritte scadenze .
Infatti l’avviso di pagamento contiene la seguente dicitura: Le comunichiamo le somme che lei deve all'Ente sottoindicato: "TOTALE DA PAGARE ALLE SCADENZE DI SEGUITO INDICATE " ISTRUZIONI PER IL PAGAMENTO - L’importo totale dovrà essere così pagato: 1° RATA 31/08/2010 - 2° RATA 31/10/2010 - 3° RATA 31/12/2010 - 4° RATA 28/02/2010.
Invece la Serit Sicilia Spa avrebbe dovuto indicare chiaramente che il pagamento delle rate è facoltativo in quanto l’obbligo di pagamento decorre soltanto dalla notifica della cartella di pagamento.
Per cui i contribuenti avranno l’obbligo di pagare la Tassa Rifiuti “2010” solamente dopo la regolare notifica cartella dei pagamenti, senza alcuna somma aggiuntiva, con il solo costo aggiuntivo delle spese di notifica di € 5,88.
Probabilmente la notifica cartella dei pagamenti potrà essere effettuata a Marzo 2011 o anche più tardi e quindi i contribuenti potranno pagare tranquillamente entro Giugno o Agosto 2011.
E veniamo alla mancata proroga della Tarsu per il 2010.
La Tassa Rifiuti non esiste più dal 1° di Gennaio 2010 in quanto il legislatore non ha provveduto a prorogarla per l’anno 2010.
Infatti il legislatore non è intervenuto a modificare la precedente norma di proroga della Tarsu che prevedeva l’applicazione della stessa fino al 2009.
Ciò si evince chiaramente dall’art. 1 co. 184 Legge 27/12/2006, n. 296 così come modificato dall’art. 5 co. 1 Legge 27/02/2009, n. 13.
Pertanto, qualora il legislatore non dovesse intervenire a prorogare la Tarsu per il 2010, i contribuenti potrebbero legittimamente opporsi al pagamento della stessa impugnando le Cartelle di Pagamento della Tarsu 2010 davanti la competente Commisione Tributaria eccependo il fatto che non è più possibile per i Comuni richiedere il pagamento della stessa in quanto non esiste più alcuna norma di fonte primaria che legittimi l’applicazione della relativa legge, ossia il D.Lgs. 507 del 15 novembre 1993.
Infatti l’articolo 23 della Costituzione stabilisce una riserva assoluta di legge in materia tributaria e ciò è chiaramente fissato dallo stesso il quale recita: >.
In ultimo vogliamo sottolineare che la richiesta di pagamento anticipato della “TARSU 2010” va colpire le famiglie disagiate economicamente e gran parte delle imprese che non riescono a sostenere il pesante carico tributario e previdenziale .
Alla luce di quanto su esposto la scrivente Associazione NOVA LEX chiede un incontro urgente al Sindaco al fine affrontare l’intera problematica della Tassa Rifiuti “2010”.
Scicli, 1.9.2010
Dott. Giuseppe Implatini
Presidente pro-tempore
Associazione NOVA LEX

http://www.ragusanews.com/articolo/17196/Nova-Lex-Illegittima-la-Tarsu-anticipata



Sole 24 Ore di lunedì 13 dicembre 2010, pagina 4
Il "milleproroghe" dei desideri
di Mobili Marco - Trovati Gianni


L'eccezione. Unica deroga ai vincoli finanziari sui 300 milioni per sostenere il non profit Enti locali. In lizza il via libera all'uso dei permessi di costruire per spese correnti Il «milleproroghe» dei desideri No o alle richieste che costano - Chance elevate solo per cinque per mille, studi di settore e Ato Marco Mobili Gianni Trovati Comunque vada in parlamento, nemmeno questa volta la politica potrà rinunciare al «milleproroghe» di fine anno, che puntualmente butta in avanti la palla sulle tante questioni chele norme lasciano irrisolte. Nelle pieghe delle trattative sotterranee attorno alla fiducia possono spuntare salvacondotti per alcuni desiderata parlamentari, ma l'assalto alla diligenzacondotto a suon di 200 richieste è destinato in larga parte a generare delusioni. La situazione dei contipubblici non ammette deroghe alla prudenza, e nella versione più rigorosa il decreto di fine anno potrebbe non contenere molto altro rispetto all'intervento sul cinque per mille, su cui lo stesso governo si è già pronunciato al senato accogliendo un ordine del giorno finalizzato a rifinanziare con 300 milioni di euro l'istituto di sostegno al no profit e alla ricerca. Sul binario principale viaggia anche la proroga per l'approvazione degli studi di settore che ancora necessitano per molte categorie produttive di essere aggiornati alla crisi economica. Gran parte delle 200 richieste pervenute alla presidenza, inoltre, non saranno esaudite visto che mirano soprattutto una revisione dei tagli operati nella Pa con la manovra triennale del-l'estate scorsa. Su tutti gli altri temi, le chance che accompagnano le diverse proposte sono inversamente proporzionali al loro costo. Nel ricco capitolo degli enti locali, per esempio, le probabilità più alte di entrare nel provvedimento caratterizzano l'allungamento della vita delle Autorità d'ambito che gestiscono rifiuti e servizio idrich. La loro abolizione, a partire dal i gennaio prossimo, è stata prevista dalla legge 42/2oio, di conversione del decreto enti locali di fine anno, ed è frutto di un emendamento del Carroccio accettato dal governo solo perché la fiducia sulla legge di conversione non permetteva modifiche. In questi mesi, le regioni avrebbero dovuto decidere per legge a chi girare le competenze degli Ato, ma quasi ovunque è partito un braccio di ferro fra comuni e province e le varie proposte non sono ancora arrivate all'approvazione. Il rinvio del termine, in queste condizioni, risolverebbe più problemi di quelli che crea. Sul consolidato di finanza pubblica da presentare a Bruxelles non ha conseguenze nemmeno l'altra richiesta principe degli enti locali, cioè il permesso a continuare a utilizzare per la spesa corrente fino al 75% degli oneri di urbanizzazione. II governo ha mostrato di non apprezzare questo meccanismo, che dirotta su uscite stabili un'entrata straordinaria e rende i bilanci locali dipendenti dal nuovo mattone, ma più della metà dei comuni ha utilizzato quo- te anche consistenti di oneri per pareggiare i conti, e per molti di questi sarebbe impossibile fare altrimenti. Soprattutto alla luce del taglio da 1,5 miliardi ai trasferimenti erariali: le speranze residue di un rinvio al zou si sono infrante contro il decreto del Vi-minale, firmato giovedì scorso, e solo le regioni sono ancora in campo nella partita con il governo (prossimo appuntamento giovedì, fiducia permettendo). Nel pacchetto enti locali occupa un posto importante anche lo spostamento in avanti dell'avvio della riforma della riscossione; a fine anno scade il periodo transitorio previsto dal Dl 203/2005 e decadono le gestioni attuali, e dall'anno prossimogli entilocali dovranno optare fra la gestione diretta e l'affidamento con gara. Su questo processo pendono però ancora molte incertezze, tra cui il fatto che gli strumenti a disposizione delle società locali perla riscossione coattiva sono diversi da quelli concessi a Equitalia e la concorrenza prevista dalla riforma rischia di non essere alla pari. Anci, Upi e Ascotributi Locali hanno scritto all'Economia per sottoporre il problema, che potrebbe trovare una soluzione temporanea nel milleproroghe. Sul fronte sanità sono almeno due le proroghe allo studio. Una è quella che sposta in avanti il termine in scadenza a fine gennaio per l'esercizio della professione medica negli studi professionali. L'altra discende da un ordine del giorno approvato con la legge di stabilità e con cui il governo si impegnato a valutare l'esenzione dei ticket sanitari per tutto ilzoue non solo per i primi cinque mesi del nuovo anno.

I numeri 200 ASSALTO ALLA DILIGENZA È il numero delle richieste di proroghe fatte pervenire a palazzo Chigi dai diversi ministeri

IL PRECEDENTE Nato con 77 proroghe, una volta convertito in legge il decreto dell'anno scorso conteneva 150 interventi *** Le principali richieste Le misure in corsa e il diverso grado di probabilità che vengano accolte (semaforo verde: alta; semaforo giallo: media; semaforo rosso: bassa) v 01 v CINQUE • PER MILLE O 02 USO ONERI • DI URBANIZZAZIONE v03 v STUDI • DI SETTORE 04 O ALLUNGAMENTO ATO • ACQUA E RIFIUTI u • 05 O PROROGA RIFORMA O RISCOSSIONE • 06 O RINVIO APPLICAZIONE O BRUNETTA 07 121•A121000 v ASSUNZIONI IN n • •v DEROGA PER CONCORSI I I 1111 GIÀ EFFETTUATI • 08 O FONDI O COMUNITÀ MONTANE O 09 v MEDICI . INTRAMOENIA fm u 10 O TICKET O SANITARI O 11 O RIAPERTURA EMERSIONE O CASE FANTASMA • 12 O TREMONTI O TER O 13 O SECONDO PILASTRO •PENSIONI PUBBLICHE • 14 O SPOSTAMENTO TAGLI O TRASFERIMENTI COMUNI .:1 O 15 O GRADUATORIE O INSEGNANTI O 16 O UTILIZZO SACCHETTI O PLASTICA NON BIO O 17 O ESAMI O DI STATO • PROFESSIONISTI O 18 O DETRAZIONI IMPOSTE Q DISTRIBUZ. BENZINA O 19 CSFRATTI O 20 O INCENTIVI • AUTOTRASPORTO ***

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