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mercoledì 30 giugno 2010

Mafia Politica Elezioni Voto di scambio


L’operazione Meta e la politica ipocrita


30 giugno 2010


By Redazione Malitalia





(di Paolo Pollichieni – Calabria Ora)



Plausi alla Dda e silenzi sugli intrecci tra Palazzo e clan nelle intercettazioni le dinamiche del potere corrotto.



Tanti complimenti, da tutte le parti, piovono in questi giorni sull’ennesima attività della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria coronata dal successo. Il lavoro del procuratore capo Giuseppe Pignatone e quello del pubblico ministero Giuseppe Lombardo, in uno con l’attività svolta dai carabinieri del Ros, sono oggetto di consensi unanimi per gli esiti dell’operazione “Meta”.



Una saga dell’ipocrisia politico-istituzionale, accompagnata anche da qualche eloquente silenzio. Aspettiamo che la politica esca dal generico plauso ed entri nel merito dei macigni che l’ordinanza del gip Filippo Leonardo scaglia contro chi amministra la politica e la cosa pubblica in riva allo Stretto. Cominciando dall’imputazione posta a carico della trimurti (Giuseppe De Stefano, Pasquale Condello, Pasquale Libri) che governa la ristrutturata ’ndrangheta reggina.


Proviamo a leggerla bene l’accusa formulata a tale organizzazione che, «avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e della rilevante condizione di assoggettamento e di omertà che deriva dall’esistenza della organizzazione criminale prima indicata e dalla consapevolezza diffusa del peso criminale dei riconosciuti capi della stessa organizzazione di tipo mafioso», ha come obiettivo tutt’altro che secondario quello di: «Impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o procurare voti agli associati, ai concorrenti esterni, ai conniventi o ad altri in occasione di consultazioni elettorali».


E chi saranno mai questi «concorrenti esterni»? Questi «conniventi» che dal controllo e sul condizionamento del voto ad opera della ’ndrangheta fondano le loro carriere politiche, ricambiando poi con appalti, assunzioni, affidamento di servizi e quant’altro? Su questo il dibattito politico è semplicemente inesistente.



A tre giorni dagli arresti e pur in presenza di eloquentissime indagini dei carabinieri, nessuno interviene e nessuno ritiene di avere alcunché da dire. Eppure appare chiaro, anche per le parole dette dal procuratore Pignatone in conferenza stampa, che questo è solo il primo troncone di una indagine che, muovendo dal livello “militare”, ha un percorso finalizzato a colpire scenari politico istituzionali devastanti.



Ma la politica tace, le istituzioni pure. E tace anche l’antimafia da cortile, quella del gettone di presenza: provate ad andare sui loro siti web, troverete il deserto. Non un rigo, non un accenno all’Operazione Meta. La sensibilità e l’ansia di legalità si fermano a “Why not”.


Eppure i magistrati inquirenti evidenziano che in molti casi è la politica a cercare la ’ndrangheta e non il contrario. L’imprenditore condannato per mafia Matteo Alampi lo dice chiaro, non sapendo di essere registrato dai carabinieri: «Ieri mi è arrivata una imbasciata dal Comune. Ci sono là cinque società miste… nel Comune… Cinque società miste, una per i tributi, una per l’acqua, una (incomprensibile) per le pulizie, un’altra mi pare che si sono ritirati dal Comune, un’altra per l’ambiente. Mi manda l’ambasciata, Pasquale Condello, se mi posso interessare a questo progetto. Io vi spiego anche il passaggio, poi voi avete la saggezza pure di valutare». E poi ci sono le cosche che hanno bisogno di avere loro rappresentanti in Parlamento.



Il nuovo sistema elettorale non consente di eleggerli perché non c’è il voto di preferenza allora che si fa? Semplice, si offrono soldi alla politica: gli emissari di Condello sono pronti a pagare purché un loro segnalato venga messo in lista ed eletto.



Addirittura in una intercettazione l’imprenditore mandato in avanscoperta è pronto «anche a versare una caparra». E’ un esponente della famiglia Lampada che parla ed i carabinieri annotano: «Faceva chiaramente intuire che lo scopo era quello di avere, attraverso candidature politiche, persone di fiducia in Parlamento, aldilà di quale fosse lo schieramento politico. Infatti, i contatti con Zobbi, sicuramente, erano finalizzati ad ottenere l’eventuale assenso di quest’ultimo all’interno dello schieramento al quale aderiva. Una metodologia molto semplice, quella progettata dai Lampada, basata sulla necessità di avere a disposizione, a qualsiasi livello, determinate coperture politiche. Il Lampada Giulio, in particolare, specificava, tra l’altro, che sicuramente lo Zobbi era in buoni rapporti con Tabacci e Baccini, responsabili del movimento politico “La Rosa bianca”, pertanto, lo stesso avrebbe potuto caldeggiare la candidatura».


Questo per il Parlamento, perché negli enti intermedi, Comune, Provincia e Regione si preferisce evitare nomi “sputtanati”, meglio «avere tra i candidati le cosiddette “teste di legno”, il cui unico interesse è quello di detenere un posto di prestigio, governati a loro volta, da pochi soggetti che, realmente, gestivano la “vita politica”, comunque gente già dimostratasi affidabile». Infine la raccolta del consenso: sono da manuale i dialoghi del boss Cosimo Alvaro quando si mobilita in favore dei candidati del centrodestra al Comune di Reggio Calabria, alcuni dei quali vicinissimi all’allora sindaco Scopelliti. Nel rapporto del Ros si evidenzia l’episodio di un elettore che ad Alvaro dice che «non aveva mai votato un partito di destra». Sentite la replica per come la riportano i carabinieri: «L’Alvaro, testualmente: “Se tu vai a destra per noi è più convenevole, per quanto riguarda me e tutti gli amici miei!”, la verità! più convenevole perché giustamente non posso… inc…, una persona che vota a sinistra»


Giulio Lampada dialoga col padre:


Giulio: Mi hanno spiegato papà come si diventa deputati o senatori.


Uomo: Con composizione di lista… pagando.


Giulio: Me lo ha spiegato ieri Armando papà! io sapevo a livello comunale, provinciale e regionale come funziona la politica…


Uomo: Nooo…


Giulio: …ma non sapevo a livello di deputato o senatore come si diventa…


Uomo: Tu paghi, no…


Giulio: non si arriva da nessuna parte, (tratto incomprensibile) da nessuna parte


Uomo: Nooo… tu paghi il segretario no… paghi in contanti, non sono ammessi… dipende dal…


Giulio: Subito, subito, hai sentito?


Uomo: Sì… (incomprensibile) sono anche… tra i problemi che ci sono adesso in Calabria c’è anche questo… è venuta fuori anche questa storia del coso… dei deputati e delle scelte… c’è stato uno


Giulio: gli dico noi l’abbiamo… ed è qua, siamo disposti… si può ragionare… se per caso lui dice no Lampada però ci vogliono dei requisiti… non togliendo nulla, intendo dire già delle candidature alla Regione o alla Provincia o al Comune, mi segui?


Grazio: Eh.


Giulio: gente che già abbia avuto delle esperienze dirette con un curriculum… me lo può pure dire papà


Grazio: Certo


Giulio: me lo può pure dire… perché, dice “io ho questo canale”, se gli altri misero “ricchiuni e froci” non lo so, io ho questo canale… devo portare una persona di un certo modo affinché mi diano il “posto”… me lo può anche dire quello!


Grazio: E’ logico


Giulio: La mia strada è questa, dice… mi spiego? Allora uno può dirgli.., mi prendo una riserva di quarantotto ore se mi serve per qualche altra situazione, devo parlare, vi faccio sapere… discuti… ne abbiamo persone per le quali si può ragionare per un fatto del genere e fanno la fila vedi.


Grazio: E chi ?


Giulio: Chi?


Grazio: Chi sono?


Giulio: In primis Armando… in primis… ti posso garantire che ne abbiamo… se te lo dice tuo figlio è perché …ti dice che ne abbiamo… certo con questo giochino qua non è stato tanto bello e simpatico, sei d’accordo papà?


Grazio: Certo


Giulio: Però il medico non sa nulla…(incomprensibile) che quello ha visto un curriculum… me lo ha mandato là, papà!… tre volte consigliere regionale, questo, questo, questo e questo, chi “cazzo” può pensare un fatto del genere (incomprensibile)


Grazio: E ma quando (incomprensibile) … ieri sera… ti ho detto io… e questo ha bisogno… di essere appoggiato? con una strada di quella che ha? La politica appaltata alla ’ndrangheta. Va bene così!



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Mafia e politica, no alle ambiguità


La ‘ndrangheta e il voto di scambio in Lombardia



Fonte: http://www.malitalia.it/2010/06/l%E2%80%99operazione-meta-e-la-politica-ipocrita/






Gli si deve riconoscere il merito all’attuale V.P. Consiglio Comunale geom Dionisi Vincenzo nell’essersi per primo fatto promotore di una battaglia contro le infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione di Isola delle Femmine. E’ forte in noi la determinazione dell’impegno nella lotta contro ogni tipo di ingerenza affaristico-mafioso nella gestione della Cosa Pubblica, contro la spregiudicatezza nella gestione ed aggressione perpetrata ai danni di un territorio ormai devastato. Contro il mercimonio della libera espressione del voto.
Noi abbiamo provato a descriverla così:
*DELIBERE CONSIGLIO COMUNALE
*Lettera aperta al sindaco di Isola delle Femmine
*Isola delle Femmine Disposto il divieto di dimora al comandante e al suo vice
Isola delle Femmine: **Isola delle Femmine Consiglio Comunale Bilancio Previsione 2010 6 maggio 2010
*Rapporto ecomafia 2008 - Sicilia, ciclo dei rifiuti, la monnezza è “Cosa Nostra”
*RACCOLTA DIFFERENZIATA E RICICLO
*LA DEFICIENZA DELLA GESTIONE AMMINISTRATIVA?
*La resa alla povertà degli amministratori di Isola delle Femmine
*Il Vespro
*Ambiente e Politica a Isola delle Femmine
*Il Vespro Mese di Giugno: Isola delle Femmine fare chiarezza in consiglio pag.10.11.12 e la rubrica Caro “Sindaco” Portobello Professore Gaspare pag 40 e 41
*Mafia Nuove alleanze 9 arresti a Palermo
*Isola delle Femmine finanziamento porto e infrastrutture
*Isola delle Femmine Marittimi in agitazione per grave crisi occupazionale
*Caro "Sindaco" Prof Gaspare Portobello Mafia o Antimafia?
*Morto il poeta Josè Saramago
*I Misteri dell'Addaura
*Arrivano i Commissari ad Acta per Bilanci Consuntivi 2009
*Composizione e Competenze Commissioni Edilizie Comunali e dissesto idrogeologico
*PORTO Isola delle Femmine Valutazione Incidenza Ambientale
*M.A.M. s.n.c. Progetto di Variante ed Elezioni Amministrative
*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche

*D’Arpa viene emessa Ordinanza 67/R.O. 4.12.05
*D’Arpa Lottizzazione Di Matteo (Billeci, Marino…..)
*D’Arpa ROS sequestrano beni al catasto intestati a parenti del D’Arpa
*Aggiornamento di Sicileas Saracen Fin Imm Faraci Impastato D’Arpa una storia che si tinge di.......
*Elauto ufficio tecnico comunale prg parcheggio pubblico
*ELAUTO variante in corso d'opera
*Immordino avvocato (DELIBERA DI GIUNTA 61 23 7.09)
*l’architetto Sandro D’Arpa
*PRG Isola Norme di Attuazione D.A. 121/1983
*PRG Isola Norme di Attuazione D.A. 83/1977
*SEQUESTRO BENI di cui sono titolari parenti di un dipendente dell'Ufficio Tecnico Comunale

*Sorelle Pomiero snc di Pomiero Maria Grazia


*SICILIA troppi sprechi nella Pubblica Amministrazione
*Rifiuti Nomina Nuovo C.d.a. A.T.O. PA1
*RIFIUTI Emergenza Continua AFFARI garantiti
*Rifiuti: Rinvio a Giudizio per ex sindaco funzionari comunali e imprenditori
*Promemoria per il Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello
*Sicilia, Via ai trasferimenti regionali
*Bellolampo Discarica e la Stagione Balneare
*Licenze Edilizie Rilasciate dal comune di Isola delle Femmine
*Alcune concessioni edilizie che siamo...
*L'ultimo mistero del bandito Salvatore Giuliano
*Questo è il bavaglio: Vi piace?
*Senatore Marcello Dell'Utri condannato a sette anni
*Rifiuti: nominato il nuovo CDA dell'ATO PA1
* Bilanci e Rifiuti
*Bilanci e Rifiuti Legge 9 Aprile 2010 Art. 14 Potere sostitutivo
*Bilanci e Rifiuti Legge 9 aprile/2010 Art. 4 Competenze dei comuni
*Bilanci e Rifiuti L.R. 19 22.12.05 articolo 21 comma 17
*Bilanci e Rifiuti: D.Lgs 18/8/2000 n 267 articolo 172
*Rifiuti e Bilanci Circolare Assessore Russo 8 giugno 2010
*Rifiuti e Bilanci Gestione dei rifiuti, Russo conferma Portobello smentisce
*238. D.Lgs 152/2006 Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani.


 

 

 

 

 

 

 
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Nella Assemblea dei Sindaci/Soci/Proprietari dell'ATO PA1

Nella Assemblea dei Sindaci/Soci/Proprietari dell’A.T.O. 1 Palermo svoltasi oggi a Cinisi è stato eletto il nuovo Consiglio di Amministrazione:

Dalla Provincia è stato messo il Signor Puccio stimato professionista odontotecnico. In quota U.D.C., in quota dell’eurodeputato siciliano dell’Udc Antonello Antinoro, in quota del Sindaco Lo Biundo di Partinico. Dimessosi il Signor Puccio Gianfranco, dal Consiglio Comunale di Terrasini dopo aver presentato l’ennesima mozione di sfiducia al Sindaco Consiglio perché quest’ultimo era riuscito per la 3 volta a fare “acquisti” tra i consiglieri firmatari della sfiducia, che poi sono passati in maggioranza. A quel punto Puccio si è scocciato di fare da solo l’opposizione e si è dimesso in polemica con la stessa opposizione. A titolo di riconoscimento per il suo impegno, ha poi ricevuto dal Sindaco in cambio un incarico di consulente per i rifiuti.

Nei corridoi della politica si vocifera che la nomina del Signor Puccio da parte della Provincia sia scaturita come alternativa ed in contrapposizione alla proposta promossa dal senatore Beppe Lumia in accordo con il Sindaco Consiglio di Terrasini e di Carini Signor Agrusa "fresco" di nomina (Pdl in quota Ciccio Cascio). Ecco una delle possibili chiavi di letture della vittoria, al ballottaggio Agrusa. Mentre Giovì Monteleone aveva rifiutato qualsiasi tipo di accordo o apparentamento elettorale con Agrusa, da alcuni settori del PD arrivava l'indicazione di votare per il Sindaco Agrusa.

Dai Comuni al disotto di 10.000 abitanti è stato votato il Signor Marano Direttore dell'azienda ospedaliera di Sciacca in quota "Popolo della Libertà"

Dai Comuni al di sopra di 10.000 abitanti è stato votato il Dr. Geraci Giudice Onorario del Tribunale di pace di Partinico fortemente voluto e sostenuto e sponsorizzato dal Sindaco di Partinico (U.D.C. Antonello Antinoro)

Finalmente il Sindaco di Partinico si è pienamente espresso dopo l'inserimento a livello di esperti consulenti nell'ATO PA1 il capolavoro dell'elezione del nuovo Consiglio di Amministrazione. Visto il Risultato ottenuto non poteva andare meglio di così.

Intanto è stato confermato nel suo incarico di Direttore Generale il Dr. Randazzo (ex Sindaco di Terrasini) giusto il tempo necessario per il passaggio dell'ATO PA1 nell'ATO Palermo. (vedi riforma)

Cosa il Dottor Gianfranco Puccio pensava degli ATO il 22 maggio 2010 ……
“…… Dia lei una sincera e onesta spiegazione del perché,visto l’opportunità che aveva, non ha avuto la serenità o forse il “coraggio” che un buon sindaco deve dimostrare, di rimanere fuori dall’Ato rifiuti come hanno fatto altri sindaci siciliani, che oggi sicuramente non hanno avuto la necessità di applicare aumenti vertiginosi nei confronti dei propri cittadini, e di compromettere l’immagine del proprio territorio. Per chi vive anche di turismo come Terrasini la situazione e di una gravità incalcolabile….”

Il Dottor Puccio accusa il Sindaco Consiglio di non aver "coraggio" di uscire dall'ATO mentre Lui uomo di potere ha il "coraggio" di smentirsi su ciò che Lui pensava dell'ATO PA1 (mavalli a capì sti politici attaccatissimi alle sedie, poltrone, divani escort denaro potere!)

Bocciati nomi circolati qualche giorno fa (che qualche Sindaco illuminato aveva segnalato) di illustri manager con esperienza nel settore dei rifiuti del riciclo e della raccolta differenziata come l’avvocato mazzarese dr. Truglio Francesco ex amministratore unico “Belice Ambiente” .

Sarebbe stato troppo per il nostro territorio del palermitano! Forse non è stato scelto per la sua esperienza per la sua determinazione per il suo essere libero e indipendente dalle pressioni politiche clientelari?
Forse si è scelto di non scegliere: politiche di incentivazione al servizio raccolta differenziata, alla creazione e gestione di isole ecologiche, alla politica di incentivazione e formazione del personale, alla gestione in house del servizio rifiuti........
Ha vinto la vecchia logica della politica clientelare? Ovvero della spartizione delle poltrone?
Forse si è deciso che
IL CARROZZONE VADA AVANTI CON GLI ULTIMI SPICCIOLI E QUALCHE POSTICINO O QUALCHE APPALTINO QUALCHE DITTA DA SEGNALARE BY PASS DELLA TARSU PER I PROPRI ELETTORI....?
Hanno votato contro (tranquilli il nostro Caro "Sindaco" Professore Portobello disciplinatamente gli hanno fatto alzare la mano per la votazione) i sindaci di Cinisi carini e Terrasini. Rifiutandosi così di rendersi complici di una logica partitica spartitoria.

La vicenda degli ATO è una vicenda triste e non capisco come mai alcuni si ostinino a difendere la gran parte dei sindaci che sono, non solo complici, ma artefici del disastro gli ATO.

I sindaci che sono stati nei consorzi sono stati essi stessi attori dei disastri degli ATO; hanno determinato le assunzioni facili; hanno gonfiato gli organici; non hanno messo in riscossione la TARSU. Perché non lo hanno fatto? Solo per clientela: non chieder le tasse dovute ai cittadini diventa clientela per la prossima elezione.

Adesso, chi pagherà questo danno? Lo faranno i cittadini che sono stati presi in giro da questi stessi sindaci. Adesso i costi sono diventati altissimi, si sono triplicati, e pagheranno i lavoratori di quelle cooperative o i lavoratori assunti dalle agenzie interinali in periodi elettorali, con la promessa di un posto di lavoro. Lavoratori che adesso non possono essere assunti. E voglio vedere questi sindaci ed amministratori che si sono sbracciati, durante le campagne elettorali, per provvedere alle assunzioni di questo personale.

Abbiamo una grande scommessa e, se si chiede qualche giorno di riflessione, credo sia necessario concederlo perché - come ha detto qualche collega - occorre approfondire il disegno di legge e, piuttosto che partorire una legge che può creare qualche difficoltà, perdere qualche giornata in più può aiutarci certamente a renderlo un atto che può essere accolto dalla popolazione anche con grande entusiasmo. Infatti i cittadini vogliono che si tolga l’immondizia dalle strade, davanti alle case, davanti alle scuole, davanti ai negozi. E allora questa grande scommessa, assessore, ci vedrà sì protagonisti perché sappiamo che stiamo toccando interessi, grandi interessi - quello delle discariche gestite in una certa maniera, quello dei noli a caldo, quello delle assunzioni facili - e, quindi, sarà un tragitto pieno di ostacoli. ????








Palazzolo si dimette dall’ATO PA1 Rifiuti
Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.




“Il nostro obiettivo – Il 7 Gennaio 2009 dichiara Giacomo Palazzolo, presidente dell’Ato Palermo 1 – è quello di far capire i vantaggi ai cittadini nel differenziare i rifiuti, a cominciare da un abbattimento del costo della bolletta nel momento in cui si raggiungeranno determinati obiettivi”.


Sono passati pochi mesi dal rilascio di queste dichiarazioni che........
SI E' DIMESSO IL PRESIDENTE DELL'AMBITO TERRITORIALE OTTIMALE PALERMO 1 AVVOCATO PALAZZOLO CON TUTTO IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE.
ASSEMBLEA DEI SOCI/SINDACI DOPODOMANI POMERIGGIO PER LA ELEZIONE DEL NUOVO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE.
I PIZZINI CON SU SCRITTI I NOMI DEI CANDIDATI AL NUOVO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE VENGONO SCAMBIATI TRA I SOCI/PROPRIETARI SINDACI.
IL CONTO CONSUNTIVO DELL'ANNO 2009 ALL'ODINE DEL GIORNO NON E' STATO NEMMENO DISCUSSO.

A questo punto i Cittadini si chiedono chi mai pagherà tutti i danni economici erariali?

Chi risarcirà i Cittadini dei danni subiti nel vedersi cumuli di immondizia e discariche a cielo aperto nell'intero territorio?

Chii rimborserà ai Cittadini tutti i tributi pagati a fronte di un servizoio che in realtà è stato un disservizio?

Signori soci/sindaci non pensiate di fare gli avvoltoi approfittando dell'emergenza in atto!

A tutto c'è un limite. La misura è colma!

Cittadini non diamo più spazio ai sciacalli della Cosa Pubblica!


Avevamo detto presi per il culo?.................

EMERGENZA continua AFFARI garantiti.....



ATO PA1 il rattoppo dell'emergenza rifiuti

I sindaci Proprietari nonché clienti dell’ATO PA1 hanno firmato l’ennesimo piano Che prevede per ogni Comune Proprietario e cliente il versamento di quote mensili più alte fino a ottobre, allo scopo di adeguare il servizio di raccolta dell’immondizia al notevole aumento della popolazione nel territorio che si verifica con l’arrivo dell’estate. Il presidente dell’ATO PA1, che i Comuni Proprietari/Clienti hanno nominato, Giacomo Palazzolo ha intimato ai sindaci che è necessario versare le quote mensili puntualmente e avviare tempestivamente una massiccia campagna di raccolta differenziata porta a porta, per separare i rifiuti secchi da quelli umidi. Alla prossima riunione dei Sindaci Proprietari/Clienti dell’ATO PA1 revocheranno dall’incarico il Consiglio D’amministrazione da loro eletto! Cittadini è una bella presa per il CULO non trovate? Non trova Caro "Sindaco" Professore Gaspare Portobello ? La situazione dal punto di vista igienico ambientale diventa ogni giorno più pericolosa per la salute dei Cittadini e le ripercussioni economiche che potrebbero derivarne per la stagione estiva. Siamo all’emergenza come dice l’avvocato Palazzolo. Esperienza ormai accertata giuridicamente sappiamo che le situazioni di emergenza richiamano contratti di sub-appalto, smuove money. Emergenza è come dire una pioggia di pubblico denaro. Quando le nostre strade si riempiono di munnezza c’è l’appalto che è in grado di sostituire le manifeste carenze della Pubblica Amministrazione. Si ha come l’impressione di un film già visto su cui le massime Autorità Regionali stanno in queste settimane denunciando dinnanzi alla magistratura. (vedi dichiarazioni Presidente Lombardo e Assessore Russo).
Caro “Sindaco” Portobello tutto ciò non crea il Lei una qualche apprensione?
Continua a leggere su……..


Promemoria per Il Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine Rag. Alessandro Giucastro, per il "Sindaco" Professore Gaspare Portobello, per l'"Assessore" (ad humor)Geologo dottore Marcello Cutino, per la PRESIDENTE della Commissione Ambiente del Comune di Isola delle Femmine DOTTORESSA Riso, Per il collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Isola delle Femmine, per il servizio Economico Finanziario del Comune di Isola delle Femmine:

Il 10 Giugno 2010 L'assessore Regione Sicilia dr. Russo Pier Carmelo invia una Circolare della Regione


«Il Comune deve coprire i costi delle partecipate»

«Gli enti locali sono tenuti a garantire nel proprio bilancio – scrive l'assessore – l'integrale copertura dei costi del servizio di gestione integrata dei rifiuti. È opportuno precisare che i costi da coprire non sono soltanto quelli risultanti dal contratto di servizio, ma anche quelli generati dalla gestione (ad esempio perdita di esercizio) che devono essere coperti dai Comuni interessati, fermo restando l'obbligo di avviare l'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori delle società d'ambito».


Dotarsi di bilanci corretti e strumenti finanziari per coprire le spese di gestione della raccolta dei rifiuti.
L’assessore all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, Pier Carmelo Russo, ha inviato una circolare ai sindaci e agli amministratori delle Ato per ribadire l’obbligo di approvare i bilanci consuntivi delle Ato in base ai quali i Comuni potranno dotarsi dei bilanci preventivi. Quando questi adempimenti mancano, e la gran parte dei Comuni siciliani si trovano in queste condizioni, scatteranno misure sostitutive fino al commissariamento. è un rischio concreto per quelle amministrazioni che non adotteranno bilanci nei quali non siano rispettate le previsioni di spese inderogabili destinate alla retribuzione del personale, al pagamento dei mutui e alla copertura dei costi dei servizi indispensabili (acqua e rifiuti soprattutto).

La Regione, ha avvertito ieri l’assessore durante una conferenza stampa, non potrà concedere le anticipazioni previste dalla legge finanziaria se i bilanci dei Comuni risulteranno “non veritieri”. Russo ha anche annunciato di avere diffidato i 22 comuni associati nel consorzio Coinres ad assicurare l’integrale copertura dei costi del servizio e il ripristino della perdita di esercizio. La minaccia anche in questo caso è il commissariamento.




*Rifiuti: nominato il nuovo CDA dell'ATO PA1
*
Bilanci e Rifiuti
*Bilanci e Rifiuti Legge 9 Aprile 2010 Art. 14 Potere sostitutivo
*Bilanci e Rifiuti Legge 9 aprile/2010 Art. 4 Competenze dei comuni
*Bilanci e Rifiuti L.R. 19 22.12.05 articolo 21 comma 17
*Bilanci e Rifiuti: D.Lgs 18/8/2000 n 267 articolo 172 Nella Assemblea dei Sindaci/Soci/Proprietari dell'ATO PA1 ATO PA1 Rifiuti, conto consuntivo 2009 ato pa1 rifiuti, CUTINO, DANNO ERARIALE, Emergenza Rifiuti, ISOLA DELLE FEMMINE, MAFIA, PALAZZOLO, Palazzotto, PORTOBELLO, Raccolta differenziata,

Rifiuti e Bilanci Gestione dei rifiuti, Russo conferma Portobello smentisce





Promemoria per Il Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine Rag. Alessandro Giucastro, per il "Sindaco" Professore Gaspare Portobello, per l'"Assessore" Geologo dottore Marcello Cutino, Alla Presidentessa della Commissione Consiliare Ambiente del Comune di Isola, al Presidente della Commissione Consiliare Bilancio del Comune di Isola, per il servizio Finanziario del Comune di Isola delle Femmine:


Il 8 Giugno 2010 L'assessore Regione Sicilia dr. Russo Pier Carmelo invia una Circolare della Regione






«Il Comune deve coprire i costi delle partecipate»


«Gli enti locali sono tenuti a garantire nel proprio bilancio – scrive l'assessore – l'integrale copertura dei costi del servizio di gestione integrata dei rifiuti. È opportuno precisare che i costi da coprire non sono soltanto quelli risultanti dal contratto di servizio, ma anche quelli generati dalla gestione (ad esempio perdita di esercizio) che devono essere coperti dai Comuni interessati, fermo restando l'obbligo di avviare l'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori delle società d'ambito».




Dotarsi di bilanci corretti e strumenti finanziari per coprire le spese di gestione della raccolta dei rifiuti.L’assessore all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, Pier Carmelo Russo, ha inviato una circolare ai sindaci e agli amministratori delle Ato per ribadire l’obbligo di approvare i bilanci consuntivi delle Ato in base ai quali i Comuni potranno dotarsi dei bilanci preventivi. Quando questi adempimenti mancano, e la gran parte dei Comuni siciliani si trovano in queste condizioni, scatteranno misure sostitutive fino al commissariamento. è un rischio concreto per quelle amministrazioni che non adotteranno bilanci nei quali non siano rispettate le previsioni di spese inderogabili destinate alla retribuzione del personale, al pagamento dei mutui e alla copertura dei costi dei servizi indispensabili (acqua e rifiuti soprattutto).


La Regione, ha avvertito ieri l’assessore durante una conferenza stampa, non potrà concedere le anticipazioni previste dalla legge finanziaria se i bilanci dei Comuni risulteranno “non veritieri”. Russo ha anche annunciato di avere diffidato i 22 comuni associati nel consorzio Coinres ad assicurare l’integrale copertura dei costi del servizio e il ripristino della perdita di esercizio. La minaccia anche in questo caso è il commissariamento.




2-7-2010 - GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA - PARTE I n. 30 pag 74 /75
ASSESSORATO DELL’ENERGIA E DEI SERVIZI DI PUBBLICA UTILITA’
CIRCOLARE 8 giugno 2010.
Copertura costi del servizio di gestione integrata dei rifiuti - Approvazione bilanci consuntivi delle autorità d’ambito - Adempimenti conseguenziali.
AI PRESIDENTI DEGLI A.T.O. DELLA SICILIA
AI SINDACI DEI COMUNI ASSOCIATI NEGLI ATO DELLA SICILIA
AI PRESIDENTI DEI CONSIGLI DEI COMUNI ASSOCIATI NEGLI
ATO DELLA SICILIA
AI COLLEGI DEI REVISORI DEI COMUNI ASSOCIATI NEGLI
ATO DELLA SICILIA
e, p.c. ALL’ASSESSORATO REGIONALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA
E DELLE AUTONOMIE LOCALI
ALLA CORTE DEI CONTI
SEZIONE DI CONTROLLO PER LA SICILIA
ALLA PROCURA REGIONALE DELLA CORTE DEI CONTI DELLA
SICILIA
U.R.P.S.
A.N.C.I. SICILIA
Ai sensi dell’art. 159 del decreto legislativo n. 267/2000, non sono soggette ad esecuzione forzata, a pena di nullità rilevabile anche d’ufficio dal giudice, le somme di competenza degli enti locali destinate a:
1) pagamento delle retribuzioni al personale dipendente e dei conseguenti oneri previdenziali per i tre mesi successivi;
2) pagamento delle rate di mutui di prestiti obblicazionari scadenti nel semestre in corso;
3) espletamento di servizi locali indispensabili.
La particolare tutela che il legislatore accorda a tali somme, impedendone l’aggressione da parte dei terzi creditori dell’ente locale, rende palese che le funzioni alle stesse correlate rivestono un ruolo preminente nella programmazione della spesa. È allora chiaro che il bilancio di previsione degli enti locali deve essere costruito a partire dalle suddette funzioni – prevalenti su ogni altra – fra le quali rientrano, per quanto qui interessa, quelle inerenti ai servizi pubblici essenziali.
In tale ambito particolare rilievo assumono quei servizi per i quali l’ordinamento ha apprestato speciali forme di tutela, sia penali che amministrative. Esempio paradigmatico è il servizio di gestione integrata dei rifiuti che, in quanto relativo alla tutela dell’igiene e della sanità pubblica, trova il proprio presidio nell’ articolo 328, comma 1, cod. pen. (oltre che nelle specifiche norme sanzionatorie: disastro ambientale, abbandono di rifiuti, inquinamento doloso e colposo), nonché, sotto il profilo amministrativo, nelle forme di gestione derogatoria autorizzabili ai sensi dell’ articolo 191 del decreto legislativo n. 152/2006.
Da quanto precede discende che gli enti locali sono tenuti a garantire nel proprio bilancio l’integrale copertura dei costi del servizio di gestione integrata dei rifiuti, in tal senso disponendo l’articolo 21, comma 17, della legge regionale n. 19/2005.
È opportuno precisare che i costi da coprire non sono soltanto quelli risultanti dal contratto di servizio, ma anche quelli generati dalla gestione (ad esempio perdita di esercizio), che devono essere coperti dai comuni interessati (Corte dei conti Lazio, sez. controllo del. n. 46/2008), fermo restando l’obbligo di avviare, in questo caso, l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori delle società d’ambito.
Pertanto, in assenza di una previsione che tenga conto dei costi del servizio effettivamente accertati, deve ritenersi sotto ogni profilo non consentita l’approvazione del bilancio di previsione degli enti locali, con susseguente obbligo del collegio dei revisori di ogni conseguenziale determinazione al riguardo.
Gli enti locali restano comunque onerati di accertare l’esistenza di spese improprie nella gestione degli ATO, essendo perciò obbligati ad agire nell’esercizio dei poteri del socio, al fine di ricondurre a regolarità la gestione.
A tale riguardo si ritiene utile richiamare l’insegnamento di Cons. Stato, sez. VI, n. 1514/2007, secondo il quale, rispetto alla società a partecipazione pubblica totalitaria “I giudici comunitari hanno ritenuto necessari maggiori strumenti di controllo da parte dell’ente pubblico rispetto a quelli previsti dal diritto civile: il consiglio di amministrazione delle S.p.A. in house non deve avere rilevanti poteri gestionali e l’ente pubblico deve potere esercitare maggiori poteri rispetto a quelli che il diritto societario riconosce alla maggioranza sociale...”.
Appare utile in questa sede richiamare l’attenzione anche sull’ articolo 45 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 pag 10 e 11 , con il quale è stato disciplinato il concorso della Regione siciliana al ripiano del debito dei comuni per la copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione integrata dei rifiuti. Tale norma subordina espressamente l’intervento della Regione siciliana all’approvazione dei bilanci consuntivi delle autorità d’ambito, di modo tale che la mancata approvazione di tali bilanci consuntivi non consentirà di ammettere a beneficio i comuni compresi in ambiti territoriali ottimali per i quali non si sia provveduto in tal senso.
Si evidenzia, peraltro, che l’approvazione di tali bilanci costituisce specifico obbligo per i comuni nella qualità di soci delle autorità d’ambito. Infatti ai sensi dell’ articolo 172, comma 1, lett. b) , del decreto legislativo n. 267/2000, i comuni sono tenuti, in sede di approvazione del bilancio di previsione, ad inserire quale allegato obbligatorio i bilanci consuntivi delle società partecipate, controllate e dei consorzi. Come precisato dalla Corte dei conti (sez. controllo Puglia decreto n. 15/2008) “ risultati economici delle società a partecipazione pubblica non possono non avere ripercussioni sul bilancio dell’ente locale, che può essere considerato alla stregua di un’azienda capogruppo (holding) che sulla base della rielaborazione dei dati di bilancio di ciascuna partecipata, è in grado di pervenire alla redazione del bilancio consolidato”. Pertanto, anche ai sensi dell’ articolo 152, comma 2, del citato decreto legislativo n. 267/2000, l’approvazione dei bilanci consuntivi delle società partecipate si pone quale ineludibile condizione per accertare la tenuta finanziaria dei singoli enti locali, ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilità, delle condizioni di deficit strutturale e, in ultima analisi, dello stato di dissesto.
È del tutto ovvio che, in assenza delle risultanze dei bilanci delle società partecipate, il bilancio di previsione dell’ente locale non sarebbe rispondente al principio di veridicità e non può pertanto essere approvato, con ogni conseguenziale obbligo, anche in questo caso da parte del collegio dei revisori.
I presidenti degli ATO provvederanno all’inoltro della presente circolare ai comuni associati, ed in specie al sindaco, al presidente del consiglio comunale ed ai collegi dei revisori.
La presente circolare verrà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e nel sito web dell’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità.
L’Assessore: RUSSO
(2010.25.1823)119
Rifiuti e Bilanci Gestione dei rifiuti, Russo conferma Portobello smentisce ATO PA1 Rifiuti, Bilanci Comunali, Circolare 8 giugnor 2010, ISOLE ECOLOGICHE, Legge regionale 9/2010, Raccolta differenziata, Russo Pier Carmelo,

martedì 29 giugno 2010

*Senatore Marcello Dell'Utri condannato a sette anni
*SICILIA troppi sprechi nella Pubblica Amministrazione

Sicilia – “Troppi sprechi nelle amministrazioni

*DIONISI CUTINO I PACCHI DELL'AMBIENTALISTA rosso-verde-arancione
*Dionisi Via Volturno angolo Via Garibaldi



 
Regione: 99 consulenze nel 2010 per una spesa fino a 2,5 milioni di euro
di Massimo Mobilia

Sprechi. La spesa degli apparati pesa sul bilancio.
Un dirigente ogni 8 dipendenti. Alla Regione siciliana un dirigente ogni otto dipendenti contro uno ogni 15 dipendenti alla Regione Lombardia.
In Lombardia. Alla Regione Lombardia 19 consulenze nel 2010 per un mln € di spesa, eppure hanno solo 207 dirigenti, uno ogni 16 dipendenti 
 
 
 
 
PALERMO – “Troppi sprechi nelle amministrazioni regionali”. Così ha tuonato la Corte dei Conti nel giudizio di parificazione del bilancio 2009 dello Stato, espresso in questi giorni.
In questa pagina pubblichiamo l’elenco degli incarichi di consulenza conferiti dalla Regione Siciliana, come risultano dal sito internet istituzionale dove, grazie alla riforma del ministro Brunetta sulla “trasparenza delle pubbliche amministrazioni” (legge 69/2009) è possibile trovare gli elenchi degli incarichi. È risultato un totale di ben 99 consulenze che interessano il 2010, tra quelle in corso e quelle concluse, che costano alla Regione oltre 2 milioni di euro. Dalla somma dei compensi lordi viene fuori, infatti, la cifra di 2.069.862 euro di cui, però, va tenuto conto che alcuni compensi si riferiscono ad incarichi triennali iniziati nel 2008. 

In ogni caso, nel Bilancio preventivo 2010 della Regione Siciliana sono stati stanziati in tutto quasi 2,5 milioni di euro. Nello specifico è previsto un capitolo di 90 mila euro relativo a “spese per i consulenti esperti in materie giuridiche, economiche, sociali o attinenti ai compiti d’istituto”, uguale per ogni assessorato tranne per quello al Turismo in cui la spesa stanziata è di 130 mila euro, per un totale di 1 milione e 130 mila euro. A questa voce di bilancio si aggiungono, in alcuni casi, altri capitoli di spesa: l’assessorato dell’Economia può servirsi di ulteriori 600 mila euro suddivisi in due capitoli come “spese per incarichi di consulenza”; l’assessorato dell’Energia ha a disposizione altri 60 mila euro; l’assessorato della Salute prevede ulteriori 78 mila euro per consulenze dell’Osservatorio epidemiologico regionale; l’assessorato del Territorio e Ambiente può avvalersi di altri 80 mila euro di consulenze per studi sull’assetto del territorio.

Discorso a parte merita la Presidenza, a cui il Bilancio di previsione assegna 80 mila euro per incarichi speciali, 320 mila per le consulenze di esperti in materie giuridiche, economiche, sociali, 150 mila per esperti in materia di programmazione e 4 mila per consulenze del Garante per la tutela dei detenuti. Risultato: la Regione Siciliana ha previsto nel 2010 una spesa per le consulenze di 2 milioni e 492 mila euro, ovvero 1 milione 426 mila euro in più rispetto alla Regione Lombardia che invece, nel suo Bilancio di previsione 2010, ha stanziato per consulenze 1 milione e 66 mila euro.

La differenza tra le due Regioni si fa netta se si raffronta anche il numero degli incarichi: 99 in Sicilia e solo 19 in Lombardia, cioè addirittura 80 in meno. Evidentemente la Regione Siciliana, per amministrare “bene” non si accontenta dei suoi 2.045 dirigenti (dato aggiornato al 15/12/2010), ma ha bisogno di assegnare ulteriori incarichi esterni che gravano pesantemente sulle casse della Regione e di conseguenza sui cittadini contribuenti. Contando poi che la nostra Regione dispone di 15.600 unità di personale non dirigenziale (vedi Finanziaria, l.r. 11/2010), ha in media di 1 dirigente ogni 8 dipendenti. La Lombardia, invece, si serve di 3.200 dipendenti di cui i dirigenti sono solo 207, per un rapporto medio di 1 dirigente ogni 15 dipendenti.
Tornando al giudizio di parificazione del bilancio 2009 dello Stato espresso dalla Corte dei Conti, il procuratore generale, Mario Ristuccia, ha accusato le Regioni e gli enti locali di abusare in “poltrone, gettoni di presenza, manager e consulenti a valanga”, generatori di un’enorme spreco di denaro pubblico e di cattiva amministrazione.

Un monito che dovrebbe essere raccolto proprio in questo momento in cui il dipartimento regionale della Funzione pubblica sta effettuando una riorganizzazione dei ruoli dirigenziali, che potrebbe riservare tagli o accorpamenti. In ogni caso, si dovrebbe iniziare a ragionare sulle consulenze: quante siano quelle realmente necessarie e quante invece se ne potrebbe benissimo fare a meno.


Articolo pubblicato il 29 giugno 2010

 
 


Giu 29 2010
Trasferire i precari alle attività produttive
Il Governo regionale è in trappola perché da un canto riceve la forte pressione di 70 mila precari che vogliono essere sistemati ad ogni costo e dall’altro ha due guardiani insormontabili: il commissario dello Stato che impugna ogni norma di spesa, approvata dall’Ars, e il ministro dell’Economia che non cede di un millimetro sul patto di stabilità.
Nel bilancio 2010 sono registrate le seguenti somme che costituiscono una deviazione rispetto ai servizi che la Regione deve fornire ai cittadini: 314 mln per i 22.500 precari dei Comuni, 242 mln per la Formazione oltre a 100 mln prelevati dal Fondo sociale europeo, 7 mln per i 1.800 dipendenti degli sportelli multifunzionali, 85 mln per i 28 mila forestali, 67 mln per i dipendenti della Resais spa e 26,6 milioni per gli Lsu. A questi si devono aggiungere 6.000 Asu con una spesa prevista di circa 100 milioni e 6.000 precari della Regione con una spesa prevista di oltre 200 milioni. Certamente abbiamo dimenticato qualche altra categoria. Il tutto per lo spaventoso ammontare di oltre 1 miliardo e cento milioni di euro.

Che si faccia beneficenza o come si chiamano oggi “ammortizzatori sociali” è una decisione politica, ma che si gabellino queste spese come necessarie ai servizi da rendere ai cittadini è un inganno che volentieri smascheriamo.
C’è da aggiungere un secondo argomento: se il Governo ritenga equo favorire e pagare indennità ai circa 75 mila precari sopra elencati e lasciare nella disperazione gli oltre 100 mila disoccupati della Sicilia, che non sono stati miracolati e sono rimasti fuori dalle pubbliche amministrazioni. Come si può governare in nome dell’equità trattando in modo così diverso i cittadini, tra fortunati e   sfortunati? Ovvero nella categoria di quelli che gravitano intorno alle segreterie politiche escludendo l’altra categoria di cittadini che non sono stati raccomandati.
Abbiamo più volte rimarcato questa situazione, ma non abbiamo ancora ricevuto una risposta chiara e inequivocabile. Comprendiamo le difficoltà di questo ceto politico che raccoglie l’eredità di malgoverno e clientelismo, ma non è più possibile solcare la strada dell’iniquità.
 
Come è nostro costume, non ci limitiamo a rilevare una situazione disdicevole, ma offriamo la soluzione. Si tratta di trasferire gradualmente,  mediante un piano quinquennale, tutti questi precari verso attività produttive, consentendo nello stesso tempo a tutti gli altri siciliani di competere ad armi pari per utilizzare le opportunità che il mercato presenta.
John Maynard Keynes (1883 - 1946), il grande economista britannico, indicava la strada dello sviluppo di una Comunità, con la costruzione di infrastrutture e l’attivazione di iniziative produttive di ricchezza. Ciò anche indebitandosi. La Regione siciliana in questi anni si è indebitata per finanziare la spesa corrente, gli sprechi, il parassitismo, ma nulla ha fatto verso infrastrutture e attività produttive. Basta andare in giro per i 25 mila kmq della regione e vedere lo stato di abbandono idrogeologico del territorio, gli 829 borghi abbandonati, l’assenza dell’anello autostradale, della Nord-Sud, della Agrigento-Palermo, della Ragusa-Catania, della permanenza di una ferrovia da primi del ‘900.

È venuto il momento di invertire la marcia. È noto agli economisti che per ogni miliardo investito, si creano 8/10 mila posti di lavoro. La Regione, nel settennio 2007/13, ha a disposizione 18 miliardi fra risorse europee, statali e proprie, ma ad esse si possono aggiungere altri 2,1 miliardi di risparmi annui come pubblichiamo nella tabella in prima pagina. Nel complesso, vi sono a disposizione già dal 2007 al 2010 circa 12 miliardi con cui si potrebbero mettere in moto oltre 100 mila posti di lavoro. Non solo, ma gli investimenti farebbero da volano ad altri investimenti, per cui è stimabile che in un triennio o in un quinquennio il cantiere Sicilia potrebbe creare ulteriori 100 mila posti di lavoro.
Qui si tratta di mettere in moto questo progetto, difficile ma realizzabile, su cui far confluire le migliori risorse professionali che vi sono a disposizione. Un ceto politico che impiantasse il grande progetto prima descritto sarebbe abilitato alle prossime elezioni del 2013 a chiedere il consenso che arriverebbe puntuale.
Provare per credere.