L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 14 gennaio 2011

Berlusconi indagato da dicembre. I pm: ”Ruby più volte ad Arcore”

 Berlusconi indagato da dicembre. I pm: ”Ruby più volte ad Arcore”
 
 Ruby (da Facebook)

ultimo aggiornamento: 14 gennaio, ore 13:59
Milano – (Adnkronos/Ign) – Il presidente del Consiglio risulta indagato per concussione e prostituzione minorile dal 21 dicembre dello scorso anno. Gli è stato notificato l’invito a comparire. Fede, Mora e Minetti indagati per favoreggiamento della prostituzione. I suoi legali: ”Un’inchiesta assurda e infondata”.
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Milano, 14 gen. (Adnkronos/Ign) – Nuova accusa contro il premier Silvio Berlusconi. I procuratori aggiunti di Milano Ilda Boccassini e Pietro Forno hanno notificato un invito a comparire al presidente del Consiglio che è indagato per il caso Ruby, la giovane marocchina che partecipò ad alcune feste nella villa del premier e che, dopo essere stata fermata dalla polizia, fu consegnata alla consigliera regionale Nicole Minetti dopo un intervento di palazzo Chigi. Silvio Berlusconi è indagato dal 21 dicembre scorso, come ha precisato una nota diffusa in tarda mattinata dal procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati, per utilizzo della prostituzione minorile e per concussione. Questa seconda accusa riguarda la telefonata con cui la scorta del Cavaliere chiese, nella notte, ai vertici della questura milanese di consegnare la minorenne alla consigliera Minetti.
L’accusa di utilizzo della prostituzione minorile è punita con il carcere fino a tre anni. Il leader del Pdl, secondo la Procura, non solo avrebbe avuto dunque rapporti con la marocchina, che pubblicamente ha sempre negato di essersi appartata con il premier, ma sarebbe stato consapevole di trovarsi di fronte a una minorenne. I fatti, secondo gli inquirenti, si sarebbero consumati tra il febbraio e il maggio dello scorso anno. Fino a quando, cioè, in seguito a una segnalazione, Ruby venne condotta in Questura.
La giovane marocchina sarebbe stata ospite ad Arcore, nella villa del premier, ben più delle tre volte ammesse dalla ragazza sia ai magistrati che nel corso di alcune dichiarazioni pubbliche, in alcuni periodi in modo continuativo. Stando a quanto si apprende gli inquirenti sarebbero riusciti a ricostruire i ‘soggiorni’ dell’allora minorenne grazie ai tracciati del cellulare di Ruby e altri riscontri tecnici che non lascerebbero dubbi, a detta degli investigatori, circa la natura del reato.
Coinvolti anche Emilio Fede e Lele Mora, accusati di induzione e favoreggiamento aggravato della prostituzione, in concorso con il consigliere regionale della Lombardia Nicole Minetti, ai quali è stata notificata un’informazione di garanzia. ”Ribadisco che non ho mai presentato Ruby a nessuno, l’ho incontrata due volte per caso, una volta per un concorso di bellezza e poi l’ho rivista in un ristorante, ma sicuramente non l’ho mai presentata a Berlusconi” ha detto il direttore del Tg4 all’Adnkronos.
A Milano la polizia ha bussato agli uffici della Minetti. Perquisizione ‘fallita’, invece, negli uffici di Giuseppe Spinelli, il ‘cassiere’ storico di Berlusconi, che avrebbe spiegato agli inquirenti che i locali oggetto della perquisizione sono di pertinenza della segreteria politica del premier.
Anche l’abitazione di Ruby è stata perquisita oggi dalla polizia giudiziaria per nuovi accertamenti. Nel procedimento Karima el Mahroug risulta parte offesa. La ragazza, dice il suo difensore, l’avvocato Massimo Dinoia, non è stata più ascoltata dagli inquirenti milanesi dall’ottobre dello scorso anno. Il legale precisa come le testimonianze della sua giovane assistita si siano interrotte da mesi. Questo particolare fa ipotizzare che gli inquirenti abbiano raccolto informazioni sul premier successivamente da altri testi. Il nome di Berlusconi, infatti, è stato iscritto nel registro degli indagati il 21 dicembre. Altre persone, quindi, avrebbero parlato di feste nella villa del premier alla presenza della giovane marocchina all’epoca minorenne.
Per gli avvocati del premier Piero Longo e Niccolò Ghedini ”la nuova indagine nei confronti del presidente del Consiglio da parte della Procura di Milano appare talmente assurda e infondata in fatto e in diritto che non meriterebbe commento alcuno. Si deve però osservare che le ipotesi prospettate sono già state ampiamente smentite da tutti i testimoni e dai diretti protagonisti”. E’ quanto affermano i due legali in una dichiarazione congiunta.
”Il depositare in questa fase parziale stralci di atti di indagine, fra cui moltissimi giuridicamente inutili e confezionati in chiara prospettiva accusatoria, fa apparire questa vicenda più mediatica che processuale, che non potrà che concludersi con una doverosa archiviazione”, sottolineano i due legali del premier. ”Si tratta in realtà di una gravissima intromissione nella vita privata del presidente del Consiglio – concludono – che non ha precedenti nella storia giudiziaria del Paese e che dimostra la insostenibile situazione dei rapporti con una certa parte della magistratura”.
Per il pm del Tribunale dei Minori Anna Maria Fiorillo, il magistrato che si occupò del caso Ruby la notte tra il 27 e il 28 maggio dello scorso anno, invece ”è molto importante che si faccia chiarezza sul ruolo che l’autorità giudiziaria ha svolto nel corso degli eventi sia successivamente nella ricostruzione dei fatti”. Questo Anna Maria Fiorillo lo dice in particolare in riferimento alla richiesta da lei avanzata al Csm “di chiarimenti su quanto il ministro dell’Interno Roberto Maroni aveva dichiarato in Parlamento, quando descrisse una situazione di assoluta legalità sulla base di quanto emergeva dalle indagini milanesi”. Il Csm, secondo le ultime notizie, avrebbe archiviato il caso Fiorillo-Maroni anche se, dice oggi il magistrato milanese “a me non risulta ancora nessuna archiviazione. Comunque l’importante, per quella che è la mia posizione, è che si apra un dibattito e si discuta”.
E’ una girandola di reazioni. Di ”consueto e logoro copione, fatto di fughe di notizie e di accuse inverosimili” parla Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. Analogamente per il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, ”è un film che si ripete per l’ennesima volta secondo un preciso disegno”. ”Il premier è chiaramente oggetto di persecuzione da parte di alcune procure – dice il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini – La giustizia a orologeria è ormai una triste consuetudine a cui gli italiani sono abituati”. Il deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio si spinge oltre e arriva a dare dei ”talebani” ai magistrati della Procura di Milano.
“Non abbiamo nulla da commentare, ci stiamo occupando di politica, queste non sono vicende politiche. Ci sono perquisizioni in corso, notizie frammentarie, non abbiamo nulla di concreto. Le conseguenze politiche andranno valutate quando sarà chiaro il quadro” taglia corto il capogruppo di Fli alla Camera, Italo Bocchino.
Ci va giù duro invece Antonio Di Pietro. “E’ la Procura che perseguita Berlusconi o è Berlusconi che perseguita se stesso”? si chiede il leader dell’Italia dei Valori, sottolineando che bisogna dare “atto alla procura di Milano che ha aspettato la decisone della Consulta per non influenzare l’opinione pubblica”.
“Rispetto per le indagini ma per favore ci vengano risparmiati mesi di avvitamento dell’Italia sui problemi di Berlusconi – afferma Pierluigi Bersani commentando gli ultimi sviluppi del caso Ruby – Un premier in fuga dal paese e da se stesso, perché non c’è più un governo e lui è costretto ogni giorno ad aggirare sue responsabilità vere o presunte, non possiamo permettercelo”.
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fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Caso-Ruby-Berlusconi-indagato-a-Milano-Notificato-al-premier-linvito-a-comparire_311540495492.html



ESCLUSIVO - La consigliera Pdl sotto indagine per favoreggiamento della prostituzione

Caso Ruby, Berlusconi indagato

Sul pc di Ruby foto e video delle feste con il premier

in Sardegna. Perquisizioni negli uffici di Nicole Minetti. La marocchina si sarebbe recata «più volte» nella villa

 
 MILANO - La Procura di Milano ha indagato Silvio Berlusconi per le ipotesi di reato di «concussione» e di «prostituzione minorile». Secondo la contestazione d’accusa, allo scopo di occultare di essere stato cliente di una prostituta minorenne in numerosi weekend ad Arcore, assicurarsi l’impunità da questo reato e scongiurare che venissero a galla i retroscena delle feste nella sua residenza brianzola, il presidente del Consiglio la notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 avrebbe abusato della propria qualità di primo ministro per indurre i funzionari della Questura di Milano ad affidare indebitamente l’allora 17enne marocchina Karima "Ruby" El Mahroug, scappata da una comunità per minori, alla consigliera regionale lombarda pdl Nicole Minetti. In una nota, la Procura di Milano spiega che il premier è stato iscritto nel registro degli indagati il 21 dicembre e che oggi gli è stato notificato l'invito a comparire. Nello stesso comunicato, il procuratore capo della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati chiarisce che il reato di sfruttamento della prostituzione si sarebbe consumato ad Arcore nel periodo che va da febbraio a maggio del 2010.
I REATI CONTESTATI -Il reato di «concussione» (articolo 317 del codice penale) punisce con la reclusione da 4 a 12 anni il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringa o induca taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro od altra utilità. Al premier è contestato con l’aggravante il reato di «prostituzione minorile» (articolo 600 bis, contestato al premier nella forma del secondo comma) punisce con la reclusione da 6 mesi a 3 anni chiunque compia atti sessuali con un minore di età compresa tra i 14 e 18 anni in cambio di denaro o di altra utilità economica, ed è l’unico caso nel quale il cliente di una prostituta è sanzionato penalmente.
MORA, FEDE E LA MINETTI - Nella stessa inchiesta, coordinata dai procuratori aggiunti Ilda Boccassini e Pietro Forno e dal pm Antonio Sangermano, sono indagati anche il direttore del Tg4 Emilio Fede, Nicole Minetti e l'agente di spettacolo Lele Mora. Tutti e tre sono accusati in concorso di aver indotto alla prostituzione Ruby tra il febbraio e il maggio dello scorso anno. Nell'arco dello stesso periodo di tempo, secondo le indagini, Berlusconi avrebbe avuto rapporti sessuali con la giovane, all'epoca 17enne, nella residenza di Arcore. Mora, Fede (ai due stamani è stata notificata un'informazione di garanzia, come comunicato dalla Procura) e la Minetti, inoltre, stando alle accuse, avrebbero gestito anche un giro di prostitute maggiorenni: a loro, infatti, viene contestata anche la violazione di alcune disposizioni della legge Merlin e, in particolare, l'aver indotto, favorito e sfruttato la prostituzione reclutando più prostitute.
LE FOTO E I VIDEO - Gli sviluppi dell’inchiesta sul caso Ruby stanno emergendo dalle perquisizioni in corso a Milano. Anche la giovane marocchina Ruby, che risiede in un'abitazione su lungomare genovese insieme al suo attuale compagno, ha subito una perquisizione. Si tratta della seconda a carico della marocchina, dopo quella avvenuta il 28 ottobre scorso nella sua stanza della comunità famiglia di Sant'Ilario. In quell'occasione la polizia sequestrò un pc all'interno del quale vennero trovate foto digitali e filmati che immortalavano feste con il premier in Sardegna. Questa volta, secondo indiscrezioni, sono stati cercati appunti, probabilmente relativi al libro che Ruby ha detto di voler scrivere sulla sua vicenda.
LE PERQUISIZIONI - Tra le residenze perquisite anche quella all'uomo di fiducia del premier che storicamente amministra il "portafoglio" familiare di Berlusconi: Giuseppe Spinelli, anni fa indagato con il Cavaliere e uscito dai processi su Medusa film e sulla villa di Macherio, nonchè già tra gli amministratori della holding Dolcedrago e dell'immobiliare Idra (che ha la villa di Arcore). Gli inquirenti si sono presentati nell’ufficio di Spinelli, non indagato, per eseguire una perquisizione, ma ad essi è stato opposto il fatto che le sue stanze sarebbero «pertinenza della segreteria politica dell’onorevole Berlusconi». Argomento che, secondo fonti vicine al manager, non sarebbe stato contestato dagli inquirenti, i quali hanno rinunciato alla perquisizione e lasciato gli uffici di Spinelli. La polizia sta perquisendo anche gli uffici della consigliere regionale Nicole Minetti, indagata per favoreggiamento della prostituzione, sia adulta sia minorile. Stessa ipotesi di reato per Lele Mora ed Emilio Fede, raggiunti da un avviso di garanzia. Anche la giovane marocchina Ruby, che risiede in una comunità in provincia di Genova, si apprende da fonti giudiziari, è stata perquisita.
FORZE DELL'ORDINE PARTI LESE - Nell'inchiesta sul caso Berlusconi/Ruby non ci sono appartenenti alle forze dell'ordine indagati. Anzi, i funzionari della Questura milanese che ricevettero le telefonate di Berlusconi sono le parti lese della concussione addebitata dai pm al premier.
RUBY PIÙ VOLTE AD ARCORE - Karima, la 17enne (nel 2010) marocchina al centro del caso per il quale Berlusconi è indagato per le ipotesi di reato di concussione e prostituzione minorile, non avrebbe detto il vero quando aveva pubblicamente affermato di essere stata ad Arcore solo una o due volte. A smentirla, e a pesare nell'inchiesta, sarebbe l'esito dello studio del traffico telefonico del suo cellulare, che l'avrebbe localizzata ad Arcore non una sola volta, ma in numerosi weekend concomitanti con la presenza di Berlusconi nella propria residenza.
Luigi Ferrarella
14 gennaio 2011

Persecutori, non perseguitati

 
di Michele

Il fatto che è una balla che esisterebbe una persecuzione politico-giudiziaria nei confronti di Berlusconi è dimostrato dalle indagini e processi giudiziari antecedenti il suo ingresso in politica, che lo hanno visto imputato. Ad esempio, già nel lontano 1989 fu dimostrata la sua colpevolezza, poi amnistiata, per falsa testimonianza sull’iscrizione alla loggia massonica P2. Antecedente al suo ingresso in politica è l’indagine in cui fu coinvolto per traffico di droga che venne archiviata nel 1991. Prima dell’ingresso in politica hanno inizio anche le inchieste indirizzate a far luce sulle attività finanziarie delle holding facenti capo a Fininvest.
Ipotizzando per assurdo che Berlusconi sia antipatico a tutti i magistrati e che quindi contro di lui siano state costruite solo calunnie, allora nella sua posizione di forza, sfruttando il potere politico, si sarebbe fatto risarcire delle diffamazioni e calunnie costruite contro di lui; in realtà, le accuse non erano infondate ma vere, in alcuni casi gli è andata bene per insufficienza di prove, ma non era nelle condizioni di esporre querela per calunnia e quando lo ha fatto ha avuto torto; il querelato a sua volta chiede risarcimento e quando si ha torto non solo non si viene risarciti ma si finisce col pagare anche in moneta il querelato che, avendo ragione, non ha calunniato.
Viene più logico da pensare che chi sfugge al processo o alla cattura, nel caso di latitanza, lo fa perchè colpevole. Ma, per assurdo, ammesso che contro Craxi e Berlusconi ci sia stato un fumus persecuturio, i processi si fanno sulla base di prove e i magistrati avevano trovato testimonianze, confessioni e soprattutto le mazzette. Nei confronti di Berlusconi solo quando le prove erano insufficienti non c’è stato un intervento legislativo da parte di quest’ultimo, interventi che in altri casi hanno ottenuto di: rinviare processi attraverso legittimo impedimento, legittimo sospetto, lodo Schifani e Alfano incostituzionali; bloccare l’acquisizione di prove con la legge sulle rogatorie; depenalizzare i reati commessi come il falso in bilancio; arrivare alla prescrizione riducendone i termini.
Ma tutto ciò non basta a togliere la pessima fama sotto l’aspetto etico-morale, allora la controinformazione piduista di regime sta cercando di ribaltare la realtà dei fatti; ci troviamo di fronte ad atti eversivi di smantellamento dello stato di diritto.
Ovviamente Berlusconi non è vittima di alcun complotto.
Infatti, è accertato, dalla sentenza definitiva della Cassazione, che Mills è stato corrotto per testimoniare il falso nell’ambito di due processi in cui era imputato Silvio Berlusconi (il processo per corruzione alla Guardia di Finanza e il processo dei fondi neri di All Iberian) allo scopo di “tenere fuori da un mare di guai” Silvio Berlusconi.
E’ accertato che il giudice Metta è stato corrotto dai legali di Berlusconi per strappare la Mondadori a De Benedetti.
E’ accertato, dal processo All Iberian 1, il finanziamento illecito di 22 miliardi di lire al PSI, denaro partito da fondi occulti della Fininvest per finire nei conti svizzeri del PSI di Craxi.
E’ accertato che alcuni finanzieri sono stati corrotti per far chiudere loro tutti e due gli occhi sulle irregolarità riscontrate nelle verifiche fiscali presso le aziende di famiglia Berlusconi; Massimo Maria Berruti e Salvatore Sciascia, che erano fiscalisti del gruppo Fininvest e prima ancora ufficiali della Guardia di Finanza, sono stati condannati in via definitiva in tale processo relativo alle tangenti alla Guardia di Finanza e poi hanno fatto carriera politica entrando in parlamento col partito di Berlusconi.

Appare evidente che non c’è un uso politico della giustizia ma c’è chi fa politica per impedire alla giustizia di compiere il suo corso legittimo e doveroso, denigrando e minacciando la magistratura attraverso un disegno eversivo per attentare all’autonomia e indipendenza della magistratura.

30 gennaio 2010
fonte: http://veritaedemocrazia.blogspot.com/2010/01/persecutori-non-perseguitati.html

,,,,,,,,,,,,,,,,,,Minetti

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