L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























domenica 23 gennaio 2011

L'imprenditore ricattato

L'imprenditore ricattato

18 gennaio 2011 —   pagina 9   sezione: PALERMO

GLI imprenditori vessati non denunciano e il racket non si ferma davantia niente, neanche quando le circostanze lo portanoa distanza ravvicinatissima con le istituzioni.
Succede così che la cosca di Partinico, ormai decimata dalle ripetute operazioni di polizia, non esita a chiedere il pizzo ad una impresa sequestrata e in amministrazione giudiziaria o ad un'altra che lavora all'interno del carcere di Pagliarelli.
Particolari sconcertanti che emergono dalle intercettazioni agli atti dell'ordinanza dell'operazione Codice Rosso. È l'8 maggio 2009 quando Andrea Impastato, imprenditore edile molto vicino a Bernardo Provenzano, da poco scarcerato dopo aver scontato una condanna per mafia, si incontra con il "collega" Pietro Manno in un bar della piazza di Mondello. Impastato vorrebbe reinserirsi nel mercato delle forniture di calcestruzzi nei cantieri edili ma trova difficoltà, gli viene preferita un'impresa di Cinisi, e chiede a Manno consigli su come muoversi: «Sono tinti, però io, per vedere a chi posso... dove posso andare a bussare, per vedere da dove mi arrivano queste contrarietà... io devo cercare a qualcuno per vedere o che ho sbagliato e non me ne sono reso conto, o che ci sono o che ci sono altri...?». Manno, prima risponde in modo generico: «Lei lo sa meglio di me, non è che ci passò stamattina... è nato stamattina! E' una vita che lei fa questo mestiere». Poi, quando Impastato gli chiede se lui sta lavorando alla realizzazione di 300 alloggi all'interno del carcere di Pagliarelli, risponde: «Sì, ad esempio, al carcere, pure che ero dentro il carcere lo stesso a me mi chiamarono, nonè che perché eravamo dentro il carcere, io, non mi ha chiamato nessuno... Minchia, saltarono fuori e io non li conosco». «Ah! pure là dentro il carcere?» si meraviglia Impastato.
«Dapp ertutto», conclude Manno. A chiedere la messa a posto a Manno per l'esecuzione di lavori in subappalto nel carcere di Pagliarelli - scrivonoi magistrati nell'ordinanza di custodia cautelare - sono esponenti mafiosi della zona di Partanna Mondello. E d'altra parte, i mafiosi delle famiglie di Partinico e Carini avevano chiesto il pagamento della tangente anche alle imprese sequestrate dello stesso Impastato, la Meditour e Prime iniziative, nonostante la presenza dell'amministratore giudiziario. Incredulo davanti alle richieste di Vito Failla, Andrea e Giacomo La Duca, emissari del boss di Partinico Leonardo Vitale e dal capofamiglia di Carini Giovanbattista Passalacqua, Andrea Impastato osservava di non poter accogliere le richieste perché non era più padrone delle sue aziende. Secca la replica dei tre estorsori, intercettati dagli investigatori: «Ti mettemu i catenazzi».
 - a. z.

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