L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























giovedì 17 marzo 2011

150 anni e ancora a cercare l'UNITA'

150 ANNI E ANCORA CERCARE L’UNITA’ – Pasolini: Alla mia nazione / La storia d’Italia nelle parole di Pasolini
Noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni. Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è.In cui tutto scorre per non passare davvero. Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili, imparerebbe che questo Paese speciale nel vivere alla grande, ma con le pezze al culo, che i suoi vizi sono ciclici, si ripetono incarnati da uomini diversi con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica, con l’identica allergia alla coerenza, a una tensione morale.

Pier Paolo Pasolini, Scritti corsari, 1975

 
Alla mia nazione
Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico ma nazione vivente, ma nazione europea: e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti, governanti impiegati di agrari, prefetti codini, avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi, funzionari liberali carogne come gli zii bigotti, una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino! Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti, tra case coloniali scrostate ormai come chiese. Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti, proprio perché fosti cosciente, sei incosciente. E solo perché sei cattolica, non puoi pensare che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male. 
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

La storia d’Italia nelle parole di Pasolini
 A quasi trentasei anni dalla sua morte, continuiamo a invocare il nome di Pier Paolo Pasolini, con la stessa disperazione con cui un Paese bisognoso di eroi, nell’accezione brechtiana dell’espressione, non li trova. Perché molti di noi vorrebbero la voce un po’ nasale e severa del poeta, scrittore e regista come guida perché l’Italia ritrovi una strada di decenza e sviluppo.
Sulla voce di Pasolini e su immagini di repertorio che raccontano il nostro Paese dal secondo dopoguerra è costruito il bel documentario del 2006 di Matteo Cerami e Mario Sesti, edito da Feltrinelli in un bel cofanetto con un libro che contiene i testi del film e altri ancora.

Sono i testi di Pasolini che, letti dalla voce di Toni Servillo, si affiancano, rafforzandole, alle immagini: i curatori hanno fatto una scelta efficace delle parole dell’intellettuale. Sono annotazioni, considerazioni estemporanee, stralci di articoli, ma anche poesie, talvolta selezionate tra quelle che Pasolini aveva più care, poiché pensate e scritte in friulano, la lingua (della) madre. Non è un caso che sia una voce femminile a recitarle in originale, con l’inconfondibile timbro di Servillo a sovrapporsi ad esse, in una traduzione necessaria, per quanto limiti la musicalità dei versi.Scorrono intensi e dolorosi i cinquanta minuti circa di La voce di Pasolini, e regalano emozioni e pensieri, specialmente quando è la vera voce del Pasolini regista a manifestarsi. Gli autori del documentario, infatti, hanno recuperato una registrazione in cui PPP detta degli appunti per uno dei tanti film mitici della storia del cinema italiano, quel Porno-Teo-Kolossal che doveva essere interpretato da Eduardo de Filippo e Ninetto Davoli, e che non vide mai la luce, a causa dell’omicidio del novembre 1975.

 
Intessuto nel discorso sull’Italia

che forma l’asse principale del documentario, quindi, ve n’è un altro, accompagnato dalle immagini di Gianluigi Toccafondo. Pasolini racconta quello che, secondo le sue intenzioni, sarebbe stato il film conclusivo della sua carriera di cineasta, un film duramente accusatorio rispetto allo stato delle cose, con trasfigurazioni mitiche di metropoli quali Roma, Milano e Parigi. Voleva rappresentare tre tipi di utopia, con il film, destinati a crollare in maniera apocalittica e a portare con loro la Fede, ultimo orizzonte ideale e continuo punto di confronto del Pasolini regista e sceneggiatore, ma non solo. Basterebbe forse solo questo prezioso documento per rendere La voce di Pasolini un documentario da vedere a tutti i costi, ma il film principale che si trova nel dvd viene affiancato da diversi extra, tra cui è doveroso segnalare almeno La fine di Salò, un’inchiesta sul finale dell’ultimo film di Pasolini in cui vengono intervistati attori, autori, tecnici e amici e vengono mostrate immagini inedite catturate sul set del film.
di Francesco Locane 16/02/2011


fonte:  http://www.pamperofundacion.it/uncategorized/la-voce-di-pasolini-riflettere-sulla-storia-ditalia/


Da Dell'Utri un inedito di Pasolini sui misteri dell'Eni



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