L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























martedì 22 marzo 2011

Chernobyl, "Dopo 25 anni ancora alto il rischio tumori nei supers

Riportiamo l'art. di ieri di Repubblica.it sullo studio epidemiologico riguardante l'incidenza del tumore della tiroide.
 
Sarcofago:
la struttura che a Chernobyl copre il reattore 4 (che ancora sta bruciando). Soluzione provvisoria che doveva mettere in sicurezza il sito per 20-30 anni. Ne sono passati 22: il cemento si sta sfaldando, tra le sue crepe nidificano uccelli e tutto attorno, per un raggio di chilometri, i misuratori di radioattività impazziscono.

NUCLEARE

Chernobyl, "Dopo 25 anni ancora alto il rischio tumori nei superstiti"

Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Environmental Health Perspectives la probabilità che si possa contrarre il cancro è ancora uguale ai giorni immediatamente successivi al disastro nella centrale atomica. Una ricerca che getta una luce inquitante sulle conseguenze del terremoto e dello tsunami
di VALERIA PINI

ROMA - Non sono bastati 25 anni per far diminuire il rischio di tumore nelle persone che abitavano vicino alla centrale di Chernobyl al momento dell'incidente. Bambini e i teenager che bevvero latte o mangiarono formaggio contaminato, nei giorni che seguirono l'esplosione, continuano ancora oggi a rischiare di ammalarsi di tumore alla tiroide.
Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Environmental Health Perspectives la probabilità che si contragga il cancro è ancora uguale ai giorni successivi al disastro. Lo studio, condotto dal National Institute of Health americano, ha esaminato 12.500 persone che avevano meno di 18 anni al momento dell'incidente, misurando due mesi dopo i livelli di Iodio-131 nella loro tiroide.
La ricerca getta così un'ombra ulteriore sulla sorte delle migliaia di persone contaminate in seguito agli incidenti nelle centrali atomiche in Giappone, dopo il terremoto dell'11 marzo.

Pazienti seguiti nel tempo.

I ricercatori hanno misurato appena due mesi dopo la tragedia i livelli di Iodio-131, un isotopo radioattivo rilasciato in abbondanza dopo l'esplosione della centrale. I pazienti sono poi stati visitati dopo 12 anni, e quindi seguiti per i 10 anni successivi. In questo lasso di tempo 65 persone hanno avuto una diagnosi di cancro alla tiroide. Si è scoperto inoltre che la probabilità di ammalarsi è doppia per ogni gray (unità di radiazione assorbita) misurato nei pazienti. In pratica chi al tempo era stato colpito di più dalle radiazioni è più a rischio.
 
Non cala il rischio col passar del tempo.

"Non abbiamo trovato nessuna evidenza nel corso dello studio che indicasse una decrescita nel tempo del rischio di tumore, quello che abbiamo osservato è che l'assorbimento delle radiazioni da Iodio-131 è proporzionale al rischio del cancro, che non sembra abbassarsi con il tempo", scrivono nella loro relazione gli studiosi del National Institute of Health.
Le bombe atomiche.
Secondo altri studi portati avanti sulle persone che sono sopravvissute alle bombe atomiche della Seconda Guerra Mondiale il rischio inizia a diminuire a 30 anni dall'esposizione. Il livello comunque dopo 40 anni è maggiore rispetto al resto della popolazione.

Le stime sui potenziali danni a lungo termine dell'esplosione di Chernobyl sono divergenti. Studi dell'Organizzazione mondiale della sanità parlano di un massimo di seimila morti, mentre secondo altre ricerche, soprattutto di associazioni ambientaliste, potrebbero essere più di 100mila.
 
Una triste eredità del disastro di Chernobyl: a oltre 20 anni di distanza nascono ancora bambini mentalmente handicappati che vengono abbandonati in orfanotrofio.
I bambini più esposti.
I bambini sono i più esposti a rischi di radiazioni. Le conseguenze possono essere anche linfomi e leucemie. Le aree del corpo considerate più radio-sensibili sono quelle le cui cellule si moltiplicano molto rapidamente: la pelle, il midollo osseo e le ghiandole sessuali. Mentre reni, fegato, muscoli e sistema nervoso sono ritenuti radio resistenti, poiché le cellule che compongono questi tessuti si riproducono con minore facilità.
Infiammazioni su pelle e bocca.
I rischi più immediati, dunque, sono rappresentati da infiammazioni che coinvolgono la pelle e la bocca, da emorragie sottocutanee e perdita di capelli. Il tasso di mortalità è particolarmente elevato nell'arco di 45 giorni dal momento in cui si viene a contatto con le radiazioni.

http://ehp03.niehs.nih.gov/article/fetchArticle.action;jsessionid=7F1AE45116F7FB50749EDA767E1FD3FD?articleURI=info%3Adoi%2F10.1289%2Fehp.1002674





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