L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 29 luglio 2011

Quella donna dietro Bisignani

A Castelfranco di Sopra Rita Papi ha svelato l'arcano dei costi della politica: a Luglio ha guadagnato 70 euro Sindaci e buste paga su Facebook

Scritto da Michele Lupetti

 

In questo possiamo dirci precursori. Ai tempi del "Pollo della Valdichiana" fummo i primi a scrivere quanto prendavano di stipendio i nostri Sindaci e in molti ci dissero "Ma no, non è possibile" perchè la cifra sembrava troppo bassa, in quanto più o meno corrispondente a quella di un operaio specializzato, o di un impiegato (con variazioni non troppo significative a seconda dei casi e delle dimensioni dei comuni). Poi, nel corso del tempo, più volte nelle interviste (ad esempio nella nostra trasmissione Pollo-Aquarius) siamo tornati sul tema. In queste ore in cui ormai il costo della politica è argomento centrasle fa scalpore il gesto del Sindaco di un piccolo comune aretino, Castelfranco di Sopra, Rita Papi, che stanca del chiacchiericcio sui costi della politica ha preso la sua ultima busta paga, l'ha scannerizzata e l'ha messa sulla sua pagina Facebook.
Risultato: dei 680 euro di indennità (Castelfranco conta appena 3.100 abitanti) a causa di una serie di trattenute al Sindaco sono spettati appena 70,33 euro. Ovviamente si tratta di un caso-limite, ma che potrebbe servire da esempio e spingere i nostri Sindaci a "svegliarsi". Non c'è ovviamente bisogno di replicare il gesto della Papi, ma senso avrebbe prendere qualche iniziativa congiunta sia di chiarezza che di protesta. Il tema è caldo, l'opinione pubblica ne discute e non sempre in modo informato, e mentre i Comuni si barcamenano con sempre maggiori difficoltà c'è chi riesce addirittura a far ricadere su di loro le colpe degli "sprechi" pubblici. Forse è il caso di trovare una voce unitaria per riportare la situazione quantomeno alla realtà

Pubblicato in L'Editoriale


La Casta insulta il 'traditore'

di Emiliano Fittipaldi
Il deputato dell'Italia dei Valori Carlo Monai aveva rivelato all'Espresso tutti i privilegi dei parlamentari: i suoi colleghi in aula lo hanno sommerso di fischi, ululati e male parole
(29 luglio 2011

Tempi duri per Carlo Monai, il deputato dell'Idv che ha raccontato all'Espresso gli infiniti privilegi di cui possono godere consiglieri regionali e deputati.

Martedì scorso durante un dibattito in Aula è stato infatti contestato e insultato da mezzo emiciclo, da maggioranza (Pdl e Lega Nord) ed opposizione, Pd in testa. Insomma, è scattata la caccia al traditore. Nessuno gli ha contestato l'intervista nel merito (i lavori parlamentari che chiudono il giovedì, le indennità di ogni tipo, gli sconti possibili su auto, mutui, ingressi a teatri, il posto fisso allo stadio, i benefit di ogni tipo e forma, il ristorante dove la bistecca di manzo costa poco più di due euro), ma tutti hanno difeso il lavoro che si fa a Montecitorio. E anche quello che si fa nei week-end fuori dall'Aula: «Noi cerchiamo di capire» ha detto Donata Lenzi del Pd citando, forse involontariamente, una nota sequenza di Ecce Bombo di Moretti «ci prepariamo, incontriamo gente, studiamo...»

La Lenzi è quella che l'ha attaccato per primo. Rivolgendosi ai colleghi, s'è detta colpita da «ciò che sta uscendo sui giornali, le riviste, i siti, e-mail» sul tema della Casta. «Alla campagna già in corso si è aggiunta in questi ultimi due giorni la testimonianza di un nullafacente (allusione a Monai, ndr) purtroppo autodenunciatosi nostro collega, il quale però ha ritenuto opportuno allargare questa sua autodefinizione a tutti i 630 componenti di quest'Aula. Non entro nel merito (ne discuteremo la prossima settimana) circa l'opportunità, che mi vede assolutamente convinta, di partecipare anche noi, attraverso la riduzione delle nostre indennità, all'attuale situazione di difficoltà... Non entro nel merito dell'elenco delle varie opportunità, molte a me assolutamente sconosciute su acquisto di automobili, entrate gratis in teatro, altri vantaggi del genere di cui la gran parte di noi non solo non sa nulla ma si è ben guardata di andare anche ad informarsi. Chi è in un partito strutturato, vero, radicato sul territorio, il sabato e la domenica è alle iniziative pubbliche, a riunioni di partito, a fare volantinaggio oppure studia, si prepara, cerca di capire, si organizza, incontra gente, incontra rappresentanti della società civile, degli interessi...».

Dopo l'intervento della Lenzi, prende la parola Giuliano Cazzola, del Pdl, che protesta perché su Mediaset una trasmissione seguiva con una telecamera nascosta i parlamentari. «Non si può fare informazione in questo modo, siamo persone che lavorano tutto sommato tutto il giorno, e che magari saltano anche il pranzo. Non possiamo essere presentati come sanguisughe se alla cera ceniamo.

Poi è la volta di Monai, che difende la sua posizione di testimone. «C'è uno scarto tra quello che è il nostro impegno e quello che guadagniamo». Fischi, buu della platea.

Interviene subito dopo Luca Rodolfo Paolini della Lega Nord, che chiede al presidente della Camera di far tutelare meglio l'onore dei deputati. «Anche a costo di spendere qualche cosa, in modo da informare correttamente i cittadini». In altre parole, Paolini propone che il palazzo spenda dei soldi (pubblici) per difendere le spese del Palazzo.

Subito dopo Giovanni Bachelet del Pd se la prende con le statistiche Openpolis («non è un buon indicatore dell'attività parlamentare, non considera l'attività delle Commissioni»), mentre Fabio Garagnani del Pdl attacca Fini, che secondo lui dovrebbe avere «molto più coraggio nel difendere le prerogative dei parlamentari, di chi lavora, del loro operato».




Da agevolazioni a privilegi. Supersconti Atc  a dipendenti di Comune, Provincia e Regione


Prezzi stracciati Atc. Basta essere dipendenti pubblici locali. Al posto dei 300 euro di abbonamento annuale che pagano i comuni cittadini, senza distinzione di reddito, si passa dai 115 euro dei dipendenti del Comune, ai 50 dell Provincia, fino ai 38 per i dipendenti di Viale Aldo Moro. Proprio nei giorni in cui la Finanza scopre che Atc non ha versato quasi 18milioni di euro nelle casse del Comune di Bologna
 Avete mai provato a sottoscrivere un abbonamento annuale per gli autobus a Bologna? Prezzo 300 euro (dopo il rincaro di febbraio 2011). Non importa che siate operai o impiegati, poveri o ricchi, che guadagniate 800 euro o 8 mila al mese, non c’è alcuna gradualità rispetto al reddito. Per i comuni mortali si pagano 3 carte “tonde tonde”. Certo, c’è chi è più fortunato: i pensionati sopra i 70 anni possono viaggiare tutto l’anno a 190 euro, gli studenti a 220. Eppure c’è chi è ancora più fortunato. Per esempio, un qualunque dirigente della Regione Emilia Romagna, pur guadagnando dai 45 mila fino a 150 mila euro lordi l’anno (a seconda della mansione), l’abbonamento annuale ha diritto a pagarlo 50 euro all’anno, un sesto del totale.

Oltretutto è da qualche settimana che Atc (l’azienda dei trasporti del comune di Bologna e di Ferrara) non se la passa troppo bene, soprattutto dopo la scoperta, qualche giorno fa, dei 17,7 milioni riscossi e mai versati alle casse del Comune di Bologna. Mentre la possibile restituzione di quei 17 milioni  a Palazzo d’Accursio potrebbe mettere in crisi i bilanci dell’azienda pubblica, si scopre che c’è una platea di almeno 5 mila persone tra Comune e Provincia di Bologna e Regione Emilia Romagna che quegli abbonamenti li può avere con sconti che possono andare oltre l’80%.

La motivazione di partenza di questi sconti è nobile: favorire la mobilità urbana con agevolazioni ai dipendenti delle grandi aziende pubbliche e private, come prevede il decreto firmato nel lontano marzo 1998 dal ministro dell’Ambiente dei Verdi, Edo Ronchi. Il decreto imponeva che “(…) gli enti pubblici con singole unità locali con più di 300 dipendenti e le imprese con più di 800 addetti” ubicate nei comuni molto inquinati, “adottano il piano degli spostamenti casa-lavoro del proprio personale dipendente (…). Il piano è finalizzato alla riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale e a una migliore organizzazione degli orari per limitare la congestione del traffico”. Il decreto del ministro dell’allora governo Prodi non prevedeva l’ammontare degli sconti. A questo hanno provveduto i singoli enti. E oggi, a 13 anni da quel decreto, quelle che dovevano essere agevolazioni sembrano essere diventate un chiaro privilegio.

Entrando nel dettaglio, per avere i prezzi migliori bisogna farsi assumere (anche a tempo determinato) nei palazzoni regionali di viale Aldo Moro a Bologna. Il sistema è molto semplice: c’è una convenzione tra Regione e Atc e sulla base di questa i dipendenti possono richiedere un abbonamento annuale. Il costo per i 365 giorni per il dipendente è di 38 euro, per i dirigenti di 50 euro. Non c’è alcuna differenza di inquadramento né di redditi.

L’abbonamento viene pagato solitamente con trattenuta sullo stipendio. Ipotizziamo una grande “sofferenza”,  per un dirigente, magari del settore Sanità e politiche sociali, che all’anno guadagna 149 mila euro lorde, vedersi trattenere 50 euro per viaggiare tutto l’anno su un autobus (sempre che abbia usufruito di un abbonamento Atc, va precisato).

I conti di quanto denaro se ne va via con queste agevolazioni sono presto fatti. La Regione ha rilasciato 1.900 abbonamenti quest’anno. Non sappiamo quanti siano a favore dei dirigenti e quanti per i dipendenti. Di fatto, se ipoteticamente fossero tutti abbonamenti a 50 euro per dirigenti, siamo a 475 mila euro di ammanco, se fossero a 38 euro (tariffa del dipendente semplice) si parla di 497 mila euro l’anno. Facendo una media siamo a 486 mila euro che si risparmierebbero se i dipendenti regionali pagassero l’abbonamento a prezzo intero, a 300 euro. E si tratta comunque di soldi pubblici, visto che, sia che paghi la Regione o sia che paghi Atc (che è pubblica), si tratta di soldi dei contribuenti.

In verità c’è di più. Secondo i dati forniti a ilfattoquotidiano.it da Atc, i titoli forniti alla Regione sarebbero non 1.900, ma 3.260, considerando anche organismi regionali come Arpa, Er.Go, Enea, Ervet, e a questo punto i prezzi lieviterebbero fino, forse, a raddoppiare rispetto a quei 496 mila euro.

C’è poi la Provincia di Bologna. Qui i dirigenti non possono usufruire dei prezzi speciali, ma per 627 dipendenti “semplici” (i dati sono della Provincia stessa, Atc ne comunica invece 700) c’è un abbonamento a 50 euro annui. In soldoni, se i 627 lavoratori pagassero il prezzo intero di 300 euro entrerebbero nelle casse pubbliche 156 mila euro in più. A Palazzo Malvezzi funziona così: Atc fa uno sconto di 90 euro, 160 li paga la Provincia, gli altri 50 sono a carico del dipendente.

Numeri grossi anche a Palazzo d’Accursio, dove gli abbonamenti in convenzione sono 1.408 (senza contare gli oltre 200 pacchetti di agevolazioni chiamate “Mi muovo” e gli sconti Trenitalia). I dipendenti comunali e i dirigenti (senza distinzione) possono usufruire di diversi pacchetti scontati oltre il 50%. L’abbonamento annuale urbano (il solito abbonamento a 300 euro prezzo pieno), per i lavoratori del Comune costa 115 euro.

In pratica, se ipoteticamente il Direttore generale del Comune, che guadagna 161 mila euro lordi annui, volesse un abbonamento Atc, lo pagherebbe (o forse lo ha già pagato) meno della metà di quello che pagherebbe un precario. Lo pagherebbe 105 euro in meno rispetto a uno studente. Il Comune per il solo rimborso di questo abbonamento dimezzato che in 1.171 dipendenti hanno scelto, spende (direttamente o tramite Atc, di cui è principale azionista) 216 mila euro.

Sempre tra i lavoratori del Comune in 105 hanno sottoscritto l’abbonamento extra urbano a zone: e anche in questo caso con sconti notevoli. Un esempio: per una zona, invece di pagare 230 euro il dipendente paga 77, per due zone 138 invece che 295 euro e via scontando.

Proprio pochi giorni fa il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha presentato un interessante pacchetto di agevolazioni per i bambini e per le famiglie. Un pacchetto che partirà da settembre e che costerà alle casse comunali 110 mila euro. Ma mentre i dipendenti e soprattutto i dirigenti continuano ad avere i loro prezzi super scontati, non si sa se le agevolazioni per bimbi e famiglie potranno essere rinnovate il prossimo anno, perché le casse comunali piangono.

Una cosa è certa, per viaggiare a prezzi più bassi le cose sono due: o si torna bambini o si diventa dipendenti pubblici, possibilmente dirigenti in Regione.

Fonte notizia


La beffa della tecnica
di Vincenzo Cicala

 
 L'informatica creativa, il libero mercato sono il f
rutto del progresso della  tecnica. L'affermazione telematica ne è stata l'affermazione caratterizzante

ed ha prodotto l'espansione del libero mercato. È stata promossa non più la  gestione dell'uomo e delle cose, ma il loro possesso assoluto.

La connessione capitale lavoro è andata in crisi. Esiste il capitale e se ne 
promuove l'accumulo in quantità indefinita, il lavoro è un accessorio che può  essere reperito in qualsiasi parte del mondo e del territorio nazionale, nei  luoghi dove poco si paga e nulla viene garantito al lavoratore poiché nessuna  garanzia sociale viene attivata.

Può essere il caso della ditta spostata in India e quello del sottoscala 
metropolitano dove sarti e sartine producono - per le grandi firme - abiti di  gala indossati negli spettacoli da celebri artisti.

Può essere il caso della maggiore ditta produttrice di energia elettrica che
riduce ad una palude e ad un deserto una intera parte - prima ricca di erbe e  di animali - di una nazione africana.

Quella popolazione viene praticamente espulsa.

Si ricovera su territorio europeo. Parte va a riempire le carceri. Parte è  precettata dalla delinquenza, parte si salva ad opera di anime pie.

Privati della patria e spogliati delle proprie ricchezze, vengono posseduti 
come cose impure.

Pagano due volte, prima la perdita delle proprie cose, poi la perdita di se 
stessi. Lo spettacolo più degradante per la nostra cosiddetta civiltà è la  visione delle migliaia di bambini sofferenti fino a morire di stenti.

Qualsiasi decisione di carattere economico viene oggi sottratta al governo 
nazionale e ceduta ad organismi di carattere sovranazionale, quali la  Commissione Europea, la BCE, il FMI.

Queste organizzazioni non hanno nessuna legittimazione politica, cioè non  rientra nei loro compiti interessarsi della buona amministrazione della  società.

Ad esse si affiancano le agenzie di rating. Nate negli Stati Uniti al fine di 
rendere trasparenti i bilanci delle aziende, invadono il mercato dei titoli,  garantendone la credibilità al di là del valore intrinseco che essi posseggono.

Questo fatto ha determinato la "bolla". I mutui fondiari, anche quelli non  garantiti da ipoteche credibili, sono stati "cartolarizzati", cioè trasformati in  titoli commerciati in Borsa.

Arrivato il momento della trasformazione in danaro, le banche sono entrate in  crisi.

Perché? Perché i contraenti dei mutui erano insolventi.

Per evitare il fallimento di grossi istituti bancari è intervenuto lo Stato che ha 
pagato i debiti delle banche con i soldi dei cittadini.

I contraenti dei mutui hanno perso le case per sequestro giudiziario e le 
hanno dovuto abbandonare.

La "bolla" era quella di un recipiente colmo di titoli - garantiti dalle agenzie di 
rating - pieni di niente.

E per risalire ai mutui originari è occorso percorrere a ritroso la strada di  diversi titoli "derivati", garantiti dalle agenzie ma, in realtà garantiti da  niente.

Le conseguenze di tutto questo delittuoso procedimento non sono state 
pagate da chi ha accumulato danaro, neanche una persona della casta  padrona finanziaria è stata rimossa e neanche una sola regola di prevenzione  è stata decretata.

Tutto cade sempre a spese dei cittadini. Di quali cittadini? Di quelli a reddito 
fisso con prelievo alla fonte, impiegati e pensionati, e di quelli che hanno  necessità di usufruire dei pubblici servizi e si sono trovati o davanti ad un  aumento sproporzionato dei costi oppure di fronte all'eliminazione - sic et  simpliciter - della prestazione del servizio.

Per esempio per certe analisi e terapie costose relative a malattie delicate e  gravi.

Per esempio pagamento analisi, accertamenti radiologici ecc..., in tutto od in  parte, secondo le regioni.

A spese dei malati, anche vecchi poveri invalidi e pensionati.

La casta padrona, politici, medici, primari, dentisti, liberi professionisti, 
addetti alla catena di distribuzione alimentare, assicurazioni, ecc..., ha  continuato a godere dei suoi privilegi.

E ad evadere. Non ti rilasciano una ricevuta fiscale neanche a prototipo da  incorniciare nel reliquario domestico.

Succhiando dal basso per alimentare la casta padrona in alto (si pensi ad uno 
stipendio dai diecimila ai centomila euro, assistenza socio sanitaria garantita  ai più alti livelli.

Solo per il senato 10 milioni di euro annui e pensione garantita dopo solo 
metà legislatura. (Praticamente LO SCIALO.), la scala sociale non ha più  forma di piramide.

In alto vi è un cestello dorato, sorretto da un'asta la cui base stende un 
manto di asfalto su tutti i cittadini.

ADDIO DEMOCRAZIA. ADDIO WELFARE. Nota bene che la cifra di oltre dieci 
milioni non è comprensiva delle normali prestazioni delle ASL.

Credo che questo regime informatico finanziario cumulativo possa e debba 
essere combattuto.

Noi abbiamo diritto al nostro welfare. Ce lo siamo guadagnato con secoli di 
guerre e di oscurantismo. Se noi stiamo insieme ed insieme ripudiamo la  classe padrona, questo misto di dirigenza e di malaffare, riacquisteremo  dignità di uomo e di cittadino.

Seguiamo l'esempio di don Puglisi e di tanti e poi tanti che si adoperano ogni 
giorno perché ciascuno possa sedere ad un desco, perché ciascuna donna  goda del suo diritto ad essere rispettata, ad avere una famiglia, ad essere  madre.

Abbasso le parate di povera gente che si camuffa da guitto felice. Ridateci 
l'essenziale.

La famiglia innanzitutto. La dignità. La scuola. Le cose essenziali della vita.

CHI ROMPE PAGHI E SI PRENDA I COCCI.

O devono pagare sempre l'impiegato ed il pensionato, il contadino e 
l'operaio, l'invalido? E la speranza di vivere distribuendo a ciascuno, non il  suo ma almeno quello che gli serve per saziare i bisogni essenziali, per  rimpannucciarsi e non morire assiderato ?

UNIAMOCI.

29/7/2011


Senza cibo contro la casta di Montecitorio

È la storia di Gaetano Ferrieri, 54enne veneto che chiede il taglio del 50 percento degli stipendi dei parlamentari, del 90 percento delle auto blu e una nuova legge elettorale

 I turisti lo prendono come un gazebo dove si danno informazioni... ma non è proprio così. Gaetano Ferrieri, 54enne di Venezia, davanti a Montecitorio sta portando avanti una protesta contro la casta. È lì dal 4 di giugno. E da quel giorno non ha toccato cibo, solo acqua e sali minerali. «Ho perso quasi 22 chili, a volte mi sento quasi svenire, ma non posso mollare. Sono gli ideali che
mi fanno andare avanti: sono stato politico, ma non lo sono più perchè non mi sono mai adattato a
quel mondo dove corruzione e privilegi sono normalità. Ora - continua - sto qui davanti, fino a quando non prenderanno in considerazione la petizione che abbiamo inviato alle più alte cariche dello Stato: riduzione del 50 percento dello stipendio di parlamentari e amministratori pubblici, taglio del 90 percento delle auto blu e nuova legge elettorale per creare una classe politica che veramente rispecchi le preferenze dei cittadini». La voce è debole ma ferma: «Sono molti gli ostacoli che incontriamo. A partire dall' indifferenza totale: Sky e RAI ci passano davanti tutti i giorni ma non si fermano mai mentre abbiamo dato interviste per tutte le più importanti tv straniere, i politici entrano a Montecitorio dall' entrata posteriore pur di non vedere e non sentirsi toccati nemmeno un po' da questa protesta». E la petizione alla fine è stata presa in esame: «A dire la verità c'è stata una risposta: ci ha ricevuto Alberto Solia, il segretario della Presidenza della Camera dei Deputati e ci ha detto che l' unico modo per smuovere qualcosa è quello di portare tre milioni di persone in piazza. Servono dei numeri del genere per smuovere una classe politica addormentata nel suo comodo lettone. Ma abbiamo bisogno di visibilità per raggiungere i nostri obiettivi». La battaglia che sta portando avanti non è per l' anarchia, tutt'altro: «La politica è una cosa sana - spiega Ferrieri - ma l'importante è farla con passione, cosa che non succede più, mi sembra. Gli italiani hanno carattere, noi lo vogliamo dimostrare -chiosa - e non devono più farsi calpestare dalle istituzioni. Bisogna ricordare a tutti che prima delle strutture di potere c'è il cittadino comune».
29/07/2011


 
Promozione per un referedum per l’abolizione dei privilegi parlamentari

Sull’Espresso di qualche settimana fa c’era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all’UNANIMITA’ e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa € 1.135,00 al mese.
Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.
STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE
STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)
RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
INDENNITA’ DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00) TUTTI ESENTASSE
TELEFONO CELLULARE gratis
TESSERA DEL CINEMA gratis
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA gratis
FRANCOBOLLI gratis
VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
PISCINE E PALESTRE gratis
FS gratis
AEREO DI STATO gratis
AMBASCIATE gratis
CLINICHE gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
ASSICURAZIONE MORTE gratis
AUTO BLU CON AUTISTA gratis
RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (41 anni per il pubblico impiego !!!)
Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sigra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l’auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!
Si sta promuovendo un referendum per l’ abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari. Queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani……
Aggiornato al 28 luglio 2011

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