Interrogazione con richiesta di risposta scritta P-012302/2011
alla Commissione
Articolo 117 del regolamento
Andrea Zanoni (ALDE)
Oggetto: Insostenibile inquinamento dell'aria nei comuni di Este e Monselice (Padova) a causa delle emissioni dei cementifici
In Italia, nei Comuni di Este e Monselice, in un raggio di 5 chilometri e all'interno del Parco regionale dei Colli sono in funzione tre cementifici. Il parco rientra nei siti di interesse comunitario ("Natura 2000") e il suo piano ambientale definisce i cementifici incompatibili con le finalità del parco, sollecitandone la riconversione o la delocalizzazione. Ciononostante, la Provincia di Padova ha espresso parere favorevole sulla compatibilità ambientale di un progetto di rinnovamento dello stabilimento Italcementi di Monselice, che permetterebbe di prolungarne l'attività per altri 30 anni. Il tribunale amministrativo regionale (TAR) del Veneto ha riconosciuto il contrasto tra l'intervento progettato e le norme del piano ambientale e, sul ricorso promosso dall'azienda e da altri enti, il 17 gennaio 2012 si pronuncerà il Consiglio di Stato. A causa dell'elevato inquinamento il "Piano di tutela e risanamento dell'atmosfera" ha collocato i comuni di Este e Monselice in "zona A" – da risanare. Le attuali normative, e in particolare il decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, che recepisce la direttiva IPPC (2008/1/CE) ancora vigente, prevedono per i cementifici in oggetto limiti di emissione come sotto riportato: polveri totali: 30 mg/Nm3; biossido di zolfo: 600 mg/Nm3; ossido di azoto: 1.800 mg /Nm3.
Sorprendentemente, per gli inceneritori il decreto legislativo 11 maggio 2005, n.133, in attuazione della direttiva 2000/76/CE, prevede i seguenti limiti di emissione: polveri totali: 10 mg/Nm3; biossido di zolfo: 50 mg/Nm3; biossido di azoto: 200 mg/Nm3.
Appare evidente la macroscopica ed incomprensibile diversità dei limiti di emissione tra cementifici e inceneritori per gli stessi inquinanti pericolosi per la salute. Ancora più incomprensibile risulta l'agevolazione ai cementifici, se si considera che le quantità assolute in peso (concentrazione x portata) dei sopraccitati inquinanti sono normalmente assai superiori per un cementificio rispetto a quelle di un inceneritore. Non si tiene conto, nel fissare i limiti di emissione, della distanza tra i tre cementifici i cui limiti di emissione sono tra i massimi consentiti dalla legge. La popolazione dell'area del parco si trova a dover sopportare un carico di inquinamento ben superiore a quello, già molto elevato, di un singolo cementificio.
Alla luce di quanto esposto, la Commissione non ritiene necessario e urgente abbassare i limiti di emissione dei cementifici per adeguarli almeno a quelli degli inceneritori, in particolare in funzione: a) dell'effettiva distanza dei cementifici tra di loro e b) delle distanze dagli insediamenti abitativi e della loro collocazione all'interno di territori protetti?
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