L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 24 marzo 2012

TAR PALERMO RICORSO 2451 2011 AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE EOLICO IO NON VOTO domenica 25 gennaio 2009

Realizzazione impianto eolico - Autorizzazione - Valutazione d’impatto ambientale -Tutela del paesaggio


Tribunale Amministrativo Regionale Sicilia Palermo sez. I 24/2/2011 n. 337
L’autorizzazione per la costruzione e l’esercizio degli impianti eolici è rilasciata a seguito di un procedimento unico, in cui tutte le amministrazioni interessate adottano le proprie determinazioni ai fini della valutazione di impatto ambientale, in sede di conferenza di servizi. 

In altri termini, “tutte le amministrazioni interessate dal progetto di realizzazione dell’opera, ivi compresa quella deputata alla tutela del paesaggio, sono tenute a partecipare alla predetta conferenza ed ad esprimere in tale sede i pareri di cui sono investiti per legge, secondo le dinamiche collaborative e dialettiche proprie dello strumento di semplificazione procedimentale voluto dal legislatore in subiecta materia”. 

Se resa al di fuori della conferenza la valutazione d’impatto ambientale é illegittima per incompetenza assoluta alla stregua di un atto adottato da un’autorità amministrativa priva di potere in materia.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 1514 del 2010, proposto da M & A Rinnovabili S.r.l. (Già Moncada Costruzioni S.r.l.), in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall`Avv. Gaetano Caponnetto, con domicilio eletto presso lo studio dell’Avv. Daniela Salerno sito in Palermo, via Sferracavallo n. 89/A;
contro
Regione Sicilia Assessorato Territorio e Ambiente, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall`Avvocatura Distrettuale dello Stato, presso i cui uffici domicilia per legge in Palermo, via A. De Gasperi n. 81;
per l`accertamento e la conseguente statuizione dell’illegittimità del silenzio
serbato dall’Amministrazione sull’istanza presentata dalla Società ricorrente in data 10.11.2006 prot. n. 2306/06 a mezzo raccomandata A.R. n. 131704025753, recapitata il 16.11.2006, avente ad oggetto la richiesta di valutazione di impatto ambientale prevista dall’art. 5 del D.P.R. 12.4.1996, recepito dalla Regione Siciliana con L. 2.5.2001 n. 6 sul progetto per la realizzazione di un impianto eolico nelle Contrade Cozzo Tre Monaci, Portella della Creta e Pizzo Formaggiera nei Comuni di Cammarata, Casteltermini, San Biagio Platani e San Giovanni Gemini, tutti in territorio della Provincia di Agrigento;
Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Regione Sicilia Assessorato Territorio e Ambiente - Dipart. Territorio e Ambiente Serv. 2 / U.O. Attività Produttive e di Reg. Sicilia Ass.To Terr. e Ambiente - Dipart. Terr. e Ambiente Serv. 2 / U.O. Attività Produttive in Pers. Dirigente;

Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 31 gennaio 2011 il dott. Pier Luigi Tomaiuoli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO
Con ricorso ritualmente notificato all’Amministrazioni resistente e depositato il 2.9.2010 la ricorrente, premesso che la Moncada Costruzioni s.r.l. aveva adito, con ricorso n. 2312/07 il T.A.R. Sicilia per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente sulla propria istanza di cui meglio in epigrafe ed avente ad oggetto la valutazione di impatto ambientale prevista dall’art. 5 del D.P.R. 12.4.1996, recepito dalla Regione Siciliana con legge 6/2001 sul progetto per la realizzazione di un impianto eolico nelle Contrade Cozzo Tre Monaci, Portella della Creta e Pizzo Formaggiera, nei comuni di Cammarata, Casteltermini, S. Biagio Platani e S. Giovanni Gemini, in provincia di Agrigento; che, in risposta ad una nota del 29.5.2007, aveva inviato al predetto Assessorato Territorio ed Ambiente la documentazione integrativa richiesta e corrisposto le somme di istruttoria della pratica, pari ad € 30.877,44; che, in ogni caso, essa aveva richiesto con nota del 29.11.2006 all’Assessorato Regionale Industria il rilascio dell’autorizzazione unica e dell’autorizzazione all’esercizio, attraverso la conferenza di servizi di cui all’art. 12, comma 3 del D. Lg.vo 387/2003; che tale conferenza si era tenuta, ma in assenza dell’Assessorato Territorio ed Ambiente; che con decisione n. 229/08 il T.A.R. adito aveva accolto il proprio ricorso volto all’accertamento dell’illegittimità del silenzio inadempimento serbato dall’Amministrazione; che quest’ultima aveva proposto appello, deducendo violazione del contraddittorio per non essere stato recapitato l’avviso di segreteria relativo alla trattazione del ricorso in camera di consiglio, sebbene l’Avvocatura dello Stato fosse stata presente alla predetta trattazione; che il Consiglio di Giustizia Amministrativa aveva accolto l’appello e rinviato la decisione al T.A.R. Palermo; che il T.A.R. aveva nuovamente accolto il ricorso con sentenza n. 720/09 del 24.3.2009; che l’Amministrazione resistente aveva proposto appello avverso tale decisione; che con sentenza n. 953/2010 il Consiglio di Giustizia Amministrativa aveva accolto il gravame, non ritenendo decorso, alla data di proposizione del ricorso giurisdizionale, il termine previsto dalla legge per la formazione del silenzio inadempimento; che, in ogni caso, alla data attuale perdura il silenzio inadempimento della Pubblica Amministrazione; tutto quanto sopra premesso, ha concluso per l’accertamento dell’illegittimità di tale silenzio e la condanna dell’Assessorato resistente all’emanazione di un provvedimento favorevole.

Con memoria depositata il 28.1.2011 si è costituita l’Amministrazione resistente, eccependo la irricevibilità del ricorso per decorso del termine annuale previsto dalla legge; la sua inammissibilità, non potendosi configurare un silenzio giuridicamente qualificato al di fuori della conferenza di servizi prevista dalla normativa in tema di autorizzazione unica; tutto quanto sopra premesso, ha concluso per il rigetto del ricorso avversario.

All’adunanza camerale del 31.01.2011 il ricorso, su concorde richiesta dei procuratori delle parti, è stato trattenuto in decisione.
DIRITTO
Il ricorso, volto ad accertare l’illegittimità del silenzio dell’Assessorato dell’Ambiente sulla richiesta di valutazione di impatto ambientale del progetto di realizzazione dell’impianto eolico di cui in premessa, deve essere dichiarato inammissibile.

Come questo T.A.R. ha avuto, anche di recente, modo di affermare “l’autorizzazione per la costruzione e l’esercizio degli impianti eolici è rilasciata a seguito di un procedimento unico, in cui tutte le amministrazioni interessate adottano le proprie determinazioni ai fini della valutazione di impatto ambientale, in sede di conferenza di servizi” (T.A.R. Palermo, Sez. I, 20.1.2010, n. 578; T.A.R. Sicilia Palermo, sez. I 09/09/2009 n. 1478).

In altri termini, “tutte le Amministrazioni interessate dal progetto di realizzazione dell’opera, ivi compresa quella deputata alla tutela del paesaggio, sono tenute a partecipare alla predetta conferenza ed ad esprimere in tale sede i pareri di cui sono investiti per legge, secondo le dinamiche collaborative e dialettiche proprie dello strumento di semplificazione procedimentale voluto dal legislatore in subiecta materia” (T.A.R. Palermo, Sez. I, 2.2.2010, n. 1297).
Se resa al di fuori della conferenza la valutazione d’impatto ambientale é illegittima per incompetenza assoluta alla stregua di un atto adottato da un’autorità amministrativa priva di potere in materia (cfr., per l’analoga fattispecie del parere paesaggistico non reso nel contesto del procedimento di autorizzazione unica, T.A.R. Palermo, Sez. I, 2.2.2010, n. 1297; C.G.A.R.S., ordinanza 14 ottobre 2009 n. 1032; C.G.A.R.S., 11 aprile 2008, n. 295).
Alla luce delle considerazioni che precedono, deve ritenersi insussistente in capo all’Amministrazione resistente l’obbligo di concludere il procedimento iniziato dal privato al di fuori della prefata conferenza di servizi da convocarsi nel corso del procedimento autorizzatorio unico di cui all’art. 12, comma IV, D. Lg.vo 387/2003.
Il solo recente chiarimento del quadro normativo ad opera della giurisprudenza amministrativa giustifica la compensazione integrale delle spese di lite.

P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione Prima, 

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile.

Compensa tra le parti le spese di lite.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall`autorità amministrativa.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 31 gennaio 2011 con l`intervento dei magistrati:
Filoreto D`Agostino, Presidente
Nicola Maisano, Consigliere
Pier Luigi Tomaiuoli, Referendario, Estensore




L`ESTENSORE

IL PRESIDENTE



DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 24/02/2011
(Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186)
IL SEGRETARIO






REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Seconda)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 2541 del 2011, proposto da:
Fri-El Mapi Srl., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv. Andrea Leonforte e Germana Cassar, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Alessandro Vaccaro sito in Palermo, via Giusti N.45;
contro
-Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana, Dipartimento Ambiente Servizio II Via-Vas;
-Assessorato dell'Energia e dei Servizi di P.U. della Regione Siciliana-Dip.To Energia,
in persona dei legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, domiciliataria per legge con uffici siti in Palermo, via A. De Gasperi 81; 
per l'annullamento
del silenzio inadempimento su richiesta autorizzazione impianto eolico.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana-Dip.To Ambiente Servizio II Via-Vas e dell’Assessorato dell'Energia e dei Servizi di P.U. della Regione Siciliana-Dip.To Energia;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 29 febbraio 2012 il dott. Roberto Valenti e uditi per le parti i difensori l’ avv. A. Leonforte e l'avvocato dello Stato M. Mango;

Premesso che con il ricorso in epigrafe indicato parte ricorrente si duole:
-dell’illegittimità del silenzio serbato sulla richiesta di VIA / VAS del 16/6/2006 in ultimo modificata in data 10/10/2008;
-dell’illegittimità del silenzio serbato sulla richiesta di autorizzazione unica presentata nel 16/06/2006 ed in ultimo integrata nel 31/3/2011 e 10/5/2011 per la realizzazione del parco Eolico Mapi;
Considerato che l’Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, costituitasi in giudizio per l’Amministrazione intimata, alla presente adunanza camerale ha prospettato profili di inammissibilità/irricevibilità del ricorso in relazione alla data di proposizione dello stesso avendo riguardo sia al termine entro il quale il ricorso avverso il silenzio può essere proposto (avendo riguardo alla originaria istanza presentata), sia al termine entro il quale l’Amministrazione doveva provvedere sulla relativa domanda e alla successiva documentazione integrativa;
Ritenuto che le prospettate eccezioni risultano infondate in quanto:
-a) l’atto di diffida a provvedere notificato alla P.A. può essere considerato come una nuova istanza di avvio del procedimento, ricorrendone i relativi presupposti e, pertanto, tale diffida impedisce la declaratoria di inammissibilità prevista nel caso di ricorsi avverso il silenzio della P.A. proposti dopo un anno dalla data di presentazione dell’istanza originaria (cfr. C.G.A., sez. Giurisdizionale, sentenza 6 ottobre 2010 n. 1269);
-b) nel caso di specie, al momento di notifica del ricorso, risultavano in effetti trascorsi i termini del relativo procedimento avendo anche riguardo alla ultima integrazione documentale effettuata dalla parte istante a corredo della domanda;
Considerato che il ricorso è fondato;
Considerata al riguardo la giurisprudenza prevalente (cfr., T.A.R. Sicilia, Palermo, sez. II, 25 settembre 2009, n. 1539; id., III Sezione, sent. 22 ottobre 2008, n. 1277; T.A.R. Basilicata, Potenza, sez. I, 28 marzo 2008, n. 785; id., 5 marzo 2007, n. 144; id., 14 luglio 2006, n. 513) secondo cui:
a). in relazione allo specifico procedimento per cui è causa, l'art. 12, comma 4, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, stabilisce che "Il termine massimo per la conclusione del procedimento di cui al presente comma non può comunque essere superiore a centottanta giorni";
b). la fissazione di un termine procedimentale di durata massima, con evidenti finalità acceleratorie, ancorché non perentorio (e dunque, al di là della persistenza o meno del potere di provvedere in capo all'amministrazione inadempiente), comporta la qualificazione come inadempimento del fatto stesso dell'inutile spirare di tale termine, posto a presidio della certezza dei tempi dell'azione amministrativa, qualora sull'istanza della parte non sia stato emesso alcun provvedimento, positivo o negativo (né vale in contrario distinguere fra mera inerzia e lungaggini procedimentali);
c). anche la Corte Costituzionale (cfr., 25/10-9/11 2006 n. 364), del resto, ha rinvenuto la "ratio" del citato termine nel principio di semplificazione amministrativa e di celerità che, con riferimento alla fondamentale materia della produzione, trasporto e distribuzione nazionale di energia, garantisce, in modo uniforme sul territorio nazionale, la conclusione entro un termine definito del procedimento autorizzativo;
d). dalla lettura della norma sopra richiamata - rubricata "Razionalizzazione e semplificazione delle procedure autorizzative" - si ricava l'intento del Legislatore di favorire le iniziative volte alla realizzazione degli impianti in questione, semplificando il relativo procedimento autorizzativo e concentrando l'apporto valutativo di tutte le Amministrazioni interessate nella "conferenza di servizio" ai fini del rilascio di una "autorizzazione unica";
Ritenuto in altri termini che, come sostenuto dal ricorrente, la P.A. intimata aveva l’obbligo di convocare la conferenza di servizi e che, nella fattispecie considerata, la scadenza del termine per provvedere qualifica la condotta dell'amministrazione procedente come inadempimento ai sensi dell'art. 2 della L. n. 241 del 1990;
Ritenuto che le argomentazioni in premessa valgono anche in relazione al procedimento per il rilascio della Via/Vas;
Considerato che va quindi affermato l'obbligo della P.A., per quanto di rispettiva competenza, di pronunciarsi espressamente, nel termine di trenta giorni dalla comunicazione a cura della Segreteria, o dalla notifica, se anteriore, della presente sentenza, sulla richiesta di valutazione di impatto ambientale e sull'istanza di rilascio dell'autorizzazione unica ex art. 12 del D.Lgs. n. 387/03 presentata dalla odierna ricorrente;
Ritenuto che le spese di giudizio seguono, come di regola, la soccombenza e sono liquidate nella misura indicata nel dispositivo;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda)
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’affetto ordina alla pubblica amministrazione, per quanto di rispettiva competenza, di provvedere nei termini indicati in motivazione.
Condanna le amministrazioni regionali in solido al pagamento in favore della parte ricorrente delle spese del presente giudizio che liquida in €.500,00 (Euro cinquecento e zero centesimi) oltre accessori.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 29 febbraio 2012 con l'intervento dei magistrati:
Filippo Giamportone, Presidente
Carlo Modica de Mohac, Consigliere
Roberto Valenti, Primo Referendario, Estensore




L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 14/03/2012
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)


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