L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 12 maggio 2012

I blog non sono stampa clandestina e non sono un prodotto editoriale



LA CASSAZIONE “LIBERA” IL DIRITTO DI INFORMARE SUI BLOG



L’informazione ed il diritto di informare sul web sono salvi e legittimati dall’attesa sentenza di Cassazione del 10 maggio 2012 che da questo momento fornirà un utile indirizzo legislativi ai parlamentari della Repubblica e finalmente eviterà che pubblici ministeri incompetenti o giudici di diverso avviso mandino a giudizio elle persone per reati come stampa clandestina per non aver registrato un blog come testata giornalistica online. Adesso il Parlamento italiano, se non vuole far ridere tutta l’ Italia ma anche l’ Europa, anche per questa materia cadendo nel discredito globale, dovrà finalmente garantire, attraverso la formulazione di una legge chiara, la libertà d’informazione e di espressione in rete.

Non è necessario ed obbligatorio quindi dover procedere alla registrazione della “testata” presso il Tribunale della Stampa per gestire un blog di informazione, con la conseguenza logica processuale e giudiziaria che non è possibile ravvedere il reato di “stampa clandestina” che era previsto dalla vecchia legge sulla stampa del 19948 laddove una persona che gestisce un proprio blog per fare informazione su Internet , senza aver prima provveduto a tale assurdo adempimento.

Una decisione questa, adottata dalla terza Sezione della Suprema Corte di Cassazione – presieduta da Saverio Felice Mannino, con la relazione del magistrato Santi Gazzara e la presenza del sostituto procuratore generale Policastro , che era logica, garantista, in linea con l’articolo 21 della Costituzione Italiana per chiunque voglia fare informazione, attività questa che non può essere un privilegio di pochi, come vorrebbero alcuni comodamente seduti sulle poltrone, né una concessione dello Stato ma una libertà fondamentale di tutti,sancita sin dal 1789 nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo è del cittadino.

La vicenda era iniziata nel 2004. Ruta viene querelato per diffamazione dal procuratore della Repubblica di Ragusa Agostino Fera per aver pubblicato sul suo blog “Accade in Sicilia” alcuni documenti relativi all’assassinio del giornalista Giovanni Spampinato, ucciso a Ragusa nel 1972 a soli 22 anni. Alla fine del processo, nel 2008, il Tribunale di Modica condanna il giornalista sia per il reato di diffamazione che per quello di stampa clandestina. Il blog, secondo il giudice, è una testata come lo sono i quotidiani e senza la registrazione è “clandestino” e deve essere chiuso. Nel 2011 arriva anche la conferma della Corte d’Appello di Catania. Intorno al caso, unico nel suo genere in Europa, si apre un dibattito mondiale animatissimo. Esperti, attivisti e blogger, preoccupati per il destino di migliaia di blog e altre forme di espressione su internet, si mobilitano in supporto al giornalista e sessanta storici italiani firmano un lettera di solidarietà.

Ieri la sentenza. Il diritto di informare va tutelato, così come il Parlamento deve decidersi a modificare ed aggiornare una Legge anacronistica che ha oltre 60 anni di vita. Cosa fanno e dicono tutti i giornalisti parlamentari ? Tacciono. Ricordiacemelo.

http://www.adgnews24.com/2012/05/11/la-cassazione-libera-il-diritto-di-informare-sui-blog/
Storica sentenza della Cassazione: I blog non sono stampa clandestina e non sono un prodotto editoriale:

Assolto Carlo Ruta perchè il fatto non sussiste

Roma 10 maggio


“La Corte di Cassazione annulla senza rinvio perchè il fatto non sussiste.”


Alle ore 19 e 30 le Parole del Presidente della terza sezione della Cassazione risuonano nell’aula oramai vuota del Palazzaccio

Il Supremo Collegio emette cosi una sentenza molto attesa e pone cosi fine a cinque anni di dispute dottrinarie e !infuocati” dibattiti sulla natura dei blog giornalisitici e sulla loro clandestitinità in caso di non registrazione presso l’apposito registro delle testate editoriali del Tribunale, assolvendo lo storico e giornalista siciliano Carlo Ruta accusato di diffamazione a mezzo stampa e stampa clandestina .

Dunque i blog ( anche giornalistici ) non rientrano nei prodotti editoriali della legge sull’editoria, non devono essere registrati e non sono stampa clandestina.

La III Sezione della Corte di Cassazione presieduta da Saverio Felice Mannino, con la relazione del magistrato Santi Gazzara e la presenza del sostituto procuratore generale Policastro, ha deciso oggi in udienza pubblica sullo scottante caso degli obblighi di registrazione come testata telematica dei blog e sulla natura di stampa clandestina dei blog non registrati.


La vicenda ha tratto origine dal caso di Carlo Ruta , giornalista e saggista siciliano, condannato nel 2008 dal tribunale di Modica per il reato di stampa clandestina, pronuncia confermata poi nel 2011 dalla Corte di appello di Catania.

Il giornalista curava saltuariamente un blog denominato , Accade in Sicilia, che forniva un informazione sui fenomeni mafiosi presenti sul territorio siciliano che, a un certo punto era divenuto oggetto di una querela per diffamazione da parte di un Magistrato sentitosi offeso da alcuni scritti presenti sul blog.

Il tribunale di Modica aveva ritenuto in primo grado che il blog del saggista fosse una vera e proprio testata giornalistica, e che, pertanto, da un lato dovesse considerarsi “prodotto editoriale” secondo quanto previsto dalla legge nl. 62/2001, dall’altro, proprio in quanto “stampa periodica, dovesse essere registrato presso il Tribunale competente,

La Corte d’appello di Catania aveva, come si è detto, confermato il tutto.

All’udienza in Cassazione, svoltasi intorno alle 12 e 30 del 10 maggio nell’Aula della terza sezione, il Sostituto procuratore generale aveva concluso per la responsabilità del Ruta, dichiarando fra l’altro “ la Corte d’appello ha ben deciso” evidenziando come in realtà la normativa sulla stampa fosse un paracadute per i blogger che si fossero trovati a subire un sequestro in quanto la legge sulla stampa, come è noto, proteggerebbe le pubblicazioni con un regime di sequestrabilità costituzionalmente previsto.

La natura “giornalistica” del blog di Ruta valeva a differenziare, secondo la pubblica accusa, lo stesso blog dai forum e dalle chat, che la stessa terza sezione della Cassazione, con il medesimo relatore del caso odierno, aveva invece nel 2008 escluso dal campo di applicazione del prodotto editoriale.
La difesa dello storico, rappresentata dall’Avv Arnone, ha invece evidenziato l’illogicità dell’equiparazione ( e della conseguente responsabilità per stampa clandestina di chi non registra il proprio blog) fra testate giornalistiche e blog che, di fatto obbligherebbe migliaia di blogger a registrarsi presso la cancelleria del tribunale competente.

Durante l’arringa il difensore di Ruta ha anche svelato di aver ricevuto una comunicazione dall’On. Giuseppe Giulietti, relatore della norma sull’editoria del 2001, che gli avrebbe confermato che i blog non rientrano, né intendevano essere inclusi, nella nozione di prodotto editoriale, e che ciò risultava evidente dalla lettura della relazione preparatoria alla legge sull’editoria, ricevendo peraltro, come risposta dal presidente del Collegio, l’invito ad attenersi al concetto giuridico di “prodotto” editoriale risultante dalla norma, l’unico elemento in grado di essere valutato, secondo il Presidente, dal Collegio.
Il dubbio è rimasto sino alle ore 19 e 30 di oggi.


Da oggi i blog ( ed i giornalisti) sul web saranno un pò più liberi.

Riproduzione libera con citazione della fonte

Fulvio Sarzana di S. Ippolito

http://www.fulviosarzana.it/ 

Studio Legale Roma Sarzana & Associati
 
http://www.fulviosarzana.it/blog/storica-sentenza-della-cassazione-i-blog-non-sono-stampa-clandestina-e-non-sono-un-prodotto-editoriale-assolto-carlo-ruta-perche-il-fatto-non-sussiste/

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