L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























giovedì 10 maggio 2012

CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 139 2012 RENDICONTO 2010 PIANO REGOLATORE DI ISOLA DELLE FEMMINE SOTTO LA SCURE DEL COMMISSARIO AD ACTA

Deliberazione n. 139/2012/PRSP

 

REPUBBLICA ITALIANA

La Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
           nell’adunanza del 9 maggio 2012, composta dai seguenti magistrati:

Rita Arrigoni
Stefano Siragusa
Corrado Borruso

- Presidente
- Consigliere
- Consigliere - relatore


******
visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni;
visto l’art. 1, commi 166, 167 e 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);
visto, in particolare, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;
vista la deliberazione di questa Sezione n. 130/2011/INPR avente ad oggetto “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella predisposizione della relazione sul rendiconto dell’esercizio 2010”;
vista la nota del Presidente della Sezione di controllo per la Regione siciliana dell’8 agosto 2011, con la quale è stata comunicata al Sindaco ed all’Organo di revisione economico-finanziaria del comune di Isola delle Femmine l’adozione della precitata delibera n.130;
vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 65/2012/CONTR. del 3 maggio 2012, con la quale la Sezione del controllo è stata convocata il giorno 9 maggio 2012 per gli adempimenti di cui al menzionato art.1, comma 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
udito il relatore Consigliere dott. Corrado Borruso;
******
L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla Corte.
Al riguardo occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di controllo intestata dalla legge alla Corte, essendo la stessa volta a rappresentare agli organi elettivi, nell’interesse del singolo ente e della comunità nazionale, la reale situazione finanziaria emersa all’esito del procedimento di verifica effettuato sulla base delle relazioni inviate dall’Organo di revisione, affinché gli stessi possano attivare le necessarie misure correttive ritenute idonee.
Questo nuovo modello di controllo, come ricordato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 179/2007, trova il proprio fondamento costituzionale negli artt. 100, ma anche art. 81 Cost., 97 primo comma, 28 e 119 ultimo comma della Costituzione, e tiene anche conto del nuovo assetto istituzionale derivante dalla riforma del titolo V della Costituzione (L. cost. n. 3/2001).
In armonia con i principi autonomistici sanciti da tale riforma costituzionale, esso ha natura non “interdittiva”, bensì “collaborativa” in quanto mira, nell’interesse del singolo ente e dello Stato - comunità, a rappresentare agli organi elettivi la reale ed effettiva situazione finanziaria e/o le gravi irregolarità riscontrate nella gestione dell’ente, in modo che l’ente stesso possa responsabilmente assumere le decisioni più opportune, attraverso un virtuoso processo di autocorrezione.
Dalla finalizzazione di tale controllo alla verifica del rispetto di vincoli di natura squisitamente finanziaria è agevole comprendere come il riscontro, che in questa sede si compie, miri fondamentalmente a fare emergere quelle anomalie e disfunzioni che siano in grado di incidere negativamente sugli equilibri di bilancio, non consentendo all’ente di concorrere alla realizzazione degli obiettivi generali di finanza pubblica. Pertanto la gravità della irregolarità va fondamentalmente riferita, nell’ambito dell’analisi che si compie in questa sede alla verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio, con particolare attenzione anche alla verifica del rispetto degli obiettivi annuali del patto di stabilità interno, all’osservanza del vincolo all’indebitamento ex art. 119 Cost., all’osservanza delle limitazioni previste in materia di spese per il personale ed, in generale, a comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria dell’ente che siano in grado di refluire negativamente sulla capacità, attuale o futura, di conservazione degli equilibri di bilancio.
******
         In data 26 gennaio  2012, l’organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine ha trasmesso la menzionata relazione. Nell’ambito dell’istruttoria per i controlli di cui all’art. 1, commi 166 e ss., della L. 266/2005, questa Sezione, esaminata la citata relazione, ha formulato la richiesta di numerosi chiarimenti.
       Nonostante alcune delle risposte fornite siano risultate esaustive, si è ritenuto il permanere delle seguenti criticità:

1.      la presenza di debiti nei confronti della società di gestione del servizio raccolta e smaltimento dei rifiuti per i quali necessità individuare:
a)     l’ammontare dei debiti oggetto di contenzioso;
b)     l’ammontare dei debiti ancora privi di copertura finanziaria;
2.        errata allocazione tra gli altri servizi per conto terzi di numerose spese, quali, ad esempio: spese per l’organizzazione del carnevale 2010 (euro 3.541,30), contributo anziani indigenti (euro 5.489,40), sagra del pesce (euro 5.000,00), oneri retributivi e contributi per il personale dipendente (euro 13.343,38), sanzioni agenzia delle entrate (euro 4.844,00);
3.        errata allocazione, tra le partite di giro, degli stanziamenti relativi alla gestione dei cantieri di lavoro finanziati dalla Regione siciliana;
4.      mancato rispetto dei limiti relativi al contenimento della spesa per il personale previsti dall’art.1, comma 557, della Legge 296/2006;
5.      strutturale deficitarietà di cassa che risale ad esercizi pregressi e che si protrae, per importi significativi, almeno fino al 31/12/2011;
6.      la presenza di consistenti residui attivi relativi alle entrate correnti; si segnalano in particolare i residui relativi ai proventi da sanzioni per violazione del codice della strada (euro 2.526.279,37) di cui solo una minima parte è stata riscossa durante l’esercizio successivo (euro 323.764,71);
7.      nonostante il Collegio dei revisori abbia risposto “NO” alla domanda sull’esistenza di debiti fuori bilancio alla data del 31/12/2010 (domanda n.30 del questionario), dall’acquisizione delle attestazioni dei responsabili dei servizi, si evince quanto segue:
a)      Ufficio tecnico - € 53.200,31, oltre interessi, per pagamento energia elettrica pubblica illuminazione;
b)      Settore amministrativo - € 37.704,44, oltre interessi, per sentenza CGA causa Sigg.ri Spanò;
8.      mancato invio dei dati relativi al rendiconto 2010 alla Corte dei conti, ai sensi dell’art.227 del TUEL e dei successivi D.M. attuativi del 24/6/2004 e 9/5/2006;
9.      mancato aggiornamento degli inventari, le cui ultime annotazioni risalgono al 2007.
            Alcuni punti sopra riportati sono  stati oggetto di “specifica pronuncia” in sede di controllo sul rendiconto 2009 (deliberazione n.64/2011).
       
   *******
All’ adunanza pubblica del 9 maggio 2012, l’Amministrazione, che ha fatto pervenire agli atti una memoria (ns. prot. n. 4136 del l’8/5/2012), era rappresentata dalla Responsabile del Settore Amministrativo, Sig.ra Nunzia Pirrone e dal Dott. Antonino Colletto, Consulente, che hanno sostanzialmente confermato quanto riportato nella memoria e cioè che:
1.      il debito nei confronti della società di gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è oggetto di contenzioso, in quanto l’Ente ha presentato apposizione ad un decreto ingiuntivo;
2.      le imputazioni tra le partite di giro riguardano, prevalentemente, l’utilizzo di contributi aventi specifica destinazione e che tale pratica non è più in uso nella gestione corrente del bilancio;
3.      l’errata imputazione delle entrate e delle spese relative ai cantieri di lavoro è data un’interpretazione non corretta delle disposizioni impartite dalla Regione;
4.      l’incremento della spesa per il personale è stata influenzata dall’applicazione dell’indennità di vacanza contrattuale e, comunque, nel corso dell’esercizio 2010, non sono state effettuate nuove assunzioni;
5.      la presenza dell’anticipazione di cassa è dovuta soprattutto ai ritardi nella riscossione delle entrate derivanti da trasferimenti;
6.      la riscossione dei ruoli relativi alle sanzioni per violazione al codice della strada è stata affidata a terzi;
7.      lo stanziamento relativo alla copertura dei debiti fuori bilancio è stato previsto nel documento di programmazione. La liquidazione di detti debiti avverrà a seguito della definizione di accordi transattivi;
8.      il mancato invio alla Corte dei conti dei dati relativi al rendiconto 2010 è stato determinato dal mancanza del Responsabile del Servizio Finanziario;
9.      gli inventari sono stati già aggiornati.

Questa Sezione, valutato quanto rappresentato dall’Amministrazione, non ritiene assolutamente superate le criticità sopra evidenziate, eccetto per quella riportata all’ultimo  punto.
                                                        P. Q. M.
   - accerta la presenza di debiti nei confronti della società di gestione del servizio raccolta e smaltimento dei rifiuti, anche se una parte considerevole è oggetto di contenzioso ancora in corso;
 - accerta errata allocazione tra gli altri servizi per conto terzi di numerose spese;
- accerta l’errata allocazione, tra le partite di giro, degli stanziamenti relativi alla gestione dei cantieri di lavoro finanziati dalla Regione siciliana;
- accerta il mancato rispetto dei limiti relativi al contenimento della spesa per il personale previsti dall’art.1, comma 557, della Legge 296/2006;
- accerta la strutturale deficitarietà di cassa che risale ad esercizi pregressi e che si protrae, per importi significativi, almeno fino al 31/12/2011;
- accerta la presenza di consistenti residui attivi relativi alle entrate correnti; si segnalano in particolare i residui relativi ai proventi da sanzioni per violazione del codice della strada (euro 2.526.279,37) di cui solo una minima parte è stata riscossa durante l’esercizio successivo (euro 323.764,71);
- accerta la presenza di debiti fuori bilancio, di importi significati, che ancora oggi debbono essere riconosciuti e liquidati;
- accerta il mancato invio dei dati relativi al rendiconto 2010 alla Corte dei conti, ai sensi dell’art.227 del TUEL e dei successivi D.M. attuativi del 24/6/2004 e 9/5/2006.

O R D I N A

che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata al Presidente del Consiglio comunale, al Sindaco ed all’organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine (PA) per le necessarie misure correttive, sulla cui adozione è chiamata  a vigilare anche questa Sezione. 

                     L'ESTENSORE
IL PRESIDENTE
                 (Corrado Borruso)
(Rita Arrigoni)

Depositata in segreteria il 10 maggio 2012

                       Per IL DIRIGENTE
                             (Gabriella Vincenti)

Sezione Controllo Regione Sicilia - SRCSIC/139/2012/PRSP
PRONUNCIA SPECIFICA EX ART. 1 CO. 168 L.266/2005 - Rendiconto esercizio 2010


SRCSIC/64/2011/PRSP
3257-07/07/2011-SRCSIC
Sezione Controllo Regione Sicilia
 : Pronuncia specifica ex art. 1, co. 168, l. 266/2005 (enti locali); art. 148 TUEL - art. 148 bis TUEL; art. 243 quater TUEL; art. 6, co. 2, d.lgs. 149/2011.
 :
 : 20/05/2011
 : 13/06/2011
 : FASO IGNAZIO

 : Pronuncioa specifica ex art. 1, comma 166, legge 266/2005 (rendiconto 2009)

Comune Isola delle femmine



Anticipazioni di cassa

Debiti fuori bilancio

Rendiconto

Deliberazione n. 64/2011/PRSP


REPUBBLICA  ITALIANA
Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 20 maggio 2011, composta dai seguenti magistrati:
Ignazio Faso
- Presidente f.f.
Francesco Targia
- Consigliere – relatore
Francesco Vitiello
- Referendario

visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;

vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;

visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;

visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 recante il testo unico delle leggi sugli enti locali e successive modificazioni;

vista la legge 5 giugno 2003, n. 131, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3;
visto l’art. 1, commi 166, 167 e 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);

visto, in particolare, l’art 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;

viste le “Linee-guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 -168, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006) gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali nella predisposizione delle relazione sul rendiconto dell’esercizio 2009, approvate dalla Sezione delle Autonomie con deliberazione n. 15/AUT/10/INPR;

vista la deliberazione di questa Sezione n.122/2010/INPR avente ad oggetto “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella predisposizione della relazione sul rendiconto dell’esercizio 2009”;

vista la nota del Presidente della Sezione regionale di controllo per la Regione siciliana del 12 agosto 2010, con la quale è stata inoltrata al Sindaco del Comune di Isola delle Femmine e al Collegio dei revisori la suindicata deliberazione n. 122/2010/INPR, nonché i relativi questionari ai fini della loro restituzione a questa Sezione da parte dell’organo di revisione;

esaminata la relazione compilata dall’organo di revisione contabile del Comune di Isola delle Femmine pervenuta a questa Sezione in data 14 febbraio 2011;

vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n.94/2011/CONTR. con la quale la Sezione medesima è stata convocata per il giorno 20 maggio 2011 ai fini degli adempimenti di cui al citato comma 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266;

esaminata la memoria depositata in data 19 maggio 2011;
udito il relatore Consigliere Francesco Targia;
****
Premesso che:

-                     l’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla Corte.

-                     dalla finalizzazione di tale controllo alla verifica del rispetto di vincoli di natura squisitamente finanziaria è agevole comprendere come il riscontro che in questa sede si compie miri fondamentalmente a fare emergere le anomalie e disfunzioni in grado di incidere negativamente sugli equilibri di bilancio o sul rispetto degli obblighi imposti a garanzia degli obiettivi generali di finanza pubblica. Pertanto la gravità della irregolarità va fondamentalmente riferita alla verifica sia della salvaguardia degli equilibri di bilancio, sia del rispetto degli obiettivi annuali del patto di stabilità interno e all’osservanza del vincolo all’indebitamento ex art. 119 Cost., nonché dei limiti posti relativamente alle spese per il personale ed in generale a comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria dell’ente.

Considerato che:

dall’esame della predetta relazione, redatta dal Collegio dei revisori del Comune di Isola delle Femmine è emerso:

non risultano intraprese le azioni correttive a seguito della deliberazione di questa Sezione sul rendiconto 2008 n. 112/2010, con riferimento, in particolare, al mancato trasferimento all’APS del personale del servizio idrico;
la presenza di criticità tali da incidere sui futuri equilibri di bilancio. Il riferimento, in particolare, è:

-                     ai consistenti debiti nei confronti della società Servizi comunali integrati S.p.A. – ATO PA1 – senza che l’ente abbia provveduto ad effettuare, a livello prudenziale, nonostante parte di essi sia oggetto di contestazione, alcun accantonamento mediante il vincolo di parte dell’avanzo di amministrazione;

-                     alla scarsa capacità dell’Ente nel riscuotere le entrate proprie, dimostrata dal persistente e significativo volume dei residui attivi; si segnalano tra gli altri i residui relativi ai proventi da sanzioni per violazioni del codice della strada (al 31 dicembre 2009 pari ad euro 1.744.269,91);

-                    alla persistente e strutturale deficitarietà di cassa;
-                   con la memoria scritta l’Amministrazione ha fatto presente che:

-                     il distacco di una sola unità all’APS discende dalla circostanza che un solo dipendente ha prestato il suo assenso;

-                     il credito vantato dalla società di gestione del servizio rifiuti è oggetto di contenzioso per avere la predetta fatturato importi maggiori rispetto a quelli previsti dal contratto di servizio e per non avere la stessa integralmente effettuato le prestazioni previste;

-                     in sede di riequilibrio del bilancio 2010 lo stanziamento destinato al capitolo 1261 ha subito un incremento significativo;

-                     la maggior parte dei residui attivi derivano da ruoli regolarmente emessi e trasmessi alla SERIT Sicilia s.p.a., cui sono imputabili le lentezze registratesi in fase di riscossione;

-                     il deficit di cassa è imputabile alle evidenziate lentezze nella riscossione da parte della SERIT Sicilia s.p.a., oltre che alle vicende giudiziarie legate all’affidamento alla Società Tributi Italia del servizio di riscossione dei ruoli per sanzioni da violazioni del codice della strada.

A riguardo la Sezione osserva, preliminarmente, come gli elementi forniti dall’Amministrazione denotino il permanere di alcune delle criticità segnalate. 

Il riferimento è, in particolare, ai rallentamenti registratisi nell’attività di riscossione, al consistente debito, seppur oggetto di contenzioso, nei confronti della società che gestisce il servizio raccolta rifiuti e all’avvenuto ricorso ad anticipazioni di tesoreria.

In considerazione di ciò si ritiene di dover fare presente l’esigenza di procedere all’adozione di misure strutturali anche in considerazione della probabile esigenza di dover far fronte, anche in futuro, ad ulteriori spese non programmate.

Per quel che attiene, poi, il solo parziale trasferimento ad APS s.p.a. del personale impiegato nel servizio idrico, si rappresenta, ancora una volta, la necessità di un puntuale rispetto del richiamato art. 3, comma 30, della finanziaria per il 2008 che, come è noto, prevede espressamente che “Le amministrazioni che, nel rispetto del comma 27, costituiscono società o enti, comunque denominati, o assumono partecipazioni in società, consorzi o altri organismi, anche a seguito di processi di riorganizzazione, trasformazione o decentramento, adottano, sentite le organizzazioni sindacali per gli effetti derivanti sul personale, provvedimenti di trasferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali in misura adeguata alle funzioni esercitate mediante i soggetti di cui al presente comma e provvedono alla corrispondente rideterminazione della propria dotazione organica”. 

Infatti, diversamente operando, si produrrebbe una duplicazione di costi, anziché un loro contenimento, con grave dispendio di risorse pubbliche, specie in realtà ove il personale (calcolato computando anche le unità a tempo determinato oggetto di procedure di stabilizzazione) risulti già in esubero rispetto alla dotazione organica e alle reali esigenze dell’Ente.

P. Q. M.
-                     accerta l’esigenza di intraprendere le necessarie misure correttive a seguito della deliberazione sul rendiconto 2008 n. 112 del 2010;

-                     accerta la presenza, nei limiti di cui in motivazione, di fattori di criticità tali da poter incidere sui futuri equilibri di bilancio e la necessità di adottare, in tempi certi, mirate misure correttive;

O R D I N A

che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata al Presidente del Consiglio comunale ai fini dell’adozione “delle necessarie misure correttive”, come previsto dal comma 168, dell’art. 1, della legge n. 266 del 2005, oltre che al Sindaco e al Collegio dei revisori del Comune di Isola delle Femmine.

 

L'ESTENSORE
IL PRESIDENTE
(Francesco Targia)
(Ignazio Faso)

Depositata in segreteria il 13/06/2011

        IL DIRIGENTE

   (Maria Di Francesco)
Il Comune e i suoi Falchi




  SRCSIC/112/2010/PRSP

5177-15/09/2010-SRCSIC
Sezione Controllo Regione Sicilia
 : Pronuncia specifica ex art. 1, co. 168, l. 266/2005 (enti locali); art. 148 TUEL - art. 148 bis TUEL; art. 243 quater TUEL; art. 6, co. 2, d.lgs. 149/2011.
 :
 : 26/05/2010
 : 18/06/2010
 : GRAFFEO MAURIZIO
 : PRONUNCIA SPECIFICA EX ART.1 COMMA 168 L. 266/2005 - RENDICONTO 2008  
Equilibri di bilancio
Personale

 : Deliberazione n. 112.2010.PRSP.doc

Deliberazione n.112/2010/PRSP


REPUBBLICA  ITALIANA
Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 26 maggio 2010, composta dai seguenti magistrati:
Maurizio Graffeo
- Presidente f.f.
Antonio Dagnino
- Consigliere
Francesco Targia
- Primo Referendario – relatore
visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 recante il testo unico delle leggi sugli enti locali e successive modificazioni;
vista la legge 5 giugno 2003, n. 131, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3;
visto l’art. 1, commi 166, 167 e 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);
visto, in particolare, l’art 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;
viste le “Linee-guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 -168, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006) gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali nella predisposizione delle relazione sul rendiconto dell’esercizio 2008”, approvate dalla Sezione delle Autonomie con deliberazione n. 6/AUT/09/INPR;
vista la deliberazione di questa Sezione n.68/2009 avente ad oggetto “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella predisposizione della relazione sul rendiconto dell’esercizio 2008”;
vista la nota del Presidente della Sezione regionale di controllo per la Regione siciliana del 29 ottobre 2009, con la quale è stata inoltrata al Sindaco del Comune di Isola delle Femmine e al Collegio dei Revisori la suindicata deliberazione n. 68/2009, nonché i relativi questionari ai fini della loro restituzione a questa Sezione da parte dell’organo di revisione;
esaminata la relazione compilata dall’organo di revisione contabile del Comune di Isola delle Femmine pervenuta a questa Sezione in data 25 gennaio 2010;
vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n.88/2010/CONTR. in data 14 maggio 2010, con la quale la Sezione medesima è stata convocata per il giorno 26 maggio 2010 ai fini degli adempimenti di cui al citato comma 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
esaminata la memoria depositata in data 26 maggio 2010;
udito il relatore primo referendario dott. Francesco Targia;
udito il rag. Biagio Fontanetta, Ragioniere capo, delegato dal Sindaco del Comune di Isola delle Femmine;
****
Premesso che:
-                     l’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla Corte.
-                     dalla finalizzazione di tale controllo alla verifica del rispetto di vincoli di natura squisitamente finanziaria è agevole comprendere come il riscontro che in questa sede si compie miri fondamentalmente a fare emergere le anomalie e disfunzioni in grado di incidere negativamente sugli equilibri di bilancio o sul rispetto degli obblighi imposti a garanzia degli obiettivi generali di finanza pubblica. Pertanto la gravità della irregolarità va fondamentalmente riferita alla verifica sia della salvaguardia degli equilibri di bilancio, sia del rispetto degli obiettivi annuali del patto di stabilità interno e all’osservanza del vincolo all’indebitamento ex art. 119 Cost., nonché dei limiti posti relativamente alle spese per il personale ed in generale a comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria dell’ente.
Considerato che:
-                    dall’esame della predetta relazione, redatta dal Collegio dei revisori del Comune di Isola delle Femmine è emerso:
-                     la presenza di criticità tali da incidere sui futuri equilibri di bilancio. Il riferimento, in particolare, è alla scarsa capacità dell’Ente nel riscuotere le entrate proprie, evidenziata dal persistente e significativo volume di residui attivi relativi alle entrate tributarie ed extra-tributarie (al 31 dicembre 2008 pari ad euro 2.442.263,16); al consistente debito nei confronti della società di gestione del servizio raccolta e smaltimento rifiuti e ai possibili ulteriori oneri che potrebbero derivare dal contenzioso in essere; alla significativa presenza di debiti fuori bilancio riconosciuti; alla strutturale deficitarietà di cassa, persistente da diversi anni, causa di significative spese per interessi passivi;
-                     il mancato rispetto di quanto prescritto dall’art.3, comma 30, Legge 244/2007, essendo transitata, in occasione dell’esternalizzazione del servizio idrico integrato, all’APS una sola unità di personale;
-                     il mancato rispetto dei limiti relativi alla spesa per il personale previsti dall’art. 1, comma 557, della legge n. 296 del 2006;
-                     per quanto riguarda i proventi delle sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, la presenza di notevoli ritardi nella riscossione delle somme accertate. Infatti, a fronte di accertamenti di competenza 2008, pari ad euro 922.932,00, le corrispondenti riscossioni risultano pari ad appena il 6% (euro 56.174,00) e dei residui attivi iniziali al 1° gennaio 2008 (euro 767.503,21), risultano riscossi appena 41.215,00 euro.;
-                     con la memoria scritta e in sede di adunanza l’Amministrazione ha fatto presente che:
-                     la maggior parte dei residui attivi derivano da ruoli regolarmente emessi trasmessi alla SERIT Sicilia s.p.a., la quale, nonostante i ripetuti solleciti è particolarmente lenta nel riscuotere;
-                     il credito vantato dalla società di gestione del servizio rifiuti è oggetto di contenzioso per avere la predetta fatturato importi maggiori rispetto a quelli previsti dal contratto di servizio e per non avere la stessa integralmente effettuato le prestazioni previste;
-                     i debiti fuori bilancio scaturiscono, in massima parte, da spese imprevedibili e non programmabili derivanti da sentenze passate in giudicato, da procedimenti espropriativi e da provvedimenti di salute pubblica effettuati d’urgenza per la lotta al randagismo e soli 3 mila euro dal mancato pagamento di una parte delle manifestazioni estive organizzate nel 2004;
-                     il deficit di cassa è imputabile alle evidenziate lentezze nella riscossione da parte della SERIT Sicilia s.p.a., oltre che alle vicende giudiziarie legate all’affidamento alla Società Tributi Italia del servizio di riscossione dei ruoli per sanzioni da violazioni del codice della strada;
-                     il distacco di una sola unità all’APS discende dalla circostanza che un solo dipendente ha prestato il suo assenso;
-                     risulta rispettato il limite di spesa in materia di personale previsto dall’art. 1, comma 557, della legge n. 296 del 2006.
A riguardo la Sezione osserva, preliminarmente, come gli elementi forniti dall’Amministrazione denotino il permanere di alcune delle criticità segnalate. Il riferimento è, in particolare, ai rallentamenti registratisi nell’attività di riscossione, al consistente debito, seppur oggetto di contenzioso, nei confronti della società che gestisce il servizio raccolta rifiuti, alla presenza nell’esercizio 2008 di debiti fuori bilancio per importi significativi e al ricorso ad anticipazioni di tesoreria.
In considerazione di ciò si ritiene di dover fare presente che rilevano, al fine di individuare possibili ripercussioni negative sui futuri equilibri di bilancio, non i singoli fattori (avvenuto riconoscimento di debiti fuori bilancio, ritardi nella riscossione delle entrate proprie, consistente debito nei confronti della Società ATO PA1, costante deficit di cassa), ma il loro combinarsi. Infatti, la presenza congiunta di più di essi mette in luce l’esigenza di procedere all’adozione di misure strutturali anche in considerazione della probabile esigenza di dover far fronte, anche in futuro, ad ulteriori spese non programmate.
Per quel che attiene, poi, il solo parziale trasferimento ad APS s.p.a. del personale impiegato nel servizio idrico, si rappresenta la necessità di un puntuale rispetto del richiamato art. 3, comma 30, della finanziaria per il 2008 che, come è noto, prevede espressamente che “Le amministrazioni che, nel rispetto del comma 27, costituiscono società o enti, comunque denominati, o assumono partecipazioni in società, consorzi o altri organismi, anche a seguito di processi di riorganizzazione, trasformazione o decentramento, adottano, sentite le organizzazioni sindacali per gli effetti derivanti sul personale, provvedimenti di trasferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali in misura adeguata alle funzioni esercitate mediante i soggetti di cui al presente comma e provvedono alla corrispondente rideterminazione della propria dotazione organica”. Infatti, diversamente operando, si produrrebbe una duplicazione di costi, anziché un loro contenimento, con grave dispendio di risorse pubbliche, specie in realtà ove il personale (calcolato computando anche le unità a tempo determinato oggetto di procedure di stabilizzazione) risulti già in esubero rispetto alla dotazione organica e alle reali esigenze dell’Ente.
Con riferimento, in ultimo, alla spesa per il personale, si evidenzia che, come è noto, i comuni soggetti alle regole previste in materia di patto di stabilità sono tenuti:
-                     ad attivare, ai sensi dell’art. 1, comma 557, della legge n. 296 del 2006, misure di riduzione della spesa per il personale il cui controllo costituisce un elemento fondamentale per il mantenimento degli equilibri di bilancio;
-                     a ridurre, per il disposto dell’art. 76, comma 5, del decreto legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, l’incidenza percentuale della spesa per il personale rispetto al complesso delle spese correnti, “con particolare riferimento alle dinamiche di crescita della spesa per la contrattazione integrativa”.
Non risultando dimostrata l’avvenuta adozione delle predette misure si ritiene di dover richiamare l’attenzione dell’ente circa la necessità di procedere ad un ulteriore contenimento della dinamica retributiva e occupazionale anche attraverso la razionalizzazione delle strutture burocratico-amministrative o la rideterminazione dei fondi per il finanziamento della contrattazione integrativa.

P. Q. M.

-                     accerta la presenza, nei limiti di cui in motivazione, di fattori di criticità tali da poter incidere sui futuri equilibri di bilancio e la necessità di adottare, in tempi certi, mirate misure correttive;
-                     accerta che, in sede di esternalizzazione del servizio idrico integrato, non sono state trasferite le correlate risorse umane, nonostante il disposto dell’art. 3, comma 30, della legge 244 del 2007 (finanziaria 2008);
-                     accerta l’esigenza di adottare misure di contenimento delle dinamiche retributiva e occupazionale, in applicazione dell’art. 1, comma 557, della legge n. 296 del 2006 e dell’art. 76, comma 5, del decreto legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008.

O R D I N A


che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata al Presidente del Consiglio comunale ai fini dell’adozione “delle necessarie misure correttive”, come previsto dal comma 168, dell’art. 1, della legge n. 266 del 2005, oltre che al Sindaco e al Collegio dei Revisori del Comune di Isola delle Femmine.

 

L'ESTENSORE
IL PRESIDENTE F.F.
(Francesco Targia)
(Maurizio Graffeo)

Depositata in segreteria il 18/06/2010
IL DIRETTORE DELLA SEGRETERIA

       Dott.ssa Laura Suriano 






CORTE DEI CONTI DELIBERA 112 2010 CONSUNTIVO 2008 Comune di Isola delle Femmine

CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 139 2012 RENDICONTO 2010  PIANO REGOLATORE DI ISOLA DELLE FEMMINE SOTTO LA SCURE DEL COMMISSARIO AD ACTA

APS,COMANDANTE CROCE,CONSUNTIVO 20008,CORTE DEI CONTI DELIBERA 112 2010,DEBITI FUORI BILANCIO,CUTINO,ENTRATE TRIBUTARIE ED EXTRATRIBUTARIE,PALazzotto,FONTANETTA,MAFIA, Multe,Pirrone,SPESE PERSONALE, 

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