L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























lunedì 11 giugno 2012

Il Prefetto: "L´amministrazione comunale va sciolta subito"

10/06/2012


Il Prefetto: "L´amministrazione comunale va sciolta subito"


Ecco quanto scrive il Giornale di Sicilia di oggi 10 giugno a firma di Leopoldo Gargano:


Sciogliere subito per infiltrazioni mafiose il Comune di Misilmeri. Questo il contenuto della relazione partita dalla prefettura di Palermo dove sono stati ascoltati inquirenti, investigatori e rappresentati del Comune di Palermo e della Provincia. A Misilmeri non sono stati nemmeno inviati gli ispettori per i l cosiddetto «accesso agli atti», dato che i risultati dell´indagine condotta dalla Direzione distrettuale antimafia e dai carabinieri del nucleo operativo sono stati ritenuti più che sufficienti per la proposta di scioglimento. Dunque niente «accesso», ma proposta diretta di scioglimento. Un iter eccezionale, con pochissimi precedenti in tutta Italia, per una situazione giudicata eccezionale.

Adesso la decisione spetta prima al Ministero dell’Interno e poi al Consiglio dei Ministri ed i tempi dovrebbero essere strettissimi, probabilmente entro la fine del mese.



L´ex presidente del consiglio comunale, Giuseppe Cimò, è sotto inchiesta per mafia e l´operazione «Sisma» dei carabinieri condotta nell´aprile scorso ha svelato la fitta rete di relazioni del boss, Francesco Lo Gerfo che in pratica controllava la vita amministrativa del paese. Cimò è sospettato di avere agevolato i clan nell´ aggiudicazione di lavori pubblici.

In sostanza, avrebbe chiesto all’ex capo dell’ufficio tecnico di revocare una gara d’appalto che aveva escluso la “Falletta Mariano snc”, una ditta di igiene ambientale che si è occupata del servizio di raccolta rifiuti nel paese.

In realtà secondo l´accusa il vero titolare era Lo Gerfo e l´azienda serviva a infiltrare la pubblica amministrazione, pilotare posti di lavoro, controllare l´economia della zona. L´impresa è stata sequestrata dai carabinieri nell´ambito della retata sulla cosca di Misilmeri conclusa con 4 arresti e adesso è amministrata da un professionista nominato dal tribunale.

Il controllo mafioso del settore chiave dei rifiuti serviva non solo ad intercettare gli appalti milionari del Coinres ma anche a pilotare le assunzioni a pioggia che movimentavano centinaia di voti. Inoltre Lo Gerfo puntava alle licenze per i distributori di carburante da intestare poi a prestanome, al reclutamento di ausiliari del traffico, pagati con soldi pubblici, e ai terreni agricoli da trasformare in edificabili per moltiplicarne il valore. Insomma il capo cosca, stando alla ricostruzione della procura, era diventato l´autorità principale di Misilmeri, in grado di pilotare pacchetti di voti e orientare le scelte dell´amministrazione.

Dopo l´indagine di Dda e carabinieri, i consiglieri comunali si sono dimessi in massa e adesso si aspetta da Roma la decisione sullo scioglimento. Il municipio già due volte è stato sciolto per mafia, nel 1992 e nel ´98.

«Ribadisco la totale fiducia nel lavoro prezioso e meticoloso che la magistratura sta svolgendo - ha detto in precedenza il sindaco Piero D´Ai -. Ma voglio con forza affermare che l´amministrazione comunale non può essere nemmeno sfiorata dal sospetto che abbia ceduto a pressioni criminali. In ordine ai fatti relativi ad appalti ottenuti dalla ditta Falletta, coinvolta nella indagine “Sisma”, confermo che con la mia amministrazione tale impresa non ha mai ottenuto appalti, aggiudicazioni e affidamenti diretti».



09/06/2012




Voci indiscrete: "entro trenta giorni a casa..."


D´Aì: "Imminente lo scioglimento dell´Amministrazione"


Dichiarazioni bollenti quelle del sindaco Piero D’Aì stamane all’inaugurazione del museo dell’antimafia. Il primo cittadino ha detto tra l’altro di essere stato convocato a colloquio ieri con Caterina Chinnici, figlia del giudice misilmerese e assessore regionale alle autonomie locali.



“Da sindaco di questa città, mi fa male vedere ancora una volta l’approssimarsi di uno scioglimento. Il consiglio comunale ha fatto la criticabile scelta delle dimissioni, voluta solo ed esclusivamente dai consiglieri. Invece, io e la mia giunta abbiamo la coscienza pulita e non abbandoneremo la nave come Schettino. Sin dal mio insediamento – ha detto D’Aì visibilmente commosso (nella foto) – sono stato pesantemente minacciato e ho ricorso alla denuncia, perché la legalità si afferma anche attraverso questo mezzo. Per questo ringrazio i Carabinieri, in particolare il Comandante e il Capitano della stazione. L’invito che dobbiamo dare ai giovani e ai genitori è quello di lottare per l’affermazione della legalità e di denunciare gli illeciti”.



Indiscrezioni parlano di uno scioglimento che interverrebbe entro i prossimi trenta giorni e, d’altronde, le parole del sindaco sembrerebbero confermare questa notizia.



Arrivati ormai agli sgoccioli di un ciclo, la prospettiva sarebbe deleteria per il nostro paese che va incontro ad un commissariamento che durerà almeno due anni, con tutte le conseguenze e difficoltà per i cittadini.



Dove’è finito quell’atto d’amore che avevamo chiesto? Se il sindaco D’Aì sa già che il comune sarà prossimamente sciolto per mafia, non avrebbe fatto (e farebbe! ) meglio a dimettersi adesso, per non lasciare il paese e i cittadini, suoi elettori e non, in balia dell’ordinaria amministrazione commissariale? Saremmo cittadini non rappresentati in Comune per almeno due anni, che vantaggio Misilmeri ne trarrebbe? Non sarebbe idoneo dimettersi adesso – prima di un decreto di scioglimento – per andare alle elezioni ad ottobre o a maggio?



Belmonte, patria dell’onorevole Romano, già assessore del nostro comune, ha fatto, tempo fa, questa intelligente scelta. Perché D’Aì non ha seguito altrettanti saggi consigli, che sappiamo gli sono stati dati in questo senso?



Meglio un abbandono della nave adesso che farla affondare irrimediabilmente solo per questioni di orgoglio e coscienze dichiarate pulite, crediamo…



Sindaco D’Aì, anche se Lei – come dice – ritiene d’avere integra la sua moralità (e lo confermiamo per conoscenza personale!), faccia questo gesto d’amore. I cittadini lo apprezzeranno e Lei sarà ricordato non come sciolto per mafia ma come un saggio comandante di bordo.

































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