L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 6 giugno 2012

TAR PALERMO SENTENZA 1115 2012 EOLICA S.p.a. TAR PALERMO RICORSO 1067 2011 EOLICO AM ENERGIE RINNOVABILI RINASCITA ISOLANA SULLA COMMISSIONE DI ACCESSO AGLI ATTI AL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE: PROFESSORE DIMETTITI

N. 01115/2012 REG.PROV.

                                                                                                                     N. 00483/2012 REG.RIC.



REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Seconda)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 483 del 2012, proposto da:
Eolica S.P.A, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv.ti Stefano Polizzotto e Antonietta Sartorio, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Stefano Polizzotto sito in Palermo, via N. Morello N.40; 
contro
Assessorato Regionale dell'Energia e dei Servizi di Pubblica Utilita', rappresentato e difeso dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, domiciliataria per legge con uffici siti in Palermo, via A. De Gasperi 81;
Ass.To Reg.Dell'Energia e dei Servizi di P.U.-Serv.Iii- Autorizzazione e Concessioni, Presidenza Regione Siciliana, non costituiti; 
per l'annullamento
silenzio inadempimento su richiesta autorizzazione installazione impianto fotovoltaico - ric. ex art 117 c.p.a

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’ Assessorato Regionale dell'Energia e dei Servizi di Pubblica Utilita';
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 24 maggio 2012 il dott. Roberto Valenti e uditi per le parti l'Avv. A. Sartorio e l'Avvocato dello Stato Fabio Caserta;

Premesso che con il ricorso in epigrafe indicato parte ricorrente si duole del silenzio illegittimamente serbato dall’Amministrazione sull’istanza volta al rilascio dell’autorizzazione unica prevista dall’art.12 D.Lgs.387/2003, presentata in data 11 agosto 2010 e successivamente integrata con la documentazione mancante in data 21 ottobre 2011 (e dalla cui ultima integrazione decorrono i termini a provvedere, scaduti i quali decorre a sua volta il termine per la proposizione del presente gravame);
Considerato che l’istanza di autorizzazione attiene alla richiesta di ammodernamento di un impianto da fonte di energia rinnovabile già sito in agro Comune di Petrosino, e della potenza già pari a 600 kW per un potenziamento a 2000 Kw;
Ritenuto che sulla predetta istanza, come successivamente integrata, parte ricorrente contesta l’illegittimità del mancato pronunciamento da parte della P.A. entro i termini previsti dall’art.12 D.Lgs.387/2003, né ha indetto l’apposita conferenza di servizi cui è demandato normativamente il compito di provvedere;
Considerato che l’Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, costituitasi in giudizio per l’Amministrazione intimata, ha preliminarmente eccepito l’inammissibilità del ricorso in quanto notificato in data 15/3/2012, nella pendenza del termine a provvedere che non era quindi ancora scaduto (tenendo conto della nuova decorrenza del termine dall’integrazione documentale e alla stregua della novella normativa di cui al comma 4 art.12 D.lgs 387/2003 che fissa in 90 giorni il termine massimo del procedimento al netto altresì del termine per la valutazione di impatto ambientale);
Considerato che occorre previamente delibare su detta eccezione che risulta fondata per le considerazioni che seguono;
Parte resistente afferma, infatti, che il termine di conclusione del procedimento non è di 90 giorni ai sensi dell’art. 12 d.lgs. 387 del 2003, ma di 240 giorni, in quanto la medesima disposizione – come modificata dall’art. 5 del d.lgs. 28 del 2011 – stabilisce che per gli impianti di che trattasi il termine di 90 giorni per la conclusione del procedimento va computato “ al netto” dei tempi per l’espletamento della VIA (150 giorni), sempre obbligatoria per gli impianti come quelli in esame;
del quale si richiede l’autorizzazione per il potenziamento superiore Megawatt;
Considerata la normativa di settore costituita in specie:
- dall’art. 12, comma 4, del d.lgs. 387 del 2012, come modificato dall’art. 5, comma 2 del d.lgs. 28 del 2011, ai sensi del quale si stabilisce che “fatto salvo il previo espletamento, qualora prevista, della verifica di assoggettabilità sul progetto preliminare, di cui all'articolo 20 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, il termine massimo per la conclusione del procedimento unico non può essere superiore a novanta giorni, al netto dei tempi previsti dall'articolo 26 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, per il provvedimento di valutazione di impatto ambientale”;
- dall’art. 26, comma 1, del d.lgs. 152 del 2006, che a sua volta, stabilisce che “salvo quanto previsto dall'articolo 24, l'autorità' competente conclude con provvedimento espresso e motivato il procedimento di valutazione dell'impatto ambientale nei centocinquanta giorni successivi alla presentazione dell'istanza di cui all'articolo 23, comma 1…”;
- dall’art. 6, comma 7, lett. c) del d.lgs. 152 del 2006 che impone la valutazione di impatto ambientale “qualora, in base alle disposizioni di cui al successivo articolo 20, si ritenga che possano produrre impatti significativi e negativi sull'ambiente, per (…..)i progetti elencati nell'allegato IV”;
Ritenuto che tra questi progetti, al par. 2 lett. c), sono previsti anche “gli impianti industriali non termici per la produzione di energia, vapore ed acqua calda con potenza complessiva superiore a 1 MW”;
Ritenuto quindi, in adesione alla eccezione dell’Avvocatura, che nel caso di specie, considerando quale dies a quo la data (21/10/2011) di ultima implementazione della documentazione necessaria a rendere procedibile l’istanza ex art.12 D.Lgs.387/2003, alla data di notifica del ricorso (15/03/2012) non era in effetti ancora scaduto il termine di 90 giorni per la conclusione del procedimento di autorizzazione unica, siccome aumentato di ulteriori 150 giorni in caso di previo espletamento della V.I.A., considerato che si controverte – ripetesi – di istanza per ammodernamento e potenziamento di un impianto eolico per il passaggio da 600 kW a 2000 kW;
Ritenuto quindi che il ricorso è inammissibile e che le spese di giudizio possono compensarsi tra le parti sussistendo eccezionali ragioni connesse alla recente riforma normativa di cui in narrativa;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 24 maggio 2012 con l'intervento dei magistrati:
Filippo Giamportone, Presidente
Carlo Modica de Mohac, Consigliere
Roberto Valenti, Primo Referendario, Estensore
 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
 
 
 
 
 
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 01/06/2012
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)




REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Seconda)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 1067 del 2011, proposto da:
Am Energie Rinnovabili S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv. Rosa Vinci, Augusto Candia, con domicilio eletto presso l’avv. Vito Augusto Candia in Palermo, via L. Pirandello N. 2; 
contro
Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, in persona dell’Assessore pro tempore,
Assessorato Regionale Industria, in persona dell’Assessore pro tempore,
Assessorato Regionale dei Beni Culturali ed Ambientali, in persona dell’Assessore pro tempore,
Assessorato Regionale dell'Energia e dei Servizi di P.U., in persona dell’Assessore pro tempore,
Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Palermo, in persona del Soprintendente pro tempore,
rappresentati e difesi dall'Avvocatura dello Stato, domiciliataria per legge in Palermo, via A. De Gasperi 81;
Comune di Castellana Sicula, Comune di Petralia Sottana; 
per la declaratoria di illegittimità del
silenzio inadempimento sulla richiesta di autorizzazione per la realizzazione di un parco eolico

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio delle amministrazioni intimate;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 19 luglio 2011 il dott. Francesca Aprile e uditi per le parti i difensori come da verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO
Con il ricorso in epigrafe, la società ricorrente ha adito questo Tribunale, ai sensi dell’art. 117 del codice del processo amministrativo, avverso il silenzio inadempimento dell’amministrazione regionale sull’istanza di autorizzazione unica in data 22 febbraio 2010 per la realizzazione di un parco eolico nel territorio dei Comuni di Castellana Sicula e di Petralia Sottana.
Per resistere al ricorso, si è costituita l’amministrazione intimata, che ne ha domandato il rigetto, vinte le spese.
Alla camera di consiglio del 19 luglio 2011, sentiti i difensori delle parti presenti, come da verbale, il ricorso è stato trattenuto per essere deciso.
Il ricorso in esame è fondato e deve essere accolto limitatamente all’obbligo dell’amministrazione di provvedere.
Il termine massimo per la conclusione del procedimento, stabilito dall'art. 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, è decorso senza che sia stata indetta la conferenza di servizi prevista dall’art. 12 summenzionato, il che integra inadempimento all’obbligo affermato dall’art. 2 della legge n° 241/1990, e succ. mod. e int..
Poiché nel caso in esame la società ricorrente ha presentato la predetta istanza corredata dalla prescritta documentazione, con integrazione documentale ai sensi dell’art. 2 del P.E.A.R.S. (Piano Energetico Ambientale Regionale Siciliano), non par dubbia l’illegittimità dell’inerzia serbata dall’Assessorato intimato, la cui condotta, essendo inutilmente scaduto il termine per provvedere, si pone in contrasto con l’art. 2 della legge n. 241/1990.
Per tale ragione, dev’essere dichiarato l'obbligo della Regione Sicilia, di indire la conferenza di servizi sull'istanza di autorizzazione unica ex art. 12 del D.Lgs. n. 387/03, presentata dalla società odierna ricorrente, nel termine di trenta giorni dalla comunicazione a cura della segreteria, o dalla notificazione, se anteriore, della presente sentenza.
Quanto al capo di domanda pure introdotto, per il risarcimento del danno da mancato rilascio dell’autorizzazione entro il termine di conclusione del procedimento, deve essere considerato che, ai sensi dell’art. 117, comma 6, del c.p.a., quando l’azione di risarcimento del danno subito dalla inosservanza del termine per la conclusione del procedimento è proposta congiuntamente a quella avverso il silenzio, “il giudice può definire con il rito camerale l’azione avverso il silenzio e trattare con il rito ordinario la domanda risarcitoria”.
Alla stregua di quanto sopra, ritiene il Collegio che lo stesso capo di domanda vada stralciato dall’odierno giudizio, svoltosi con il rito camerale, al fine di consentire che lo stesso venga trattato in udienza pubblica.
La parte ricorrente dovrà, peraltro, formulare apposita istanza di fissazione di udienza per la discussione della domanda risarcitoria, secondo quanto stabilito dall’art. 71, c.p.a..
Per le suesposte ragioni, il ricorso in epigrafe va accolto nei sensi superiormente precisati.
Le spese del giudizio possono essere compensate tra le parti, tenuto conto delle circostanze rappresentate dall’Avvocatura dello Stato negli scritti difensivi ed in sede di discussione.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda)
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi di cui in parte motiva.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 19 luglio 2011 con l'intervento dei magistrati:
Nicolo' Monteleone, Presidente
Roberto Valenti, Primo Referendario
Francesca Aprile, Referendario, Estensore




L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 04/06/2012
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)


http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Palermo/Sezione%202/2011/201101067/Provvedimenti/201201134_01.XML

Realizzazione impianto eolico - Autorizzazione - Valutazione d’impatto ambientale -Tutela del paesaggio


Tribunale Amministrativo Regionale Sicilia Palermo sez. I 24/2/2011 n. 337
L’autorizzazione per la costruzione e l’esercizio degli impianti eolici è rilasciata a seguito di un procedimento unico, in cui tutte le amministrazioni interessate adottano le proprie determinazioni ai fini della valutazione di impatto ambientale, in sede di conferenza di servizi. 

In altri termini, “tutte le amministrazioni interessate dal progetto di realizzazione dell’opera, ivi compresa quella deputata alla tutela del paesaggio, sono tenute a partecipare alla predetta conferenza ed ad esprimere in tale sede i pareri di cui sono investiti per legge, secondo le dinamiche collaborative e dialettiche proprie dello strumento di semplificazione procedimentale voluto dal legislatore in subiecta materia”. 

Se resa al di fuori della conferenza la valutazione d’impatto ambientale é illegittima per incompetenza assoluta alla stregua di un atto adottato da un’autorità amministrativa priva di potere in materia.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 1514 del 2010, proposto da M & A Rinnovabili S.r.l. (Già Moncada Costruzioni S.r.l.), in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall`Avv. Gaetano Caponnetto, con domicilio eletto presso lo studio dell’Avv. Daniela Salerno sito in Palermo, via Sferracavallo n. 89/A;
contro
Regione Sicilia Assessorato Territorio e Ambiente, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall`Avvocatura Distrettuale dello Stato, presso i cui uffici domicilia per legge in Palermo, via A. De Gasperi n. 81;
per l`accertamento e la conseguente statuizione dell’illegittimità del silenzio
serbato dall’Amministrazione sull’istanza presentata dalla Società ricorrente in data 10.11.2006 prot. n. 2306/06 a mezzo raccomandata A.R. n. 131704025753, recapitata il 16.11.2006, avente ad oggetto la richiesta di valutazione di impatto ambientale prevista dall’art. 5 del D.P.R. 12.4.1996, recepito dalla Regione Siciliana con L. 2.5.2001 n. 6 sul progetto per la realizzazione di un impianto eolico nelle Contrade Cozzo Tre Monaci, Portella della Creta e Pizzo Formaggiera nei Comuni di Cammarata, Casteltermini, San Biagio Platani e San Giovanni Gemini, tutti in territorio della Provincia di Agrigento;
Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Regione Sicilia Assessorato Territorio e Ambiente - Dipart. Territorio e Ambiente Serv. 2 / U.O. Attività Produttive e di Reg. Sicilia Ass.To Terr. e Ambiente - Dipart. Terr. e Ambiente Serv. 2 / U.O. Attività Produttive in Pers. Dirigente;

Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 31 gennaio 2011 il dott. Pier Luigi Tomaiuoli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO
Con ricorso ritualmente notificato all’Amministrazioni resistente e depositato il 2.9.2010 la ricorrente, premesso che la Moncada Costruzioni s.r.l. aveva adito, con ricorso n. 2312/07 il T.A.R. Sicilia per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente sulla propria istanza di cui meglio in epigrafe ed avente ad oggetto la valutazione di impatto ambientale prevista dall’art. 5 del D.P.R. 12.4.1996, recepito dalla Regione Siciliana con legge 6/2001 sul progetto per la realizzazione di un impianto eolico nelle Contrade Cozzo Tre Monaci, Portella della Creta e Pizzo Formaggiera, nei comuni di Cammarata, Casteltermini, S. Biagio Platani e S. Giovanni Gemini, in provincia di Agrigento; che, in risposta ad una nota del 29.5.2007, aveva inviato al predetto Assessorato Territorio ed Ambiente la documentazione integrativa richiesta e corrisposto le somme di istruttoria della pratica, pari ad € 30.877,44; che, in ogni caso, essa aveva richiesto con nota del 29.11.2006 all’Assessorato Regionale Industria il rilascio dell’autorizzazione unica e dell’autorizzazione all’esercizio, attraverso la conferenza di servizi di cui all’art. 12, comma 3 del D. Lg.vo 387/2003; che tale conferenza si era tenuta, ma in assenza dell’Assessorato Territorio ed Ambiente; che con decisione n. 229/08 il T.A.R. adito aveva accolto il proprio ricorso volto all’accertamento dell’illegittimità del silenzio inadempimento serbato dall’Amministrazione; che quest’ultima aveva proposto appello, deducendo violazione del contraddittorio per non essere stato recapitato l’avviso di segreteria relativo alla trattazione del ricorso in camera di consiglio, sebbene l’Avvocatura dello Stato fosse stata presente alla predetta trattazione; che il Consiglio di Giustizia Amministrativa aveva accolto l’appello e rinviato la decisione al T.A.R. Palermo; che il T.A.R. aveva nuovamente accolto il ricorso con sentenza n. 720/09 del 24.3.2009; che l’Amministrazione resistente aveva proposto appello avverso tale decisione; che con sentenza n. 953/2010 il Consiglio di Giustizia Amministrativa aveva accolto il gravame, non ritenendo decorso, alla data di proposizione del ricorso giurisdizionale, il termine previsto dalla legge per la formazione del silenzio inadempimento; che, in ogni caso, alla data attuale perdura il silenzio inadempimento della Pubblica Amministrazione; tutto quanto sopra premesso, ha concluso per l’accertamento dell’illegittimità di tale silenzio e la condanna dell’Assessorato resistente all’emanazione di un provvedimento favorevole.

Con memoria depositata il 28.1.2011 si è costituita l’Amministrazione resistente, eccependo la irricevibilità del ricorso per decorso del termine annuale previsto dalla legge; la sua inammissibilità, non potendosi configurare un silenzio giuridicamente qualificato al di fuori della conferenza di servizi prevista dalla normativa in tema di autorizzazione unica; tutto quanto sopra premesso, ha concluso per il rigetto del ricorso avversario.

All’adunanza camerale del 31.01.2011 il ricorso, su concorde richiesta dei procuratori delle parti, è stato trattenuto in decisione.
DIRITTO
Il ricorso, volto ad accertare l’illegittimità del silenzio dell’Assessorato dell’Ambiente sulla richiesta di valutazione di impatto ambientale del progetto di realizzazione dell’impianto eolico di cui in premessa, deve essere dichiarato inammissibile.

Come questo T.A.R. ha avuto, anche di recente, modo di affermare “l’autorizzazione per la costruzione e l’esercizio degli impianti eolici è rilasciata a seguito di un procedimento unico, in cui tutte le amministrazioni interessate adottano le proprie determinazioni ai fini della valutazione di impatto ambientale, in sede di conferenza di servizi” (T.A.R. Palermo, Sez. I, 20.1.2010, n. 578; T.A.R. Sicilia Palermo, sez. I 09/09/2009 n. 1478).

In altri termini, “tutte le Amministrazioni interessate dal progetto di realizzazione dell’opera, ivi compresa quella deputata alla tutela del paesaggio, sono tenute a partecipare alla predetta conferenza ed ad esprimere in tale sede i pareri di cui sono investiti per legge, secondo le dinamiche collaborative e dialettiche proprie dello strumento di semplificazione procedimentale voluto dal legislatore in subiecta materia” (T.A.R. Palermo, Sez. I, 2.2.2010, n. 1297).
Se resa al di fuori della conferenza la valutazione d’impatto ambientale é illegittima per incompetenza assoluta alla stregua di un atto adottato da un’autorità amministrativa priva di potere in materia (cfr., per l’analoga fattispecie del parere paesaggistico non reso nel contesto del procedimento di autorizzazione unica, T.A.R. Palermo, Sez. I, 2.2.2010, n. 1297; C.G.A.R.S., ordinanza 14 ottobre 2009 n. 1032; C.G.A.R.S., 11 aprile 2008, n. 295).
Alla luce delle considerazioni che precedono, deve ritenersi insussistente in capo all’Amministrazione resistente l’obbligo di concludere il procedimento iniziato dal privato al di fuori della prefata conferenza di servizi da convocarsi nel corso del procedimento autorizzatorio unico di cui all’art. 12, comma IV, D. Lg.vo 387/2003.
Il solo recente chiarimento del quadro normativo ad opera della giurisprudenza amministrativa giustifica la compensazione integrale delle spese di lite.

P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione Prima, 

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile.

Compensa tra le parti le spese di lite.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall`autorità amministrativa.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 31 gennaio 2011 con l`intervento dei magistrati:
Filoreto D`Agostino, Presidente
Nicola Maisano, Consigliere
Pier Luigi Tomaiuoli, Referendario, Estensore




L`ESTENSORE

IL PRESIDENTE



DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 24/02/2011
(Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186)
IL SEGRETARIO






REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Seconda)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 2541 del 2011, proposto da:
Fri-El Mapi Srl., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv. Andrea Leonforte e Germana Cassar, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Alessandro Vaccaro sito in Palermo, via Giusti N.45;
contro
-Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana, Dipartimento Ambiente Servizio II Via-Vas;
-Assessorato dell'Energia e dei Servizi di P.U. della Regione Siciliana-Dip.To Energia,
in persona dei legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, domiciliataria per legge con uffici siti in Palermo, via A. De Gasperi 81; 
per l'annullamento
del silenzio inadempimento su richiesta autorizzazione impianto eolico.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana-Dip.To Ambiente Servizio II Via-Vas e dell’Assessorato dell'Energia e dei Servizi di P.U. della Regione Siciliana-Dip.To Energia;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 29 febbraio 2012 il dott. Roberto Valenti e uditi per le parti i difensori l’ avv. A. Leonforte e l'avvocato dello Stato M. Mango;

Premesso che con il ricorso in epigrafe indicato parte ricorrente si duole:
-dell’illegittimità del silenzio serbato sulla richiesta di VIA / VAS del 16/6/2006 in ultimo modificata in data 10/10/2008;
-dell’illegittimità del silenzio serbato sulla richiesta di autorizzazione unica presentata nel 16/06/2006 ed in ultimo integrata nel 31/3/2011 e 10/5/2011 per la realizzazione del parco Eolico Mapi;
Considerato che l’Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, costituitasi in giudizio per l’Amministrazione intimata, alla presente adunanza camerale ha prospettato profili di inammissibilità/irricevibilità del ricorso in relazione alla data di proposizione dello stesso avendo riguardo sia al termine entro il quale il ricorso avverso il silenzio può essere proposto (avendo riguardo alla originaria istanza presentata), sia al termine entro il quale l’Amministrazione doveva provvedere sulla relativa domanda e alla successiva documentazione integrativa;
Ritenuto che le prospettate eccezioni risultano infondate in quanto:
-a) l’atto di diffida a provvedere notificato alla P.A. può essere considerato come una nuova istanza di avvio del procedimento, ricorrendone i relativi presupposti e, pertanto, tale diffida impedisce la declaratoria di inammissibilità prevista nel caso di ricorsi avverso il silenzio della P.A. proposti dopo un anno dalla data di presentazione dell’istanza originaria (cfr. C.G.A., sez. Giurisdizionale, sentenza 6 ottobre 2010 n. 1269);
-b) nel caso di specie, al momento di notifica del ricorso, risultavano in effetti trascorsi i termini del relativo procedimento avendo anche riguardo alla ultima integrazione documentale effettuata dalla parte istante a corredo della domanda;
Considerato che il ricorso è fondato;
Considerata al riguardo la giurisprudenza prevalente (cfr., T.A.R. Sicilia, Palermo, sez. II, 25 settembre 2009, n. 1539; id., III Sezione, sent. 22 ottobre 2008, n. 1277; T.A.R. Basilicata, Potenza, sez. I, 28 marzo 2008, n. 785; id., 5 marzo 2007, n. 144; id., 14 luglio 2006, n. 513) secondo cui:
a). in relazione allo specifico procedimento per cui è causa, l'art. 12, comma 4, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, stabilisce che "Il termine massimo per la conclusione del procedimento di cui al presente comma non può comunque essere superiore a centottanta giorni";
b). la fissazione di un termine procedimentale di durata massima, con evidenti finalità acceleratorie, ancorché non perentorio (e dunque, al di là della persistenza o meno del potere di provvedere in capo all'amministrazione inadempiente), comporta la qualificazione come inadempimento del fatto stesso dell'inutile spirare di tale termine, posto a presidio della certezza dei tempi dell'azione amministrativa, qualora sull'istanza della parte non sia stato emesso alcun provvedimento, positivo o negativo (né vale in contrario distinguere fra mera inerzia e lungaggini procedimentali);
c). anche la Corte Costituzionale (cfr., 25/10-9/11 2006 n. 364), del resto, ha rinvenuto la "ratio" del citato termine nel principio di semplificazione amministrativa e di celerità che, con riferimento alla fondamentale materia della produzione, trasporto e distribuzione nazionale di energia, garantisce, in modo uniforme sul territorio nazionale, la conclusione entro un termine definito del procedimento autorizzativo;
d). dalla lettura della norma sopra richiamata - rubricata "Razionalizzazione e semplificazione delle procedure autorizzative" - si ricava l'intento del Legislatore di favorire le iniziative volte alla realizzazione degli impianti in questione, semplificando il relativo procedimento autorizzativo e concentrando l'apporto valutativo di tutte le Amministrazioni interessate nella "conferenza di servizio" ai fini del rilascio di una "autorizzazione unica";
Ritenuto in altri termini che, come sostenuto dal ricorrente, la P.A. intimata aveva l’obbligo di convocare la conferenza di servizi e che, nella fattispecie considerata, la scadenza del termine per provvedere qualifica la condotta dell'amministrazione procedente come inadempimento ai sensi dell'art. 2 della L. n. 241 del 1990;
Ritenuto che le argomentazioni in premessa valgono anche in relazione al procedimento per il rilascio della Via/Vas;
Considerato che va quindi affermato l'obbligo della P.A., per quanto di rispettiva competenza, di pronunciarsi espressamente, nel termine di trenta giorni dalla comunicazione a cura della Segreteria, o dalla notifica, se anteriore, della presente sentenza, sulla richiesta di valutazione di impatto ambientale e sull'istanza di rilascio dell'autorizzazione unica ex art. 12 del D.Lgs. n. 387/03 presentata dalla odierna ricorrente;
Ritenuto che le spese di giudizio seguono, come di regola, la soccombenza e sono liquidate nella misura indicata nel dispositivo;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda)
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’affetto ordina alla pubblica amministrazione, per quanto di rispettiva competenza, di provvedere nei termini indicati in motivazione.
Condanna le amministrazioni regionali in solido al pagamento in favore della parte ricorrente delle spese del presente giudizio che liquida in €.500,00 (Euro cinquecento e zero centesimi) oltre accessori.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 29 febbraio 2012 con l'intervento dei magistrati:
Filippo Giamportone, Presidente
Carlo Modica de Mohac, Consigliere
Roberto Valenti, Primo Referendario, Estensore




L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 14/03/2012
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)








RINASCITA ISOLANA SULLA COMMISSIONE DI ACCESSO AGLI ATTI AL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE: PROFESSORE DIMETTITI

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