L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 21 settembre 2012

GIORNALI ON-LINE SENZA REGISTRAZIONE


Legge sulla stampa, sanzioni inapplicabili
GIORNALI ON-LINE SENZA REGISTRAZIONE
A cura della Redazione

da Il Quotidiano Giuridico - Quotidiano di informazione e approfondimento giuridico N 18/09/anno 2012

Pubblicate le motivazioni della sentenza dello scorso 10 maggio. La normativa inerente alla disciplina sull'editoria e sui prodotti editoriali ha introdotto la registrazione dei giornali on line soltanto per ragioni amministrative ed esclusivamente ai fini della possibilita' di usufruire delle provvidenze economiche previste per l'editoria. L'estensione dell'obbligo di registrazione per il giornale on line, ripetesi, ai soli fini delle provvidenze economiche, con conseguente applicabilita' (in caso di omessa registrazione) della sanzione penale di cui alla legge sulla stampa, costituisce interpretazione analogica in ''malam partem'' contraria alla Costituzione e alle Disposizioni sulla legge generale.

L'imputato era è stato riconosciuto colpevole del reato di cui agli artt. 5 e 16 L. 47/1948 per aver intrapreso la pubblicazione del giornale di informazione diffuso via internet senza aver effettuato la prescritta autorizzazione presso la Cancelleria del Tribunale,

Occorre riassumere sinteticamente i punti fondamentali della disciplina attinente alla stampa:

Ai sensi dell’art. 1 L. 47/1948 (disposizione sulla stampa) sono considerati stampe o stampati tutte l riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisici/chimici, in qualsiasi modo destinati alla pubblicazione.

Dall’esame di detta disposizione si evince che – ai fini della sussistenza in senso giuridico del prodotto stampa – necessitano due condizioni:

a) un’attività di riproduzione tipografica,

b) la destinazione alla pubblicazione del risultato di tale attività.

Nell’ambito del prodotto stampa, come sopra individuato, la norma di cui all’art. 5 citata L. 47/1948 prescrive che nessun giornale o periodico può essere pubblicato se non sia stato registrato presso la Cancelleria del Tribunale nella cui circoscrizione la pubblicazione deve effettuarsi.

La pubblicazione di un giornale o altro periodico, senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall’art. 5, costituisce illecito penale punito ai sensi dell’art. 16 citata legge n. 47/1948
Così delineati i punti fondamentali inerenti alla nozione di stampa e dell’obbligo di registrazione per il giornale o periodico, occorre esaminare – in relazione alla fattispecie concreta – se detta disciplina, sotto il profilo generale sia applicabile al nuovo prodotto “media” costituente il giornale informatico diffuso in via telematica (sito www.).

Orbene la risposta al quesito giuridico di cui sopra è negativo per le seguenti ragioni principali:

Il giornale telematico non rispecchia le due condizioni ritenute essenziali ai fini della sussistenza del prodotto stampa come definito dall’art. 1 L. 47/1948 ed ossia:

a) un’attività di riproduzione tipografica;

b) la destinazione alla pubblicazione del risultato di tale attività.

La normativa di cui alla L. 7 marzo 2001 n. 62 (inerente alla disciplina sull’editoria e sui prodotti editoriali, con modifiche alla L. 5 agosto 1981 n. 416) ha introdotto la registrazione dei giornali on line soltanto per ragioni amministrative ed esclusivamente ai fini della possibilità di usufruire delle provvidenze economiche previste per l’editoria.

Detta disciplina è stata ribadita dalla successiva normativa di cui al d. lgs 09 aprile 2003 n. 70, che esplicitamente ha prescritto, con la disposizione di cui all’art. 7, comma 3, che la registrazione della testata editoriale telematica è obbligatoria esclusivamente per le attività per le quali i prestatori di servizio intendono avvalersi delle provvidenze previste dalla L. 07 marzo 2001 n. 62.

L’estensione dell’obbligo di registrazione per il giornale on line – previsto dalla citata L. n. 62/2001, ripetesi, ai soli fini delle provvidenze economiche – anche in riferimento alla norma di cui all’art. 5 L. 47/1948, con conseguente applicabilità (in caso di omessa registrazione) della sanzione penale di cui all’art. 16 citata legge sulla stampa, costituisce interpretazione analogica in “malam partem” non consentita ai sensi dell’art. 25, comma secondo, Costituzione e 14 delle Disposizioni sulla legge generale (vedi sulla materia de qua sez. III sent. N. 10535 del 11/12/2008, depositata il 10/03/2009; sez. V n. 35511/2010 del 16/07/2010.

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18/09/2012

Cassazione: il reato di pubblicazione clandestina non si applica ai blog

Il testo della sentenza 10 maggio 2012 n. 23230


Sono state depositate le motivazioni della sentenza della III Sezione penale della Corte di Cassazione che lo scorso 10 maggio 2012 ha assolto – perché il fatto non sussiste (e quindi con la formula assolutoria più ampia) – il giornalista Carlo Ruta dall’accusa di aver commesso il reato previsto dall’art. 16 della legge sulla stampa per non aver registrato (come previsto dall’art. 5 della stessa legge sulla stampa) il suo blog www.accaddeinsicilia.net.
Benché sul web fosse già nota da alcuni mesi la notizia dell’assoluzione di Ruta, il deposito delle motivazioni rinnova l’interesse per il caso anche in considerazione dell’importanza dell’interpretazione della Cassazione.
E la rilevanza dell’interpretazione è data dal fatto che per la Cassazione il blog, o comunque, il “nuovo prodotto “media” costituente il giornale informatico diffuso in via telematica” non rientra nella nozione di stampa data dalla Legge del 1948 e, per tale ragione, è anche sottratto all’obbligo di registrazione previsto dall’art. 5 (la cui violazione concretizza il reato previsto dal successivo art. 16, secondo il quale «chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodo senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall’art. 5, è punito con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a lire 500.000»).
Le ragioni dell’esclusione del “nuovo prodotto costituente il giornale informatico diffuso in via telematica” (tra i quali può rientrare anche il blog giornalistico) dagli elementi oggettivi della norma di cui all’art. 16 della L. 47/48 sono date dalla Cassazione in pochi, chiari, punti:
1) Il blog non rientra nella definizione di stampato previsto dall’art. 1 della L. 47/48 (“Sono considerate stampe o stampati, ai fini di questa legge, tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisico-chimici, in qualsiasi modo destinate alla pubblicazione”) sia perché manca un’attività di “riproduzione tipografica” sia perché non ci troviamo di fronte al risultato di una riproduzione tipografica che sia destinata alla pubblicazione;
2) La registrazione dei prodotti editoriali online è stata introdotta dalla legge 62 del 2001 esclusivamente come presupposto per poter usufruire delle provvidenze economiche previste per l’editoria;
3) Anche il d.lgs. 70/2003 (che ha recepito in Italia la nota direttiva 2000/31/CE) ribadisce quanto già visto a proposito della L. 62/2001, ossia che “la registrazione della testata editoriale telematica è obbligatoria esclusivamente per le attività per le quali i prestatori del servizio intendano avvalersi delle provvidenze previste dalla legge 7 marzo 2001, n. 62.”
La Cassazione, pertanto, assolve con formula piena il Ruta annullando senza rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Catania (che confermava quella di primo grado del Tribunale di Modica) in quanto un’eventuale condanna sarebbe il risultato di un’estensione della norma penale incriminatrice oltre la sua portata attraverso un’interpretazione analogica “in malam partem” non consentita ai sensi dell’art. 25 della nostra Costituzione.
Di seguito riportiamo la sentenza n. 23230/2012

Corte di cassazione
Sezione III penale
Sentenza 10 maggio 2012, n. 23230
Composta da Saverio Felice Mannino (Presidente), Claudia Squassoni, Alfredo Maria Lombardi, Mario Gentile (Relatore), Elisabetta Rosi
Ha pronunciando la seguente
SENTENZA
su ricorso proposto da Ruta Carlo, nato a ___ il _____
avverso la sentenza del 02/05/2011 della Corte di Appello di Catania
visti gli atti, il provvedimento denunziato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Mario Gentile;
udito il Pubblico Ministero, in persona del sostituto Procuratore Generale Aldo Policastro che ha concluso chiedendo il rigetto del ricorso;
udito l’avv. Giuseppe Arnone, difensore di fiducia del ricorrente, che ha concluso chiedendo l’accoglimento del ricorso.
RITENUTO IN FATTO
1. La Corte di Appello di Catania, con sentenza emessa il 2 maggio 2011, confermava la sentenza del Tribunale di Modica, in data 8 maggio 2008, appellata da Carlo Ruta, imputato del reato di cui agli artt. 5 e 16 L. 8 febbraio 1948 n. 47, per avere intrapreso la pubblicazione del giornale di informazione civile, denominato “Accade in Sicilia” e diffuso in via telematica sul sito www.accadeinsicilia.net, senza che fosse intervenuta tempestiva registrazione presso la cancelleria del Tribunale di Modica; fatti commessi dal 16 dicembre 2003 al 7 dicembre 2004; e condannato alla pena di euro 150,00 di multa.
2. L’interessato proponeva ricorso per Cassazione, deducendo violazione di legge, ex art. 606, lett. b), c.p.p.
In particolare il ricorrente esponeva:
a) che nella fattispecie non ricorrevano gli elementi costitutivi del reato di cui agli artt. 5 e 16, L. 47/1948. Il sito utilizzato dal Ruta, in sede informatica, costituiva un semplice blog o sito internet, non rientrando nella definizione di stampa e/o stampato ai sensi dell’art. 1 l. 47/1948. La disposizione di cui agli artt. 2 e 5 l. 7 marzo 2001, n. 52 – secondo cui era prevista la registrazione anche per i giornali ed i periodici informatici – riguardava solo quelle pubblicazioni che intendevano usufruire del finanziamento pubblico;
b) che, comunque, stante l’incertezza interpretativa in ordine alla normativa de qua, ricorreva nella fattispecie l’errore scusabile su legge extra-penale di cui all’art. 47, comma terzo, c.p., con conseguente esclusione della punibilità del Ruta
Tanto dedotto, il ricorrente chiedeva l’annullamento della sentenza impugnata.
CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso è fondato.
Carlo Ruta è stato riconosciuto colpevole del reato di cui agli artt. 5 e 16 L. 47/1948 per aver intrapreso la pubblicazione del giornale di informazione civile denominato “Accade in Sicilia”, diffuso sul sito internet www.accadeinsicilia.net, senza aver effettuato la prescritta autorizzazione presso la Cancelleria del Tribunale di Modica, ritenuta competente per tale adempimento (vedi capo di imputazione come contestato in atti).
Tanto premesso sui termini essenziali della fattispecie in esame, occorre riassumere sinteticamente i punti fondamentali della disciplina normativa attinente alla stampa:
1.1. Ai sensi dell’art. 1 l. 47/1948 (disposizione sulla stampa) sono considerati stampe o stampati tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisici/chimici, in qualsiasi modo destinati alla pubblicazione.
1.2. Dall’esame di detta disposizione si evince che – ai fini della sussistenza in senso giuridico del prodotto stampa – necessitano due condizioni: a) un’attività di riproduzione tipografica, b) la destinazione alla pubblicazione del risultato di tale attività.
1.3. Nell’ambito del prodotto stampa, come sopra individuato, la norma di cui all’art. 5 citata L. 47/1948 prescrive che nessun giornale o periodico può essere pubblicato se non sia stato registrato presso la Cancelleria del Tribunale nella cui circoscrizione la pubblicazione deve effettuarsi.
1.4. La pubblicazione di un giornale o altro periodico, senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall’art. 5, costituisce illecito penale punito ai sensi dell’art. 16 citata L. n. 47/1948.
2. Così delineati i punti fondamentali inerenti alla nozione di stampa e dell’obbligo di registrazione per il giornale o periodico, occorre esaminare – in relazione alla fattispecie concreta oggetto del presente ricorso – se detta disciplina, sotto il profilo generale sia applicabile al nuovo prodotto “media” costituente il giornale informatico diffuso in via telematica (sito www.).
3. Orbene la risposta al quesito giuridico di cui sopra è negativa per le seguenti ragioni principali:
3.1. Il giornale telematico non rispecchia le due condizioni ritenute essenziali ai fini della sussistenza del prodotto stampa come definito dall’art. 1 l. n. 47/1948 ed ossia: a) un’attività di riproduzione tipografica; b) la destinazione alla pubblicazione del risultato di tale attività.
3.2. La normativa di cui alla l. 7 marzo 2001, n. 62 (inerente alla disciplina sull’Editoria e sui prodotti editoriali, con modifiche alla l. 5 agosto 1981, n. 416) ha introdotto la registrazione dei giornali online soltanto per ragioni amministrative ed esclusivamente ai fini della possibilità di usufruire delle provvidenze economiche previste per l’editoria.
3.3. Detta disciplina è stata ribadita dalla successiva normativa di cui al d.lgs. 9 aprile 2003, n. 70, che esplicitamente ha prescritto, con la disposizione di cui all’art. 7, comma 3, che la registrazione della testata editoriale telematica è obbligatoria esclusivamente per le attività per le quali i prestatori di servizio intendono avvalersi delle provvidenze previste dalla l. 7 marzo 2001 n. 62.
3.4. L’estensione dell’obbligo di registrazione per il giornale online – previsto dalla citata l. n. 62/2001, ripetesi, ai soli fini delle provvidenze economiche – anche in riferimento alla norma di cui all’art. 5 l. 47/1948, con conseguente applicabilità (in caso di omessa registrazione) della sanzione penale di cui all’art. 16 citata legge sulla stampa, costituisce interpretazione analogica in “malam partem” non consentita ai sensi dell’art. 25, comma secondo, Cost. e 14 delle Disposizioni sulla legge generale (vedi sulla materia de qua sez. III, sent. n. 10535 dell’11 dicembre 2008, depositata il 10 marzo 2009; sez. V, n. 35511/2010 del 16 luglio 2010).
4. Alla luce delle argomentazioni finora svolte, consegue che – non sussistendo nei confronti di Carlo Ruta l’obbligo della registrazione del giornale online denominato «Accade in Sicilia», ai sensi dell’art. 5 l. 47/1948 – lo stesso va assolto dal reato di cui all’art. 16 citata l. n. 47/1948, come contestato in atti, perché il fatto non sussiste, con conseguente annullamento, senza rinvio, della sentenza della Corte di Appello di Catania, in data 2 maggio 2011.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non sussiste
Così deciso il 10 maggio 2012

Il componente estensore
Mario Gentile
Il Presidente
Saverio Felice Mannino

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