L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 29 settembre 2012

Riccardo Vescovo assolto dall'accusa di diffamazione A distanza di tre anni e mezzo la giustizia ha dato ragione al giornalista Riccardo Vescovo, finito in tribunale per un presunto caso di diffamazione.

Riccardo Vescovo assolto dall'accusa di diffamazione

A distanza di tre anni e mezzo la giustizia ha dato ragione al giornalista Riccardo Vescovo, finito in tribunale per un presunto caso di diffamazione.
Redazionesabato 29 settembre 2012 15:47





Riccardo Vescovo

Ci sono voluti quasi tre anni e mezzo, ma alla fine la giustizia ha dato ragione al giornalista Riccardo Vescovo, finito in tribunale per un presunto caso di diffamazione.




Era stato un consulente dell'ex sindaco Tonino Palazzolo a citarlo in giudizio chiedendo un risarcimento di 25 mila euro.



L'avvocato in questione è Carmelo La Fauci Belponer, che era stato nominato avvocato di fiducia senza un bando.





Il giudice della prima sezione del Tribunale civile di Palermo, Giulia Spadaro, ha dato ragione a Vescovo, difeso dall'avvocato Francesco Tafarella, rigettando la richiesta di risarcimento di Belponer.





L'articolo era apparso su un blog su internet nel 2009 e criticava tutta una serie di incarichi affidati ad amici e parenti del sindaco e di dirigenti comunali.





Tra i cognomi noti c'era pure quello dell'ex dirigente comunale Pietro Barone la cui figlia aveva ricevuto un lauto incarico. Barone recentemente è stato candidato a sindaco e più volte ha attaccato Vescovo in campagna elettorale. Per lui un altro boccone amaro dopo la sconfitta elettorale.





Belponer era solo uno dei consulenti nominati e nel post si faceva riferimento ad amicizie anche politiche quali quella con l'onorevole Scoma. Nell'articolo, Vescovo si chiedeva una cosa: visto che si tratta di enti e soldi pubblici, non sarebbe meglio selezionare i consulenti tramite bando pubblico?





Nella sentenza, il giudice spiega che il giornalista ha esercitato non solo il diritto di cronaca ma anche quello di critica, che la Costituzione concede a tutti noi. "Il sindaco - scrive il giudice - può conferire incarichi a tempo determinato, ma non è obbligato a farlo". Insomma, il giornalista e qualunque cittadino può indignarsi e criticare l'operato del sindaco. Per altro, scrive ancora il giudice, i fatti raccontati sono veri e sono narrati con toni civili.





Non ci sono dunque offese e come ogni cittadino il giornalista ha criticato l'operato del sindaco.





Più volte il caso del consulente Belponer era finito al centro di scontri politici in consiglio comunale, con diversi esponenti, tra cui Salvatore Ferrara, che avevano chiesto di rimuovere l'incarico. A Balestrate, in piazza Rettore Evola, fu pure organizzato un sit in di protesta per la libertà di informazione. Grande soddisfazione di Riccardo Vescovo, che ha dichiarato: "Questa è la vittoria di chi crede ancora nella meritocrazia.





Mi dispiace solo che il giudice mi abbia dato ragione in ogni punto ma alla fine abbia deciso per la compensazione delle spese, cioè ognuno pagherà le proprie spese legali. Nessun problema per me, che ho potuto fare affidamento sul sostegno dell'Assostampa e dell'avvocato Tafarella, ma penso a tanti colleghi giornalisti e a tanti cittadini che potrebbero essere impaurito a esercitare il loro diritto di critica col rischio di essere citati in tribunale e pagare pure le spese legali.





Ecco perché questa sentenza mi rafforza due volte: mi rafforza perché ho vinto contro un sistema di politi cotti locali e mi rafforza perché mi convince del ruolo che svolgo, di giornalista che per prima cosa deve difendere i diritti di ogni cittadino".

http://telejato.globalist.it/Detail_News_Display?ID=36075&typeb=0&Riccardo-Vescovo-assolto-dall-accusa-di-diffamazione

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