L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























lunedì 5 novembre 2012

Quaranta milioni spesi dalla Regione per le bonifiche industriali mai fatte

Quaranta milioni spesi dalla Regione
per le bonifiche industriali mai fatte



Soldi stanziati per le aree a rischio, da Milazzo a Priolo Gargallo, ma senza obbligo di rendicontazione: e gli appalti sono finiti nel nulla

di ALESSANDRA ZINITI


Quaranta milioni spesi dalla Regione per le bonifiche industriali mai fatte
Almeno un terzo dei fondi, già stanziati, impegnati ed erogati, se ne sono andati per il mantenimento delle strutture commissariali, per pagare gli straordinari del personale, i compensi dei tanti esperti scomodati, gli studi commissionati, i progetti, persino la pubblicazione di bandi di gara poi mai espletati. Quel che è certo è che con gli oltre 40 milioni di euro erogati dalla Regione negli ultimi vent'anni per la bonifica delle aree industriali a rischio, da quella di Augusta-Priolo-Melilli a quella di Gela e, per ultimo, al comprensorio di Milazzo-San Filippo del Mela, tutto è stato fatto tranne quello che doveva essere fatto: nessun intervento sostanziale, niente di quello che dal 1990 esperti e commissioni di Unione europea, ministero per l'Ambiente, Regione pur hanno individuato e messo per iscritto in decine di relazioni. Non un sistema di monitoraggio permanente degli indicatori di rischio nelle aree industriali, non la messa in sicurezza di impianti che  -  come in tanti denunciano da anni  -  lavorano inquinando l'ambiente in zone della Sicilia dove l'incidenza delle patologie tumorali è vertiginosamente in aumento.




Il giallo dei 40 milioni di euro erogati senza alcun obbligo di rendicontazione, mai spesi per le finalità per le quali  erano stati impegnati e finiti chissà dove è tutto nelle carte agli atti dell'Ufficio speciale per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale diretto da Antonino Cuspilici. Ufficio speciale istituito alla scadenza delle strutture commissariali che per 15 anni avrebbero dovuto gestire la bonifica delle aree industriali di Siracusa e Caltanissetta dichiarate aree a rischio nel 1990.




E' una storia lunga più di vent'anni quella del mancato risanamento delle zone che gravitano attorno a petrolchimici, raffinerie e centrali elettriche che ancora oggi lavorano con le torce che sfiatano 24 ore su 24 inondando i territori di fumi e residui di lavorazione, con le cosiddette bolle di raffineria e soprattutto senza centraline che rilevino sistematicamente i livelli di inquinamento così come disposto dalla rigida disciplina europea che in Sicilia viene sistematicamente violata senza alcun intervento della magistratura. Nel 1990, dunque, lo stanziamento per gli interventi di bonifica su Siracusa e Gela, dopo la dichiarazione di aree a rischio, è di 100 miliardi di vecchie lire. Nel 1995 viene redatto il piano di risanamento con il trasferimento dei fondi dal ministero dell'Ambiente alla Regione ma nulla si muove. Il governo decide dunque di creare delle strutture commissariali affidandone la guida ai prefetti di Siracusa e Caltanissetta.


Le strutture non producono nulla, in termini di interventi, ma costano: ben 40 milioni di euro vengono erogati, poco più di 30 milioni a Siracusa, il resto a Gela. Ma mentre del previsto "potenziamento delle strutture di controllo ambientale" e di interventi nelle zone a rischio non c'è traccia, cifre a sei e nove zero vengono impegnate alle voci "straordinario personale" e "compenso esperti": più di due milioni e mezzo di euro in un anno, tra il 2000 e il 2001 solo nel Siracusano. Un altro milione di euro viene "girato" ai comuni interessati, Priolo, Augusta, Melilli, più di venti milioni di euro sono impegnati per generiche "esigenze finanziarie per intervento nella provincia di Siracusa". Non va meglio alla struttura commissariale di Caltanissetta che impegna più di 8 milioni di euro per l'appalto di opere (mai realizzate) per le quali sono già state definite progettazioni esecutive, per anticipazioni di somme per indagini, studi e progettazioni. Un milione e 220 mila euro se ne vanno per la pubblicazione e l'aggiornamento del piano di risanamento, per gli oneri previsti per il funzionamento della struttura commissariale, oltre 430 mila euro in spese di pubblicità di bandi di gara e progettazione.

Nell'ottobre 2002 viene dichiarata area a rischio anche il comprensorio del Mela e la Regione stanzia sette milioni di euro. Venticinquemila euro se ne vanno subito per la pubblicazione di un bando di gara che poi viene revocato, 273 mila euro sono impegnati per la gestione 2003-2004 della rete di monitoraggio degli inquinanti atmosferici dell'area a rischio e 3 milioni e seicentomila euro per un appalto a base d'asta per l'affidamento dell'incarico per la creazione di un sistema informativo territoriale.

Vent'anni dopo, le dichiarazioni di aree a rischio a Siracusa e Gela, reiterate per 15 anni, il massimo previsto dalla legge, sono decadute, nessuno sa come sono stati spesi quei soldi e dove sono finiti e soprattutto in nessuna dei territori a forte rischio ambientale è stata realizzata neanche una rete di monitoraggio che permetta ai cittadini di quei territori di sapere se e quanto veleno respirano ogni giorno.


http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/11/03/news/quaranta_milioni_spesi_dalla_regione_per_le_bonifiche_industriali_mai_fatte-45847365/


LINKS AREE AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE








http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/12/il-professore-signor-gaspare-portobello.html








Eventi a cui ha partecipato Antonino Cuspilici

In qualità di responsabile Ufficio speciale aree ad alto rischio ambientale Regione siciliana

Commissione Ambiente della Camera

CAMERA 12 dicembre 2006 - 32' 55"
Indagine conoscitiva sulla valutazione delle conseguenze ambientali provocate dall'inquinamento urbano, dallo smaltimento dei rifiuti e dalle aree ad alto rischio. Audizione di rappresentanti di organismi tecnici specializzati della Regione siciliana


IL PROFESSORE Signor Gaspare Portobello

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