L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























venerdì 9 novembre 2012

ISOLA DELLE FEMMINE IL MINISTRO SCIOGLIE IL CONSIGLIO COMUNALE, La Kupola della politica a Isola delle Femmine,



ISOLA DELLE FEMMINE IL MINISTRO SCIOGLIE IL CONSIGLIO COMUNALE


Consiglio dei Ministri n.53

Su proposta del Ministro dell’interno, il Consiglio dei Ministri ha sciolto

Il Consiglio Comunale di Isola delle Femmine, dopo l’insediamento  della Commissione governativa per l’accesso agli atti del 26 aprile scorso, viene sciolto per le infiltrazioni della criminalità organizzata.
Nei prossimi giorni il decreto sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.





Finalmente Professore ammette che a Isola delle Femmine ci sono i poteri forti.

Le domando: Perchè quando tutti a Isola delle Femmine parlavano di poteri forti che influenzavano la vita amministrativa, LEI si Proprio Lei lo ha sempre negato e anzi è passato alle vie di fatto per esempio minacce e/o querele? 

Comunque guardi, oggi di fronte a queste Sue dichiarazioni diciamo "meglio tardi che mai" 

A proposito dell'antenna Wind Shear il mio consiglio è di leggersi  bene le  risultanze delle inchieste  sulla Finmeccanica condotte dal P.M. Paolo Ielo dove l'imprenditore Tommaso Di Lernia rivela ".... la grande manovra a suon di mazzette, pagate per impedire l'installazione dell'impianto dell'azienda americana concorrente di Selex.... Il Liddar è un radar prodotto dalla Lockheed Martin che copre il 92 per cento dei rischi legati a eventi atmosferici come pioggia, venti, nebbia, sabbia. Se fosse stato installato all'aeroporto Falcone-Borsellino, sarebbe stato in grado di controllare il fenomeno del windshear".

Immagino la Sua domanda: "Perché non è stato installato?"

La risposta Signor Portobello Gaspare la trova sempre nelle carte dell'inchiesta: "Perché non vi era uno specifico interesse di Selex a installare quel tipo di radar, visto che non lo produceva, e per evitare che anche gli altri aeroporti ponessero il problema di avere analogo sistema".

Signor Portobello Gaspare adessoi le è chiaro che  NESSUNO ma proprio NESSUNO aveva intenzione di mettere l'antenna Wind Shear a Isola delle Femmine.

Tutti noi del Comitato NO RADAR ci siamo prestati inconsapevolmente al gioco della Selex ed abbiamo costruito un movimento che "ostacolasse" una NON installazione.

Signor Portobello, ora che ha del tempo libero si legga bene le carte dell'inchiesta Finmecanica.

I Cittadini di Isola delle Femmine non hanno comunque dimenticato la sua missiva del gennaio del 2006 con cui  dava la sua autorizzazione all'utilizzo dell'area (ex caserma NATO) da parte dell'ENAV.

Signor Gaspare Portobello, I cittadini di isola delle Femmine non hanno dimenticato   il Suo incontro del  28 dicembre 2008 presso  Uffici della Presidenza della Regione Sicilia con l'allora Presidente Cuffaro dove ancora una volta si è dichiarato disponibile alla installazione dell'antenna radar. 

Lo so! 

Erano tempi duri la disoccupazione era alle stelle e vi era la possibilità di tre posti di lavoro! 
Nevvero? 

Mi permetta un'ultima annotazione a proposito della sua adesione alla causa del NO RADAR a Isola delle Femmine.

Ricorda! 

Noi del Comitato Cittadino Isola Pulita abbiamo dovuto tirarvi dentro TUTTI TUTTI ma dico proprio TUTTI per i capelli, per aderire alle varie  iniziative del Comitato No Radar! 

Per il resto Le conviene EFFETTIVAMENTE attendere il decreto ministeriale che in maniera precisa  circostanziata puntigliosa calendarizzata  permetterà a Lei e a tutti i componenti del Suo Gruppo Politico di conoscere nella loro sequenzialità  fatti avvenimenti persone che hanno determinato lo scioglimento del Consiglio Comunale.

Mi creda non sto di certo parlando delle conseguenze o eventuali reati commessi, non sono di certo di mia competenza ma certamente della Magistratura SI! 

Quindi Signor Portobello, si segga, si metta comodo e cerchi di trovare in Lei la forza necessaria  per esprimere il  rispetto verso le ISTITUZIONI, non vi è stato ad Isola delle Femmine alcun colpo di Stato contro di LEI.

Si Signor Portobello vi è stato un colpo di Stato:



  • contro la illegalità diffusa in ogni ambito sociale della vita isolana; 
  • contro la mancanza di rispetto delle regole;
  • contro le montagne di munnezza che quotidianamente stazionano sulle strade e piazze di Isola delle Femmine;
  • contro l'aumento esorbitante dei tributi locali finalizzati a "far  cassa";
  • contro la discriminazione perpetrata in maniera scientifica contro i dipendenti comunali;
  • contro la mancata attenzione verso la grande mole di evasione dei tributi locali (tarsu,imu,tosap ecc.....) 
  • contro la mancata verifica sulla veridicità delle  dichiarazioni  dei tributi;
  • contro il saccheggio  urbanistico del territorio;
  • contro le disparità di trattatamento nell'erogazione dei servizi;
  • contro i privilegi per alcuni;
  • contro il mercimonio dei voti;
  • contro la criminalità organizzata e tutto ciò che ostacola e blocca un'intera economia;



e ora dorma tranquillo Signor Gaspare Portobello  e non si senta preoccupato circa: "Non vorrei ritrovarmi un'antenna radar per il controllo del wind share piazzata vicino casa"

Con rispetto

Pino Ciampolillo













Isola delle Femmine, Comune sciolto per mafia 


IL CAPOMAFIA di Isola delle Femmine, Pietro Bruno, uno dei fedelissimi di Salvatore Lo Piccolo, poteva contare su buone entrature all' interno del municipio. Soprattutto per ottenere comode concessioni edilizie. 

Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Carini avevano fatto scattare, ad aprile, una verifica della prefettura: ieri pomeriggio il Consiglio dei ministri ha deciso lo scioglimento del Consiglio comunale di Isola delle femmine, per infiltrazioni mafiose. 

Decade anche la giunta di centrosinistra presieduta da Gaspare Portobello. Il governo non ha avuto dubbi, accogliendo del tutto la proposta del ministro dell' Interno Anna Maria Cancellieri, che si fondava sui risultati dell' ispezione avviata dalla prefettura di Palermo. 

Il caso era nato nel 2009, con le denunce dei consiglieri di "Rinascita isolana", la minoranza in Consiglio comunale guidata dall' ex sindaco Stefano Bologna: venivano chieste le dimissioni dell' assessore Marcello Cutino, per una parentela scomoda, ma non solo per quella. La moglie di Cutino è parente del boss Pietro Bruno, arrestato nell' operazione "Addiopizzo 5". 

L' opposizione denunciava gli interessi di Bruno in una società impegnata a lottizzare un grosso terreno di Capaci. I carabinieri hanno così iniziato un lavoro certosino per ricostruire le ultime frequentazioni e soprattutto gli affari del boss: è emerso che due persone a lui vicine avevano ottenuto in tempi veloci due concessioni edilizie dal Comune di Isola delle Femmine: per uno dei cantieri, dove era prevista la realizzazione di tre ville, il progettista era un ex assessore poi nominato dal sindaco Portobello consulente in materia di «vivibilità urbana e piani strategici territoriali». 

Nel febbraio del 2011 il dipartimento regionale dell' Urbanistica ha stabilito che la «concessione edilizia risulta essere stata rilasciata illegittimamente». Nella corposa informativa predisposta dal comando provinciale dei carabinieri ci sono le storie di altre strane concessioni o sanatorie. 

Dice Pino Ciampolillo, dell' associazione "Isola pulita", uno dei primia denunciare strane presenze in Consiglio comunale: «Adesso tutte le persone di buona volontà dovranno stringersi attorno ai commissari inviati dal governo. 

La situazione di Isola è drammatica, soprattutto per la gestione del territorio. Uno dei primi provvedimenti della nuova gestione dovrà essere un deciso rinnovamento all' ufficio tecnico comunale». 

Il sindaco Portobello si difende: «Siamo di fronte a un attacco politico, noi la mafia l' abbiamo sempre combattuta».E annuncia che farà ricorso contro il provvedimento del Consiglio dei ministri. Il rapporto dei carabinieri è finito anche in Procura, ed è all' attenzione del pm Francesco Del Bene, che indaga sulle cosche della zona occidentale di Palermo: i boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo sono in carcere, ma alcuni dei loro fedelissimi restano ancora molto attivi. Proprio uno dei pizzini trovati ai Lo Piccolo nel 2007 faceva riferimento a grossi lavori a Isola delle Femmine. 

Pietro Bruno non era davvero l' ultimo arrivato: è uno degli vecchi di Cosa nostra, un tempo era legato addirittura al capomafia di Cinisi Gaetano Badalamenti. Poi, come tanti altri mafiosi imprenditori, aveva abbandonato il boss perdente per passare con Riina e Provenzano.

SALVO PALAZZOLO



RELAZIONE COMMISSIONE ANTIMAFIA
decreto sequestro COPACABANA POMIERO
BILLECI BRUNO VASSALLO BADALAMENTI … 

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Mafia, il governo scioglie il comune di Isola delle Femmine

Dopo Salemi e Racalmuto il municipio palermitano è il terzo in Sicilia a finire davanti al Consiglio dei ministri per infiltrazioni della criminalità organizzata. Diversi gli episodi che hanno portato la decisione del Viminale a proporre il commissariamento

Anna Maria Cancellieri

Il governo, su proposta del ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri, ha sciolto il Consiglio comunale di Isola delle Femmine (Palermo) per le infiltrazioni della criminalità organizzata. Nel comunicato, diffuso al termine del Consiglio dei Ministri, si annuncia anche la proroga di sei mesi dello scioglimento del Consiglio comunale di Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria) “per completare il risanamento dell’istituzione locale e della realtà sociale, ancora segnate dalla malavita organizzata”.

Il comune siciliano è guidato dal 2004 dall’ormai ex sindaco Gaspare Portobello, a guida di una lista civica. Le attenzioni sul comune si sono accese nel 2009, quando a pochi giorni dalla rielezione son state date due concessioni edilizie. Una di queste riguarda una società di Giuseppe Pomiero, zio del vicesindaco Salvatore Palazzotto, nonché socio di una società confiscata per mafia negli anni ’80 al noto boss mafioso Gaetano Badalamenti. Caso che non rimane isolato. Infatti ci sono altre due episodi che hanno motivato l’invio degli ispettori nel comune marinaro. Sempre nel 2009 venne approvata una sanatoria edilizia per un capannone, rilasciata  dal tecnico comunale nominato in via pro tempore proprio dal sindaco Portobello. Peccato che quel locale fu sequestrato dai carabinieri del Ros in una operazione antimafia contro il clan Madonia-Di Trapani di Resuttana.

Infine c’è un pizzino trovato nel covo del boss mafioso Salvatore Lo Piccolo che faceva riferimento ad alcuni lavori edilizi in corso nel comune di Isola delle Femmine e poi confermati dal pentito Gaspare Pulizzi. Le concessioni per eseguire i lavori secondo l’opposizione sono state date nonostante la zona fosse a rischio idrogeologico. Il comune siciliano è il terzo ad a essere sciolto dopo Salemi e Racalmuto.









IL PROFESSORE NELLA  SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DICHIARA:  “…Giova ricordare, peraltro, che il personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse elezioni politiche sosteneva il candidato della lista “Rinascita Isolana” Rosario Rappa.” DELIBERA C.C. N.52.pdf (13 kb)  Consiglio Comunale 28 settembre 2009


Quindi il PROFESSORE ammette esplicitamente ed in modo INEQUIVOCABILE che le elezioni amministrative del 2009 sono state INQUINATE.


PROFESSORE non può trovare in questa  Sua dichiarazione una motivazione della NOMINA della Commissione Governativa di accesso agli atti?


Professore a cosa si riferisce quando parla di invidia nei Suoi confronti, ma soprattutto chi è invidioso di Lei? 
E poi perché questa invidia?


Lei PROFESSORE pensa veramente che una Commissione Governativa Ispettiva possa muoversi soltanto per sentito dire?
O per “beghe di paese” ?
Oppure per   soddisfare la sete di vendetta di qualcuno che vuole fare il Sindaco per tutta la vita?

Caro Signor Sindaco PROFESSORE  Gaspare Portobello un consiglio!
Almeno Lei, nel ruolo imparziale di SINDACO, mostri   nei confronti dei componenti della Commissione Ispettiva del Governo  RISPETTO.


RISPETTO per la responsabilità l’impegno e l’abnegazione di chi è deputato a svolgere un ruolo di GARANZIA  e di TUTORE DELLA LEGALITA’.


RISPETTO verso   chi e’ stato delegato ad esercitare un diritto-dovere di controllo, e di tutela della trasparenza e della legalità 

PROFESSORE Portobello per favore, non si fermi a guardare il dito che indica la luna (ovvero la persona che secondo Lei è invidiosa)

Guardi invece la  LUNA indicata dal dito (ove  i fumi della Italcementi  glielo permettono) PROFESSORE!  GUARDI   al  grande  degrado morale ambientale sociale economico in cui siamo  costretti a vivere noi  Cittadini di Isola delle Femmine. La nostra  sfiducia   verso l’istituzione Pubblica, il paese di Isola delle Femmine che ha perso ormai la PROPRIA  identità e noi  Cittadini che abbiamo perso  ogni speranza di FUTURO)

PROFESSORE da ultimo una domanda prima che presenti le sue dimissioni: Perché gli amministratori sospettati di collusione con la mafia possono concorrere alle elezioni?


Infiltrazioni mafiose a Isola delle femmine: sciolto il comune

Dopo Salemi e Racalmuto decade il consiglio comunale del centro marinaro in provincia di Palermo e la giunta guidata dal sindaco Gaspare  Portobello


Il Comune di Isola delle Femmine è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri su proposta del responsabile del dicastero dell'Interno, Anna Maria Cancellieri. Decade, dunque, il consiglio comunale del centro marinaro in provincia di Palermo e la giunta guidata dal sindaco Gaspare Portobello. Stessa sorte recentemente era toccata ai comuni di Salemi e Racalmuto. 


Gli ispettori inviati dalla Prefettura per mesi hanno spulciato deliberi e atti dell'amministrazione comunale di Isola. L'obiettivo era rispondere alla domanda delle domande: la mafia si è davvero infiltrata in Comune? La riposta, stando alla decisione di Roma, è sì. Il sindaco, ormai ex, Gaspare Portobello e la maggioranza che lo sosteneva avevano accolto con favore l'ispezione. Erano certi che sarebbe servita a fare chiarezza. Non è andata così. 



Cosa ha scatenato il terremoto nel centro marinaro a pochi chilometri da Palermo? Tutto inizia nell'agosto del 2009, quando i consiglieri di Rinascita Isolana - la minoranza in Consiglio guidata dall'ex sindaco Stefano Bologna - si appellano al codice etico contro la mafia, approvato tre anni prima, per chiedere le dimissioni dell'assessore Marcello Cutino e la revoca dell'incarico di consulente al geometra Giovanni Impastato. Cutino ha acquisito una parentela scomoda. La moglie, infatti, è nipote di Pietro Bruno, personaggio noto alle cronache giudiziarie. Già condannato per mafia, di lui si è tornato a parlare nel 2010. Il suo nome era nell'elenco degli arrestati dell'operazione Addio Pizzo 5. L'ipotesi, suffragata dal racconto di tre pentiti, è che sia il capo del clan mafioso locale.



Bruno, dunque, secondo gli investigatori, sarebbe tornato in gioco dopo che in passato era stato legato al vecchio padrino Gaetano Badalamenti. Riavvolgendo il nastro del tempo fino agli anni Ottanta si scopre che sulle ceneri di un'impresa dei Badalamenti era nata la Copacabana spa. Una società, poi confiscata, di cui faceva parte lo stesso Bruno, e creata ad hoc per lottizzare un grosso terreno a Capaci. Tra i soci c'era pure Giuseppe Pomiero, un cognome da tenere bene in mente. In paese c'è chi è convinto, infatti, che la famiglia Pomiero abbia sostenuto, nel giugno 2009, la campagna elettorale di Portobello e del nipote di Pomiero, Salvatore Palazzotto, poi nominato vice sindaco. Lo stesso giorno del sequestro della Copacabana i sigilli furono apposti anche ad alcuni beni di proprietà di Giuseppe Vassallo, figlio di Vincenzo, indicato come il capomafia di Capaci. Altro cognome da sottolineare. 



Le famiglie Vassallo e Pomiero sono le beneficiarie di due concessioni edilizie rilasciate dal Comune il 14 maggio 2009. L'opposizione tuona: "Legalità e trasparenza avrebbero dovuto consigliare di rinviare l'atto amministrativo caduto sotto elezioni". Non casualmente, sostengono quelli di Rinascita Isolana. 

La concessione edilizia rilasciata in favore della "Sorelle Pomiero snc di Pomiero Maria Grazia" dà il via libera alla costruzione di tre ville su un terreno di 2.000 metri quadrati. Il progettista dei lavori è Giovanni Impastato, ex assessore e nominato nel luglio 2009 consulente del sindaco Portobello in materia di "Vivibilità urbana e piani strategici territoriali". Nel febbraio 2011 il dipartimento regionale dell'Urbanistica stabilisce che  "la concessione edilizia risulta essere stata rilasciata illegittimamente". 


Altra vicenda. Nel novembre 2009 i carabinieri del Ros sequestrano una sfilza di beni riconducibili, secondo l'accusa, al clan mafioso Madonia-Di Trapani di Resuttana. Tra i beni ci sono case e capannoni in via Passaggio del Coniglio a Isola. Una circostanza che obbliga ad andare di nuovo indietro nel tempo. Il 9 maggio 2008 all'ufficio tecnico comunale arriva una richiesta di sanatoria edilizia per un capannone. Non uno qualunque, ma quello che ricade al civico 6 di Passaggio del Coniglio. Alla domanda viene allegata un'autocertificazione in cui Massimiliano, Pietro e Mario D'Arpa e Vincenza Collura dichiarano di avere ricevuto il bene in eredità da Vincenzo D'Arpa. Uno degli eredi è parente di Sandro D'Arpa, responsabile dell'ufficio tecnico comunale. Il conflitto di interessi è evidente tanto che alla fine è un responsabile pro tempore dell'ufficio nominato dal sindaco a rilasciare la concessione per l'ampliamento. 



L'opposizione dà battaglia in Consiglio e chiede chiarimenti al primo cittadino. Il 16 aprile 2010 sempre i D'Arpa di ottengono una nuova concessione edilizia. Un mese dopo, però, il Comune scopre che in realtà l'erede legittimo è un altro e che il capannone è fra i beni sequestrati dal Ros. Da qui l'annullamento di tutti gli atti amministrativi. 



Infine c'è il capitolo Elauto. In un pizzino di quelli trovati al boss di San Lorenzo, Salvatore Lo Piccolo, nel covo di Giardinello, si faceva riferimento ad alcuni lavori in corso a Isola delle Femmine. Il pentito Gaspare Pulizzi spiegò che si trattava dell'impresa Almeyda che stava costruendo i capannoni della Bmw. Aggiunse che i lavori di scavo erano affidati "ai mezzi di Nino Pipitone e Giuseppe Di Maggio, figlio di Lorenzo Di Maggio di Torretta, e che si erano messi a posto con la famiglia mafiosa di Torretta". Gli interessi del clan mafioso hanno facilitato il rilascio della concessione edilizia? Una concessione che, secondo l'opposizione, non ha tenuto conto che il capannone ricade in una zona a rischio idrogeologico.



Isola delle Femmine  Comune sciolto per mafia

Venerdì 09 Novembre 2012 - 18:13

Azzerati il Consiglio e la giunta del centro marinaro in provincia di Palermo. Delibere e concessioni dietro i sospetti di infiltrazioni mafiose. Ricostruiamo gli intrecci che hanno portato allo scioglimento.

Il municipio di Isola delle Femmine
Il municipio di Isola delle Femmine


ROMA - Il Comune di Isola delle Femmine è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri su proposta del responsabile del dicastero dell'Interno, Anna Maria Cancellieri. Decade, dunque, il consiglio comunale del centro marinaro in provincia di Palermo e la giunta guidata dal sindaco Gaspare Portobello. Stessa sorte recentemente era toccata ai comuni di Salemi e Racalmuto.


Gli ispettori inviati dalla Prefettura per mesi hanno spulciato deliberi e atti dell'amministrazione comunale di Isola. L'obiettivo era rispondere alla domanda delle domande: la mafia si è davvero infiltrata in Comune? La riposta, stando alla decisione di Roma, è sì. Il sindaco, ormai ex, Gaspare Portobello e la maggioranza che lo sosteneva avevano accolto con favore l'ispezione. Erano certi che sarebbe servita a fare chiarezza. Non è andata così.

Cosa ha scatenato il terremoto nel centro marinaro a pochi chilometri da Palermo? Tutto inizia nell'agosto del 2009, quando i consiglieri di Rinascita Isolana - la minoranza in Consiglio guidata dall'ex sindaco Stefano Bologna - si appellano al codice etico contro la mafia, approvato tre anni prima, per chiedere le dimissioni dell'assessore Marcello Cutino e la revoca dell'incarico di consulente al geometra Giovanni Impastato. Cutino ha acquisito una parentela scomoda. La moglie, infatti, è nipote di Pietro Bruno, personaggio noto alle cronache giudiziarie. Già condannato per mafia, di lui si è tornato a parlare nel 2010. Il suo nome era nell'elenco degli arrestati dell'operazione Addio Pizzo 5. L'ipotesi, suffragata dal racconto di tre pentiti, è che sia il capo del clan mafioso locale.

Bruno, dunque, secondo gli investigatori, sarebbe tornato in gioco dopo che in passato era stato legato al vecchio padrino Gaetano Badalamenti. Riavvolgendo il nastro del tempo fino agli anni Ottanta si scopre che sulle ceneri di un'impresa dei Badalamenti era nata la Copacabana spa. Una società, poi confiscata, di cui faceva parte lo stesso Bruno, e creata ad hoc per lottizzare un grosso terreno a Capaci. Tra i soci c'era pure Giuseppe Pomiero, un cognome da tenere bene in mente. In paese c'è chi è convinto, infatti, che la famiglia Pomiero abbia sostenuto, nel giugno 2009, la campagna elettorale di Portobello e del nipote di Pomiero, Salvatore Palazzotto, poi nominato vice sindaco. Lo stesso giorno del sequestro della Copacabana i sigilli furono apposti anche ad alcuni beni di proprietà di Giuseppe Vassallo, figlio di Vincenzo, indicato come il capomafia di Capaci. Altro cognome da sottolineare.

Le famiglie Vassallo e Pomiero sono le beneficiarie di due concessioni edilizie rilasciate dal Comune il 14 maggio 2009. L'opposizione tuona: “Legalità e trasparenza avrebbero dovuto consigliare di rinviare l'atto amministrativo caduto sotto elezioni”. Non casualmente, sostengono quelli di Rinascita Isolana. La concessione edilizia rilasciata in favore della “Sorelle Pomiero snc di Pomiero Maria Grazia” dà il via libera alla costruzione di tre ville su un terreno di 2.000 metri quadrati. Il progettista dei lavori è Giovanni Impastato, ex assessore e nominato nel luglio 2009 consulente del sindaco Portobello in materia di “Vivibilità urbana e piani strategici territoriali”. Nel febbraio 2011 il dipartimento regionale dell'Urbanistica stabilisce che  “la concessione edilizia risulta essere stata rilasciata illegittimamente”.

Altra vicenda. Nel novembre 2009 i carabinieri del Ros sequestrano una sfilza di beni riconducibili, secondo l'accusa, al clan mafioso Madonia-Di Trapani di Resuttana. Tra i beni ci sono case e capannoni in via Passaggio del Coniglio a Isola. Una circostanza che obbliga ad andare di nuovo indietro nel tempo. Il 9 maggio 2008 all'ufficio tecnico comunale arriva una richiesta di sanatoria edilizia per un capannone. Non uno qualunque, ma quello che ricade al civico 6 di Passaggio del Coniglio. Alla domanda viene allegata un'autocertificazione in cui Massimiliano, Pietro e Mario D'Arpa e Vincenza Collura dichiarano di avere ricevuto il bene in eredità da Vincenzo D'Arpa. Uno degli eredi è parente di Sandro D'Arpa, responsabile dell'ufficio tecnico comunale. Il conflitto di interessi è evidente tanto che alla fine è un responsabile pro tempore dell'ufficio nominato dal sindaco a rilasciare la concessione per l'ampliamento.

L'opposizione dà battaglia in Consiglio e chiede chiarimenti al primo cittadino. Il 16 aprile 2010 sempre i D'Arpa di ottengono una nuova concessione edilizia. Un mese dopo, però, il Comune scopre che in realtà l'erede legittimo è un altro e che il capannone è fra i beni sequestrati dal Ros. Da qui l'annullamento di tutti gli atti amministrativi.

Infine c'è il capitolo Elauto. In un pizzino di quelli trovati al boss di San Lorenzo, Salvatore Lo Piccolo, nel covo di Giardinello, si faceva riferimento ad alcuni lavori in corso a Isola delle Femmine. Il pentito Gaspare Pulizzi spiegò che si trattava dell'impresa Almeyda che stava costruendo i capannoni della Bmw. Aggiunse che i lavori di scavo erano affidati “ai mezzi di Nino Pipitone e Giuseppe Di Maggio, figlio di Lorenzo Di Maggio di Torretta, e che si erano messi a posto con la famiglia mafiosa di Torretta”. Gli interessi del clan mafioso hanno facilitato il rilascio della concessione edilizia? Una concessione che, secondo l'opposizione, non ha tenuto conto che il capannone ricade in una zona a rischio idrogeologico.


"S" lo aveva anticipato: tutte le carte dello scontro



Gaspare Portobello al contrattacco  "Mafia? Sono vittima di poteri forti"


Venerdì 09 Novembre 2012 - 19:51 

L'ex sindaco di Isola delle Femmine si difende. Farà ricorso contro quello che definisce un "attacco politico. Io la mafia l'ho sempre combattuta".

L'ex sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello
L'ex sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello


PALERMO - Gaspare Portobello ha appena ricevuto la notizia. Da oggi il suo nome sarà legato ad un'amministrazione sciolta per infiltrazioni mafiose. Un fardello pesante che non intende accollarsi. Annuncia che farà ricorso contro quello che ha sempre definito un "attacco politico". Oggi aggiunge carne al fuoco. Ipotizza, infatti, che contro di lui si siano mossi "i poteri forti".

Sindaco, o meglio ex sindaco...?Era prevedibile.

Qual è il suo stato d'animo?
Sono amareggiato e preoccupato.

Preoccupato?
Non vorrei ritrovarmi un'antenna radar per il controllo del wind share piazzata vicino casa. Ci siamo battuti per non farla piazzare.

Scusi, ma che c'entrano l'antenna e il pericoloso vento dell'aeroporto di Palermo?
Glielo ripeto. Ci siamo battuti contro i rischi per la salute dei cittadini e ho il sospetto che i poteri forti che volevano l'antenna abbiano contribuiti a farmi cadere. Ci sono grandi nomi in ballo. Sono sospetti, però, e non posso aggiungere altro.

La mafia allora non c'entra?
Ho sempre agito contro la criminalità. Non c'è un solo atto da cui emerga il contrario. Quando sono arrivati gli ispettori ho deciso di restare al mio posto per potermi difendere.

E ora?
Ora aspetto il provvedimento e lo impugnerò. Non mi interessa essere reintegrato, anche perché il mio secondo mandato stava per scadere. Voglio difendere la mia immagine e quella dell'amministrazione che ho guidato.

Tra gli intrecci venuti a galla ci sarebbe la parentela tra un assessore della sua giunta, Marcello Cutino, e il mafioso Pietro Bruno. Anche in questo caso la mafia non c'entra? 
Le ripeto quello che le ho già detto alcuni mesi fa (il riferimento è all'inchiesta pubblicata dal mensile S sul caso Isola delle Femmine ndr). Sono parenti di terzo grado. Non si salutano nemmeno.

E la vicenda della concessione alle sorelle Pomiero?
“Il lotto ricadeva nel parco urbano ed è stato il gruppo di Bologna a cambiare la destinazione d'uso. Noi in Consiglio abbiamo votato contro”.

E la questione Elauto?
“Siamo stati noi a fare abbattere una cisterna che ricadeva in una zona vincolata a verde pubblico. Glielo ripeto: non ho mai fatto favori a nessuno. Figuriamoci alla mafia che ho sempre combattuto. Scusi, sono stato io a volere che il Comune di costituisse parte civile nel processo Addio Pizzo contro i mafiosi della zona. Ci hanno riconosciuto un risarcimento danni di 50 mila euro. Lei ha mai visto uno che fa favori alla mafia e poi gli chiede i danni?
Ultima modifica: 09 Novembre ore 20:26



Sciolto il Comune di Isola delle Femmine per mafia

La decisione del Consiglio dei Ministri su richiesta del Min. Cancellieri

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato nella seduta di oggi, lo scioglimento del comune palermitano di Isola delle Femmine per infiltrazioni mafiose. La richiesta del Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri è stata dunque accolta, e ora la delibera attende solo la conferma da parte del presidente della Repubblica per l’archiviazione.

Cancellato, dunque, consiglio e amministrazione di Gaspare Portobello, eletto tra le polemiche nel giugno del 2009 e che da allora ha dovuto rispondere a diverse voci poi tradotte in atti giudiziari che ne hanno delineato rapporti con personaggi di dubbia fama. Si è conclusa l’opera degli ispettori della Prefettura che mesi fa erano entrati in possesso della documentazione amministrativa legata all’amministrazione del professore isolano, sempre dichiaratosi certo dell’assoluta estraneità ai fatti che gli venivano imputati.

La miccia, che poi ha portato alla deflagrazione del consiglio comunale isolano, era partita nell’estate del 2009, con l’opposizione composta dal partito di Rinascita Isolana che si era appellata al codice etico contro la mafia e che aveva richiesto per questo le dimissioni di Marcello Cutino, Assessore all'Igiene Ambientale, Arredo Urbano e Politiche Giovanili della giunta Portobello. 

Richiesta formalizzata in seguito ad alcune concessioni edilizie rilasciate nel maggio dello stesso anno alle famiglie Vassallo e Pomiero, i primi parenti di Giuseppe Vassallo considerato capomafia di Capaci e i secondi soci nella Copacabana spa, impresa creata con lo scopo di lottizzare terreni a Capaci e detenuta da Pietro Bruno, condannato per mafia nell’operazione Addio Pizzo 5, imparentato proprio con la moglie dell’assessore Cutino.

Tra le altre cose, quella campagna elettorale che portò alla rielezione di Gaspare Portobello pare fosse stata sostenuta attivamente proprio da Giuseppe Pomiero, socio della Cocabana, società nata dalla costola di un’altra impresa di proprietà di Gaetano Badalamenti. Il nipote di Pomiero, Salvatore Palazzotto, poi fu eletto e divenne vicesindaco accanto a Portobello. La concessione edilizia da 2000 metri quadri su cui nascevano tre ville di cui usufruì la snc Sorelle Pomiero venne però poi revocata dal dipartimento regionale dell'Urbanistica che la definì “rilasciata illegittimamente”.

Seguirono altre concessioni edilizie da parte dell’ufficio tecnico comunale nell’aprile 2010 in favore della famiglia D’Arpa, che già nel 2008 le aveva ricevute dall’allora responsabile dell’Ufficio tecnico imparentato proprio con i D’Arpa. Da qui arrivarono sequestri su sequestri da parte dei carabinieri. Ultima in ordine di tempo la vicenda Elauto, menzionata in uno dei pizzini trovati nel covo del boss di San Lorenzo, Salvatore Lo Piccolo, poi confermate da Gaspare Pulizzi, pentito che chiarì come quei lavori in corso a Isola fossero riconducibili alla famiglia mafiosa di Torretta.
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http://www.ctsnotizie.it/news/27706/sciolto-il-comune-di-isola-delle-femmine-per-mafia 


Mafia: Caputo (Pdl), allarmante scioglimento Consiglio comunale Isola delle Femmine


Palermo, 9 nov. - (Adnkronos) - ''La decisione del Consiglio dei Ministri di sciogliere il Consiglio comunale di Isola delle Femmine e' un fatto che allarma e preoccupa perche' evidenza il pericolo della recrudescenza del fenomeno mafioso in Sicilia. Si tratta di un provvedimento che segue quello di altri comuni siciliani come Misilmeri per non parlare di quanto sta accadendo a Polizzi Generosa o a Cerda''. A dichiararlo e' Salvino Caputo (Pdl), commentando la decisione del CdM che oggi ha decretato lo scioglimento del Consiglio comunale del comune del palermitano per infiltrazioni della criminalita' organizzata. ''E' una situazione che preoccupa - continua - perche' vi e' il timore che Cosa Nostra possa riorganizzarsi e cercare di controllare non solo l'economia del territorio ma anche le Pubbliche Amministrazioni - conclude Caputo - utilizzando propri uomini o fiancheggiatori per coltivare interessi illeciti''.

(09 novembre 2012 ore 21.32)
http://palermo.repubblica.it/dettaglio-news/21:21-21:21/4254013

Isola delle Femmine, l'EX Sindaco Portobello annuncia ricorso 


Sciolto per infiltrazioni mafiose il Comune di Isola delle Femmine. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri su proposta del responsabile del dicastero dell’Interno, Anna Maria Cancellieri. 

Decade, dunque, il consiglio comunale della cittadina marinara e la giunta guidata dal sindaco Gaspare Portobello. Gli ispettori inviati dalla Prefettura per mesi hanno passato a setaccio delibere e atti dell’amministrazione comunale di Isola. 

Mentre all’indomani dell’accesso ispettivo l’opposizione consiliare si dimise in toto, l’ormai ex sindaco Gaspare Portobello e la maggioranza che lo sosteneva, avevano accolto con favore l’ispezione. Erano certi che sarebbe servita a fare chiarezza. 

Ma non è andata così. Adesso, Portobello annuncia ricorso contro quello che ha sempre definito un vile attacco politico, poiché non intende accollarsi una zavorra così pesante. 

“Sono amareggiato e deluso – afferma Portobello, evidentemente l’essermi opposto a far piazzare un’antenna radar per il controllo del wind share nel mio paese, ha avuto un prezzo”. E’ questa la chiave di lettura sulla decisione del Consiglio dei Ministri che Portobello esprime a caldo: “ ho il sospetto – dice – che i poteri forti che volevano l’impianto abbiano contribuito a questo esito. So di certo – prosegue Portobello – di avere sempre agito contro la criminalità. 

Non c’è un solo atto da cui emerga il contrario. Da quando sono sindaco – dice – non abbiamo approvato una sola lottizzazione, né votato cambi di destinazioni d’uso. Abbiamo detto no a tutte le cooperative che si sono presentate con progetti di edilizia agevolata. 

Quando sono arrivati gli ispettori – continua l’ex primo cittadino di Isola delle Femmine – ho deciso di restare al mio posto per potermi difendere. Ora aspetto il provvedimento del Consiglio dei Ministri e lo impugnerò. Non mi interessa essere reintegrato, anche perché il mio secondo mandato stava per scadere. Voglio difendere la mia immagine e quella dell’amministrazione che ho guidato. 

La scadenza naturale del mandato elettorale di Gaspare Portobello doveva essere nel 2014. Con il provvedimento di scioglimento, ad Isola non si potrà tornare alle urne, almeno per i prossimi 18 mesi; adesso si attende la nomina dei Commissari prefettizi che guideranno il paese, fino al 2015, se non di più, nel caso in cui il Consiglio dei Ministri possa decidere di prorogare ulteriormente il periodo di commissariamento. Si prevedono tempi ancora più duri per il sindaco rimosso e per la sua maggioranza, poiché da oggi i loro nomi verranno associati allo scioglimento degli organi amministrativi locali per infiltrazioni mafiose. Non sarà semplice scrollarsi di dosso questo pesante fardello, ma è un loro diritto cercare di dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati, principalmente per una questione morale. “Non ho mai fatto favori a nessuno incalza Gaspare Portobello – figuriamoci alla mafia che ho sempre combattuto. Sono stato io a volere che il Comune di costituisse parte civile nel processo Addio Pizzo contro i mafiosi della zona. Ci hanno riconosciuto un risarcimento danni di 50 mila euro. Avete mai visto uno che fa favori alla mafia e poi gli chiede i danni”? 

Tutto ha avuto inizio nell’agosto del 2009, quando i consiglieri di Rinascita Isolana – la minoranza in Consiglio coordinata dall’ex sindaco Stefano Bologna – si appellano al codice etico contro la mafia, approvato tre anni prima, per chiedere le dimissioni dell’assessore Marcello Cutino e la revoca dell’incarico di consulente al geometra Giovanni Impastato. 

Cutino ha acquisito una parentela scomoda. La moglie, infatti, è nipote di Pietro Bruno, personaggio noto alle cronache giudiziarie. A riguardo Portobello ha sempre dichiarato che Bruno e Cutino sono parenti di terzo grado e che non si salutano nemmeno. Bruno, secondo gli investigatori, negli anni Ottanta, sulle ceneri di un’impresa dell’allora boss di Cinisi Gaetano Badalamenti a cui era legato, fondò la Copacabana spa, una società, poi confiscata, creata ad hoc per lottizzare un grosso terreno a Capaci. 

Tra i soci c’era pure Giuseppe Pomiero. In paese c’è chi è convinto, infatti, che la famiglia Pomiero abbia sostenuto, nel giugno 2009, la campagna elettorale di Portobello e del nipote di Pomiero, Salvatore Palazzotto, poi nominato vice sindaco. 

La famiglia Pomiero sarebbe stata beneficiaria di una concessione edilizia rilasciata dal Comune il 14 maggio 2009 per dare il via libera alla costruzione di tre ville su un terreno di 2.000 metri quadrati. Il progettista dei lavori è Giovanni Impastato, ex assessore e nominato nel luglio 2009 consulente del sindaco Portobello in materia di “Vivibilità urbana e piani strategici territoriali”. 

Nel febbraio 2011 il dipartimento regionale dell’Urbanistica stabilisce che “la concessione edilizia risulta essere stata rilasciata illegittimamente”. In merito, per Gaspare Portobello, il lotto ricadeva nel parco urbano e sarebbe stato il gruppo di Stefano Bologna – ha dichiarato – a cambiare la destinazione d’uso, noi – aggiunge – in Consiglio Comunale abbiamo votato contro e le carte parlano chiaro”. 

Ufficiosamente – conclude Gaspare Portobello – i fatti contestati, anche se ancora non ho in mano le motivazioni del provvedimento che intendo impugnare, riguarderebbero periodi precedenti alla mia carica di sindaco. 

Che nessuno pensi di avermi distrutto, ho la coscienza a posto e posso continuare a camminare a testa alta nel mio paese. La verità verrà presto a galla. Una cosa è certa, per tutelare la mia famiglia e il futuro dei miei figli, non tornerò mai più in politica. Spendersi per la propria collettività non sempre paga.


Finalmente Professore ammette che a Isola delle Femmine ci sono i poteri forti.

Le domando: Perchè quando tutti a Isola delle Femmine parlavano di poteri forti che influenzavano la vita amministrativa, LEI si Proprio Lei lo ha sempre negato e anzi è passato alle vie di fatto per esempio minacce e/o querele? 


Comunque guardi, oggi di fronte a queste Sue dichiarazioni diciamo "meglio tardi che mai" 

A proposito dell'antenna Wind Shear il mio consiglio è di leggersi  bene le  risultanze delle inchieste  sulla Finmeccanica condotte dal P.M. Paolo Ielo dove l'imprenditore Tommaso Di Lernia rivela ".... la grande manovra a suon di mazzette, pagate per impedire l'installazione dell'impianto dell'azienda americana concorrente di Selex.... Il Liddar è un radar prodotto dalla Lockheed Martin che copre il 92 per cento dei rischi legati a eventi atmosferici come pioggia, venti, nebbia, sabbia. Se fosse stato installato all'aeroporto Falcone-Borsellino, sarebbe stato in grado di controllare il fenomeno del windshear".

Immagino la Sua domanda: "Perché non è stato installato?"


La risposta Signor Portobello Gaspare la trova sempre nelle carte dell'inchiesta: "Perché non vi era uno specifico interesse di Selex a installare quel tipo di radar, visto che non lo produceva, e per evitare che anche gli altri aeroporti ponessero il problema di avere analogo sistema".


Signor Portobello Gaspare adessoi le è chiaro che  NESSUNO ma proprio NESSUNO aveva intenzione di mettere l'antenna Wind Shear a Isola delle Femmine.


Tutti noi del Comitato NO RADAR ci siamo prestati inconsapevolmente al gioco della Selex ed abbiamo costruito un movimento che "ostacolasse" una NON installazione.

Signor Portobello, ora che ha del tempo libero si legga bene le carte dell'inchiesta Finmecanica.

I Cittadini di Isola delle Femmine non hanno comunque dimenticato la sua missiva del gennaio del 2006 con cui  dava la sua autorizzazione all'utilizzo dell'area (ex caserma NATO) da parte dell'ENAV.


Signor Gaspare Portobello, I cittadini di isola delle Femmine non hanno dimenticato   il Suo incontro del  28 dicembre 2008 presso  Uffici della Presidenza della Regione Sicilia con l'allora Presidente Cuffaro dove ancora una volta si è dichiarato disponibile alla installazione dell'antenna radar. 

Lo so! 
Erano tempi duri la disoccupazione era alle stelle e vi era la possibilità di tre posti di lavoro! 
Nevvero? 

Mi permetta un'ultima annotazione a proposito della sua adesione alla causa del NO RADAR a Isola delle Femmine.

Ricorda! 

Noi del Comitato Cittadino Isola Pulita abbiamo dovuto tirarvi dentro TUTTI TUTTI ma dico proprio TUTTI per i capelli, per aderire alle varie  iniziative del Comitato No Radar! 

Per il resto Le conviene EFFETTIVAMENTE attendere il decreto ministeriale che in maniera precisa  circostanziata puntigliosa calendarizzata  permetterà a Lei e a tutti i componenti del Suo Gruppo Politico di conoscere nella loro sequenzialità  fatti avvenimenti persone che hanno determinato lo scioglimento del Consiglio Comunale.

Mi creda non sto di certo parlando delle conseguenze o eventuali reati commessi, non sono di certo di mia competenza ma certamente della Magistratura SI! 

Quindi Signor Portobello cerchi di avere un pò più di rispetto verso le ISTITUZIONI, non vi è stato ad Isola delle Femmine alcun colpo di Stato contro di LEI.

dorma tranquillo e non si senta preoccupato circa: "Non vorrei ritrovarmi un'antenna radar per il controllo del wind share piazzata vicino casa"

Con rispetto

Pino Ciampolillo


LA DENUNCIA DEL MERCIMONIO ELETTORALE 



Isola delle Femmine 26 aprile 2012

Forze dell’ordine e prefettura hanno chiesto l’accesso agli atti del Comune di Isola delle Femmine rischio scioglimento per infiltrazioni mafiose

ISOLA DELLE FEMMINE, Carabinieri e Finanzieri ieri in municipio per visionare atti

L'accesso disposto dalla Prefettura. Si rischia lo scioglimento

Carabinieri della compagnia di Carini, Finanzieri del comando provinciale e funzionari della prefettura di Palermo ieri pomeriggio hanno effettuato un accesso agli atti al comune di Isola delle Femmine. L'attività è stata disposta dalla Prefettura di Palermo su imput del ministero degli Interni. Sui documenti passati al setaccio dalle forze dell'ordine al momento vige il massimo riserbo. Le operazioni di verifica sono scattate dopo le 14. Una lunga visita che ha ufficialmente aperto l'accesso, il primo passo che potrebbe portare allo scioglimento del Comune. C'è il sospetto di infiltrazioni mafiose, funzionari e investigatori hanno tre mesi di tempo, poi dovranno redigere una relazione che sarà inviata al ministero degli Interni. Poi la decisione spetterà al consiglio dei ministri. Ma cosa cercavano le forze dell'ordine ieri in municipio ? Sicuramente sono stati esaminati gli atti amministrativi compresi quelli dell'ufficio tecnico e, a quanto pare, proprio in questo settore gli investigatori cercano qualcosa. Siamo tranquilli ma anche arrabbiati – ha detto il sindaco Gaspare Portobello al Giornale di Sicilia – da anni lottiamo per la legalità e contro il malaffare non mi sarei mai aspettato un provvedimento simile. Speriamo che si faccia chiarezza al più presto”.

IN UN ARTICOLO PUBBLICATO NEL MESE DI APRILE DEL 2010 SI DENUNCIAVA I POSSIBILI RISCHI DI INFILTRAZIONI MAFIOSE 










LA QUERELA COME RISPOSTA ALLA LEGITTIMA CIVICA E RESPONSABILE DIFESA DAI PERICOLI   DI INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA NELLA MACCHINA AMMINISTRATIVA 





Isola delle Femmine, consiglio comunale sciolto per mafia




isoladellefemmine
9 novembre 2012 - 
Il Consiglio dei ministri ha sciolto il consiglio comunale di Isola delle Femmine (Palermo) per le infiltrazioni della criminalità organizzata. Lo scorso 16 aprile, l’arrivo nella cittadina del Palermitano della Commissione prefettizia di accesso agli atti amministrativi aveva lasciato paventare che ciò accadesse.

Adesso è arrivata la conferma definitiva. 


Gaspare Portobello, il primo cittadino, si dice “amareggiato e sbigottito” ed annuncia battaglia: “Aspetto di leggere la relazione del Consiglio dei Ministri, e subito dopo farò ricorso al Tar. In questi mesi non mi sono dimesso perché è giusto che io continui a lottare per dimostrare che Isola non ha niente a che fare con la mafia”. 



Portobello prosegue poi nell’analisi di quanto accaduto: “Tutte le mie azioni da sindaco sono state improntate alla legalità. Ma ho pagato per aver detto troppi ‘no’, come nel caso dell’antenna per il controllo wind-shear all’aeroporto Falcone-Borsellino“.



Il riferimento è alla ‘disputa’ relativa al progetto dell’Enav che prevederebbe l’installazione nella ex base militare dismessa fuori Isola, di un antenna per il controllo della velocità e della direzione del vento, fenomeno che caratterizza fortemente lo scalo palermitano, situato tra il mare e la montagna. Portobello si è negli anni fortemente opposto al progetto adesso bloccato, denunciando, insieme ai cittadini di Isola delle Femmine, la possibilità del verificarsi di rischi per la salute degli abitanti del circondario, oltre al grave impatto ambientale che l’impianto avrebbe determinato.


Il clima che negli ultimi mesi si è respirato in seno al Consiglio comunale di Isola non è stato dei migliori. Come se non bastasse, a metà ottobre, Vincenzo Dionisi, vicepresidente del Consiglio comunale ha scritto all’assessorato regionale Enti locali, al prefetto di Palermo e alla Procura della Repubblica di Palermo per porre denunciare “l’ennesimo caso di superficialità di poco rispetto delle regole di trasparenza perpetrato dalla Giunta Portobello”. Nella missiva di parlava di “provvedimenti illeggittimi” relativi alla Commissione elettorale comunale.



Gaspare Portobello puntualizza ancora in merito “ad un clima di odio ed ostilità” del quale sarebbe vittima. Nella primavera dello scorso anno, Portobello era stato violentemente aggredito a colpi di spranga da due uomini mentre faceva ritorno alla propria abitazione. “Quello – conclude – è stato il segno tangibile che le mie battaglie contro la criminalità organizzata e per la trasparenza e la legalità hanno dato fastidio a molte persone”.





1998 MAFIA OMICIDIO D'AGOSTINO VINCENZO LA DIA ARRESTA GIUSEPPE SENSALE
MAFIA: OMICIDIO D'AGOSTINO, DIA ARRESTA GIUSEPPE SENSALE




1998 MAFIA OMICIDIO D'AGOSTINO VINCENZO LA DIA ARRESTA GIUSEPPE SENSALE
MAFIA: OMICIDIO D'AGOSTINO, DIA ARRESTA GIUSEPPE SENSALE



Palermo, 12 dic. 1998  -(Adnkronos)- Il centro operativo di Palermo della Direzione Investigativa Antimafia ha arrestato il cinquantanovenne Giuseppe Sensale, originario di Capaci (Pa). L'arresto e' avvenuto in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 5 dicembre scorso per l'omicidio e la distruzione del cadavere dell'imprenditore Vincenzo D'Agostino, scomparso a Palermo il 3 dicembre del 1991. Secondo le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, D'Agostino sarebbe stato ucciso a Capaci nel deposito di carburante di Sensale. Il cadavere sarebbe stato poi sciolto nell'acido all'interno di una baracca.
Il provvedimento di custodia cautelare e' stato notificato in carcere ad altre cinque persone, attualmente detenute: Salvatore Biondino, Salvatore Biondo, Antonino Troia, Giovanni Battaglia e Simone Scalici, considerati elementi di spicco di alcune famiglie mafiose del palermitano.
Gia' indagato per associazione a delinquere di tipo mafioso ed arrestato nel 1993, Giuseppe Sensale era stato scarcerato il 9 luglio scorso in seguito ad una sentenza di assoluzione della Corte d'appello di Palermo.
(Sin/Gs/Adnkronos)


«La crisi consiste precisamente nel fatto che il vecchio sta morendo e il nuovo non può ancora nascere» (Antonio Gramsci)

Mafia, sequestro di beni a Capaci  “Quel costruttore è un prestanome”
I  beni di un imprenditore edile in  odor di mafia sono finiti sotto sequestro. Il  provvedimento dei giudici della sezione misure di prevenzione colpisce il patrimonio di Giuseppe Sensale, 60 anni di Capaci, noto alle forze dell'ordine per storie legate a Cosa nostra e sul quale adesso hanno indagato i finanzieri del  Gico. Il provvedimento della magistratura, sollecitato dalla Procura, colpisce le società «Angela » e «  Nafedil», quattro fabbricati e un magazzino che si trovano in via  Florio a Capaci. Roba del valore complessivo di un miliardo e 600 milioni  in base alle stime delle fiamme gialle, che Sensale avrebbe accumulato illecitamente.

Gli investigatori avrebbero accertato una sproporzione tra gli acquisti dell'imprenditore e i redditi dichiarati, arrivando alla conclusione, anche sulla base delle indicazioni di alcuni collaboratori dì giustizia, che l'uomo sarebbe un prestanome della «f ami glia» di  Partanna Mondello. A detta dei finanzieri, il  costruttore sarebbe legato «al clan dei  Carollo e avrebbe fatto da prestanome alle famiglie  Cusumano e  Riccobono».

I guai giudiziari per Giuseppe Sensale, che è detenuto, erano cominciati nel '93, quando era stato arrestato per associazione mafiosa. Un'accusa per la quale l'uomo era rimasto cinque anni in carcere ottenendo, poi, dopo un lungo iter giudiziario,  l'assoluzione. Uscito diprigione, l'imprenditore era finito di nuovo in manette nel dicembre del 98, nell'ambito di un blitz della Dia sul l'omicidio  dell'imprenditore Vincenzo D'Agostino, che il 3 dicembre del '91 venne strangolato e sciolto nel l'acido. Un'esecuzione che, secondo l'accusa, avvenne in un magazzino dì Capaci gestito proprio da  Gìuseppe Sensale. A parlare della vicenda furono i collaboranti Francesco Onorato e  Giovan  Battista Ferrante, secondo i quali sarebbe stato Sensale ad attirare l'imprenditore nella trappola preparata dai boss di Cosa nostra.

Già in passato altri beni dell'imprenditore di Capaci erano  fíniti  sotto sequestro, tra i quali una cava in territorio di  Cinisi. Ma Sensale, assistito dall'avvocato Maurizio Bellavista, si è sempre opposto contro i provvedimenti. Sostenendo di aver costruito il suo patrimonio grazie al lavoro e che, vista la sentenza di assoluzione dall'accusa di appartenere a Cosa nostra, non ci sono i presupposti di legge per colpire il patrimonio. « Il mio assistito è stato assolto dall'accusa di associazione mafiosa  - afferma l'avvocato Bellavista  - ma nonostante questa pronuncia è stato anche avviato il  procedimento di confisca dei beni. Un provvedimento contro il quale abbiamo presentato ricorso».

Virgilio Fagone
EMEROTECA ASSOCIAZIONE MESSINESE ANTIUSURA ONLUS


UN SUCCOSO BUSINESS
SALVO LIMA PREMEVA SU SIINO PERCHÉ QUESTI APRISSE LA PORTA DEL CIRCUITO SICILIANO DEGLI APPALTI PUBBLICI AGLI IMPRENDITORI VICINI ALLA SINISTRA

La svolta con la partecipazione del PCI alla spartizione degli appalti in forma continua, a Milano come a Palermo, risale alla metà degli anni ‘80. La DC siciliana, nelle persone di Lima e Ciancimino, affidarono all’ex pilota di rally Angelo Siino il compito di orchestrare i cartelli delle imprese a cui assegnare gli appalti pubblici.  Siino era un borghese che di mafiosi ne conosceva tanti, fratello massone della loggia Orion di Palermo, imparentato con il boss Balduccio Di Maggio, amico dei Brusca di San Giovanni Jato. Il meccanismo in Sicilia prevedeva che, per ogni appalto assegnato, l’azienda versasse una imposta del 4,5 per cento così suddivisa: 2 per cento ciascuno a boss e politici e uno 0,5 destinato a lubrificare gli impiegati e funzionari della macchina burocratica. Una oliatina agli ingranaggi questa, perché imbarazzanti pratiche uscissero indenni ad ogni controllo.  L’organizzazione gestita da Siino e Lima divennne sempre più capillare, per assumere sul finire degli anni ‘80, il controllo dell’intera isola. Per avere una idea degli esiti di tale meccanismo, basti pensare che nel decennio ‘88-’98, 60 ditte rispondenti a 11 imprenditori, si accaparrarono il 40% degli appalti Anas, pari a una fetta di circa 350 miliardi di vecchie lire, su di una torta di 880. Il restante 60% del giro di affari era spartito da ben 500 imprese. Un imprenditore che protestava o sgarrava poteva se fortunato, subire intimidazioni o rimanere escluso dal susseguente giro di giostra, ma in taluni casi si arrivava alla sua eliminazione, come accadde nel 1991 al costruttore Vincenzo D’Agostino, invitato da amici in un casolare di campagna a trascorrere un weekend, strangolato e sciolto nell’acido.  Salvo Lima premeva su Siino perché questi aprisse la porta del circuito siciliano agli imprenditori vicini alla sinistra ed i primi a varcarla furono i fratelli Stefano ed Ignazio Potestio, costruttori legati da tempo a doppio filo con il Pci. L’ingresso anche delle cooperative rosse era imminente e Siino trattò, di li a poco, con Pietro Martino, rappresentante Conscoop in Sicilia. Fu il primo passo di una estensione del fenomeno in molti angoli dell’isola.  Nel mirino la costruzione di strade, super strade, tangenziali, ospedali, scuole, strutture sportive.
Queste nuove collaborazioni servirono per accrescere il giro di miliardi che sarebbe affluito verso
l’isola ma, soprattutto, per costruire una vera e propria copertura a sinistra, coinvolgendo nelle operazioni illecite forze politico economiche di riferimento alla maggiore opposizione antimafia. Una svolta di questa natura era destinata a suscitare acuti mal di pancia su entrambi i fronti.
     Molti dirigenti comunisti erano contrari ad avvicinarsi così pericolosamente a tali compromettenti soggetti ma, purtroppo, questi assennati consigli furono destinati a cadere nel vuoto. Dall’altra parte, a molti mafiosi l’umore si anneriva al pensiero di      accettare gli odiati rossi quali soci in affari: il Pci era il fresco artefice della poltrona saltata a Vito Ciancimino.
Tra questi, il rozzo e sanguinario Totò Riina sarebbe stato uno dei più ostici, e difatti nella sua Corleone la direttiva rimase praticamente inascoltata. Senza aver nulla da invidiare in fatto di crudeltà, molto diverso sarebbe stato l’atteggiamento di Bernardo Provenzano. Egli si rivelò un sottile politico, un abile stratega, un fine ragioniere. “Zio Binu” comprendeva quanto i soci comunisti sarebbero stati preziosi nel mascherare, con la loro presenza, le irregolarità sistematiche dell’impianto. Nella regione di Villabate-Bagheria, dove egli si sarebbe trasferito sul finire degli ‘80, Tommaso Orobello presidente della coop “La Sicilia”, divenne uno degli imprenditori intimi di Provenzano. Il Comune di Villabate (che vide vicesindaco Antonino Fontana), sarebbe stato a lungo retto da una amministrazione di sinistra.  Nella vicina Bagheria dove tutto era mafioso, le cooperative andavano a braccetto con imprese “chiacchierate”. Nella terra che coprì la lunga latitanza del boss, le coop rosse erano nei vertici delle strategie di assegnazione degli appalti.
Angelo Siino venne arrestato nel 1991 e scelse poi di convertirsi al pentitismo. Nel giro di un breve
tempo, seppur con sfumature e competenze più variegate, egli venne sostituito da Pino Lipari, colui
   che sarebbe divenuto una sorta di manager tuttofare e prestanome di Bernardo Provenzano. Dalla ricostruzione di Siino giunsero i dettagli di un sistema complesso e  minuzioso, e soprattutto nomi e circostanze che coinvolgevano imprenditori e ammini stratori locali con riferimenti nazionali, della maggioranza e anche dell’opposizione.
Il duo Simone Castello e Antonino Fontana proseguì la sua carriera sul fronte mafioso politico imprenditoriale con il fulcro operativo nella zona di Bagheria-Villabate, la stessa di Provenzano, condendo le loro attività di svariate truffe.
A Bagheria, il Consiglio comunale era stato sciolto ben 13 volte, le ultime nel 1993 e 1999. Poco prima dell’ultima intrusione degli ispettori della procura nelle sedi comunali, nel 1998, Simone Castello finì in manette e, nell’arco di qualche tempo, in successione, subirono la stessa sorte i fratelli Potestio, i due manager delle cooperative rosse Pietro Martino e Tommaso Orobello, il direttore della coop Cspa di Partinico, Raffaele Casarubia e nel 2003 lo stesso Antonino Fontana. Inutile sottolineare come la situazione fosse “politicamente imbarazzante” per una sinistra siciliana colta in diversi suoi esponenti con le mani nel sacco, anche se rare furono le ammissioni di colpa e le richieste di pulizia interna incondizionata.  Più spesso, dalla sede centrale di Roma, arrivavano le esternazioni scandalizzate di chi si scagliava verso la magistratura. Una reazione di lesa maestà non troppo lontana da quelle che conosciamo come rituali da parte di altre forze politiche, come quelle che al tempo rispondevano alla Casa delle Libertà.
Fontana non venne espulso dai DS ma ufficialmente si autosospese. Secondo la Procura egli aveva aiutato i Potestio (suoi lontani parenti) nel Comune di sinistra di Ficarazzi ma, soprattutto, come sostiene il pentito Salvatore Barbagallo, aveva protetto le famiglie mafiose di Bagheria e Villabate e quindi il boss Provenzano. Fontana, per la Cosa Nostra territoriale, prosegue Barbagallo, era un cavallo fidato su cui puntare, esponente di un partito, il Pds, in fase crescente e quindi in grado di assicurare le giuste coperture.
(38. – “Epilogo - Mafia: uno Stato nello Stato” 2012-2013)
Salvatore Musumeci

CAPACI NON ESISTE LA PAROLA MAFIA
il piano regolatore dei commissari ha accontentato i costruttori. 3 liste in gara per il consiglio comunale sciolto per mafia dopo la morte di Falcone

VOTO NEL PAESE DELLA STRAGE . Il piano regolatore dei commissari ha accontentato i costruttori. La macelleria di un candidato di sinistra chiusa per mancanza di clienti


A Capaci non esiste la parola mafia Nei programmi non si parla esplicitamente di lotta alle cosche Passato e futuro del piccolo centro legati alle lottizzazioni: uno stillicidio di attentati, bombe e incendi tra ' 91 e ' 92 Tre liste in gara per il consiglio comunale sciolto d' autorita' subito dopo la morte di Falcone

DAL NOSTRO INVIATO CAPACI (Palermo) . "Troppi giardini, troppe scuole, troppe strade, mi dicono. Che deve diventare, una citta' da fantascienza Capaci con questo piano regolatore? Parlo per le lamentele sentite in piazza, io le carte manco le ho viste". Capelli stirati e baffetti neri come la giacca, Giuseppe Tarallo, con il suo sguardo alla Mimi' Metallurgico, e' il candidato piu' comprensivo per le "vittime" del piano regolatore approvato dai commissari ad acta dopo lo scioglimento per mafia del Comune dove si vota oggi. Lui, tallonato dai "ragazzini" della Sinistra e dai "costruttori" della terza lista, va a caccia di quel 60 per cento di voti un tempo custodito nella cassaforte democristiana di Capaci, il paese a meta' strada fra Palermo e Punta Raisi, famoso in tutto il mondo perche' qui la storia si ferma e ricomincia il 23 maggio ' 92. Eppure non e' facile trovare la parola mafia nei programmi. In quello di Tarallo che ha ribattezzato "Amicizia" il suo partito si annuncia solo che "la lotta ai condizionamenti della criminalita' organizzata sara' prioritaria", pero' dopo l' acrobatico capitolo sulla "tutela del territorio": "A tal fine non sembra utile il permanere di un vincolo paesaggistico che rischia di ingessare il territorio". La comprensione per le "vittime" che si vedono negare la costruzione della villetta, del magazzino, del rustico, trapela anche nella lista "Insieme per Capaci" ma uno dei promotori, Giusto Baiamonte, corrispondente del Giornale di Sicilia, rifiuta sdegnato l' insinuazione di essere longa manus dei costruttori. Nel programma che lancia in pista come sindaco un geometra dell' ufficio tecnico della vicina Isola delle Femmine, Cosmo Rappa, hanno pero' dimenticato la parola mafia, promettendo piuttosto "eventuali necessarie modifiche al piano regolatore...". E per fortuna aleggia l' "eventualita' ", perche' in realta' quelle carte per dieci anni non si potranno affatto modificare, ne' interessa piu' di tanto i grandi costruttori della zona, paghi dell' inserimento nello strumento urbanistico di sei megalottizzazioni. Ed e' questo che evoca una manovra da Gattopardo perche' in queste lottizzazioni si giocano passato e futuro di Capaci, prima e dopo la strage. Lo stillicidio di attentati, bombe e incendi che fa scattare l' inchiesta della prefettura sei mesi prima dell' apocalisse si consuma, infatti, fra il ' 91 e il ' 92 proprio per convincere i consiglieri indecisi ad approvare le sei grandi speculazioni. Poi, il 23 maggio, si blocca tutto. Scotti e Martelli si ricordano dell' inchiesta e lo scioglimento sfratta tutti dal municipio. Si grida alla pulizia. Qualche articolo sui giornali, cortei, concerti, comizi antimafia e poi il venticello dell' oblio cancella Capaci dalle cronache lasciando ai tecnici, ufficialmente super partes, il compito di mettere a punto un piano regolatore in cui le sei lottizzazioni rientrano come se nulla fosse accaduto. Ecco il cavallo di battaglia della terza lista, quella dei "ragazzini" come Antonio Vassallo, figlio di un macellaio che ha dovuto chiudere la bottega sul corso perche' il "passa parola" ha azzerato i clienti di un negozio dove si trovavano costate e volantini della Rete. Adesso il bancone e' vuoto e nel retrobottega si fanno le riunioni con Pietro Puccio, tessera Pds, il candidato della lista "Per Capaci" in cui si ritrovano anche Rifondazione, Acli e soprattutto i volontari del "Gruppo giovanile 88", quelli del presepe antimafia, delle targhe in memoria di Falcone, di concerti e cortei scrutati con glaciale distacco da ominicchi muti, capaci di far parlare un bambino al posto loro dopo la strage: "Finalmente ci siamo tolti questo di davanti...". L' ombra del 23 maggio per molti pesa come un' ingiustizia. "Che c' entra Capaci?". Capaci c' entra perche' Nino Troia, spalla di Riina, il suo negozio di mobili ce l' ha in piazza. E Giovanni Battaglia, altro "soldato" in campo per la strage, lavorava nella cava di Giuseppe Sensale, l' uomo che ha protetto la latitanza di Toto' ' u Curtu, ora indicato come il grande amico di Giuseppe Tarallo, pronto a respingere l' infamia: "Io sono amico di tutti, conosco Sensale come persona perbene ma non mi corico ne' mangio con lui e se ha sbagliato paghi". Di "sciacallaggi sull' onda mafiosa" parla anche Baiamonte che ha lasciato i "ragazzini" del Gruppo giovanile "perche' il Pds l' ha colorato di rosso". Ma Vassallo replica con un sorriso ironico e resta l' unico a parlare di "decementificazione", ad evocare lo spettro delle ruspe, come Pietro Puccio che fra un comizio e l' altro entra nel bar piu' grande, ordina un caffe' e, alle spalle, ode la cantilena di un boss in liberta' : "Gia' pagato".
Cavallaro Felice
Pagina 12
(30 gennaio 1994) - Corriere della Sera

MAFIA OMICIDIO D'AGOSTINO VINCENZO LA DIA ARRESTA GIUSEPPE SENSALE


TRAPANI - Qualche ora prima che scattasse la più grossa operazione di mafia nel Trapanese, i boss parlavano tranquillamente al telefono. Erano stati intercettati dai carabinieri, ma quando i militari hanno fatto irruzione nelle loro case, molti erano già fuggiti. Sull' operazione "Petrof" che ieri notte ha portato in carcere 54 tra boss e picciotti della provincia di Trapani, c' è qualche ombra, il "sospetto" che qualche talpa abbia avvertito all' ultimo momento il numero uno di Cosa Nostra a Trapani, un insospettabile gioielliere, Vincenzo Virga, ed altri boss che hanno fatto perdere le loro tracce. Tra i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, che dal luglio scorso in gran segreto hanno raccolto le dichiarazioni di un importante pentito di mafia, c' è "disappunto" per la fuga di una ventina di mafiosi, tanto da indurre il procuratore aggiunto di Palermo Luigi Croce, durante la conferenza stampa, a dire che "Cosa Nostra gode di una buona protezione anche nel Trapanese". L' operazione "Petrof", così chiamata dal nome proprio del pentito Pietro Scavuzzo, ha però consentito agli inquirenti di avere un organigramma quasi "inedito" di Cosa Nostra a Trapani e nella sua provincia. Una dettagliata mappa delle "famiglie", con nomi di incensurati ed insospettabili che per anni hanno avuto il controllo totale sulle attività illecite nel Trapanese. Scavuzzo ai giudici Consiglio, De Francisci, Ingroia, Napoli e Pistorelli, coordinati dal procuratore aggiunto Luigi Croce, ha raccontato tutto quello che sapeva sugli uomini d' onore del Trapanese. Tra questi anche l' ex sindaco del Pri ed ex presidente dell' Associazione armatori di Mazara del Vallo, Ignazio Giacalone (anche lui uccel di bosco) e l' ex assessore repubblicano, Vincenzo Calafato. Giacalone, hanno detto i pentiti (oltre Scavuzzo hanno dato un contributo anche Rosario Spatola, Bartolomeo Addolorato e Vincenzo Calcara), "era stato un capo-elettore" dell' ex ministro del Pri Aristide Gunnella, ed il clan mafioso di Mazara del Vallo "è stato in vario modo agevolato da alcuni consiglieri comunali appartenenti a diversi partiti politici, nonché da alcuni sindaci dello stesso comune". Calafato, hanno detto invece i pentiti, "è un uomo con forti agganci politici preposto da Cosa Nostra a mantenere stabili rapporti con gli ambienti politici regionali". Sia il ruolo del gioielliere Virga che quello dell' ex sindaco Giacalone e l' ex assessore Calafato, secondo il pentito che li ha conosciuti personalmente, era di primo piano. 



A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA DI ISOLA DELLE FEMMINE



DECRETO SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE

PUGLISI BALDASSARE TORRETTA ADDIO PIZZO 5 SUB APPALTO COLLETTORE  LICENZA EDILIZIA 1 2010  EDIL CP

BRUNO PIETRO ADDIO PIZZO 5 OPERAZIONE SAN LORENZO 1 E 2 2000 CON BILLECI VASSALLO NUNZIO SERIO

GEOMETRA ASSESSORE CONDANNA 1 2 GRADO CASSAZIONE ABUSO EDILIZIO CITATO NEL DECRETOO SCIOGLIMENTO A PAG 42 NONOSTANTE CIO’ BOLOGNA LO CANDIDA NEL NOVEMBRE 2014 B.B.P. POMIERO GIUSEPPE BRUNO PITERO BRUNO GIOVANNI BADALAMENTI IL FUNERALE A CUI PARTECIPA IL 2 DICEMBRE 202 è QUELLO DLLA MADRE DI VIVISENDI ANNA NATA IL 23 10 20 A PAG 14 DEL DECRETO APPALTO FOGNATIìURA I CARAVELLO

GRAN CAFFE’  A PAG 50 DEL DECRETO DI BRUNO GIUSEPPE NIPOTE DI BRUNO PIETRO SONO COINVOLTI STEFANO BOLOGNA COME SINDACO COME VICESINDACO  IL COMANDANTE DEI VIGILI URBANI MAGGIORE CROCE ANTONIO LA RESPONSABILE DELL’UTC GIAMBRUNO MONICA IL SINDACO PORTOBELLO LICENZE EDILIZIE ILLEGITTIME SORELLE POMIERO S.N.C.

VASSALLO ANTONIETTA MOGLIE DI BILLECI ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE ADDIO PIZZO 5:BRUNO PIETRO PUGLISI BALDASSARE DI TORRETTA CINA’ PIETRO (IMPOSTO ALLA CALLIOPE DA LO PICCOLO) OMICIDIO ENEA VINCENZO CONDANNA IN PRIMO GRADO  IN APPELLO IN CASSAZIONE BRUNO PIETRO ADDIO PIZZO CONDANNA IN 1 IN 2 GRADO IN CASSAZIONE DECRETO DI INCANDIDABILITA’ DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA: BOLOGNA RAPPRESENTA INIZIO FINE DI PORTOBELLO

ADDIO PIZZO  CONDANNA IN 1 IN 2 GRADO CASSAZIONE 

ANGELA,BOLOGNA STEFANO, D'ARRIGO, EDIL FORESTALE SICULA, G.S.M. GRANULATI S.R.L, GEO SISTEMI s.r.l., IMPIANTO FOGNARIO VIA DEI SARACENI, MIRTO SAS,NAFEDIL OPERAZIONE PETROV, SENSALE, PARRA, SCAVUZZO PIETRO, SICURAD,

RUBRICA ISOLA DELLE FEMMINE POLITICA AFFARI MAFIA AMMINISTRAZIONE

·         AIELLO FRANCESCO PAOLO 1942 VIA VERDI 24

·         aiello giuseppe benito 1935 16 GENNAIO MARITO DI ALIMENA GIUSEPPA ZIA DI BRUNO FRANCESCO GIUNTA bologna 1995 con puccio orazio 1947 27 gennaio pagano cosimo 1940 5 dicembre TITOLARE EDIL ROMEO COSTRUISCE VIA QUASIMODO SENTENZA 226/1998 SINDACO STEFANO BOLOGNA

·         Aiello Vincenzo 1934 14 FEBBRAIO MORTO  1998 19 MARZO TITOLARE HOTEL EUFEMIA MANNINO GIUSEPPE 1932 8 FEBBRAIO MORTO 2008 20 DICEMBRE SOCIO NELLA DITTA DI COSTRUZIONI SIALMA COSTRUIZIONI ACRONIMO C.A.M. CANEPA SALVATORE 1943 21 NOVEMBRE PRESIDENTE DELLA SAMANTA COSTRUZIONE MANNINO GIUSEPPE COMPONENTE COMMISSIONE EDILIZIA AIELLO VINCENZO MANNINO GIUSEPPE (PINO)

·         Albert Giovanni 13 maggio 1948 UTC SANATORIE LEGGE 26

·         ALIMENA PROVVIDENZA 1929 5 SETTEMBRE VIA VOLTA 6 MAMMA DI BRUNO FRANCESCO 1951, MOGLIE DI BRUNO ANTONINO

·         ALTADONNA LORENZO  1962 4 OTTOBRE 

·         ALTADONNA VINCENZO 1950 18 03

·         A.M.A. AIELLO VINCENZO 1934 14 FEBBRAIO TITOLARE HOTEL EUFEMIA MANNINO GIUSEPPE 1932 8 FEBBRAIO MORTO 2008 20 DICEMBRE SOCIO NELLA DITTA DI COSTRUZIONI SIALMA COSTRUIZIONI ALTADONNA SEBASTIANO

·         PARRA STEFANO 1967 9 FEBBRAIO  GENERO DI D’ARRIGO ANDREA BORGETTO

·         BILLECI SALVATORE1937 29 MAGGIO MORTO 31 MARZO 2012 PADRE DI VINCENZO E LEONARDA MARITO DI VASSALLO ANTONIETTA 1946 30 MAGGIO MORTA 14 MAGGIO 2007 LICENZA EDILIZIA 2009  SEA RESIDENCE SALICETO SRL

·         Bologna STEFANO  28 OTTOBRE 1960 SINDACO 1994 1995 1999 VICE SINDACO 2004 SINO A 15 OTTOBRE 2005 QUANDO SI E’ DIMESSO NON DISPONIBILE AD ESSERE SECONDO RACCOMANDATO da ASSESSORE Regione sanità on Ravidà banca ora Unipol

·         BOLOGNA STEFANO 1960 26 OTTOBRE, D'ARRIGO ANDREA 28 APRILE 1940, D’ARRIGO LEONARDO 1934, EDIL FORESTALE SICULA, GEO SISTEMI s.r.l., G.S.M. GRANULATI S.R.L, S.E.L.MI. S.r.l. MIRTO S.a.s. , IMPIANTO FOGNARIO VIA DEI SARACENI, OPERAZIONE PETROV, Orlando, PARRA STEFANO  NATO PARTINICO 9 FEBBRAIO 1967 GENERO DI D’ARRIGO, SCAVUZZO PIETRO,   ZANGHI, SENSALE GIUSEPPE  1939 SOCIETA’: Nafedil e Angela accusato DELL’OMICIDIO DI VINCENZO D’AGOSTINO (CALATO NELL’ACIDO) COMID METALLURGICA,TOMMASO BILLECI NATO BORGETTO 21 MARZO 1950 AMMINISTRATORE DELLA LORIA SPITALIERI ACCUSA DI ASSOCIAZIONE MAFIOSA IN PARTICOLARE NELLE TURBATIVE D’ASTA AGGIUDICAZIONE DELL’ACQUEDOTTO DELLE CONTRADE ROMITELLO, NICOLO’ SALTO 1 LUGLIO 1951


·         BRUNO FRANCESCO  1951 27 GENNAIO LA MAMMA ALIMENA PROVVIDENZA 1929 5 SETTEMBRE MORTA 24 DICEMBRE 2012 IL PAPA’ BRUNO ANTONINO 13 GIUGNO 1919 MORTO 3 APRILE 2008 OMICIDIO A CARINI DI STEFANO GALLINA 1 OTTOBRE 1981 PROCESSO  2289/82 ABATE + 706; 1982 8 GIUGNO OMICIDIO DI VINCENZO ENEA 1982 13 MAGGIO UCCISO A PARTANNA SOTTO LA SUA CASA D’AGOSTINO BENEDETTO AMICO DI VINCENZO ENEA DA SALVATORE LO PICCOLO E DA FRANCESCO BRUNO 1951  

·         Bruno FRANCESCO 1963 11 AGOSTO DIPENDENTE COMUNE PALERMO VIGILE URBANO PRESIDENTE ASSOCIAZIONE DI PROTEZIONE CIVILE GUARDIA COSTIERA CONVENZIONATA CON IL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE   CONDANNATO IN 1 GRADO IN APPELLO IN CASSAZIONE DISTRUZIONE DI SALMA VILIPENDIO DI CADAVERE DI VENTIMIGLIA LUCIA E COSTRUZIONE ABUSIVA DI UNA TOMBA CON 6 LOCULI GEOME CRISCI FRANCESCO CONSIGLIERE COMUNALE ASSESSORE DIMISSIONATO PER CONDANNA IN PRIMO IN APPELLO IN CASSAZIONE SENTENZA MAGGIO 2018

·        BRUNO PIETRO 1946 18 NOVEMBRE COMPONENTE COMMISSIONE EDILIZIA SINDACO DI MAGGIO 1998 COSTRUZIONE VIA MONTELEONE SAMANTA SIALMA CANEPA SALVATORE MANNINO TOMMASO MANNINO GIUSEPPE ALTADONNA SIRCHIA LAURETTO   SENTENZA 226 LICENZE ILLEGITTIME SIRCHIA LAURETTO 28 APRILE  1938 MORTO  SOCIO SIALMA costruzioni  SIRCHIA ALTADONNA SEBASTIANO MANNINO GIUSEPPE Costruiscono in anni 80 in VIA MONTELEONE A ISOLA Possibili licenze edilizie 53/80 54/81 68/82 52/88  27/89 27/89 ALLA SIALMA COSTRUZIONI CANEPA SALVATORE  21 NOVEMBRE 1943 COMPONENTE DELLA COMMISSIONE EDILIZIA  E IN QUALITA DI PRESIDENTE DELLA SAMANTA COSTRUZIONI POTREBBE AVER FAVORITO MANNINO TOMMASO 1925 18 OTTOBRE  MORTO 2009 24 MAGGIO  , SOCIO DELLA SAMANTA COSTRUZIONI  FIGLIO DI GIUSEPPE E PADRE DI MANNINO ANGELO "DI MAGGIANO" 1950 12 MARZO  ASSESSORE GIUNTA BOLOGNA 2014 2000 CONDANNA OPERAZIONE SAN LORENZO 2010 ARRESTO E CONDANNA IN 1  APPELLO CONFERMA CASSAZIONE OPERAZIONE  ADDIO PIZZO 5 SOCIO CON POMIERO GIUSEPPE E BRUNO GIOVANNI DELLA B.B.P. s.n.c.

·         CALIRI INGEGNERE CALIRI UFFICIO TECNICO COMUNALE ISOLA 1995 SINDACO BOLOGNA

·         C.A.M. di AIELLO VINCENZO  1934 14 febbraio    20 dicembre 1998 VIA DELLE INDUSTRIE 9 03702830823 TITOLARE HOTEL EUFEMIA CANEPA SALVATORE 1943 21 NOVEMBRE PRESIDENTE DELLA SAMANTA COSTRUZIONE MANNINO GIUSEPPE COMPONENTE COMMISSIONE EDILIZIA

·         Canepa SALVATORE 1943 21 NOVEMBRE VIA ROSOLINO PILO 7 COMPONENTE COMMISSIONE EDILIZIA PRESIDENTE SAMANTA COSTRUZIONI BRUNO GIOVANNI SUOCERO DEL DR ALIBANI CLAUDIO

·         CANEPA SALVATORE 1943 21 NOVEMBRE VIA ROSOLINO PILO 7  SAMANTA COSTRUZIONI 

·         COMMISSIONE EDILIZIA 1990: ALBERT GIOVANNI BURGIO SALVATORE 11 MARZO 1929 PUCCIO GIUSEPPE 27 GENNAIO 1947 MANGIARDI ING ENRICO 28 AGOSTO 1936 CANEPA SALVATORE 21 NOVEMBRE 1943 BRUNO PIETRO 18 NOVEMBRE 1946 PUCCIO ORAZIO 23 OTTOBRE 1947 GIUNTA DI MAGGIO E BOLOGNA 

·         COMMISSIONE EDILIZIA 1989 1992 : RAPPA INGEGNERE ROCCO 1 GENNAIO 1961  DI MAGGIO VINCENZO 1939 30 OTTOBRE 

·         CROCE ANTONIO 1 settembre 1960 al comune di isola dal luglio 1983 CROCE ANTONIO 1960 VIALE ITALIA 9 

·         CROCE FRANCESCO PAOLO 1936 6 FEBBRAIO MORTO  1993 30 SETTEMBRE MARITO DI MANNINO CONCETTA 1946 FIGLIA DI GIUSEPPE MANNINO  SOCIO NELLA SOCIETA’ C.A.M. ACRONIMO DI CROCE ALTADONNA MANNINO

·         CROCE GIUSEPPE 1904 28 AGOSTO  9 APRILE 1985  .

·         D’AGOSTINO BENEDETTO AMICO DI VINCENZO ENEA UCCISO  SOTTO CASA A PARTANNA 13 MAGGIO 1982 DA SALVATORE LO PICCOLO E DA FRANCESCO BRUNO 1951  

·         DI MAGGIO VINCENZO 1939 30 OTTOBRE SINDACO VIA.LUNGOMARE EUFEMIO 4

·         EDIL C.P. 2012 13 LUGLIO USTICANO DECADENZA N 12 DELLA LICENZA EDILIZIA N 1  20 1 2010  PARTICELLE 23 81 2382 ZONA B2 PRG D.A. 83 14 05 83 PRG ADOTTATO C.C. 3 1 AGOSTO 2007 EDIL C.P. CONOGLIO EMANUELE LUCIDO ERASMO LUCIDO ANTONINO LUCIDO MICHELE LUCIDO NAZZARENA  C.E n.01-2010 EDIL C.P. PUGLISI BALDASSARE 7 SETTEMBRE 1987 ARRESTATO NELL’OPERAZIONE ADDIO PIZZO 5  CRISCI GEOMETRA FRANCESCO 12 GIUGNO 1969 CONDANNATO IN 1 E2 GRADO E IN CASSAZOIONE ABUSIVISMO EDILIZIO  EX CONSIGLIERE COMUNALE EX ASSESSORE LAVORI PUBBLICI ADDIO PIZZO 5 BRUNO PIETRO LUCIDO ANTONINO CONIGLIO EMANUELE  LUCIDO CATERNINA MAMMA DEL GEOLOGO MICHELE EX CONSIGLIERE LUCIDO ANNA MAMMA DI TOTY LUCIDO CONSIGLIERE COMUNALE DURANTE LA GIUNTA SCIOLTA PER MAFIA NEL 2012  LUCIDO PIETRO EX CONSIGLIERE NELLA NUOVA ISOLA LUCIDO GAETANO IL GENERALE DELL’ESECITO SUOCERO DEL DR AVOLA E PADRE DELLA ROSY LUCIDO TUTTI I LUCIDI SONO PARENTI DEL SINDACO STEFANO BOLOGNA DA PARTE DELLA MADRE LUCIDO ROSA 28 GENNAIO 1936  LUCIDO MICHELE 3 APRILE 1937 MARITO DI CARDINALE RITA BARTOLA 6 GENNAIO 1943   LUCIDO ANTONINO 24 OTTOBRE 39 PROGETTISTA LOTTIZZAZIONE LO BIANCO LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LA MOGLIE DI LUCIDO ANTONINO GIAMBONA GIUSEPPA 25 GENNAIO 1949

·         EDIL ROMEO SNC DI PAGANO E CUTINO PIETRO 14 APRILE 1942

·         ENEA VINCENZO 20 GENNAIO 1935 AMMAZZATO 8 GIUGNO 1982 ALLE ORE 7,30 IN VIA PALERMO ALL’INGRESSO DEL VILLAGE BUNGALOW DI FROINTE AL DEPOSITO LIQUIGAS

·         FAVATA' NICOLA 1953 VIA BERNINI GIAN LORENZO 15 

·         GIAMBONA PIETRO ORAZIO 1941 7 FEBBRAIO MORTO 2010 22 NOVEMBRE FIGLIO DI GIAMBONA AMEDEO 2 GENNAIO 1908 MORTO 27 GENNAIO 1983 PASTIFICIO CAMPING LA PLAYA

·         IMMOBILIARE SICANIA BRUNO FRANCESCO 1951 27 GENNAIO LA MAMMA ALIMENA PROVVIDENZA IL PAPA’ BRUNO ANTONINO OMICIDIO A CARINI DI STEFANO GALLINA 1 OTTOBRE 1981 PROCESSO  2289/82 ABATE ; 1982 8 GIUGNO OICIDIO DI VINENZO ENEA

·         LO CICERO GIOVANNI FRATELLO I LO CICERO SALVATORE DI SAN LORENZA DENUNCIA DI SCOMPARSA 30 AGOSTO 1984 CERCATI INVANAMENTE DA PIETRO ENEA PER INFORMAZIONI SULL’OMICIDIO DEL PADRE VINCENZO ENEA A ISOLA DELLE FEMMINE 8 GIUGNO 1982

·         MANNINO ANGELO 1950 VIA GARIBALDI 37

·         Mannino Giuseppe   8 febbraio 1932 20 dicembre 2008 (PINO)  SINDACO, VICESINDACO DI MAGGIO, BOLOGNA, PADRE DI MANNINO TOMMASO 1930 28 GENNAIO (VIA SIINO FOGLIO 1 PARTICELLE 140 241 1201) PADRE di MANNINO ANGELO ASSESSORE GIUNTA BOLOGNA 2014 

·        MANNINO GIUSEPPE 08 02 32      20 12   2008 E VINCENZO DI MAGGIO 1939 30 OTTOBRE COSTUITO UNA FINANZIARIA A PALERMO PROBABILMENTE PER COSTRUIRE UN COMPLESSO RESIDENZIALE IN VIA DEL GAROFANO ACCANTO ALLA SIRENETTA E AL SARACEN CON UN ALTRO IMPRENDITORE SIRCHIA (MORTO) COMPLESSO POI COSTRUITO FORSE NELLA SOCIETA VI ERA ANCHE ALTADONNA

·         Micali MARIA Letizia 12 novembre 1961 dipendente COMUNE CARINI 

·         Pagano COSIMO 1940 5 dicembre 1940 giunta CON DI MAGGIO  

·         P.R.G. ISOLA DELLE FEMMINE 2016 30 DICEMBRE DETERMINA 9 GERLANDO MALLIA INCARICO NUOVO PRG CANGEMI GIUSEPPE 1946 RESTITUITI CC 33 1 AGOSTO 2007

·         P.R.G. ISOLA DELLE FEMMINE 2017 30 DICEMBRE INTEGRAZIONE 2016 30 DICEMBRE DETERMINA 9 GERLANDO MALLIA INCARICO NUOVO PRG CANGEMI GIUSEPPE 1946 RESTITUITI CC 33 1 AGOSTO 2007

·         P.R.G. ISOLA DELLE FEMMINE 2017 30 DICEMBRE DETERMINA 660 MALLIA INCARICO GIUSEPPA POLLINA 2017 30 12 INTEGR  2016 30  12  DETERMINA 9 GERLANDO MALLIA

·         PRIVITERA SALVATORE PELLERITO GIUSEPPE ALBERT GIOVANNI GIANPORCARO (COGNATO DEL DR. BURGIO) ELEZIONI COMUNALI 1978 LISTA PCI  3 LISTE UNA D.C. UNA CIVICA DI MAGGIO UNA PCI   RISULTATI DI MGGIO SINDACO LA LISTA PCI 3 CONSIGLIERI ALBERT PRIVITERA GIANPORCARO SEZIONE DEL PCI IN PIAZZA

·         RAPPA COSIMO 1955 8 GENNAIO MORTO 16 FEBBRAIO 1995 CIMITERO CAPACI UTC SANATORIE LEGGE 26

·         RAPPA ING ROCCO 1961 1 GENNAIO ASSESSORE LAVORI PUBBLICI CON BOLOGNA STEFANO SINDACO 28 OTTOBRE 1960 FATTO DIMETTERE PER INFILTRAZIONI MAFIOSE COGNATO DI BRUNO PIETRO 18 NOVEMBRE 1946 ARRESTO OPERAZIONE SAN LORENZO OPERAZIONE ADDIO PIZZO 5 RAPPA INGEGNERE ROCCO PROGETTISTA DI BELLIS ERNESTA VIALE DEI SARACENI ACCANTO AL SIINO ANTONIO SUOCERO DI FANALE 

·         SAMANTA COSTRUZIONI PRESIDENTE CANEPA SALVATORE 1943 MANNINO TOMMASO FIGLIO DI MANNINO GIUSEPPE 1932 BRUNO GIOVANNI 1931 SOCIO B.B.P. SNC DI POMIERO GIUSEPPE 1937 CON BRUNO PIETRO 1946 ARRESTO OPERAZIONE SAN LORENZO OPERAZIONE ADDIO PIZZO 5

·         SAMANTA COSTRUZIONI DI CANEPA E DI MANNINO TOMMASO FIGLIO DI MANNINO GIUSEPPE 1932 LICENZE EDILIZIE ILLEGITTIME  52/88 54/81 53/80 68/82 

·         scavuzzo pietro operazione petrof

·         SIALMA COSTRUZIONI SOCIO MANNINO GIUSEPPE 1932 SIRCHIA LAURETTO 28 APRILE 1938 ALTADONNA

·         SIALMA acronimo SIRCHIA ALTADONNA MANNINO GIUSEPPE
SIALMA DI SIRCHIA 1938 ALTADONNA MANNINO GIUSEPPE 1932 LICENZA EDILIZIA 27/89  25 SETTEMBRE 1989  ILLEGITTIMA 

·        SICILEAS S.P.A. 00114090822

·        SIRCHIA LAURETTO 28 APRILE  1938 MORTO  SOCIO SIALMA costruzioni  SIRCHIA ALTADONNA SEBASTIANO MANNINO GIUSEPPE Costruiscono in anni 80 in VIA MONTELEONE A ISOLA Possibili licenze edilizie 53/80 54/81 68/82 52/88  27/89 27/89 ALLA SIALMA COSTRUZIONI CANEPA SALVATORE  21 NOVEMBRE 1943 COMPONENTE DELLA COMMISSIONE EDILIZIA  E IN QUALITA DI PRESIDENTE DELLA SAMANTA COSTRUZIONI POTREBBE AVER FAVORITO MANNINO TOMMASO, SOCIO DELLA SAMANTA COSTRUZIONI  FIGLIO DI GIUSEPPE E PADRE DI MANNINO ANGELO "DI MAGGIANO" 1950 12 MARZO  ASSESSORE GIUNTA BOLOGNA 2014 

·         SOCIETA’ OLIMPO COSTRUZIONI SRL AREANA CARMELO 8 AGOSTO 1961 AMMINISTRATORE UNICO PROCURATORE DI SPANO’ SALVATORE MARIA 15 MAGGIO 1950  LICENZA EDILIZIA 11 17 MAGGIO 2016 PARTICELLA 2384 FOGLIO 1

·         ZANGHI CORLEONE CUGINO DI CIANCIMINO COSTITUZIONE PARTE CIVILE CONTRO MATTEO MESSINA DENARO AVV FAUSTO AMATO E IL GIOVANE PD DI  ICELI  FINANZIERE SERRA FONDO ALGEBRIS RENZI  ALBERGHI PER CONTO DI GIOTTI LEOLUCA ORLANDO PERMETTE LA PENETRAZIONE  GIAMBATTISTA LO PICCOLO LO PICCOLO SEGRETARIO COMUNE ISOLA SOCIETÀ:A.M.A. AIELLO VINCENZO (HOTEL EUFEMIA) MANNINO GIUSEPPE ALTADONNA SEBASTIANO COSTITUITA 1980 SI TRASFERISCE LA SEDE DELLA SOCIETÀ  A TRAPANI  220808x   28 04 38

lima


·         COORDINAMENTO UFFICI TERRITORIALI DELL'AMBIENTE (UTA) DOTTOR DI SALVO SALVATORE VIA UGO LA MALFA 169 90146 PALERMO  salvatore.disalvo@regione.sicilia.it

·         DIPARTIMENTO TERRITORIO AMBIENTE SERVIZIO 1 VALUTAZIONI AMBIENTALI
Responsabile: Corsaro Francesco   - francesco.corsaro@regione.sicilia.it

·         assessorato territorio ambiente regione sicilia onorevole cordaro avv salvatore via ugo la malfa 169 90146 palermo

·         dirigente generale dipartimento territorio e ambinte ambiente dr battaglia giuseppe VIA UGO LA MALFA 169 90146 PALERMO dra@regione.sicilia.it

·         Responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza REGIONE SICILIA
Avv. Emanuela Giuliano Via generale Magliocco 46 90141 palerm0 respanticorruzione.trasparenza@regione.sicilia.it I


ANGELA, BOLOGNA STEFANO, D'ARRIGO, EDIL FORESTALE SICULA, G.S.M. GRANULATI S.R.L, GEO SISTEMI s.r.l., MIRTO SAS, NAFEDIL, PARRA, SCAVUZZO PIETRO, SENSALE, VASSALLO GIUSEPPE, VASSALLO VINCENZO, 



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