L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























giovedì 6 dicembre 2012

L' onorevole Guido Crosetto abbandona la trasmissione omnibus in



Berlusconi: «Italia sull'orlo del baratro. Io assediato da richieste per una mia ridiscesa in campo»

«Sono assediato dalle richieste dei miei perché annunci al più presto la mia ridiscesa in campo. La situazione oggi è ben più grave di un anno fa quando lasciai il governo e oggi l'Italia è sull'orlo del baratro». «Non lo posso consentire e ciò determinerà le scelte che prenderemo assieme nei prossimi giorni». Lo dichiara Silvio Berlusconi in una nota nella tarda serata di mercoledì, dopo il vertice del Pdl in via del Plebiscito.
«L'economia - aggiunge - è allo stremo, un milione di disoccupati in più, il debito che aumenta, il potere d'acquisto che crolla, la pressione fiscale a livelli insopportabili. Le famiglie italiane angosciate perché non riescono a pagare l'Imu. Le imprese che chiudono, l'edilizia crollata, il mercato dell'auto distrutto. Non posso consentire che il mio Paese precipiti in una spirale recessiva senza fine. Non è più possibile andare avanti così».
E ancora: «Leggo su un'agenzia una frase a me attribuita del tutto inventata e addirittura surreale: Io non mi candido perché non mi volete, frase che avrei oggi rivolto ai miei colleghi del Popolo della Libertà. La realtà è l'opposto: sono assediato dalle richieste dei miei perché annunci al più presto la mia ridiscesa in campo alla guida del PdL», precisa poi nella nota l'ex premier.
Le dichiarazioni di Berlusconi sono arrivate dopo un vertice a dir poco interlocutorio. Tre ore di incontro e due ore per diramare un comunicato senza una parola definitiva sulle primarie (ancora formalmente convocate per il 16 dicembre) né sulla minaccia di far cadere il Governo se non dovesse concedere l'election day, brandita appena quattro giorni fa dal segretario.
Quanto alla legge elettorale, che giace in Senato in attesa anche che il Pdl prenda una posizione definitiva, il massimomesso nero su bianco è la scelta di una «linea costruttiva» che mira a una riforma basata su «meccanismi equilibrati».
Men che meno, poi, nel comunicato post vertice si rispondeva all'annosa questione: Silvio Berlusconi ha deciso di candidarsi per la sesta volta a premier? Pare che la risposta l'abbia data lui stesso a dispetto dell'opinione di una buona parte dei maggiorenti del partito.
I nodi, dunque, rimangono quasi tutti da sciogliere, tanto che la riunione tra il Cavaliere e lo stato maggiore del partito è stata aggiornata a domani alle 13.30. Quando, tra l'altro, si spera che il Consiglio dei ministri abbia già lanciato un segnale a favore dell'election day, magari fissando le consultazioni per Molise e Lombardia all'11 marzo. Altrimenti la minaccia di crisi di governo potrebbe essere rispolverata.
L'incontro, viene riferito, sarebbe stato preceduto da un colloquio più ristretto tra Berlusconi, Angelino Alfano e Gianni Letta. Ossia il mediatore per eccellenza, colui che, grazie alle sue interlocuzioni con Quirinale e palazzo Chigi, riesce spesso a trovare le parole giuste per placare i propositi bellicosi dell'ex premier.
Quel che è certo è che nel momento in cui a palazzo Grazioli sono arrivati anche i coordinatori e i capigruppo del Pdl, i toni del Cavaliere sono stati molto meno tranchant di quelli usati appena dodici ore prima allo stadio di Milano quando, davanti a una pattuglia di fedelissimi pronti ad applaudirlo e incoraggiarlo, ha fatto le prove generali del suo ritorno in campo.



Passera a Berlusconi: il ritorno al passato non fa bene. Sugli esodati: trovare una risposta strutturale

Tornare indietro non è una buona cosa. Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera boccia l'ipotesi di una nuova discesa in campo dell'ex premier Silvio Berlusconi. Ad Agorà, su Rai tre, avverte: «Tutto ciò che può solo fare immaginare al resto del mondo, ai nostri partner, che si torna indietro, non é un bene per l'Italia. Dobbiamo dare la sensazione che il Paese va avanti».

Passera sull'impegno in politica: vedremo se e come
«Vedremo se e come» ci sarà un impegno in politica. Passera ha ricordato che «non sono mai tornato indietro, ho cambiato molte volte, ricominciato da capo molte volte, ma senza mai tornare a cose già fatte. Cominciamo a vedere se si può continuare questo lavoro, altrimenti vedremo. I tre grandi interventi che farei da premier - ha sottolineato il ministro- sono: ridisegnare il funzionamento della politica e i suoi costi; poi interverrei sul lavoro, che è la priorità numero uno, e sulla famiglia e i servizi legati ad essa, come la scuola, la sanità di prossimità e la sicurezza».

Il ministro sugli esodati: non c'è ancora risposta strutturale
Passera ha parlato anche dei nodi della previdenza. «In parte il problema esodati è stato coperto - ha affermato -. La risposta strutturale di come mantenere nel mondo del lavoro queste persone a condizioni accettabili ancora non c'è, ma bisogna trovarla».


Berlusconi, il ritorno


Scritto da Emilio Fabio Torsello il 6 dicembre 2012 in Editoriale

IL GRAFFIO – Saranno i Maya. O più probabilmente un Pdl talmente impantanato nei vecchi nomi arcinoti. Fatto sta che Berlusconi annuncia di voler – stavolta davvero – scendere in campo per l’ennesima volta. E a sentire la rassegna stampa mattutina, pare di risentire quanto accadde nel 1994. L’Italia è allo sfascio. Manca un carisma politico forte. Insomma: o Silvio o nulla. Stavolta pare faccia sul serio. Almeno per ora.
Viene da chiedersi però cosa abbia letto Berlusconi nei sondaggi per spingerlo a una mossa così ardita. Da quando ha annunciato la sua ricandidatura, infatti, i sondaggi non sono migliorati. E il tira e molla successivo non ha certo aiutato. Anzi. Eppure – ostinato e caparbio – il Cav. ci riprova, nella consapevolezza che sia lui l’unico nome spendibile, l’unico in grado di trascinare il resto del partito che – assicura – sarà rinnovato da cima a fondo, con facce nuove e volti giovani. Tutto duepuntozero. Come se la politica e il saper governare la “cosa pubblica” passassero attraverso la garanzia di un presunto giovanilismo.
Ma Berlusconi – e i sondaggi in questo sono chiari – una cosa pare averla ben chiara: la classe dirigente attuale del Pdl ha ormai stancato. E lo stesso Angelino Alfano pare lottare per primarie che avranno vita breve. Unico volto interessante, Giorgia Meloni. Il resto puzza di brontosaurismo pidiellino. Comprensibile, dunque, che il Cav. non veda molte alternative. A se stesso. Già perché nonostante tutto, il cappellaio magico resta lui, con il suo carisma e la sua capacità di rovesciare il tavolo al momento giusto. Anche se adesso avrebbe davvero poche alternative.
Al di là delle ridiscese in campo, però, Berlusconi deve prendere atto di un unico grande e fatale fallimento: il suo essere leader non ha saputo provvedere in tempo alla successione. Il Cav. non ha messo il partito in grado di sostituirlo e la “promozione” di Alfano è stata solo una scenetta utile a giornali ed agenzie. Berlusconi ha consacrato il suo delfino, salvo poi affossarlo ad ogni occasione. Curiosa anche la retorica con cui il “padre” del Pdl si rivolge all’attuale segretario: lo chiama “figlio” e parla di amore paterno.
Sulle macerie del Pdl, dunque, a Berlusconi non resta altro che ripresentarsi – magari con una rosa di liste per raggranellare più voti possibili – ma con lui al vertice. Diversamente sarebbe impossibile. Questione di vuoto pneumatico


Berlusconi saluta gli italiani: “Per amore dell’Italia si possono fare pazzie e cose sagge“
Berlusconi si arrende. Alle primarie del Pdl si candida la Santanché
Scritto da Paolo Ribichini il 25 ottobre 2012 in Politica

Di fronte al disastro annunciato, Berlusconi ha deciso: “Non mi ricandido”. Al Cavaliere non piace perdere e tutti i sondaggi oramai lo danno in forte calo di popolarità insieme al partito che ha fondato. Sconfitta certa e nessuna speranza di azzardare un recupero fenomenale come quello del 2006 quando, da abile comunicatore, recuperò 20 punti percentuali, minando alle fondamenta la vittoria del centro-sinistra e quindi il governo Prodi.

Le primarie “aperte”. Ma bisogna pur sempre salvare il salvabile. E quindi ora il Pdl o come si chiamerà farà le primarie. D’altronde i sondaggi parlano chiaro: Beppe Grillo sta divorando il centro-destra forse anche perché immobile di fronte alle richieste di maggiore democrazia. Allora sì alle primarie, ma non come il Pd. “Noi le faremo aperte”, spiega Berlusconi. “Si voterà il 16 dicembre”.
Santanché, Galan e Alfano: i candidati senza carisma. Insomma, Berlusconi fa un passo di lato e subito fioccano le auto-candidature. La più veloce è Daniela Santanché, seguita a ruota dall’ex ministro Giancarlo Galan. “Mi candido. Rappresento l’area liberale e anche una buona storia di amministrazione regionale”, spiega Galan. “Non ho soldi ma spero che qualcuno mi sosterrà anche economicamente”. Si aspetta ora la dichiarazione di Alfano che dovrebbe a breve annunciare anche la sua candidatura. Intanto però è l’ex ministro degli Esteri Franco Frattini a lanciare la volata al segretario: “Mi auguro che Alfano elabori una proposta sostenibile per le primarie e in vista di ciò la sosterremo”. A completare il quadro manca anche almeno uno degli ex colonnelli di An, un candidato dell’area cattolica e uno per gli ex socialisti confluiti a destra.
Maroni si avvicina. Mentre la Lega di Roberto Maroni potrebbe a questo punto rivalutare l’alleanza con il Pdl (“Si aprono nuove prospettive”, ha dichiarato), Bersani plaude la scelta del Cavaliere: “Questa è una buona notizia, abbiamo indicato una strada… È giusto che anche gli elettori del centrodestra scelgano il candidato premier. Ora aspettiamo le primarie di Grillo”.

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