L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 5 dicembre 2012

Bordighera, Bosio la pianti di raccontar bufale... Operazione tra Genova e Reggio 15 arresti Perquisite le case di due ex sindaci Carabinieri in forze a Ventimiglia e Bordighera 'Ndrangheta: 15 arresti in Liguria, disarticolata struttura nel Ponente Imperia 'NDRANGHETA: INTRECCI MALAVITA-POLITICA,TRA ARRESTATI 3 MARCIANO'


Operazione tra Genova e Reggio 15 arresti 

Perquisite le case di due ex sindaci

Carabinieri in forze a Ventimiglia e Bordighera




I militari dell'Arma hanno messo a segno una operazione tesa a smantellare l'organizzazione denominata "locale di Ventimiglia". In tutto sono stati compiuti 15 arresti e diverse perquisizioni tra cui quelle delle abitazioni degli ex sindaci di Ventimiglia e Bordighera, comuni entrambi sciolti per infiltrazioni mafiose nel corso degli ultimi anni



REGGIO CALABRIA - E' in corso una vasta operazione dei carabinieri, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Genova, tra le province di Imperia e Reggio Calabria: nel mirino una struttura operativa della 'ndrangheta attiva nel Ponente ligure, meglio nota come «locale di Ventimiglia». Quindici i capi e i gregari dell’organizzazione colpiti da misure di custodia cautelare per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, usura, detenzione di sostanze stupefacenti ed armi. Altri 13 sono stati indagati in stato di libertà. Nell’operazione, denominata «La Svolta», sono impiegati 200 carabinieri ed un elicottero.
Il blitz è scattato all’alba con gli arresti del presunto boss della «locale» di Ventimiglia, Giuseppe Marcianò, del figlio e del nipote, entrambi di nome Vincenzo. Perquisite le abitazioni degli ex sindaci: Gaetano Scullino di Ventimiglia (Pdl) e Giovanni Bosio (Pdl), di Bordighera; i due Comuni sciolti per mafia, rispettivamente nel febbraio del 2012 e nel marzo del 2011. L’elicottero dei Carabinieri è atterrato, all’alba, nel piazzale del Comune di Ventimiglia. Presente una folta schiera di Carabinieri alcuni dei quali si sono recati a casa dell'ex sindaco che abita di fronte al Municipio. L'operazione era finalizzata a ricostruire una serie di presunti intrecci tra la malavita organizzata e la politica. Le indagini sono partite nel marzo del 2010 ed hanno permesso di svelare l’operatività dell’organizzazione mafiosa, i rituali di affiliazione, il controllo del territorio, i collegamenti con le cosche calabresi dei Piromalli, Alvaro e Pelle. Sono così emerse le capacità di influenzare le competizioni elettorali a livello locale, i rapporti con la politica, gli interessi economici.
Le indagini sono partite nel marzo del 2010 ed hanno permesso di svelare l’operatività dell’organizzazione mafiosa, i rituali di affiliazione, il controllo del territorio, i collegamenti con le cosche calabresi dei Piromalli, Alvaro e Pelle. Sono così emerse le capacità di influenzare le competizioni elettorali a livello locale, i rapporti con la politica, gli interessi economici.

http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/709311/Operazione-tra-Genova-e-Reggio-15.html 


'NDRANGHETA: INTRECCI MALAVITA-POLITICA,TRA ARRESTATI 3 MARCIANO'   


- Genova 3 dic. - Sono 15 le persone raggiunte da misura cautelare in carcere nell'ambito dell'indagine tesa a decapitare il "locale" della 'ndrangheta di Ventimiglia. In manette sono finiti Giuseppe Marciano', Vincenzo Marciano', Vincenzo Marciano', Omar Allavena, Antonino Palamara, Giuseppe Scarfo', Annunziato Roldi, Federico Paraschiva, Salvatore Trinchera, Giuseppe Cosentino, Filippo Spirli', Rosario Ambesi, Maurizio Pellegrino e Roberto Pellegrino. A undici degli indagati sono contestati i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla detenzione di armi, allo spaccio di droga, all'estorsione e all'usura. Agli altri sono contestati i reati di detenzione di armi, spaccio di droga, estorsione e usura. La richiesta di custodia cautelare e' stata inoltrata dal pm della Dda di Genova Giovanni Arena ed emessa dal gip Massimo Cusatti.


'NDRANGHETA: SEQUESTRI FABBRICATI E TERRENI IN TUTTA ITALIA  - TORINO, 3 DIC - Quaranta fabbricati, 23 terreni, tre societa' e due auto: sono i sequestri effettuati stamattina dalla Dia di Torino, per un valore complessivo di 20 milioni di euro, alle persone arrestate nel 2009 nell'operazione 'Marcos', che permise di sgominare la cosca 'ndranghetista della famiglia Marando, attiva in Piemonte. Gli interventi sono avvenuti nelle province di Torino, Reggio Calabria, Milano, Varese, Como e Roma. Il sequestro e' stato disposto dal tribunale del capoluogo piemontese. 




'NDRANGHETA: BENI PER 20 MLN SEQUESTRATI A COSCA IN PIEMONTE  - Torino, 3 dic. - Quaranta tra abitazioni e ville, 23 terreni, 3 societa' e 2 auto, per un valore stimato di circa 20 milioni di euro, sono stati sequestrati stamane dalla Direzione investigativa antimafia del capoluogo torinese alle persone arrestate nel 2009 nell'operazione "Marcos", che permise di sgominare la cosa della famiglia Marando. I sequestri, disposti dal Tribunale di Torino, sono stati eseguiti nelle province di Torino, Reggio Calabria, Milano, Varese, Como e Roma. I beni erano intestati sia a persone fisiche che a societa' immobiliari gestite per conto della famiglia Marando.


'NDRANGHETA: INDAGINI SU COMUNE VALLECROSIA,INDAGATO SINDACO - VALLECROSIA (IMPERIA), 2 DIC - La Dda di Genova ha indagato il sindaco di Vallecrosia, Armando Biasi (indipendente, vicino al Pdl) nell'ambito dell'indagine 'La Svolta' contro la 'ndrangheta nel Ponente ligure. I magistrati stanno verificando la correttezza delle elezioni amministrative del 2011, con particolare riferimento all'eventualita' del voto di scambio. ''Sono indagato, ma e' un atto dovuto - dice Biasi - viste le verifiche che stanno avvenendo per gli arresti nel mio territorio. Sono sereno''. 


'Ndrangheta: 15 arresti in Liguria, disarticolata struttura nel Ponente Imperia, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Genova, hanno arrestato 15 persone disarticolando una struttura operativa della 'ndrangheta attiva nel Ponente ligure, meglio nota come 'locale di Ventimiglia'. Agli arrestati, ritenuti capi e gregari dell'organizzazione, vengono contestai i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, usura, detenzione di sostanze stupefacenti ed armi. Altri 13 soggetti sono stati indagati in stato di liberta' per gli stessi fatti. L'indagine, denominata "La Svolta", ha avuto inizio nel marzo del 2010 e ha permesso di svelare l'operativita' dell'organizzazione mafiosa, i rituali di affiliazione, il controllo del territorio, i collegamenti con le cosche calabresi dei Piromalli, Alvaro e Pelle e la capacita' di influenzare le competizioni elettorali a livello locale, i rapporti con la politica e le istituzioni, gli interessi economici e l'avversione nei confronti di magistrati e forze dell'ordine. L'associazione, che conta numerosi affiliati e fiancheggiatori, ha operato tra Ventimiglia e Sanremo in contiguita' con ala 'ndranghetacalabrese.


'NDRANGHETA: OPERAZIONE DEI CARABINIERI, ESEGUITE 15 MISURE CAUTELARI IMPEGNATI 200 MILITARI COORDINATI DALLA DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA Genova, 3 dicembre 2012- I carabinieri del Comando Provinciale di Imperia, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Genova, hanno condotto una operazione finalizzata a disarticolare una struttura operativa della 'ndrangheta attiva nel Ponente ligure, meglio nota come ''locale di Ventimiglia''. Nell'operazione sono stati impiegati 200 carabinieri ed un elicottero che hanno eseguito 15 misure di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone, capi e gregari dell'organizzazione, per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, usura, detenzione di sostanze stupefacenti ed armi. Altri 13 soggetti sono stati indagati per gli stessi reati. L'indagine, denominata ''La Svolta'', ha avuto inizio nel marzo del 2010 ed ha permesso di svelare l'operativita' dell'organizzazione mafiosa, i rituali di affiliazione, il controllo del territorio, i collegamenti con le cosche calabresi dei Piromalli, Alvaro e Pelle, la capacita' di influenzare le competizioni elettorali a livello locale, i rapporti con la politica e le Istituzioni, gli interessi economici e l'avversione nei confronti di magistrati e forze dell'ordine. L'associazione che conta a vario titolo numerosi affiliati e fiancheggiatori, operante tra Ventimiglia e Sanremo, ha dimostrato le tipiche caratteristiche del consesso 'ndraghetista esistente in Calabria. Maggiori dettagli saranno forniti nel corso della conferenza stampa che si terra' alle 12 presso la sala conferenze della Procura della Repubblica di Genova.  


Nell'ambito dell'operazione contro la 'ndrangheta effettuata questa mattina dal Comando provinciale di Imperia e coordinata dalla Dda di Genova sono state perquisite le abitazioni dell'ex sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino e dell'ex sindaco di Bordighera Giovanni Bosio. 


'NDRANGHETA: OPERAZIONE IMPERIESE, COSCA CONDIZIONAVA VOTO  - VENTIMIGLIA (IMPERIA), 2 DIC - L'indagine che ha portato all'emissione di 15 misure cautelari, e' stata battezzata ''La Svolta'' e riguarda gli scioglimenti dei comuni di Ventimiglia e Bordighera per infiltrazioni mafiose. Impegnati oltre 200 carabinieri e un elicottero dell'Arma, atterrato all'alba sulla piazza del Comune a Ventimiglia per portare via documenti. Le misure cautelari sono state emesse nei confronti di capi e gregari dell'organizzazione criminale per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, usura, detenzione di sostanze stupefacenti ed armi. Le indagini sono partite nel marzo del 2010 ed hanno permesso di svelare l'operativita' dell'organizzazione mafiosa, i rituali di affiliazione, il controllo del territorio, i collegamenti con le cosche calabresi dei Piromalli, Alvaro e Pelle. Sono cosi' emerse le capacita' di influenzare le competizioni elettorali a livello locale, i rapporti con la politica, gli interessi economici.


'NDRANGHETA: SEQUESTRI PER 20 MLN IN VARIE REGIONI  - E' in fase conclusiva una vasta operazione contro la 'ndrangheta da parte del Centro Operativo di Torino della Direzione Investigativa Antimafia che, in collaborazione con i Centri Operativi di Milano, Roma e Reggio Calabria, sta eseguendo il sequestro di beni in Piemonte, Lombardia, Lazio e Calabria nei confronti di un'agguerrita cosca della 'ndrangheta da anni operante in Piemonte. Il valore di beni immobili e di societ… sottoposte a sequestro Š di circa 20 milioni di euro.


'NDRANGHETA: SEQUESTRO DI BENI IN PIEMONTE, LOMBARDIA, LAZIO E CALABRIA VASTA OPERAZIONE DELLA DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA  - E' in fase conclusiva una vasta operazione contro la 'ndrangheta da parte del Centro Operativo di Torino della Direzione Investigativa Antimafia che, in collaborazione con i Centri Operativi di Milano, Roma e Reggio Calabria, sta eseguendo il sequestro di beni in Piemonte, Lombardia, Lazio e Calabria nei confronti di una cosca della 'ndrangheta da anni operante in Piemonte. Il valore di beni immobili e di societa' sottoposte a sequestro e' di circa 20 milioni di euro. Ulteriori dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terra' presso il Centro Operativo di Torino, in via Foggia n. 14, alle 11. 


'NDRANGHETA: BLITZ CC TRA IMPERIA E REGGIO CALABRIA, 15 ARRESTI - 
E' in corso una vasta operazione dei carabinieri, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Genova, tra le province di Imperia e Reggio Calabria: nel mirino una struttura operativa della 'ndrangheta attiva nel Ponente ligure, meglio nota come "locale di Ventimiglia". Quindici i capi e i gregari dell'organizzazione colpiti da misure di custodia cautelare per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, usura, detenzione di sostanze stupefacenti ed armi. Altri 13 sono stati indagati in stato di liberta'. Nell'operazione, denominata "La Svolta", sono impiegati 200 carabinieri ed un elicottero. 
Il blitz e' scattato all'alba con gli arresti del presunto boss della "locale" di Ventimiglia, Giuseppe Marciano', del figlio e del nipote, entrambi di nome Vincenzo. Perquisite le abitazioni degli ex sindaci: Gaetano Scullino di Ventimiglia (Pdl) e Giovanni Bosio (Pdl), di Bordighera; i due Comuni sciolti per mafia, rispettivamente nel febbraio del 2012 e nel marzo del 2011. Due arresti anche a Reggio Calabria. L'elicottero dei Carabinieri e' atterrato, all'alba, nel piazzale del Comune di Ventimiglia. Presente una folta schiera di Carabinieri alcuni dei quali si sono recati a casa delle ex sindaco che abita di fronte al Municipio. L'operazione era finalizzata a ricostruire una serie di presunti intrecci tra la malavita organizzata e la politica. I dettagli dell'operazione verranno resi noti in una conferenza stampa, indetta per le 12, presso la Dda di Genova.



 'NDRANGHETA: BENI PER 20 MLN EURO SEQUESTRATI A COSCA IN PIEMONTE  - Operazione della Dia di Torino contro la 'ndrangheta che ha condotto con la collaborazione dei Centri Operativi di Milano, Roma e Reggio Calabria, al sequestro di beni in Piemonte, Lombardia, Lazio e Calabria nei confronti di un'agguerrita cosca da anni operante in Piemonte. Il valore di beni immobili e di societa' sottoposte a sequestro e' di circa 20 milioni di euro. Ulteriori dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza stampa presieduta dal Procuratore Aggiunto Perduca che si terra' presso il Centro Operativo di Torino, alle 11.


'NDRANGHETA: ARRESTI E PERQUISIZIONI NELL'IMPERIESE
Arresti e perquisizioni sono in corso in provincia di Imperia da parte della Direzione investigativa antimafia (Dia), che sta indagando sugli intrecci tra criminalit… organizzata e politica. Nell'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimadia (Dda) di Genova, sarebbero state eseguite 15 misure cautelari. Tra gli arrestati ci sono il presunto capo della cosca di 'ndrangheta Giuseppe Marcian•, il figlio Vincenzo e un nipote. 
Nell'operazione, secondo quanto si apprende, sono state perquisite anche le abitazioni dell'ex sindaco di Ventimiglia, Gaetano Scullino, dell' ex direttore generale dello stesso comune, Marco Prestileo, e dell'ex sindaco di Bordighera, Giovanni Bosio. Le amministrazioni di Ventimiglia e Bordighera sono state sciolte nei mesi scorsi per presunte infiltrazioni mafiose. Secondo le prime informazioni, due arresti sarebbero stati compiuti anche in provincia di Reggio Calabria. Nell'indagine ci sono anche 13 persone indagate.  



Bosio e l'appoggio elettorale dei Pellegrino

Giovanni Bosio, ex sindaco del Comune di Bordighera, la pianti di sparare amenità. Le motivazioni dello scioglimento e commissariamento per condizionamento mafioso del Comune di Bordighera durante le sue amministrazioni, sono solide, fondate e non hanno avuto manco mezza smentita dalla sentenza sul clan Pellegrino emessa dal Tribunale di Sanremo.
 

VENTIMIGLIA, Comune sciolto per condizionamenti mafiosi (ed a Bordighera respinto il ricorso)  

Ce l'abbiamo fatta!!! Era l'agosto del 2010 quando inviammo al Prefetto di Imperia una comunicazione urgente per chiedere l'invio della Commissione di Accesso al Comune di Ventimiglia, per procedere allo scioglimento e commissariamento per condizionamento mafioso [leggi qui] e ci tornarono indietro due querele: quella della Giunta del Comune di Ventimiglia [leggi qui la delibera] e quella di Vincenzo MOIO, che agli atti risulta un affiliato alla 'ndrangheta [leggi qui].
Siamo andati a dirlo ad alta voce a Ventimiglia Alta, facendo nomi e cognomi, come nostra tradizione, anche se gli 'ndranghetisti erano ancora belli liberi e pimpanti. Era il settembre 2010... [vedi qui un breve estratto video]
A seguito di quel nostro dossier la Prefettura avviò l'iter previsto dalla normativa. I Carabinieri ed altri reparti confermarono i nostri rilievi e incrociavano i dati con quanto emergeva dalle attività di indagine sulla 'ndrangheta nel ponente ligure. La Prefettura, con il prefetto Di Menna, rallentava. Denunciammo pubblicamente questi gravi ritardi [leggi qui] e rilanciammo con una dettagliata "mappatura" di mafia e politica nell'estremo ponente ligure [leggi qui].
Ma i ritardi hanno permesso al sindaco Gaetano Scullino di tentare la carta delle dimissioni per sbarrare la strada alla Commissione di Accesso. Attaccammo con forza quella fuga di Scullino, dal blog di Beppe Grillo [vedi qui] e con una conferenza stampa davanti al Comune di Ventimiglia [vedi qui]. Era il giugno 2011.
Scrivemmo al Ministro dell'Interno per chiedere di applicare la normativa con fermezza e procedere allo scioglimento anche davanti alle dimissioni del Sindaco, sulla base delle Relazioni dei reparti investigativi [leggi qui] e Scullino ritirò le dimissioni.
Arrivò la Commissione di Accesso e per quanto possibile abbiamo cercato di fornire alcuni elementi utili nel lavoro di ricostruzione dei fatti e delle responsabilità che la Commissione ha promosso in 4 mesi di lavoro, con la collaborazione dei reparti investigativi.
Abbiamo ricostruito buona parte delle questioni che dimostravano il condizionamento e l'infiltrazione nel Comune di Ventimiglia, attraverso dati e atti ufficiali [vedi qui].
Abbiamo avuto fiducia e pazienza. Ora possiamo tirare un sospiro di sollievo perché lo Stato ha dimostrato di esserci: il 3 febbraio 2012 il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'Interno, ha sciolto il Comune di Ventimiglia per mafia!

In molti ci avevano derisi, dato dei pazzi... altri hanno tentato di diffamarci e delegittimarci in tutti i modi. Noi siamo rimasti pazienti, abbiamo continuato a lavorare e fornire tutto il supporto possibile per far emergere i condizionamenti e l'infiltrazione mafiosa a Ventimiglia (così come in altri Comuni) ed oggi possiamo dire di essere soddisfatti! E speriamo che si comprenda bene che l'infamia per Ventimiglia non è lo scioglimento, che rappresenta la "liberazione" e la possibilità concreta di mettere alla porta la 'ndrangheta. Infamante per la città di confine era un Ente piegato agli interessi delle cosche... era il negazionismo che non faceva altro che rafforzare le cosche e l'omertà che le ha protette.
Ora bisogna andare avanti... e colpire definitivamente, schiacciandoli come vermi, i mafiosi ed i loro sodali. Lo può fare prima di tutto la comunità che può togliergli il saluto ed il consenso sociale, e lo deve fare anche la magistratura, colpendo non solo gli uomini delle cosche, ma anche i politici, gli imprenditori ed i professionisti collusi e complici, ed anche qui servitori infedeli che si sono venduti alle cosche!
Noi abbiamo già scritto tutto, in tanti che oggi ne parlano, non lo avevano forse mai notato e così gli nasce lo stupore davanti allo scioglimento. Sembra che in troppi siano caduti dal pero... anche quelli che oggi cercano di attribuirsi i meriti di aver sollevato la questione "Ventimiglia"... parlano dimostrando di non conoscere i fatti o cercando di strumentalizzare l'accaduto. Ci siamo abituati... è il vivere in una regione "colonizzata" dalla 'ndrangheta, dove esponenti politici (di entrambi gli schieramenti) ed imprese hanno aperto le porte e scelto di collaborare con gli uomini delle cosche... Dove i Comuni condizionati e infiltrati sono ben più dei due comuni di Ventimiglia e Bordighera (che nel frattempo ha visto confermato lo scioglimento più che fondato e motivato - come avevamo ampiamente documentato - con il pronunciamento contrario del TAR del Lazio sul ricorso presentato dall'ex sindaco decaduto Bosio - vedi qui la sentenza).

Ci fermiamo qui, non stiamo a ripetere il tutto su Cooperativa Marvon, appalti, licenze e Ufficio Commercio, Porto e concessioni varie... tutte cose che abbiamo già scritto e che non ha senso ripetere... Andiamo avanti, ci sono altri Comuni che devono essere ripuliti!
Sulla questione VENTIMIGLIA (e non solo), diamo appuntamento per una conferenza stampa pubblica dell'Ufficio di Presidenza, davanti al Comune di Ventimiglia, in Piazza della LIBERTA', domenica 5 febbraio 2012, alle ore 11 [vai all'evento su facebook]
 

Il CLAN PELLEGRINO ed il COMUNE DI BORDIGHERA, tutta la storia

Lunedì 05 Dicembre 2011 14:20 Ufficio di Presidenza
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alcuni degli esponenti del clan PELLEGRINO-BARILAROIl procuratore di Sanremo, Roberto Cavallone, ha tutte le ragioni ad affermare che di strada ve ne è ancora molta da fare in Liguria per poter efficacemente contrastare le organizzazioni mafiose. Ha ragione perché non è possibile che i giudici non siano in grado di capire quando si è davanti ad intimidazioni mafiose e non quindi in presenza di visite di "cortesia"
L'intimidazione mafiosa non sempre è cruenta, a volte è sottile, molto sottile e quasi impercettibile. Diventa chiara se si guarda a "chi" la promuove, ovvero soggetti forti della capacità di concretizzare la minaccia, anche perché gruppo armato e parte integrante ed inscindibile dall'organizzazione mafiosa.

I Giudici del Tribunale di Sanremo hanno guardato alle "visite" dei PELLEGRINO-BARILARO portate ai due assessori di Bordighera, per richiamarli "all'ordine", ovvero ad accontentare i loro desiderato, come a visite di due semplici individui che chiedevano conto "politicamente" del dissenso espresso davanti alla richiesta di apertura della Sala Giochi da parte della consorte del Maurizio PELLEGRINO, figlia del Benito PEPE'.
I Giudici non hanno tenuto conto di chi fossero i due "emissari", ovvero soggetti della 'ndrangheta, come risulta inequivocabilmente da risultanze certe. Ed i Giudici a Sanremo non hanno nemmeno, quindi, valutato che i testimoni, ovvero i due assessori minacciati, in aula non avevano confermato le accuse, per l'evidente e palpabile clima intimidatorio e la conseguente paura che i PELLEGRINO-BARILARO, in quanto cosca della 'ndrangheta, sono in grado di produrre anche quando parte del clan si trova in carcere. Una paura evidente già quando tentennavano nel parlarne informalmente e poi verbalizzando con Carabinieri e Procura.
I Giudici, come già altri giudici (ed altri pm) in Liguria, sono rimasti ciechi, come recentemente aveva ricordato - dopo anni che noi lo ripetiamo - anche il pm Anna Canepa della Direzione Nazionale Antimafia.

Detto questo chi ha scritto e prodotto la cosiddetta informazione sulla conclusione del processo ai PELLEGRINO-BARILARO ha scritto, in parte, l'ennesima "balla" clamorosa che altro non produce che, di fatto, un regalo straordinario ai PELLEGRINO-BARILARO, ovvero alla 'ndrangheta.
I capi di imputazione erano estorsione, minacce, minacce a corpo politico, favoreggiamento della prostituzione. Sono stati condannati per tutti i reati contestati tranne che per le "minacce a corpo politico"
. Non poteva che essere così, quando i giudici non tengono conto dell'intimidazione che ha condotto i testimoni (i due assessori) a negare le minacce ricevute e, soprattutto, quando non considerando che soggetti appartenenti a famiglie di 'ndrangheta non compiono "visite di cortesia" per chiedere conto di uno "sgarbo" (come è, per loro, l'esprimersi contro ai loro interessi), bensì compiono un'azione di richiamo volta ad intimidire il pubblico amministratore, forti dell'essere organizzazione mafiosa armata protetta da vincolo omertoso, per ottenere da questi i favori non richiesti, ma "pretesi" (la concessione per l'apertura della sala giochi).
Detto questo, si è letto e sentito, nei servizi delle testate giornalistiche regionali, che i PELLEGRINO-BARILARO erano stati assolti dall'accusa di associazione mafiosa, e che quindi, in altre parole non era mafiosi, come sosteneva l'accusa. Ma quando mai??? Quel capo di imputazione non vi era nemmeno
(e manco poteva esserci perché una Procura come quella di Sanremo non poteva nemmeno contestarlo, essendo competenza della DDA di Genova tale contestazione). Ed allora perché si è raccontata una "bufala" tanto abnorme quanto "utile" al ridare un immagine "ri-pulita" agli uomini del clan PELLEGRINO-BARILARO? Non è dato saperlo, ma drammaticamente così è stato...
 

Duro colpo ai "locali" 'ndranghetisti in Liguria... Un passo avanti.

Lunedì 27 Giugno 2011 14:19 Ufficio di Presidenza
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Con l'Operazione MAGLIO 3 il ROS colpisce i

RINGRAZIAMO IL ROS PER IL LAVORO PORTATO AVANTI, COORDINANDOSI
CON CALABRIA, LOMBARDIA E PIEMONTE.
COME HA DETTO IL MAG. STORONI: QUESTO E' SOLO L'INIZIO!

Questa mattina il ROS è riuscito a portare a termine parte dell'ampia inchiesta che da anni porta avanti sui "locali" della 'Ndrangheta in Liguria. Dopo gli arresti dell'Operazione "MAGLIO" della DDA di Torino (di cui avevamo già pubblicato l'ordinanza - clicca qui) l'autorità giudiziaria del capoluogo non poteva restare ferma. Lì infatti, in quelle pagine che hanno colpito la rete del sud Piemonte, facente capo al "locale" guidato da Bruno Francesco PRONESTI' - cugino del boss Carmelo GULLACE -, vi erano i loro nomi e cognomi, vi erano le intercettazioni, come quelle delle riunioni, ad esempio a Bordighera.

E così all'alba sono stati arrestati:
- BARILARO Fortunato, nato ad Anoia (RC) il 25.9.1944, residente a Ventimiglia (IM);
- BARILARO Francesco, nato ad Anoia ((RC) il 15.01.1947, residente a Bordighera (IM), detto "Ciccio";- BATTISTA Raffaele, nato a Taurianova (RC) il 27.10.1976) residente a Genova, detto "Raffaelino";
- BRUZZANITI Rocco, nato ad Antonimina (RC) il 9.8.1959, residente in Sant'Olcese (GE), detto "compare Rocco";
- CIRICOSTA Michele, nato ad Anoia (RC) il 29.7.1936, residente a Bordighera (IM), detto "compare Michele";
- CONDIDORIO Arcangelo, nato a Reggio Calabria l'1.8.1942, residente in Genova, alias "Calipso" e/o "Calì";
- GARCEA Onofrio , nato a Pizzo Calabro (VV) il il 18.12.1950, residente a Genova, alias "Mezzalingua"; (già detenuto)
- MULTARI Antonino, nato a Locri (RC) il 9.12.1956, residente a Serra Riccò (GE), detto "compare Nino";
- NUCERA Lorenzo, in Sambatello di Reggio Calabria il 17.6.1960, residente in Genova, detto "Cecè" o "Zi' Lore";
- NUCERA Paolo, nato a Condofuri (RC) il 21.03.1944, residente in Lavagna;
- PEPE' BENITO, nato a Galatro (RC) il 05.08.1936, residente a Bordighera (IM);
- ROMEO Antonio, detto "compare Totò", nato a Roghudi (RC) il 22.7.1939, domiciliato in Sarzana (SP)

Gli altri indagati per 416 bis sono:
-
CALABRESE Domenico, nato a Reggio Calabria il 25.11.1968, residente a Genova, alias "Micunnella" e/o "Nanna";
- FIUMANO' Antonino, nato a Reggio Calabria il 07/04/1978, residente a Genova, detto "Nino";
-
GORIZIA Cosimo, nato a Mammola (RC) il 23.9.1973, residente in Sant'Olcese (GE), detto "Cosimino";
- LUMBACA Rocco, nato a Oppido Mamertina (RC) il 26.2.1954, domiciliato in Genova, detto "compare Rocco";
- MARCIANO' Giuseppe, nato a Delianuova (RC) il 6.8.1933, residente a Vallecrosia (IM), detto "compare Peppino";
- MARCIANO' Vincenzo, nato a San Remo (IM) il 31.12.1977, residente a Vallecrosia (IM);
- MOIO Vincenzo, nato a Taurianova (RC) il 1° gennaio 1959, residente a Camporosso (IM), detto "Enzo";
- VIOLI Domenico, nato a Santa Cristina d'Aspromonte (RC) il 4.1.1950, residente in Genova, alias "Lattoniere".

Il capo di imputazione è chiaro:
Del reato di cui all' art. 416 bis commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6 c.p., per aver fatto parte, con altre persone tra cui GANGEMI Domenico, BELCASTRO Domenico (separatamente giudicati nell'ambito del proc. pen. n. 1389/2008 R.G.N.R. DDA della Procura della Repubblica di Reggio Calabria) ed altre persone (alcune delle quali allo stato non ancora identificate) dell'associazione mafiosa denominata 'ndrangheta, operante da anni sul territorio della Regione Liguria, collegata con le strutture organizzative della medesima compagine insediate in Calabria e costituita in articolazioni territoriali denominate "locali" di Genova, Lavagna, Ventimiglia e Sarzana, locali coordinati da un organo denominato "camera di controllo della Liguria"

E si legge nell'Ordinanza...
 

I PELLEGRINO in mutande! Sequestrati oltre 9 milioni di beni dalla DIA

Giovedì 26 Maggio 2011 16:06 Ufficio di Presidenza
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I PELLEGRINO in mutande! Sequestrati oltre 9 milioni di beni dalla DIA

Se l'aggressione dei beni dei mafiosi è la strada maestra per annientare le cosche, l'aggressione dei beni degli imprenditori mafiosi è ancora di più: è un colpo assestato alla capacità delle cosche di condizionare l'economia, gli appalti e le Pubbliche Amministrazioni. Ed allora non possiamo che essere soddisfatti che i PELLEGRINO siano rimasti in mutande!

La DIA di Genova, con l'Arma dei Carabinieri, questa mattina, ha infatti eseguito perquisizioni e sequestri nelle proprietà dei fratelli PELLEGRINO, in quell'imperiese che i signorotti Michele, Giovanni, Maurizio e Roberto PELLEGRINO (con i cumpari BARILARO, VALENTE E DE MARTE) pensavano fosse terra loro.

Con l'Operazione odierna la DIA ha applicato la misura di sequestro preventivo dei beni dei PELLEGRINO - richiesto dal Centro Operativo di Genova della stessa DIA e disposto dal Tribunale di Imperia - che ammontano ad un valore di oltre 9 milioni di euro che, a seguito del contraddittorio tra le parti, davanti al Giudice della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Imperia, andranno a confisca. Nell'ambito dello stesso procedimento, che ha colpito gli esponenti della cosca dei SANTAITI-GIOFFE', agli stessi, ovvero Michele, Giovanni, Maurizio e Roberto PELLEGRINO, sono state anche applicate le misure della sorveglianza speciale di P.S. (con obbligo di dimora) per i prossimi 5 anni...
 

A Bordighera servirebbe decenza ed all'imperiese serve un Prefetto, non un "non vedo, non sento, non

Venerdì 20 Maggio 2011 16:02 Ufficio di Presidenza
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Bosio & clan Pellegrino
Giovanni Bosio compie un ulteriore atto di sfregio alla città di Bordighera. Con il suo ricorso al Tar per far annullare lo scioglimento per infiltrazioni e condizionamento mafioso dell'Amministrazione comunale, testimonia un disperato tentativo di negare le evidenze. Quando a Bordighera servirebbe decenza da parte della politica, arriva questa ennesima scelta che rappresenta un palese insulto alle Istituzioni. Non è bastato a Bosio ed alla sua ciurma che il provvedimento sia giunto con grave ritardo (grazie al Prefetto Di Menna) permettendo così a quell'amministrazione condizionata dalla 'ndrangheta di procedere con l'adozione di nuovi provvedimenti, sino al mega ampliamento del Porto. No, insiste... e questo ci pare davvero troppo.... troppo umiliante per quella comunità di Bordighera che, come avevamo scritto, ha urgente bisogno di una rinascita.

Nel frattempo, quanto avevamo detto sul Prefetto Di Menna, trova conferma ad ogni carta ufficiale che emerge: costui non ha fatto il suo dovere! Che le ragioni siano nell'incapacità di leggere il fenomeno (e le carte di rapporti e relazioni dei reparti investigativi e della Commissione di Accesso), nella reticenza ad affrontare un fenomeno che spaventa o nel piegarsi alle pressioni del blocco di potere (tra legale e illegale) dominante nell'imperiese, bisognerà capirlo... Ma quel che è evidente è che Di Menna non possa restare un giorno di più in quella Prefettura e che a quell'Ufficio deve essere nominato un Prefetto esperto e determinato...
 

'Ndrangheta, politica e territorio, una fotografia del contesto di Ponente

Giovedì 31 Marzo 2011 12:45 Ufficio di Presidenza
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'Ndrangheta, politica e territorio, una fotografia del contesto di Ponente
L'imperiese è una zona cruciale e la mappatura è chiara da tempo... solo la politica, nella sua grande parte, il Prefetto Di Menna (a proposito quando viene trasferito?) ed il vice-re Claudio Scajola si ostinano a negare l'evidenza. Come Casa della Legalità abbiamo parlato a lungo di questo territorio. Abbiamo presentato esposti, segnalazioni e istanze dettagliate... abbiamo affrontato la questione pubblicamente ed ora ci torniamo con questa nuova lunga "tappa"...
 

Da Bordighera a Ventimiglia ed oltre...

Martedì 15 Marzo 2011 23:26 Ufficio di Presidenza
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Comune di Bordighera sciolto per mafiaAvevamo già scritto ampiamente su questi due Comuni, così come su altri, dell'imperiese come Vallecrosia e Castellaro. Ora su Bordighera è arrivato quello che chiedevamo (e sapevamo) da tempo: lo scioglimento del Consiglio Comunale e della Giunta Bosio per i condizionamenti della 'ndrangheta. I fatti erano chiari: vi era una inequivocabile azione di condizionamento mafioso sulla parte elettiva e su quella burocratica del Comune di Bordighera...
 

BORDIGHERA, come dicevamo: SCIOLTO IL COMUNE PER MAFIA

Giovedì 10 Marzo 2011 11:45 Ufficio di Presidenza
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Il sindaco di Bordighera alla fiaccolata di Libera contro le mafie
Alla fine anche Maroni ed il Governo hanno dovuto procedere. Il condizionamento della 'ndrangheta sul Comune di Bordighera era plateale, accertato... potevano tentare di ritardare (e lo hanno fatto)... potevano tentare di negare l'impossibile (e lo hanno fatto), ma alla fine le carte, come avevamo anticipato da tempo, oltre ai fatti conclamati, non potevano che portare alla decisione di SCIOGLIERE IL COMUNE DI BORDIGHERA per infiltrazioni mafiose. E' una vittoria, parziale, importante! Ma appunto parziale perché ci sono altri COMUNI dell'imperiese, del savonese e del genovese (per restare in Liguria, altrimenti se guardassimo, ad esempio, alla Lombardia la lista - che abbiamo già fatto  - sarebbe ancora più lunga) dove condizionamenti, quando non addirittura infiltrazioni all'interno degli organi elettivi e più in generale nella "macchina comunale" sono pesanti e conclamati. Ma questa vittoria dimostra che ce la si può fare... se si fanno emergere i fatti e se si permette ai reparti investigativi di lavorare a 360 gradi, come ha fatto la Procura di Sanremo.
Riteniamo doveroso, oltre al ringraziare i reparti investigativi, la Procura di Sanremo e la Commissione di Accesso, segnare che ruolo fondamentale in questa vicenda è stato svolto dai media che non hanno taciuto, bensì dato ampio risalto ai fatti. Come diciamo da tempo il problema esiste, bisogna però affrontarlo, ponendo la massima attenzione, perché solo così si possono colpire le organizzazioni mafiose, le loro contiguità, connivenze e complicità con il mondo politico ed economico. La strada scelta per decenni al nord ed in Liguria, del silenzio e del negazionismo, è stata lo scenario prediletto delle mafie per rafforzarzi. Su Bordighera si è dato prova che le cose possono andare diversamente se non si nasconde la testa sotto la sabbia!

RILEGGI LO SPECIALE CON TUTTI GLI ARTICOLI SU BORDIGHERA E L'IMPERIESE
RIGUARDA LA PUNTATA DI SKY TG24 SULLA 'NDRANGHETA IN LIGURIA
 

'Ndrangheta, ultima fermata a Nord - Liguria - Sky Tg24

Sabato 05 Marzo 2011 23:43 Ufficio di Presidenza
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5 e 12 marzo 2011 - Su Sky Tg24 è andata in onda lo speciale "'Ndrangheta, ultima fermata a Nord" riguardante la Liguria (la prima parte) ed Emilia-Romagna e Piemonte (la seconda parte)... terre che qualcuno si ostina ancora a credere esenti dal problema mafia. Per chi non avesse visto le puntate eccole qui con i video integrali:

Nell'imperiese (e non solo) l'omerta' ligure si dimostra peggio che al sud

Giovedì 24 Febbraio 2011 01:00 Ufficio di Presidenza
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Nell'imperiese (e non solo) l'omerta' ligure si dimostra peggio che al sud
Mentre si è ancora in attesa che il Ministro Maroni proceda a far adottare dal Governo il Decreto di scioglimento per infiltrazione mafiosa del Comune di Bordighera... e che si proceda su quello di Ventimiglia (dove siede in consiglio un affiliato alla 'ndrangheta), il Prefetto Di Menna si è inabissato, gli amministratori pubblici (nei secoli fedeli... a Claudio Scajola) continuano a negare il radicamento della organizzazioni mafiose e soprattutto quello della 'ndrangheta... e gli industriali si dedicano all'arte dello struzzo...
 

Sempre piu' sconcertante la situazione dell'imperiese

Sabato 29 Gennaio 2011 18:21 Ufficio di Presidenza
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Commissariate il Pd di Imperia prima che sia troppo tardi![dopo il lancio del nostro comunicato stampa è iniziata la grande virata di Faraldi, in coda la news con una vignetta da AlzaLaTesta]
Il Prefetto non opera come dovrebbe, il centrodestra non molla, Maroni fa finta di nulla ed il PD imperiese corre in soccorso...
Chiediamo: immediato scioglimento dei Comuni di Bordighera e Ventimiglia; ispezione in Prefettura, Commissariamento del PD imperiese!
Le evoluzioni a cui si assiste nella provincia di Imperia sono sempre più involuzioni sconcertanti e preoccupanti
. Il problema della "colonizzazione" mafiosa che condiziona e infiltra le pubbliche amministrazioni (e che non riguarda solo l'imperiese ma anche gli ambiti territoriali di Genova e Savona) deve essere affrontato con serietà e risolutezza, senza possibilità di mediazione o tatticismi dalla politica...
 

Continui sviluppi nella riviera delle cosche... (tra Vallecrosia e Sanremese)

Lunedì 24 Gennaio 2011 23:21 Ufficio di Presidenza
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Il Domenico CRUDO, da Taurianova a Vallecrosia con il fucile nell'armadiettoI Carabinieri nell'imperiese stanno portando avanti un lavoro straordinario. Da quando il colonnello Franco Cancelli ha lasciato il Comando di Imperia si è assistito ad un cambio di passo significativo che ha suggellato un efficace intesa con la Procura di Sanremo retta dal Procuratore Roberto Cavallone.

Così dopo le operazioni contro i Pellegrino-Barilaro, gli arresti di killer salita dalla Calabria o di quelli con attività tra Ventimiglia e Vallecrosia... dopo i sequestri d'armi e munizioni, l'azione di contrasto non si ferma.

Oggi è stato finalmente le attenzioni si sono concentrate su un nucleo familiare "pesante" con base nel Comune di Vallecrosia. E' infatti stato arrestato Domenico CRUDO, 78 anni, pluri condannato e che infatti stava scontando una pensa ai domiciliari. In casa, nell'armadio aveva un ben oliato fucile, carico e pronto a fare fuoco. Naturalmente l'originario di Taurianova lo deteneva clandestinamente e quell'arma, sovietica, non era mai stata registrata in Italia...
 

Imperiese. I Macri' pronti ad uccidere a scopo "dimostrativo"

Martedì 11 Gennaio 2011 01:00 Ufficio di Presidenza
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Michele ed Alessandro MACRI' con la pistola sequestrata [foto Riviera24]
La 'Ndrangheta non regge il contrasto della Procura di Sanremo e l'attenzione posta sui suoi affari. Dopo l'arresto a Bordighera dei killer saliti dalla Calabria (Salvatore e Francesco Cadilli Rispi insieme a Giuseppe e Francesco Fazzari), oggi due nuovi arresti nel piccolo comune di Vallecrosia, per sventare attentati a diversi "obiettivi" (tra cui soggetti "istituzionali") che dovevano essere uccisi a scopo "dimostrativo".
Gli arrestati sono Michele ed Alessandro MACRI' (padre e figlio, il primo nato a Cinquefrondi RC ed il secondo a Bordighera IM). I due soggetti, gestori a Ventimiglia del bar de "Il Mercatone", sono stati trovati in possesso di una pistola 6,35 di fabbricazione francese con matricola abrasa (detenuta illegalmente).
A far scattare gli arresti i contenuti delle intercettazioni ambientali nelle quali i Carabinieri di Imperia hanno ascoltato i piani del gruppo di fuoco 'ndranghetista che, come detto, erano volti a colpire per uccidere più persone.
E' da tempo che denunciamo il passaggio dal "silenzio" delle organizzazioni mafiose all'azione violenta... Evoluzione che significa non solo la volontà da parte delle cosche del territorio ma anche che vi è il "consenso" all'azione violenta da parte delle cosche della "terra madre".
I due nuovi arresti di oggi dimostrano che però i mafiosi possono essere fermati prima di passare dai piani ai fatti... perché, come diciamo da tempo, quando i reparti investigati e le Procure (come in questo caso quella di Sanremo) sono determinati a colpire e sradicare le cosche, i mafiosi non hanno scampo.
Occorre ora che si comprenda, a partire dalla collettività, che occorre denunciare ed isolare i mafiosi senza cedere all'omertà. Devono capirlo i semplici cittadini, così come i politici, gli amministratori pubblici ed imprenditori... Non si deve cedere alle intimidazioni ma si deve contrastare fattivamente le organizzazioni mafiose e le complicità e contiguità che le avvolgono e proteggono!
 

Mafia di ponente, tra pallettoni e roghi, cantieri e killer

Mercoledì 22 Dicembre 2010 01:00 Ufficio di Presidenza
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imperia mappaEcco una breve rassegna per ricapitolare il tutto (che nei prossimi giorni approfondiremo):

- A Bordighera la Commissione di Accesso, affiancata da Dia, Gico e Ros, ha concluso il suo lavoro sul Comune e quanto già emerso durante il suo lavoro non fa ben sperare per l'Amministrazione del Sindaco Bosio. Ora la Relazione è sul tavolo del Prefetto di Imperia e forse del Ministro dell'Interno.

- A Castellaro e nelle altre cave e discariche dell'imperiese, come Pieve di Teco, qualche controllo si è iniziato ad avere ed i primi risultati paiono arrivare. A Pieve di Teco infatti è scattato un bel sequestro di una discarica abusiva che porta alla luce i traffici (si parla di 280 tonnellate di rifiuti, per un giro di denaro ben superiore al milione di euro) che ruotano attorno a società, una cooperativa sociale e la Onlus "Galileo" dell'ex sindaco di Chiusavecchia, Luigi Gandolfo.

- A Imperia continua l'inchiesta sul Porto voluto da Scajola e Caltagirone Bellavista (con l'allora "furbetto" dell'Antonveneta, Fiorani) e la "concessione" traballa. Ed intanto le carte al vaglio della Procura di Imperia sono sempre più pesanti anche perché è spuntato un atto notarile in cui il Presidente della Porto di Imperia Spa, ovvero il rappresentante del Comune, senza alcun mandato del Comune, ha ceduto la concessione alla società Acquamare del Caltagirone

- A Sanremo l'imprenditore dei distributori automatici di Caffè, il boss Giovanni Ingrasciotta, tanto amico del boss Matteo Messina Denaro, finisce formalmente sotto inchiesta e l'appalto Asl (una "bazzecola" di business da 6 milioni di euro) viene annullato. Che la "concorrenza" della Coffee Time dell'Ingrasciotta, cioè la Dds avesse visto andare a fuoco sette camion, un camioncino e due container, non era questione di autocombustione e che la nuova guida della Procura di Sanremo se ne sia accorta non è male

- Nei cantieri Ferrovial per lo spostamento della linea ferroviaria tra San Bartolomeo al Mare e Andora, dopo i sopralluoghi di Dia e Procura di Savona, scatta il sequestro per le famose forniture di cemento depotenziato. Così come nei cantieri dell'Aurelia Bis si fa sempre più intenso il controllo di Dia e Carabinieri, anche perché il materiale da scavo non si sa bene dove finisca.

- Al Comune di Ventimiglia sono arrivati i Carabinieri mandati dalla DDA per acquisire pratiche, documenti di appalti, concessioni e pure per l'assunzione del figliolo del boss Fortunato Barilaro, ovvero Giuseppe (prima all'ufficio personale, poi all'ufficio licenze). Il Sindaco Scullino dice che va tutto bene, il Direttore Generale (nonché commercialista e socio del Sindaco) Prestileo dice anche lui che va tutto bene... contenti loro!

- Al Porto di Ventimiglia i controlli si fanno serrati. Le traversine del Porto erano proprio quelle delle ferrovie (e che sono rifiuti speciali)... e sui movimenti terra e conferimenti e spuntano "scherzosi" colpi di lupara (otto) alla macchina dell'imprenditore Pier Giorgio Parodi. A spararli (e finire in cella) un ex collaboratore del Parodi, ovvero il geometra Ettore Castellana, e Annunziato Roldi. Chiedevano solo che nel cantiere del Porto di Ventimiglia si facessero lavorare anche alcuni "amici" oltre ai Pellegrino. Il Parodi disse che per il lavoro era tutto pieno ma lui avrebbe pagato ugualmente gli "amici" come se il lavoro lo facessero... poi non ha denunciato nulla ed ha proceduto nel far sistemare in fretta la macchina crivellata, facendosi poi anche strenuo difensore dei due, affermando che i magistrati si sbagliano, perché l'agguato ed i colpi di lupara erano solo uno scherzo.

- Sempre sul Porto di Ventimiglia ed i rapporti di lavoro (che continuano no-stop) con la società dei fratelli Pellegrino, la figlia del Pier Giorgio Parodi, ovvero la Beatrice Parodi vedova Cozzi, quasi in Caltagirone, compie acrobazie olimpioniche per negare l'evidenza.

- Miche Damiano, nipotino del boss "quaraquaqua" Giovanni Tagliamento (in ritirata a Mentone), è l'indiziato per l'omicidio di Vincenzo Campana, loanese, ucciso, mutilato e carbonizzato in tubo.

- A Bordighera vengono arrestati (dalla Procura di Sanremo) 4 killer della 'ndrangheta saliti (come d'abitudine) dalla Calabria. Sono due coppie di fratelli di Taurianova, Salvatore e Francesco Cadilli Rispi insieme a Giuseppe e Francesco Fazzari. Saliti per uccidere, con l'arma pronta a colpire, sono stati fortunatamente anticipati dall'arresto.

- Alcuni giorni fa a Sanremo due uomini giunti da Cosenza finiscono uno morto sparato e l'altro in galera per l'esecuzione in pieno giorno, in un negozio di frutta e verdura. Il morto ammazzato è Giovanni Isolani, 21enne, chi gli ha sparato è il 25enne Niki Trazza.

- Poi a Ventimiglia torna alla luce la questione del Cantiere di Latte, ovvero delle costruzione "Vista Mare" dietro alle quali c'è l'affiliato alla 'ndrangheta Vincenzo Moio... un cantiere da vedere per capire... e nei prossimi giorni ve lo faremo vedere.

- Intanto i roghi continuano su tutta la "linea" (ed arrivano anche lungo i cantieri della linea ferroviaria "pontremolese" tra La Spezia e Parma)... proprio ieri notte un nuovo locale è andato a fuoco un negozio di alimentari a Ventimiglia, tipo esempio di autocombustione: infranti i vetri e lancio di tre/quattro molotov.

Questa è la fotografia, molto sintetica, della "serena" riviera dei Fiori... ponente ligure...
 

Qualche risposta a Sindaci "gnorri" ed altri che: non vedono, non sentono e non parlano

Martedì 28 Settembre 2010 19:51 Ufficio di Presidenza
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C'è chi vuol fare lo gnorri...Adesso, reso pubblico da parte nostra l'ultimo grande tassello (quello sui FOTIA) che mancava per dare a tutti la possibilità di comprendere la situazione, ed emerso che la Prefettura di Imperia ha già avviato l'iter per il nostro articolato esposto, possiamo rispondere ai Sindaci che del fare gli gnorri hanno fatto un'arte... e rispondere anche a quanti si stanno, con loro, esibendo nel proporre scenari improponibili di "cospirazione" o di "generalizzazioni", nell'estremo tentativo di sostenere che "tutto va bene"...

Partiamo dal sindaco di CASTELLARO... ovvero dal signor CATITTI Alessandro, che afferma (rispondendo alla Casa della Legalità, ma guardandosi bene dall'inviarci la sua cosiddetta "risposta") di essere risentito che la notizia ed il contenuto della nostra richiesta di Commissione di Accesso presso il suo Comune, non sia stata resa nota a lui! Straordinario: se uno chiede una Commissione di Accesso perché vi sono elementi da approfondire sull'infiltrazione mafiosa in un Comune, prima di chiederlo formalmente al Prefetto, deve - secondo il Catitti, inviare con anticipo il dettaglio al Sindaco del Comune interessato...
 

Questo Ponente... tra latitanti, infedeli, "brave persone" e colpi bassi

Martedì 28 Settembre 2010 01:00 Ufficio di Presidenza
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L'imperiese vuole sconfiggere le mafie?[in coda gli articoli de Il Secolo XIX]
Giovanni TAGLIAMENTO è sempre là, in Costa Azzurra, con i suoi affari sporchi. Qualche mese fa faceva il galletto ma in realtà è solo un quaraquaqua che non ha il coraggio di mettere piede in Italia perché stavolta altro che soggiorno obbligato ad Ospedaletti, finisce direttamente al fresco!
Onofrio GARCEA potrebbe tranquillamente essere passato da lì prima della grande fuga, visto che con i cumpari di Cosa Nostra, avevano interessi commercial-immobiliari oltre confine che vedevano anche il galoppino ABBISSO seguire l'andamento dei lavori.
E lì, oltre confine, ad Vallauris vi era anche Roberto CIMA, boss della 'ndrangheta legato ai PALAMARA e del "locale" di Ventimiglia. Tra i 100 latitanti più pericolosi è stato catturato il 26 settembre mentre portava fuori il cane i ROS di Genova con la collaborazione della Gendarmeria francese...
 

A Bordighera istituita la Commissione di Accesso, attendiamo le altre!

Domenica 08 Agosto 2010 01:00 Ufficio di Presidenza
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politica e 'ndrangheta a Bordighera
[nell'ordine da sinistra: di spalle uno dei Pellegrino, Chicco Iacobucci (pdl), Giovanni Tagliasco (assessore pdl), Giovanni Bosio (sindaco) Giulio Viale (ex assessore Lega) ed un altro dei fratelli Peleggrino]

Nonostante la "parata" del sindaco Giovanni Bosio alla fiaccolata "accendiamo la legalità" a Sanremo, dove "Libera" si è spinta sino a far fare anche un intervento contro le mafie al Bosio, il Prefetto di Imperia, alla fine, ha costituito la Commissione di Accesso che ha già iniziato il suo lavoro presso gli uffici del Comune di Bordighera...
 

La Casa della Legalita non sara' alla fiaccolata di Sanremo: non facciamo i paravento

Sabato 10 Luglio 2010 01:00 Le Case della Legalità della Liguria
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IL COMUNICATO STAMPA DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA E DELLE SEZIONI PROVINCIALI DI GENOVA, SAVONA, IMPERIA E LA SPEZIA (che nessuno ha osato pubblicare)
La Casa della Legalità - Onlus (www.casadellalegalita.org) da anni denuncia nel dettaglio le infiltrazioni mafiose in Liguria, attraverso inchieste pubbliche e collaborando con i reparti investigativi dello Stato, dando fattivo contributo a molteplici operazioni antimafia e di tutela del territorio. Con questo lavoro quotidiano si sono evidenziate pesanti connivenze, contiguita ed in alcuni casi pesanti complicità, di pezzi della politica, del mondo economico, finanziario e delle pubbliche amministrazioni, con esponenti appartenenti o legati a cosche di 'Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorre...
 

Bordighera va sciolto per infiltrazione mafiose, e non e' il solo Comune ligure

Giovedì 01 Luglio 2010 20:48 Ufficio di Presidenza
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Giovanni Bosio, alla richiesta di sciogliere il suo Comune per infiltrazione mafiose dice che è normaleLo abbiamo detto in tutte i modi possibili: le mafie entrano se qualcuno gli apre le porte. Le licenze, così come appalti, incarichi e concessioni i mafiosi li prendono se qualcuno è disposto a darglieli, così come le protezioni per attività illecite ben note ma che non si volevano contestare e fermare. E questi qualcuno che le porte le aprono e che garantiscono protezioni e sostegni devono necessariamente essere amministratori pubblici e funzionari pubblici.
A Bordighera, come abbiamo ampiamente scritto è successo questo ed è avvenuto in un modo talmente eclatante che non si poteva più tergiversare. In questa direzione abbiamo spinto, anche con la conferenza stampa ed il volantino distribuito a Sanremo sabato 26 giugno: bisogna colpire il braccio dei clan ma anche chi li aiuta, chi fa gli affari, così come chi li copre, anche quindi coloro che prendono i voti rastrellati dalle cosche mafiose e poi pagano il dazio piegando la gestione della cosa pubblica ai desiderato dei mafiosi.
Adesso è ufficiale: i Carabinieri hanno inviato una richiesta ufficiale al Prefetto di Imperia perchè proceda nell'iter per lo scioglimento del Consiglio Comunale di Bordighera in provincia di Imperia...
 

La riviera delle cosche, perche' qualcuno gli ha aperto la porta

Lunedì 28 Giugno 2010 18:19 Ufficio di Presidenza
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In Liguria e nelle sue riviere le mafie han trovato una porta aperta
DALLA CONFERENZA STAMPA PUBBLICA DI SABATO 26.06.2010
IN PIAZZA BRESCA A SANREMO
Le mafie per riciclare e gestire i propri traffici hanno saputo ramificarsi su tutto il territorio nazionale ed a livello internazionale. La Liguria da decenni ha visto l'infiltrazione, ormai sta vivendo una realtà in cui le mafie si sono radicate nei territori, entrando e condizionando l'economia locale così come anche il voto e quindi alcune scelte delle pubbliche amministrazioni. Hanno saputo radicarsi sfruttando la mimetizzazione in quei luoghi dove era consistente la presenza della comunità delle loro terre di origine, ma anche offrendo "risposta" alle richieste di "mercato". Chi compra droga alimenta le mafie; chi compra la merce contraffatta alimenta le mafie; chi gioca d'azzardo alimenta le mafie; chi compra sesso a pagamento da persone sfruttate alimenta le mafie... così come le pubbliche amministrazioni e le imprese che richiedono lavori a basso costo, con lavoratori in nero gestiti dai "caporali", alimentano le mafie; le pubbliche amministrazioni e le imprese che per risparmiare usano le forniture depotenziate e scadenti gestite dalle cosche, alimentano le mafie; le pubbliche amministrazioni e le imprese che per smaltire rifiuti tossici o effettuare finte bonifiche si serve dei "servizi" delle società dei clan, alimentano le mafie. Ecco alcuni esempi di come si è aperta la porta delle riviere e dell'intera Liguria alle organizzazioni mafiose...
 

Sul doppio "volto" da colpire delle mafie, conferenza stampa pubblica in piazza a Sanremo

Mercoledì 23 Giugno 2010 01:17 Ufficio di Presidenza
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A Sanremo, per indicare i due volti delle mafie...SABATO 26 GIUGNO 2010, ore 15:30, in Piazza Bresca a Sanremo, l'Ufficio di Presidenza terrà una conferenza stampa pubblica ed un volantinaggio per indicare i due "volti" della mafia, quello eclatante e violento e quello mimetizzato e protetto degli affari.
Per sconfiggere le mafie bisogna prima di tutto indicare i nomi, le società... ma anche i "colletti bianchi" e le pubbliche amministrazioni e imprese che si sono mostrati inclini alla convivenza ed alla contiguità, quando non complici.
Infatti colpire il "braccio", come il clan dei PELLEGRINO, è utile, ma occorre non mollare la presa e colpire i vertici e le complicità, a partire dal "fulcro" ben protetto da coperture indicibili che ha base nel savonese, sino dentro a quelle strutture "coperte" come la massoneria. Occorre far emergere dal buco nero le gestioni non trasparenti della cosa pubblica gestita attraverso società pubbliche così come politici e funzionari che hanno garantito (e garantiscono) appalti, concessioni, autorizzazioni, licenze a uomini di mafia e loro prestanome. Occorre ripulire radicalmente ad esempio quel Casinò crocevia di interessi illeciti tra esponenti politici legati alla Leonardo Da Vinci ed esponenti mafiosi.... Ma nel dettaglio ciò che c'è da dire lo diremo sabato 26 giugno, a Sanremo, in quella Piazza dove vi è stato l'ultimo incendio ad un locale, per testimoniare la piena solidarietà agli esercenti vittime degli attentati e delle intimidazioni e perché, si sappia, che le mafie si possono sconfiggere, prima ancora che per via giudiziaria, per via sociale, puntando sulle loro attività, sui loro uomini e sui loro amici e complici, le attenzioni, facendogli sentire il disprezzo sociale, denunciandoli e rompendo l'omertà... perché così facendo si dissolve la loro capacità di intimidazione.
E visto che il signorino Giovanni TAGLIAMENTO ha recentemente dichiato che lui vuol parlare, che lui conosce tutta la riviera e che lui non ha paura, gli rivolgiamo un invito speciale perché venga a parlare... o forse ha troppa paura e preferisce continuare a nascondersi oltre confine come un qualunque quaraquaqua? (e comunque sappia che prima o poi lo si piglia, come già si è fatto con il suo patrimonio, grazie al lavoro della DIA).
 

Mafia in Liguria, la risposta ipocrita dei politici, gli danno gli appalti e poi fanno la fiaccolata

Lunedì 21 Giugno 2010 15:27 Ufficio di Presidenza
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Le Pare proprio che non la vogliano capire, o meglio sanno ma fanno finta di nulla e si inventano una "Fiaccolata per la Legalità". Questi sono i politici in Liguria e questa è l'antimafia da corteo, cioè l'ipocrisia totale: prima gli danno quello che vogliono e poi fanno le parate contro.
Alcuni giorni fa abbiamo scritto un analisi attenta della situazione ligure, basata su fatti noti da anni. E' un esposizione ancorata alle risultanze delle inchieste e delle attività investigativa, non su opinioni o suggestioni. E' stata pubblicata dal sito de Il Secolo XIX leggibile a tutti. Ma i partiti, i politici hanno fatto finta nulla e sulla situazione del Ponente ligure hanno partorito un topolino... un topolino già morto: una "fiaccolata" da fare tutti insieme appassionatamente per dirci che si fa lotta alla mafia. Sono ridicoli, anzi vergognosi... e con questa ipocrisia sono anche pericolosi.
Ed ecco perché, schematicamente, con qualche esempio...
 

A Bordighera almeno due mentono (e cosi' coprono il clan)

Martedì 15 Giugno 2010 17:02 Ufficio di Presidenza
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Al Comune di Bordighera c'è chi denuncia, ma anche chi menteChe l'assessore Rocco FONTI mentisse lo hanno scritto i magistrati a seguito degli accertamenti sulle dichiarazioni dei suoi colleghi, delle sue e di altri. I riscontri lo hanno smentito. E non lo hanno smentito su una bazzecola, ma sulla questione relativa alla richiesta di licenza per un'attività di slot machine perseguita dal clan dei PELLEGRINO, con connesse minacce agli assessori che in riunione di Giunta si erano espressi contrariamente alla concessione. Non solo: fu proprio il FONTI, assessore, che accompagnò i PELLEGRINO presso l'Ufficio comunale dove presentare la richiesta e sempre lui, il FONTI chiamò l'Ufficio per la stessa questione. Ma adesso si aggiunge anche il Sindaco, mentre, invece, a Ventimiglia, si tace, silenzio di tomba...
 

Il "gruppo PELLEGRINO", ecco l'Ordinanza di arresto

Martedì 15 Giugno 2010 02:19 Ufficio di Presidenza
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Giovanni PellegrinoLeggendo l'Ordinanza del Gip di Sanremo a carico degli esponenti della famiglia PELLEGRINO si comprende che si è davvero all'inizio dell'offensiva giudiziaria contro gli 'ndranghetisti - rileggi quanto abbiamo pubblicato ieri -. Un'azione che dovrebbe muoversi passo dopo passo e che impedirà a lor signori di approfittare di un unica complessiva imputazione.
Intanto possiamo affermare, carte alla mano, che oltre ai PELLEGRINO Giovanni, Maurizio e Roberto, BARILARO Francesco, VALENTI Francesco, VALENTI Teodoro e Domenico e DE MARTE Rocco, sottoposti a misura di custodia cautelare in carcere, sono anche indagati per questo procedimento: BELLICINI Renato, DI TANO Giovanni, STALTARI Paolo, BANDIERA Attilio e OLTEAN Maria.
Scorrendo gli elementi probatori e le intercettazioni contenute nell'Ordinanza possiamo conoscere i fatti di cui i protagonisti, gli arresti e gli altri indagati, sono responsabili, scoperchiando le pressioni intimidatorie e le minacce portate ad alcuni Amministratori pubblici (ed anche chi invece assecondava il "gruppo PELLEGRINO"), la propensione all'aggressione violenta anche nei confronti delle Forze dell'Ordine oltre che verso le loro vittime, sino alla gestione diretta "di fatto" dello sfruttamento della prostituzione dei noti "imprenditori" tanto amati nel Ponente (da società pubbliche, Comuni e grandi imprese private)... Si può comprendere la pericolosità sociale dei PELLEGRINO e sodali, a partire da quell'esponente apicale che è Fortunato BARILARO (anche se non soggetto a misura restrittiva), sino ai rapporti con il signore della "Coffee Time", ovvero l'INGRASCIOTTA Giovanni legato al super latitante Matteo MESSINA DENARO, ed a contatti con il boss camorrista latitante Giovanni TAGLIAMENTO.
Pubblichiamo praticamente tutto il testo trascritto dell'Ordinanza, tralasciando solo alcune pagine, perché è dalla conoscenza dei fatti che è possibile capire che si possono combattere e colpire questi signori, ma anche e soprattutto è dalla conoscenza dei fatti, delle dinamiche e del contesto che l'Ordinanza ci permette di "vedere" che è possibile capire che i mafiosi li si può denunciare e colpire, senza cedere alle loro intimidazioni ed alle regole dell'omertà.
Quindi a voi la lettura...
 

I Pellegrino & C... e gli affari della 'ndrangheta, non solo nell'imperiese

Lunedì 14 Giugno 2010 19:24 Ufficio di Presidenza
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'ndrangheta colpita nell'imperieseI primi particolari emersi in merito all'Operazione antimafia di ieri nell'imperiese confermano che i reati contestati sono tipici reati di stampo mafioso: dalle estorsioni alle minacce arrivando anche sfruttamento della prostituzione.
Nella notte tra il 12 e 13 giugno, coordinati dalla Procura di Sanremo, sono entrati in azione un centinaio di agenti dell'Arma dei Carabinieri con l'ausilio anche di due elicotteri e di unità della Guardia di Finanza, in uno scenario che non era quello della Locride o di Palmi, bensì quello tra Sanremo, Ventimiglia e Bordighera.
Gli 'ndranghetisti qui sono "imprenditori", ben inseriti negli appalti pubblici, con licenze ed affari di primo piano. Sono i tre fratelli PELLEGRINO, ovvero Roberto, Maurizio e Giovanni; due fratelli VALENTE, Teodoro e Domenico; Francesco VALENTI; Rocco DE MARTE e Francesco BARILARO...
 

Quando si vuole la 'ndrangheta non e' "invisibile". Finalmente arresti nell'imperiese

Domenica 13 Giugno 2010 13:58 Ufficio di Presidenza
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'Ndranghetisti, tra cui i fratelli Pellegrino in carcereLa mafia non è un ectoplasma, ma è fatta di soggetti ben identificabili e, visto che la mafia fa affari, ha anche delle società ben note e cosiddetti imprenditori capaci di infiltrarsi nell'economia legale con i capitali illeciti, le intimidazioni, ma anche corrompendo chi è necessario. E se questa è la mafia, qui al Nord, in Liguria, significa che qualcuno gli ha aperto la porta, perché altrimenti non avrebbero avuto possibilità di aggiudicarsi appalti e/o subappalti, concessioni e licenze.
Nel ponente ligure da decenni si dice che c'è la mafia, vi erano anche al vaglio centinaia di nominativi su cui si evidenziava l'esigenza di misure quali la sorveglianza speciale, ma tutto restava fermo, nonostante i rapporti dei reparti investigativi. Vi è l'infiltrazione conclamata nel giro del Casinò così come in quello del commercio e quello del movimento terra, dell'edilizia, dei lavori pubblici e delle forniture. Ne abbiamo parlato più volte, ma si continuava col dire che erano presenza "invisibile", quando andava bene, oppure, quando era peggio, che si indicavano "noti imprenditori"...
 http://www.casadellalegalita.info/speciali-liguria/imperia-e-prov/bordighera.html



ISOLA DELLE FEMMINE:



 

CAPACI ISOLA DELLE FEMMINE LE FAMIGLIE:



 

L’UFFICIO TECNICO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE TERRITORIO  SENTENZE:

SENTENZA 226 98 PROC 2585 90 5236 93 CONC 52 88 54 81 53 80 68 89 SAMANTA COSTR CANEPA SALVATORE LIC 27 89 SIALMA COSTR SOCIO MANNINO GIUSEPPE TOMMASO CEC 79 88 PIETRO BRUNO




SENTENZA 267 99 PROC 384 96 2419 94 PARERE NEG CEC ALBERT RAPPA 28 1 1993 2 2 1993 SAN  SIINO ANTONIO SU TERRENO LIMITROFO BELLIS ERNESTA RAPPA 4 VILLETTE




SENTENZA 652 00 PROC 1791 95 6166 95 CONC AGIB ABITAB IN ASSENZA VARIANTE SU LIC 9 1990 PAGANO COSIMO CUTINO PIETRO EDIL ROMEO ALBERT NOTO ANTONIO BRUNO MARIA LAURA BOLOGNA




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