L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 29 dicembre 2012

Norme di modifica alla gestione integrata dei rifiuti di cui alla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9 "Sono contrario agli Ato Ma il ddl tutela i lavoratori"


"Sono contrario agli Ato Ma il ddl tutela i lavoratori"

Sabato 29 Dicembre 2012 - 18:18 

Il presidente della Regione interviene in Aula durante la discussione del testo che prevede la proroga per gli Ato: "Questo ddl affronta l'emergenza. Ma ammettiamolo: la gestione affidata agli Ambiti territoriali è stata fallimentare. E deve tornare nelle mani dei Comuni".

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PALERMO - L’opposizione parla di rivoluzione mai partita. Di legge che non fa che spostare i problemi, senza entrare nel cuore della questione: la gestione delle discariche da parte dei privati, e l’armonizzazione dei costi per il conferimento dei rifiuti. E il presidente della Regione, in Aula, replica: “Potete stoppare questa norma, ma questo vuol dire che vi prendete anche la responsabilità di non risolvere il problema del personale degli Ato”. Nonostante l'ok dell'Aula all'approvazione della norma, non sono mancate le polemiche sul ddl di riforma sugli Ato.

Una riforma, per intenderci, che prevede la proroga fino a settembre per la gestione e la raccolta da parte degli Ato rifiuti. Ma prevede la possibilità che i Comuni singolarmente o in forma associata, possano operare in maniera autonoma.

“Chiariamo subito una cosa – ha detto Crocetta – io sono contro gli Ato e contro le Ssr. Quella che stiamo discutendo oggi non è la riforma dei rifiuti. Se è così facile, fare una riforma organica del settore – ha ironizzato - facciamola adesso in Aula. La verità è che in Sicilia da anni assistiamo a proroghe alle aziende di raccolta che vanno avanti chissà perché e chissà come. E a contenziosi gravi tra aziende e Comuni. E non si capisce nemmeno perché non si possano smaltire i rifiuti in Sicilia, ma bisogna andare necessariamente a Crotone. I Comuni – ha aggiunto - sono stati espropriati della propria competenza. Prevista dalla legge nazionale, certo, ma che altrove aveva portato a risparmi. Qui, invece, ecco il mistero: più aumenta l’ambito territoriale, più crescono i costi. L’obiettivo della norma non è quello di prorogare la gestione degli Ato. Potete bloccare, se volete, il ddl – ha proseguito rivolgendosi ai deputati dell’opposizione - ma siccome non tutti i Comuni hanno aderito alle Srr, sarà la paralisi. E c’è anche il problema del personale: gente che non doveva essere assunta, diciamocelo. Non era né legittimo, né necessario”.

Ma lo sguardo di Crocetta va oltre: “La legge nazionale che ha istituito gli Ato non fa per la Sicilia. C’è una insurrezione in corso dal basso: gli ambiti non funzionano. Dobbiamo ridare ai Comuni la gestione. Questa non è la riforma dei rifiuti. Stiamo intervenendo su una emergenza. Per la riforma serve tempo. E interverremo anche sulle discariche: non capisco perché un Comune non possa autogestire la propria discarica. In Campania la situazione allucinante dei rifiuti era dovuta proprio al fatto che la camorra non voleva le discariche pubbliche, insieme a un eccesso di ambientalismo. Io vorrei che i Comuni si gestiscano le proprie discariche. I cittadini comprendono quando la discarica raccoglie i “propri” rifiuti. Non sopportano quando un territorio viene trasformato nella pattumiera di qualcun altro. Io sono contrario agli Ato e agli Srr. Ma chi si oppone a questa legge, non si oppone alla proroga, bensì al transito della gestione nelle mani del personale e alla salvaguardia del personale”.

“Questo ddl – ha commentato il presidente della Commissione Ambiente Trizzino - è solo il primo atto di un processo lungo, che non può concludersi in cinque giorni. Il problema è complesso e l’emergenza è altissima. I rifiuti portano soldi, economia e lavoro. Sono una risorsa. Solo la Sicilia non l’ha ancora capito”
Ultima modifica: 29 Dicembre ore 19:19

LA RACCOLTA FERMA DA DUE GIORNI

Ato1, si aggrava l'emergenza 
Strade invase dai rifiuti

Sabato 29 Dicembre 2012 - 19:00

L'Azienda non riesce a incassare i 48 milioni vantati nei confronti degli enti locali. La discarica di Siculiana (Ag) ha annunciato al commissario liquidatore Antonio Geraci la risoluzione del contratto per un debito di 574 mila euro. Stato di agitazione per i 334 dipendenti.

Cumuli d'immondizia a Partinico e nei comuni della fascia costiera occidentale da Isola delle Femmine a Balestrate.

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La discarica di Siculiana
PALERMO - Si aggrava l'emergenza rifiuti nei 12 comuni gestiti dall'Ato Palermo 1. Il servizio di raccolta è fermo da due giorni sia per l'agitazione dei dipendenti da ottobre senza stipendio sia per la chiusura della discarica di Siculiana (AG) che vanta nei confronti dell'Ato un credito di 574 mila euro. Sulle strade di Partinico e dei comuni della fascia costiera occidentale, da Isola delle Femmine a Balestrate, si sarebbero già accumulate oltre 1700 tonnellate di rifiuti.

Ma la quantità di spazzatura è destinata a crescere per le feste di fine anno. "Le basse temperature - dice il commissario liquidatore dell'Ato, Antonio Geraci - hanno attenuato per ora i pericoli all'igiene pubblica. Ma di questo passo si porrà fra qualche giorno anche un problema sanitario". La crisi di liquidità è determinata dalla enorme morosità dei comuni. I sindaci hanno fatto sapere che non saranno in grado di versare anticipazioni fino al 10 gennaio. "Ogni tentativo di mediazione con le istituzioni regionali - aggiunge Geraci - è andato a vuoto".
Ultima modifica: 29 Dicembre ore 19:24
Discussione del disegno di legge numero 56-Stralcio/A «Norme di modifica alla gestione  integrata dei rifiuti di cui alla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9»
PRESIDENTE. Si procede, pertanto, alla discussione del disegno di legge numero 56-Stralcio/A:
«Norme di modifica alla gestione integrata dei rifiuti di cui alla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9».
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto nel banco alla medesima assegnato.

Essendo il primo disegno di legge, ricordo che potranno presentarsi emendamenti fino al termine  della discussione generale, secondo le modalità stabilite dagli articoli 112 e 111, comma 1 bis del  Regolamento interno. 

Invito l’onorevole Ferrandelli, relatore, a svolgere la relazione.
FERRANDELLI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con il presente disegno di legge,  all’interno del modello organizzativo delineato dall’attuale testo della legge numero 9 del 2010,  s’intende prevedere la possibilità che, all’interno degli ambiti territoriali ottimali già definiti, i  comuni, in forma singola o associata, secondo le modalità consentite dal decreto legislativo numero 267 del 2000, possono procedere all’affidamento, all’organizzazione ed alla gestione del servizio di  spazzamento, raccolta e trasporto, sulla base di un piano di intervento che dovrà essere coerente con  il piano d’ambito ed approvato dall’assessorato regionale competente. 
Anche in questo caso, saranno, poi, i singoli comuni a procedere alla sottoscrizione del contratto  di servizio con l’appaltatore, ad erogare il relativo corrispettivo e  ad esercitare il controllo del  regolare adempimento dello stesso. 
I commi 3, 4 e 5 dell’articolo 1 del disegno di legge mirano, invece, ad adeguare il testo della  legge numero 9 del 2010 alla sopra descritta modifica. 
Il comma 6 interviene, invece, nella semplificazione dei regimi autorizzatori in materia di  Autorizzazione integrata ed ambientale (AIA), che vengono assegnati univocamente al Dipartimento  delle acque e dei rifiuti, ferme restando le competenze che diventano endoprocedimentali nel rilascio  di pareri da parte di altri rami dell’amministrazione regionale, ovvero dell’assessorato territorio ed  ambiente. 
Viene, altresì, prevista la creazione di una stanza di conciliazione presso il Dipartimento regionale  per dirimere le controversie fra gli enti locali presenti nell’ambito territoriale ottimale. Vengono, poi,  previste le proroghe delle attuali gestioni, al fine di scongiurare qualsiasi interruzione  nell’erogazione del servizio pubblico essenziale ed evitare l’insorgere di qualsivoglia pericolo per la
salute dei cittadini e dell’ambiente nel periodo transitorio necessario per l’effettivo avvio del nuovo  sistema che, comunque, non potrà  oltrepassare la data del 30 settembre 2013 ed un conseguente  riallineamento temporale di tutte le scadenze previste dall’articolo 19 della legge numero 9 del 2010. 
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. E’ iscritto a parlare l’onorevole Di  Mauro. 
Ne ha facoltà. 
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non c’è l’assessore. Aspettiamo che rientri in  Aula l’assessore. 
Signor Presidente, Governo, credo che questo disegno di legge risponda alle esigenze di dovere necessariamente prorogare una scadenza che era prevista nella legge numero 9 del 2010. Credo che  abbia affrontato anche altri temi per i quali, su alcuni, ci troviamo assolutamente d’accordo e, per  altri, sentiamo il bisogno di rappresentare alcune perplessità.
Siamo d’accordo in ordine al comma 6, punto 5 ter e 5 quater, che trattasi dell’unificazione del  soggetto competente in ordine al rilascio di autorizzazione integrata ambientale e relativamente al  punto successivo, che è una sorta di responsabilità che il Governo della Regione vuole assumere in  ordine alla risoluzione dei conflitti fra i soggetti pubblici coinvolti nella gestione integrata dei rifiuti.
Gli altri due punti che sono stati affrontati e che sono applicativi di una disposizione legislativa  nazionale che, a nostro parere, è stata ampiamente superata dall’articolo 1, comma 23, della legge  numero 221 del 2012 rappresenta un’opportunità – secondo questo dettato del disegno di legge – di  consentire ai comuni, in forma associata o attraverso una convenzione, di potere ricorrere a forme di affidamento a soggetti senza per questo ricorrere al cosiddetto organismo intermedio previsto dal  Governo. 
Credo che questa opportunità che  viene consentita dalla normativa regionale, se sarà approvata dall’Assemblea, rappresenti una forzatura rispetto  alla legislazione in atto vigente e che il riferimento è un riferimento alla norma pregressa che si intende, di fatto, superata dalla legge che è stata pubblicata il 17 dicembre e che, soprattutto, fa sorgere una preoccupazione, credo legittima, ossia che possano moltiplicarsi le centralità di spesa. 
Per le centrali di spesa, infatti, più ci sono centrali di spesa più ci può essere una sorta di diversità in quella che è l’analisi, il computo metrico, le risorse che sono destinate ad un’attività così importante come quella dei rifiuti che tutti quanti  riteniamo essere andata  al di là di quelle che potevano essere le legittime aspettative da parte  di tutte le amministrazioni comunali. Non vi è 
dubbio, infatti, che non vi è un’unità di coefficiente stabilito per quanto riguarda – l’ho già detto in Commissione, assessore – il cosiddetto conferimento in discarica ed ogni discarica ha un suo prezzo.  
Non si riesce bene a capire perché il prezzo è diverso e, soprattutto, non si riesce a comprendere come mai il costo del personale in ogni ATO, facendo un dovuto raffronto  con il numero degli abitanti, è diverso. 
Sono temi importanti e rischiamo - se l’SRR si vanificasse - che l’economia di scala che si era pensato di realizzare attraverso questo tipo di struttura verrebbe messa da parte, dando luogo ad una sorta di improvvisazione che ogni centrale di spesa potrebbe immaginare, fermo restando l’ultimo comma di questo articolo, in cui avete indicato  che c’è un controllo comunque della Regione in ordine a tutta la tipologia di carattere generale. 
C’è sempre questa preoccupazione che riguarda due aspetti: il primo, la questione di carattere legislativo, è che si rischia, a mio parere, un’impugnativa da parte del Commissario dello Stato; la seconda, la moltiplicazione delle centrali di spesa.  
Altra questione, dovuta al rinvio di circa un anno dalla scadenza:  credo si debba far fronte, da  parte del Governo, ad un’azione di accompagnamento di responsabilità, per fare in modo che tutto  questo sistema possa essere messo a regime, possa essere messo sotto lo stretto controllo, per quello  che attiene ai costi, perché questo ulteriore anno di proroga porterà ad un incremento dei costi – che  fino ad oggi ci sono stati – ad un aumento della situazione debitoria. 
Signor assessore, le volevo chiedere se fosse possibile avere contezza dell’importo reale di questo  debito che riguarda il sistema degli ATO. 
Abbiamo sentito un balletto di cifre; ultimamente il Presidente della Regione, nella sua relazione,  ha indicato una cifra straordinaria, di gran lunga superiore a quelle che sono le aspettative, di un  miliardo e settecento milioni; credo sia di gran lunga inferiore. Vorremmo avere contezza, anche per   comprendere se questa liquidazione potrà essere una tappa di arrivo reale  oppure questa attività di  liquidazione durerà anni e anni con un onere che non si comprende – alla fine – chi dovrà pagare.  

PRESIDENTE. E’ iscritto a parlare l’onorevole D’Agostino. Ne ha facoltà. 

D’AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell’apprezzare il disegno di legge proposto in Aula dal Governo e nel ritenerlo positivo ai fini della soluzione, speriamo, di un problema annoso che, per anni, fra l’altro, ha impegnato quest’Assemblea e le varie Commissioni, al fine di definire e chiudere una pagina drammatica, che è stata quella della gestione del servizio dei rifiuti da parte di questi ATO, che poco hanno dato in termine di risultato e molto, invece, hanno contribuito ad aggravare le casse del sistema economico pubblico, e nel ridare, dunque, la responsabilità e la centralità ai comuni affinchè le responsabilità ritornino ad essere dirette a livello 
territoriale, notiamo e sottolineiamo, quindi segnaliamo, in questo caso al Governo e all’assessore 
Marino, l’esigenza di colmare – non so, assessore, se, attraverso un provvedimento amministrativo, 
me lo auguro - se fosse possibile attraverso un provvedimento amministrativo, affinchè sia più celere e più semplice la soluzione del problema che,  secondo me, è altrettanto  drammatico quanto la soluzione stessa oggi prospettata per il problema complessivo.  

Piuttosto che in via normativa, nel senso che, in questo caso  - poi spiegherò perché – repetita iuvant – perché ci troviamo, signor Presidente, signor assessore, ci troviamo davanti ad una serie di comportamenti chel’Amministrazione regionale, negli ultimi anni, ha adottato, cioè quello di 
fronteggiare le emergenze attraverso delle anticipazioni.  

Queste anticipazioni sono state in favore o degli Ato piuttosto che dei comuni che erano in difficoltà e non riuscivano a fronteggiare la crisi emergenziale del sistema rifiuti. 

Si parla di cifre intorno ai seicento milioni di euro che la Regione siciliana, a vario titolo, avrebbe anticipato agli Ato o ai comuni. Quando parlo di Ato, mi riferisco lo stesso ai comuni, in quanto gli Ato sono al cento per cento dei comuni che li costituiscono, quindi, i comuni continuano ad averne la diretta responsabilità.  

Bene, per l’ultima parte di questi seicento milioni circa, per i quali siamo stati già ammoniti severamente dalla Corte dei conti – quindi, anche questo va messo  a verbale e va rilevato, va  sottolineato e non va dimenticato per non essere ammoniti e, poi, espulsi come potrebbe accadere alla prossima rilevazione - dobbiamo rilevare che gli ultimi cento milioni circa, come mi dice il Direttore generale, dottor Lupo, che per questo apprezzo, perché ha trovato una parte di soluzione al problema, abbiamo la certezza che dovranno essere restituiti dai comuni beneficiari attraverso un piano di rientro che è stato fermamente disciplinato. 

Purtroppo, per la parte più consistente, quindi circa 500 milioni - non so qual è la cifra esatta – probabilmente, occorrerebbe anche fare una vera  e propria rendicontazione precisa di quelle che sono le somme effettivamente anticipate in questi anni, per questa prima parte, sebbene la legge, la legge numero 9 del 2010, la finanziaria, abbia in maniera chiara definito paletti, competenze ma, soprattutto, responsabilità da parte degli enti Ato o comuni che fossero che ricevevano queste anticipazioni e, quindi, che dovevano essere restituite; in questo momento, la Regione, a vario titolo, sia esso il Dipartimento di protezione civile, sia esso il Dipartimento dell’AR, sia esso la Ragioneria, non hanno gli strumenti per avere restituite queste somme.  

Credo siano somme di una rilevanza incredibile, signor Presidente, anche perché, in questo momento, saranno iscritte in bilancio tra i residui attivi e, quando poi ci accorgeremo che questi residui attivi non dovessero essere più esigibili, avremmo creato l’ennesimo buco enorme di bilancio e non credo che questo possa essere desiderio di quest’Assemblea, non debba essere  desiderio di questo Governo.  

Noi, però, sappiamo, signor Presidente - è bene che lo sappia anche lei, signor assessore - che, purtroppo, gran parte della  politica siciliana tifa affinché questo buco rimanga nei bilanci della Regione siciliana e non vada, invece, riversato, come è giusto che sia, a chi di competenza ha avuto queste anticipazioni. Questo, infatti, crea - e concludo - anche un principio sperequativo. 

I comuni che non hanno chiesto anticipazioni hanno risolto i loro problemi facendo affidamento ai cittadini piuttosto che agli equilibri di bilanci interni; oggi, si ritrovano doppiamente svantaggiati perché non hanno chiesto anticipazioni, non hanno avuto prestiti da parte della Regione; chi le ha avute, ne ha avuto già un sollievo. Le deve restituire, perché le deve restituire a tasso zero, quindi, è già un grande vantaggio.  

Se non le dovesse restituire, sarebbe una vergogna, uno scandalo di cui ci staremmo macchiando tutti quanti. 


PRESIDENTE. E’ iscritto a parlare l’onorevole Caputo. Ne ha facoltà. 

CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori, l’apprezzamento per l’ottimo lavoro svolto dalla Commissione territorio e ambiente e dal suo presidente non può esimere il Parlamento e chi vi parla, in particolare, dall’affrontare alcune tematiche che attengono alla questione dei rifiuti in Sicilia. 

E’ chiaro che stiamo approvando un disegno di legge o, comunque, lo stiamo esaminando in questo momento che, sostanzialmente, concede una proroga agli attuati ATO rifiuti e, quindi, anche con l’inserimento dell’ATO idrico e che consente in questi termini ai comuni di potersi preparare per la gestione diretta del servizio in forma associata.   

Credo che sia un disegno di legge molto semplice, anche se indubbiamente è atteso, ma che non risolve i gravi problemi che oggi attraversano quasi il 90 per cento dei comuni della Sicilia e del territorio siciliano.  

Chi come me - e credo molti - ha l’abitudine di alzarsi presto la mattina e di cominciare la giornata leggendo anche i giornale, ha avuto modo di apprendere che, nelle prime  pagine dei quotidiani siciliani, campeggia un titolo: il default dell’igiene pubblica in Sicilia.  

E chi gira - credo molti di noi - io lo faccio da anni, il territorio di competenza, ma anche di altri comuni delle altre province, si rende conto che, prima ancora di leggere il nome del comune sulla segnaletica, ci rendiamo conto di dove siamo arrivati a seconda della quantità e dalla mole dei rifiuti abbandonati. 

Oggi, sotto il Palazzo del Parlamento, vi sono i  lavoratori di uno dei più criticati ambiti della provincia di Palermo, che è quello del Coinres. Il sindaco Di Giacinto che, oggi, è apprezzatissimo e validissimo parlamentare, sa benissimo che gran parte della sua giornata da sindaco l’ha passata e la 
passa occupandosi dei rifiuti nel suo territorio. 

Abbiamo fatto una riforma. Non so se abbiamo liberato dalla mafia il comparto dei rifiuti. Non lo so ancora. Certamente, però, abbiamo creato la nuova casta dei ricchi in Sicilia, cioè i titolari delle discariche private.  

Oggi, i comuni sono condizionati e sono succubi delle società che gestiscono le discariche private.  

Signor Presidente e signor assessore per l’energia e i servizi di pubblica utilità, vi voglio ricordare che la maggior parte dei comuni, oggi, non è in condizione di raccogliere i rifiuti perché le discariche non aprono i portoni, perché non vengono pagati. E, quindi, i rifiuti non si raccolgono e il settore dell’igiene e  sanità del nostro  territorio rimane in condizioni di assoluta e gravissima pericolosità. 

Questi sono temi che non stiamo affrontando  oggi, onorevoli colleghi.  Ci stiamo limitando soltanto ad approvare un disegno di legge che concede una proroga  ma che lascia inalterato il dramma legato alla raccolta, al trasporto e al conferimento dei rifiuti in Sicilia. 

Posso dirle, assessore, che i rifiuti del comune di Monreale vengono conferiti a Catania.  

Lei sa che ogni mezzo che arriva a Catania costa 600 euro al giorno, soltanto per il carburante? 

Che i mezzi trasportano due coppie di autisti perché, ogni 100 km, bisogna cambiare l’autista?  

E, oggi, il rifiuto costa ad ogni cittadino centinaia e centinaia di euro al giorno.  

Stiamo soltanto presentando un disegno di legge,  onorevoli colleghi della Commissione – e, ripeto, gli apprezzamenti per il lavoro svolto - , ma non stiamo mettendo le mani nell’acqua calda.  

Ci stiamo limitando soltanto a risolvere un problema legato alla scadenza del 31 dicembre ma non stiamo affrontando il problema del personale, degli amministrativi, dei costi di gestione, del conferimento in discarica, del disavanzo dei comuni 

La maggior parte dei comuni - ma so di parlare a persone attente del ruolo istituzionale che ognuno di noi è chiamato a ricoprire, di Governo o di Parlamento -, la maggior parte dei comuni che hanno dichiarato il pre-dissesto ricorrendo alla norma cosiddetta “salva enti”, è perché il sistema dei 
rifiuti ha prosciugato le casse comunali. 


E basta guardare di quanto è stata aumentata la tassa sui rifiuti solidi e urbani per capire quant’è la  distruzione che abbiamo determinato all’interno dei comuni siciliani. 

Credo che, oggi, stiamo risolvendo un problema  di natura temporale ma stiamo soltanto  accarezzando il problema; non stiamo entrando nel cuore del problema e invito il Governo, anche se immagino lo sta già facendo, a portare subito un disegno di legge organico che consenta di potere  programmare la gestione dei rifiuti in Sicilia e di evitare che i veri padroni dell’affare dei rifiuti in  Sicilia siano i proprietari delle discariche private che, oggi, sono quelli che stanno guadagnando  milioni  e milioni di euro che vengono sottratti ai servizi comunali  e che stanno mettendo in  ginocchio l’economia dei nostri comuni e dei nostri cittadini. 

Invito il Governo a queste riflessioni. Assessore, so che lei è una persona impegnatissima, che  conosce molto bene i problemi della Sicilia. Il  lavoro straordinario e coraggioso che lei ha fatto, in  questi anni, l’ha portato a conoscere, anche dal di dentro, fenomeni che stiamo affrontando e che,  ogni giorno, con la nostra attività, contestiamo e combattiamo per quello che ognuno di noi sa fare  ed ha il coraggio di fare in ogni momento della sua giornata. Le devo dire che o mettiamo mano  veramente al problema dei rifiuti in Sicilia o, oggi, usciremo con una proroga ma che non risolverà  assolutamente il problema gravissimo dei rifiuti in Sicilia. 

PRESIDENTE. E’ iscritto a parlare l’onorevole Laccoto. Ne ha facoltà. 

LACCOTO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, stiamo trattando certamente una  delle problematiche più complesse della nostra Sicilia.  
La gestione dei rifiuti ha portato sicuramente ad un debito non quantificato fino ad ora ma,  comunque, superiore al miliardo e mezzo. 

Durante la campagna elettorale, il primo punto del programma del Presidente Crocetta era quello  di fare ritornare la gestione dei rifiuti ai comuni in forma singola ed associata. 
Ci troviamo qui di fronte ad una proroga condivisibile che, certamente, pone qualche problema,   perché sappiamo, signor assessore, che il 31 dicembre scadono molti degli affidamenti degli ATO o  delle gestioni liquidatorie degli ATO, che pur non avendo, praticamente, sentito i sindaci, pur non  avendo convocato l’assemblea, hanno fatto delle gare che sicuramente hanno un costo di tre, quattro  volte tanto, rispetto a quella che era la gestione affidata ai comuni. 
Ora, qui, si pone un problema, che è un problema pratico. Avevo presentato un emendamento,   che ripresenterò in questa sede, in Aula, sperando di cogliere anche il senso di questo emendamento  che  vuole semplificare le procedure di gestione da parte dei comuni, anche nella fase iniziale del  primo giorno del 2013, perché pur avendo dato la possibilità ai comuni,  nella gestione in forma  singola od associata, tutto viene subordinato ad un’approvazione da parte dell’assessorato che potrà  avvenire entro sessanta giorni, e poi, con ulteriore integrazione, potrà arrivare a centoventi giorni:  il  2 ter, dispone che deve essere approvato da parte dell’assessorato.        
Mi sono permesso di aggiungere che nelle more, dopo l’adozione del piano previsto, i comuni  possono affidare provvisoriamente con clausola espressa, perché previsto dalla nostra norma,  l’affidamento della gestione dei servizi in attesa dell’approvazione da parte dell’assessorato, che non  è poco, perché, praticamente, centocinquanta comuni, in forma singola o associata, chiederanno la  possibilità della gestione dei rifiuti e, quindi, dell’affidamento, e dovendo aspettare l’esame da parte  dell’assessorato, i tempi si spostano di quattro  mesi. In questi quattro mesi, i comuni avranno grossi  problemi, perché, assessore lei arriva ora al governo e non ha potuto seguire il  precedente  farraginoso iter. Oggi la situazione qual è? Gestione liquidatoria senza averne il titolo;  hanno fatto  degli appalti senza passare dall’assemblea dei comuni.  

Questi appalti costano tre, quattro volte tanto, quanto la gestione dei comuni, arriviamo ad una  moltiplicazione dei debiti da parte della Regione che vorrebbe rivalersi sui comuni che non hanno  finora avuto l’approvazione in assemblea,  né fatto un atto consiliare, né fatto un atto di giunta, per  cui già il TAR ha sospeso -  ci sono diverse sentenze -  la richiesta di commissariamento da parte  della Regione. 

Penso, allora, che sia venuto il momento di arrivare ad un sistema molto semplice.  
Nell’attesa delle SRR, che devono, a questo punto, essere solo  organi di indirizzo e non di  gestione, nell’attesa che vengano approvati i piani, è chiaro che bisogna dare la facoltà ai comuni di  potere fare l’affidamento  del servizio, perché il comune deve essere responsabile, sicuramente, in  solido nella parte economica, ma deve essere, pure, titolare della gestione del servizio perché  altrimenti il non affidamento diretto da parte del comune o dei comuni in forma associata porterà ad  una lievitazione dei costi senza che i comuni possano essere coinvolti. 

Credo che la norma, in linea di massima, vada bene, se noi mettiamo dei paletti di semplificazione  e diamo la possibilità ai comuni di dare gli affidamenti anche provvisori, in attesa di quelli che  devono essere i giusti controlli da parte dell’assessorato, noi risolveremo gran parte  dei problemi.  
Altrimenti, sa qual è la mia stima? In quattro mesi la spesa ed i debiti lieviteranno di almeno altri  quattrocento, cinquecento milioni di euro. Ed allora è così semplice cercare di dare quello che deve  essere fatto fra quattro mesi, diamo la possibilità di farlo, con clausole espresse. 
 Lei leggerà l’emendamento, se vorrà lo modificherà come riterrà, però, questo è il primo punto. 
L’altro punto, ne faceva cenno il collega Caputo:  noi abbiamo una situazione di disastro. Abbiamo  delle discariche che non accettano nemmeno più i mandati da parte dei Comuni, non accettano  nemmeno le somme da parte degli ATO, né gli impegni di spesa, o i mandati; vogliono direttamente  ‘mandati liquidi’ per potere fare e scaricare nelle discariche. 

 Siamo arrivati al punto in cui la pubblica Amministrazione, il pubblico interesse si deve piegare a  quelli che sono gli interessi dei privati, i quali gestiscono in forma associata, pubblica o privata, ma  di fatto inibiscono il servizio di discarica ai comuni. 
Ecco qual è il caos di questi giorni. L’emergenza aumenterà,  se, quindi, noi con piccoli possibili  aggiustamenti a quello che è un disegno di legge condivisibile, noi riusciremo a dare la possibilità di  fare gestire in proprio ai comuni, che molte volte lo faranno in forma liberamente associata, noi  avremo risolto, almeno, il blocco dei debiti da parte degli ATO.  
Questi debiti, assessore, noi non sapremo chi li pagherà. Li pagherà la Regione anticipando ai  comuni che oggi non possono più pagare perché fra l’altro subiscono decisioni che sono state prese  da gestioni liquidatori degli ATO senza passare attraverso l’assemblea dei comuni o le delibere dei  comuni. E’ un fatto assurdo che porta a due risultati: il primo, una gestione confusa nel servizio dei  rifiuti; il secondo,  il ricatto da parte delle gestioni delle discariche contro i comuni che bloccano le  entrate dei Comuni. Veda, molte volte si è tentato di intervenire, intervengono a volte i Prefetti,  interviene a volte l’Assessorato, ma sa cosa fanno? Anche senza controlli, perché il problema è che  in questo momento, lei assessore, oggi, forse è più adatto a far fare dei controlli mirati. 
Veda, nessuno controlla in discarica qual è il peso dei rifiuti. Portiamo in discarica senza una vera  differenziazione o una raccolta differenziata. Perché gli ATO di fatto, le gestioni liquidatorie,  almeno dalle mie parti, non hanno funzionato e non hanno fatto i controlli seri che dovevano essere  fatti. Allora noi paghiamo le discariche per tre  volte tanto almeno, perché il peso non viene da  nessuno controllato. Non abbiamo la possibilità da parte dei comuni di avere una gestione propria,  perché i sindaci rispondono di fronte alle Amministrazioni di fronte ai propri cittadini, non sono  come le gestioni liquidatorie degli ATO che non rispondono ai cittadini direttamente. E chiudo.   Io non ho fatto eccezioni, signor Presidente, dal momento che il Regolamento interno prevede che  gli emendamenti devono essere presentati in Commissione però questo, da parte della Presidenza,  vuol dire dare a tutti i presidenti di Commissione una indicazione ben precisa che i disegni di legge  depositati devono essere messi a conoscenza dei singoli deputati attraverso le e-mail e che non si può  dare un’ora per presentare gli emendamenti. Mentre io sono in macchina da  Palermo a Messina,  vengo a sapere, per caso, che c’è un’ora per presentare gli emendamenti. 

Io credo che noi dobbiamo trovare delle soluzioni, signor Presidente,  anche in linea con il  Regolamento interno ma che mettano tutti i deputati nelle condizioni di effettuare il proprio lavoro. 

Perché in un’ora non c’è la possibilità di presentare gli emendamenti, signor Presidente  dell’Assemblea, bisogna che il disegno di legge -  dal momento in cui viene depositato - venga                                                 messo a  conoscenza di tutti i deputati, dando termini congrui, io non dico che qui non  siamo in  emergenza, ma non può essere data un’ora o mezz’ora per presentare i subemendamenti agli  emendamenti del Governo. Quindi, credo che in queste condizioni noi non possiamo lavorare.  

PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, in effetti noi stiamo operando in tempi molto ristretti visto  l’eccezionalità della materie e delle scadenze che ci sono. Quindi, stiamo chiedendo un po’ di  comprensione a tutti i parlamentari abusando, forse, della pazienza di ciascuno di noi. Comunque,  verrà esaminato,  ora vedremo come,  da parte della Commissione. 

PRESIDENTE. E’ iscritto a parlare l’onorevole Scoma. Ne ha facoltà. 

SCOMA. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, noi metteremo tutta la comprensione possibile, ma penso che ciò non vorrà dire approvare ad occhi chiusi un disegno di legge che, mi 
rendo conto, dato il periodo e le scadenze, appare importante approvare immediatamente, ma abbiamo anche noi necessità di confrontarci. 

Le chiedo pure, rivolgendomi al Governo, di sapere una tempistica certa su quando arriverà in Aula il bilancio e quando sarà possibile procedere all’approvazione dell’esercizio provvisorio, visto che subiamo rinvii di ora in ora e vorremo anche  noi essere messi in grado di potere svolgere regolarmente il nostro ruolo di parlamentari.  

Qualche giorno fa ho avuto modo, assessore Marino, di intervenire in Commissione Bilancio per esprimere le mie perplessità su un disegno di legge che ovviamente appare stringato in pochi articoli ma che avrebbe avuto probabilmente bisogno di essere integrato su una serie di norme o su una serie di provvedimenti che, penso e mi auguro, e le chiedo potranno far parte di una seduta ad hoc o di un nuovo disegno di legge che potrà  permettere un riordino, probabilmente, più mirato, un riordino certo.  

Non voglio essere ripetitivo ma non sappiano ad oggi la certezza sul debito che gli ATO hanno prodotto in questi anni. Siamo certi dell’inefficacia della loro creazione che, subito dopo due anni dalla loro nascita, aveva visto una marcia indietro e non siamo certi della loro estinzione perché sono già due anni che avremmo dovuto cancellarli e sono ancora in vita. 

Nel 2008 il debito presunto degli ATO ammontava  a circa seicento milioni di euro, oggi sento delle cifre preoccupanti, si parla di un miliardo e settecento milioni di euro di debito e probabilmente domani saranno due miliardi di euro. 
Mi chiedo se su un problema così scottante non abbiamo bisogno di fare una riflessione maggiore e di pensare quali siano realmente i costi e quali siano i costi ATO per ATO. Credo che sia giusto che lei, assessore Marino, quando avrà la possibilità di confrontarsi con gli uffici e con i vari ambiti sarà così cortese da fornirci i costi ATO per  ATO, perché il problema della gestione che è un problema annoso sta continuando ad incrementare  i costi e noi siamo certi che un’ attività di controllo maggiore potrà incidere sulla diminuzione degli stessi.  

Sulle discariche sono d’accordo con il collega Caputo ma anche con l’onorevole Laccoto, sono intervenuti ma era già stata oggetto di ragionamento anche questa.

Siamo certi che le discariche sono quelle che producono i maggiori costi, siamo certi, pure, che i costi delle discariche sono costi diversi, discarica per discarica, e a volte i costi in alcune discariche sono tripli rispetto ad un’altra e se a questo aggiungiamo i costi che una azienda deve sostenere per portare i propri  camion a scaricare a duecento, trecento chilometri di distanza ci rendiamo conto come i costi lievitino in maniera esagerata.  

Non so adesso se sarà utile che la gestione torni direttamente ai comuni, ma è pur vero che i comuni accusano la Regione che il concessionario non riesce a riscuotere tutte le somme necessarie per coprire il deficit. I comuni dicono che forse il 45 - 50 per cento si riesce a riscuotere.                                                                                                             

Allora, credo che sarà lì anche oggetto di ragionamento, parlare con il concessionario e capire che tipo di impegno finanziario si possa prendere o che tipo di intervento potrà essere preso. Perché non pensare ad un intervento che possa eliminare in maniera radicale, certo non subito,  con la dovuta tempistica questo problema che, oggi giorno, ci assilla sui giornali dei rifiuti. 

Oggi, leggendo il Giornale di Sicilia ho visto Isola delle Femmine e  Capaci coperte da montagne di rifiuti e credo che questo non ci faccia onore, non faccia onore a chi gestisce, non faccia onore alla Regione, non faccia onore alla nostra Sicilia che vista da quanti turisti oggi avrebbero il piacere di potere stare qui, indignati come lo sono già stati, decidono di andare altrove. 
Penso che è un problema serio, un problema che va affrontato con attenzione, è un problema di vitale importanza. La ringrazio assessore per quello che lei riterrà opportuno di fare.  

PRESIDENTE. E’ iscritto a parlare l’onorevole Formica. Ne ha facoltà.  

FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevamo immaginato che dopo la campagna elettorale e dopo i proclami che in campagna elettorale sono stati elargiti a piene mani agli elettori e cioè di un impegno a portare avanti una vera  e propria rivoluzione,  e dopo che nelle varie conferenze stampa il Presidente Crocetta continua a parlare di vere e proprie rivoluzioni, ci saremmo aspettati che già questo primo provvedimento, che oggi arriva all’esame dell’Aula, rappresentasse esso stesso almeno un inizio della rivoluzione annunciata. 
Che poi non sarebbe neanche una rivoluzione perché, dopo sette anni che si ha consapevolezza in quest’Aula del fallimento del sistema degli ATO rifiuti, di quel sistema che si era immaginato, con tanto ritardo, di dare corso attraverso quel sistema,  al Decreto Ronchi, per sistemare definitivamente il problema della raccolta e del conferimento in discarica o per lo meno in impianti di  trattamento e smaltimento dei rifiuti attraverso, appunto, questi ATO, bene ci siamo tutti accorti un anno e mezzo dopo, perché credo che già con l’ultimo Governo Cuffaro, cioè con la finanziaria del 2007, già si era intervenuti stabilendo che il sistema degli ATO rifiuti era stato un fallimento e si prevedeva, già in 
quella finanziaria, la riduzione degli ATO ed una loro razionalizzazione, proprio per venire incontro a quello che era il fallimento dell’impianto che si era immaginato e cercare, invece, di mettere in piedi una soluzione per risolvere il problema. 

E’ arrivata poi la nuova legislatura. Con la nuova legislatura abbiamo preso atto, tutti, che già c’era un debito di quasi quattrocento milioni di euro ad inizio legislatura, e tenuto conto del fatto che le perdite accertate erano e sono di circa un milione e mezzo di euro al giorno, credo che l’assessore potrà verificare, come è stato richiesto, di accertare quanto meno quale è la consistenza giornaliera, perché di questo si parla, della perdita giornaliera, del buco finanziario che viene causato da questi ATO, nonostante i reiterati interventi in quest’Aula: basta prendere i resoconti d’Aula degli ultimi cinque anni, nonostante i reiterati interventi non si è mai intervenuto.  
Vedete, quando non si interviene su una cosa che palesemente grida vendetta, su un argomento 
che non è secondario perché stiamo parlando di qualcosa che sta trascinando, che ha già trascinato nel baratro il bilancio dei comuni, il bilancio della Regione forse,  o in alternativa, perché delle due l’una,  qualcuno dovrà pagare. Ora,  quando si dice a chi governa: “Bada bene che non è un’ipotesi aleatoria che domani forse aumenterà il buco, è una certezza assoluta”.  
Bada bene che se non intervieni oggi, tra un anno sarà di trecento milioni di euro in più il buco. E se passano altri due anni, sarà di seicento e così  è stato, perché da quei trecento milioni e più di inizio giugno 2008,  siamo ad un miliardo e mezzo di euro perché se ci fate caso è di trecento milioni di euro all’anno. 
Bene! Quindi, in virtù di questo ci saremmo aspettati che questo Governo, che si annuncia come rivoluzionario, avesse affrontato il problema con tanto più coraggio a cominciare dal conferimento  in delle discariche che  debbono essere pubbliche.                                                                                                            

Assessore, noi abbiamo tanta fiducia in lei. Le discariche devono essere pubbliche! Perché non è possibile che sulla pelle dei cittadini siciliani che, prima o  poi pagheranno, ci sia chi faccia speculazione. E questa è mafia, perché questa è mafia! Perché intanto non c’è nessuna regola che stabilisce un prezzo unitario e non si capisce perché in un sistema che è regolato  dal pubblico non ci debba essere un prezzo unitario per il conferimento in discarica, non lo si capisce. Tanto più che non siamo in presenza di impianti sofisticati di smaltimento e, quindi, ci potrebbe essere una giustificazione legata al fatto che ci possono essere discariche più attrezzate e discariche tecnologicamente meno avanzate. 
Siamo in presenza di discariche! E non si capisce, appunto, la differenziazione dei prezzi. Un’altra cosa ci saremmo aspettati, che il Governo intervenisse, almeno, per  impedire -  oltre al danno la beffa -  oltre al guadagno immenso, smisurato, senza freni, senza limiti e senza controlli, addirittura  l’affronto che, di fronte ad un servizio pubblico e che mette in causa la pubblica incolumità, il Governo non impedisca che un qualunque gestore privato di discariche possa  chiudere le porte ai comuni che devono conferire in discarica. Almeno questo, assessore, almeno questo! Perché ne và della dignità del Governo stesso.  

E poi il ritorno ai comuni, lo diceva l’onorevole Laccoto – io sono d’accordo – se possibilità di ritorno ai comuni ci deve essere, che sia una possibilità quanto più immeditata possibile, una facoltà 
quanto più immediata possibile, perché se ci affidiamo alle lungaggini burocratiche di quanto prevede il disegno di legge che abbiamo in discussione, qui ce ne andiamo almeno a sei mesi, e fra sei mesi saremo in presenza di ulteriori cento, centocinquanta milioni di euro di buco, quando non riusciamo a trovare i cinque, sei milioni di euro per assicurare la proroga ai precari. 
Tutto questo deve finire, il Governo deve avere il coraggio di affrontare il problema serio e grave, appunto, si tratta di un problema serio e grave e che riguarda le finanze della Regione e la salute dei 
cittadini, affrontando  “il toro per le corna”. Lo deve risolvere con grande risolutezza sapendo che non si può più trascinare nel tempo questo vero sconcio. 
Quindi, confidiamo che il Governo apporti qualche modifica per raccogliere quanto noi testé abbiamo suggerito. 

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi sono quattro deputati iscritti a parlare. Ha chiesto nuovamente di parlare l’onorevole Ferrandelli, lo potrà fare alla fine degli interventi. 

E’ iscritto a parlare l’onorevole Ragusa. Ne ha facoltà. 

RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che la gestione dei rifiuti in Sicilia sia un problema molto importante quanto pesante,  sia la gestione, sia anche i messaggi che arrivano  mediaticamente, per cui l’attenzione che pone questo Governo io la condivido perché non appena insediato, ritengo che lei abbia fatto già un passo avanti. Il fatto di poter consentire ai comuni di organizzarsi in modo autonomo ciò sta a dimostrare che si è intrapresa la via per sgravare i comuni che per quanto riguarda il sistema dei rifiuti li ha stremati economicamente. 
Oggi tantissimi comuni siciliani hanno grossissime difficoltà di gestione proprio legati all’enorme peso economico che grava su questi comuni proprio per la gestione dei rifiuti. E’ chiaro che se le SRR - da cui doveva ripartire  la nuova gestione dei rifiuti  - fossero partite, non saremmo sicuramente a discutere di  questa questione.  
Tanti comuni, oggi, vivono un dramma,  che è quello di trasportare i rifiuti forse a duecento ed anche a trecento chilometri. Tutto questo non solo grava sulle casse comunali ma grava anche sulle tasche dei cittadini per cui,  ritengo, signor assessore che, oltre a presentare  questo disegno di  legge che condivido e che il nostro gruppo parlamentare condivide, penso che bisogna iniziare a pensare 
ad un sistema di discariche organizzato che pesi meno sulle tasche dei cittadini. E’ chiaro che i precedenti dissesti di cui tanti comuni oggi vivono, vanno guidati ma vanno soprattutto indirizzati verso una risoluzione per quanto riguarda le spese delle discariche.                                                                                                           

Impianti di discarica che non tanti comuni hanno! Per cui penso che, dopo questo disegno di  legge che noi voteremo, lei, in modo organico,  dovrà presentarci un sistema adeguato per tutti i comuni siciliani, sia essi singoli o consorziati -  si sceglierà poi il metodo migliore per salvare questi comuni - e, una piccola attenzione, o sia pure,  una grande attenzione, va indirizzata verso una organizzazione della differenziata perché penso che una regione come la Sicilia che per tanti anni è stata vessata da questo problema che è la gestione  dei rifiuti, verso la differenziata sistematica, competente, odierna, che ci permetterebbe di essere al passo con i tempi, quindi, inserita in un 
contesto europeo, ritengo che lei assessore appena insediato  dovrà pubblicizzare questo metodo, dovrà aiutare i comuni e, quindi, iniziare un percorso diverso  per poi, magari, smaltire, all’interno delle proprie discariche, con metodi avanzati, con metodi nuovi che, sicuramente, ci permetteranno di pensare sia alle casse comunali e regionali, e sia anche alla salute dei cittadini.  

La ringrazio assessore, le  auguro un buon lavoro, condividendo  questa norma che voterò positivamente. 

PRESIDENTE. E’ iscritto a parlare l’onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà. 

DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione, assessore Marino, onorevoli colleghi, penso che oggi sia un giorno importante per gli amministratori locali, ma anche per gli ex amministratori, così come potrei essere io, perché non è una semplice proroga, assolutamente! E’ tutt’altro che una semplice proroga. Sta cambiando di fatto il sistema che ha portato questa Regione a farla diventare la seconda Campania. Perché, guardate, apriamo i giornali tutte le mattine e non facciamo altro che notare che la Sicilia è invasa dai rifiuti. Non facciamo altro 
… 
CROCETTA,  presidente della Regione. Stiamo scrivendo un emendamento. Per questo motivo l’assessore si è allontanato. In Aula ci sono io che sto seguendo la questione. L’emendamento che stiamo predisponendo le piacerà molto.

DIPASQUALE. Mi sento abbastanza tutelato dall’onorevole presidente della Regione. Volevo mettermi nelle mani anche dell’assessore ma preferisco mettermi nelle sue mani, anche perché devo dire che non mi sono trovato male,  presidente Crocetta.   
Perché dico che oggi è un giorno importante e che questo atto non può passare come una semplice proroga? Perché la sensibilità e la lungimiranza di un presidente che è stato anche sindaco riporta al centro gli enti locali, perché quando individuiamo e diamo la possibilità ai comuni, singoli o associati, di potere ritornare a bandire le gare, di potere ritornare a pensare alla politica per lo spazzamento e per lo smaltimento, significa davvero mettere la parola fine e chiudere quella che è stata una stagione a cui hanno partecipato tutti, tutte le forze politiche, che ha consegnato la Sicilia agli Ato,  che non è stato nient’altro che un percorso per pilotare l’emergenza rifiuti in Sicilia. 

Signor Presidente, queste cose vanno dette con chiarezza!  
C’è stato un disegno: far scattare l’emergenza rifiuti in Sicilia, perché quando scatta l’emergenza rifiuti sappiamo che le gare si possono fare molto più facilmente, sappiamo che da parte del Governo nazionale i finanziamenti e le risorse arrivano con molta velocità nei territori, così come è successo in Campania, noi sappiamo che sguazza lì il malaffare e la mafia. 

Questo è quanto accaduto in Sicilia e  ancora non siamo  usciti da questa minaccia perché tutti i giorni un comune, una realtà, un ambito scoppia; tutti i giorni l’immondizia, in qualche parte della Sicilia, rimane per strada. Sono felice che arriva un segnale concreto e non può passare così in silenzio, inosservato e ringrazio di cuore il Presidente della Regione, lo avevo già detto.                                                                                                            

A chi parlava prima di preoccupazione - mi pare l’onorevole Di Mauro - del fatto di creare diverse centrali di spesa, vorrei chiedere se sa cosa succede con l’ATO, centralizzando tutto in capo all’ATO, succede che  comuni virtuosi come il comune di Ragusa, che ha sempre pagato, si è ritrovato ad avere pignoramenti per milioni di euro perché altri comuni soci non pagavano i soldi dello smaltimento e, quindi, il comune - faccio l’esempio di Ragusa, ma così tanti altri comuni in Sicilia -  che aveva da sempre onorato l’impegno economico veniva a trovarsi le risorse pignorate perché altri comuni dell’ATO non pagavano quel servizio di raccolta dei rifiuti.

Dobbiamo svincolarci! Ed ha fatto bene, è stato bravo, signor Presidente della Regione, perché in una norma che doveva prevedere solamente la proroga, è stato inserito un cambio di rotta ed è questa è la strada giusta; fermo restando però - e convengo con qualche collega - che non abbiamo risolto definitivamente il problema, abbiamo iniziato  a tamponarlo perché ora i comuni virtuosi si cercheranno la compagnia di altri comuni virtuosi per potere fare sistema e per potersi mettere in condizione di garantire un servizio fondamentale, ma rimangono degli aspetti rilevanti. 
Primo fra questi è rappresentato dalle discariche perché si sta verificando infatti una cosa assurda: anni fa non avevamo differenziata, ma non avevamo neanche problemi di conferimento in discarica, oggi conferiamo di meno e abbiamo problemi per le discariche perché c’è una politica chiara che è rivolta a privilegiare i privati, perché gli affari sono lì! 
Questo meccanismo va bloccato o permettendo  le discariche - di certo non ce la possiamo mangiare l’immondizia! – o permettendo i termovalorizzatori o qualsiasi altra strada, onorevole Presidente, ci suggerisca la strada e noi la sosterremo in questo, senza dubbio.  

Una soluzione va trovata affinché non scoppi l’emergenza rifiuti in Sicilia perché era un percorso che qualcuno aveva posto in essere, qualcuno intendeva portare avanti, far scoppiare l’emergenza rifiuti in Sicilia, farla scoppiare a Palermo, ad Enna, a Catania, a  Ragusa non ci sono riusciti per un soffio, ma c’erano tutte le condizioni in Sicilia per far scoppiare l’emergenza rifiuti. Non ci sono riusciti. 

Personalmente  sono molto più sereno - mi spiace che l’Assessore se ne sia andato, ma avremo altre occasioni per conoscerci - sono sicuro che  anche la presenza di questo tipo di Assessore ci metterà nelle condizioni di trovare le soluzioni necessarie affinché questa nostra bella Isola non diventi una pattumiera a cielo aperto così come verificatosi in altre Regioni d’Italia. 

PRESIDENTE. E’ Iscritto a parlare l’onorevole Panepinto. Ricordo che le iscrizioni a parlare sono chiuse dopo l’onorevole Di Giacinto, in coda agli  altri, gli onorevoli Grasso, Turano, Ferrandelli, Trizzino, Cordaro e Musumeci.  

PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiaramente è merito del Governo se oggi si dà l’avvio, non certo la conclusione, della riforma sulla gestione dei rifiuti in Sicilia.  
E’ un tempo utile quello che il Governo chiede per scrivere le nuove norme che dovranno regolarizzare i rapporti in questa complicata vicenda che è quella dei rifiuti. 
Ovviamente, non ripeto cose che tutti già sappiamo,  peraltro io vivo in una provincia, quella di Agrigento, che è divisa a metà: in una parte si fa la raccolta differenziata e si arriva quasi al 70 per cento; in un’altra parte, spesso e volentieri, i turisti oltre a vedere la Valle dei Templi vedono enormi cumuli di immondizia. 

Come ho già detto in quarta Commissione, la questione dell’impiantistica è strategica nel ragionamento di modifica dell’attuale assetto ed  il  testo di oggi probabilmente è carente di un aspetto e dico quale: la questione dell’impiantistica, signor Presidente della Regione ed ho bisogno della sua attenzione.  
Oggi noi abbiamo difficoltà a trovare discariche disponibili per fare conferire i comuni e abbiamo un piano dei rifiuti che prevede che alcune discariche che hanno già la cosiddetta AR, cioè le                     autorizzazioni già rilasciate, non possono essere attivate le terze, le quarte, le quinte vasche perché sostanzialmente non hanno le risorse. 
Ora, il sistema del conferimento in discarica è un sistema di oligopolio, o pubblico o privato, ma certamente poca attenzione è stata data negli anni passati alla realizzazione degli impianti, al loro ampliamento, soprattutto per raccogliere l’indifferenziata e l’umido. Anzi, in Sicilia, sono previste diverse centrali di compostaggio,  ma di fatto quelle esistenti, penso una in provincia di Palermo, per ragioni diverse non vengono mai attivate o perché manca un collaudo o perché manca qualche altra cosa; cioè tutto gira attorno al conferimento senza differenziazione dei rifiuti nelle discariche. 

Personalmente, l’ho chiesto all’Assessore, lo chiedo al Presidente della Regione, considerato che il problema dei rifiuti è anche il costo che è a carico dei cittadini, i quali quando si vedono aumentare la Tarsu o la Tia, in altri casi molto più la Tarsu, alla fine scelgono di non pagare, alcuni perché non possono pagare, altri non pagano per tradizione, altri perché non possono farlo.  
Pertanto, credo che oggi, l’ho chiesto al Governo e in Commissione ed ho ritirato l’emendamento volutamente perchè andava riscritto, andava armonizzato al testo complessivo, ma immaginare la possibilità che laddove ci siano discariche con le autorizzazioni già date, consentire a quei comuni che fanno parte dell’ATO di competenza e allo stesso ATO di eseguire i lavori di efficientamento o 
di ampliamento consentirebbe - sto pensando per esempio ai tanti rifiuti di Licata, Gela, Campobello, Ravanusa, Naro, Camastra - la riattivazione di discariche che di fatto sono in regola dal punto di vista delle autorizzazioni e mancano di risorse e quest’ultime la Regione non le può dare in questo momento sia perché non le ha, sia perché non sono queste le discariche del piano regionale.  

Signor Presidente della Regione, credo che questo grande lavoro che la sua Giunta, la sua persona, l’assessore Marino, così come gli uffici si accingono a fare, nella complessità della contraddizione di tutto il sistema degenerato della raccolta dei rifiuti, non dare attenzione - e lei certamente la darà alla questione dell’impiantistica - significa solo porsi problemi di risorse, significa solo porsi problemi importantissimi di mettere i comuni in condizione di avere i piani di rientro, ma il rischio è che senza l’impiantistica non si dà nemmeno attuazione a quella che è la stessa ratio della norma quando 
nasce, cioè far diventare la Sicilia una regione dove il livello di raccolta differenziata sia quello previsto dalle leggi regionali e da tutto il sistema normativo che parte dal decreto Ronchi del 1997. 
Signor Presidente della Regione, la prego di valutare la possibilità, anche perdendo qualche ora, di inserire una norma che consenta la riattivazione di tutte quelle discariche che in Sicilia dispongono già di tutte le autorizzazioni. Altrimenti, lo hanno detto altri colleghi, abbiamo il rischio che i privati o il pubblico che gestiscono le discariche fanno firmare contratti a pagamento a sette giorni, cioè comuni che non sono in grado di pagare gli stipendi, dovranno optare se pagare gli stipendi o un certo tipo di creditori, o  pagare a sette giorni il titolare delle discariche, nonostante sia stata inserita di recente una norma che stabilisce in sessanta giorni l’obbligo di questo tipo di pagamento.  
Pertanto,  apprezzando in maniera considerevole lo sforzo che il Governo inizia a fare su un tema importante, complicato e complesso, qual è quello della raccolta dei rifiuti che è anche un problema di civiltà, la voglio pregare, signor Presidente della Regione, di valutare la possibilità che il Governo inserisca una norma, come dicevo prima, per avere  più possibilità di conferire in discariche in numero maggiore di quelle attuali. 

PRESIDENTE. E’ iscritto a parlare l’onorevole Grasso. Ne ha facoltà. 

GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Presidente della Regione, porto qui la mia esperienza diretta di sindaco in una materia complessa e che mi ha vista protagonista, assieme ad altri sindaci, e lamentarmi di un sistema farraginoso di cui siamo stati vittime senza poter trovare soluzioni, anzi barcamenandoci a trovare delle soluzioni.                                                                                                           

Oggi va il mio plauso al Presidente, all’Assessore, al Governo, alla Commissione per questo disegno di legge e  vorrei esprimere il mio plauso perché finalmente si pone fine ad un sistema che è quello degli ATO che ha fatto lievitare i costi. 
La soluzione che prevede il disegno di legge, quella di  una forzatura perché un po’ in contrasto con la legge di stabilità e mi rendo conto che è stata anche un po’ imbrigliata e non sarà possibile dire che i comuni possono, nelle more delle autorizzazioni, organizzarsi perché forse si incorrerebbe nel rischio di impugnazione da parte del Commissario dello Stato. 
Sicuramente, che il servizio ritorni, per quanto riguarda la gestione, lo spezzamento, il trasporto, ai comuni è e quello che tutti i sindaci, credo, ci siamo auspicati. 
I debiti degli ATO non possono essere oggetto  di questo disegno di legge perché sono stati regolamentati con un’altra legge, la legge n. 9 del 2011, è una materia diversa e anche dal punto di vista contabile di eventuali buchi da parte della Regione, che poi non credo ce ne siano perché le somme sono state richieste dai comuni ai sensi dell’articolo 9 e trattenute dall’Assessorato   alle autonomie locali direttamente ogni anno sui trasferimenti, quindi, non credo che la Regione abbia buchi o, comunque, se ce li avrà sicuramente i  comuni li dovranno restituire perché dovranno incassare ancora, recuperare ancora i crediti da parte di quei cittadini che non hanno pagato e, quindi, questo è un aspetto che sicuramente sarà demandato alla gestione liquidatoria. 

Io invece mi pongo un problema e, spero, mi auguro e auspico, signor Presidente, che proprio quanto previsto dall’articolo 5, cioè che gli impianti, che l’impiantistica verrà assegnata all’assessorato regionale all’energia e ai servizi di pubblica utilità, che in tempi brevi dovrà emanare, rimodulare, quel piano rifiuti che mai è stato previsto in Sicilia. 

Ho sentito qui  parlare i colleghi onorevoli di discariche ed io vorrei che l’argomento discarica fosse quello che in tema di rifiuti sia l’ultimo da trattare perché noi dobbiamo avere la capacità,  tutti quanti, di far sì che in discarica si conferiscano meno rifiuti possibili.  

Qui c’è un compito da parte dell’assessorato, del dipartimento che sarà quello di normare con una direttiva, con una norma intanto i prezzi unitari, di stabilire le tariffe, di stabilire pagamenti, di non lasciare nel libero arbitrio di privati la gestione delle discariche perché queste  potranno essere sì realizzate con trasferimenti pubblici, ma poi materialmente la gestione dovrà essere affidata ad un concessionario e questo  deve  essere regolamentato con una  norma di cui il dipartimento, l’assessorato per l’energia dovrà farsi carico. 
Personalmente,  immagino anche un’altra cosa.  Piuttosto che delle discariche, siccome noi abbiamo e penso che dobbiamo in maniera intelligente sfruttare i fondi comunitari,  perché non cominciamo a pensare a delle centrali a biomassa. 

Abbiamo un problema non solo di rifiuti,  ma anche di scarti, un problema di legna, di bruciare tutto quello che in questo periodo non si può più, perché la norma comunitaria lo vieta e, quindi,  perché non attingere a finanziamenti comunitari e realizzare delle centrali a biomassa. 
Per quanto riguarda l’impiantistica esorto, perché solo lì si può avere un abbattimento di costi, cioè nel conferire meno rifiuti in discarica e nel privilegiare degli impianti che prevedono invece il riciclo di tutta la plastica, carta e quant’altro, tutto il materiale che si va a differenziare. 
Io ho sempre sostenuto che i rifiuti possono diventare una risorsa e possono diventarlo solo se questo Governo si farà carico di prevedere dei finanziamenti negli ambiti territoriali e così delle società che possano permettere e consentire l’utilizzo ed il riciclo di tutta la parte  che va differenziata e poi realizzare, per ogni territorio,  dei piccoli impianti, degli impianti di compostaggio. 
Vi ricordo che noi nell’ambito di cui io sono sindaco, da tre anni abbiamo presentato dei finanziamenti ed ancora aspettiamo i decreti di finanziamento, tranne essere poi accusati, quando non si hanno strumenti e non si hanno mezzi, di avere causato buchi e debiti,  questo è ingeneroso e non lo possiamo accettare.                                                                                                           

Quindi,  nell’affermare che questo disegno di legge ha tutta la mia approvazione, auspico però che lo stesso  venga completato in tempi brevi, accompagnato da una rimodulazione di un piano rifiuti e, soprattutto, dall’emanazione di quei decreti di finanziamenti che ancora devono essere  notificati, dal prevedere impianti che possano consentire questo ciclo virtuoso dei rifiuti. 

PRESIDENTE. E’ iscritto a parlare l’onorevole Turano. Ne ha facoltà. 

TURANO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,  onorevoli colleghi, in verità cercherò di essere telegrafico, non ho molti argomenti da utilizzare per arricchire questa intrigante discussione che ha visto tanti amici e colleghi che hanno rappresentato le difficoltà che riscontrano nei propri territori per il servizio di gestione della nettezza urbana. 
La legge contiene dei paradossi tutti siciliani per cui è come il cane che si morde la coda, non si riesce ad uscire, in fase programmatoria, dalla emergenza. 
Le faccio un esempio,  signor Presidente della Regione, lei sa che la competenza per la realizzazione delle discariche è  in capo esclusivamente agli ATO  e le varianti urbanistiche sono, esclusivamente, in capo, ai comuni.  
Se, quindi, non c’è la disponibilità di un comune o se il Presidente od il commissario liquidatore di un ATO chiede di intervenire per realizzare una discarica e non ha la disponibilità dell’amministratore, di fatto, non se ne fa nulla. 
Questo è un sistema articolato che, poi, porta alle speculazioni che parecchi colleghi hanno denunciato e sulla realizzazione delle discariche, e sul prezzario per l’abbancamento, e non solo signor Presidente della Regione, e sulla volontà, spesso, dico, ahimè, degli uffici della Regione di intervenire, accelerando pratiche od iter autorizzativi che, invece, qualche ente locale non riesce ad 
ottenere.    
Ora, atteso, Presidente, che gli argomenti sono  così scottanti, per non parlare dell’immagine devastante che siamo soliti dare quando percorriamo le strade della Sicilia e vediamo cumuli di rifiuti, se non, addirittura, talvolta dentro la città, che deturpano l’ambiente ed arrecano danno alla salute dei cittadini, personalmente  non ho presentato emendamenti, vorrei che mi seguisse attentamente per pochi attimi ancora.  
Vorrei che lei, oggi, presentasse un emendamento alla sua legge ed anticipasse il termine del 30 settembre al 30 aprile, perché, onestamente, glielo dico con il cuore in mano, sono un sostenitore di questa maggioranza, ho assunto un impegno, lo voglio mantenere, l’ho assunto con gli elettori e l’ho assunto con lei, ma non ritiene che  il 30 settembre sia un termine un poco funghetto; siamo stati eletti il 28 ottobre scorso, un anno intero quasi  per preparare una proposta di riforma che sia risolutiva e che riesca a dare l’immagine di quella efficienza, di quella efficacia e di quella buona amministrazione che tutti ci auguriamo, che sia diversa dal passato, non è un termine troppo lungo? 

Ho chiesto, allora, all’assessore Marino, lo volevo fare pubblicamente chiedendolo anche a lei ed a tutti i colleghi, di non guardare - noi, oggi, siamo qui a lavorare il 29 dicembre, non serve forse lavorare il 29 dicembre, serve risolvere problemi - di non guardare  il tempo che occorre, ma di intervenire rapidamente  e credo che 9 mesi siano veramente tanti! 
E’ vero che si tratta di un argomento lungo, articolato, complesso, difficile, ma è pur vero che, talvolta, la gestione del tempo rappresenti in Sicilia una speculazione che credo questo Governo non 
debba permettersi. 
Le chiedevo, se lei dovesse accogliere l’appello di condividere con l’Aula la presentazione di un emendamento per anticipare la riforma, che noi tutti auspichiamo, entro un tempo ragionevole di 4 mesi. 

PRESIDENTE. E’ iscritto a parlare l’onorevole Falcone. Ne ha facoltà.                                                                                                            

FALCONE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione, onorevoli colleghi, credo che il disegno di legge che ci stiamo accingendo ad esaminare manifesti,  qualche perplessità, qualche incertezza, al di là di qualche considerazione trionfalistica di qualche supporter di questo Governo, che giustamente deve fare il suo mestiere.  
Parliamo, innanzitutto, di un disegno di legge che vuole guardare alle proroghe delle attuali gestioni, non  è un disegno di legge di riforma, lo dobbiamo dire in maniera molto chiara, molto semplice, al di là che qualche collega - anche della cosiddetta parte che non ha vinto le elezioni -  voglia avere qualche benevola considerazione nei confronti di uno sforzo di questo Governo che,  a mio avviso, comunque, è tardivo e lo è  perché non possiamo arrivare al 29 dicembre 2012, signor Presidente dell’Assemblea, per avere un disegno di legge, signor Presidente della Regione, che è molto riduttivo e mi permetterò di spiegare perché lo è e mi  fa piacere che sia arrivato  l’assessore Marino.  

E’ riduttivo perché, anzitutto, è un disegno di legge che deve garantire le proroghe delle attualgestioni in assenza delle quali ci sarebbe il default in Sicilia, nel senso che la Sicilia cadrebbe in una gravissima confusione.  

Il problema è l’articolo 1 ed è  quell’articolo che dovrebbe essere la grande riforma perché è un articolo che parla alla pancia dei sindaci dei Comuni.  

Oggi i Comuni sono in una situazione di grave difficoltà nella gestione del servizio perché molte volte devono relazionarsi prima con gli ATO, oggi con le S.R.R., la maggior parte delle quali non ha ancora fatto il piano d’ambito, alcune delle quali, invece, si trova in una situazione di grande difficoltà di relazione con gli stessi Comuni,  comuni che non hanno i soldi per pagare le SRR o meglio gli ATO e gli ATO che non riescono a garantire il servizio con le ditte affidatarie.  

Ci si inventa oggi un articolo che replica: “affidiamo direttamente il servizio e lo facciamo noi Comuni’.  



Qualche collega che è già intervenuto, essendo sindaco, può dire che una  bellissima cosa, ma non  ci rendiamo conto che questo articolo non riesce a risolvere un  problema, innanzitutto quello del personale.

Come facciamo a traghettare questo personale dalle SRR o dagli ATO ai singoli Comuni, c’è un personale che riguarda gli operai, che riguarda il  servizio, lo spazzamento, gli autisti, operai, sorveglianti, cioè il personale tecnico, ma c’è poi il personale amministrativo degli ATO, degli SRR di cui nessuno parla e non sappiamo come potrà e quale sarà la fine di questo personale.  

C’è un altro problema, ossia  che entro 60 giorni il piano di intervento presentato dai Comuni in forma singola o associata dovrebbe essere approvato dalla Regione.  
Signor Assessore, io le pongo una domanda e cioè se questo piano di intervento è un piano di intervento in armonia al piano d’ambito, che ancora non esiste, o è un piano di intervento che è avulso dallo stesso, cioè noi oggi siamo SRR e dobbiamo fare un piano d’ambito che riguarda tutta la gestione e il servizio e la gestione dell’impiantistica - su cui io non voglio entrare, nelle discariche private, nel monopolio, dello stesso esercito, non voglio entrare, non ci interessa, non è tema di stasera – ma c’è un problema: questi Comuni come riusciranno a proporre il piano di intervento, cioè il piano di intervento è lo stesso, collega Di Giacinto, del piano d’ambito o è diverso?  

E se è lo stesso, è in armonia, e se è in armonia perché dobbiamo ancora sottoporlo prima ad un vaglio entro 60 giorni da parte dell’Assessorato e successivamente ad un altro vaglio di 90 giorni 
nello stesso Assessorato.  

Stiamo incancrenendo la situazione altro che modifica, altro che grande riforma, qua stiamo scadendo e lo dobbiamo dire a chiare lettere, Presidente della Regione, e non ha lei la colpa, non ha 
lei la colpa.  

Lei è preso da mille problemi, da mille emergenze, non è facile la bicicletta sulla quale le è stato  posto, i siciliani lo hanno giustamente assegnato,  ma è giusto che chi ha la responsabilità massima dei dipartimenti, chi ha la responsabilità politica degli Assessorati si  ponga e si confronta con                                                                           l’Assemblea, con le Commissioni, con l’Aula perché in quest’Aula ci sono signori parlamentari, ci sono sindaci, ci sono persone che hanno anche esperienza ed è giusto colloquiare con loro, però se 
un disegno di questo di tale importanza, arriva  soltanto un giorno prima, ma quale effetto può sortire? Rischia di  sortire un effetto deflagratorio, un effetto gravissimo per gli enti locali, cioè confusione alla confusione.  

Allora, sarebbe più opportuno che se  il principio è giusto, Presidente,  nulla quaestio, però rischiamo di creare una sovrapposizione con questo articolo 1 che alla fine metterà in difficoltà tutti i comuni e li metterà in difficoltà, ad esempio, in quegli ambiti, in quegli ATO oggi SRR che hanno un’impiantistica. 

 La collega Raia sa bene che a Caltagirone c’è un ATO che ha gestito ed ha gli impianti. Questi impianti chi li gestirà? Signor Presidente Musumeci, chi li gestirà? Questi impianti a chi saranno assegnati? Allora, potremo ipotizzare eventualmente, lo dico al Presidente della Commissione quarta, all’onorevole Trizzino, che  viene collocato un  piano di ambito, lo stesso lo consegniamo all’Assessorato, l’Assessorato lo approva, approva all’interno dello stesso la possibilità di deroghe a seconda della gestione, se viene affidato ad uno o più comuni, ma approva all’interno dello stesso la competenza di chi deve gestire questo impianto. 

 Pertanto, io non entro in tutti gli altri problemi, non entro nei problemi dei soldi, delle difficoltà finanziarie che hanno i comuni, perché, e vado verso la conclusione, se da un lato i comuni impazziscono per gestire il servizio direttamente, appena ogni mese dovranno pagare le aziende che gestiscono il servizio poi quello in quel momento saranno problemi seri per i comuni che non hanno 
i soldi, per i comuni a cui lo Stato e la Regione sottrae i soldi e noi sino a ieri abbiamo evitato che ciò accadesse con i precari. Perché lo dobbiamo  anche dire, noi apprezziamo le dichiarazioni programmatiche del Presidente Crocetta, ma chiediamo e confidiamo nel fatto che non tocchiamo le fasce deboli, i precari sono una fascia debole e nel momento in cui togliessimo i soldi ai comuni per i precari metteremmo a repentaglio i servizi essenziali, e metteremmo a repentaglio anche questa categoria debole. 

 Concludo dicendo che a mio avviso un minimo di riflessione, Presidente Ardizzone, su questo disegno di legge che dobbiamo approvare, attenzione, ma lo dovremmo approvare soltanto per le proroghe delle attività gestionali in essere che il 31 dicembre scadono. Sarebbe più opportuno soprassedere su una riforma che non è tale ma che rischia di creare confusione. 

PRESIDENTE. E’ iscritto a parlare l’onorevole Di Giacinto. Ne ha facoltà. 

DI GIACINTO. Onorevole Presidente dell’Assemblea, onorevole Presidente della Regione, colleghi, credo che non ci sia confusione perché più confusione di quella che c’è in questo momento negli ambiti credo non ci possa essere. 

 Questa finalmente è una riforma che vogliono gli amministratori locali. Forse questo ai più dei deputati che sono seduti in Aula passa così, più volte, ogni volta che c’è stata una emergenza rifiuti, e siamo stati chiamati a Palazzo d’Orleans davanti agli Assessori, al Presidente e ai direttori generali, i sindaci all’unanimità hanno chiesto con forza che il servizio di raccolta dei rifiuti e spazzamento passasse in capo ai Comuni. 

 Pertanto, noi stasera finalmente restituiamo un servizio in mano a chi lo deteneva da sempre. 

Guardate, oggi non è facile per un Sindaco poter vedere la propria città pulita, sapete perché? Non hanno titolarità rispetto ai dipendenti degli ATO. Se un Sindaco si rivolge ad un dipendente dell’ATO dicendo di pulire la città per bene, questo gli dice “io a lei non la conosco, non so chi è lei, lei è semplicemente un socio”. Oggi i sindaci hanno soltanto la titolarità,  quello di pagare. Caro collega, paghiamo ogni mese allo stesso modo, invece di pagare direttamente i fornitori o pagare direttamente i dipendenti, paghiamo gli Ambiti  territoriali che non svolgono quella funzione che dovrebbero svolgere. C’è un peccato iniziale sugli Ambiti, il peccato iniziale sugli Ambiti che non è                 stato fatto mai un piano vero per la gestione e  la raccolta dei rifiuti,  non sono state fatte mai infrastrutture, ci sono Ambiti che non hanno nessuna infrastruttura.  

E’ questo il gap che oggi dobbiamo colmare: quello di dare infrastrutture e sono convinto che la gestione in mano ai Sindaci diventa una gestione più oculata e diventa una gestione che sicuramente fa risparmiare le famiglie perché i Sindaci che sono anche gli impositori, perché sono coloro i quali poi emettono la tassa, hanno soltanto un interesse: risparmiare sul servizio per poter abbassare la 
tassa.  

Mi pongo solo un problema, signor Presidente, avevamo posto un emendamento per salvaguardare quei lavoratori che al 31 dicembre, così come gli Ambiti territoriali scadono, sono dei lavoratori a 
scadenza, che scadevano il 31 dicembre 2012 assieme agli Ambiti territoriali, sappiamo che il Commissario dello Stato ci ha detto di togliere questa norma per cui la togliamo, ci auguriamo che i liquidatori, così come è scritto nella norma,  continuino a mantenere questi dipendenti per un semplice fatto, per salvaguardare l’occupazione ma non soltanto, per  continuare a gestire i servizi perché ci saranno Ambiti che senza questi lavoratori purtroppo non potranno garantire i servizi nelle città e quindi ci sarà un altro tipo di disastro.  

Per quanto riguarda le discariche purtroppo le  Amministrazioni sono costrette, e questo è un accordo che è stato fatto dal vecchio Governo con i proprietari delle discariche, che ogni 5 giorni i Comuni devono pagare, ad un incontro ho detto al  proprietario della discarica che quasi quasi daremo il bancomat agli autisti perché ogni volta che arrivano là pesano  e pagano col bancomat. 

Ritengo quindi che questa è una questione da rivedere, onorevole Presidente della Regione, rispetto ai conferimenti in discarica. Non è possibile che i Comuni debbano pagare ogni 5 giorni. Mi sembra una follia, è una cosa fuori da qualsiasi logica e se tu non paghi chiudono la discarica, e la chiudono, guardate che la chiudono così come l’hanno chiusa per molti Ambiti che in questo momento non possono scaricare, immaginatevi questo periodo delle feste per molti comuni viciniori a Palermo, grazie a Dio non sono quelli dell’altro lato di Bagheria, Casteldaccia e così via ma dall’altro lato che in questo momento non scaricano.  

Ci auguriamo, signor Presidente, che venga presentata al più presto, ci sembra congruo il termine del 30 settembre perché sappiamo che poi presentare una riforma è una cosa seria, per cui appoggiamo in toto questa norma con la speranza che qui al 30 settembre 2013 venga presentata una vera e propria riforma sugli Ambiti.  

PRESIDENTE. E’ iscritto a parlare l’onorevole Cordaro. Ne ha facoltà. 

CORDARO. Signor Presidente dell’Assemblea,  Presidente della Regione, onorevoli colleghi, abbiamo lavorato alla redazione di questo disegno di legge e devo dare atto e fare un plauso alla collega Sudano che in Commissione Ambiente e Territorio si è adoperata perché potesse venire fuori un “prodotto” confezionato nella maniera migliore. Avevamo, Presidente Crocetta, anche preparato 
una serie di emendamenti e però siamo convinti oggi più che mai che sia necessario portare a compimento una legge organica, una legge di settore nel campo dei rifiuti e degli ATO comunque nel più breve tempo possibile e per questa ragione ritireremo o non presenteremo gli emendamenti che avevamo redatto come segno di buona volontà  per un viatico che sia il migliore circa la 
possibilità di scrivere presto una buona legge organica di riforma. Oggi ci troviamo di fronte ad una proroga e ci troviamo di fronte ad un dato  oggettivo che è quello, in buona sostanza, di un trasferimento di gestione ai comuni che potranno consultarsi tra loro e che potranno, soprattutto, nel caso di silenzio assenso della Regione, indire le gare che è una cosa che, obiettivamente, ci convince rispetto alla quale il nostro atteggiamento è certamente positivo. 
Però, Presidente, noi veniamo da una stagione che in questo campo è stata davvero drammatica; una stagione che ha smantellato il sistema dei termovalorizzatori e dei rigassificatori e ci dirà la storia, se a torto o a ragione, ma una stagione quella precedente alla sua che, in buona sostanza, oltre                                                                                               a smantellare non ha costruito nulla di sostitutivo che potesse dare una risposta seria e qualificante al tema degli ATO e soprattutto al tema dei rifiuti. 
Una stagione che ha visto, ad esempio, questo Governo che l’ha preceduta lavorare per ottenere un frutto relativamente alla raccolta differenziata pari all’8 per cento e quindi un vero disastro, un vero fallimento. Una stagione che ha atteso per circa due anni un piano di  attuazione che non fu mai redatto dal Governo Lombardo; una stagione che è stata di attesa senza sapere che “mentre il medico 
studiava, il malato rischiava di andarsene morendo ingloriosamente”. 

Allora, Presidente, io sono d’accordo con il collega Turano quando le chiede di anticipare ad una data antecedente al 30 settembre, epperò, Presidente, noi non gliela poniamo come condizione a noi basta che oggi il Governo prenda un impegno che è  quello di portare in Aula al più presto, pur restando (lo valuteremo - adesso lo valuterà l’Aula -) la data del 30 settembre, al più presto una legge di reale riforma di questo tema di completa organica riforma del tema. 

Noi questo glielo chiediamo, Presidente, perché abbiamo pensato nella stagione passata che potessero esserci interessi reconditi dietro la volontà di non far nulla sugli ATO, abbiamo saputo e abbiamo confermato la nostra contrarietà alle discariche soprattutto a quelle di matrice poco certa, perché sappiamo che lì sempre si annidano gli interessi mafiosi. 

Abbiamo combattuto queste logiche, siamo certi che lei ci verrà incontro sotto questo profilo e che ci troverà sicuramente d’accordo. Rispetto a questo, e rivolgo un appello al Presidente Ardizzone, presidente Ardizzone, lei ha esordito in maniera a mio parere assolutamente lineare quando ha detto che non saranno più ammesse leggi omnibus. Io le chiedo di vigilare perché in questo disegno di legge non entrino norme che non hanno nulla a che fare con la materia e le chiedo, altresì, di vigilare perché, se vogliamo andare incontro ad una riforma del sistema, non si introducano in maniera surrettizia norme che potrebbero modificare sostanzialmente la materia stessa. 

Sono certo che questo non accadrà, ma se dovesse accadere, sono certo che il nostro presidio che è il Presidente dell’Assemblea vigilerà. 
Concludo dicendo, Presidente, che noi su questo disegno di legge - e anticipo la dichiarazione di voto -, ci asterremo come gruppo Cantiere Popolare. La nostra astensione non è il prodromo di un voto negativo, è un’apertura di credito perché siamo certi che lei presto e prima di quella data del 30 settembre porterà con il suo Assessore al ramo una proposta di riforma che insieme valuteremo e, se del caso, miglioreremo. 

PRESIDENTE. E’ iscritto a parlare l’onorevole Musumeci. Ne ha facoltà. 

MUSUMECI. Signor Presidente, Signor Presidente della Regione, onorevoli colleghi,  il disegno di legge che stiamo dibattendo appare essenzialmente un atto amministrativo dal quale emerge la volontà politica del Governo di ridare protagonismo ai comuni in uno dei servizi essenziali nella vita dell’ente locale, ma credo sia stata una occasione persa per potere dare soltanto in linea generale indicazioni sul piano della riforma di un tema che  continua ad appassionare l’agone politico, ma anche le Procure della Repubblica in Sicilia. 
Il Presidente del Gruppo parlamentare cui  appartengo, onorevole Formica, ha evidenziato nella necessaria sintesi gli aspetti sui quali noi avremmo voluto che il Governo Crocetta puntasse la propria attenzione, almeno soltanto in termini di enunciazione, nulla potendo e dovendo pretendere in ordine ai tempi così ristretti nei quali finora si è operato e si è costretti forse nelle prossime settimane ad operare. 

Onorevole Presidente della Regione, ho fatto l’amministratore per qualche anno, ho guidato, come lei ricorderà, la provincia di Catania per dieci anni e conosco i problemi legati alla gestione dei rifiuti e delle discariche dei rifiuti. Credo che noi, in questa legislatura, abbiamo il dovere – e lo dico anche al Presidente ed ai componenti della Commissione – di dare un segnale forte in termini di efficienza e, perché no, di lotta alla mafia. Non basta consentire ai comuni di potersi riappropriare della                                                                             gestione di questo servizio, ma occorre liberare i comuni dalla morsa del ricatto operato dai gestori delle discariche dei rifiuti. E questo può essere fatto con  una riforma coraggiosa, articolata, certamente difficile e complessa, ma sarebbe un grosso segnale quello di potere consentire che le discariche dei rifiuti siano finalmente pubbliche ed obbediscano a norme e a criteri improntati non alla brutale religione del profitto, ma alla convenienza, alla economicità ed alla razionalità ed efficienza del servizio. 

Altro aspetto che non vogliamo sottovalutare, lo ha fatto il mio Capogruppo, lo hanno fatto altri colleghi del centro-destra, è quello di evitare la speculazione dei costi fra una discarica e l’altra. Un prezziario unico regionale credo possa essere il primo concreto segnale per tagliare le unghie ad una sorta di imprenditoria assolutamente spregiudicata e convinta di potere operare con la impunità di una politica latitante.  

Terzo tema e concludo, onorevole Presidente  della Regione, nella mia provincia opera una discarica in contrada Tiritì, fra i comuni di Motta e Misterbianco a due passi da Catania, a meno di 5 chilometri dai due popolosi centri, che è ormai ai limiti del collasso, autorizzata per 800 mila metri cubi. Ebbene, il Governo della Regione, con decreto del 2009 ha autorizzato l’ampliamento di quella discarica alle porte di Catania e a due passi dai comuni di Motta e Misterbianco per potere arrivare a 2 milioni 543 metri cubi. In quei due comuni dove lo scorso anno i tecnici dell’Arpa hanno rilevato una presenza di polveri sottili assolutamente incompatibile con le norme previste dalla legge la 
popolazione è in vivo fermento. Si è costituito un comitato di cittadini; è stato presentato ricorso al TAR contro il decreto del Governo regionale e contro il decreto che autorizza ed approva il Piano regionale per i rifiuti. Il TAR di Catania, tre giorni fa, si è pronunciato dicendo che la competenza va demandata al TAR del Lazio. Il mio Gruppo ha presentato interrogazione al Presidente Crocetta che durante il dibattito farebbe bene ad ascoltare i deputati, anche quelli dell’opposizione, ha presentato dunque un’interrogazione per scongiurare questo serio pericolo. 

Il Presidente Crocetta non può intestarsi l’autorizzazione all’ampliamento di una discarica per tre volte superiore a quella che oggi opera nella cintura pedemontana della città. 
Noi la invitiamo, nei tempi ragionevolmente brevi, a rispondere in Aula o per iscritto – come lei vorrà, signor Presidente della Regione – perché il silenzio in  questi casi diventa significativo politicamente e pericoloso sul piano della degenerazione dello status quo. 

Per queste ragioni e per l’allarme appena lanciato, signor Presidente, in attesa che in Sicilia la differenziata diventi cultura diffusa e contaminante, oggi siamo a meno del 10 per cento, per queste ragioni anche il mio Gruppo politico le chiede di assumere un impegno affinché entro lo spazio ragionevole di qualche mese, in quest’Aula il Governo si possa presentare per proporre una legge di riforma del sistema di raccolta e di smaltimento dei rifiuti ponendo come punti di riferimento la capacità di rendere pubbliche le  discariche, il prezziario regionale  sul quale il centro destra ha preparato un apposito emendamento che sottoporremo all’Aula e ogni altro elemento di novità che serva a dare finalmente una svolta ad un settore nel quale la politica e molto spesso il malaffare hanno trovato l’occasione giusta per reggere un pericoloso e pregiudizievole sodalizio. 

PRESIDENTE. Prima dell’intervento del Presidente della Regione ha chiesto di parlare l’onorevole Ferrandelli, relatore  del disegno di legge, e l’onorevole Trizzino, presidente della Commissione. 

FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,onorevoli colleghi, sono stato relatore di questo disegno di legge e ne condivido non soltanto  la filosofia, anzi faccio un apprezzamento per il lavoro del Governo e della  Commissione di merito  che in queste giornate hanno velocizzato l’iter lavorando in modo incessante. E’ chiaro che da qui, indipendentemente dagli interventi dei colleghi, parte una rivoluzione.                                                                                                           

Non si parla semplicemente di una proroga,  di prorogare il servizio rimandando il problema a dopo, ci sono dei punti che vanno approfonditi, ma da qui si parte con la possibilità di avere una gestione diretta dei rifiuti. 

Credo che questo non sia da poco soprattutto per una Sicilia che ha visto tantissimi comuni nella morsa di questi ATO rifiuti che hanno veramente indebitato i comuni e fatto crescere il debito pubblico.  
Si parla dei soldi, da dove si prenderanno i soldi. I comuni prendono i soldi per la gestione dei tributi dalle tasche dei cittadini tramite la TARSU o tramite la TIA per i comuni più virtuosi e i comuni sono costretti a sottostare alle società d’ambito che spesso non erogano i servizi per i quali i cittadini pagano le tasse. Che adesso il comune possa da subito, con la votazione di questo disegno di legge, passare alla gestione diretta del servizio di spazzamento, del servizio di raccolta, credo che sia una grande rivoluzione. 

 Grande plauso al Presidente Crocetta che sta mantenendo da subito l’impegno assunto durante la campagna elettorale e al Governo che lo sta sostenendo. Credo che in più anche la creazione del dipartimento per la compensazione delle controversie sia un punto innovativo all’interno anche di questo disegno di legge per velocizzare i termini delle controversie; si dà così l’opportunità ai comuni di non aspettare iter legislativi o iter burocratici lunghi, ma di poter chiaramente intervenire nella risoluzione delle controversie.   

Pertanto, il mio giudizio è  positivo non soltanto perché sono un deputato a sostegno della maggioranza, ma perché comprendo lo spirito del disegno di legge. Ed è chiaro che in poco tempo non potevamo che avere un risultato veramente lodevole e non potevamo fare di più. 

Una cosa però voglio sottolinearla proprio perché sostengo con coerenza e con correttezza il Governo ed è una preoccupazione che ha un nome e un cognome e parlo dei lavoratori del Coires, dei lavoratori del Coinres che dal 31 dicembre di quest’anno corrono un rischio serio.  
Noi avevamo presentato un emendamento di cui sono firmatario e nel quale abbiamo previsto proprio che i commissari liquidatori potevano, ove necessario, prorogare i contratti di lavori anche a tempo determinato così da garantire i servizi  e i livelli occupazionali. Devo dire che questo emendamento aveva avuto il parere positivo sia del Governo che della Commissione, poi rimesso alla valutazione anche dei lavori  d’Aula e pensando a quelli che potrebbero essere i rischi di impugnativa da parte del Commissario dello Stato è stato stralciato. 

Bene, io pongo all’Aula e comunque anche al Governo la sensibilità di capire che cosa accadrà il 31/12 per questi lavoratori. Pongo anche, se il caso, l’opportunità di potere presentare un ordine del giorno e di certo richiamo comunque i comuni alla propria responsabilità. Perché è chiaro che se i comuni danno copertura finanziaria, è chiaro che anche il commissario liquidatore potrà così fare il 31 dicembre di quest’anno, potrà appunto autorizzare una proroga. Ma rimane questo aspetto normativo che può lasciare dei dubbi e io credo che noi dobbiamo affrontare all’interno di questa assise questi problemi perché stiamo parlando di 160 famiglie, di 160 lavoratori. E c’è un problema sociale, ma c’è anche un problema relativo al servizio.  

Allora, ritengo che dobbiamo interpretare fino in fondo lo spirito di questo Governo che dice di dover attuare rigore ma senza fare macelleria sociale. Per questo, io rimando a quelle che sono le indicazioni del Governo e anche  dell’Aula l’approfondimento di questo tema affinchè si possa scongiurare un licenziamento il 31/12 di quest’anno. 

PRESIDENTE. Grazie onorevole Ferrandelli. E’ iscritto a parlare  l’onorevole Trizzino. Ne ha facoltà. 

TRIZZINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  il disegno di legge che è stato esitato da questa Commissione contiene fondamentalmente due aspetti, uno                                         contingente cioè la proroga degli Ato che era  necessaria realizzare, l’altro, un intendimento, un proposito, cioè ridare dignità ad un articolo fondamentale che è il 118 della Costituzione.  

Affidare ai comuni la centralità di un servizio fondamentale come quello dei rifiuti è sicuramente apprezzabile, sia chiaro però che questo disegno di legge che è stato esitato da questa Commissione è soltanto un primo atto di un processo lungo che non poteva concludersi in 5 giorni. I tempi sono stretti, l’emergenza è reale. Ed era necessario iniziare un percorso che chiaramente sarà lungo.  

Questa Commissione, come è già stato chiarito al Governo, all’assessore Lo Bello e all’assessore Marino, aprirà un tavolo tecnico che però deve essere concertato perché non è possibile parlare di rifiuti soltanto all’interno di queste mura.  

Parlare di rifiuti necessariamente porta dentro le associazioni di categoria, i comuni, le associazioni di protezione dell’ambiente. Questo tavolo tecnico dovrà essere la base di uno strumento di concertazione che dovrà portare ad un prodotto finale e sarà quello il sistema che dovrà risolvere il problema dei rifiuti. 

 Ho sentito parlare di discariche. Io spero che in quest’Aula non si parli più di discariche e non si parli più della possibilità di vedere i rifiuti come una risorsa. Noi siamo l’unica regione forse in Europa che parla di rifiuti come la possibilità di una risorsa.  

I rifiuti sono una risorsa, siamo soltanto noi che ancora non lo abbiamo capito.  I rifiuti portano soldi, portano denaro, portano economia e portano lavoro. Sia chiaro, lo ripeto, non è un’azione che 
può essere fatta in un giorno; è un’azione che deve essere fatta nel tempo ma è necessario che ci sia un impegno del Governo e questa Commissione è pronta ad aprire le porte ad ogni buon lavoro. 

Questa Presidenza ha chiesto, ieri ha formalmente presentato la richiesta di tutti i documenti, di tutte le informazioni relativamente alle piattaforme esistenti di raccolta, di gestori aerobici, anaerobici, a tutti gli enti pubblici e privati che utilizzano materiali riciclati. Si deve partire da dati concreti. 

Qualsiasi buona legge, se rimane sulla carta,  non serve a niente. Dobbiamo avere contezza di quelli che sono tutti gli enti e tutte le strutture che fanno funzionare il sistema. 

Questi strumenti verranno forniti a tutti i membri della Commissione e a tutti i colleghi e saranno la base per creare un progetto di legge serio e costruttivo. 

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione. 

CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli  colleghi, vi ringrazio per l’attenta trattazione che avete riservato al nostro disegno di legge, inglobando anche questioni ed aspetti che, probabilmente, non sono nella pretesa di questo disegno di legge. 

Se fosse così facile fare una riforma, ponendo che noi, come unica attività, in questi due mesi, non avessimo avuto il problema della programmazione  europea, degli incontri con il Governo, degli incontri con il Commissario dello Stato, per fare quadrare questo disegno di legge, per non farcelo impugnare e tutte le altre questioni, probabilmente, questa riforma potrebbe essere fatta direttamente 
questa sera in Aula e così cambiamo il mondo intero. 

Invece, non è proprio così facile, considerato il fatto che, da diversi anni, ormai, in Sicilia, non si fa un solo appalto sui rifiuti e i rifiuti vengono gestiti in continuità in servizio RSU, raccolta solidi 
urbani. Viene gestito, sostanzialmente, da una serie di imprese in regime di proroga con revisioni dei contratti che neppure si sa perché vengono fatti, come vengono fatti, con quali costi vengono fatti, con contenziosi terribili fra imprese ATO, comuni, con una situazione tariffaria completamente anarchica, ma non soltanto sulle discariche. 

Lo smaltimento di un metro cubo di percolato può valere 65 euro al metro cubo oppure 150, a seconda del cuore degli amministratori di un determinato territorio, rispetto alla sensibilità, rispetto all’apertura che hanno nei confronti delle società di smaltimento. Ma non solo: stranamente, questi rifiuti non possono essere smaltiti in Sicilia; non si capisce perché. Debbono andare per forza a Crotone. Questa misteriosa tappa a cui approda la Sicilia, che si collega al Continente, senza il Ponte. Il Ponte agevolerebbe sicuramente questi viaggi. 

C’è un sistema in cui non si capisce quanto costa un compattatore in gestione perché può avere un tariffario diverso a seconda dell’appalto.

Naturalmente, questione della quale nessuno si accorge, né i comuni, né gli ATO, né gli assessorati competenti e tutto continua in cui i piccoli e medi comuni vengono strangolati dalla morsa degli ATO dei rifiuti, dalla morsa di tariffario che loro non determinano, di servizi che, molto spesso, non hanno contribuito a chiedere perché non se li possono permettere perché c’erano tanti  comuni che gestivano questi servizi prima dell’introduzione della legge nazionale sugli ATO. E vorrei ricordare che la Sicilia, velocemente, fu la prima Regione, in Italia, ad introdurre gli ATO. Una velocità di esecuzione che, sicuramente, contrasta con i tempi normalmente molto lenti con cui funziona la burocrazia regionale, espropriando sostanzialmente - e questo non mi pare che non lo abbia fatto neppure l’ultimo Governo, per intenderci -, espropriando di fatto i comuni della loro competenza in materia di rifiuti, cosa che fa la legge nazionale. 

Mentre sul piano nazionale, però, la legge, la  gestione per ambiti ottimali, ha determinato quell’economia di scala che la legge ipotizzava, in Sicilia, stranamente, l’economia di scala determina un aumento dei costi, cioè più ingrandisci l’ambito, più i costi  diventano alti, che è un altro dei misteri di  questa nostra Terra già misteriosa, per cui, improvvisamente, i costi lievitano tre volte tanto. 
La situazione che si è determinata qual è?  

Che i comuni hanno dovuto, ovviamente, rivedere le tariffe. I comuni, però, non riescono a gestire l’equivalente di queste tariffe perché i cittadini si rifiutano di pagare. Molti comuni, addirittura, non rispettano o non riescono, pena una rivolta sociale terribile, ad imporre il sistema totale a pagamento dei cittadini del costo del servizio di rifiuti e contribuiscono a partecipare, per una certa quota e non per tutto il servizio, come la legge prevede, per cui, alla fine, ci troviamo in una situazione in cui i comuni non riescono a pagare gli ATO, gli ATO non riescono a pagare i fornitori oppure avviene, come è avvenuto, che magari ci sono i comuni che pagano però poi gli ATO non pagando globalmente i fornitori magari si trovano quei comuni ad avere tagliato il servizio perché c’è lo sciopero da parte dei lavoratori, non si riescono a gestire le cose, oppure c’è chi paga la discarica, chi 
non la paga, per cui alla fine si trasferisce magari su quei comuni virtuosi o, comunque, che si possono permettere di pagare. 

Con questa norma voi potete tagliare tutte le norme che ci sono in questo disegno di legge perché proprio il Governo è totalmente  disinteressato a tutte queste vicende che si vogliono inserire, addirittura indicare come obiettivi di questa riforma.  
L’obiettivo di questo disegno di legge non è quello di prorogare gli ATO. Potete bloccare immediatamente la norma, però, vi assumete anche la responsabilità che, siccome oltre la metà dei comuni siciliani non hanno aderito alle SRR, domani mattina, ci sia il caos nella gestione del servizio rifiuti perché, anche se i comuni hanno la possibilità, questa possibilità non sarà immediata e c’è anche la questione del personale, lì nascerebbe veramente perché non c’è nessun problema in questa norma sul personale, anzi, permette che il personale rimanga in carica e se c’è una questione per la quale proponiamo la proroga è soltanto per salvaguardare quel personale che non andava assunto dagli ATO. Perché ce la dobbiamo dire la verità: che gli ATO non potevano assumere.  

Vorrei capire perché l’ATO di Gela ha soltanto 3 persone a contratto proprio ed il resto sono dipendenti chiesti dai comuni e, invece, tutti gli  altri ATO della Sicilia,  la maggior parte, hanno centinaia di assunti. 

Questo è avvenuto in assenza di una vigilanza di chi?

Era legittimo assumere questi lavoratori? 

Non credo affatto. E non era neppure necessario perché qualsiasi cosa che si fa, fai una partecipata? 

Se non è in passivo non c’è bello. Perché il gusto è proprio quello di creare passività nell’economia. 

Assumere, evadere le norme sulle  assunzioni, di fatto, ha creato…  perchè è tutta una catena di Sant’Antonio e, anche nella finanziaria, ci sono tutte queste misure che cominciano ad interrompere                   questo meccanismo – diciamo persino macabro - nei confronti dei cittadini e nei confronti dell’interesse del territorio della Regione. 

Per cui cosa si dice? La gestione dei contratti sarà di competenza dei comuni di fatto e che i comuni possono indire, in forma singola ed associata, gli appalti. 

C’è questa questione dell’autorizzazione regionale che, sinceramente, non volevo mettere nella norma; mi hanno spinto  molto i tecnici a farlo perché temevano l’impugnativa da parte del Commissario dello Stato. Io, infatti, se volete, vi dico la mia: sono contrario sia alle SRR che agli ATO, perché, in Sicilia, è fallimentare. E per questo c’è bisogno di uno Statuto speciale e di una legislazione che l’Isola si disegna secondo i propri interessi. 

(Applausi) 

 Su questo dovremmo anche cominciare ad aprire una vertenza con uno Stato che ci impone cose che, poi, non sono funzionali ai  nostri interessi, non sono funzionali ai nostri interessi. Ciò che funziona a Milano, non è detto che funzioni in Sicilia. E, allora, sicuramente, il legislatore siciliano è molto più vicino alla realtà e ha  un’analisi della realtà,  sicuramente, molto più forte di quanto può avere il legislatore nazionale.     

E le prove sono questa legge sugli ATO, che è stata fatta dallo Stato, dove lo Stato fallisce in Sicilia. Ed il legislatore siciliano è dovuto intervenire nell’ambito di un ambito fissato - scusatemi la cacofonia - nell’ambito di un territorio fissato: o fai gli ATO o fai le SRR.  

Per la prima volta, c’è un’insurrezione che afferma la libertà di quest’Isola che dice “questa legge sugli ambiti ottimali dei rifiuti è demenziale per la Sicilia, produce indebitamenti spaventosi e non funziona”.  Chiediamo di potere dare ai comuni questa possibilità. 

Il resto lo potete togliere tutto,  perché questa è la novità. Il resto, tra l’altro, lo potete pure migliorare ma anche questa legge può essere migliorata.   
E, anche in questo, non capisco il problema perché, quando mi si dice “noi abbiamo posto…” Per esempio, ieri, c’era un problema relativamente al precariato rispetto ai fondi trasferiti ai comuni, eccetera, che, giustamente, in  commissione, è stato sollevato. Ma questo non è, mi sembra normale che in un’attività  istituzionale ci sia, in una legge, l’apporto del Governo e  quello del Parlamento, perché sì, se, alla fine, non ci fossimo stati noi, non sarebbe nato quell’emendamento. Se non ci fosse stato questo Governo, non sarebbe mai nata questa legge. E’ insieme, quindi, che governiamo; è insieme che progettiamo.  

Lo stabilire il distinguo, quindi, non capisco sinceramente anche l’astensione su questo provvedimento, ve lo dico, amici dell’opposizione,  con estrema sincerità, perché, se ci sono delle 
cose da migliorare, questo Governo non sta dicendo che non dobbiamo migliorarle; se c’è qualcosa che non vogliamo fare, si può discuterne insieme, però, siccome questa è una norma che non vuole essere la riforma dei rifiuti - perché se ci fossimo imbarcati su questo, avremmo avuto 6 mesi di discussione, di commissione,  eccetera - ma vuole risolvere  un problema immediato che sta determinando la spazzatura in tutte le strade siciliane.  

Fra l’altro, ho già chiesto, stiamo elaborando - adesso, lo leggerò l’emendamento - stiamo presentando anche un emendamento come Governo rispetto alla necessità di normare il tariffario delle discariche perché anche qui non si capisce perché la spazzatura deve costare di più conferirla in un posto piuttosto che in un altro. La risposta che mi sono sentito dire quando ero sindaco era “perché tecnologicamente la discarica era più avanzata”. Ma questo dovrebbe abbassare i costi di 
una discarica che è tecnologicamente più avanzata perché c’è il recupero del gas, delle altre cose, eccetera, invece, stranamente, i costi aumentano perché la discarica è … 

Vorremmo, quindi, discuterne. Vorremmo analizzarlo come fenomeno. Potevamo essere demagogici e presentare le tariffe direttamente persino qui, però, guardate non è che una riforma su questo tema non richieda qualche mese. Ora, 9 mesi sono molti? Non lo so se sono molti. Resta il                                                                                               fatto che l’unico problema che ci poniamo è il problema dei lavoratori, ve lo dico, e la possibilità che i comuni si organizzino ad operare in proprio. 

L’autorizzazione regionale non la volevo inserire, ma anche lì, tecnicamente, mi hanno detto “siccome la legge ci costringe a rispettare i piani d’ambito, eccetera, la normativa nazionale, ed il Commissario dello Stato lo potrebbe impugnare”.  

Non è che l’abbiamo… io fisserei, però, un termine che non sia più di 30 giorni, anzi, lo vorrei presentare entro il termine in cui l’Assessorato regionale si deve esprimere perché anche questa cosa, il fatto che oggi il Governo potrebbe avere attenzione a questo può però creare una norma in bianco. 

Lì va fissato un termine, massimo di 30 giorni, in cui l’Assessorato  regionale si esprime. 

Presenteremo, quindi, l’emendamento in tal senso. Quindi, io finisco. Vorremmo presentare anche un emendamento sulle discariche. Avrei voluto inserire nel testo originario la questione delle discariche perché non capisco come un piccolo comune che ha una discarica - o un comune anche grande che ha una discarica - non se la possa autogestire, perché è vero che il problema è dei rifiuti zero. Tra i rifiuti zero e i rifiuti cento, però, ne passa di tempo perché, in Campania, la situazione allucinante dei rifiuti si è prodotta perché, da un lato, c’era la mafia, la camorra che voleva, invece, che le discariche fossero private ed impediva che venissero costruite quelle pubbliche, poi, magari, c’era un eccesso di ambientalismo che impediva la costruzione di discariche pubbliche per cui quelle che funzionavano erano quelle private.  

Comincerei a mettere la possibilità che i comuni o unioni di comuni o consorzi di comuni si autogestiscano le discariche dei loro rifiuti perché - ed è il problema che scoppia, per esempio, a Motta - il  cittadino capisce quando il rifiuto che viene conferito in una discarica  è quello che lui ha prodotto; non capisce più quando un territorio debba essere trasformato in pattumiera, magari privata di interessi più ampi, dico.rifiuti che derivano da tutte le Regioni, che è lo stesso problema che hanno avuto anche i cosiddetti termavalorizzatori in Sicilia. Quattro termavalorizzatori di una proporzione di quel tipo che andavano ad essere insediati in alcuni territori erano un massacro ambientale incredibile. Una cosa ben diversa è che si faccia un termovalorizzatore ad emissioni zero che gestisce i rifiuti di un territorio che trasforma in energia quei rifiuti ma sono gli stessi cittadini del territorio. Allora, concludo questo intervento dicendo “guardate, la questione qui stasera non è né la proroga, dove vi ho detto che vi sono i rischi  e poi ognuno se li assume, o le altre questioni. Quindi non vorrei che fosse presentata come una ...perchè, personalmente, sono persino contrario agli ATO e agli SRR, entrambe le cose per dirvi la questione.  

Per me, in questo momento, il principio che passa è salvaguardare una serie di comuni che fallirebbero e sarebbero certamente a dissesto con questa gestione dei rifiuti. I comuni che non se lo possono permettere non possono entrare in progetti decisi da altri. Ho finito. Ho finito.  

PRESIDENTE. Continui, Presidente Crocetta.  

CROCETTA, presidente della Regione. Anche se non capisco tutto questo problema, considerato che il Governo fa un solo intervento e i parlamentari mi pare che ne facciano tanti messi insieme. E, quindi, non è vero che, poi, i minuti sono uguali. Finisco.  

Per noi, l’aspetto è questo, quindi, chi si oppone o non vota per me non è che si oppone alla proroga degli ATO, si oppone alla  questione della gestione dei rifiuti da parte dei comuni e alla salvaguardia del personale per essere estremamente chiari.  

PRESIDENTE. Grazie, Presidente Crocetta.  
Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.  

Informo che all’articolo 1, sono stati presentati i seguenti emendamenti: 
dagli onorevoli Laccoto ed altri: 1.1; 
dagli onorevoli D’Agostino, Ruggirello ed altri: 1.3.                                                                                                            

Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti emendamenti aggiuntivi: 
dal Governo: A.1; 
dagli onorevoli Formica, Musumeci, Scoma, Fiorenza e Cordaro: A.2. 
Il clima abbastanza distensivo dell’Aula e di collaborazione ha evidenziato che sia dalle parole del Presidente della Commissione che ha parlato del doppio profilo, sia quello contingente che ci impegnava ad esitare urgentemente questo disegno di legge che quello propositivo, sia soprattutto l’intervento del Presidente della Regione, il quale ha evidenziato, con la massima chiarezza, che non si è voluto, perché non si è potuto, fare un disegno di legge omogeneo, porta a fare delle riflessioni per il prosieguo della serata.  

Se dovessi essere formalista, in questo momento, in applicazione dell’articolo 111,  nell’insediare le Commissioni, ebbi a dire che cambiava l’andazzo di quest’Aula.  

L’onorevole Cordaro mi ha richiamato l’intervento fatto, perché il lavoro deve essere svolto soprattutto all’interno delle commissioni e lo richiamo a me stesso: non possono essere presentati in 
Assemblea emendamenti che non siano stati presentati e ritenuti ammissibili nella competente Commissione, ovvero strettamente connessi con essi secondo l’insindacabile apprezzamento del Presidente.  

Se mi dovessi attenere rigidamente a questa norma, potrei pure dichiarare non ammissibili tutti gli emendamenti che mi sono stati presentati. 

Sto facendo un ragionamento ad alta voce che penso possa aiutare.  
L’onorevole Laccoto ebbe a precisare che non ha avuto la possibilità di presentare l’emendamento in Commissione perché gli era stato comunicato in ritardo il termine e quant’altro. Detto questo, con lo spirito di massima collaborazione, sospenderei l’Aula su questo disegno di legge, perché si può trovare un’intesa, per non più di dieci minuti.  

Debbo comunicare che, nel frattempo, sono stati  presentati dal Governo ed assegnati alle competenti Commissioni i disegni di legge n. 68 e n. 69, relativi al bilancio e alla finanziaria della Regione, e assegnati alla Commissione Bilancio, per l’esame delle Commissioni di merito, per il parere, per le parti di competenza, ma soprattutto per quello che ci riguarda per il prosieguo dei lavori di stasera, di domani, giorno 31, vedremo, lo concorderemo, del disegno di legge relativo all’esercizio provvisorio, il disegno di legge n. 70, anch’esso assegnato alla Commissione Bilancio. 

Sospendo, allora, momentaneamente, per dieci minuti, per concordare il  prosieguo dei lavori, perché ho un’idea e la vorrei concordare con i Presidenti dei Gruppi parlamentari, però, se dico dieci minuti, saranno dieci minuti, alla presenza del Presidente della Commissione, del Presidente Crocetta e dell’assessore Marino.  

La seduta è sospesa fino alle ore 18.15. 

(La seduta, sospesa alle ore 17.53, è ripresa alle ore 18.29) 

PRESIDENTE. La seduta è ripresa.  

Si riprende l’esame del disegno di legge n. 56 - Stralcio/A 
La seduta è ripresa. 

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ribadisco che sono stati presentati pochi emendamenti al testo di discussione, indipendentemente dall’articolo 111, che è una recente modifica inserita proprio per 
rendere più omogenei i testi di legge,  gli emendamenti, tutti quelli che sono stati presentati anche se pochi, e tutti di una certa importanza, richiamandomi all’intervento del relatore del Presidente della commissione - ribadisco che hanno voluto evidenziare come questa legge aveva un doppio percorsoquello dell’immediatezza, della contingenza e quello della legge proposta per il futuro - ripeto questi emendamenti vengono rinviati in Commissione perché facciano parte di un disegno di legge a parte. 

Sull’ordine dei lavori 

FORMICA. Chiedo di parlare sull’ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. 

FORMICA. Signor Presidente, noi come “Gruppo Musumeci” non siamo per nulla d’accordo sulla decisione da lei presa di non considerare gli emendamenti che sono stati correttamente presentati al disegno di legge  perché pensiamo che sia un tentativo di strozzare il dibattito su un argomento fondamentale della vita della Regione,  pur rendendoci conto che, non certamente per colpa del Parlamento, si agisce in una situazione di estrema urgenza, per la ristrettezza dei tempi che abbiamo a disposizione - e, ripeto, non certo per colpa del Parlamento, ma per il fatto che ci siamo ridotti agli ultimi giorni dell’anno -  per esaminare questi provvedimenti e posto che si chiede a questo Parlamento di soprassedere a tutta una serie di previsioni statutarie, di obbligo e di Regolamento, per accelerare l’approvazione dei disegni di legge che sono posti alla nostra attenzione, contestualmente e contemporaneamente ci dovrebbe essere la necessaria duttilità da parte  della Presidenza  per consentire ai deputati di essere messi nella condizione di potere apportare le modifiche, se pur minime, che credono di apportare per migliorare i provvedimenti. 

Per quanto  riguarda il resto dei provvedimenti da esaminare, signor Presidente, ritengo che, soprattutto per quanto riguarda l’esercizio provvisorio, questo Parlamento debba essere messo nella condizioni di avere il tempo minimo necessario per esaminare una posta di bilancio così importante che va ad incidere su tutti i capitoli che testé la Giunta ha approvato e che questo Parlamento ancora non ha la fortuna di conoscere.  

Signor Presidente, siccome ritengo che stare qui il 29, il 30 o il 31 dicembre cambia poco, perché è molto più importante lavorare ed essere a disposizione per portare a compimento i provvedimenti che ci sono all’ordine del giorno, non è questione di guadagnare qualche ora, ma piuttosto di esitare provvedimenti che siano in linea con quanto prevedono i Regolamenti, ma soprattutto che abbiano la possibilità degli apporti necessari da parte di tutti i 90 deputati di questo Parlamento, che torno a ripetere, è un Parlamento non è un consiglio comunale. 

PRESIDENTE. Pongo in votazione il passaggio all’esame degli articoli.  

Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.  

(E’ approvato) 

Si passa all’articolo 1. Ne do lettura: 
«Articolo 1. 
Modifiche alla legge regionale 9/2010 in materia di affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti. 

Proroga di termini 
1. All'articolo 4, comma 2, lettera a) della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9, dopo le parole dalle 
S.R.R' sono aggiunte le parole o dai soggetti indicati al comma 2 ter dell'articolo 5 '.                                                                                                2. All'articolo 5 della legge regionale n. 9/2010, dopo il comma 2 bis è  aggiunto il seguente comma: 
2 ter. Nel territorio di ogni ambito individuato  ai sensi dei commi precedenti, nel rispetto del comma 28, dell'articolo 14, del decreto legge  31 maggio 2010, n. 78 sostituito dall'articolo 19, comma 1 lettera b) del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, i Comuni, in forma singola o associata, secondo le modalità consentite dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, previa redazione di un piano di intervento, con relativo  capitolato d'oneri e quadro economico di spesa, coerente al Piano d'ambito e approvato dall'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica utilità, Dipartimento regionale dell'acqua e  dei rifiuti, possono procedere all'affidamento, all'organizzazione e alla gestione del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti. 

L'Assessorato, che verifica il rispetto dei principi di differenziazione, adeguatezza ed efficienza tenendo conto delle caratteristiche  dei servizi di spazzamento, raccolta e trasporto di tutti i rifiuti urbani e assimilati, deve pronunciarsi entro e non oltre il termine di giorni sessanta dalla ricezione del piano di intervento. L'eventuale richiesta di documenti di integrazione deve intervenire nel rispetto del predetto termine. I piani di intervento  approvati vengono recepiti  all'interno del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti entro novanta giorni dall'approvazione da parte dell'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica utilità.'. 

3. All'articolo 8, comma 1, della legge regionale n. 9/2010, dopo le parole La S.R.R.' sono inserite 
le seguenti, salvo quanto previsto dal comma 2 ter dell'articolo 5'. 
4. All'articolo 15 della legge regionale n. 9/2010, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti commi: 
1 bis. Nei casi previsti dal comma 2 ter dell'articolo 5 resta fermo che la stipula e la sottoscrizione del contratto d'appalto relativo ai singoli comuni hanno luogo fra l'appaltatore e la singola amministrazione comunale, che provvede direttamente al pagamento delle prestazioni ricevute e verifica l'esatto adempimento del contratto. 
1 ter. In sede di affidamento  del servizio mediante procedura di evidenza pubblica, trova applicazione quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 3 bis del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138 convertito con modificazioni dalla legge 14 settembre 2011, n. 148.'. 
5. All'articolo 16, comma 2, della legge regionale n. 9/2010, le parole la S.R.R. definisce' sono sostituite dalle parole la S.R.R., o i soggetti di cui al comma 2 ter dell'articolo 5, definiscono 
6. All'articolo 18 della legge regionale n. 9/2010, dopo il comma 5 bis sono inseriti i seguenti commi: 
5 ter. Relativamente agli impianti di cui al comma 1 sono assegnate, altresì, all'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica utilità le competenze di rilascio dell'Autorizzazione 
Integrata Ambientale di cui all'articolo 29 ter e seguenti del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, esclusivamente per le opere previste al punto 5 dell'allegato VIII alla parte seconda del decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni. 
5 quater. La risoluzione dei conflitti tra i soggetti pubblici coinvolti nella gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati può avvenire,  fermo restando il ricorso  agli ordinari rimedi giurisdizionali, in via amministrativa mediante l'attivazione di un procedimento ad istanza dell'ente                                                                                             che ne abbia interesse. L'istanza è diretta al Dirigente generale del Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti che, sentite le parti ed assicurato il contraddittorio, nel termine di novanta giorni emette un proprio decreto risolutivo del conflitto. Avverso la decisione del Dirigente generale del Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti sono esperibili gli ordinari rimedi giurisdizionali.'. 
7. All'articolo 19, comma 1, della legge regionale n. 9/2010, le parole 30 giugno 2012', sono sostituite dalle seguenti 30 giugno 2013'. 
8. All'articolo 19, comma 2, della legge regionale n. 9/2010, le parole 30 giugno 2012' sono sostituite dalle seguenti 30 giugno 2013'. 
9. All'articolo 19, comma 2 bis, della legge regionale n. 9/2010, sono apportate le seguenti modifiche: 
a) le parole il 30 settembre 2012' sono sostituite dalle seguenti il 30 settembre 2013'; 
b) le parole il 31 dicembre 2012' sono sostituite dalle seguenti il 31 dicembre 2013'. 
10. All'articolo 19 della legge regionale n. 9/2010, il comma 12 è sostituito dal seguente: 
12. Fino all'inizio della gestione da parte dei  soggetti individuati ai sensi dell'articolo 15, e comunque non oltre il 30 settembre 2013, i soggetti già deputati alla gestione integrata del ciclo dei rifiuti, o comunque nella stessa coinvolti, continuano a svolgere le competenze loro attualmente attribuite.»

CAPUTO. Chiedo di parlare. 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. 

CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, saluto adesso il signor Presidente della Regione che non  ho salutato nel mio precedente intervento, lei sa quanto io la stimi, ma non da adesso, da molto tempo.  
Ho ascoltato come tutti il suo appassionato intervento su un settore estremamente delicato e devo dire che condivido alcuni passaggi del suo intervento, altre le giustifico per alcune inesattezze per il fatto che lei si occupa di tante cose, e  le segue tutte, e perchè lei da troppo tempo non è più sindaco della sua città e da pochissimo tempo è Presidente di questa Regione.  

Lei è il primo firmatario di questo disegno di legge, signor Presidente della Regione  e lei ha impegnato il Parlamento proprio sulla proroga nel termine di scadenza degli ATO.  

Se lei va a leggere l’ultimo capoverso della relazione che accompagna il suo disegno di legge si rende conto che ha posto l’accento proprio sulla proroga al fine di scongiurare qualsiasi interruzione 
nell’erogazione di un pubblico servizio importante, quale quello dei rifiuti.  

Onorevole Presidente, lei non può dire, me lo consenta -  con il dovuto rispetto alla sua persona, ma anche al suo ruolo di Presidente della nostra Regione, ma il mio dovere di parlamentare di questa Regione me lo impone con altrettanta attenzione - lei non può dire che non le interessa quello che succede negli ATO perché guardi quello che negli anni è stato creato in Sicilia, proprio dagli ATO rifiuti, è stata proprio questa logica di lasciare che altri, e  quindi i sindaci, si occupassero di un settore delicatissimo che è diventato una emergenza, a volte anche dei risvolti legati a condizionamenti della criminalità organizzata e,  quindi, mafiosa, ed è proprio per questo che il Governo di questa Regione, così come il Parlamento per la sua parte, ha il dovere di non limitarsi a presentare un disegno di legge che proroga il servizio e il termine di scadenza per evitare problemi di                                              
ordine e sicurezza e salute pubblica senza poi entrare nel merito di una emergenza regionale che è quella del settore dei rifiuti.  

Le vorrei dire per la mia esperienza di sindaco e di Presidente di un ATO - sono stato nel 2003 fondatore di uno degli ATO rifiuti in questa Sicilia - che ci sono comuni che gestiscono le discariche e, quindi, sindaci che gestiscono le discariche, che le assunzioni, tranne casi in cui il fenomeno è degenerato in una anomalia clientelare, le assunzioni sono state imposte proprio perché quando sono stati costruiti gli ATO, nel 2003, c’è stata una circolare del Presidente della Regione dell’epoca, sottoscritta da tutti i sindacati regionali, che ha stabilito i criteri di transito del personale negli ATO e che erano prima i dipendenti dei comuni soci dell’ATO, poi i subordine i dipendenti delle società private che operavano fino alla data del 30 aprile di quell’anno in regime di convenzione con i comuni, e poi, ove tutto questo tipo di passaggio del personale e  di percorso amministrativo non 
fosse stato sufficiente a garantire i servizi, con il ricorso al personale esterno. 

Così come non si può dire onorevole Presidente della Regione che  ci sono le imprese esterne, perché sappia che molti ATO rifiuti gestiscono i N.A.O.S., il servizio, utilizzando il personale di cui le ho parlato senza ricorrere a ditte esterne ed utilizzando i mezzi che i comuni hanno trasferito o in subordine quelli che sono stati comprati con  i finanziamenti dell’allora Commissario per l’emergenza rifiuti in Sicilia.  
Ecco Presidente, non si può dire “il Parlamento faccia quello che vuole”. Lei è il Presidente di questa Regione, una Regione che oggi vede la paralisi del settore rifiuti, i sindaci costretti a fronteggiare un’emergenza quotidiana e le dico che ci sono sindaci scottati proprio perché hanno preso posizioni in difesa di un sistema normale dei rifiuti, vi sono sindaci che recentemente, come quello di Bagheria, sono stati aggrediti fisicamente perché non in condizioni di potere contribuire al pagamento dei dipendenti.  
Non possiamo dire che questo sistema o ci piace od ognuno fa quello che vuole, quando abbiamo consegnato il sistema dei rifiuti e, quindi, i sindaci nelle mani di pochi imprenditori che oggi sono diventati fra gli uomini più ricchi di Italia proprio perché la Regione ha omesso qualsiasi forma di controllo sulla gestione delle discariche private, con il paradosso che le discariche sono private e molte di esse sono state finanziate con contributi regionali o con contributi della Comunità europea.  

Ed i sindaci sono diventati succubi di questi imprenditori privati e la Regione omette qualsiasi controllo sulle tariffe e qualsiasi controllo sulla gestione delle discariche private ed il Governo non può, onorevole Presidente e Assessore, dire che delle discariche si faccia quello che si vuole.  

I termovalorizzatori non li avete fatti fare,  non voi fisicamente, ma i governi precedenti non li hanno fatti fare e oggi noi non possiamo lasciare il sistema senza una direttiva del Governo che dica se fare i termovalorizzatori o fare altre discariche non private, ma pubbliche.  

Onorevole Presidente e signori del Governo, voi avete presentato un disegno di legge che la Commissione ha arricchito, che prevede quasi esclusivamente la proroga al 30 settembre del 2013 proprio per evitare che la legge, che regola  materia approvata dal precedente Governo e dal precedente Parlamento, prevede che il 31 di questo mese, cioè tra due giorni, scoppia il caos più assoluto per la mancanza di una normativa esplicita.  

Voi state impegnando il Parlamento solo per la proroga del termine al 30 settembre senza intervenire minimamente, e questo mi consenta, forse anche irresponsabilmente, su uno dei settori più delicati della vita di questa Regione.  

VULLO. Chiedo di parlare. 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.                                                                                                           

VULLO.  Grazie signor Presidente, questo per me è l’esordio in Assemblea, il mio primo intervento e voglio essere chiaro, io non sono mai stato Sindaco, perciò può darsi che questo sia un fatto a mio sfavore.  

Purtroppo, lo dico chiaramente, faccio l’imprenditore e mi rendo conto che oggi, in alcune affermazioni da parte di alcuni  deputati, sono state dette delle “inesattezze”.  

Cosa voglio dire dicendo delle “inesattezze”? Qui è come se ci fosse un tipo di società manichea, da un lato ci sono coloro i quali dicono la verità, dall’altro lato ci sono coloro i quali dicono delle bugie.  

Il problema dei rifiuti è un problema non solo siciliano, ma è un problema italiano e per certi casi è un problema europeo.  

Parlavo poc’anzi con un caro amico ingegnere che mi raccontava che lui è stato a Tokio qualche settimana fa e non ha visto nessun cassonetto, perché i condomini della città di Tokio hanno i cogeneratori, ognuno prende la propria spazzatura,  la mette lì dentro, arrivano nei cogeneratori e questi  creano energia. 

Dico, sono state dette inesattezze, perché quando si parla di discariche si parla sempre e si generalizza di mafia all’interno delle discariche, ma non è vero che sono solo ed esclusivamente le discariche vengono rappresentate da gente mafiosa.  

Non facciamo i magistrati, non vogliamo generalizzare. Ci sono delle discariche in Sicilia che sono all’avanguardia in Italia, perché qualcuno è convinto che le discariche sono solo ed esclusivamente sui terreni in cui si fanno dei buchi e  si lascia correre l’immondizia li dentro. Non è cosi, le discariche devono avere dei requisiti di legge che sono importanti, dei requisiti di natura ambientale e di natura normativa.  
Ciò che  voglio dire, e concludo,  sarò brevissimo, è che in Commissione, l’Assessore Marino e l’Assessore Lo Bello lo hanno visto, abbiamo cercato di fare un lavoro certosino, abbiamo cercato anche  di aiutare gli Assessori ed il Presidente Crocetta, però è chiaro che questo tema non è un tema che si può concludere in alcune ore, in alcuni minuti.  

Questo è un tema che senza pregiudiziali, né per i privati né per il pubblico, perché non è vero che il meglio sta nel pubblico ed il peggio sta nei privati. Credo che  questa Assemblea debba  fare una giusta legge che non mortifichi nessuno.  

ASSENZA. Chiedo di parlare. 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. 

ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo intervenire per rivendicare il lavoro fatto dalla Commissione, perché mi è sembrato, in quest’Aula, che tutto il bene di questo disegno di legge venisse dal Governo e qualche tentativo, tra virgolette, di affossare quanto di buono c’era nelle intenzioni dell’intervento governativo, fosse avvenuto da parte della Commissione ed in particolare dai componenti dell’opposizione.  

Caro Presidente Crocetta lei è venuto qui dicendo che le interessavano due cose: uno il passaggio o, comunque, l’avvio della possibilità di ritornare alla gestione diretta da parte degli enti locali, due di non mettere in difficoltà i lavoratori occupati”.  

Caro Presidente queste saranno state le sue intenzioni, ma nel disegno legislativo presentato dal Governo ed approdato in Commissione questi due particolari propositi erano totalmente omessi.  

Lei oggi viene a dire che ha dovuto ascoltare i tecnici che le hanno suggerito di far passare il piano eventualmente predisposto dai Comuni in forma singola o associata dal vaglio dell’Assessorato.  
Ora questo, mi perdoni, non le fa onore perché è un progetto a sua firma e lei non può scaricare sui tecnici quello che è una previsione normativa da voi predisposta come Governo.                                                                                                             

Ma caro Presidente vi è di più, quel termine dei 60 giorni, che lei ritiene forse esagerato, entro il quale il provvedimento deve intervenire, non era per  nulla previsto nel vostro disegno, è stato 
inserito grazie ad un emendamento presentato in Commissione ed esattamente proprio dai rappresentanti dell’opposizione che hannodimostrato,  con i fatti, di voler collaborare migliorando 
l’intervento del Governo ove ciò sia possibile.  

La garanzia del mantenimento, ove necessario, del rapporto di lavoro con i dipendenti è stato pure  un emendamento predisposto in Commissione, in  questo caso in senso trasversale e che poi il  Governo, dopo aver dato il parere favorevole, ha ritenuto re melius perpensa, forse attraverso un  contatto con gli organi statali, di sopprimere e noi con quell’emendamento davamo la possibilità ai  liquidatori, ove necessario ed indispensabile per assicurare la continuità dei servizi, di mantenere il  rapporto di lavoro con i dipendenti delle ATO. 

Questo esplicito comma aggiuntivo non risulta più nel disegno di legge per scelta governativa,  perché se il pericolo consisteva nel trasformare i contratti a tempo determinato in contratti a tempo  indeterminato, avevamo chiesto di inserire  una clausola di salvaguardia  per consentire questa  proroga compatibilmente con le altre norme in  vigore e, quindi, per non aggirare questo divieto  legislativo della trasformazione dei contratti. 

Questo non è stato fatto, e noi abbiamo denunciato il pericolo che dal 2 gennaio, checché  se ne  voglia dire, i liquidatori delle ATO, e non basta una generica normativa di proroga, ma essendo degli  enti liquidatori non si sentano, solo per questo, autorizzati a prorogare i contratti  dei dipendenti. 

Ed è un pericolo concreto segnalato già telefonicamente, ma anche  de visu  da  molti dei  liquidatori gestiti, allora mi si dirà che saranno sostituiti, ma  qui non è un problema di buoni o  cattivi, di premiare alcuni o di  favorire degli altri, è di dare un preciso indirizzo normativo che  questo Governo ha ritenuto di non fare. 
Questo è il motivo per cui, nonostante aver partecipato attivamente ai lavori della Commissione,  alla fine io e l’onorevole Sudano abbiamo ritenuto di astenerci pur guardando con grande interesse a  questa volontà di invertire la rotta, di porre finalmente fine a questi carrozzoni inutili che sono stati  gli ATO. 

IOPPOLO. Chiedo di parlare. 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.      

IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Presidente e Assessori della Regione,  pur nella ristrettezza assoluta dei tempi che quest’Aula ha avuto assegnati per esaminare quello che  poteva essere, e che purtroppo non è, un importante disegno di legge, io ho da fare alcune  considerazioni all’Aula e spero anche al Governo se vorrà accoglierle e, comunque, seguirle. 

Io credo che il Governo non solo abbia avuto troppo poco tempo per pensare e redigere questo  disegno di legge, troppo poco tempo e frettolosità,  eccessiva disinvoltura che si coglie già dalla  sgrammaticatura del titolo di questa legge che, al di là delle roboanti parole utilizzate “Norme di  modifica alla gestione” si dovrebbe  dire “della gestione integrata dei rifiuti”,  in realtà si limita  soltanto a prorogare un termine.  

Ora, onorevole Presidente della Regione, Signor Assessore competente, se nel corso della  relazione, nel corpo della relazione, si fosse  detto di meno, secondo sincerità e correttezza di  impostazione, cioè se si fosse detto che la necessità e l’esigenza di correre verso l’approvazione del  disegno di legge risiedeva e risiede soltanto nell’urgenza dei tempi, probabilmente si sarebbe fatta  un’operazione più veritiera e non si sarebbe, invece, voluta ammannire come modifica “alla”, “della”  gestione integrata, ciò che modifica non è!  

L’unica modifica vera, seria che era stata richiesta, Signor Presidente dell’Assemblea, con un  emendamento d’Aula che era finalizzato ad anticipare i tempi dal 30 di settembre, perché il nuovo                                                                         sistema venga a regime, funzioni a regime, 30 settembre, sono  ancora nove mesi e saranno nove mesi di ulteriori debiti per i comuni, saranno nove mesi di ulteriori disservizi per i cittadini, saranno  nove mesi ancora verso cui la Regione dovrà, prima o poi, porre certamente un freno e dovrà dire  una parola finale, come prima sosteneva nel corso del primo intervento l’onorevole Formica,  presidente del Gruppo parlamentare cui appartengo, se questo termine fosse stato anticipato al 30 di  aprile probabilmente questo disegno di legge avrebbe avuto qualche ragione per potere essere preso  in considerazione.  

La verità, onorevole Presidente della Regione, signor assessore, è che questo tema non lo si  affronta con una leggina delle ultime ore dell’anno e non lo si affronta con un provvedimento  assolutamente anonimo ed assolutamente anodino, come del resto dice lo stesso Presidente della  Regione che ne disconosce la paternità e dice all’Aula di farne ciò che vuole e che è perfino contro  gli ambiti territoriali, contro le S.R.R. e probabilmente sarebbe favorevole alla  proposta che altra  parte politica, l’attuale minoranza  di quest’Aula, ha portato avanti, per qualche settimana e per  qualche tempo, per ridare il servizio in parte ai comuni ed in parte alle province regionali, com’era  prima della riforma che vogliamo riformare. 

No, onorevole Presidente della Regione, è esattamente il contrario! Faccia il Governo quel che  vuole e se il Governo intende presentare questa leggina finale dell’anno come riforma del settore o  come riforma possibile del settore, sarà questo  Parlamento o una parte consistente di questo  Parlamento che dirà con chiarezza, invece, che il problema e la responsabilità è del Governo e non  certo del Parlamento. 

PRESIDENTE. E’ iscritto a parlare l’onorevole Sorbello. Ne ha facoltà. 

SORBELLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione, signori assessori, onorevoli colleghi, con questa norma noi stasera non facciamo altro che aprire una nuova stagione, che è una stagione  all’apice di due illustri errori.  

Poco fa l’onorevole Caputo diceva che lui è uno che ha avviato il sistema degli ATO in Sicilia sin dal 2003 ed abbiamo assistito, nel tempo, ad una sommatoria di errori: prima i 27 ATO, poi i 4  termovalorizzatori per una capacità che era il doppio della produzione dei rifiuti in Sicilia.  

I  termovalorizzatori furono revocati, lo dobbiamo dire, perché a fronte di poco più di 1 milione di  tonnellate, 1 milione e 50 mila tonnellate, si volevano realizzare quattro termovalorizzatori per una  capacità di 2 milioni per fare arrivare, forse, i rifiuti di tutto il sud d’Italia.  

Su questa base noi e il Governo - e faccio un plauso al Governo ed alla Commissione che ha  operato nell’elaborare questo disegno di legge - attiviamo due percorsi importantissimi.  

Innanzitutto andiamo a pianificare, oltre al servizio già attivato dagli ATO, quello che potrebbe  essere l’esercizio di tutti quegli ATO e quelli del territorio che non hanno attivato ancora il servizio.  

Poco fa il Presidente della Regione diceva che ci sono ditte nel territorio regionale che da dodici  anni sono in prorogatio con prezzi che sono esorbitanti e con capitolati d’appalto megagalattici. A  questo si riferiva poco fa il Presidente, ritengo o così ho interpretato.  

Proprio la provincia di Siracusa è una di quelle province che non ha attivato il servizio e ditte che  espletano il servizio in molti comuni sono  in prorogatio da più di due lustri, da prima perché  avevano effettuato il servizio, prima che entrassero in vigore gli ATO. 
Stasera c’è poi un’altra novità assoluta, per cui noi da qui a settembre andremo a pianificare ed a  stabilire i capitolati d’appalto approvati proprio dall’Assessorato, e facciamo un buon percorso per  vedere realtà che non hanno attivato i servizi, oltre al fatto che qualcuno ha omesso un altro punto  importantissimo, strategico, che è il comma 5 dell’articolo 1.  

Il comma 5 che porta in capo  all’Assessorato dell’energia  quella che è l’autorizzazione AIA  perché era giusto, e su questo c’è stato un lungo dibattito in Commissione, che l’iter autorizzativo                                                       dell’AIA fosse in capo all’Assessorato della programmazione per una visione globale e per attivare così tutta la filiera che va dalla programmazione alla chiusura di quei siti con l’autorizzazione AIA.  Su questa base abbiamo questa proroga, sic et simpliciter, che poi non è fino al 30 settembre per  gli ATO che hanno accumulato un miliardo e settecentomilioni di debiti. 

A questo se dobbiamo, parallelamente, aggiungere questi punti importantissimi che da qui a settembre si attiveranno sicuramente le gare negli Ambiti territoriali ottimali dove non è stato ancora  attivato il servizio e quell’altro punto strategico importante, quello a cui mi riferivo prima, del  comma 5 dove si ha una programmazione ed un’autorizzazione che pianifica su tutto il territorio il  sistema e la filiera dei rifiuti. 

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’articolo 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si  alzi.  
(E’ approvato) 
(I deputati dei Gruppi del PDL, PID - Cantiere Popolare, Lista Musumeci e Partito dei 
Siciliani - MPA dichiarano di astenersi). 
Si passa all’articolo 2. Ne do lettura:  

«Art. 2. 

  Disposizioni finali 

1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in  vigore il giorno stesso della pubblicazione. 
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione». 

 PRESIDENTE. Pongo in votazione l’articolo 2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si  alzi.  
(E’ approvato) 
(I deputati dei Gruppi PDL, PID - Cantiere Popolare, Lista Musumeci e Partito dei  Siciliani - MPA dichiarano di astenersi) 
Presentazione di ordine del giorno 

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall’onorevole Caputo l’ordine del giorno n. 1 
«Attivazione di un sistema di ispezioni e controlli delle discariche private». 
Il parere del Governo? 
MARINO, assessore per l’energia e i servizi di pubblica utilità. Favorevole. 
   
PRESIDENTE. Il parere della Commissione? 
TRIZZINO, presidente della Commissione. Favorevole.                                                                                                           

Assemblea Regionale Siciliana

PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi. 

(E’ approvato) 

Votazione finale di disegno di legge
       PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge n. 56 “Norme di modifica alla  gestione integrata dei rifiuti di cui alla legge regionale 8 aprile 2010, n. 9”
 Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante  rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco. 
Dichiaro aperta la votazione. 
(Si procede alla votazione) 
Dichiaro chiusa la votazione. 
Risultato della votazione 

PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione: 
Presenti e votanti .................. 73 
Maggioranza ..........................37 
Favorevoli ............................ 51 
Astenuti ................................ 22 
 (L'Assemblea approva) 

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di comunicare il prosieguo dei lavori mi aveva chiesto  di intervenire l’Assessore Marino. 

Ne ha facoltà. 

MARINO,  assessore per l’energia ei servizi di pubblica utilità. Signor Presidente, onorevoli  deputati, io volevo pubblicamente ringraziare il Presidente e tutti i componenti della Commissione  ‘Ambiente e Territorio’.  

Si è instaurato un ottimo rapporto di lavoro e il lavoro svolto è stato una riflessione a voce alta,  punto per punto, di quello che veniva sottoposto all’attenzione dei componenti della Commissione.  Faccio riferimento anche a tutti i componenti della Commissione riconducibili all’opposizione. Il  lavoro è stato di grande contributo e io volevo ringraziarvi. Abbiamo preso un impegno reciproco di  confrontarci per un disegno futuro, completo ed un intervento incisivo su tutto questo settore.  

Dico subito che il quadro completo che riguarda il settore dei rifiuti è conosciuto dal Governo e lo sottoporremo, anche lo stato delle discariche, lo sottoporremo all’attenzione di tutti al più presto per  poter avere il massimo contributo ed incidere realmente nell’interesse pubblico, cosa che credo tutti  noi cerchiamo.

Grazie. 

PRESIDENTE. Comunico che la seduta sarà rinviata di due ore per dare modo alle Commissioni  di licenziare il testo dei disegni di legge riguardanti rispettivamente: l’esercizio  provvisorio e la  proroga dei precari. Le Commissioni seconda e quinta sono quindi autorizzate a riunirsi. 

La seduta è, pertanto, rinviata ad oggi sabato 29 dicembre 2012, alle ore 21.00, con il seguente 
ordine del giorno:                                                                                                            

- Discussione dei disegni di legge: 
1)  -  Autorizzazione all’esercizio provvisorio per l'anno 2013. (n. 70) 
2)  -  “Norme in materia di personale. Disposizioni contabili”. (n. 58) 
3)  -  “Disposizioni in materia di servizio idrico integrato”. (n. 57/A) 
Relatore: on. Palmeri    
La seduta è tolta alle ore 19.07 
Licenziato dal Servizio Lavori d’Aula - Ufficio dei Resoconti alle ore 21.30
http://www.ars.sicilia.it/DocumentiEsterni/ResSteno/16/16_2012_12_29_008_P.pdf


Emergenza nei Comuni della costa, 
Capaci sommersa dall'immondizia

I Comuni non hanno i soldi per pagare l'Ato e la discarica di Siculiana chiude i cancelli a chi non salda i debiti. In dodici centri è allarme rosso per i rifiuti

di ANNALISA CANGEMI

Strade transennate e roghi appiccati in più punti del paese. Questo è lo scenario di Capaci, dove da più di dieci giorni è scoppiato l'allarme rifiuti. I residenti di via degli Oleandri e delle strade vicine temono il rischio diossina, a causa delle fiamme divampate l'altro ieri notte e durante la mattinata. "Abbiamo difficoltà anche a transitare con la nostra auto nella strada dove viviamo - dice la signora Macaluso, una degli abitanti di via degli Oleandri - ieri tutti i residenti si sono riuniti per fare un esposto al Comune. Da un mese l'immondizia non viene raccolta e il sindaco continua a ripeterci che stanno prendendo dei provvedimenti. Siamo esasperati". L'Ato Rifiuti Palermo 1 gestisce la raccolta di rifiuti a Capaci dal 2005 e il Comune ogni anno deve alla società oltre due milioni di euro. 

LEGGI / Raccolta dimezzata, Palermo sommersa dai rifiuti


"Non abbiamo le risorse per fronteggiare quest'emergenza. Abbiamo bisogno che la Regione intervenga. Bisogna mobilitare la Protezione civile, perché il pericolo per la salute e per l'ambiente non si può più rimandare - dice Benedetto Salvino, sindaco di Capaci - Il problema maggiore è la mancanza di liquidità. Tutti i comuni da Isola delle Femmine fino a Partinico, sono totalmente a secco. Non possiamo 


pagare l'Ato, e abbiamo a disposizione solo un autocompattatore per la raccolta dei rifiuti nel nostro centro abitato. Non ci sono soldi nemmeno per la benzina che serve a trasportare la spazzatura alla discarica". 


Ad aggravare la situazione è giunta la notizia del blocco della discarica di Siculiana in provincia di Agrigento, che da domani, fino a quando non verranno estinti i debiti, chiuderà i cancelli agli autocompattatori provenienti dai comuni di Balestrate, Borgetto, Carini, Capaci, Cinisi, Isola delle Femmine, Giardinello, Montelepre, Partinico, Terrasini, Torretta e Trappeto. I sindaci dei comuni toccati dall'emergenza rifiuti si riuniranno in assemblea domani a Cinisi per trovare delle soluzioni. I 12 comuni hanno inoltre lanciato un appello al presidente Crocetta per l'attivazione immediata di un tavolo tecnico.
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