L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























mercoledì 16 gennaio 2013

VIVERE NELLO SQUALLORE ISOLA DELLE FEMMINE 15 GENNAIO 2013

VIALE DEI SARACENI HOTEL SIRENETTA   PERCOLATO MUNNEZZA  BRUCIATA  ITALCEMENTI    E   CASSONETTI 7  ISOLA  DELLE    FEMMINE

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VIA KENNEDY  ZONA VIP LIBERI PROFESSIONISTI IMPRENDITORI MUNNEZZA E CASSONETTI   A   ISOLA   DELLE  FEMMINE
VIVERE NELLO SQUALLORE ISOLA DELLE FEMMINE 15 GENNAIO 2013 


VIA KENNEDY  ZONA VIP LIBERI PROFESSIONISTI IMPRENDITORI MUNNEZZA E CASSONETTI   A   ISOLA   DELLE  FEMMINE
VIVERE NELLO SQUALLORE ISOLA DELLE FEMMINE 15 GENNAIO 2013 


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ITALCEMENTI VIVERE NEL TERRORE DEI FUMI INQUINANTI  CHE GIORNALMENTE METTONO A DURA PROVA IL NOSTRO STATO DI SALUTE  ISOLA DELLE FEMMINE


ITALCEMENTI VIVERE NEL TERRORE DEI FUMI INQUINANTI  CHE GIORNALMENTE METTONO A DURA PROVA IL NOSTRO STATO DI SALUTE  ISOLA DELLE FEMMINE


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VIA FALCONE   MUNNEZZA ITALCEMENTI CASSONETTI   SCUOLE SUPERMERCATO OSPEDALETTO,ABITAZIONI  A ISOLA  DELLE FEMMINE
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VIALE MARINO  MUNNEZZA E CASSONETTI NESSUNO   IN COMPENSO TANTO MA TANTO TANTO PERCOLATO CHE SI RISERVA IN MARE  PER “AVVELENARE” IL MARE  ISOLA   DELLE FEMMINE


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VIA LIBERTA   MUNNEZZA  CASSONETTI  CIVILI ABITAZIONI SUPERMERCATI SCUOLE OSPEDALETTO PRESIDIO MEDICO FUMI DELLA ITALCEMENTI  A ISOLA  DELLE  FEMMINE
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IL DIARIO DELLA GIORNATA SU:




Una cintura di immondizia attorno Palermo
arrivano le ruspe negli 11 paesi allo stremo

Una montagna di rifiuti dall'aeroporto fino alle porte della cittàLe ruspe, in azione da lunedì sera, non sono ancora riuscite a intervenire nella periferia. E' un'emergenza che si ripete ciclicamente: i Comuni, infatti, non riescono a garantire il versamento mensile alla Ato Palermo 1 perché hanno le casse vuote,  così la società non ha i soldi per pagare i dipendenti e per acquistare il carburante

di CLAUDIA BRUNETTO
 
Un torrente di rifiuti. Un fiume di sacchetti bianchi e neri. Una cascata di spazzatura traboccante. Questo è il biglietto da visita di Palermo, per chi arriva da Punta Raisi e guarda dal finestrino le parallele dell'autostrada. Un panorama ininterrotto, dall'aeroporto fin quasi alle porte della città. Ma i sacchetti di immondizia seguono anche il percorso della statale 113. All'ingresso dei paesi si moltiplicano e sommergono le campane malridotte della raccolta differenziata. In alcuni punti sono stati dati alle fiamme assieme ai cassonetti, in altri resistono a pochi passi dai centri commerciali e dalle case. È così a Capaci, Carini, Cinisi, Terrasini, Partinico e in tutti i dodici comuni dell'Ato Palermo 1 da quando la raccolta si è fermata. E anche se ieri compattatori e ruspe hanno ripreso a circolare, sgomberando parte dei centri abitati, ci vorranno diversi giorni prima di tornare alla normalità.

FOTO/ Cumuli di rifiuti da Capaci a Terrasini

Le tracce dell'emergenza cominciano sul lungomare di Isola delle Femmine. I rifiuti sono lì, agli angoli delle strade, depositati agli incroci, fra le auto. Al centro di Capaci i cumuli di spazzatura sono stati appena rimossi, ma ce ne sono ancora nella zona di Villaggio Sommariva che porta a Torretta, nelle piazzette Santa Rosalia e Arciprete Monteleone 

e nelle stradine che si ricongiungono con la statale. Una montagna di sacchetti campeggia tra il distributore di benzina Erg e l'azienda alimentare Puccio, appena usciti da Capaci. Fino ad arrivare a Carini, dove la zona industriale, alle spalle delle grandi catene commerciali, è una discarica a cielo aperto. In via Amerigo Vespucci fino a ieri sono stati dati alle fiamme alcuni cassonetti sovrastati da tonnellate di sacchetti e di rifiuti ingombranti.

Le ruspe, in azione da lunedì sera, non sono ancora riuscite a intervenire nella periferia. Anche continuando verso Cinisi, in via Renato Guttuso, nella zona vicino al cimitero, i cumuli di rifiuti accatastati da giorni non si riescono a smaltire. Così come a Terrasini, dove le discariche improvvisate occupano diversi punti del lungomare, come piazzetta Cala Rossa e alcuni tratti a pochi passi da Palazzo D'Aumale. In viale dei Platani e in contrada Mirto, a Partinico, non cessano i roghi causati dall'esasperazione della gente.

Ma l'emergenza rifiuti, nelle zone servite dall'Ato Palermo 1, è destinata a ripresentarsi ciclicamente. I Comuni, infatti, non riescono a garantire il versamento mensile alla società perché hanno le casse vuote, perché arrivano in ritardo i trasferimenti dalla Regione e perché l'evasione della Tarsu in alcuni casi sfiora il cinquanta per cento. Così l'Ato non ha i soldi per pagare i dipendenti e per acquistare il carburante. E anche la discarica di Siculiana, dove i camion depositano i rifiuti, in assenza dei pagamenti chiude i battenti. "Abbiamo in cassa cinquemila euro  -  dice Antonio Geraci, commissario liquidatore dell'Ato  -  e servirebbero due milioni al mese per garantire il servizio. Andiamo avanti a stento con la raccolta, e dalla discarica abbiamo ottenuto una proroga fino a mercoledì prossimo. I Comuni hanno un debito di quasi 50 milioni di euro".
Complici le tesorerie dei Comuni che hanno chiuso per le festività natalizie e i ritardi dei trasferimenti da parte della Regione, all'Ato non sono ancora pervenuti i versamenti del mese di dicembre. "Solo ieri  -  dice Giuseppe Agrusa, sindaco di Carini  -  è arrivato un trasferimento dalla Regione: lo destinerò all'Ato, che ci costa 700 mila euro al mese. Una cifra enorme, che abbiamo difficoltà a coprire. Fino a quando la gestione dei rifiuti non passerà ai Comuni, così come sembra voglia il governo Crocetta, saremo in emergenza". Dalla Catanzaro costruzioni, che gestisce la discarica di Siculiana, giunge un ultimatum. Entro la prossima settimana ciascuno dei dodici Comuni dell'Ato dovrà stipulare una convenzione con la società. Il Comune che non paga non potrà accedere alla discarica. "La questione rifiuti  -  dice Salvatore Palazzolo, sindaco di Cinisi  -  è un incubo. Cinisi e Terrasini da tempo chiedono di staccarsi dall'Ato. Stiamo uscendo dall'emergenza di questi giorni, ma rischiamo di ritornarci presto".
(16 gennaio 2013)




Rifiuti, la prima rata Tares slitta a luglio, l’aula del Senato approva il decreto


fonte immagine

Rifiuti, la prima rata Tares slitta a luglio, l'aula del Senato approva il decreto

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Più tempo per la prima rata della Tares, che andrà pagata a luglio e non più ad aprile. L'Aula del Senato ha infatti approvato in prima lettura il decreto rifiuti n. 1/2013 modificato da un emendamento che dispone la proproga proposto dal relatore, Antonio d'Alì. Obiettivo dichiarato dello slittamento, permettere al nuovo governo che uscirà dalle elezioni di febbraio di modificare la norma sulla Tares riportandola ad essere una tariffa (costo a fronte di servizio) e non una imposta patrimoniale sotto mentite spoglie, come sottolineato da vari gruppi al momento delle dichiarazione di voto.
La bocciatura iniziale in commissione Bilancio 
Sul punto, la proposta iniziale (differimento dell'istituzione della Tares) era stata approvata all'unanimità in commissione Ambiente, ma bocciata dalla commissione Bilancio per problemi di copertura. Il decreto rifiuti è passato con il voto contrario dell'Idv e l'astensione di Radicali e Lega, a favore gli altri gruppi.

Terremoto Emilia, i contributi per la ricostruzione portati al 100% 
Il decreto, che passa ora all'esame della Camera, comprende anche una norma che facilita l'accesso ai contributi per la ricostruzione del dopo terremoto in Emilia, e varie proroghe al 31 dicembre 2013 di gestioni commissariali, tra le quali figura anche quella relativa al naufragio della Costa Concordia. In particolare, il decreto approvato da Palazzo Madama prevede l'innalzamento dall'80 al 100% dei contributi per la ricostruzione dopo il terremoto in Emilia. Gli interventi per le popolazioni colpite dal terremoto nelle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, spiega il capogruppo della Lega Nord in commissione Ambiente, Gianpaolo Vallardi - copriranno integralmente «le spese occorrenti per la riparazione, il ripristino o la ricostruzione degli immobili».

L'emergenza a Roma: individuati i 4 impianti tmb nel Lazio 
Intanto sono stati individuati i quattro impianti tmb che riceveranno i rifiuti indifferenziati prodotti a Roma, Fiumicino, Ciampino e Città del Vaticano. Il commissario per l'emergenza Rifiuti a Roma, il prefetto Goffredo Sottile, ha indicato i siti di: Albano Laziale (Roma), Viterbo, Colfelice (Frosinone) e Castelforte (Latina).

Ok emendamento trasversale su contributi post sisma Emilia 
Per quanto riguarda il decreto sui rifiuti, la Commissione aveva approvato alla vigilia anche altri emendamenti per l'esame dell'Aula. Tra questi, uno firmato trasversalmente dai senatori emiliani è di "chiarimento' sui contributi per la ricostruzione post sisma in Emilia: si prevede che la concessione del contributo per la riparazione, il ripristino o la ricostruzione degli immobili di edilizia abitativa, ad uso produttivo e per servizi pubblici e privati e delle infrastrutture, dotazioni territoriali e attrezzature pubbliche, distrutti o danneggiati (previsto dal Dl 74/2012) «può essere determinato in ogni caso in modo tale da coprire integralmente le spese occorrenti per la riparazione, il ripristino o la ricostruzione degli immobili». Si precisa poi che la disposizione «opera nell'ambito delle risorse già stanziate e non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

Dalle apparecchiature elettroniche all'emergenza idrica alle Eolie 
Un altro emendamento del relatore toglie la scadenza del febbraio 2013 prevista dal Dlgs 151/05 per i rifiuti da apparecchiature elettroniche. Una proposta di modifica firmata da Bruno Alicata (Pdl) estende la proroga delle gestioni commissariali all'emergenza idrica nelle Eolie. Approvato infine un emendamento del relatore che modifica il riferimento normativo contenuto nel decreto legge relativamente alla applicazione alla regione Campania (dopo la scadenza della proroga) delle norme relative alla organizzazione e gestione dei servizi di raccolta, avvio e smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e la riscossione dei relativi tributi. Invece dell'articolo 19 del Dl 95/2012 si fa riferimento all'articolo 14 del Dl 78/2010; le due norme peraltro, sul punto, sono identiche.

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·    RIFIUTI Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti

·     La mafia ha truccato la raccolta differenziata Dia: “Pagati rifiuti importati da Messina”

·        PROPOSTA DI RELAZIONE SULLE ATTIVITÀ ILLECITE CONNESSE AL CICLO DEI RIFIUTI NELLA REGIONE SICILIANA


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